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Flash Recaps #7 | Parenthood, Stalker, Castle, TBBT, SoA, Awkward, Selfie, TGW, Nashville

Puntuali come sempre eccovi le mini recensioni a cura di Telefilm Addicted! 

Buona lettura!

Parenthood | 6×04 – A Potpourri of Freaks By Etty90
“A potpourri of Freaks” è l’appellativo che l’ultima arrivata, Dylan, utilizza per descrivere la Chambers Academy, un posto sicuro che Adam e Kristina hanno realizzato per Max e per i ragazzi speciali come lui, affinché fossero evitati loro episodi di bullismo ed emarginazione. Ma se da un lato l’arrivo di Dylan, una ragazzina con ADHD e disturbi comportamentali, senza peli sulla lingua, rischia di rendere l’atmosfera nella scuola un po’ tesa, dall’altro assistiamo a ciò che Adam e Kristina speravano per Max: la possibilità di realizzarsi anche dal punto di vista sentimentale. Nelle stagioni passate, i due si eran già confrontati sulla questione quando organizzarono una festa di compleanno per Max con un intrattenitore che soffriva di Asperger. All’epoca i loro dubbi, le loro domande, e in parte le loro aspettative rimasero un punto di domanda, che ora forse può trovare una risposta: son proprio curioso di vedere come svilupperanno questa vicenda, e il trailer del prossimo episodio dà già un assaggio gustoso sulla vicenda.
Come recita il titolo, a mio avviso, questa puntata di stranezze, o meglio sorprese, ne ha avute:
– A cominciare dal fatto che Jasmine ha improvvisamente ritrovato la parola e un senso: scherzi a parte, la particolarità di Parenthood, oltre ai personaggi che si urlano contro l’un l’altro durante le litigate, è che in ogni episodio sparisce qualcuno, a volte anche per più puntate(prendete Drew, Amber, Haddie, Victor), per poi ritornare utile al momento giusto. E’ anche vero che i personaggi principali son davvero tanti, e quaranta minuti a episodio non sono sufficienti a dare spazio a tutti. In questo caso Jasmine viene inserita in merito alla situazione di Crosby che, dopo la caduta dalla moto, è tutto ammaccato, sia fisicamente che mentalmente. Jasmine si preoccupa per lui, soprattutto visto che l’instabilità e l’ingratitudine di Oliver Rome potrebbero mandare a rotoli la sua attività, suo unico sostentamento. La scenata che Crosby ha fatto alla clinica è stata fantastica, anche se mi è dispiaciuto vederlo un po’ deluso e spaesato, lui che di solito è l’emblema della leggerezza e della spensieratezza. Il finale di episodio in cui prende la moto per andarsi a schiarire le idee mi ha lasciato un po’ di tensione.
– Passando per la reazione di Hank, che è stata una vera e propria sorpresa. L’uomo è riuscito a imporsi nei confronti del generale Sandy: se avesse messo in chiaro dall’inizio la natura della sua relazione con Sarah, ci saremmo evitati la presenza di questa storyline noiosa, e se non si fosse mai sposato, ci saremmo evitati quella rompiscatole di Ruby, dalla cui bocca escono solo cattiverie e acidità.
– Andando a Zeek, non mi aspettavo che la sua riabilitazione prendesse questa piega: come ha detto una disperata Camille ad Adam, mi sarei aspettato un Zeek più caparbio, in senso positivo, attivo e volenteroso di recuperare la condizione e rimettersi in forze. Invece, appena sceso dalla macchina, si scoraggia alla vista delle scale, si abbandona sul divano, snobba e aggredisce verbalmente la povera moglie, lì solo per rendergli la vita più semplice, e utilizza i nipoti, in modo molto simpatico, con la scusa di una gara a premi, per raggiungere ciò che è fuori dalla sua portata. A niente son serviti i tentativi di Camille, Julia e Sarah di convincerlo ad abbandonare le maratone di John Wayne per fare quattro passi e prendere una boccata d’aria fresca. L’unica che ci è riesce è Kristina, consapevole di ciò che Zeek sta attraversando, sapendo cosa vuol dire esser malati, provare sofferenza e dolore, la paura di non farcela e l’impotenza che spesso si prova davanti a determinate situazioni. L’avere di fronte una donna forte, in salute, una sopravvissuta come Kristina, che è riuscita ad andare avanti pur avendo una patologia più grave della sua, convince Zeek ad uscire di casa, facendo contenta anche Camille.
– Arrivando a Julia: nel suo caso la cosa strana è averla vista fare marcia indietro. Prima decide di dover dire ai figli che lei e Joel non torneranno più insieme, con grosso dispiacere di Joel che ancora ci spera. In seguito, quando arriva il momento di lanciare la bomba, in modo che i figli possano farsene una ragione, non trova la forza di dire che il loro matrimonio è finito, nonostante quello di cui era convinta e il fatto che stia frequentando un altro. Il trailer del prossimo episodio mi ha fatto rimanere ancora di più perplesso da questa sua scelta e mi sa che le cose si complicheranno ulteriormente per lei.
Complessivamente, questo episodio non mi ha colpito particolarmente, seppur sia stato piacevole e scorrevole. Al prossimo appuntamento!

 

Stalker | 1×04 – Phobia By Lestblue
Applausi per l’episodio di questa settimana! Che sia l’avvicinarsi di Halloween ma il case of the week ruotava tutto attorno alla paura e a chi si nutriva di questa. Un episodio adrenalinico, ricco di colpi di scena e di quell’aurea da brivido che ci aspetteremmo da una serie come questa. Belle le scelte anche riguardanti alle fobie più comuni: il buio, i serpenti, l’acqua e via dicendo.
Per quanto riguarda la storyline principale, mi è piaciuta molto l’introduzione di questi nuovi elementi sul passato di Beth che hanno alimentato l’atmosfera misteriosa attorno al suo personaggio e al suo modo di agire. Jack invece continua a dimostrare atteggiamenti da imbranatello, nello scorso episodio si fa quasi catturare mentre spia la ex moglie e in questo si fa quasi trovare con le mani nel sacco grazie alla sua collezione di fotografie… che oltretutto nasconde in modo alquanto ridicolo.
Una cosa su cui non mi sono mai soffermato: ma quanto è pazzesca la colonna sonora?! Soprattutto gli arrangiamenti di classici moderni a fine di ogni episodio, capaci di cullare e nel frattempo trattenerti nell’atmosfera lasciata dalla puntata. Già solo questi momenti valgono la visione di ogni episodio!

 

Castle | 7×04 – Child’s Play By WalkeRita

10735865_1546490935585028_1313360764_nEcco, questo è il mio Castle, questo è lo show di cui mi sono follemente innamorata. L’ultimo episodio andato in onda è probabilmente una delle cose più dolci, tenere e simpatiche che io abbia mai visto. Il modo in cui Castle si è rapportato con il gruppo di bambini, il legame con Alexis e persino il personaggio secondario della maestra, sono stati tutti aspetti curati alla perfezione, con un’attenzione meravigliosa alle parole, ai gesti, alle piccole espressioni che non possono non arrivare dritti al cuore, proprio come questa serie ha sempre fatto. Ciò che viene affrontato in questo episodio è uno dei casi più delicati che lo show abbia mai incontrato, Castle si è ritrovato costretto a mettere a disposizione tutte le sue qualità più peculiari per una missione sotto copertura in un ambiente tanto pericoloso quanto inevitabilmente ideale per un uomo maturo e integerrimo come Richard Castle: una classe di seconda elementare colma dei più crudeli criminali della città, i bambini. Beckett, conoscendo alla perfezione la sua squadra, sapeva bene che soltanto Castle era l’uomo giusto per un compito così delicato, possedendo tutti i requisiti che l’operazione richiedeva: totale assenza di autorità, immedesimazione completa con i soggetti ostili, abbondante dose di infantilismo. Il motivo per cui Castle & Beckett si ritrovano costretti a chiamare in causa questo insolito gruppo di persone informate dei fatti è che uno dei bambini è presumibilmente l’unico testimone della morte di un giovane ragazzo russo, proprietario di un furgoncino dei gelati, implicato suo malgrado in affari molto meno innocenti della sua attività giornaliera. La storia della vittima è alla fine inevitabilmente triste perché ci troviamo di fronte ad un giovane sognatore con molto talento e la volontà di fare qualcosa di buono, qualcosa per cui purtroppo si era spinto forse troppo oltre ma a smorzare i toni ci pensa come sempre Castle che fin dai primi minuti della sua missione si rende conto di avere un pubblico certamente più difficile da gestire e chiaramente immune allo charm delle sue parole. Ma così come era riuscito a farsi amare dalla famiglia del Dodicesimo, Castle riesce in breve tempo ad entrare nei cuori dei bambini, cercando di capire con delicatezza, dolcezza ed intelligenza, chi tra loro potesse aver assistito a qualcosa di cui non voleva parlare. In realtà, tra tè con principesse e battaglie con soldatini, Castle riesce a conquistare la fiducia dei bambini (e della maestra) e con l’aiuto di Beckett, raggiunge il vero testimone chiave (la sorella maggiore di uno dei bambini) che permette, con il suo racconto, di fermare uno dei più pericolosi boss della mafia russa. Delizioso e indispensabile è stato il focus meraviglioso sul rapporto tra Castle & Alexis che sceglie di diventare iperprotettiva con suo padre dopo la grande paura provata nell’averlo perso per ben due mesi. Castle riesce a tranquillizzarla e a far rinascere in lei quello spirito fanciullesco che lui ha sempre avuto in abbondanza rispetto a sua figlia. In un episodio rinfrescante anche perché non dedicato interamente ai Caskett, Nathan Fillion risplende in un’esplosione di tenerezza mentre è sempre un piacere rivedere la bravissima Molly Quinn.

 

The Big Bang Theory | 8×06 – The Expedition Approximation By Mary’sWorld

10614367_709256295824915_2254027813419460302_nLa stagione 8 continua tra alti e bassi: mi spiego. Da una sit-com ci si aspetta sempre una buona dose di risate. Da una sit-com di questo tipo oltre alle risate ci aspettano delle divertenti battute geniali. Per la maggior parte delle stagioni è stato così. Quest’anno le cose sembrano cambiare. Lo dico perché l’episodio mi è piaciuto, ma non è stato particolarmente divertente. Quindi Big Bang Theory può piacere anche se non fa ridere.
Questa la premessa.
La storia prevede i due soliti filoni di trama incrociati, ma di uno preferirei non parlare (ci interessano le ripicche su chi guadagna di più tra Penny/Bernie e Leonard/Howard? No). L’altro filone della trama invece riguarda l’esperimento con cui Sheldon e Raj cercano di fare progressi sullo studio della materia oscura, simulando le condizioni di vita di una miniera di sale in un tunnel del riscaldamento. Inutile dire che SE c’è Sheldon Cooper in scena la prospettiva della storia cambia, vero? Ma la parte veramente interessante riguarda un paio di battute ‘serie’ che i due ragazzi si scambiano: Sheldon ammette per la prima volta in otto anni credo, di non sentirsi più a suo agio col suo lavoro. Il fatto di aver dovuto abbandonare la Teoria delle Stringhe per la Materia Oscura lo spaventa. E il modo in cui gli risponde Raj è davvero tenero: lasciare il conosciuto per lo sconosciuto spaventa chiunque (lui per primo lo ha provato trasferendosi dall’India agli States diversi anni prima).
Lo so che vi state chiedendo quanto tempo Sheldon ha resistito in quelle condizioni sotto terra!! La risposta è 11 minuti.
Oggi non vi lascio citazioni ma una piccola chicca: Jim Parsons e gli autori ci hanno deliziato con una canzone per minatori:
Where it’s dark as a dungeon
And it’s damp as the dew
Where the dangers are double
And the pleasures are few
Where the rain never falls
And the sun never shines
Yes, it’s dark as a dungeon
Way down in the mine
Well, I pray when I dead
And the ages shall roll
That my body will blacken
And turn into coal
Then I’ll look from the door
Of my heavenly home
And pity the miner
That mines my poor bones.

 

Sons of Anarchy | 7×07 – Greensleeves  By Francesca_Giorgino

10743787_10204926321748257_1496909827_nChe dire, la settima stagione a mio parere è iniziata veramente solo con questa puntata. Nel commento di settimana scorsa avevo proprio parlato di come la prima metà della stagione fosse stranamente tranquilla, di come le puntate scorressero senza colpire veramente nel profondo lo spettatore, di come non vedessi la brutalità che ci avevano anticipato parlando di questa “final ride”. Avevo immaginato che fosse tutto calcolato, che ci stessero preparando a un finale col botto e che, per farlo, fosse necessario farci patire un po’ per i primi episodi. Non potevo credere che Kurt Sutter, un autore di cui ho grandissima stima, salutasse il suo capolavoro con un’ultima stagione così sottotono. E infatti non sono rimasta delusa. Sono tantissime le cose di cui vorrei parlare, venti righe sono pochissime e so per certo che lascerò indietro qualcosa. Inizierò dal finale, un finale che, finalmente, mi ha lasciato di nuovo con la bocca aperta e il cuore spezzato. Adoro Bobby Elvis, lui è un po’ il nonno di SAMCRO, è il membro più anziano, più saggio, un bonaccione, con la morte di Piney e Opie, era rimasto l’ultimo collegamento di Jax con suo padre, e un po’ come un padre, Bobby sapeva sgridarlo, criticarlo, riportarlo alla ragione e fargli distinguere giusto e sbagliato, sempre con affetto e protezione. Ho sofferto con i membri del club mentre assistevano al video della sua tortura ad opera degli uomini di Marks. E il suo occhio che viene recapitato a Jax in una scatoletta ci dà il benvenuto nel vivo della stagione più brutale. Siamo abituati alla violenza, abbiamo assistito a uomini che masticano e sputano la loro stessa lingua, infermiere sgozzate con i crocifissi e adolescenti bruciate vive, ma forse questo è il gesto più forte e cruento, dopo la morte di Tara, perché va a toccare un personaggio amato, buono e a cui il pubblico è molto affezionato. Ne parlo come se fosse già morto, perché in effetti non so se rivedremo più Bobby vivo. Come temo anche per la vita di Juice e del povero Nero, il quale dubito riuscirà a scappare nella sua amata fattoria prima di incorrere nello stesso destino di tutti gli uomini di Gemma, la vedova nera di Charming. E proprio Gemma, in uno strano gioco degli equivoci, convinta che Juice l’abbia venduta a Jax, confessa per la prima volta al piccolo Thomas quello che ha fatto, una cosa da non sottovalutare: è la prima volta che dice a voce alta di aver ucciso Tara, forse è anche la prima volta che lo dice a se stessa. Ancora una volta, ero a bocca aperta quando ho visto che il piccolo Abel, dietro la porta, ascoltava le parole della nonna. Che dopo anni di intrighi, bugie e sotterfugi, Gemma venga smascherata proprio dai nipotini che cerca di plagiare da quando sono nati?

 

Awkward | 4×16 – Hashtag Drama By Julia

10726429_10205381972562351_1017521855_nWow questa puntata di Awkward ha lasciato proprio a desiderare. Il problema di quando gli autori cercano di allungare per forza un periodo temporale – in questo caso il Senior Year –è che, il più delle volte, vengono prodotti episodi vuoti, noiosi, inconcludenti. E questo è proprio uno di quegli episodi.La puntata si può riassumere dicendo che c’è stata una lagnosa cat-fight fra Jenna e Tamara. Tamara è stata più odiosa del solito reagendo malissimo alla confessione dell’amica riguardo ad Owen. E alla base di tutta quella rabbia (ma anche immaturità) c’è il fatto che Tamara continua a sentirsi la seconda scelta. Si era già sentita così con Jake ed ora anche con Owen. Ma come biasimarli?! Voglio dire, adoro il personaggio di Tamar, i suoi schizzi improvvisi e i suoi istinti omicidi verso il mondo, ma a volte è davvero troppo pesante. La sua maniacalità è stata proprio il motivo di rottura con Jake e continuerà ad essere il motivo per cui i ragazzi le stanno alla larga. In questa puntata è stata tremendamente insopportabile e se fossi stata in Jenna avrei cercato di strangolarla invece che farle complimenti su quanto sia fantastica. E’ vero anche Tamara ha delle qualità: è organizzata e ottiene sempre quello che vuole in ambito accademico, ma credo che abbia davvero molto su cui lavorare. Jenna, al contrario, mi è piaciuta molto perché ha cercato di adottare un approccio più maturo anche se la cara T. non le ha dato la possibilità di comportarsi in modo civile. Ovviamente ora l’intera scuola sa che Jenna (e purtroppo sanno solo di Jenna) è la colpevole degli hastag sui ragazzi. Beh dopo questi tre anni ci voleva una ricaduta nella “casta” dei paria no?!Indimidation Nation Gabby…. Non riesco proprio a digerirla. E’ evidente che la parola divertimento non rientra nel suo vocabolario; la competizione è ciò che la definisce, ma è anche ciò che la rende fastidiosa. Per fortuna a ravvivare la serata (e la puntata) ci sono stati Sadie e Sergio che hanno stracciato la coppia di atleti. Sadie – anche durante l’imbarazzante incontro organizzato da Val- è stata l’unico personaggio capace di strapparmi un sorriso: il suo sguardo da finta brava ragazza nascondeva un discorso tagliente, di quelli che solo lei sa pronunciare. SADIE FOR PRESIDENT! Lame episode!

Voto: 4 e mezzo (sì, il mezzo è sempre merito di Sadie).

 

Selfie 1×04 – Nugget of Wisdom By Aniel

10748752_10204881230221288_1466034076_nIo so che i gusti non si discutono, so che il mondo è fatto da tante persone con tanti interessi differenti, ma quando leggo di persone che definiscono Selfie “una stronzata colossale” mi ritrovo un po’ a dubitare sul genere umano. Innanzitutto perché non so cosa ci si debba aspettare da una comedy se non un sorriso o una risata e, in secondo luogo, trovo questa serie molto più frizzante e attuale di moltissime altre.
Questa settimana ad Eliza ed Henry tocca uno scambio di ruoli: la ragazza dovrà fare qualcosa di produttivo e altruistico nel weekend ed Henry dovrà staccare dal lavoro, tentando di concentrarsi su qualcosa di diverso… e divertente.
Le conseguenze sono alquanto comiche perché ad Eliza calza stretta la vita domestica – la vediamo infatti fare da babysitter al figlio di Charmonique – ed Henry ha come unica fonte di divertimento un’insalata di pollo. Perché il pollo può essere divertente, a volte.
I due però si troveranno insieme e vivranno contemporaneamente dovere e divertimento. Per la prima volta li vediamo davvero vicini, complici in tutto e per tutto. La loro vicinanza permette anche il salvataggio di un prodotto farmaceutico andato in malora.
Il loro è un team che funziona.
Ma potrebbe funzionare meglio? È questa la domanda chiave dell’episodio. Può nascere qualcosa di diverso dall’amicizia tra Eliza ed Henry? A dir di Henry no, perché la loro progenie sarebbe asiatica con i capelli rossi, qualcosa di davvero spiacevole alla vista… di solito.
Io spero che tra i due nasca qualcosa, ma non nell’immediato: come personaggi, hanno ancora bisogno di crescere e maturare prima di diventare, eventualmente, compatibili. Eppure è chiaro che il loro rapporto si rafforza di episodio in episodio, è come se l’uno tirasse fuori – e allo stesso tempo, assorbisse – il meglio dell’altra. È una cosa che mi colpisce molto.
Menzioni d’onore in questo episodio vanno a:

  • Il figlio di Charmonique, un ragazzino sveglio, profondo e dal pianto alla Eddie Murphy;
  • Le massime di Eliza: quando ci si reiventa, bisogna far attenzione a non cambiare troppo. A quanto pare, non sono stata l’unica ad essere rimasta traumatizzata dal cambiamento di Renee Zellweger;
  • Henry che balla il K-pop.

E, come ci viene suggerito da Henry per quanto riguarda le foto postate sui social del nostro cibo: don’t tweet it, eat it.

 

The Good Wife 6×05 – Shiny Objects By Bravissima6

10743535_10152802839189267_672370826_nQuanto amo Elsbeth Tascioni? Quanto?! E’ sicuramente uno dei personaggi più divertenti, e al tempo stesso geniali, ed ogni volta che compare nello show, il successo è assicurato. La ritroviamo, però, più svampita del solito, che cerca di combattere contro questo suo lato un po’ schizzato ma, soprattutto, la ritroviamo, contro Alicia. È stato interessante vederle scontrarsi senza esclusione di colpi, ma al tempo stesso un po’ triste vedere Alicia ricorrere a trucchetti poco “legali” per distrarre l’avversaria. Ok l’eccentricità ed un po’ di sana pazzia, ma d’altro lato, che la rossa si lasci distogliere così da semplici immagini di una crociera o di un pinguino, mi sembra un po’ eccessivo. Spero che gli autori abbiano modo di rivedere la scrittura del personaggio, visto che, da come si sono messe le cose in questo episodio, è facile prevedere una permanenza più lunga di Elsbeth, oltre che una sua collaborazione con Alicia.
In aggiunta al caso del giorno, nel corso della puntata, vediamo snodarsi parallelamente altre storyline.
Diane si becca una specie di virus che manda in tilt tutti i computer dello studio, non solo, se non pagano un riscatto di 50.000 dollari, perderanno tutti i dati salvati su tutti i pc. A salvare la situazione sarà Kalinda che, come al solito, sfrutterà il suo corpo per raggiungere l’obiettivo. La fortunata questa volta è Lana, la sua amica del FBI. Ma cosa avrà di tanto speciale Kalinda da mandare in tilt uomini e donne, per altro ben consapevoli di essere usati da lei a suo piacimento?! La vicenda in questione è importante anche perché porta ad un confronto tra Diane e David Lee, che ci permette di venire a conoscenza di un dettaglio molto interessante: Diane è ancora l’intestataria del contratto d’affitto degli uffici in cui si trova la Lockhart/Gardner e, possiamo stare tranquilli, sfrutterà questa situazione a suo favore, soprattutto dopo aver trovato una blatta nel suo attuale ufficio!!!
Poco, ma buono direi, lo spazio lasciato questa settimana alla campagna elettorale di Alicia. Assolutamente intenso lo scontro tra lei ed il marito. Io odio Peter, lo ammetto apertamente e non ne faccio mistero. Non ho mai apprezzato, né condiviso, la scelta di Alicia di rimanergli sempre accanto, nomatterwhat, ma l’ho capita. L’ho rivalutata solo quando lei, nonostante tutto, ha iniziato a farsi comunque i fatti suoi (cfr. farsi Will). Fatto sta che, guardando al disegno unitario, chi ne ha tratto maggiori vantaggi è stata proprio lei: come dice Eli, ormai è un brand, Saint Alicia, ed ha l’approvazione quasi unanime di tutti gli elettori del marito. Che abbia progettato tutto dall’inizio? Non credo, ma sicuramente, ha saputo giocarsi al meglio le sue carte!!!
Lo scontro tra lei e Peter è stato emblematico ed ha tirato fuori la vera natura dei due: egoista ed egocentrico lui, forte ed indipendente lei. Lo avrei volentieri preso a schiaffi, urlandogli contro che una volta ogni tanto anche lui può fare un sacrificio, dopo tutto quelli che Alicia ha fatto per lui. Ma la freddezza di Alicia lo ha fatto riflettere di più. Tanto che alla fine si presenta alla conferenza stampa della moglie e ribadisce, pubblicamente, il suo sostegno alla sua campagna!

 

Nashville | 3×05 – Road Happy By The Lady and the Band

10743208_10204479029508712_2138323412_nCome al solito, al top delle storyline che mi sono piaciute, ci sono le due lady: Reyna e Juliette. Se però Juliette non mi ha pienamente convinto (e vedremo nel prossimo episodio le conseguenze di quanto accaduto in questo), Reyna si è dimostrata ancora una volta l’esempio perfetto di madre lacerata fra un lavoro che ama e delle figlie che ama. Allo stesso tempo è interessante il lavoro che stanno facendo su Teddy; l’uomo, costretto a vestire sempre i panni del genitore serio e severo (perché con Reyna assente, gran parte dell’educazione delle ragazze pesa sulle sue spalle), si fa facilmente tentare dai suggerimenti subdoli di Verme Fordham. Un po’ bisogna pure capirlo il povero gnoccolone, cornuto-turlupinato-vedovo, cerca una qualche rivalsa, un ricostruirsi un po’ di serenità; ma allo stesso tempo, ricordo le parole del padre di Reyna che lo definiva un «debole» e temo che Fordham e i suoi giochetti psicologici, possano distruggere la famiglia di Reyna. Allo stesso tempo, farei un piccolo appello in difesa dei bulbi oculari di Jonathan Jackson: ‘sto poraccio piange da 5 episodi, la piantiamo? Voglio dire, va bene stai soffrendo come un cane ma ora basta: sta dimostrandosi più badass Juliette! E lei è in piena tempesta ormonale! Non capisco però dove andrà a parare la loro storyline nell’immediato futuro, e questo episodio mi ha lasciato un senso di incompiuto decisamente sgradevole. Oltre alla speranza che con Hugh Qualcosa, il ballerino sbarcato a Nashville, NON nasca nulla di romantico (e mo’ basta!).Zoe, nel frattempo, ingoia rospi sia nel pubblico che nel privato e se finalmente le stanno costruendo un ruolo svincolandola da Gunnar prevedo che la grinta avrà vita breve data la tempesta che si sta addensando sul caro Scott. Onestamente non mi piace per nulla quest’idea di renderlo padre a 16 anni e sono sempre più (auto)convinta che in realtà il padre sia Jason e che Kylie abbia mentito. Fatto sta che Gunnar sta per avere la famiglia che ha sempre voluto (parte del package di cui parla Avery lui ce l’ha già) ma sicuramente questo finirà per confonderlo ancora di più. Speriamo sia lo spunto che anelo da parecchio per un’ulteriore crescita del personaggio: vorrei vederlo lottare per qualcos’altro oltre a Scarlett. Intanto la unhappy couple sta toccando il fondo: Will è stato picchiato mentre cercava un incontro clandestino, Layla non è in grado di dare al pubblico (e alla casa discografica) quello che vorrebbero da lei. Dovrebbero coinvolgere Taylor Swift, che sulle canzoni sugli ex ha costruito una carriera.Un episodio un po’ confusionario, le stesse storyline sono state sovrapposte le une alle altre a volte in maniera disturbante ma d’altronde i personaggi sono diventati talmente tanti che riservare uno spazio adeguato a ciascuno è diventato difficile. Alla prossima!

 

Anche per questa settimana è tutto! Vi aspettiamo Venerdì prossimo per un nuovo appuntamento con Flash Recaps

 

 

 

 

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