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Game of Thrones Recensioni

Game of Thrones 8×06 – Quando l’amarezza trascende il series finale

Non è facile avvicinarsi alla chiusura di una serie epica e coinvolgente come Game of Thrones, che ci ha accompagnati per così tanto tempo, senza essere travolti da sentimenti contrastanti… specialmente visto quanto accaduto negli ultimi episodi andati in onda. In questi anni in cui ho recensito lo show per Telefilm Addicted ho spesso sentito la pressione del compito, soprattutto vista la passione (chiamiamola così) con cui alcuni membri del fandom si interfacciano a opinioni anche leggermente differenti dalle proprie, ma anche solo vista la risonanza che la serie ha avuto è difficile non sentirsene investiti quando ci si siede a discuterne. È dunque ancora più complicato apprestarsi a commentare un episodio come questo, il series finale, che anche se finora fosse andato tutto liscio come l’olio a livello di sottotrame va comunque a segnare, se così vogliamo metterla, la fine di un’epoca.

Vorrei intanto iniziare con il ringraziare Sam per avermi coperta la scorsa settimana, sostituendomi al timone delle recensioni di Game of Thrones mentre ero intrappolata con un gruppo di americani sulle montagne trentine, e mi dispiace che le sia toccato proprio l’episodio in cui tutto sembra andare definitivamente in vacca, dopo un quarto episodio già di per sé scritto da due autori ubriachi (per cause di lavoro ho visto entrambi gli episodi con un occhio aperto e uno chiuso, quindi è stato difficile discernere la mia percezione che stessi guardando una serie diversa dal mio stato semi-sonnambulesco… rivisti gli episodi a mente fredda posso confermare: sembra di star guardando una serie diversa). E no, non mi fate sentire i vari “lo show si è rovinato da quando ha perso la base dei libri” perché anche i muri sanno che Martin è sempre stato presente come consulente sul set (uno dei settordici mila impegni che l’hanno tenuto lontano dal suo vero lavoro di portare a termine la cavolo di saga per iscritto!!!), e per quanto possa fare il paraculo adesso e affermare a questa o a quell’altra testata di “non essere pienamente soddisfatto del finale” lui ha sempre avuto voce in capitolo… e diciamocelo, le stagioni orfane del materiale dei libri come base per gli script hanno comunque partorito alcuni episodi particolarmente acclamati dalla critica (e che anche io personalmente ho amato alla follia): “The Winds of Winter”, “The Spoils of War”, “The Dragon and the Wolf” solo per nominarne un paio piuttosto recenti, ma già nella quarta stagione ci era stato possibile trascendere i romanzi con sequenze che ci hanno rivelato con successo più di quanto fosse trasparso fino ad allora dalla penna di Giorgione Martin (il finale della 4×04, giusto per evidenziarne una particolarmente evidente).

Quindi in definitiva no, non è stato il non avere più materiale dalla saga di A Song of Ice and Fire a portare a questo sfacelo, è stato il fatto che D&D si sono probabilmente calati un acido prima di entrare nella writers’ room a discutere le trame di questa ottava stagione (della seconda metà in particolare, che sembra a dir poco uscita da un universo parallelo). E chiarisco, prima di iniziare a parlare di questo finale (ma d’altronde, trattandosi il penultimo episodio della serie di una specie di anticamera del finale, è anche ovvio che le cose si colleghino tra loro), che non mi riferisco unicamente allo scatto impulsivo di Daenerys nella 8×05 che, da che non voleva diventare “Queen of the ashes”, prende e brucia tutta King’s Landing come se non ci fosse un domani (coerenza di scrittura, questa sconosciuta): concordo con quanto detto la scorsa settimana da Sam, non si tratta solo di non gradire un risvolto come questo a livello personale, è proprio difficile trovargli un senso logico all’interno della più ampia storia. È vero che diversi traumi uno di seguito all’altro possono giustificare un impulso violento, che è d’altronde quello che ha scatenato la follia di suo padre per esempio, ma in generale se mi vuoi percorrere una certa strada me la devi anche costruire per bene. Posso non gradire personalmente il risvolto, ma se ti prendi il giusto tempo per costruirlo in maniera coerente io da spettatrice lo accetto… questo non è il caso, e il problema è stato, ancora una volta, questo impuntarsi sul ridurre il numero di episodi per stagione senza aumentare il minutaggio di ciascuna puntata.

Ma la continuity del percorso di Dany è già stato ampiamente trattato in lungo e in largo in questi ultimi sette giorni quindi non voglio dilungarmi molto, mi limito a dire che tra i vari “È sempre stata pazzah, come avete fatto a non accorgervene?!?” e i “Ma che diavolo dite?” io mi schiero senza dubbio con quest’ultima fazione: un personaggio sicuramente impulsivo, a cui spesso (e dichiaratamente) si sono affiancate personalità più moderate volte a smorzare il suo fervore interiore, ma un personaggio presentatoci finora come fondamentalmente di buon cuore (e per questo mi è dispiaciuto ancora di più il discorso di Tyrion a Jon in questo finale, in cui ripercorre le gesta della ragazza come “breaker of chains” e liberatrice di popoli affermando praticamente che il germe della sua brutalità potesse essere colto già allora, solo non condannato perché allora rivolto ai cattivi. Non è che al di là delle crocefissioni di Daenerys non abbiamo visto atti di crudeltà volti alla vendetta da parte di altri personaggi, ma qualcuno va a dire ad Arya che è pazza perché ha ucciso e cucinato i figli di Frey? O a Sansa che è pazza perché è rimasta a guardare impassibile i mastini di Ramsey che lo spolpavano vivo? No, ma Dany è pazza perché ha fatto lo stesso con suo fratello, ché a quanto pare se c’è consanguineità si deve guardare oltre la stronzaggine insita della gente… *fine rant*).

E questa affermazione può applicarsi a un’ampia gamma di scenari visti…

In questa stagione abbiamo visto molti character development andare in direzioni diverse e a volte poco logiche (coff coff Sansa coff coff, fantastica evoluzione da vittima ad abile giocatrice in questa scacchiera politica solo per regredire a ragazzina che tiene il muso, si crea le sue fissazioni e le persegue senza un minimo di lungimiranza diplomatica), ma quanto fatto con Daenerys è forse quello che mi è dispiaciuto di più (e, ripeto, a livello di coerenza e fluidità della narrazione, non di mero gradimento personale), insieme alla scelta di chiudere il cerchio di Jaime facendolo tornare quasi al punto di partenza, ignorando la profezia del Valonqar (una di quelle non riportate dalla saga letteraria allo show, con mio dispiacere) e scegliendo di non intraprendere per lui un percorso simile a quello di Theon. Posso capire se, da un punto di vista autoriale, dici che non vuoi farlo perché hai già perseguito la strada della redenzione finale per un personaggio e non vuoi fare lo stesso con un altro e, in effetti, avendo avuto Jaime luci e ombre e un costante ritorno al suo lato oscuro (e Cersei) ogni santa volta in cui nell’arco delle precedenti stagioni ci era sembrato quasi sul punto di migliorarsi, le vie percorribili erano virtualmente due: negargli la possibilità della redenzione e della crescita morale definitiva, come è stato, oppure chiudere il cerchio in maniera più poetica facendogli ripetere il regicidio con cui si è guadagnato il soprannome di Kingslayer (“the man with shit for honor”), ma questa volta con una maggiore implicazione personale (l’uccisione di sua sorella e amante) che magari gli avrebbe anche reso la riconoscenza postuma da parte di una popolazione da lui salvata dal massacro per ben due volte a scapito del proprio onore. In entrambi gli scenari sarebbe morto, quindi non si parla di volere un happy ending a tutti i costi, trovo solo che il secondo percorso avrebbe avuto maggiore risonanza e avrebbe quindi potuto essere più appagante dal punto di vista degli spettatori… però ripeto, date le premesse di cui sopra (il tornare al lato oscuro on and off diverse volte nell’arco della sua storia, il non voler concedere una risoluzione già intrapresa per Theon a qualcun altro ecc.), posso pure accettare la scelta fatta per Jaime, sebbene con dispiacere personale… quanto fatto a Daenerys invece inficia le sottotrame di un più ampio gruppo di personaggi del tutto rispettabili, come giustamente fatto notare da Sam, e in questo ho trovato un motivo sufficiente per approcciarmi alla visione di questa “The Iron Throne” con il giusto livello di diffidenza e delusione preventiva. E, ahimè, non avevo torto…

A visione ultimata devo dire di essermi in parte pentita di aver letto il leak uscito: è la prima volta in tutta la mia vita che lo faccio, in genere ODIO queste cose, ma stavolta, pur sapendo che poteva potenzialmente trattarsi del vero script (la fonte era la stessa dei leak degli episodi passati poi rivelatisi reali), mi sono detta: “Ma ti pare? A quanto pare hanno realizzato diversi finali apposta per confondere le acque…”. Volevo sapere per essere pronta, e dopo aver letto mi sono detta: “Ok, è un bene che l’abbia fatto: il vero finale, se diverso, non potrà che essere migliore di questo e, qualora invece sia proprio questo… beh, almeno mi sono preparata spiritualmente”.
Col senno di poi dico invece che è stata una scelta che mi ha rovinato la visione, sapere prima non mi ha aiutata a viverla meglio ma mi ha semmai fatto montare più e più delusione man mano che andavo avanti e mi accorgevo che i vari passaggi si realizzavano proprio come anticipati. Partiamo proprio con la fine di Daenerys: trovo che una chiusura di questo tipo abbia non solo vanificato l’intero sviluppo di trame e personaggi che le hanno gravitato intorno in questi anni ma, da un mero punto di vista formale, abbia di fatto quasi reso lei stessa insignificante, alla stregua di un deus-ex-machina senza altro valore se non portare alla distruzione della monarchia come precedentemente conosciuta e al nuovo inizio che vediamo in seguito (la distruzione dell’Iron Throne è la scena emblematica che in molti ci aspettavamo a un certo punto, metafora della rottura degli schemi passati, ma in questo caso si è trasformato in una più specifica “protesta” dell’ultimo drago rimasto per le perdite e il dolore che questo simbolo di potere ha causato).

Ho sempre sostenuto che Martin avesse un soft spot per gli outcast e per questo volesse favorire personaggi come Jon, Dany o Tyrion, e non ho mai avuto modo di dubitarne perché finora questo era stato a suo modo trasposto anche nello show: il nano disprezzato dalla sua stessa famiglia che sopravvive a diverse battaglie (sul campo e non) grazie al suo acume, che salva un’intera popolazione solo per farsi sputare in faccia dagli stessi, fugge attraverso il Mare Stretto e, da schiavo e prigioniero, riesce a diventare un fidato consulente della nuova pretendente al trono; il presunto bastardo di un lord del Nord che dimostra il suo valore una traversia dopo l’altra, che da figlio illegittimo guardato dall’alto in basso da molti che gli sono stati intorno fin da piccolo si scopre infine nientemeno che legittimo erede al trono, a cui viene spontaneamente affidato il potere suo malgrado, raccoglie seguaci intorno a sé mostrando il suo coraggio e la sua ferrea moralità, non incutendo timore. Ora, abbiamo davvero seguito quasi un decennio di cadute e risalite di questa giovane donna che, da vittima dei soprusi di un fratello avido di potere, è passata di mano in mano a uomini che la volevano in ginocchio ma da cui si è sempre liberata, che ha aiutato altri a liberarsi, solo per vederla trasformarsi dal giorno alla notte in un’esaltata e uccisa mezzo minuto dopo dal suo grande amore (il tradimento finale profetizzato dagli Eterni nella House of Undying? “Once for blood and once for gold and once for love”… per un altro decennio almeno ci rimarrà il dubbio, finché Martin non ci farà il favore di svelare nei suoi ultimi romanzi se questo è davvero lo stesso finale a cui puntava anche lui, sebbene per vie traverse)? Seriamente, qual è il messaggio qui? Di certo non che non ho capito nulla della psiche di questo personaggio per sette stagioni perché, solo riguardando il finale della 7×06 (quindi senza andare troppo indietro), posso affermare che la Dany che si interfaccia con un Jon che accetta finalmente di riconoscerla come sua regina non è ASSOLUTAMENTE la stessa che vediamo in questi ultimi episodi (diavolo, neanche la stessa dell’inizio di questa stagione, a dirla tutta: è davvero un cambiamento troppo drastico e repentino per essere credibile!).

Vogliamo parlare poi di Jon, spedito alla Barriera come punizione per aver assassinato la Regina? Hello?? Righful heir to the Throne!! Per quanto gli Immacolati e i Dothraki riconoscessero lei come Regina, il resto della popolazione dei Sette Regni poteva ancora permettersi di dissentire: Varys non aveva mandato lettere a… a chi, scusate, se nessuno sembra ancora essere a conoscenza della vera identità di Jon a parte i soliti sei? Gli abbiamo visto bruciare l’ultimo messaggio prima di essere condotto alla sua esecuzione, ma gli altri non sono partiti? E se l’informazione si è diffusa, nessuno ha voglia di esprimere un’opinione in merito? Magari questo piccolo, insignificante dettaglio avrebbe potuto far pendere la bilancia leggermente più a suo favore durante il processo sommario tenuto in sua assenza. O anche questo è parte del big evil plan di Bran per prendersi il trono?

Ecco, qui anche si sfiora il ridicolo: l’intera condotta di Bran finora assume un contorno decisamente torbido se visto in luce di quel semplice “Why do you think I came all this way?” in risposta a un Tyrion che gli offre la corona quasi certo (come tutti noi) di ricevere in risposta riluttanza e il solito disinteresse a ricoprire una posizione di potere. Da quando è diventato il Corvo a Tre Occhi è andato ripetendo di non poter essere il nuovo Lord di Winterfell… perché, perché lo aspettava qualcosa di meglio? Non sto dicendo che Bran fosse un villain affamato di potere che ha fatto tutto quello che ha fatto finora per arrivare al trono dei Sette Sei Regni (anche qui, quando Sansa ha dichiarato che “Il Nord rimarrà indipendente” mi aspettavo quasi Yara saltare in piedi e urlare “E no eh, allora pure noi, ce l’avevano promesso”… Yara, tra l’altro, sprecatissima tanto quanto altri personaggi che, again, non hanno trovato il giusto spazio in una stagione compressata ai minimi termini a livello di minutaggio), semplicemente lascia che le cose facciano il loro corso e le accetta così come vengono, d’accordo (così come in linea teorica posso esserlo anche io) con il discorso di Tyrion che il miglior regnante è quello che ha conoscenza del passato (cosa del tutto vera anche e soprattutto nel nostro mondo, dove è risaputo che chi non conosce ciò che è stato è destinato a ripetere gli stessi errori… mai così vero come nella situazione politica e sociale che stiamo attualmente vivendo in molte parti del mondo, se mi concedete una breve deriva al di là del discorso dell’intrattenimento televisivo), ma fino a che punto sapere in anticipo tutto ciò che sarà e non fare nulla per impedirlo può essere visto come servire il greater good e quando si passa la linea che definisce invece indifferenza per la sorte di migliaia di persone, sacrificate appunto in nome di quel greater good? Se Bran sapeva della carneficina di King’s Landing, ad esempio, e di tutto ciò che si è scatenato da allora, si può davvero considerare moralmente accettabile il fatto che abbia lasciato gli eventi scorrere senza intervenire solo per trovarsi lì quando necessario (un mantra rivolto già a Theon e ora ripetuto a Jon, che è sempre stato “dove doveva essere”, che le azioni di ciascuno sono ciò che li portano dove è destino che siano… un determinismo per me un po’ troppo fatalistico anche per un universo come quello di GoT, in cui gli uomini sono sembrati più di qualche volta in balia del volere incontrollabile degli dei)?

Mi è capitato di discutere in privato con Sam della teoria girata online che il Bloodraven sia in realtà riuscito a “wargare” dentro Bran poco prima di essere ucciso dagli Estranei penetrati nella sua caverna, e che quanto visto da allora sia stato il dipanarsi del suo piano per arrivare al potere tramite il giovane corpo di Bran (“Most of him as gone into the tree. He has lived beyond his mortal span, and yet he lingers”, aveva detto di lui Leaf in A Dance with Dragons, quindi forse aveva bisogno di un nuovo corpo da abitare per uscire da lì)… personalmente non credo sia il caso: l’unica cosa tangibile è che Bran è cambiato notevolmente da un momento all’altro dopo la scomparsa del precedente Three-Eyed Raven, ma se questo fosse davvero quanto realmente successogli gli autori non hanno davvero fatto nulla per darcene prova o anche solo sentore. Molte fan-theory si basano su accenni, anche solo minimi, all’interno dello show, mentre qui non ne ho trovati affatto per giustificare tale ipotesi, e sarebbe davvero un errore di scrittura notevole voler sostenere una teoria senza neanche un microscopico punto di appoggio in quanto visto nella serie (non che sarebbe l’errore di scrittura più grave a questo punto, ma whatever…).

Riguardo Tyrion, il suo percorso è forse una delle poche cose che ho visto come uniformi dall’inizio alla fine, in quanto a direzione a cui si mirava: lui era il personaggio su cui mi ero giocata il mio ultimo cent che sarebbe rimasto in vita alla fine di tutto, lo davo per certo tra i survivor e così è stato… la mia era una teoria, ancora una volta, basata sulla convinzione che si trattasse di uno dei personaggi preferiti di Martin. Nel mio film mentale, poi, sarebbe diventato il consigliere e reggente di un ipotetico figlio di Jon e Daenerys, che sarebbe salito al trono alla morte di entrambi i genitori durante la Battaglia Finale… lo so, nel mio film mentale i sei episodi di questa ottava stagione avrebbero abbracciato un arco di tempo ben più ampio, povera Figlia dell’Estate…
In un certo senso potremmo dire che parte di questa previsione di avvera, Tyrion arriva davvero a ricoprire la posizione di rilievo che tutti i suoi fan hanno sempre sperato per lui, alla fine di un percorso accidentato come quello da lui affrontato in questi anni… per un sovrano ben diverso da quello che tutti avrebbero immaginato, certo, ma sicuramente il finale di Tyrion è uno dei pochi che mi sento di definire vicini a una conclusione logica e in linea con i suoi sviluppi pregressi (tolta ovviamente la parentesi collegata alla svolta out of character di Dany, ma lì non è di certo colpa sua, e trovo comunque il suo dispiacere, rimorso e il suo provare a far ragionare anche Jon su quale sia la cosa giusta dopo il rogo di King’s Landing una mossa da Tyrion rispetto agli avvenimenti a cui ha assistito, non totalmente campata in aria).

Altro finale che chiude il percorso di un personaggio senza grossi scossoni è quello di Arya, che sceglie di salpare alla scoperta di terre nuove. In questo finale riprende l’interrogativo già esposto nella sesta stagione parlando con Lady Crane: “What’s west of Westeros?”. Eh, una bella domanda, decisamente il risvolto che più di ogni altro aprirebbe scenari interessanti: diversi personaggi nell’universo di A Song of Ice and Fire (perlopiù precedenti alle vicende che segnano l’inizio della saga letteraria) hanno sognato di affrontare questo viaggio di scoperta al di là del misterioso Sunset Sea, che in quanto estremo del mondo conosciuto ha suscitato in molti la fascinazione che già terre esotiche come Sothoryos, l’estremo oriente di Essos, la città di Asshai by the Shadow hanno suscitato negli spiriti più intraprendenti del Continente Occidentale: Rhaenys Targaryen avrebbe voluto intraprendere il viaggio a dorso del suo drago prima di rimanere uccisa, alcuni Ironborn ci hanno provato e ovviamente c’è Elissa Farman di Fair Isle, personaggio vissuto all’epoca di Jaehaerys I, che avrebbe affrontato la traversata a bordo della sua nave Sun Chaser, scoperto tre isole a cui ha dato i nomi dei tre fratelli Targaryen conquistatori del Continente, e si è poi spinta oltre senza però aver mai fatto ritorno. Nel contesto del percorso seguito da Arya in questi anni non poteva esserci scelta più appropriata che spingerla oltre i confini del mondo conosciuto, incapace come probabilmente è a questo punto di riadattarsi a una vita normale (o, peggio, accasarsi con un lord qualunque).

Di per sé mi è anche piaciuto il montaggio finale dedicato agli Stark, sebbene a fare da contraltare alla preparazione di Jon e Arya per i rispettivi viaggi imminenti (Jon diretto con i Bruti a nord della Barriera, concludendo la serie in mezzo ai boschi dove le vicende narrate avevano avuto inizio) c’è una Sansa che viene vestita di tutto punto per prendere il suo nuovo ruolo di Regina del Nord, e l’attenzione agli sbrilluccichii dell’abito sembrano quasi evocare un lontano ricordo di Arya che nella settima stagione accusa la sorella di aver sempre e solo avuto interesse ad “avere cose belle”… che gran spreco di potenziale questa Sansa, davvero uno dei personaggi la cui parabola mi ha più delusa in questa ottava annata.

In generale, come del resto quasi tutta questa stagione, a questo series finale si può senz’altro rimproverare di aver dato sì spazio a sequenze e fotogrammi a effetto (alcune scene visivamente belle e ben realizzate, non c’è che dire), ma di aver perseguito spesso più la forma che la sostanza: un calo di contenuti a favore del sensazionalismo che, come ben sappiamo da spettatori navigati, non è mai buon consigliere nella writers’ room.

Poi per carità, bella fotografia e buone scelte di regia, a livello tecnico siamo sempre su standard elevati (kudos anche al reparto CGI Direwolf Unit che sembra aver percepito con mesi d’anticipo che internet si sarebbe riempito di indignazione alla scena della 8×04 in cui Jon lascia andare Ghost senza neanche una carezza e si riprende qui facendoli rincontrare in maniera più calorosa). Ci sono stati anche i momenti lacrimuccia perché è inevitabile (Drogon che prova a scuotere il cadavere di Dany mi ha stracciato i feeling e, per quanto apparentemente insignificante, mi ha toccata molto anche la sequenza in cui Brienne aggiorna la pagina di Jaime sul registro della Kingsguard… quel semplice “died protecting his queen” scritto dopo un momento di esitazione mi ha ridotta a un imbarazzante sacco lacrimoso). D’altronde già il magone da consapevolezza che siamo alla fine del viaggio da solo mi aveva quasi messa K.O.

L’unico happy ending che conta davvero… un metalupo sopravvissuto alla fine della serie!

In definitiva, il miracolo della nascita dei draghi vanificato in pochi secondi, il segreto che poteva sovvertire intere Nazioni che Ned si è portato nella tomba completamente ignorato e molto altro ancora va ad aggiungersi alla prematura dipartita del Night King tra i punti che questa ottava stagione ha trattato con estrema superficialità, sprecando immenso potenziale e riducendo il tutto a un minestrone di nonsense dettato più da fretta e desiderio di stupire a tutti i costi, a discapito della logica. La stagione finale di Game of Thrones non ha portato a risposte su molti degli elementi mitologici e dei personaggi più ambigui che abbiamo incontrato nell’arco della serie, non c’è davvero un finale soddisfacente per tutti e si corre da un avvenimento all’altro con eccessiva frettolosità: discussioni, studi di strategie e confronti diplomatici che in un’altra stagione avrebbero occupato buona parte di un episodio vengono qui liquidati in appena dieci minuti. E soffro immensamente nel dover fare un riepilogo così amaro, perché Game of Thrones è davvero molto, ma molto più di quello che uno spettatore casuale alle prese con questa unica stagione potrebbe pensare: quello che ci ha accompagnati per anni è stato un viaggio fatto di colpi di scena ben studiati, non scontati ma neanche campati in aria, è stata la crescita di alcuni personaggi e la deriva di altri, le lacrime e le risate, le discussioni infervorate con altri fan, la diatriba lettori VS spettatori e il capire (spero) che in fondo entrambi i medium hanno avuto i loro meriti e demeriti nel portare in scena dettagli diversi. È stato uno show che ha segnato un genere e fatto scuola in generale nella serialità attuale, ha catturato su così tanti livelli che è anche difficile per me ora fare un sunto di cosa è stato per me (e immagino per molti altri) seguire appassionatamente questa serie per tutti questi anni, fare congetture e aspettare con ansia la stagione successiva per vederle confermate o smentite, stagioni di #mainagioia e soddisfazioni attese a lungo ma che, quando arrivano, ti fanno davvero saltare sulla sedia.
Tutto questo e molto altro è stato Game of Thrones, e trovo veramente deprimente dover chiudere le recensioni di questa serie su una nota tutt’altro che positiva… per questo ho voluto brevemente richiamare anche quello che è stato, perché avevo già premesso in un mio post su Facebook poche ore prima della messa in onda di questa “The Iron Throne” che ormai non mi aspettavo più una ripresa in corner, visti i presupposti degli episodi precedenti, ma qualunque cosa fosse successa in questo series finale non avrei amato questo show di meno, che sono passata per tanti series finale che mi hanno creato disappunto ma ciò non ha cancellato la passione per quanto visto in precedenza, e sicuramente anche in questo caso non si può prescindere dalla serie che GoT è stata per le sette stagioni passate nel commentarne la chiusura.

Sono davvero emozionata al di là delle parole per aver avuto l’onore (e onere!) ma soprattutto il piacere di recensire una delle mie serie preferite in assoluto per questo sito che è ormai parte della mia quotidianità da oltre sei anni, non credevo che avrei avuto la possibilità addirittura di accompagnare lo show a conclusione con i miei commenti che, inutile a dirlo, mi sono spesso sentita come se fossero tutt’altro che all’altezza di tale compito, per quanto spinti da profonda passione per la serie tv e conoscenza della saga letteraria e di tutto il suo contorno.
Se però almeno una volta siete passati a leggere e vi siete ritagliati il tempo per commentare con me, un grazie enorme va anche a voi, oltre che al resto dello staff che mi ha permesso di essere qui per queste ultime stagioni: un’ultima volta, vi chiedo se volete di lasciare il vostro parere su quanto visto in questo finale qui sotto nei commenti e, magari, anche un pensiero rivolto in retrospettiva al passato.
Ringrazio inoltre le pagine

Emilia Clarke Italy
Game of Thrones ITALIA
~Le migliori frasi de “The Game of Thrones”~ 
Gli attori britannici hanno rovinato la mia vita
Fraciconia
An Anglophile Girl’s Diary
Telefilm Obsession: the planet of happiness
The White Queen Italia

per averci condivisi in queste settimane: continuate a seguirli per ulteriori aggiornamenti dall’universo di GoT, i suoi interpreti e dal mondo British in generale!

And now our watch has ended…

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19 comments

Federicuccia 21 Maggio 2019 at 08:08

a proposito della profezia su Daenerys, qual’era il tradimento per sangue che non ricordo?
il miglior personaggio è stato Drogon, ha “ucciso” il vero antagonista della serie, tanti ci hanno visto una vendetta verso jon. io credo che abbia fuso il trono perché oggetto che ha condotto alla morte sia la madre che i fratelli, e motivo di tanti massacri soprattutto!
Si è rivisto un po’ del vecchio Tyrion quando getta davanti alla khaleesi la spilla da first hand of the queen.
Sapevo poi che Daenerys avrebbe giustificato il massacro dando la colpa a Cersei “she used the innocents as a weapon against me” oooook

Reply
Ale
Ale 21 Maggio 2019 at 09:53

Ciao Fede e bentornata!
Nei libri quando Daenerys prova a interpretare la profezia indica la possibilità che il tradimento per sangue fosse quello di Mirri Maz Duur, ma ovviamente parliamo di avvenimenti del passato e la profezia probabilmente si riferisce anche a possibilità future rispetto all’ingresso nella Casa degli Undying. Un paio di anni fa infatti mi era capitato di leggere che, letto un po’ meno letteralmente, il tradimento per sangue potrebbe essere Illyrio Mopatis che supporta Young Griff/Aegon anche quando lui decide di deviare dal piano di andare incontro alla zia e portarsi invece la Compagnia Dorata a Westeros (in un certo senso, Illyrio tradisce la causa di Dany schierandosi con un altro membro della sua Casa, quindi dello stesso “sangue”). Ovviamente questo si applicherebbe solo ai libri visto che il personaggio non appare nello show, ma alla luce dell’ultima stagione potrebbe anche trasporsi a Jon/Aegon e il tradimento per sangue essere Varys che sceglie di puntare su di lui come pretendente al Trono dopo aver scoperto della sua vera identità.
Come scrivevo anche nella recensione, è un peccato che molte delle profezie che appaiono nei libri non siano state riportare dallo show, il misticismo della narrazione era uno spunto che trovavo interessante leggendo… e apriva ovviamente la strada a miliardi di congetture da formulare 😀

Sull’azione di Drogon la penso come te: un atto di protesta verso ciò che ha davvero causato tutto questo dolore, l’ossessione per quel cavolo di trono.
Idem per Tyrion, come scrivevo più su ho trovato i risvolti legati a Dany un po’ OOC, ma una volta intrapresa questa strada per lei ho trovato le reazioni di Tyrion perfettamente in linea con la sua solita personalità, quindi sono d’accordo con te.

Grazie per essere passata a commentare con me questo triste finale di serie, se ti va lasciami anche un parere sulla stagione in generale alla luce di questa 8×06 🙂

Reply
Carolina 21 Maggio 2019 at 08:13

concordo su tutta la linea sulla tua analisi dell’ultima stagione…le perplessità da te espresse sono state da ieri e continuano ad essere presenti anche tra noi che in famiglia abbiamo assistito a uno scempio frettoloso e poco rispettoso dello spettatore

Reply
Ale
Ale 21 Maggio 2019 at 10:04

Ciao Carolina!
Intanto grazie per esserti fermata a leggere e commentare con me 🙂
Come darti torto, “scempio frettoloso e poco rispettoso dello spettatore” è esattamente come lo descriverei anch’io, davvero un peccato andando a guardare indietro a quello che è stato. Sono davvero amareggiata perché sono convintissima che con solo due episodi in più (e magari, perché no, una stagione piena da dieci episodi nella scorsa) non avremmo avuto la stessa percezione, mi viene in mente un paragone impietoso tra la 4×06 e questo finale: in entrambi abbiamo a un certo punto Tyrion messo alla sbarra di un processo e lo vediamo lanciarsi in un monologo emozionante… e mi chiedo come abbiano potuto dimenticarsi come far venire la pelle d’oca senza troppi effetti speciali, solo con il potere dei dialoghi. Avere il giusto tempo per creare le tue trame fa tutta la differenza, c’è poco da fare 🙁

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Federicuccia 21 Maggio 2019 at 11:44

Ciao e grazie! 🙂
l’impressione sulla stagione è NI, diciamo che mentre anni prima uno guardava la serie con ansia e eccitazione in vista del finale di stagione, ora si è rassegnati per lo più e non è un buon segnale dato che questo era il finale di serie! stagione attesa per quasi due anni aggiungerei

anche la petizione/protesta (è chiaro che non rifaranno mai questa stagione) non è buona pubblicità soprattutto in vista degli emmy

Reply
Raffaella 21 Maggio 2019 at 12:48

Condivido al 100%.
La coerenza anche in questo episodio è inesistente, specialmente nel salto dopo la morte di Daenerys.
Perchè, visto che la città era nelle sue mani, Verme Grigio non ha ucciso Jon e Tyrion senza se e senza ma?
Era accecato dalla sete di vendetta prima, gli uccidono la reginella e non si accanisce su Tyrion, per dire, che già era imprigionato?
Chi poteva impedirlo? Quei 4 gatti dell’esercito del nord?
Chi chiama a raccolta tutta la nobiltà rimasta?
Come è possibile che tutti stiano zitti quando Sansa si autovota per l’indipendenza del nord?
E ne avrei a decine …

Reply
Ale
Ale 22 Maggio 2019 at 10:09

Ciao Raffaella!
Hai ragionissima, se ci mettessimo a contare le cose che non tornano a livello di logica non ne usciremmo più -.-
Su Verme Grigio & co. ha poco senso in generale il fatto che, per far contenti Unsullied e Dothraki (che salpano comunque da King’s Landing verso altri lidi entro fine episodio), si obbliga Jon ad andare in esilio: metà gente radunata al “processo” sa della sua identità, nessuno che pensa a rivelarla per sostenere la sua causa e trovare attenuanti? Un re che uccide una regina certamente è meno grave di uno qualunque che uccide un sovrano, no? Soprattutto visti i risvolti precedenti… o al massimo di’ che lo punirai e poi appena se ne vanno lo liberi e lo fai nuovo re! Sono io che la faccio troppo semplice? xD
Comunque, grazie per essere passata a leggere e commentare, sarebbe stato bello poterlo fare con meno amarezza 🙂

Reply
Federicuccia 21 Maggio 2019 at 13:03

a Drogon vorrei ricollegarmi anche nella scena di Jon che va ad uccidere Daenerys e trova il drago mimetizzatosi sotto la neve (alla fine non è stato il gelo degli estranei a colpire king’s landing), Drogon si avvicina e lo lascia passare. questo potrebbe sembrare di poco conto o un errore di valutazione del drago, invece per me Drogon in cuor suo sapeva ciò che di lì a poco stava per accadere, che Jon era lì per porre fine alla follia della madre.
l’animale sapeva che Daenerys era cambiata e l’unica sua ossessione era il trono, azzardo anche a dire che se metti caso Drogon fosse morto durante il massacro, alla khaleesi le sarebbe importato fino a un certo punto. lo sguardo maniaco che ha quando vede il trono dice tutto.
l’ultimo trailer rilasciato prima della 8×01 non parlava della guerra a Winterfell contro il night king, ma di quella contro il ghiaccio e il terrore di Daenerys Targaryen.

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Giuppolo 21 Maggio 2019 at 14:21

Gli Starkini salgono al potere esattamente come lo hanno fatto i Lannister prima di loro, ossia con l’assassinio di un Targaryen a tradimento. Sono due famiglie di malavitosi, in pratica. E infatti al concilio ristretto siedono, tra gli altri, un nano traditore, un sicario erotomane e un contrabbandiere, tanto per non farsi mancare nulla.
La ruota purtroppo non è stata spezzata: Dany avrebbe fatto meglio a bruciarli tutti fino all’ultimo, altrochè.
Confido che Martin si allontani il più possibile da questa fanfiction delirante da rete4.

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Ale
Ale 22 Maggio 2019 at 10:43

Beh dai, non mi puoi paragonare gli Stark ai Lannister! A parte che anche l’assassinio di Aerys da parte di Jaime non era perché fosse “un malavitoso” ma perché il Re Folle stava per far saltare in aria la città (e io non sono una che pretende di difendere Jaime a tutti i costi, normalmente, se ti è capitato di leggere altre recensioni avrai notato che l’ho sempre definito “indifendibile” sotto molti punti di vista).
Jon fa lo stesso con Daenerys, si convince a ucciderla quando capisce che la sua presenza potrebbe essere un pericolo per gran parte della popolazione… la base su cui si fonda questo risvolto è totalmente out of character per lei e basata su scrittura che non tiene assolutamente in conto nulla di quanto accaduto e discusso nelle sette stagioni precedenti, ma se vogliamo prendere il risvolto di Daenerys per quello che è allora la scelta di Jon è giustificata quanto quella di Jaime con il padre di lei… ricordiamo poi che Jon era innamorato, quindi insomma un dolore in più, non si tratta solo di perdere l’onore tradendo il proprio sovrano.

Detto questo, sono d’accordo che la ruota non sia stata spezzata in toto, nonostante qualche minuscolo passo avanti: alla fine si decide di eleggere il nuovo re e di fare in modo che i suoi successori vengano “selezionati” per meriti e non per linea genealogica, che ha senso (anche solo andando a riguardare alla nostra Storia, basta vedere come nell’Antica Roma si siano alternati periodi in cui gli imperatori che salivano al trono erano i figli dei loro predecessori e periodi in cui invece i nuovi imperatori erano SCELTI dai predecessori: i periodi di maggiore lustro si sono avuti proprio con questi ultimi); alla grassa risata che tutti si fanno alla proposta democratica di Sam poi bisogna guardare con mentalità pseudo-medievale, non con la nostra moderna… Poi certo, che nel nuovo Concilio Ristretto ci siano le stesse posizioni di prima fa pensare che non sia tutto cambiato, ma a livello simbolico il trono che ha causato tutto il caos precedente non c’è più, si potrebbe dire che Daenerys è stata sacrificata per assicurarsi parte di quel cambiamento organizzativo che lei auspicava da wannabe regnante (il che potrebbe essere letto da qualcuno come poetico ma, per me, è perlopiù svilente per il suo personaggio, che per questo ho definito quasi un deus-ex-machina privato del suo valore narrativo nel contesto di questo risvolto e non l’ho particolarmente apprezzato).

Ti ringrazio per il tuo commento e per il confronto di idee, ovviamente siamo qui se hai voglia di discuterne più in dettaglio.

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Tobia 21 Maggio 2019 at 14:58

Ormai c’è il mantra che la serie sia stata diretta per essere aprrezzata solo da persone che hanno visto l’ottava stagione , mantra dettato dal voler dare la colpa a queste due stagioni deludenti.

Io la seguo dal 2011 e le ultime due stagioni mi sono sempre alzato alle 3 di notte.
Difficile dire che non siano state deludenti a livello di sviluppo trama e tempistiche , ma altrettanto assurdo dire che il finale non sia commuovente !

Con buona pace di tutti , gli Stark sono i protagonisti della serie dalla prima puntata all’ultima , con buona pace delle fangirl di daenerys.

Jon legitto erede altrono è la persona piu umile e giusta di westeros , purtroppo la scrittura di questa stagione ce lo presenta come un beone , ma è stato lui a salvare il popolo del nord , lui a riunire gli eserciti contro i morti e lui a liberare daenerys dalla sua follia ( che dany fosse mrgalomane e folle si è sempre visto ), in ultimo è lui solo a pagare il prezzo del suo stesso sacrificio.

Finale molto commuovente ma gestito malissimo (causa solo 6 episodi ).

P.s. Sansa personaggio incoerente al 100% ,
Mi aspettavo di vederla su un cavallo pronta a tagliare teste …. pffffffff.

Cresciuta in un delirio , ha avuto come maestri cersy – dito corto e di contro jeoffrey e ramsey come aguzzini , logico sia diventata una fredda calcolatrice che ambisce al suo obbiettivo non fidandosi della salvatrice platinata .

Questa è una serie le cui emozioni ci accompagnano da un decennio e non sarà una stagione deludente a farla dimenticare !!!

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Ale
Ale 22 Maggio 2019 at 10:25

Ciao e grazie del tuo commento.
Sono d’accordo su quanto da te detto sugli Stark, infatti scrivevo che ho apprezzato il montaggio finale a loro dedicato. Per quanto riguarda quelli che definisci “fangirl di Daenerys”, se posso dire la mia, io per dire non la consideravo neanche uno dei miei personaggi preferiti in assoluto, ma la reputo un personaggio femminile ben scritto… con i suoi difetti, ovviamente, ma ben scritto. Quindi il mio appunto sul modo in cui hanno distrutto il suo character development di sette stagioni in tre episodi, per esempio, non è dettato da un cieco apprezzamento nei suoi confronti, ma da un’analisi fatta basandomi su quanto visto prima (ho fatto un bel rewatch delle stagioni precedenti prima di iniziare l’ottava, quindi mi baso su ricordi abbastanza freschi).

“Difficile dire che non siano state deludenti a livello di sviluppo trama e tempistiche , ma altrettanto assurdo dire che il finale non sia commuovente”: io personalmente non ho detto che non sia stato commovente, però dovendo scrivere una recensione è necessario fare un’analisi che va oltre i miei sentimenti “di pancia”, e per quello mi sono dovuta soffermare anche su ciò che a livello tecnico non è andato… per il motivo su cui siamo entrambi d’accordo, a quanto vedo: tempistiche e trame strizzate per arrivare alla fine in meno episodi di quanti che ne sarebbero realisticamente voluti.

Sull’ultima frase, poi, la penso esattamente come te, difatti è il modo in cui ho voluto concludere anche la recensione: non è giusto ridurre un’intera serie (che ha spaziato per quasi un decennio ed ha APPASSIONATO così tante persone con ottima scrittura e bellissimi personaggi) a solo una manciata di episodi meno riusciti, per me GoT è stato molto di più, e anch’io come te ho trovato a tratti commovente questo ultimo episodio (cosa in parte dettata, come scrivevo, dal magone che si portava dietro la consapevolezza che il viaggio fosse quasi alla fine), ma non si possono ignorare i difetti che ha avuto: non cancellerà la mia passione per la serie in generale, ma neanche posso chiudere gli occhi e dire che è andato tutto bene, da un punto di vista obiettivo.

Ti ringrazio per il confronto e grazie per esserti fermato a commentare, a presto!

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Tobia 25 Maggio 2019 at 00:12

Sono Io che devo ringraziarti , il trono è stata una mia costante cosi come il venir qui a leggere la tua recensione il giorno dopo .

E’ dalla sesta stagione che non mi sfugge una recensione, però non ho mai commentato e ma ora mi accorgo che il mio primo commento è stato leggermente troppo piccato . (reazione a caldo da fan boy , sorry!)

Quindi grazie per il lavoro svolto e per averci accompagnato in questa magnifica serie !!!

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Sfelletti 21 Maggio 2019 at 15:20

Per quanto mi riguarda rimarrà la domanda a cui da tre anni non riesco a darmi una risposta “Perchè affrettarsi a chiudere in 2 stagioni per di più neanche complete???”.
Non sta scritto da nessuna parte che con 7, 10 o 20 puntate in più il risultato sarebbe stato migliore, e però innegabile che la fretta non ha assolutamente aiutato.
Il “turn heel” di Dany che ha portato la distruzione di un’intera città piena di donne e bambine non è credibile. Al massimo tentare o riuscire ad uccidere Jon e Tyrion, come fatto con Varys, così da non rischiare di perdere “il premio finale” poteva essere una soluzione.
Il solo fatto che non si parli di Jon come erede al trono rende una pagliacciata il meeting dei “sopravvissuti” a King’s Landing.
Su Arya viaggiatrice e Sansa dissidente credo ci sia poco da dire. Visto dove si è arrivati la scelta di Bran ci potrebbe anche stare. Rimane l’amaro in bocca per aver chiuso il capitolo estranei in una sola puntata anche se ben fatta.

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Ale
Ale 22 Maggio 2019 at 10:54

Ti ringrazio del tuo commento, c’è davvero poco da aggiungere: sono assolutamente d’accordo con tutto quello da te evidenziato… e sì, forse qualche episodio in più non avrebbe fatto estrema differenza, ma sono certa che almeno non avremmo avuto questa sensazione costante di fiato sul collo e di trame mandate avanti con l’acceleratore.
Sul meeting dei sopravvissuti a King’s Landing… amen, pagliacciata a dir poco: nessuno che parli dell’identità di Jon, nessuno che obietti alla richiesta di indipendenza del Nord per Sansa (Yara? Anonimo principe di Dorne? Nessuno??)… e potremmo andare avanti per ore!
Sulla scelta di Bran, invece, come scrivevo più su l’unica cosa che non mi convince è la moralità dietro le sue azioni, e quanto si possa considerare di buon auspicio per un nuovo regnante il fatto che a quanto pare sapesse di tutto quello che stava per accadere e non ha fatto nulla per fermarlo… bah.
Grazie ancora per essere passato a leggere e commentare, alla prossima!

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Maria 21 Maggio 2019 at 17:42

Ciao,
innanzitutto bellissima recensione, sembra un cliché ma sono d’accordo in tutto e per tutto con ciò che hai scritto, sull’involuzione poco studiata e curata di Daenerys che è davvero poco credibile per lo spettatore attento, per il lettore del libro, per chi davvero ha capito la storia e la psicologia di questo personaggio.
Non ero contro questa svolta anche se, ahimé, è sempre dolorosa… ma la maniera in cui è stata gestita che rende le cose inaccettabili.
Detto questo, è un episodio che mi lascia vuota emotivamente.
Anche io avevo letto i leak per essere preparata a questo scempio ed invece sono rimasta ancora più delusa a sapere che questo era il finale. Ritengo che la prima parte della puntata sia la migliore, per quanto di meglio ci possa essere in questa miseria. Scenograficamente parlando è bellissima la prima mezz’ora e vorrei fare un applauso ad Emilia Clarke, con cui sono sempre stata severa, per aver fatto un ottimo lavoro: se il cambiamento DI Daenerys é minimamente credibile è solo grazie a lei.
Che dire, la scena finale di Dany é il punto nevralgico di tutta la stagione e probabilmente di tutto Game Of Thrones… Nonostante tutto, l’ho trovata veramente frettolosa. Mi è piaciuta quella nota di umanità e di ingenuità di Daenerys quando parla di sé stessa bambina, per un istante l’ho vista di nuovo umana e la morte di lei tra le braccia di Jon che la pugnala quando ha abbassato le proprie difese perche innamorata di lui mi ha davvero segnata. Inutile spiegare il dolore fisico nel vedere Drogon toccare il corpo della madre, ma penso che in mezzo questa schifezza Daenerys abbia avuto la fine più epica di tutte. Riesce nel suo intento di rompere la ruota, sono salvi tutti grazie a lei, che ha battuto gli Estranei e ha levato di mezzo Cersei. Non è una genocida assassina o almeno se lo è lei lo è anche Bran, che sapeva come sarebbero andate le cose dal momento in cui rivela a Jon la sua identità (praticamente il twist Aegon Targaryen é servito solo a far impazzire Daenerys).
L’episodio poteva benissimamente finire con Drogon che porta via sua madre come a far capire che nessuno meritasse neanche di vedere il suo corpo, é stata una scena toccante.
Dopo questi primi 30 40 minuti, l’episodio é stato così ridicolo ed illogico che ha spazzato via tutto il pathos creatosi per la tragedia consumatasi poco prima.
Insomma, una mancanza di rispetto vedere Dany accoltellata dal suo grande amore due minuti prima e poi i personaggi che ridono di Edmure Tylly e Sam che propone un sistema democratico? Sembrava una sitcom. Forse l’intenzione era quella di far ridere ma sinceramente volevo spegnere la televisione. A fin dei conti Daenerys meritava di meglio, anche Jon Snow, soprattutto nello sviluppo della loro storia e della loro fine. Se tutto fosse stato gestito meglio forse adesso non avrei questo grande senso di amarezza che mi pervade. Non mi soffermo sull’illogicità di Tyrion e Jon non uccisi da verme grigio, Tyrion addirittura che da prigioniero sceglie re, elezione del re e diventa primo cavaliere mentre Jon spedito a gelarsi alla Barriera (almeno non perdona Sansa per non essersi stata zitta, forse ha ancora un po’ di spina dorsale). Sansa inutile tutta la stagione, buona solo ad irritare Daenerys e piagnucolare. Il resto parla da sé, mi rifiuto di commentarlo. Comunque grazie delle recensioni!

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Valeri@ 22 Maggio 2019 at 19:07

Condivido anche stavolta l’analisi… credo sia il posto giusto dove sfogarsi mi scuso in anticipo per la lungaggine ma parlerò ora e tacerò per sempre (forse) Divido il commento in due parti in modo da non spaventarvi
Sebbene il finale mi trovi in buona parte concorde mi ha lasciata perplessa e amareggiata perché non è assolutamente all’altezza della serie che è stata e la causa principale è senza dubbio, come voi stessi avete sottolineato, la frettolosità con cui si è voluta chiudere che ha portato a grosse faglie nella trama, tempistiche assurde (tanto da far sembrare ridicoli certi eventi) grosse carenze nello sviluppo dei personaggi, pochezza di dialoghi e una serie di assurdità che la scelta di fare invece 10 stagioni da 10 episodi (come avrei sperato e come sicuramente avrebbe voluto lo stesso Martin) avrebbe in gran parte evitato, permettendo di spalmare gli eventi in modo lineare, sensato e soprattutto curato al di là dove voleva andare a parare la storia, condivisibile o meno, meritava di essere sviluppata in maniera degna.
La sensazione che si era già palesata, anche se in maniera più lieve, nella settima stagione, ma ancor più in quest’ultima, è quella di una scrittura raffazzonata fatta tanto per chiudere la storia il prima possibile e dedicarsi ad altro (maledetto Star Wars non potevi aspettare un paio di anni?! ) senza curarsi troppo di logica e linearità e onestamente è un vero sacrilegio per una serie che fin qui era stata epica e rimane,malgrado tutto, ineguagliabile. Questa è la cosa che fa rabbia e dispiace forse più del fatto di dover dire addio alla serie.
Nello specifico concordo sul fatto che Tyrion abbia avuto un buon percorso, stessa cosa per Arya che ha avuto il finale che immaginavo, visto che aveva sempre detto che avrebbe voluto esplorare nuovi mondi, anche se, personalmente, avrei preferito che prima accoppasse Cersei per chiudere un cerchio prima di deporre le armi, sia perché è sembrato un po’ assurdo che determinata com’era e dopo aver aspettato per tanto tempo quando era ad un passo dal compiere la sua vendetta in due minuti il Mastino le abbia fatto cambiare idea (tanto che pensavo che sarebbe sbucata dal cortile per accoltellare Cersei quando è scappata per le scale…) sia perché Cersei meritava una morte molto più efferata che desse soddisfazione allo spettatore come è stato per tutti i villain precedenti e invece una morte anonima da soap sia per lei che per Jamie che è sembrata quasi ridicola.
L’idea poi che potesse ucciderla utilizzando il volto di Jamie, qualora fosse già morto, era un’opzione che mi garbava molto, anche solo per vedere la faccia allibita di Cersei nel pensare prima che fosse il suo amato fratello per poi scoprire che era la vendetta degli Stark al grido di: Il nord non dimentica!
Anche l’opzione Tyrion non mi sarebbe per nulla dispiaciuta o persino Jamie… insomma non certo una morte per mattoni
A proposito di Jamie anche qui non ho per niente apprezzato che nell’episodio precedente fosse in love con Brienne e poi di colpo, non quando sa che Cersei è in difficoltà, bensì che sta vincendo ed ha anche fatto fuori un drago, decide di tornare di corsa da lei cosa che a me, e credo ai più, ha fatto pensare che fosse per cercare di fermarla (il che sarebbe stato in linea con la svolta positiva del personaggio ed era per me la strada più giusta da percorrere) e invece no una fine miserabile anche per lui che rende del tutto inutile il percorso fatto fino a quel momento…
Per quanto riguarda Sansa devo dire che non l’ho mai amata l’ho sempre trovata particolarmente odiosa, era la sola Stark di cui non mi interessava minimamente anche se poi, devo dire, si è in gran parte riscattata a partire dalla Battaglia dei Bastardi, per cui alla fine mi va anche bene che diventi la Queen in The Nord anche perché era la sola Stark a poter ricoprire il ruolo visto che gli altri per motivi diversi avevano altri destini.
Bran onestamente da quando è diventato il corvo a tre occhi lo trovo irritante e non so perché non mi convince per niente ho dei seri dubbi sul fatto che sia saggio e giusto solo perché vede tutto anzi penso che questo potere potrebbe essere molto pericoloso per uno che è diventato Re dei 6 regni… visto che non faceva che ripetere che non era più Bran ormai ma il corvo a tre occhi per cui non poteva essere il Lord di Grande Inverno, per lo stesso motivo per me non avrebbe dovuto essere nemmeno re. Poi mi puzza il fatto che abbia risposto quando lo hanno proposto per il trono che era lì per quello con un tono che lasciava intendere che in realtà il trono lo voleva eccome! E anche il fatto che fosse così interessato a dove fosse Drogon e che lo avrebbe cercato non so qualcosa non mi quadra… a meno che certe cose apparentemente inspiegabili non siano state buttate lì per un futuro sequel e quindi potrebbero un giorno trovate spiegazione… la cosa ovviamente mi piacerebbe assai a patto che venisse fatto per bene stavolta.
A proposito di quello che voi e anche altri hanno scritto a proposito del fatto che Bran non ha fatto nulla per evitare gli eventi come la strage di innocenti ad Approdo del Re, penso che la spiegazione stia nel fatto che sebbene lui veda tutto non può però intervenire per cambiare la Storia perché come è noto può essere cosa assai pericolosa visto che basta cambiare un singolo evento per scatenate una serie di altri cambiamenti che potrebbero alterarla rovinosamente. Credo che lui quanto corvo a tre occhi possa solo cercare di assicurarsi che tutto vada come deve perché il destino si compia ecco…
Daenerys mi piaceva molto fino a due stagioni fa quando ha cominciato a diventare ossessionata dal trono e dall’inginocchiarsi ha cominciato a non piacermi più come prima e diciamo che il suo finale era ormai abbastanza prevedibile per come si erano messe le cose, ma, anche qui, il problema principale è stato il modo affrettato con cui è stato espletato il percorso verso la pazzia che avrebbe dovuto essere graduale…Tutta la sequenza della sua morte e il finale con Drogon comunque mi è piaciuta molto è stata forse una delle più belle della serie sia come effetti visivi che simbolismo e drammaticità. Lei ha avuto un’uscita si scena degna a differenza di Cersei.

… continua

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Valeri@ 22 Maggio 2019 at 19:10

Veniamo alle note per me più dolenti perché riguardano quello che è stato il mio personaggio preferito in assoluto sin dal primo episodio (insieme ad Arya) ovvero Jon.
Il suo finale è andato in un certo senso come avrei sperato, come avevo già scritto nel post della scorsa puntata, infatti, immaginavo un Jon che sarebbe tornato al vero Nord dove si sarebbe ricongiunto con Ghost (ecco il motivo del mancato saluto) ed a Tormund perché quello è il solo posto in cui avrebbe potuto vivere serenamente, quello che sente come casa. La cosa che non mi è però assolutamente piaciuta è che non ci sia andato per sua scelta ma per un ridicola punizione decisa da 4 gatti tra cui:
1)gli immacolati capeggiati da Verme Grigio (che è diventato odioso tanto che lo avrei voluto morto già durante l’assedio) che non sono mai contati niente ed è assurdo che abbiano tutto questo potere (senza contare il fatto che si sono miracolosamente riprodotti insieme ai Dotraki che erano decimati dopo l’episodio 3 altra cagata…)
2) Tyrion che era prigioniero e non solo, a differenza di Jon, era presente al concilio, ma ha anche avuto diritto di parola tanto da decidere praticamente il destino del trono. Quando lui in realtà è responsabile tanto quanto Jon, come lui stesso ha ammesso…
Trovo oltremodo assurdo che dopo aver sacrificato tutto per il bene del regno invece di ringraziarlo lo abbiano esiliato della serie cornuto e mazziato… proprio no questa cosa non mi scenderà mai…
Tutta questa parte del concilio è stata per me la cazzata più grande io ero basita mentre la guardavo era così assurda, campata in aria e ridicola anche nei dialoghi da sembrare uno scherzo… Il fatto più assurdo è stato che si è capito che la vera identità di Jon non è stata divulgata e non riesco a capacitarmi del perché visto che era una delle questioni fondamentali di tutta la storia e che Varys è morto per diffondere la notizia (a questo punto inutilmente) e tra l’altro qualcuno doveva pur aver ricevuto i messaggi da lui spediti prima di morire e invece niente nemmeno un cenno roba da matti!
Io mi sarei aspettata che i presenti a conoscenza del tutto avrebbero rivelato che Jon era il legittimo erede al trono, a quel punto,sarebbe spettato a lui prendere una decisione e, visto che lui non lo aveva mai voluto, avrebbe rinunciato, ma non a favore di Bran ma della democrazia proposta da Sam. Non solo il Nord (altra assurdità che nessuno si opponga) avrebbe dovuto essere indipendente ma tutti i 7 regni, ponendo di fatto fine alla lotta al potere e al trono che materialmente Drogon aveva già distrutto. Questo per me sarebbe stato il finale più sensato. Mi sbaglierò, ma il trono in mano a Bran non mi convince per niente…
Infine altra cosa che non si è capita è: come mai i Bruti erano al castello nero e non oltre la barriera visto che erano partiti subito dopo la sconfitta del NK? e che senso ha mandare Jon al castello quando non ci sono altri guardiani della notte e presumibilmente non c’è più guardia da fare con la sconfitta degli Estranei? Per non parlare della cazzata colossale di una barriera perfettamente ricostruita con la bacchetta magica in forse un mese e da chi poi dai folletti del bosco? Tra l’altro Jon è andato con i bruti nelle terre libere non è rimasto al castello… è diventato una sorta di Re del popolo libero. L’unica spiegazione che mi viene da dare è che Bran abbia voluto mandarlo là facendo credere agli immacolati che sarebbe stato esiliato per dargli il contentino ma sapendo che di fatto sarebbe stato libero nel luogo a cui appartiene e in cui sarebbe voluto andare… o magari lo vuole solo lontano dal trono sia mai ci ripensi 😀 ridiamo che è meglio…
In ogni caso come è stato gestito il personaggio di Jon lascia l’amaro in bocca perché il solo vero eroe della serie è lui, quello che è sempre stato leale, legato alla famiglia, coraggioso ai limiti dell’incoscienza, altruista, protettivo verso i più deboli e i diversi, che non ha mai bramato il potere ma è stato suo malgrado riconosciuto da tutti come leader per via della fiducia che ha ispirato in chiunque, che è riuscito a mettere insieme bruti, Nord, Est per un unico obiettivo convincendo tutti che quella che ritenevano una favola era in realtà una minaccia reale e vicina, quello che ha messo sempre l’onore e il fare la cosa giusta davanti ai suoi desideri (mettendo costantemente in pratica gli insegnamenti di Ned di cui è figlio a tutti gli effetti) tanto da dover fare la scelta più difficile e coraggiosa di tutte quella tra amore e dovere, dopo tutto questo, invece di essere premiato con la riconoscenza viene trattato a pesci in faccia…
Per giunta la cosa che mi dà ampiamente fastidio è che in molti riservino sberleffi al suo personaggio…capisco che gli autori ci abbiano messo del loro, soprattutto nelle sue ultime stagioni in cui hanno ridotto notevolmente la sua incisività (almeno apparentemente) e gli abbiano riservato davvero una pochezza di dialoghi riducibile al “she’s my queen”, ma questo non è imputabile certo al personaggio ma al solito discorso delle cose scritte coi piedi, personalmente sono abituata a vedere oltre e non concordo assolutamente con quanti lo considerino un tappetino, io vedo solo un uomo profondamente innamorato che crede in Dany fino alla fine (come d’altra parte fa anche Tyrion fino alla distruzione di Approdo del Re) e riconoscendola come legittima regina le è fedele fino alla fine, finché, sempre rispondendo al principio supremo del dover fare la cosa giusta, non è costretto ad arrendersi all’evidenza che va fermata ad ogni costo e che l’unico a poterlo fare è lui…uno zerbino non sarebbe mai stato in grado di compiere un gesto così difficile dovendone portare il peso per sempre…davvero non mi capacito di come si possa non capirlo…
La cosa più ridicola è che alcuni abbiano persino l’ardore di considerarlo addirittura inutile… si vede che:
1) non hanno capito nulla di GoT perché Jon è stato sempre determinante sia nella sconfitta degli Estranei (senza di lui sarebbero morti tutti senza manco avere il tempo di rendersene conto) al di là del fatto che sia stata Arya ad uccidere materialmente il NK, scelta che può essere o meno discutibile (a me personalmente è piaciuta) sia per la salvezza dei 7 regni evitandogli la tirannia. Ho letto persino gente che si chiede perché sia stato riportato in vita…non hanno nemmeno capito che ha fatto esattamente ciò per cui il principe che fu promesso era destinato…
2)non sono evidentemente in grado di apprezzare un vero eroe tanto sono ormai presi dal fascino dei villain e allora un personaggio di spessore morale come lui non se lo meritano, almeno tacessero…
Trovo che Jon sia il personaggio più lineare e coerente di tutti perché è rimasto sempre fedele a se stesso ed ai principi con cui è cresciuto ed ha vissuto tutta la vita, quello di Ned prima e di maestro Aemon dopo, non credo ci sia personaggio più degno di stima e ammirazione di lui.
Ho letto da qualche parte un parallelismo che ho trovato molto azzeccato tra GoT e il Signore degli Anelli (a cui indubbiamente la saga è ispirata ad ammissione dello stesso Martin) secondo il quale Jon sarebbe paragonabile a Frodo, la cosa mi trova assolutamente concorde perché esattamente come Frodo è lui a portare il fardello più pesante quello del dovere per un bene superiore sacrificando se stesso, un fardello che davvero in pochi potrebbero sopportare. La differenza tra i due sta nel fatto che, mentre Frodo si fa tentate dal potere e indossa l’anello, Jon non tentenna mai su questo punto, al trono nemmeno ci pensa, e ancora, mentre Frodo nonostante abbia ceduto alla tentazione alla fine viene premiato per il solo fatto di aver portato l’anello e gli viene consentito di raggiungere Valinor, Jon viene invece esiliato senza manco un grazie. Ecco questo senso di ingiustizia per le sorti del vero eroe personalmente è quello che mi lascia di più l’amaro in bocca…

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Alex 23 Maggio 2019 at 11:27

Concordo in toto con l’analisi. Tanti punti scoperti, tanti che di per se hanno un senso ma resi male e affrettati e anche alcuni punti lasciati aperti per un ipotetica “nona stagione” per spremere ancora di più la macchina da soldi che è diventata GoT, il tutto in una cornice di amarezza.

Personalmente sono tanti i punti grigi, ma penso che da quando D&D abbiamo avuto contatti per girare la nuova trilogia di Star Wars abbiano voluto chiudere in fretta e furia GoT per poter essere liberi. L’impressione che ho avuto è un po’ quella del trasloco in fretta e furia per andare da un’altra parte. La cosa si poteva risolvere facendo due stagioni normali da 10 episodi di 60 minuti, la prima in cui affrontare la guerra contro il re della notte e la seconda dove affrontare la guerra per il trono. Invece si è tradotto in due episodi frettolosi e senza molto senso. Il re della notte nelle precedenti stagioni viene presentato come estremamente potente, in grado addirittura di abbattere un drago con un solo colpo e poi non si accorge nemmeno di Arya che gli arriva alle spalle e viene ucciso da una semplice coltellata. Il tutto in mezzo agli altri estranei che guardano la scena senza nemmeno provare a fermare Arya. Manca tutto quello che è GoT. Quanto abbiamo atteso per la morte di Joeffry? Di Ditocorto? Di Tywin Lannister? Quante volte c’è stato un confronto e questi personaggi hanno trovato un modo di scappare o evitare la morte finché alla fine arriva ed in modo epico? Invece qui in pochi minuti al primo reale confronto tutto finito.
Per quanto riguarda Dany invece il “turn to Hell” era nell’aria dall’inizio della stagione, ma ci sono state diverse scene in cui ho pensato ad un risvolto diverso. Quando parla con Sam e si accorge di avere bruciato la sua famiglia per impulsività ho sperato che nascesse in lei un pensiero conflittuale e che si rendesse conto di assomigliare al padre folle. Un vero duello interiore in cui combattere questa vena di follia per essere la regina giusta che bramava essere. La svolta di follia del personaggio sarebbe stata accettabile, anzi, oserei dire molto bella, se avessero sviluppato questo conflitto. Una Daenerys afflitta che combatte tra la rabbia e l’istinto e la carità e l’empatia. Mi viene in mente Darth Vader… Nella triologia dei prequel di Star Wars si vede l’evoluzione di Anakin che piano piano diventa possessivo e tormentato fino a diventare il cattivo più iconico del mondo del cinema, ma qui invece è come se un giorno fosse il bambino che vince la corsa degli sgusci su Tatooine ed il giorno dopo ordina di distruggere Alderaan. Se non altro Dany ha portato a compimento il volere di suo padre: “bruciateli tutti!”.
Su Jaime invece andrò controcorrente ma non lo vedo così brutto. Triste, ma coerente. Sono il primo a dire che avrei preferito un finale in cui lui torna da Cersei nel suo continuo trottolare tra lei e gli altri, e poi alla fine si redime un’ultima volta e la uccide prima di morire anche lui, ma anche la scelta fatta non è così malvagia. Abbraccia il tema del richiamo del male, e, se vuoi, dell’amore fino alla morte. Il vero amore di Jaime è sempre stata Cersei e personalmente interpreto la sua scelta come umana: tra morire con la persona che ama o vivere senza di lei preferisce la prima. Possiamo dire che la profezia dei Valonquar si è avverata in un certo senso. Non vorrei dire una stupidata, ma se non mi ricordo male la profezia dice che Cersei “morirà con le mani del fratello piccolo intorno al collo” ed effettivamente Cersei muore così. Con le mani di Jaime intorno al collo, ma in un abbraccio.
Bran personalmente lo vedo come un personaggio insulso in queste stagioni. Utilità pari ad un cappotto di lana in mezzo al deserto. Non è nemmeno servito a rivelare la vera identità di Jon perché tanto anche Sam lo sapeva già. Poi quella frase “secondo te perché sono venuto fino a qui” ha davvero un che di supercattivo pianificatore e bastardo. Che davvero Bran incarni il volere del re della notte come alcune teorie sostenevano? Rimane che se ci avessero messo un comodino al suo posto avrebbe avuto la stessa utilità.
Sono rimasto deluso anche da Jon. Il suo percorso dopo la battaglia dei bastardi sembrava aver raggiunto la maturazione sia strategica che a livello di ingenuità, mentre adesso viene trattato come un povero stupido che non è capace di fare la O con un bicchiere e assolutamente senza spina dorsale. In balia delle decisioni altrui, ridotto a zerbino del cane e incapace di alzare la voce. Il cucciolo che dove lo metti sta senza obiettare. Imbarazzante.

Chiudo con un quesito che mi tormenta. Ammetto che i libri li ho letti molto tempo fa, però mi pare di ricordare che i Targaryen immuni al fuoco (e Dany lo è) abbiano anche la capacità di resuscitare quando il loro corpo viene cremato. Magari mi ricordo male… Ma, se i miei ricordi sono corretti, nessuno si è fatto due domande su cosa potrebbe mai accadere se un Drago sputafuoco prende il corpo della “madre” , donna oramai pazza e vendicativa, che è stata brutalmente tradita da tutti e assassinata dal suo amore e che è in grado di resuscitare se cremata?

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