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Game of Thrones Recensioni

Game of Thrones 8×01 – L’inizio della fine

Dopo due anni di attesa e settimane di rewatch dello show, di rilettura dei libri della saga e dell’antologia dedicata al mondo di A Song of Ice and Fire, sono arrivata alla visione di questa ottava première di Game of Thrones che dire gasata come una Pepsi shakerata è dire poco… e forse sarà per questo che ai titoli di coda mi sono scoperta non estremamente entusiasta di quanto appena visto come avrei creduto.

Chiariamo, ci vuole ben altro per dire che Game of Thrones mi abbia “delusa” (da una scorsa veloce a vari commenti online ho già trovato diversi interventi su quella linea, che non è affatto il mio pensiero): l’episodio nel complesso mi è piaciuto, avendo una funzione perlopiù introduttiva, come tutte le première, ha presentato tutto quello che mi aspettavo dall’inizio di questa ultima stagione (l’arrivo di Jon e Dany e il loro seguito a Winterfell, della Golden Company a King’s Landing, la rivelazione a Jon sulle sue origini ecc.)… solo credo di averlo trovato in parte sottotono, anche in relazione ad altri primi episodi di stagione: “Dragonstone”, giusto per fare l’esempio più recente, era stato a mio avviso complessivamente più incisivo, si era anche chiuso su toni più epici rispetto a questo. Non che non risulti abbastanza significativo l’incontro di sguardi tra Jaime e quello che lui crede essere ancora Bran, il ragazzino da lui spinto giù da una torre anni addietro (“Waiting for an old friend“… ora l’ho capita!), ma è un po’ un calo di tensione rispetto alla sequenza appena precedente: la scoperta da parte di Edd, Beric, Tormund (è vivo! Tormund è ancora vivo, È ANCORA VIVOOOH!!!) e gli altri del recente passaggio dell’armata dei White Walker a Last Hearth è la perfetta nota oscura e pregna di foreshadowing con cui io avrei chiuso l’episodio, lasciando magari l’arrivo di Jaime a Winterfell al prossimo.


Alleggerire l’atmosfera prima della tempesta: you’re doing it right

Parlando brevemente di questa ultima sequenza nella fortezza più settentrionale del Nord, l’ho trovata forse una delle meglio orchestrate dell’intero episodio: anche a Winterfell, che dovrebbe essere il fulcro della difesa dei vivi contro l’imminente avanzata dei morti, non si fa che continuare a parlare di questo o quell’altro titolo (cosa che da un lato posso capire, va ulteriormente a evidenziare quel tratto diffidente della gente nativa di questi territori: il continuare a battibeccare sul perché e per come Jon abbia scelto di rinunciare alla corona posta virtualmente sul suo capo per acclamazione da parte del suo popolo, un popolo orgoglioso della propria identità e, ora, indipendenza, è senz’altro un passaggio dovuto… ma visto il pericolo alle porte – a quanto pare possiamo aspettarci la Battaglia di Winterfell, presumibilmente il primo di diversi scontri tra i vivi e i morti, già entro il terzo episodio di questa stagione – perdonatemi se sono con Jon nel dire che al momento poco importa chi è re di cosa o lord di chi).
Invece in questa breve sequenza a Last Hearth, dove il giovane Lord Umber era stato mandato a prelevare i suoi ultimi uomini rimasti per ritirarsi nuovamente con loro nella dimora fortificata degli Stark (il ragazzino in partenza aveva un chiaro “red shirt” tatuato in fronte a caratteri cubitali e con inchiostro fosforescente), il pericolo e l’orrore si può tastare con mano, e per questo l’avrei preferita come sequenza di chiusura per questa première.

Torna inoltre quel simbolo a spirale, realizzato dagli Estranei con cadaveri e arti smembrati, che richiama non solo quello già visto al Pugno dei Primi Uomini ma anche il layout della radura attorno al punto in cui, nella visione di Bran, avevamo visto i Figli della Foresta “creare” il primo Estraneo. È possibile quindi che si tratti di un simbolo mistico (non potendo parlare propriamente di “religione” qui) o comunque significativo per i White Walker… qualcosa che hanno presumibilmente mutuato dalla cultura dei Figli della Foresta (visto che nella caverna di Dragonstone esplorata da Dany e Jon nella 7×04 si trovano petroglifi realizzati da questi ultimi simili ai simboli realizzati dagli Estranei con corpi smembrati, sia al Pugno dei Primi Uomini che nella radura all’inizio del pilot della serie): un ulteriore tassello, che si aggiunge all’emblematica scena del neonato trasformato in uno di loro nella quarta stagione, per definire una parvenza di assetto sociale per un’orda di nemici tenuti a lungo senza volto e costantemente velati da un alone di mistero.

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Per il resto, come dicevo più su, la première non si spinge molto più in là di quanto prevedibile: all’arrivo di Jon e Dany a Winterfell seguono gli avvertimenti delle sorelle di lui, naturalmente sospettose nei confronti della nuova arrivata, e le ipotesi invece del tutto opposte da parte di Tyrion, Varys e Davos sui possibili benefici di un’unione tra i due giovani (nella scena in cui osservano la coppia dalle mura ci mancava poco che iniziassero a cantare “there maybe something there that wasn’t there before”).

Sono però degne di nota un paio di scene alla dimora Stark. Ho apprezzato, ad esempio, la scelta di farci assistere all’arrivo di questo eterogeneo e inedito mix di gente a Winterfell al fianco di Arya: dev’essere stato curioso per lei veder arrivare Jon al fianco di Daenerys, con al seguito il Mastino e, ancora più dietro, Gendry (a cui, tra una mezza specie di flirtata e l’altra nella rovente atmosfera delle fucine, chiede di realizzare una particolare arma che assomiglia a quella che le abbiamo visto in mano anche nel trailer della stagione), e ho trovato che le espressioni di Maisie Williams a ciascuna vista (nonché quel momento di titubanza nel chiamare il fratellastro di passaggio) abbiano ben reso le sensazioni interiori del suo personaggio.
E poi ovviamente la tanto attesa reunion tra Sansa e Tyrion, che dà a quest’ultimo la possibilità di ammirare la crescita caratteriale esponenziale della sua ex-sposa… e a lei di blastarlo con un “I used to think you were the cleverest man alive” al sentire che l’uomo crede seriamente che Cersei abbia intenzione di mandare le armate Lannister a Nord solo perché “l’ha promesso”… ci vede lungo la Sansa, peccato che sembri essere una dei pochi al momento.

In tutto questo, a King’s Landing Cersei cincischia ancora: nonostante la vista di un non-morto sul finale della scorsa stagione l’avesse decisamente turbata, sembra ancora incapace di percepire l’avanzata del Night King e del suo seguito come una concreta minaccia per lei e si dà quindi a strategie militari con Strickland, capitano della Compagnia Dorata di Essos appena giunta in città, e si concede (per noia o per curiosità) all’insistenza di Euron. Unpopular opinion: ‘sti due insieme non mi dispiacciono, anche perché lui ha quel giusto guizzo di arroganza per tenerle testa e, se possiamo credere alla dichiarazione fatta poco prima alla nipote, dopo essersi debitamente divertito con la regina, dovesse presentarsi l’occasione non esiterebbe a lasciarla con un palmo di naso e a farle “Ciaone” dal ponte della nave già al largo… Ti prego, ti prego, fa che questo sogno a occhi aperti che ho appena fatto si avveri…

Degli avvenimenti a King’s Landing e zone limitrofe c’è poco da aggiungere: Qyburn ordina a Bronn di fare giustizia per la regina qualora uno o entrambi i suoi fratelli traditori dovessero rimettere piede in città (Cersei ha sempre un certo gusto della poesia nel ripagare la gente con la loro stessa moneta, vedi l’uccisione della figlia di Ellaria con lo stesso veleno che ha ucciso Myrcella, ma voglio credere che, visti i trascorsi, Bronn avrà quel tanto di fibra morale che basta per non attaccare Jaime né, tantomeno, Tyrion), mentre al largo delle coste della capitale Theon riesce finalmente a tirare fuori un mezzo etto di spina dorsale non solo per liberare (con estrema facilità!) sua sorella, ma anche per capire che quel legame infranto nei confronti della famiglia che l’ha cresciuto significa più di quello che credeva, e sceglie di lasciare Yara per andare a combattere al fianco degli Stark (non che mi aspetto si riveli ‘sto grande aiuto, ma è il pensiero che conta: un suo estremo sacrificio per la causa sarebbe il giusto prezzo finale per il lungo percorso di espiazione affrontato).

Chiuderei con le due parti dell’episodio che tutti attendevamo maggiormente e che hanno, per quanto mi riguarda, ottenuto due risultati quasi diametralmente opposti: la rivelazione della vera identità di Jon al diretto interessato è stata proprio quello che mi aspettavo, sono felice che sia stato Sam a parlargliene non solo per via del loro profondo legame di amicizia, ma anche per il fatto che il ragazzo abbia sempre avuto un modo particolare di interfacciarsi con Jon, ponendolo di fronte a verità scomode o facendogli a volte vedere lati meno appariscenti di situazioni a cui l’amico reagiva meno diplomaticamente. Era da aspettarsi l’incredulità di Jon e quel “That’s treason” piuttosto concitato: effettivamente, a meno che nel frattempo Sam non abbia avuto modo di trovare reali prove in uno dei tanti libri e registri della Cittadella, la pretesa si poggia solo sulle parole di Bran (una presenza che comincia a farsi inquietante tra i cortili di Winterfell, sono l’unica a pensarlo?). Interessante la base dell’imminente confronto tra Jon e Dany suggerita da Sam: Tu sei stato pronto a rinunciare alla tua corona pur di proteggere il tuo popolo, lei sarà pronta a fare lo stesso?.
Sono felice che non si sia perso ulteriore tempo con questa rivelazione e attendo con ansia uno dei faccia a faccia più intensi che questa stagione potrà regalarci: immagino, per rimanere in character, una certa riluttanza da parte di Jon ad ammettere razionalmente questa verità che gli è appena piombata addosso, quindi mi incuriosisce vedere come gli autori hanno deciso di affrontare questo a lungo dovuto dialogo.

Di contro, devo dire invece che l’altrettanto attesa prima cavalcata da parte di Jon del drago il cui nome ricorda quello del suo vero padre non è stata propriamente quello che speravo: la resa visiva della scena del volo è come sempre di alto livello, ma avrei voluto un contesto più epico e trionfale per questo momento topico, non una semplice gita romantica tra i paesaggi innevati. Il momento di vicinanza tra lui e Dany è carino, certo (anche se devo ancora capire se ho trovato quel “We could stay here for a thousand years, no one would find us” da parte di lei, memoria neanche troppo velata del momento di intimità tra Jon e Ygritte nella caverna, un richiamo poetico o piuttosto di cattivo gusto in questa cornice), ma per quanto ammetto che in questa serie non guastino momenti più spensierati ogni tanto, io probabilmente non avrei scelto QUESTO per tale fine. Ha finito per toccarmi quasi di più la scena successiva di Sam che scopre dell’esecuzione del padre e del fratello.

In sostanza, seppure in diversi punti l’abbia trovata meno emozionante di quanto mi sarei aspettata, questa 8×01 rimane un buon episodio introduttivo che, com’era facile immaginare visto lo sfoltimento di trame e personaggi nelle stagioni precedenti, va a stabilire anche un andamento più lineare per le vicende che si svolgeranno nell’arco della stagione (come preannuncia anche una nuova sigla, incentrata su solo pochi punti focali della mappa).
Winterfell, che con un titolo speculare sembra voler riflettere il senso di homecoming per Jon che è stato per Deanerys il rientro a Dragonstone nella 7×01, fa il suo ruolo di far arrivare a tutti i Regni la notizia con cui ci eravamo lasciati sul finale della settima stagione (il crollo della Barriera a Eastwatch), scioglie un paio di nodi della trama e ci presenta reunion attese più o meno a lungo che andranno a formare le fazioni che combatteranno contro questa minaccia incombente. Il ricordo del sempre più esiguo numero di episodi a disposizione prima della conclusione di questo show, ahimè, fa il resto a livello di sensazioni generali…

Voi che ne pensate invece della première di questa ultima stagione di Game of Thrones? Quali sono state le vostre parti preferite e cosa invece vi ha convinti di meno?
Aspetto i vostri commenti qui sotto, vi lascio intanto con il promo del prossimo episodio e vi invito, come sempre, a fare un salto dai nostri amici di

Emilia Clarke Italy
Game of Thrones ITALIA
~Le migliori frasi de “The Game of Thrones”~ 
Gli attori britannici hanno rovinato la mia vita
Fraciconia
An Anglophile Girl’s Diary
Telefilm Obsession: the planet of happiness
The White Queen Italia

per rimanere sempre aggiornati su GoT e i suoi interpreti e sul mondo British in generale.
Alla prossima settimana!

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Cecilia

6 comments

Sonia 15 Aprile 2019 at 15:58

La cosa che io aspettavo dalla prima stagione era il ricongiungimento fra Jon e Arya. Il loro legame e ciò che li rende simili e veri “figli” di Ned Stark per come li ha cresciuti è prezioso.

Reply
Ale
Ale 15 Aprile 2019 at 23:54

Sono d’accordissimo con te, è un bellissimo legame ed è stato bello vederli riabbracciarsi finalmente. Forse, per via della presenza di Daenerys che rende sia Sansa che Arya diffidenti e attente a far sapere a Jon cosa pensano, il momento è stato comunque “macchiato” da un pizzico di freddezza rispetto a quello che avrei sperato, ma comunque meraviglioso proprio per quello che dici tu: sebbene non siano realmente fratelli, sono i più simili a Ned (e quindi tra loro)… cosa che anche Catelyn aveva notato con dispetto!
Grazie mille per il tuo commento, alla prossima 🙂

Reply
MooNRiSinG
MooNRiSinG 16 Aprile 2019 at 17:31

Dopo una giornata passata a metabolizzare il tutto, eccomi pronta a commentare! Come ben sai io aspettavo l’incontro fra Sansa e Tyrion, e anche lì son rimasta un po’ male che sia stato “avvelenato” dalla diffidenza di Sansa nei confronti di Daenerys. Eran partiti bene (sul “It had its moments” sono morta malissimo) e poi… speriamo abbiano modo di rifarsi prima che uno dei due schiatti malissimo.
Per il resto ho trovato un po’ tirati all’eccesso alcuni momenti di umorismo forzato e, come te, avrei preferito che la prima cavalcata di Jon a dorso di drago avvenisse in un contesto un tantinello più epico, magari dopo che lui aveva già preso consapevolezza del suo retaggio.
Per il resto, qualcuno dia un abbraccione al povero Sam che vive di stenti XD

Reply
Ale
Ale 21 Aprile 2019 at 18:31

Scusami per il ritardo a rispondere. Sull’incontro tra Sansa e Tyrion sono d’accordo con te, era partito bene ma poteva essere ancora di più, visto anche che stiamo parlando di una delle menti più fini di Westeros e di un personaggio che è cresciuto esponenzialmente nelle ultime stagioni, quindi potevano regalarci bei momenti (tanto quanto il matrimonio di Joffrey xD). Temo anche che, visto il poco tempo a disposizione in generale e con la battaglia a Winterfell imminente, con tutti gli altri nodi da sciogliere a breve termine, alla fine non ci sarà un’altra buona occasione 🙁
Riguardo la cavalcata di Jon idem: sono delusa perché mi aspettavo qualcosa di più epico, come dicevo anche nell’articolo… capisco che non poteva essere all’altezza del primo volo di Daenerys, che è stato da pelle d’oca anche perché era la prima volta che si vedeva un personaggio a dorso di drago nell’arco di questo show (pur sapendo da storie passate dei Targaryen che fosse possibile), ma speravo comunque che sarebbe stato un momento altrettanto pregno di pathos, non la gitarella della domenica :/ Per logica posso pure capire il voler inserire un momento più spensierato, che come dicevo ci sta e con il pericolo incombente non ci sarebbe stato modo di replicarlo più in là, e non mi è neanche troppo dispiaciuto il momento in sé, con la goffaggine di lui e lei che ci ride su, però anch’io in fondo avrei preferito una prima volta magari a ridosso di una battaglia o comunque un momento con più pathos, meglio se con Jon già consapevole del suo sangue di drago come scrivevi anche tu… però vabbè, la prendo per quello che è stato, magari gli autori non hanno voluto replicare di proposito una sequenza simile a quella di Dany, che sale per la prima volta su Drogon in un momento concitato, e hanno scelto un contesto più rilassato per Jon apposta per renderlo diverso. Forse hanno scelto di fargli fare un “test drive” apposta perché così sarà già consapevole nel momento in cui dovrà cavalcare Rhaegal per lottare.
Posso spiegarmelo in mille modi ma un minimo di dolceamaro mi rimane, non lo nego…
Grazie per il commento… stavo giusto leggendo i tuoi 3 desideri per l’ultima stagione, ti dico di là cosa ne penso 😀

Reply
Tania 17 Aprile 2019 at 08:10

Sono d’accordo sul fatto che bran cominci a diventare una presenza inquietante!!!! A tratti pensavo, “se lo son scordato li!”
E comincia a diventare anche un po’ antipatico con questa freddezza che ha sempre…!

Il mio momento preferito su tutti è stato l’incontro tra Jon e Arya, true Stark love

Per il resto vediamo che farà ora Jon che sa tutto!

Reply
Ale
Ale 21 Aprile 2019 at 18:43

Ciao Tania, grazie per il commento!
Anche io non vedo l’ora di vedere il prossimo episodio e il modo in cui Jon si interfaccerà con Daenerys riguardo la nuova informazione appresa.

Su Bran devo dire che finché non ha incrociato lo sguardo con Jaime e ho capito a chi si riferisse con quel criptico “Sto aspettando un vecchio amico” la pensavo proprio come te: almeno portategli una zuppetta calda xD
E sì, capisco l’essere il Corvo a Tre Occhi e tutto, ma anche a me a tratti (già dalla scorsa stagione) sta facendo scendere il latte alle ginocchia… non riesco neanche a capire se è scrittura svogliata o interpretazione poco convinta (propendo più per quest’ultima, o un mix delle due) ma così come nei libri avevo cominciato a roteare gli occhi ai suoi POV (pur essendo chiaramente un personaggio chiave e riconoscendogli un potenziale immenso ai fini della risoluzione di molte sottotrame e all’interno della Grande Guerra più in generale), anche nello show il personaggio di Bran sta diventando uno di quelli che tollero di meno. E ripeto, mi dispiace perché ne capisco il valore, mi dispiace sia ridotto a fare la presenza inquietante all’angoletto che elargisce una frase a effetto ogni tanto (mi riviene sempre in mente la puntata della settima stagione in cui diceva a Sansa “Me l’ha insegnato il Corvo a Tre Occhi” “Ma non sei tu il Corvo a Tre Occhi?” “Te l’ho detto, è complicato”: NO CHE NON LO ÈÈÈÈÈÈ!!! Basta dire “prima ce n’era uno, ora l’ho sostituito io”, che c’è di complicato? Non te la tirare!! Ma chi gliele scrive le battute??? ….ecco, mi scatena una reazione sobria come questa :D).

Grazie ancora per essere passata a commentare questa première con me, ti aspetto domani per la 8×02 😉

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