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Game of Thrones Recensioni

Game Of Thrones | Recensione 5×02 – The House Of Black And White

Non mi ricordavo di quanto fosse pressante l’ansia da nuovo episodio di Game Of Thrones. Voglio dire, io seguo almeno dieci serie contemporaneamente, e per alcune mi mangio le unghie in attesa del nuovo episodio (vedi Supernatural e Outlander), per altre vivo la settimana con tranquillità (vedi Jane The Virgin), ma con Game Of Thrones no. Oh, no. Non mi mangio solo le unghie, arrivo a divorarmi metà braccio fino al gomito, e nel frattempo stresso l’anima a qualsiasi essere vivente nei paraggi con teorie sul nuovo episodio/analisi anche nel minimo dettaglio di ogni scena della puntata precedente/speculazioni infinite sui libri con gente che magari manco li ha letti e sa a malapena chi sia Jon Snow, figuriamoci tutti i suoi millemila papabili genitori.

E quindi, finalmente è arrivato il lunedì a salvarmi (unica cosa per cui va bene il lunedì: lo streaming di Game Of Thrones e la puntata su Sky la sera da guardare con la mia fantastica mamma), e noi siamo di nuovo qui per parlare della 5×02, «The House Of Black And White».

Dunque, inizio col dire che la puntata in generale mi è piaciuta, soprattutto perché sono rientrati in scena Arya e anche Dorne, che è uno dei miei subplot preferiti. Però ci sono state delle scene che veramente, non si potevano vedere (sì, Brienne e Sansa, sto guardando voi. E Jaime, un pochino anche te), in quanto a paralleli tra libri e serie tv. Poi in chiusura abbiamo avuto Daenerys che prende tutte le decisioni sbagliate, ma vabbé, lì niente di nuovo, è più o meno da Yunkai che va avanti così. Ma facciamo le cose con calma.

 

La puntata si apre con Arya (e i miei ululati di gioia per i punti del FantaGoT), in arrivo a Braavos. Ora, parliamone, di questa Braavos. La città del Titano, la grande statua che sta a guardia dell’imboccatura del porto e lo protegge da attacchi via mare. Braavos è una delle più famose Città Libere, la si sente nominare spesso da altri personaggi (Syrio era di Braavos, ma anche la Banca di Ferro ha le sue sedi lì, e la Banca di Ferro è la più potente del mondo, molto di più dei banchieri Lannister), ed ha una particolarità: è l’unica delle nove città a non essere stata costruita dai Valyriani. Mentre tutte le altre otto (Pentos, Myr, Lys, Volantis, Qohor, Tyrosh, Norvos, Lorath) sono nate come colonie della Freehold, Braavos è stata costruita dagli schiavi fuggiti alle navi destinate a Valyria. Ed è proprio qui che arriva Arya dopo aver attraversato il mare stretto, in questa città che a me ha sempre ricordato tantissimo Venezia (magari Martin ha preso ispirazione dalla Serenissima? A leggere le descrizioni di Braavos in giro per il web e su A World Of Ice And Fire sembrerebbe proprio di sì, visto che la città è fatta di canali, poggia su una laguna, la gente si sposta per le vie d’acqua molto più che per le vie di terra, è un grande centro di commercio e scambio dove si ritrovano mercanti da ogni parte del mondo conosciuto… Venezia all’epoca delle Repubbliche Marinare, anyone?). 
Il capitano della nave su cui ha compiuto la traversata carica la nostra Arya su una barca e la porta in mezzo ai canali, tra la vita di Braavos, pescatori e commercianti e marinai, fino alla Casa del Bianco e del Nero, un enorme edificio solitario con una porta bicolore che da sola vale mille.
Sinceramente, dai libri me l’ero immaginata in modo diverso, ma ammetto che questa interpretazione mi ha lasciata comunque stupita in positivo: ha la stessa aria esotica della Casa degli Eterni, a Qarth, ma sembra subito meno minacciosa, meno ostile. 
Arya bussa alla porta, e quando un uomo anziano le apre, lei gli mostra la moneta, gli dice che è stato Jaquen a dargliela, che non ha altro posto dove andare. Ovviamente l’uomo (il famoso kindly man dei libri) le sbatte la porta in faccia. Arya passa la notte lì fuori, sotto una pioggia torrenziale, a rigirarsi la moneta tra le dita e a cantilenare i suoi nomi dell’odio (quanto mi erano mancati). A prendere una decisione, insomma, perché Arya Stark non è una persona che sta ferma. E infatti, al mattino butta la moneta nella acque della laguna e se ne va, si immerge in questa città sconosciuta che è Braavos.

 

La ritroviamo dopo, per le strade, mentre assalta piccioni con Needle e li decapita (probabilmente la Piazza San Marco di Braavos doveva essere lì vicino), prima di venire assalita da un gruppo di bulletti locali che hanno messo gli occhi sulla sua spada (e probabilmente anche su di lei). Ormai la tranquillità con cui Arya si arma di Needle e fa minacce di morte ha smesso di spaventarmi: è vero che di solito gli eroi, anche quelli più sanguinari, non amano uccidere, ma Arya non è propriamente un’eroina, ha subito dei traumi enormi per una bambina di dodici anni, e la vendetta è scritta a enormi lettere rosse nel suo cervello. Non credo però stia scivolando nella pazzia, perché rimane lucida, ragiona e agisce di conseguenza – e se ha anche un tocco di follia, allora sono sicura che la Casa del Bianco e del Nero le insegnerà ad usarla. Già, perché a mandare via i tre assalitori è l’uomo che le aveva aperto la porta, e Arya lo segue di nuovo fino alla Casa.
Lì, lui le restituisce la moneta che lei aveva buttato in mare, e in un secondo cambia faccia, ritornando ad essere – Jaqen. Mi avete sentita urlare fino a dove abitate voi, vero, ? 
Quando si era parlato del ritorno dell’attore, l’unica scelta possibile era che sostituisse l’uomo gentile e fosse lui a guidare Arya in questa nuova vita: è un cambiamento rispetto al libro, ma a differenza di altri, è un cambiamento che ha senso, e che alla fine non distrugge la storyline. I due, infatti, entrano nella Casa, e da qui in poi sarà tutto diverso, per Arya.



(YAAAAAAS WELCOME BACK JAQEN CI MANCAVI)

Da Braavos ritorniamo a Westeros, nelle terre sul confine della Valle di Arryn, dove Pod e Brienne si sono fermati a una locanda. E fin qui, tutto bene. Poi inquadrano Petyr e Sansa, nella stessa locanda, e allora ho perso ogni dignità umana.
Perché insomma, vanno bene i cambiamenti. Ci devono essere, ci sono sempre stati nelle trasposizioni da libri di mille pagine dove l’autore ha a disposizione molto più spazio per gestire la storia a serie tv/film molto più corti. Ma su una scala di com’è il tuo adattamento da Eragon (0) a Catching Fire (10) la storyline di Sansa e Brienne sfiora il -5. È praticamente The Last Airbender diretto da Shyamalan, in quanto a orrore. Non ha senso, non ha senso e continuerà a non averne.

Prima di tutto, Petyr che dice a Sansa che la sua «marriage proposal» è stata accettata. SCUSATEMI, COSA? Petyr, fino alla scorsa puntata io avevo ancora un minimo di fiducia in te, e ti rispettavo. Più o meno. Ok, molto meno che più ma almeno un pochino. Adesso invece sei finito sulla mia lista di nomi dell’odio. Perché immagino che quella marriage proposal sia per Sansa, non per te, che te ne stai bello e contento al Nido dell’Aquila a fare il Lord della Valle. E se quei terribili rumors su Sansa sono veri, e se SEI TU a venderla a chi-penso-io, allora dico no.
E dico no per il semplice motivo che è troppo, troppo OOC.
 Petyr Baelish è una persona intelligente. Viscido e manipolatore, certo, ma sveglio, e probabilmente uno di quelli che capisce meglio il gioco dei troni in tutto lo show. Non fa mai niente che vada contro il proprio interesse, niente che non possa avere la certezza di controllare nei minimi dettagli. Il suo svendere Sansa in giro è OOC uno perché sappiamo che ha questa passione vagamente pedofila per lei, e se la terrebbe stretta proprio per questo, due perché visto che qui si è rivelata come Sansa Stark avere l’erede di Winterfell il più vicino possibile sarebbe la mossa più intelligente, tre perché il Petyr dei libri saprebbe benissimo che chi-penso-io è una variabile impossibile da controllare. E quindi già mi disturba, questa marriage proposal che mi sa solo di pessime conseguenze.

 

Per non parlare poi di Brienne. Che incontra Sansa. Ma dove? Ma quando? Ma perché? E soprattutto che viene rifiutata da Sansa (e accidenti, questa proprio non mi è piaciuta, il modo in cui Sansa l’ha mandata via, mi ha ricordato troppo la prima stagione e non mi è andato giù, anche se comunque capisco i suoi motivi). Lasciando perdere la patetica scena di inseguimento nei boschi alla fine della quale Pod finisce col sedere nel fiume e Brienne salva la situazione con Oathkeeper, chiudiamo la scena nella Valle di Arryn con Petyr e Sansa in viaggio verso non si sa bene dove, con Pod e Brienne segretamente alle loro calcagna. 
Ed è giusto che Brienne voglia comunque seguire Sansa, voglia restare fedele al voto fatto a Catelyn, e probabilmente se tutto va nella direzione in cui sembra andare allora a Sansa farà anche bene l’avere Brienne alle costole, ma la loro storyline è troppo distante dai libri, troppo strana, troppo senza senso. Ed è anche molto «piatta». Brienne è diventata una macchietta, sempre rifiutata, prima da una sorella Stark e poi dall’altra, mandata via, lei che è uno dei personaggi più interessanti del libro. Sansa… Sansa, che tutti hanno detto «finalmente è pronta a giocare al gioco», continua a fidarsi di Baelish commettendo lo stesso errore di suo padre. Baelish stesso sta deragliando pericolosamente nell’OOC. Ecco, questa parte di storia qui è quella che mi preoccupa di più, e quindi quella che mi sta piacendo di meno, purtroppo.

 
 
 
 

A King’s Landing, Cersei e Jaime ricevono un delizioso regalino da Dorne. Dove per delizioso si intende disgustoso. Un serpente impagliato con il medaglione di Myrcella tra i denti, un segno che è chiaramente come una minaccia alla vita della principessa, dopo la morte di Oberyn. 
E quindi, dopo che Cersei ha dato prova di uno schizofrenia e bipolarismo invidiabile («I’ll burn their cities to the ground!» e poi quando Jaime suggerisce di andare a prendere Myrcella con un esercito, «It would be an act of war!», perché evidentemente bruciare città non lo è; «You never called them your sons», dice a Jaime in tono d’accusa, e lui risponde, «If I’d been a father to them they’d have ended up stoned in the streets», e lei ribatte, «Then you shouldn’t be calling them your sons!». Ragazza mia, vai da un medico. Ma da uno bravo), Jaime decide di andare lui stesso a Dorne a riprendere Myrcella e riportarla a casa. Non con un esercito, ma non da solo.


E infatti, lo vediamo a Stokeworth, un castello minore nelle terre della corona. Perché? Per cercare Bronn, che dovrebbe sposare la più giovane delle lady Stokeworth, Lollys (che è molto ma molto diversa da come viene descritta nel libro, ma non importa). Finalmente, cori angelici per il ritorno in scena di Bronn, un personaggio che amo moltissimo, e che rientra con una battuta epica: quando lui e la sua promessa sposa vedono Jaime ad aspettarli, Lollys chiede, «Who’s that?» (domanda alla quale io potrei rispondere con un ‘è la bellezza in persona soprattutto con quella giacca di pelle‘), Bronn ci grazia con un «That’s Jaime fucking Lannister».
 Jaime spiega a Bronn il suo piano, gli promette una sposa molto migliore di Lollys in caso di buona riuscita, e il mercenario (pardon, adesso è Ser Bronn delle Acque Nere) acconsente a seguirlo «as far south as the south goes
Ora, sul Jaime che va a Sud quando nei libri dovrebbe andarsene esattamente nell’altra direzione non ho molto da commentare, se non che probabilmente rispecchia il taglio generale di personaggi che hanno fatto con questa quinta stagione. Non mi dispiace neanche poi tanto, ma ho un po’ una brutta sensazione, e spero davvero che nessuno faccia la fine che avrebbe dovuto fare Arys Oakheart, seguendo i libri (anche se probabilmente succederà a Bronn, me lo sento nei mignoli). E soprattutto, spero che Jaime e Brienne si vedano ancora una volta, prima della fine della stagione. Ve ne prego.




(eh, close enough)

Ma finalmente, siamo arrivati a Dorne. Dorne, il Regno che amo di più (perché è vero che la mia Casa sono i Targaryen, ma Dorne mi affascina tantissimo), e la prima che vediamo è Ellaria, vestita nel nero del lutto (come ti comprendiamo, Ellaria, siamo tutti ancora in lutto per il caro Pedrito), gioielli di serpenti ai polsi, che attraversa i corridoi dei Water Gardens, una sorta di residenza estiva della famiglia Martell (in realtà la storia è più complicata di così ma sorvoliamo) per cercare il Principe di Dorne. E qui c’è la prima battuta di arresto. Il principe si chiama Dorán. Dorán? Cosa? Ma davvero? La mia intera vita è una bugia, io l’ho sempre letto Dóran e questa cosa mi destabilizza tantissimo. Davvero, ci sono rimasta di un male che non vi dico.

Anyways, Ellaria marcia da Doran per chiedergli— una cosa OOC. Ma pesantemente OOC. Myrcella, da poter torturare e rispedire a sua madre a pezzi in modo da ottenere vendetta non solo per Oberyn, ma anche per Elia, e tutti i torti che Dorne ha subito ai danni dei Lannister. Ora, ma non era Oberyn quello che la stagione scorsa diceva, «A Dorne non uccidiamo le ragazzine?», e non era Ellaria quella saggia, anche nel suo dolore, che nei libri diceva «spargere altro sangue non servirà a niente?». Ellaria ci è stata presentata come molto allineata con i pensieri del suo amante, e vederla comportarsi così è un insulto alla sua memoria, secondo me, oltre ad essere OOC sia per i libri che per la serie televisiva. Se i D&D vogliono farla comportare così per farla sembrare «una donna forte», stanno sbagliando di brutto, visto che nel libro Martin dice, letteralmente, che Ellaria «even weeping, she had a strenght in her». Non serve seminare morte e distruzione a destra e a manca per essere forte. Questa uscita non ha senso, per Ellaria, e infatti nel libro non la diceva lei. La battuta era di Obara, la più grande delle Serpi delle Sabbie, le figlie bastarde di Oberyn (non figlia di Ellaria, ricordiamocelo, Oberyn ha otto figlie ma solo le ultime quattro sono da Ellaria). Se l’hanno castata, allora perché non usarla quando effettivamente appare nel libro, invece di mandare di nuovo OOC un personaggio di cui già si sa poco, e che così sembra proprio senza senso?

 
(proprio, eh?)

Per fortuna c’è Doran, che ricorda a Ellaria la stessa cosa che aveva detto suo fratello a King’s Landing. Ora, Doran mi piace moltissimo: mi piaceva nei libri, mi è piaciuta la scelta di Alexander Siddig per interpretarlo, non vedo l’ora di vedere che percorso avrà nella serie.
Il principe Doran Nymeros Martell è un uomo attento, calcolatore, meno focoso di suo fratello minore Oberyn, ma non per questo meno letale. Solo perché non vuole prendersi la sua vendetta contro Myrcella (una ragazzina che non ha niente a che vedere con le pessime scelte di vita che compie sua madre), non vuol dire che se ne starà seduto immobile come crede Ellaria, o meglio, come nei libri credono le Serpi delle Sabbie e soprattutto sua figlia, Arianne. Arianne, bellissima Arianne Martell, principessa ereditaria di Dorne, che qui abbiamo visto in tutta la sua gloria— ah, no. Giusto. Perché non hanno castato Arianne, un personaggio chiave per il subplot di Dorne. Senza di lei, anche la storyline di Myrcella dovrà cambiare, ed è qui che, penso, entreranno poi in gioco Jaime e Bronn. Se si esclude l’immensa delusione di non aver visto Arianne, delusione che mi trascino da quando hanno annunciato le new entries della quinta stagione, posso ritenermi soddisfatta da Dorne. Staremo a vedere cosa succederà nelle prossime puntate. Ma lasciatemi dire che Doran, Doran, per fortuna che ci sei tu.

 
 

Ritroviamo anche Tyrion, sulla strada per Volantis assieme a Varys, sempre con un boccale di vino in mano e sempre più pungente. Per fortuna, Varys è uno che non si lascia bulleggiare dalle battute di Tyrion e lo mette in riga. I loro discorsi sul potere, le loro considerazioni su come gira il mondo, sull’ipocrisia che lo regge, sono sempre tra i miei preferiti, perché sono incredibilmente veri. E validi non solo per Westeros, io credo, ma anche e soprattutto per il nostro mondo. A parte questo, però, la loro scena non ci ha portato poi tanto di nuovo – sappiamo che stanno andando a Volantis, e da lì cercheranno di raggiungere Meereen. E che stanno usando una carrozza coperta per paura di venire scoperti da cacciatori di taglie che cercano Tyrion, considerato che Cersei ha offerto una grossa somma di denaro e il titolo di Lord a chiunque le porti la testa di Tyrion. «There are a lot of dwarves in the world», ribatte Tyrion a Varys, «Is she going to kill all of them?»

 
 
 

La testa del nano che finisce posata davanti a Cersei nella scena successiva suggerisce che , la cara regina non avrebbe problemi ad ammazzarli tutti, se significasse mettere le mani su Tyrion. I cacciatori di taglie non le hanno portato la testa giusta, però, e quindi niente signoria per loro, mentre la testa finisce tra le mani di Qyburn, il nuovo migliore amico di Cersei, e ultima aggiunta del Consiglio Ristretto, un posto pieno di allegria e gioia (come no), dove tutti adorano la regina reggente (come no). La breve scena del consiglio ci fa capire che Cersei sta cercando di seminare le più alte cariche del Reame tra persone a lei fidate, e che quello che vuole fare è governare lei in attesa della maggiore età di Tommen.
Cersei, alla fine, vuole quello, vuole potere, e non vuole condividerlo con nessuno che non le sia fedele, Margaery Tyrell men che mai. Per fortuna, a contrastarla c’è suo zio Kevan, l’unico dei Lannister ad aver ancora un po’ di cervello. Quando si rifiuta di diventare la sua marionetta e se ne va per ritornare a Castel Granito, Cersei dovrebbe aver compreso come questo suo gioco stia andando verso una bruttissima fine. Dovrebbe. Ma visto che stiamo parlando di Cersei, non credo proprio abbia colto il messaggio.

 
 

Alla Barriera, Shireen insegna a Gilly a leggere. Questa, secondo me, è la cosa più importante della puntata e possiamo andare tutti a casa con questa consapevolezza. Scherzo, ovviamente, ma Shireen Baratheon è una bambina dolcissima, è un tesoro e nessuno dovrebbe farle del mare, quel limone rinsecchito di sua madre Selyse meno di tutti.
Il centro della storia del Nord però non è Shireen, e quindi ecco comparire il nostro caro Jon.
 Stannis non è per niente contento che Snow abbia «aiutato» Mance, ma per quanto duro e rigido, Stannis capisce che il Nord non è come gli altri Regni: la gente ha il sangue dei Primi Uomini, e non ama seguire lord stranieri. «They need one of their own», dice Jon, e Stannis concorda: quindi gli offre il cognome di Eddard, Stark, e Winterfell. Un bastardo può essere legittimato da un re, e Stannis lo è: in un battito di ciglia Jon potrebbe avere tutto quello che ha sempre voluto e che ha sempre invidiato a Robb, potrebbe essere Jon Stark, Lord di Winterfell. Forse, nella prima stagione avrebbe anche accettato.
Ma questo Jon è un uomo, diverso dal ragazzino che ha lasciato Grande Inverno quando ancora tutti i membri della famiglia Stark erano in vita. Ha subito perdite indicibili, ha camminato con i bruti, ha amato e ha sofferto. E sa di essere un uomo dei Guardiani della Notte. «Night gathers, and now my watch begins. It shall not end until my death», dice il giuramento, e Jon intende rispettarlo.

Non che non ci sia niente ad attenderlo alla Barriera. Potrà non essere Lord di Winterfell, ma in questa puntata Jon Snow diventa il novecentonovantottesimo Lord Comandante dei Guardiani della Notte, grazie all’aiuto di Sam, certo, che fa un bellissimo discorso in suo onore, ma grazie soprattutto al suo coraggio, alla sua impeccabile bussola morale. E quindi lasciamo il Nord con il Lord Commander Snow, e le mie infinite lacrime di commozione. Mi sento Mushu. «Il mio bambino è cresciuto e va a massacrare gli Estranei». L’unica cosa che ho da dire è che non mi aspettavo succedesse già alla seconda puntata, credevo l’avrebbero tirata ancora un po’ per le lunghe. Ma davvero, il Nord continua a non deludermi.

E per finire, Meereen, dove Daario e Verme Grigio trovano uno dei Figli dell’Arpia, nascosto nella casa dove aveva assassinato l’Unsullied che tutto il web ha temuto essere un recast di Grey Worm (anche questo assassino, è poco furbo, se si nasconde sul luogo del delitto). Daenerys discute la faccenda col suo consiglio: alcuni la incitano ad ucciderlo subito, per mandare un messaggio ai vecchi Wise Masters, altri, come Ser Barristan, suggeriscono che un processo sarebbe la scelta migliore. E alla fine Daenerys sceglie di dare ascolto al vecchio cavaliere, l’unico che ha visto sul trono più di un solo Targaryen — Ser Barristan è stato nella Kingsguard di Aerys II, e l’ha visto dispensare quella che era la «sua» giustizia. Non vuole che Daenerys segua la stessa strada, e lei lo rassicura, «I’m not my father», dice, promettendo di garantire un giudizio equo.

Già, Dany. Non sei tuo padre. Ma sei tonta, tonta, con delle intere cosce di prosciutto sugli occhi e zero capacità politiche (ah, ma giusto, lei non è una politica, è una regina). Davvero, Daenerys è uno dei miei personaggi preferiti, è quella con le potenzialità più enormi, ma fa degli sbagli madornali uno dietro l’altro. Mi sta diventando indifendibile.
Infatti, quando Mossador, schiavo liberato e ciecamente fedele alla sua mhysa, uccide il figlio dell’Arpia prima del processo, le cose precipitano. Non che vada bene uccidere gente e inchiodarla per strada, ma Mossador l’ha fatto perché credeva di poter liberare la sua regina dalle costrizioni formali della politica. Daenerys però, che come sempre vede il mondo in bianco e nero e è fisicamente incapace di compromessi, a quanto pare, sceglie di giustiziarlo in quanto traditore e omicida. Pubblicamente. Pubblicamente, ma io dico, ma sei stupida?
 Se proprio vuoi uccidere uno schiavo perché ha fatto fuori uno schiavista in una città piena di schiavi liberati dove tu ti proclami Breaker of Chains, almeno fallo in privato. Non davanti all’intera cittadinanza. Daenerys porta Mossador davanti a tutta la popolazione di Meereen, schiavi e padroni, e lo condanna a morte.
Immediatamente l’aria si riempie di grida di «pietà» e «risparmialo!» provenienti dagli schiavi, mentre Mossador chiede perdono, guardando la sua Madre con occhioni confusi.
 E Daenerys che fa?
NON LO GUARDA NEMMENO IN FACCIA. Sta ad ascoltare le urla della folla, e poi, inamovibile dalle sue pozioni, fa un microscopico cenno della testa e Daario uccide Mossador a colpi di arakh. Daenerys non l’ha guardato in faccia nemmeno una volta, questo ex schiavo che ha fatto tutto per lei e che lei chiamava suo figlio. Il minimo che avrebbe potuto fare sarebbe stato garantirgli la decenza di guardarlo negli occhi, ascoltare le sue parole, come diceva il vecchio Eddard. Il fatto che Daenerys l’abbia praticamente ignorato, mentre era lì inginocchiato ai suoi piedi, mi ha fatto salire una rabbia in corpo che non vi dico.
È così che intende governare? Guardando lontano mentre i suoi soldati fanno il lavoro sporco per lei? Allora forse non è una regina migliore di Robert o Joffrey, né di tutti i Targaryen prima di lei. 
Qui, purtroppo, Daenerys ha dimostrato quanto la sua inesperienza e il suo manicheismo giochino contro di lei, e si è meritata appieno quello che le è successo dopo: gli schiavi che le sibilano contro, un suono sinistro, quasi una maledizione, e poi una rivolta, urla assordanti, schiavi contro padroni, di nuovo, e la sua espressione spaventata mentre gli Unsullied la scortavano di nuovo dentro alla piramide mi ha fatto solo dire, «ben ti sta». Ed è inutile che faccia la povera vittima quando manda via tutti suoi consiglieri: checché ne dica Varys, io non credo basti solo un nome importante per fare il sovrano. Ed è vero che non bisogna solo essere temuti per essere seguiti, come dice Stannis, ma neanche l’altro opposto vale. Daenerys deve scendere a compromessi. È una necessità, perché non potrà mai soddisfare tutti, non potrà mai far felici tutte le persone che incontra, è impossibile e crederlo è stupido, è da ragazzina, non da grande regina quale lei si dice essere.

Senza contare il pessimo controllo che ha sui suoi draghi. La scorsa puntata abbiamo visto Viserion e Rhaegal, e in questa finalmente ritorna in scena anche Drogon, sempre più bello e più grande man mano che passa il tempo. Appare in cima alla piramide di Meereen dopo settimane che non si faceva vedere, e Daenerys quasi si commuove a rivederlo, tende una mano verso di lui come se il drago potesse aiutarla a superare tutti i terribili problemi che la circondano (e che si sta causando da sola, secondo me). Ma Drogon ormai è troppo enorme, troppo selvaggio. È un drago, non un gattino domestico, e quando Daenerys si avvicina riprende il volo, allontanandosi nella notte di Meereen, ed è su di lui che si chiude la puntata.

 
 
 
 

In sintesi, è vero, è stata una puntata «lenta» anche questa (l’unica azione in senso stretto è venuta dall’inseguimento a cavallo con Brienne e Pod e poi dalla rivolta a Meereen), ma l’ho trovata comunque molto interessante. Si sono disposti i pezzi anche a Braavos e a Dorne e alla Barriera, abbiamo capito quali saranno i problemi principali di questa stagione… e abbiamo visto che governare è difficile. Incredibilmente difficile, e infatti mi stupisco sempre di vedere quanta gente voglia comunque farlo, in questa serie, e mi chiedo, ma tutti questi nobili che vogliono il trono o una corona o più potere, sanno a cosa vanno incontro? Hanno le capacità per farlo?
Cersei ha una smania di potere infinita e continuano a vederla fare disastri diplomatici uno dopo l’altro, in primis col suo Consiglio Ristretto. Su Daenerys stendiamo un velo pietoso. L’unico che si salva, per ora, è Doran Martell. E quindi vedremo cosa ci riserva la puntata della settimana prossima, «High Sparrow», della quale vi lascio il promo qui sotto.

Come sempre, vi invito a passare dalle nostre meravigliose compagne di avventure a Westeros, Game Of Thrones – Italia, che ringraziamo anche per i subs del promo, Team Sansa, L’immane disgusto di Varys nei confronti dell’umanità e La dura vita di una fangirl, e di lasciare qui sotto i vostri commenti e le vostre speculazioni (sempre segnalando gli spoiler). Qui i punteggi del FantaGoT, tra martedì e mercoledì. A lunedì prossimo, people!

Considerazioni random:

  • L’uomo scuoiato dei Bolton su Winterfell continua a darmi un dolore esistenziale che proprio mi manda in crisi. Se qualcuno non si spiccia a far fuori padre e figlio entro nella televisione e lo faccio io.
  • Quando Arya e il capitano si sono salutati con «Valar morghulis», «Valar dohaeris» mi è preso un attacco di commozione. Il saluto braavosiano è una delle cose che amo di più uscite dalla mente di Martin, e un giorno o l’altro me le farò tatuare, me lo sento.
     
  • Pod che sorride come un babbeo alla ragazza della locanda mi ha fatto morire. Se gli succede qualcosa di brutto (ehm, ehm) mi strappo i capelli e mi straccio le vesti come le vedove delle tragedie greche.
  • Mi è piaciuta tantissimo però Sansa che cita l’immortale «Dark wings, dark words», che nei libri ritorna tipo ogni tre pagine.
  • Sempre parlando di Pod, mentre ritornava a piedi dopo il tuffo nel fiume per un attimo ho davvero avuto paura che sarebbe morto. Se questa è la sensazione dei non lettori che non sanno cosa sta per succedere, non mi piace e rivoglio la mia onniscienza, grazie.
  • Cersei che chiama Margaery «that smirking whore». Whoa there. Calmiamoci un attimo.
  • Solo io ho intravisto il palese omicidio in arrivo quando Lollys parla a Bronn della questione dell’eredità di Stokeworth? «Your sister is a bad person», dice lui, «And bad person always get what they deserve, one way or another». More like one Bronn or another.
  • Devo sottolineare ancora una volta l’outfit di Jaime nella scena a Stokeworth. Quella giacca di pelle da sola vale tutta la puntata.
  • Per contro, il vestito di Myrcella è orribile. Cosa sei, una Barbie?
  • Gilly e Sam sono i nuovi Vianello, tbh.
  • Amo il fatto che Stannis e Jon abbiano menzionato Lyanna Mormont. «Bear Island knows no king but the king in the North whose name is Stark» è una delle frasi più belle mai uscite da ASOIAF.

  • Barristan Selmy che racconta a Daenerys della storia passata dei re Targaryen è una delle mie cose preferite, perché è proprio ora che qualcuno insegni a Dany un po’ di verità invece di riempirle la testa di cavolate come faceva Viserys.

Best lines:

Sansa: «I don’t see what all the fuss is about», parlando della birra ed esprimendo tutte le mie opinioni.

 

Tyrion: “There’s a bug.
Varys: “Yes, best be careful. You might accidentally consume some solid food.

 
 

Sam che dice, “He was the commander we turned to when the night was darkest“.
E che scarica una sick burn su Janos Slynt


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20 comments

Valentina 21 Aprile 2015 at 21:03

Devo dire che ho preferito il primo episodio…sarà forse a causa dei lunghi mesi di attesa o del flashback con la giovane Cersei. Di questo secondo episodio ci sono cose che mi sono piaciute e altre che invece proprio no.
Di sicuro mi è piaciuto tantissimo il ritorno di Arya!!! E quello di Jaqen il quale sebbene nei libri non torni la cosa non mi dispiace affatto, anzi mi piace ancora di più che sia lui il kindly man visto che in fondo era stato lui a dire ad Arya di venire a Braavos.
Passando a Sansa e Brienne ecco questa è una parte dell’episodio che proprio non mi è piaciuta. Brienne non mi piace la piega che sta prendendo la sua storyline e non so proprio che altro accadrà (chissà magari con la fortuna che si ritrova finirà per incontrare e venir rifiutata anche da Rickon Stark).
Sulla promessa di matrimonio non credo riguardi Sansa, ma Ditocorto perché per tutti lei è ancora sposata con Tyron e inoltre se Cersei venisse a sapere dove si trova farebbe di tutto per farla uccidere e in pochi (tranne forse al Nord) potrebbero pensare di proteggerla da Cersei. Inoltre se ho ben capito stanno andando ad Est e quindi credo (e spero) che la proposta di matrimonio non riguardi quella certa persona che vorrei tanto uccidere e che per Ditocorto sarebbe ingestibile (inoltre sarebbe una deviazione veramente eccessiva dai libri).
Jamie e Bronn: anche per loro si devia dai libri, ma in questo caso il cambio mi piace e può portare sviluppi interessanti.
Per quanto riguarda Ellaria penso che la useranno per farle prendere il posto di Arianne, usarla per far risaltare Doran e il suo modo di regnare (non so se è chiaro ciò che intendo). Doran che poi noi lo vediamo così tranquillamente seduto ma da lui mi aspetto molto.
Cersei: sta iniziando la sua discesa, lo zio non ne rispetta l’autorità, jamie è partito, le sono rimasti solo Pycelle (la cui fedeltà è discutibile) e Qyburn ma alla fine è rimasta da sola contro tutti (soprattutto contro Margaery).
Invece per quanto riguarda la storyline al nord bellissimo il messaggio che Stannis riceve de Lady Mormont che mi ricorda molto quello che disse Tyron dopo le nozze rosse “il nord non dimentica”, e il discorso di Sam e di come ha ridicolizzato Janos Slynt.
Infine Daenerys è stata proprio stupida nel decidere di far uccidere pubblicamente lo schiavo. Credo che l’abbia fatto per far vedere agli ex padroni che lei è obiettiva, giusta, e che quando si tratta di far rispettare la legge non faccia distinzioni fra padroni e schiavi, ma la cosa le si è rivoltata contro.
Quando poi ho visto Drogon ho pensato che era bellissimo e maestoso su quella piramide, ma come hai scritto tu selvaggio e se Dany non trova il modo di far tornare i draghi al suo fianco e riaverne il pieno controllo le cose per lei potranno solo peggiorare.

Reply
barricadeuse
barricadeuse 21 Aprile 2015 at 21:54

Probabilmente è perché questo episodio è comunque lentino, ed è anche lui un “disporsi dei pezzi” come il primo, mentre noi siamo abituati all’azione, alla velocità – poi nell’economia di una serie come GOT che ha dieci episodi già averne due più soft vuol dire andare avanti a razzo per gli altri, penso.
Ma anyways: Arya e Jaqen sono stati il ritorno migliore della puntata, concordo con te, e secondo me ha molto senso aver sostituito il kindly man, almeno lega bene insieme la storia con un personaggio che già conosciamo e non crea troppa confusione sulla questione del “cambiare volto” e tutto, visto che glielo abbiamo già visto fare.
Mi sa che a nessuno che abbia i letto i libri piace la piega che stanno prendendo Sansa e Brienne (e forse nemmeno agli spettatori, visto come si sta coprendo di ridicolo la Maid of Tarth): guarda, spero davvero che tu abbia ragione, ma io ho questo presentimento qui che proprio non riesco a togliermi, per non parlare di quello che si è visto dal promo che sembra proprio confermare i miei peggiori sospetti. È vero che Sansa teoricamente è sposata con Tyrion, e infatti nei libri se lo ricorda sempre, ma probabilmente essendo Tyrion accusato di regicidio, kinslaying e magari presunto morto non ci sarebbero molte difficoltà a sciogliere il matrimonio (senza contare che se davvero entra in scena chi-penso-io gli dei davanti a cui compiere la cerimonia sarebbero diversi, quindi magari conta qualcosa anche quello). Cersei ha troppo da fare a prendersi a unghiate con Margaery per occuparsi del Nord, mi sa. Che poi i Bolton sono alleati dei Lannister, Roose troverebbe un modo per farla star buona, visto che ormai le stanno mettendo i piedi in testa tutti, guidati dal mitico zio Kevan (vai zio Kevan, siamo tutti con te!).
A me piacciono molto Jaime e Bronn a Dorne, per quanto mi piange il cuore a pensare che non andando nelle Terre dei Fiumi difficilmente incontrerà Brienne, ma temo comunque per quello che potrebbe succedere loro in mezzo a tutti quei serpenti, metaforici e non. E sì, capisco che Ellaria è lì per fare da portavoce a Arianne che non si capisce bene come hanno deciso di non castare pur essendo un POV character, ma continuo a pensare che le parole che le hanno fatto dire sarebbero state meglio in bocca a Obara (alla fine, nemmeno Arianne voleva fare male a Myrcella).
Per quanto riguarda Jon, ormai è quasi l’unica gioia nello show, anche se adesso che è Lord Comandante arriva la parte difficile, mentre Daenerys sta precipitando nell’inettitudine, proprio. Con i draghi fuori controllo, poi, si mette proprio male.

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Giò 21 Aprile 2015 at 21:16

Non ho letto i libri ma leggendo le tue recensioni mi sta venendo voglia di comprarli!
Mi aspettavo di vedere fin dalle prime puntate una caduta più drastica di Cersei, ormai lasciata sempre più sola nella sua follia, invece è più stoica di quel che pensavo. Ormai non mi sorprende più e adesso secondo me allontanare Jamie è per lei un errore madornale. Per lui invece è un bene ovviamente.
Arya e il suo nuovo viaggio in solitaria mi incuriosiscono.. Lo stesso sarebbe per Sansa se non fosse per la sua costante aria da uhm non saprei trovare una parola adatta, impassibile, che un po’ non sopporto.
Dorne mi ha sorpreso e un po’ mi fa sentire la mancanza di un personaggio come Oberyn.
Daenerys invece ne sta combinando di tutti i colori. Le parole di Daario stanno prendendo forma. Probabilmente senza i draghi lei si sente senza un pezzo di sè, mi chiedo però come finirà perché ormai sono ingovernabili non vedo alcuna soluzione per loro, due ormai sono incatenati invece il “migliore” è ancora libero. (Pensavo, per un attimo almeno, che avrebbe giusto sputacchiato un po’ di fuoco qua e là sulla città mentre si allontanava invece è andata di lusso) Comunque ha veramente fatto una cavolata enorme che si ripercuoterà su di lei quando ha ucciso il suo consigliere. Non dico che lei non sia mai stata rigida ma da qui a uccidere un uomo sotto gli occhi imploranti di tutti, sapendo di sbagliare, ce ne vuole. La capisco sempre di meno.
Tyron grazie al cielo mi rende migliori le giornate grazie alle sue comparse.
In generale per ora non sono rimasta delusa ma queste puntate per ora sono molto “introduttive” e lontano dagli sfarzi di puntate epiche delle passate stagioni. Non vedo l’ora di vedere le prossime!

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barricadeuse
barricadeuse 21 Aprile 2015 at 22:18

Non so se è una buona cosa, che ti sto facendo venir voglia di comprare i libri, sono un vortice di follia da cui non ti asciughi più (ma sono anche incredibilmente ben scritti e molto, molto più dettagliati del telefilm. Secondo me ne vale la pena, magari una bella letturona estiva di quelle che quando hai finito non capisci più in che realtà sei).
Oh, più lontani se ne stanno i gemelli meglio è per tutti (leggasi: Jaime e noi), Cersei ha questa ossessione che tutti vogliano fregarla, tutti vogliano farle del male, e dopo un po’ smette di essere lucida, e vede minacce ovunque (tipo in Margaery, o meglio, soprattutto in Margaery, che è furba sì, ma non le farebbe mai del male, alla fine. Non penso riuscirebbe a destituirla come sta facendo subdolamente Kevan, per dire).
Sansa sta diventando di marmo, impassibile, come dici tu, ma a me il fatto che ancora si fidi di Ditocorto lascia l’amaro in bocca, perché sta facendo esattamente lo stesso errore di Ned. E sappiamo tutti com’è finita per Ned. Mai fidarsi di Littlefinger, checcavolo. Sono le due regole di Westeros: non fidarti di Baelish e non sposarti.
Probabilmente se ti manca Oberyn l’arrivo delle Serpi delle Sabbie ti piacerà moltissimo. Anyways, Daenerys secondo me ha questo enorme problema di essere troppo, troppo rigida. Non dico che sia una buona cosa scendere a compromessi SEMPRE quando si governa, ma un minimo credo sia indispensabile, soprattutto in un posto come Meereen già agitato da conflitti intestini alla città stessa. Va bene avere una bussola morale, ma insomma… Dovrebbe ragionare un po’ di più.
Secondo me comunque adesso che hanno sistemato tutti i pezzi la stagione entra davvero nel vivo, insomma, cominciano un po’ a muoversi. E speriamo, che qui in quattro e quattr’otto abbiamo già finito i dieci episodi!

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Kon 22 Aprile 2015 at 09:51

Presumo che Jaime e Bronn diventino il nuovo buddy duo della serie. Vedremo se riusciranno a non farci rimpiangere, Sandor & Arya e soprattutto Tyrion sempre con lo stesso Bronn (Bronn rulez)
Tyrion invece mi sta deludendo, i suoi discorsi con Varys sono sempre gli stessi, e quanto sono depresso, e ho perso tutto, e quanto mi piace bere… boh speriamo in un colpo di scena nella prossima puntata perchè finora i due attori son stati sprecatissimi in questa stagione.
Lollys e Shireen sono veramente un tripudio di pucciosità, e tutto sommato un pò ce ne vuole in mezzo a tutti quei serpenti.
E parlando di serpenti, il repentino cambiamento di Ellaria mi sa un pò di forzatura, va bene la vendetta ma ora sembra priva di qualsiasi capacità raziocinante, e se penso alla gentile e sorridente tizia della stagione scorsa il dubbio che si parli sempre dello stesso personaggio un pò ti viene. Ma quanto vogliamo scommettere che durerà poco non appena incontrerà il bel Jaime? Già, perchè ormai è evidente che Jaime prenderà il posto di Arys e lei quello di Arianne.
Così come è altrettanto chiaro che Sansa sarà fusa a freddo con Jeyne Poole. Bell’evoluzione Sansa eh… Brienne era la sua unica ancora di salvezza, e giustamente la rifiuta perchè si fida di uno come Ditocorto, perchè è convinta che riuscirà a cavarsela soltanto sbattendo la sopracciglia. Ormai non mi fa nemmeno più tenerezza, tanto è pessimo il trattamento che le stanno riservando D&D.
Ditocorto non ne viene comunque fuori in modo migliore, perchè veramente non mi spiego perchè debba consegnare la sua unica chiave per il dominio del Nord agli sgherri fidati dei suoi nemici.
Poi vabbè, la casualità forzatissima con cui tutti s’incontrano alla locanda è roba che farebbe arrossire di vergogna anche un’autrice quindicenne di fan fiction lovvose.
Il discorso elettorale di Sam a me è piaciuto davvero, tutto quello che non sa il suo amico lo sa lui. Sam, il peso della cultura, potrebbero farci uno spin-off.
Dovrei parlare ora di Daenerys, ma sinceramente che c’è da dire? Fa giustiziare il suo (ex) schiavo (non) liberato in pubblica piazza dando prova per l’ennesima prova di quanto sia veramente, ma veramente IDIOTA! E un’altra domanda allora diventa d’obbligo: Varys, ma sei sicuro che vuoi quell’impiastro sul trono di spade? ma sei diventato scemo anche tu come il tuo rivale lolicon o Tyrion ti fa bere troppo? Ma poi vedo di nuovo i nomi che si occupano della sceneggiatura e la risposta diventa chiara. Purtroppo.

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barricadeuse
barricadeuse 22 Aprile 2015 at 18:49

Probabilmente hi ragione su Jaime e Bronn, abbiamo bisogno di un duo di buddies un po’ più “classico”, visto che Tyrion e Varys sono una coppia abbastanza atipica – e sono fiduciosa che nella prossima puntata FARANNO qualcosa, in questa il focus era su altri personaggi (ma probabilmente Dinklage deve essere in ogni episodio, è sempre il primo del top billed cast). Il problema di Tyrion è che se nei libri tutto il suo trauma psicologico si leggeva nei suoi pensieri, qui bisogna farglielo esprimere ad alta voce. Mi sa che questo suo trend vagamente malinconico andrà avanti, almeno per la prima metà della stagione, poi magari andando a Meereen si mettono a parlare del paesaggio e cambiano argomento.
Concordo anche su Lollys e Shireen, ma non su Ellaria. Non so se le faranno prendere il posto di Arianne, almeno non nella faccenda con Arys Oakheart. Certo, l’hanno usata per dare voce ad alcuni pensieri che erano di Arianne (ma non tutti, considerato che nessuno voleva fare del male fisico a Myrcella tranne forse Obara, ma le Serpi delle Sabbie qua bisogna tenerle per fare una bella entrata a effetto). Farle avere un inciucio non Jaime manderebbe infinitamente fuori strada lei ma anche lui, considerata Cersei da una parte e Brienne dall’altra.
Su Sansa invece hai (sigh sob) pienamente ragione, e io non sono pronta a questa cosa, proprio per niente. Nel promo Petyr dice, “Avenge your family”, MA COME CREDE CHE POSSA FARLO? Non basta una tinta ai capelli e degli abiti scuri per trasformare Sansa in Arya, come pensa possa controllare uno squilibrato come noi-sappiamo-chi? La storyline di Sansa è veramente quella che mi infastidisce di più, il modo becero in cui viene trattata, l’appiattimento terribile che le stanno facendo subire gli autori – se viene fuori che è tutto un trigo per farla avvicinare a Winterfell divento Hulk. Anche nei libri il piano di Petyr la porterebbe a Winterfell, solo in modo MOLTO PIÚ SENSATO. Seven save us. Senza contare che Roose non dovrebbe essere alleato dei Lannister? “The Lannisters send their regards”? E lei si è rivelata come Sansa? E tu la metti nelle mani di alleati di Casterly Rock? Ma hai fumato qualcosa di brutto su al Nido dell’Aquila?
Sam è uno dei miei personaggi preferiti – umano, e molto molto reale, nel suo essere codardo all’inizio e poi nella sua evoluzione in Sam il Distruttore. Also la battutona a Janos Slynt ha vinto la puntata.
E infatti, Varys dovrebbe appoggiare ben altre persone, persone che sono state preparate fin dalla nascita a prendere il trono e a gestire il potere, non Daenerys “la donna dalla visione del Bianco e del Nero”. Vi prego, redimetela un pochino o qui si cade nell’irrecuperabile.

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Kon 23 Aprile 2015 at 08:47

Ovvio che su Ellaria sarei ben felice di sbagliarmi, ma la fredda legge dei numeri è difficile ignorarla: Arys e Arianne sono stati tagliati, Jaime va a Dorne al posto di Arys per fare una cosa che avrebbe dovuto fare Arys, Ellaria è diventata pazza di rabbia vendicativa, alcune sue frasi ricordano la focosità di Arianne (e non mi riferisco a quella sotto le lenzuola), se faccio due più due il risultato mi viene sempre lo stesso !
Ah dimenticavo, Doran mi ha convinto subito, l’attore sembra già molto in parte ed emana un carisma che invece son riuscito a cogliere nel personaggio cartaceo soltanto dopo un pò di tempo. In un certo senso mi ha suscitato una sensazione molto simile a quando vidi esordire Pedro Pascal nei panni di Oberyn: nei libri leggevo di uno sborone capace di grandi cose ma quasi insopportabile (ma comunque molto più gradevole di Daario), in TV invece vedevo uno sborone tutto sommato simpatico e alla mano.
E quindi forza Doran!

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barricadeuse
barricadeuse 23 Aprile 2015 at 14:31

Santa pace, speriamo di no. Anche se potrebbe succedere, ma almeno spero in una cosa one-sided da parte di Ellaria, perché il mio cuore appartiene a Jaime e Brienne (e però sarebbe comunque OOC, ti è appena morto il padre delle tue quattro figlie e tu ti butti nelle braccia del primo Lannister che passa?)
Su Doran concordo tantissimo, e proprio come Oberyn è stato un casting azzeccatissimo, con due attori perfettamente capaci di rendere tutti gli aspetti del personaggio – la compostezza, la calma ma il tono irremovibile di Alexander Siddig sono stati una bellezza da vedere, davvero.

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ciccio 22 Aprile 2015 at 11:34

bella recensione, ho apprezzato molto i paralleli tra libri e serie…

apprezzato meno i commenti da adolescente ingrifata: sai che ti leggono persone di tutti i sessi vero? contieniti perchè la lettura sarebbe molto più piacevole senza dover dribblare litri di bava.

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barricadeuse
barricadeuse 22 Aprile 2015 at 18:54

Grazie per il complimento, ma non capisco quello che hai detto dopo. Davvero su una recensione di sei pagine e quasi cinquemila parole ti sei sentito disturbato da tre (sono tre in croce, il commento tra parentesi, la didascalia delle gif e la nota finale nella sezione random) commenti in cui non mi metto a urlare “ODDIO JAIME MA CHE FIGO CHE SEI ODDIO ODDIO ODDIO”, ma semplicemente apprezzo il suo costume – in modo anche vagamente ironico, mi sembra? Che poi se leggi le mie altre recensioni, anche della stagione scorsa, i commenti sull’aspetto fisico si contano sulle dita di una mano.
Se avessi parlato della scollatura di Margaery (cosa che potrebbe anche succedere, eh) o le tette a random di qualsiasi prostituta la cosa ti avrebbe urtato allo stesso modo? O è il fatto di aver dovuto leggere un apprezzamento sulla bellezza di un altro uomo che ti fa sentire minacciato o “demascolinizzato” in qualche modo?
Poi, se permetti, “adolescente ingrifata” lo dici a qualcun’altra, io ho vent’anni, quasi ventuno, so benissimo cosa è appropriato e cosa no, e non mi sembra di aver sbrodolato i tuoi fantomatici “litri di bava” in una recensione che praticamente è una sequela di nerdaggine su una saga che adoro alla follia, A PRESCINDERE dall’aspetto fisico degli attori che interpretano i personaggi.

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Francesca 22 Aprile 2015 at 16:30

Bella recensione.
A me non è dispiaciuto il vestito di Myrcella, sembrava una principessa Disney, il che faceva risaltare Ellaria come una matrigna/strega cattiva mentre la osservava dal balcone… era d’effetto… XD Magari un po’ atipico per la serie…
ciccio non so di cosa parli…

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barricadeuse
barricadeuse 22 Aprile 2015 at 18:56

Ma sai che adesso che hai detto quella cosa sulla principessa/matrigna, sono andata a rivedermi le foto e in effetti come parallelo ci sta? Lei tutta chiara e eterea con un vestito leggero e Ellaria nera e scura con un vestito di cuoio e pietre preziose… In effetti ci sta, anche come opposizione visiva. Ci sono un po’ rimasta perché è inusuale, per la serie, forse proprio quel rosa confetto che non si è visto tanto in altri vestiti.
E grazie per i complimenti!

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Nagisa 22 Aprile 2015 at 17:57

Per quanto riguarda Daeneriys. Nei libri è uno dei miei personaggi preferiti e spero davvero che conquisti il trono di spade. Lei, i draghi e le nuove alleanze che si formeranno in futuro con Tyrion e quel che resta degli Stark.
Trovo perfetta la descrizione che fa di lei Tyrion, proprio ora, poco prima di dirigersi verso di lei: un’adolescente senza famiglia, che ha già seppellito (bruciato pardon) un marito, perso un figlio e fatto rinascere 3 draghi da uova fossili, ha conquistato città, liberato schiavi e comanda un’armata sterminata.
Ma la Daenerys della serie, dalla seconda serie in poi, non ha nulla a che vedere con il personaggio dei libri. E’ una cretinetta isterica. Fatto salvo per la scena epocale di DRACARYS!! , si è persa completamente. Anche nei libri fa degli errori ma rimane la regina perfetta! Sa essere coraggiosa, sa consolare, sa avere pietà ed è molto intelligente.
Molti la bisimano per essersi fermata a governare questa città di schiavisti invece di andare dritta nel continente occidentale. Ma lei si è fermata perchè sa di essere una ragazzina, non è pronta, deve imparare a governare, i draghi devono crescere e lei deve imparare a controllarli (e magari trovare due cavalcadraghi per i due in più!).
Quindi non riconosco assolutamente la Daenerys della serie.

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barricadeuse
barricadeuse 22 Aprile 2015 at 18:59

In effetti, anche a me piacerebbe moltissimo Daenerys sul trono, alla fine di tutto: in tanti la criticano ma secondo me nei libri è un personaggio con un potenziale infinito, e con i giusti consiglieri attorno potrebbe davvero fare qualcosa di buono. NEI LIBRI. Nella serie che i Sette ce ne scampino, per carità. Finiremmo per avere una seconda Ribellione in tre due uno.
Concordo con tutto quello che hai detto, ormai abbiamo due Daenerys completamente differenti, e quella della serie non fa esattamente una bella figura…

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Federicuccia 22 Aprile 2015 at 19:44

ottime le analisi su Dany e Cersei 🙂 la prima in effetti sta diventando un pochino spocchiosa, come se già avesse il trono di spade sotto al sedere tipo Stannis, pure quell’altro convintissimo! un ego che in quel corpo non c’entra più a momenti XD
Lena disse che questa sarebbe stata la stagione di Cersei ora bisogna vedere se in negativo o in positivo

e per solidarietà anch’io dico Jaime più stai più te fai bono!!!! 😀 it’s fucking Jaime Lannister! ahahahah Bronn!!!

Ciao alla prossima

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barricadeuse
barricadeuse 22 Aprile 2015 at 22:02

Grazie mille per i complimenti! Concordo con te quando dici che Daenerys sta diventando un po’ spocchiosa, forse un po’ troppo sicura di sé, quando non c’è proprio niente di cui star tranquilli in un posto così. Il Mannis invece è sempre il Mannis.
Questa sicuramente è la stagione di Cersei, anche se non penso sarà poi così tanto positiva, considerando le premesse e come sta deragliando, con Kevan che la abbandona lì… vedremo!
Grazie mille per i complimenti, alla prossima!

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Federicuccia 23 Aprile 2015 at 10:54

è inutile che lei nel promo me fa la sborona dicendo spezzerò tutto e tutti e regnerò, ancora lì sta!!! poi se tutti iniziano a rivoltarlesi contro, con quale esercito pensa di entrare ad Approdo del Re?
poi c’è ancora la questione draghi da risolvere! magari Drogon sembra aver stabilito una “tregua”, ma con Viserion e Rhaegal, come la mettiamo?

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barricadeuse
barricadeuse 23 Aprile 2015 at 14:34

Esattamente! Se non riesce a fare compromessi a Meereen, King’s Landing se la mangia in un boccone! Non è che i grandi lord si inchineranno tutti a lei solo perché è una Targaryen, anzi. Non dovrebbe restare così sicura del suo posto sul trono, non con i draghi in pieno disastro come sono, Viserion e Rhaegal che la odiano per averli rinchiusi e Drogon che non la ascolta minimamente e fa quello che vuole. Gradirei ricordarle che Aegon the Conqueror, Rhaenys e Visenya avevano il perfetto controllo su Balerion, Meraxes e Vhagar, ed è stato anche per quello che sono riusciti a conquistare tutti i Sette Regni…

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frago99 23 Aprile 2015 at 13:24

Mi è piaciuto tantissimo il tuo commento sull’ idiozia di Daenerys, è incredibile quanto quella donna si capace di farsi amare (3×04 <3) e odiare così tanto in base alla puntata. Sono scandalizzato dal fatto che abbia fatto così tanti punti al fantaGOT, dovevano darle MENO 50, non 50!

Reply
barricadeuse
barricadeuse 23 Aprile 2015 at 14:35

Le scene con lei sono comunque sempre uno spettacolo, tra il setting esotico e i draghi e tutto, però ormai sta proprio degenerando, e se ne stanno accorgendo un po’ tutti…

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