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Game of Thrones Recensioni

Game Of Thrones | Recensione 4×09 – The Watchers On The Wall

Game Of Thrones non ha una bella tradizione con gli episodi numero nove. Let me remind you. 1×09, diciamo tutti addio alla testa di Ned Stark. 2×09, Blackwater Bay. 3×09, quell’orribile cosa successa nel salone di Lord Frey di cui non mi piace parlare perché sono ancora in stato di shock da quando ho letto il libro e non lo supererò mai. E dopo quest’adorabile premessa (hey, it’s Game Of Thrones, what did you expect?) benvenuti alla recensione della 4×09, «The Watchers on the Wall».

Stato d’animo pre-episodio: Avevo mixed feels per tutta la settimana. Da un lato, NO, non quaranta minuti incentrati sulla Barriera vi prego che noia. E dall’altro, ma è la puntata nove, ci sarà qualcosa di splatterissimo e fighissimo e dolorosissimo. Turns out I was right.

Prima di cominciare, vi avviso che ho mancato al mio sforzo di non leggere mai nessun’altra recensione prima di scrivere la mia, e mi sono lasciata scappare il riassuntone del Dr. Manhattan (leggetelo qui e non ve ne pentirete) in un momento di crisi pre-esame. Quella cosa è pure gold e io stavo rotolando sul pavimento della mia università in preda ad attacchi isterici di risate.

Dunque. Lo sapevamo tutti che una grande battaglia stava arrivando, era dovuta e necessaria, e io sinceramente l’aspettavo anche. Ma perché cominciare la puntata con Jon e Sam che parlano di donne, vi prego. No. Io voglio tanto bene a Sam, e Jon Snow, nonostante il suo cognome, non mi fa né caldo né freddo (scusate, questa era orribile, lo so), ma dieci minuti iniziali di loro due che fanno i ragazzetti delle medie no. Mi dispiace ma no. Io me ne vado, Maria. Ero quasi imbarazzata io per loro. Mi sembrava come le scene del Ritorno del Re: io tutta presa bene per la battaglia di Pelennor, e la cavalcata dei Rohirrim e gli olifanti e Aragorn e poi ogni due scene compaiono Frodo e Sam e a me cadono le braccia – adesso che l’ho scritto, mi rendo conto che Martin é il re dei fanboy di Tolkien, con quel mammut. L’unica cosa positiva venuta fuori da quel discorso é la capacità di Sam di rigirare le regole del giuramento a suo favore – anche se bisogna dire che in effetti ha ragione. You go, Sam.



(Stringi stringi era questo il succo della scena)

A sud della Barriera, i Bruti ovviamente fanno discorsi intelligenti e programmano tattiche di battaglia e- Nope. Tormund è intento a raccontare delle sue avventure con un’orsa, manco stesse cercando di battere il dio Loki in campo di conquiste nel mondo non umano. E mentre tutti son lì che se la ridacchiano, perché a quanto pare accoppiarsi con gli orsi é un grande passatempo Oltre La Barriera, Ygritte è l’unica con un minimo di sale in quella sua testa baciata dal fuoco a dire agli altri di starsene zitti e lasciar perdere gli orsi. E questo ovviamente perché Ygritte preferisce i corvi, lo sappiamo tutti noi e lo sa anche il capo dei Thenn, che glielo fa notare. Al che Ygritte sfodera la sua immensa badassero che probabilmente arriva nel pacchetto completo di capelli rossi+arco e frecce, e proclama ad alta voce che sarà lei a uccidere Jon Snow, e anche chiunque altro proverà a farlo fuori prima di lei.



(Capelli rossi, arco e frecce, orsi? Siamo finiti dentro Brave o cosa?)

La discussione è talmente coinvolgente che nessuno si accorge della donna incappucciata con bambino che passa di lì – è palesemente Gilly, e allora io vorrei dire, SANTA RAGAZZA CHE NON SEI ALTRO, ma se ti hanno appena lasciata in vita dopo aver trucidato un’intera città e non te solo perché sei l’interesse amoroso di uno dei personaggi secondari che però è caruccio, cosa ti fai vedere a due metri sputati dal loro accampamento? Vedi che sei furba. Come Oberyn che si mette a fare il monologo la puntata scorsa. Tutti geni li fanno, in questa serie. 

Al Castello Nero, Sam è in piena «tecnica Hermione Granger», ossia sta leggendo tutti i libri della biblioteca dei Guardiani della Notte riguardanti i Bruti, per farsi venire un po’ gli incubi di cosa potrebbe essere successo a Gilly e a Piccolo Sam. E qui entra in scena uno dei minor characters che io adoro alla follia, ossia Maester Aemon Targaryen. Sarà che i Targaryen sono probabilmente la mia Casa preferita e la loro storia pre-ribellione di Robert mi affascina moltissimo, ma adoro quando c’è Aemon sullo schermo. «Love is the death of duty», ripete Aemon a Sam, per poi ricordargli che leggere tutta quella roba non é salutare, implicando che farebbe meglio a tornarsene sulla Barriera se non vuole che tutto Castello Nero segua la presunta sorte di Gilly. E vedi di muoverti Sam, altrimenti libererai il drago. Now that would have been cool.

Appena Sam esce dalla biblioteca, scopre che alla porta c’è qualcuno, che sta chiedendo di entrare. Ovviamente è Gilly, che è probabilmente l’unica persona in tutta Westeros a poter dire di essere sopravvissuta ai Bruti per due volte (tre, se si considera anche suo padre/marito/Craster, insomma). Segue una scena che potrebbe essere uscita direttamente da «Le Pagine dei nostri Sette Regni», interrotta subito, grazie alla Vecchia, dal suono del corno. Una volta, dei ranger che ritornano. Due volte, Bruti. E si comincia.


(«E il corno di Helm Mandimartello risuonerà nel Fosso, un’ultima volta!», ah, no, pardon. Wrong fantasy realm.)

Jon Snow, dall’alto della Barriera e con tanto di mantello svolazzante alle spalle (livello di epicità, +1000), vede il Dante’s Inferno che i Bruti hanno scatenato dall’altro lato della muraglia di ghiaccio: centinaia di alberi in fiamme e un esercito di centomila persone che esce dalla foresta, inesorabile, con tanto di giganti che sembrano Klingon e mammut. Tutto intorno al nostro epico eroe romantico dalla monoespressione i Guardiani della Notte si affrettano ad approntare le difese, distribuendo archi e frecce, e caricando barili di olio su scivoli pronti a catapultarli giù sugli assedianti. E dopo il prevedibile discorso di Ser Alliser nel quale ammette che a) sono regalmente fottuti ma b) la Barriera ha sempre resistito e così faranno loro e c) Jon Snow aveva ragione a voler sigillare il tunnel ma d) Ygritte avrebbe comunque fatto meglio ad ammazzarlo quando ne aveva l’occasione, comincia la battaglia vera e propria.

 
 

Ecco, assieme a Ser Alliser, Sam è stato il punto luce della puntata, per me: è un personaggio secondario ed è oggettivamente di relativa importanza, ma ha dimostrato qualcosa che nella prima stagione nessuno gli avrebbe attribuito. Coraggio. Al suono del corno porta Gilly nella dispensa, ben protetta all’interno di Castello Nero, ma non si nasconde lì con lei: deve aiutare i suoi confratelli, e quindi la bacia e se ne va, sapendo benissimo che le possibilità di lasciarci la pelle sono estremamente elevate. Ma Sam è anche Tarly il Distruttore, ha ucciso un Estraneo. E finalmente sembra ricordarsene. Per lui l’amore non è la morte del dovere, come ha detto Aemon. Ma è quello che gli infonde abbastanza forza da lasciare un rifugio sicuro per andare a combattere.

 

Intanto l’assedio comincia, e nel bel mezzo delle scariche di frecce dei Guardiani della Notte sui Bruti mentre cercano di avvicinarsi alla Barriera per tentare la scalata, arrivano altri due suoni del corno. Tormund, Ygritte e i Thenn stanno attaccando il Castello Nero dall’altra parte, da Sud, e all hell breaks loose. Tutti corrono alle armi, si sfoderano spade un po’ in ogni inquadratura, Ser Alliser Thorne riesce persino a sembrare un figo nel suo discorso di incoraggiamento ai suoi confratelli (anche se il mio preferito resterà quello di Théoden ai Campi di Pelennor, ma hey, you tried!) e finalmente arrivano i galloni e galloni di sangue à la Game Of Thrones. Cominciavo a preoccuparmi.

Dunque, non credo starò a descrivere tutta la battaglia, sarebbe noiosa e di sicuro le mie capacità narrative non sono quelle di George Martin (da un lato ne sono contenta, sapendo di non essere ancora diventata una sadica omicida di personaggi, dall’altro mi mangio le mani, perché quel sadico omicida di personaggi ha creato una delle saghe più amate di sempre e ugh i’ll never). Mi limiterò ad evidenziare i punti che mi sono piaciuti di più, da grande entusiasta di battaglie quale sono.

Prima tra tutto, va sottolineato come Janos Slynt se la faccia sotto alla grande all’idea di prendere il comando della Barriera al posto di Ser Alliser, che scende a terra per combattere corpo a corpo i Bruti entrati da Sud. Cosa ci sia di spaventoso nel gridare a intervalli regolari, «Arcieri, incoccate!», «Mirate!» e «Fuoco!» lo sa solo lui, ma decide bene di darsela a gambe e scappare a nascondersi in mezzo ai prosciutti con Gilly e il suo bambino. Ed era persino un cavaliere dei mantelli dorati a King’s Landing: davanti a Joffrey cos’avrebbe fatto, eh?


(Tyrion ha sempre ragione)

La Barriera passa nelle mani di Jon, ovviamente, perché è lui l’Eroe Protagonista, e quindi deve eccellere nel difendere l’ultimo baluardo degli uomini: mentre lui urla ordini dalla cima del muro e sgancia barili d’olio su Bruti, giganti e mammut, a terra Ygritte scaglia frecce a destra e manca, una delle quali colpisce Pyp, che muore in modo estremamente brutale nelle braccia di Sam. Un minuto di silenzio per Pyp perché io a quei quattro cretini nei Guardiani della Notte mi ci ero affezionata.


(Why. Just- why?)

Altro applauso a Sam, che decide di prendere in mano la situazione: Jon serve a terra, e quindi risale sulla Barriera per andare a chiamarlo, non prima di aver infilato una freccia dritta in testa a un Thenn e aver spronato il più piccolo confratello dei Guardiani, Olly, a combattere. Jon Snow non esita un secondo a scendere, e quindi manda Grenn a respingere i giganti al tunnel, lascia la Barriera a Edd l’Addolorato, prende spada e metalupo e comincia a falciare un Bruto dietro l’altro.

Ecco, «falciare» é il verbo giusto. Perché quella magnifica falce nascosta nel ghiaccio che Edd ordina di sganciare per ronzare via i Bruti scalatori é stato forse il momento più epico di tutto l’episodio. Entra di diritto nella mia classifica delle mie armi preferite. Ne voglio una sul cancello di casa mia, altroché.

Altro grandissimo momento è stata la strenua resistenza di Grenn e dei suoi cinque confratelli nel tunnel, al cancello interno. Mentre il gigante con la faccia da Klingon alza da solo il cancello esterno, la paura serpeggia tra i confratelli. Grenn allora comincia a recitare il giuramento dei Guardiani della Notte. «Night gathers, and now my watch begins. It shall not end until my death.», ed è purtroppo verso quella fine che sono diretti Grenn e i suoi compagni. Ma sfoderano le spade, e con un grido, affrontano il gigante.


(E immancabilmente ci rimane secco anche Grenn. Perché. Nei libri non succedeva. Perché?)

E mentre i Bruti al di là della Barriera si ritirano e la battaglia al Castello volge al termine, poteva mancare la morte dell’episodio? Ovviamente no. Era praticamente telefonata fin da quando Jon parla di Ygritte a Sam. E infatti, Jon e Ygritte si incontrano, lui reduce da uno scontro con il capo dei Thenn, e lei con l’arco teso, pronta a finire il lavoro che aveva lasciato a metà. Un attimo di stallo, e poi Ygritte viene colpita da una freccia, scagliata da- Olly, proprio lui. Oh, la crudele ironia. Jon si getta ai suoi piedi e Ygritte muore tra le sue braccia, in una scena che è uguale a quella del libro. «Remember the cave? We should have stayed in that cave.», dice lei. «We’ll come back there», assicura Jon, la cui faccia da cucciolo bastonato ha raggiunto livelli stratosferici. Ygritte a malapena si trattiene da un facepalm (rido per non piangere) e spira ricordando a Jon la verità delle verità. «You know nothing, Jon Snow».

Bene. Non avevo ancora smesso di indossare il nero dopo Oberyn, andiamo avanti per un’altra settimana. Aggiungiamo l’ennesima tacca sul mio muro, «Personaggi di Game Of Thrones che ho amato e ai quali mi sono affezionata perché mi piace soffrire». Di sottofondo, George Martin ridacchia mentre sussurra «Kuuu kuuu kuuu». Why do I even watch this TV show?

Ma vabbé. Inutile piangere sui personaggi passati. La battaglia è finita e, come aveva promesso Ser Alliser, il Castello Nero è ancora in piedi. Ma non per molto. I Bruti, dice Jon, attaccheranno ancora e ancora, finché non riusciranno a passare la Barriera. E quindi Jon ha un piano. Un piano brillante e infallibile e a prova di tutto. Come no. Andare a parlamentare con Mance Ryder, al di là della Barriera, portandosi dietro un arsenale infinito- ehm. No. Niente spada, niente Spettro, solo i suoi ricci perfetti e la sua puppyface. Andiamo, Jon, sei serio?

In generale, un bell’episodio, anche se devo dirlo, niente di eccezionale. A parte Sam e Ser Alliser, che siamo passati dall’odiare a rispettare, come già era successo per Jaime, non c’è stato niente di particolarmente emozionante. La grande battaglia di Game Of Thrones resta quella delle Acque Nere, alla quale questa non fa manco il solletico. Però è stata importante per la trama, anche perché, come continui a dire da quando ho cominciato a seguire la saga, sarà al Nord che si risolveranno tutti i casini di Westeros. Tra Estranei e Bruti e il corvo a tre occhi di Bran, il dénouement sarà oltre la Barriera. Ci scommetto le teste dei miei tre draghi.

Dunque, come si evolveranno le cose? Sono curiosa di vedere come gestiranno il tutto, visto che gli eventi sono simili a quelli del libro, ma non proprio. Voglio vedere come risolveranno nel gran finale della settimana prossima, la 4×10, «The Children», che mi sembra di aver capito durerà ben un’ora – e a ragione, dico io, visto che devono condensarci dentro tutta la fine di A Storm Of Swords.

Vi lascio quindi il promo, come al solito tradotto dallo staff di Game Of Thrones – Italy, e vi invito a passare da loro così come da ~ Le migliori frasi de «The Game Of Thrones» ~ fino alla prossima settimana. It’s the finale, people!

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2 comments

Kon Tro 12 Giugno 2014 at 13:34

La mia battaglia preferita di GoT, invece, è proprio questa. Dobbiamo per forza fare il confronto con Blackwater? Bene, facciamolo.
Blackwater aveva i fuochi d’artificio verdini, la Barriera invece la mega falce trollonica. I primi mi fecero ridere allora come adesso, la seconda invece mi ha fatto esclamare un HELL YEAH!
A Blackwater c’erano i Lannister con l’armatura delle guardie di Oblivion (un videogioco, ahahahah), alla Barriera i fott*ti giganti a cavallo dei mammuth!
A Blackwater il comandante più carismatico era Stoccafisso Stannis, mentre alla Barriera c’era l’imbarazzo della scelta tra Jon Snow (che finalmente tira fuori gli attributi al 100%) Tormund e persino Alliser Thorne che ha avuto un paio di momenti badass.
Barriera-Blackwater 3-0.
Il regista di entrambe le puntate è lo stesso, e sia lui che i malefici D&D hanno affermato in più di un’intervista che questa sarebbe stata la battaglia più epica mai girata nel telefilm. E cacchio, una volta tanto hanno avuto ragione.
Magari Blackwater può essere preferibile nel complesso, perchè ci sono personaggi che raccolgono più consensi nel fandom, ma se dobbiamo soffermarci sulla sola regia delle scene d’azione e sull’epicità generale direi che Neil Marshal, il regista, ha dato il meglio di sè proprio nella 04×09.

Sul numero dei bruti devo correggerti, come tra l’altro ho fatto già col post del Doc (poi lui l’ha buttata sulla strategia pezzente e aveva pure ragione, ma il post mica l’ha corretto…vabbè)
I Bruti che attaccano Castle Black non sono affatto 100.000, ma molti di meno. Esigenze di budget a parte, saranno zoticoni quanto si vuole, però il comandante in capo non manda TUTTI i suoi uomini (e donne) capaci di combattere per assediare una singola postazione, seppur importante. Persino Janos Slynt sarebbe scoppiato a ridere per una cavolata del genere, senza contare che i bruti se lo sarebbero mangiato vivo Mance Ryder (letteralmente): cioè loro vanno a morire e soltanto lui resta rintanato? Carisma e tutto, ma, please, no.
E poi basta ricordare ciò che dice Jon Snow a Sam a battaglia finita: quello appena passato era poco più di un assaggio, segno che il grosso delle forze nemiche era ancora chissà dove.

Ed ora veniamo alle magagne VERE della puntata:
– La morte di Ygritte non mi è piaciuta granchè. Jon Slow (motion) che l’abbraccia sembrava un personaggio da shojo manga, mancavano soltanto i fiorellini e le stelline sbrilluccicose tutt’intorno. Non per fare il solito integralismo da bookfag (e non lo farò, nessun paragone), però diamine, era davvero troppo poco verosimile, persino per gli standard di un fantasy. Si può attivare la sospensione dell’incredulità al massimo, ma quella scena rimane comunque stucchevole quasi quanto il loro bacio in cima alla Barriera nella scorsa stagione.
Non la reputo però una schifezza senza possibilità d’appello, perchè almeno nel telefilm l’assassino di Ygritte ha un volto. Arya approverebbe. E il Karma è davvero bastardo: Ygritte era nel gruppo di bruti che ha trucidato i genitori di Olly, ed ora Olly si vendica. Beh, almeno qualcosina D&D l’hanno imparato leggendo i libri di Martin.
– Gilly che passeggia allegramente a pochi metri dai bruti, e nessuno di loro sembra accorgersene. Seriously? Ma poi, era così necessario farla vedere mentre fugge? Non bastava Ygritte che le faceva cenno di stare zitta e buona? Ci risiamo, di nuovo questa mania di imboccare il pubblico con il cucchiaino. bleah…!
– La morte inventata di Gren e Pyp. Ok, questa non è proprio una magagna, e tutto sommato ci sta, perchè sono sempre stati personaggi mai fondamentali in nulla, però erano simpatici. E Gren si era fatto pure crescere la classica barbetta da luogotenente badass! E vabbè pazienza.
Ma sono davvero tre pruriti di fastidio in un festival di epicità. Per il resto mi sta bene tutto, anche l’introduzione di puntata piena di riferimenti sessuali. E comunque meglio qualche dialogo un pò cretino per dare un pò di rincorsa al massacro che sarebbe seguito, piuttosto che il solito infodump in stile bordello di Ditocorto.
Menzione d’onore per Ghost, che vince il premio “miglior scena scalciacu*i nel minor tempo possibile”
Ghost sul trono!

Reply
barricadeuse
barricadeuse 17 Giugno 2014 at 23:32

Wow, scusa se ho postposto di così tanto la risposta ma ero presa da un esame e il tuo commento é davvero lungo!
Per quanto riguarda quale battaglia sia la migliore ammetto di essermi basata sulla mia opinione personale, io preferisco Blackwater, ma niente da togliere a questa, che é stata veramente spettacolare. E riflettendoci, hai ragione sui Bruti e ti chiedo scusa, se ho tempo nei giorni prossimi correggerò l’articolo.

Poi. Su Jon Snow devo darti ragione, e credo che il motivo principale siano le scarse capacità da attore di Kit Harington. Per carità, un bel faccino e tutto, ma proprio non riesce a produrre un’espressione che non sia un broncio. E nella scena della morte di Ygritte non é diverso dal resto delle puntate in cui é comparso.
E come ho detto nella recensione, Gilly, sei proprio furba. Ci sono queste cose assurde nello show che ogni tanto mi fanno restare a bocca aperta.
Così come la porte di Grenn e Pyp, non necessaria e a mio parere superflua in una puntata che conta già un bel po’ di barili di sangue finto.

E io proporrei Ghost e Drogon sul trono. Allora sì che i regni se ne starebbero buoni!

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