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Game of Thrones Recensioni

Game Of Thrones | Recensione 4×02 – The Lion And The Rose

DING DONG, THE BITCH IS DEAD. WHICH OLD BITCH? WELL, THE WICKED BITCH. DING DONG, THE WICKED BITCH IS DEAAAAAAAD, OH YES, HAPPY DAY. Ehm, scusate. Vado avanti a canticchiare questa versione storpiata di «The Witch Is Dead» come un mantra da almeno un paio di giorni. Ma adesso la smetto. Promesso. Dunque, eccoci qua. Game Of Thrones, seconda puntata, dal titolo che é già tutto un programma, «The Lion And The Rose».

Stato d’animo pre-episodio: Avendo letto i libri (anche se attualmente sono arenata su A Dance With Dragons e ad essere onesti dovrei rileggerli tutti da capo), sapevo cosa stava arrivando. Lo sapevo e non vedevo l’ora e sono stata tutta la settimana come Scar in Sarò Re. There’s something thrilling in killing tyrants – o almeno, a vederli tirare le cuoia. That didn’t sound creepy, did it?


Ora. Tante cose si possono dire di George R.R. Martin (sadico perché ammazzi tutti i miei preferiti muoviti a scrivere la conclusione della saga ti odio non ti sopporto you ruined my entire existence), ma damn, quell’uomo sa come si Scrive. Con la lettere maiuscola. Anzi, tutto in caps lock. Di solito sceneggia un episodio per stagione, e, dopo «The Pointy End» nella S1, «Blackwater» nella S2 e «The Bear And The Maiden Fair» nella s3, cavolo, non si é smentito neanche con questa. Quindi direi di partire dal Purple Wedding.

Tutta la puntata é stata un immenso build-up per la scena finale, e se si sapeva cosa cercare, ogni dettaglio lasciava presagire cosa sarebbe successo esattamente. Senza contare che Joffrey ha davvero dato il peggio di sé, in quest’episodio, creandosi addosso una cappa d’odio talmente enorme e piena di tensione che era ovvio sarebbe scoppiata. Si comincia già con la consegna dei regali di nozze, dove il nostro benamato Re decide di testare il filo della sua nuova lama di Valyria (Lamento di Vedova, forgiata da Ghiaccio nella 4×01) sul prezioso tomo che era il regalo di Tyrion. E pensare che dopo quel piccolo «Thank you, uncle», pensavo che i produttori avessero deciso di dare a Joffrey una svolta, prima della fine, e invece no, he’s still a little brat.

E del resto basta vedere lo spettacolo che monta su al suo matrimonio. Dopo aver cacciato via malamente i Sigur Ròs intenti a cantare The Rains of Castamere (questa versione della canzone é una delle cose più belle che io abbia mai sentito e l’accoppiata «una delle mie band preferite + uno dei miei show preferiti» rende la mia vita felice), presenta un teatrino in cui cinque nani inscenano la Guerra dei Cinque Re, interpretando Joffrey, Renly Baratheon, Stannis Baratheon, Robb Stark e Baelon Greyjoy in un tripudio di prese in giro, gemiti e gesti equivoci. Uno spettacolo sinceramente raccapricciante, considerato che ad assistervi ci sono Loras Tyrell, amante di Renly, e soprattutto Sansa, nella quale é ancora aperto lo squarcio lasciato dalla notizia delle Nozze Rosse – é costretta ad assistere alla «decapitazione» del fratello nei giardini di King’s Landing ben sapendo che, alle Torri Gemelle, Robb ha davvero subito qualcosa del genere. Il tutto mentre il caro Re Joffrey se la ride a crepapelle, assieme alla madre e al nonno. Invece Margaery, sebbene sfoggi un sorriso di circostanza, scambia occhiate preoccupate con la nonna, ben consapevole del mostro che ha appena sposato.

E credevate fosse finita? No, c’é ancora l’umiliazione finale di Tyrion. Dopo avergli versato il suo vino in testa, Joffrey gli ordina di riportargli la sua coppa, che prontamente calcia via, forzando lo zio a inginocchiarsi sotto al tavolo a cercarla (e qui il mio shipper heart ha preso il volo, perché Sansa si alza e aiuta il marito, esattamente come lui aveva aiutato lei quando Joffrey aveva cercato di farla spogliare nel mezzo della sala del Trono). Insomma, proprio quando pensavate di non poter odiare Joffrey di più, interviene Margaery.

 

So long, Joffrey. Ammetto che la scena della morte é stata veramente gruesome, in pieno stile GoT: il veleno scelto dall’omicida (non dirò chi é, don’t worry) é lo Strangolatore, e il viso della vittima diventa una maschera orrorifica, con vene e capillari esplosi e occhi iniettati di sangue. Insomma, la fine di Joffrey non é una bella fine. Ma nonostante fosse solo un ragazzino, non credo di essermi sentita particolarmente triste, nemmeno con Cersei in lacrime. Quindi io proporrei un applauso enorme a Jack Gleeson e alla sua magistrale bravura, che é riuscito a darci uno dei cattivi più detestati della storia della televisione. Long live King Joffrey of the Houses Lannister and Baratheon, the first of his name, King of the Andals, the Rhoynar and the First Men, Lord of the Seven Kingdoms and Protector of the Realm. Non ci mancherai. Sul serio, ragazzi. Sarebbe diventato un re peggiore di Aerys il Folle.

 

Ma nonostante l’evento centrale fossero le nozze (io comunque lo prenderei come un avviso: mai sposarsi a Westeros. Porta male.), la puntata ci ha offerto molti altri spunti interessanti, e il primo fra tutti é l’ascesa allo status di canon per la Jamie/Brienne. Ricordiamoci che l’episodio é stato scritto da Martin in persona. E che il silenzio di Brienne dopo l’affermazione di Cersei, «But you love him.», vale più di mille parole. Posso dire che non me l’aspettavo assolutamente? Nel libro non avviene niente del genere, e nonostante le pagine col POV di Brienne siano abbastanza chiare, la cosa rimane sempre implicita. Ma questo, questo, signore e signori, é canon! One-sided, per ora, certo, ma canon! Mi sento emozionata. Insomma, io scippo Sterek e Destiel, non sono abituata a tutte queste conferme.

 

Abbiamo poi avuto la scena in cui Peter Dinklage si é guadagnato il suo ennesimo Emmy, ossia quando Tyrion manda via Shae, usando il cliché più vecchio del mondo: le urla di non averla mai amata per proteggerla. Parole già sentite, é vero, ma l’interpretazione é stata sublime. I feels distrutti e il mio cuore sanguinante per Tyrion un po’ meno. Mai una gioia. Mai una gioia.

 

Luce della puntata, almeno secondo me,  é stato Loras. Prima di tutto flirta con Overyn. Chiunque flirti con Oberyn Martell ha il mio amore eterno, e se é Loras allora ancora meglio. Posso iniziare una petizione per farli finire insieme prima della fine della stagione, please? E poi vince il premio «Miglior battuta dell’anno», quando risponde alle minacce di Jaime che tenta di tenerlo lontano dalla sorella (e Jaime, credi davvero che Loras smani di infilarsi nel letto di Cersei?). «You will never marry her», «And neither will you». BURN. Loras out.

 

Facciamo anche un piccolo monumento a tutto il foreshadowing di questa stagione. Segnatevi quello che dice Bronn a Jaime, quando gli insegna ad usare la spada con la mano sinistra (tra l’altro, da ex spadaccina, non voglio neanche immaginare quanto dev’essere difficile imparare a combattere con l’altra mano). «I hear you shit gold like your father». Benedetti gli sceneggiatori, davvero. Benedetti loro.

 

E non dimentichiamoci anche degli altri personaggi, visto che quest’episodio ci ha mostrato come se la passano anche un paio di persone che non sono state menzionate nel pilot, ossia Ramsay Snow, bastardo di Roose Bolton e Theon Greyjoy aka Reek, Stannis Baratheon e Melisandre, Bran Stark e i Reed.

A dir la verità, a Ramsay spetta l’onore di aprire la puntata, con una caccia veramente terrificante. Mi ci é voluto un po’ per capire che stavano effettivamente inseguendo la ragazza, ma quando ci sono arrivata ho infilato la testa sotto la mia coperta anti-shock. Le grida disperate della serva sono state abbastanza per traumatizzarmi. Senza contare il montaggio, che subito dopo il viso pieno di terrore di Reek ci mostra Jaime e Tyrion che mangiano salsicce. Davvero? Non é carino. Povero Theon.

Ma a parte andare a caccia di fanciulle (e non metaforicamente) Ramsay non se la passa troppo bene: suo padre Roose é tornato a Forte Terrore convinto di poter usare Theon Greyjoy come merce di scambio con la sua famiglia, e invece trova Reek, tremante e manipolato fino ad essere un’ombra di quello che era. Anche qui, spelliamoci le mani per l’interpretazione di Alfie Allen, che é veramente su un altro pianeta. La sua espressione quando scopre della morte di Robb Stark é stata forse la più dolorosa, più di quella di Sansa o di Arya o di Jon. Alla fine, anche i Bolton decidono il loro piano d’azione: Ramsay cavalcherà verso il Moat Cailin con Reek, per negoziare con i Greyjoy, mentre Roose, assieme a Vargo Hoat, cercherà di trovare Rickon e Bran Stark.

 
(Sapete qui cosa sta pensando? “I should have been with him. Where was I? I should have died with him.” Oh, i miei feels.)

E se l’obbiettivo del caro Roose é trovare Bran Stark, bé, allora avrà un bel po’ di strada da fare, visto che quest’ultimo di trova al di là della Barriera, assieme ad Hodor e ai fratelli Reed, Meera e Jojen. Ora, la scena di Bran non é particolarmente significativa per la trama in tempi brevi: introduce una profezia (magistralmente montata, tra l’altro), ma ci vorranno ancora almeno un paio di stagioni perché tutti gli eventi si svolgano per bene. In compenso Bran riesce a capire chiaramente dove devono andare per trovare il corvo a tre occhi, e quindi il gruppetto si rimette in marcia nella neve delle terre al di là della Barriera.

 

E visto che questa é A Song Of Ice And Fire, chiudo la recensione con Stannis, Melisandre e tre roghi umani in onore di R’hollor. Che dire? A me Stannis non dispiace affatto, come personaggio, sebbene ammetto che sia un pochino noioso, se confrontato con tutti i casini che succedono ad Approdo del Re. E mi piace molto anche il trio formato da lui, Melisandre e Ser Davos. Nessuno dei tre veramente cattivo, nessuno dei tre veramente buono. É affascinante, per certi versi. Io li trovo uno specchio dell’animo umano, che viaggia su una scala di grigi, alternandosi tra l’eroismo e la giustizia e l’ambizione. Ci tengo solo a dire che Melisandre farebbe meglio a stare ben lontana da Shireen perché se succede qualcosa a quella bambina entro nello schermo del computer e faccio una strage. Così, giusto per avvisare.

 

Insomma, una puntata mozzafiato. Da un punto di vista di economia della stagione, apprezzo anche molto il fatto di inserire un picco di tensione così importante subito all’inizio, e non solo, come da tradizione, verso la fine. Tiene lo spettatore bello attento, e sull’orlo della sedia in attesa della prossima puntata – anche perché adesso abbiamo Tyrion sospettato dell’assassinio di Joffrey, Sansa in fuga con Ser Dontos, un Trono di Spade senza re e soprattutto, l’ombra di Drogon che si abbatte sulla Grande Piramide di Meereen. Are you excited? Because I sure as hell am.

 

Vi lascio qui col promo della prossima puntata, «Breaker of Chains», subbato dai nostri amici di Game Of Thrones – Italy, dai quali vi invito a passare.

Passate anche da  ~ Le migliori frasi de «The Game Of Thrones» ~, per non restare senza la vostra dose giornaliera di Westeros. Alla prossima settimana!

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Francesca_Giorgino

4 comments

Kon 16 Aprile 2014 at 16:36

Le tue recensioni da fan girl assatanata (e intendo in senso positivo, che tu ci creda o no) sono già diventate per me un appuntamento settimanale fisso che attendo con una certa trepidazione, importante quasi come una stessa puntata di GoT.

Spero non ti verranno attacchi omicidi se però ti confesso che a me questo Loras televisivo proprio non riesce a piacere. L’episodio l’ha scritto Martin, e si vede. Infatti il vecchio volpone riesce a (ri)dare un minimo di dignità al giovane Tyrell con una singola battuta, ma rimane sempre il fatto che finora Loras è stato presentato su schermo come una teenager perennemente in calore. Ora, senza per forza fare paragoni con i libri, ricordiamoci che anche nello show Loras ci viene presentato come un uomo (UOMO, chiaro sceneggiatori che non vi chiamate Martin?)che a prescindere dal proprio orientamento sessuale è stato forgiato nella disciplina militare fin dalla giovane età. Dovrebbe quindi aver imparato a trattenere certe escandescenze, senza contare che dovrebbe ancora essere in lutto per Renly!
Tanto per fare un esempio, anche Jaime ha sempre i bollori per Cersei, ma non è che durante la festa si scambia sguardi maialeschi con lei! E no, Pycelle non fa testo, perchè non è un soldato.
Invece ci ritroviamo una prostituta in armatura che ogni tanto fa le faccette buffe.
Credo che nemmeno Martin stesso potrà farci ormai qualcosa, la frittata è stata fatta da tempo e lui ci ha messo soltanto una piccola pezza in quest’ultimo episodio.

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barricadeuse
barricadeuse 19 Aprile 2014 at 13:34

Essere una fangirl assatanata é il vanto della mia vita. E grazie mille per le tue parole sulle mie recensioni, davvero, mi hanno resa davvero felice in un modo che non ti puoi immaginare.

Dunque, parliamo di Loras. A me Loras piace abbastanza, anche se ti devo dare ragione quando dici che in televisione l’hanno reso molto più… come dire, molto più macchietta. Credo che la differenza fondamentale stia nel fatto che nei libri già la relazione con Renly fosse molto più implicita, mentre nella serie ce l’hanno sbattuta davanti subito nella prima stagione, bella palese.E concordo anche sul fatto che spesso gli sceneggiatori passino spesso sopra alla disciplina militare di Loras (che comunque resta uno dei migliori cavalieri della sua generazione, faceva parte della Guardia di Renly, insomma, non é il primo che passa per strada). Ma solo da un semplice punto di vista televisivo, mi sono divertita guardando le facce tra lui e Oberyn. Forse semplicemente perché amo alla follia Oberyn. Questo NON vuol dire che mi stia bene Loras che se la spassa con mezza King’s Landing, perché insomma, lui é quello che ha detto, “When the sun has set no candle can replace it.” Boh, ho dei sentimenti contrastanti. Forse semplicemente ci sono due Loras, il Loras dei libri e quello dello show, una dualità che condivide con molti altri personaggi.

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Anonimo 13 Aprile 2017 at 19:41

Questa dovrebbe essere una recensione, invece è piena di opinioni assolutamente personali e velati spoiler.

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Lestblue
Lestblue 17 Aprile 2017 at 18:22

Da Wikipedia: La recensione è un testo valutativo e interpretativo di un’opera letteraria, scientifica o artistica (come film, opere teatrali e musicali), di cui analizza gli aspetti contenutistici ed estetici… …Le recensioni fungono da ausilio nella scelta di determinati eventi, fornendone un sunto, una critica ed a volte una votazione…

Non serve che aggiunga altro vero? Cosa ti aspettavi da una RECENSIONE?

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