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Flash Recaps #5 | Castle, TBBT, Selfie, SoA, TMP, Nashville,TGW, New Girl, RBS, NCIS: LA, Stalker, Awkward e Parenthood!

Castle | 7×02 – Montreal By WalkeRita

10726389_1539333492967439_592681299_nLa vita sembra essere tornata alla normalità in casa Castle, o perlomeno sembra aver intrapreso la strada giusta. E anche la quotidianità di New York prosegue senza ostacoli, permettendoci di riabbracciare in pieno lo stile procedural e portando la squadra omicidi del Dodicesimo Distretto ad indagare su un ennesimo crimine, un ennesimo mistero da risolvere. Il caso è curioso e interessante come sempre: il fondatore di un’azienda di giocattoli infatti aveva scoperto, dopo la morte per avvelenamento del suo cane, che un carico di bambole di pezza importate dalla Cina veniva utilizzato come corriere per la droga e aveva scoperto il traffico illecito infiltrandosi sotto copertura nei magazzini della sua stessa azienda. Anche Castle e Beckett cercano di riappropriarsi della loro quotidianità non solo come coppia ma anche come partners: lui passa da momenti da classico imbranato in pieno stile Castle ad altri episodi di assurda eccentricità (il bacio con Gates, LIKE WHAAAT?); lei cerca di capire se le sue azioni siano normali o se nascondano cambiamenti che non riesce ad avvertire. Ma per quanto entrambi cerchino di andare avanti, il bisogno di sapere prende inevitabilmente il sopravvento, riportandoli al punto di partenza. Il caso di Castle, che si propone dunque come “linea gialla” di questa stagione, ricorda molto la storyline di Sydney Bristow nella terza stagione di Alias, perché raccogliendo e seguendo gli indizi che a questo punto lui stesso ha seminato, Castle con l’appoggio di Beckett e l’aiuto di Alexis e dell’ormai parte integrante della squadra Tori, ripercorre i suoi stessi passi che lo (ri)conducono a Montreal, dove scopre di aver scelto di non ricordare qualunque esperienza abbia vissuto in quei due mesi in cui era scomparso per motivi ancora sconosciuti. Castle si ritrova dunque di fronte a poche risposte e a nuovi dubbi, questa volta di natura diversa ma l’unica certezza resta sempre quell’amore incondizionato che lo lega a Beckett. Nathan Fillion e Stana Katic si riconfermano anche questa volta straordinari; presenti seppur ridimensionati: Esposito, che ormai fa nuovamente coppia fissa con Lanie; Ryan che continuo ad amare alla follia per il suo lato meravigliosamente innocente e puro e Lanie, che riesce sempre a trovare le parole giuste per esprimere i dubbi di Kate. Ultima menzione per il mio mito Andrew Marlowe che ha scritto uno di quegli episodi che mi riempiono il cuore perché hanno esattamente tutto ciò che ho sempre amato di Castle. Perla dell’episodio: un misterioso riferimento al motivo per cui Castle ha scelto, tanto tempo fa, di diventare scrittore di gialli.

 

The Big Bang Theory | 8×04 – The Hook-Up Reverberation By Mary’sWorld

1959366_702040526546492_4615077965608662219_nDopo lo scadentissimo episodio della scorsa settimana, era d’obbligo risalire per forza. E così è stato. Storia graziosa, ottima performance di tutti i personaggi e ritmo brillante. Non nella hit degli episodi migliori, ma la strada è quella giusta. Ancora una volta, le vicende si sviluppano sia sul fronte romantico (e sì, ne siamo tutti stanchi) che su quello tipicamente ‘nerd’. L’episodio divide le vicende con Raj che decide di presentare Emily ai suoi amici, e coi ragazzi che pensano seriamente di investire i loro soldi aiutando Stuart a riaprire il loro negozio preferito di fumetti (avendo guai con l’assicurazione). Lo scenario divertente (e su cui potremmo analizzare le vicende a fondo, ma non abbiamo tempo), riguarda il fatto che Leonard, Sheldon ed Howard chiedono consiglio sulla nuova avventura alle loro dolce metà, e la risposta delle ragazze arriva esattamente a specchiare la loro relazione con loro: Penny non se ne preoccupa affatto, Bernadette non ne vuole sapere ed Amy come sempre asseconda tutto quello che Sheldon considera importante (dietro la solita velata minaccia di far terminare la loro relazione). La vera vicenda cardine però riguarda il fatto che Raj, per vantarsi, ha raccontato ad Emily, che lui e Penny hanno avuto un bollente incontro sessuale (se vi ricordate è veramente successo che i due si trovassero a letto insieme nudi dopo baci appassionati… ma il giovane aveva… ‘raggiunto’ il suo scopo molto prima di avvicinarsi alla ragazza e addormentandosi subito dopo).
Questo provoca ad Emily un’antipatia profonda verso Penny, la quale, forse per la prima volta da quando la stagione è iniziata, dimostra di ‘interessarsi’ a qualcosa. E cioè lei stessa. Nessuno può odiarla, perché è abituata da sempre ad essere adorata da tutti. Il tutto scatena diverse scene divertenti in cui Penny (con l’aiuto di Amy e Bernadette) cerca di capire come può fare a recuperare la stima di Emily. Scene in cui la Cuoco ha brillato grazie alla sua originale vena comica, finalmente ricomparsa dopo i primi tre episodi della stagione.

 

Selfie | 1×02 – Un-Tag My Heart By Aniel

10717943_10204764809590845_999069069_nL’episodio di questa settimana vanta una parola d’ordine che i poveri telefilm addicted conoscono a stento: “outside”, la vita fuori di casa, la vita fuori da una condizione mentale, la vita fuori dalle proprie convinzioni, persino la vita fuori da se stessi.
Eliza, infatti, viene messa alla prova da Henry che la informa che, per essere una donna – e una persona – migliore deve prima di tutto impedire agli uomini di trattarla come una qualsiasi conquista con cui passare le notti quando ci si annoia. Per Eliza, inizialmente, è difficile ma quando realizza che Freddy – la sua ultima fiamma – non vede in lei altro che un passatempo occasionale, inizia ad uscire fuori da quella condizione e accetta il consiglio dell’amico di occuparsi di qualcosa, di trovare un interesse che possa renderla occupata e, al tempo stesso, interessante.
Intanto Henry è costretto a seppellire l’ascia di guerra nei confronti dei social network e inizia la sua avventura su facebook dove però viene a conoscenza di una terrificante verità: tutti sono andati avanti, tutti hanno ottenuto qualcosa dalla vita mentre lui è rimasto indietro, legato dalle catene di una vita lavorativa troppo estenuante che non gli ha lasciato il tempo di evolversi.
Anche in questo episodio, Eliza e Henry si amalgamano alla perfezione: Eliza lo aiuta ad integrarsi in un mondo che non conosce (i vari problemi di tag, in particolare) mentre Henry le regala qualche dritta per diventare una persona migliore.
Lo spiacevole incidente di Eliza costringe Henry a lasciare l’ufficio per accertarsi delle condizioni dell’amica e questa è – rifacendomi alle parole di Eliza – un’altra spinta di cui l’uomo aveva bisogno per essere più vicino alla persona che diventerà.
Esilaranti i siparietti iniziali, in cui Eliza dice all’amico che “quando hai un hater sui social, significa che ce l’hai fatta perché ti invidiano” e sì, in effetti è vero, ma Henry le mostra l’altra faccia della medaglia: “se gli haters però te li ritrovi nella vita reale significa che, semplicemente, la gente ti odia”.
Nonostante la collocazione un po’ infelice nel palinsesto e il suo futuro troppo incerto, trovo Selfie una delle migliori comedy della stagione: attuale, frizzante, con personaggi nei quali è facile immedesimarsi. #continuoanutriregrandisperanze #goselfie

 

Sons of Anarchy | 7×05 – Some Strange Eruption by Francesca_Giorgino

10726574_10204815180209788_307742612_nPuntata centrale questa, che ha sicuramente segnato il passaggio alla seconda parte della stagione. I nodi vengono al pettine, le carte si scoprono, tranne una, la più importante: Gemma. Il massacro al Diosa sembra aver riportato un po’ di senno in Jax, o, almeno, un po’ di senso di colpa. Quando parla con Abel, il suo volto è stanco, segnato, forse proprio perché ha realizzato di aver fallito nel suo compito di proteggere le persone sotto la sua responsabilità, divorato dalla sua sete di vendetta. Tuttavia il Jax che abbiamo avuto davanti per tutto l’episodio non è ancora il “vecchio Jax”, quello vero: sveglio, intelligente, spietato sì, ma anche riflessivo, uno che non fa una mossa se prima non è sicuro di fare la cosa giusta, senza avere la totale certezza che ne valga la pena. Durante la lotta con Lin sono ancora la rabbia e il dolore a prendere il sopravvento, al punto che sembra non accorgersi nemmeno del sincero stupore del suo rivale quando si vede accusato dell’omicidio di Tara. Charming è una piccola cittadina infernale immersa nel sole della California, riesce a trasformare e corrompere tutti coloro che rimangono intrappolati al suo interno, e quando vedo i danni che sta già facendo al piccolo Abel, non posso non pensare ancora a Tara e al fatto che abbia perso la vita pur di allontanare i suoi figli da quel posto. Una scena e una frase drammatica e incredibilmente significativa quella di Abel con un martello in mano per proteggere se stesso e il fratellino, ancora di più se pronunciata da un bambino: “Le persone si fanno sempre del male”. Per quanto riguarda gli altri personaggi, continuo a non fidarmi per niente della poliziotta mentre temo che Chibs lo stia facendo un po’ troppo. E infine, come non parlare degli ultimi cinque minuti? Finalmente un finale alla Sutter, il tipo di finale da “e ora dovrei aspettare fino a mercoledì prossimo???”. Gemma non si smentisce mai, il suo istinto di sopravvivenza ancora una volta ha prevaricato sulla sua umanità, se ne è rimasta, e non mi faccio alcuna illusione sul suo pentimento finale, un ripensamento facile con una pistola puntata addosso. Sono fermamente convinta che avesse tutte le intenzioni di uccidere Juice, ma non so come reagirà Juice ai pianti della dama nera di Charming.  Non è solo per via del magnetismo che Gemma esercita su tutti gli uomini del club, o del fatto che non esiste maschio immune al pianto di una donna, è che Juice è troppo fuori di sé, talmente devastato che non so se riuscirà a sopportare un’altra morte sulle spalle. Ma visto che Sutter, oltre che un genio, è anche un sadico, lo sapremo solo settimana prossima.

 

The Mindy Project| 3×04 – I slipped By Criss

10723577_10204458393881544_211733288_nL’episodio di questa settimana parte da un imbarazzante errore commesso dal Castellano sotto le lenzuola e i primi cinque minuti ruotano attorno all’ammissione della colpa, che sembra non voler arrivare, fin quando Mindy lo costringe a una visita oculistica e a quel punto riesce a farlo cedere. Risolta la questione “verità”, Mindy inizia a pensare che forse Danny, essendo un uomo maturo, potrebbe volere qualcosa di più dalle avventure sessuali, così decide di assecondare Peter e prendere qualche “lezione”. Detta così, i peli sulle braccia mi si sono drizzati. Ma c’è da dire che Peter lo vedo alquanto innocuo al fianco di Mindy,  è a pari livello di Morgan e non potrei mai shippare Morgan con Mindy. Di fatto, la lezione di Peter con uno scheletro nelle vesti di Mindy non ha avuto niente di erotico, anzi credo che l’abbia semplicemente terrorizzata di più. Si lascia prescrivere del sonnifero da Morgan e decide di assecondare i gusti di Danny, nonostante odi profondamente il whisky e il blues. La serata non procede secondo la sua fantasia, Mindy è strafatta e viene portata in ospedale, dove Danny viene interrogato da un detective che lo accusa di essere un pervertito. Chi non vorrebbe che la propria serata finisse così?! La conclusione arriva quando Danny ammette di aver voluto sperimentare qualcosa che fino ad allora non aveva mai fatto, entrambi si dichiarano principianti in materia e accettano di sperimentare nuove cose – più tranquille – insieme, come giocare alla panna montata e lasciare che Mindy lo divori letteralmente. Tanto amore per questa donna, ce ne dovrebbero essere di più come lei su questo pianeta!
Morgan è orgoglioso di se stesso perché è diventato un infermiere, così decide di organizzare una cena a tre per i due acerrimi nemici della clinica. Purtroppo, essendo entrambi molto immaturi, la serata non fila liscia come l’olio, ma diventa un tantino accesa, tra bicchieri di vino gettati in faccia e una piccola candela nel bel mezzo (io sto ancora crepando dalle risate, cosa avrei dato per essere seduta al tavolo dietro il loro). Così Peter perde le sue sopracciglia e hanno un baby secondo round all’ospedale davanti il letto di Mindy che li porta a dichiarare finalmente una tregua. Se fossi stata in Peter probabilmente avrei continuato sulla scia dell’odio, ma è pur vero che ci sono sempre due lati della medaglia e bisogna essere capaci di lasciarsi alle spalle delle cose per stare meglio.
Note random:

  • Mindy regala a Morgan per congratularsi del nuovo grado lavorativo una foto di lei e suo padre, sgraffignata all’ultimo minuto dalla sua scrivania, e Morgan se la piazza in bella vista, sovrastando quella di Tamra. A-d-o-r-o!
  • Jeremy depresso che strimpella e si lamenta in quella che credo sia nella sua testa una canzone, soltanto perché vorrebbe avere degli amici che lo considerino. Ti dico io allora cosa puoi fare: per esempio, potresti evitare di flirtare e baciare le donne altrui, perché di certo così non si mantiene un’amicizia intatta. #teampeter.
  • I messaggi tra Mindy e Morgan. Ne vogliamo parlare? Andranno davvero in vacanza insieme? Exclam, exclam, exclam!

Danny e il suo rapporto con la religione. Quest’uomo non potrebbe rendere le cose migliori.Quarto episodio meraviglioso, entrambi i pollici alzati. Il modo in cui la loro relazione evolve me li fa amare ancor di più, sono felice che ogni episodio è una nuova avventura e una nuova crescita per entrambi. E sono certa che, a differenza di altre coppie nella storia telefilmica, Danny e Mindy non ci deluderanno. Appuntamento alla prossima settimana, vi invito a passare dalla pagina italiana The Mindy Project Italian Fans!

 

Nashville | 3×03 – I Can’t Get Over You to Save My Life By The Lady and the Band

10520833_10204373459989540_466538670_nBisogna ammettere che questa settimana, Nashville è riuscito a sfoderare un episodio niente male. Molta carne è stata messa al fuoco e molte situazioni iniziano a complicarsi.
La storyline di Juliette/Avery mi incuriosisce, anche perché, secondo me, non è detta l’ultima parola. Hayden Panettiere è veramente molto brava (anche quando recita di recitare) e il suo tormento per la situazione è credibile se pensiamo alla sua storia e alle contingenze (ha un heartbreak, un tour e un film, mica bubbole). Non nego che mi sia piaciuto molto il suo rivolgersi a Deacon prima e a Reyna dopo.
Mi è piaciuta anche molto Scarlett («I can be funny. Probably»)alle prese con lo scrivere canzoni più leggere e radiofoniche: c’ha provato ma ha capito che non è qualcosa per lei e, soprattutto grazie alla combina guai in piena crisi adolescenziale, le è chiaro che la sua musica può essere d’aiuto agli altri ed un pubblico per lei c’è. Brava Scarlett! Se continuiamo così, tornerò ad amarla come nella prima stagione.
La situazione di Gunnar e Zoe, intanto, si complica: Zoe si accorge che il fidanzato non le da il giusto valore (cfr il finale: Gunnar sostiene di non avere una famiglia)e inizia ad essere gelosa. Gunnar, dal canto suo, oltre a Scarlett, ritrova una sua ex (Alexa Vega, sempre bellina e sempre fine quanto un camionista): è come se il passato col fratello non lo lasci mai. Quelle lacrime finali, però, mi danno l’idea che, nonostante la casa e nonostante Zoe, Gunn non abbia mai veramente superato la perdita di Jason né abbia mai smesso di sentirsi solo. Vedremo. Anche Deacon e Teddy sono alle prese con i postumi di Reyna James (e della vedovanza aggiungerei). Per quanto Teddy non sia così rilevante come personaggio, mi piace che gli diano ogni tanto il giusto spazio; purché non sia troppo. Deacon dovrebbe buttarsi una buona volta tutto alle spalle e dimostrare al mondo che è cambiato. I problemi con i Ruke (han ragione a schifare il nome), ora si estendono anche a Maddie e la situazione si complica ulteriormente. Prevedo guai!Un buon episodio quindi che ha posto le premesse per diverse trame intriganti, non ultima la questione Lexingtons che peggiora quando Layla decide di prendere in mano il suo futuro e Will intraprende qualcosa con il suo personal trainer.
Bella anche la musica: la canzone di Avery (tenero lui) per Juliette, mi è piaciuta in entrambe le versioni (quella dolce…e quella arrabbiata).

 

The Good Wife | 6×03 – Dear God By Bravissima6

10726577_10152766987319267_115545600_nUn episodio scoppiettante e spumeggiante, un ritmo serrato e veloce che ci catapulta immediatamente nel cuore dei fatti, tenendoci incollati allo schermo (o al pc :P) e costringendoci ad abbandonare i cellulari e qualsiasi altra distrazione esterna, per seguire con attenzione tutte le storyline.
Continua la persecuzione nei confronti di Cary. Per Castro e Polmar, sbattere il giovane avvocato in cella e buttare via la chiave, è diventata ormai una missione di vita. Leggendo tra le righe, si può ipotizzare che sia un disperato tentativo del primo di segnare un gol prendendo finalmente il “Signore della Droga”, aka Bishop, e acquistare il lustro necessario per vincere l’elezione a Procuratore di Stato, sbaragliando la concorrenza, cioè Alicia, la quale viene, per nulla velatamente, minacciata più volte, nel corso della puntata, dallo stesso Castro. Gli scontri tra i due sono ricorrenti, e lui è sempre fastidioso come una zanzara vicino all’orecchio quando stai per addormentarti, ma quando tira in ballo la morte di Will tocca il fondo e mi verrebbe da staccargli quella testa di uovo che si ritrova. Cary, alla fine, la spunterà, grazie anche a Joy Grubick, l’addetto ai servizi di custodia cautelare che, contro ogni previsione, tesse le lodi del giovane avvocato, descrivendolo come un uomo terrorizzato dall’idea di tornare in prigione, ma che sta lottando per la sua attività e determinato a riprendersi la sua vita. In your face, Castro!
Su un altro fronte vediamo Alicia alle prese con il “Processo di Matteo”, meglio noto come “mediazione cristiana”. Dopo l’udienza davanti al Coroner pensavo di aver visto tutto, ma evidentemente mi sbagliavo. Secondo voi, la conoscenza del peccato è essa stessa il peccato? Puoi peccare e non saperlo? Quindi, secondo voi, l’intento rileva o no? Insomma, a colpi di citazioni della Bibbia, discorsi mistici e confronti con la figlia esperta in materia (Grace), il caso della settimana si risolverà in una semplice stretta di mano. Non possiamo però, non sottolineare che, ancora una volta, torna il tema della religione, più volte affrontato.
Un altro tema che ritorna, come avevo sottolineato anche qualche recensione fa, è quello del femminismo, grazie soprattutto all’apparizione di Gloria Steinem, nota icona femminista. L’incontro con uno dei suoi eroi, porta Alicia a prendere seriamente in considerazione l’idea di candidarsi come Procuratore, dato che in questa cameo appearance la donna cerca di convincerla a farlo. Ma, l’ironia con cui tale tema viene trattato, lo rende piacevole e non troppo carico di allusioni o risvolti impegnati.

 

New Girl | 4×04 – Micropenis By Ale

10687027_10205088221235418_8397882040116120723_nIl titolo è tutto un programma! Ma il micropene è solo il fulcro di una puntata che, tra gag varie, ruota tutta attorno alla percezione del proprio corpo e, in particolare, dei propri difetti, nel rapporto con se stessi e in relazione con gli altri. Tutte le storyline si concentrano, in modi diversi, su questo tema: Jess, come sempre, occupa il filone principale affiancata dalla guest star (il ragazzo con il problema del membro sottodimensionato), mentre quello secondario è occupato da un “classic CeCe & Winston mess-around” ai danni di Schmidt e Coach, dal cui estremo dispiacere cameratesco nei confronti del ragazzo col micropene nasce lo spunto per la burla, convincendoli a posare come modelli e poi a sfidarsi per ottenere un presunto ingaggio dall’agente di CeCe. La storyline dà un ennesimo spunto anche per esplorare la profonda insicurezza di Schmidt a causa del suo passato da ragazzo in sovrappeso, già emerso in più occasioni anche in passato attraverso la sua scorza spavalda. Nick è invece quasi assente, se non per siglare la scommessa con Jess sulla durata del suo rapporto con il tizio appena conosciuto: questa parte di trama si sviluppa un po’ come molti altri confronti ideologici Nick/Jess, con Jess che vuole dimostrare di essere migliore e meno superficiale dei ragazzi ma si trova poi in difficoltà a mantenere il punto. Il micropene del ragazzo si rivela infatti l’ultimo dei suoi problemi quando al primo appuntamento questo rivela una personalità totalmente vuota. La parte migliore dell’episodio rimane però proprio il già nominato filone secondario, che mi ha fatta davvero ridere di gusto come non accadeva da un po’ con New Girl (battute migliori: Schmidt che fa del micro-pene un affare di stato, affermando con tono grave: When I look at that picture I think to myself: “Is there a God? And if there is, did he run out of clay?”… ma soprattutto l’imitazione di Coach di Schmidt che piange, che sembra “un fantasma che canta ‘Hey ya’”). Il finale ha il gusto di alcuni degli episodi migliori delle prime stagioni di New Girl, con Schmidt convinto di aver tagliato un importante traguardo mentre il resto del loft sa che è tutta una montatura a suo beneficio. Per me ci troviamo davanti al primo episodio veramente superiore di questa stagione, portato avanti in maniera organica seguendo un filo rosso comune pur sviluppando sottotrame diverse… ma soprattutto riportandoci alle atmosfere degli inizi, con situazioni al limite dell’assurdo tutte da ridere. Spero si continui su questa linea!
Vi ricordo infine, per rimanere sempre aggiornati sullo show e i suoi interpreti, di passare dai nostri amici di New Girl (Italia)!

 

Red Band Society  | 1×04  – There’s No Place Like Homecoming By xsunsetbeauty

10715781_10204153083140170_442127315_nQuesto episodio di Red Band Society è forse quello che ho preferito fino ad ora. Ad Oak Park è tempo di uscire! Kara deve assolutamente partecipare al ballo della scuola, per mantenere intatto il suo ruolo di reginetta del liceo. Ma niente va come programmato. Prima di tutto deve essere accompagnata, e la Jackson sceglie Brittany per farle da chaperon. Anche se mi è sembrata una scelta scontata mi è piaciuto il fatto che siano andate insieme e che il loro andare insieme abbia implicato anche Emma. Quando arrivano a scuola, Kara si rende conto che tutti la trattano in modo diverso, ora che sanno del suo problema al cuore, e questo la distrugge internamente.. perché tutto ciò che vuole essere e apparire si può racchiudere in una sola parola: stronza. Non le interessano le storie strappalacrime di quelle che come lei stanno attraversando un momento difficile con la salute, ne tanto meno sopporta le amiche che la compatiscono. Stiamo scoprendo sempre di più il lato superficiale di questa ragazza che ancora non accetta di avere una condizione medica. Sono sicura che tutto questo montare il personaggio con tratti che ti portano ad odiarlo (tranquilla Kara, io ti adoro ancora eheh) sia in vista del grande cambiamento che farà la nostra biondina diventando una persona migliore. Sinceramente non so quanto mi faccia piacere l’idea. Secondo me c’è bisogno di una persona così all’interno dell’ambiente, altrimenti sarebbero tutti troppo bravi e buoni e ragazzini modello, quando invece sappiamo che nel mondo ci sono molti più tipi di persone, che sono anche più interessanti, ad essere sincera. Anche di Emma scopriamo qualcosa in più.. mi ha fatto tenerezza perché ci racconta che per tutto il liceo non è stata esattamente una reginetta come Kara, ma anzi, ha dovuto sopportare ben più del peso di una coroncina. Fa la conoscenza di Becky e Brooklyn, due ragazze attratte da lei e dalla sua taglia XXS, le dicono che è bellissima e le tre diventano subito amiche. Più tardi vediamo Emma respingere il vassoio del pranzo, quando il giorno prima aveva fatto lo sforzo di infilare in bocca qualcosa. Credo che l’incontro con le due ragazze l’abbia fatta sentire bella, accettata. Per anni si è dovuta sentir dire che essere anoressiche è sbagliato e invece ora c’è qualcuno che finalmente l’apprezza e la capisce. Stava cedendo.. e non aspettava altro che qualcuno la rimettesse in carreggiata. Inutile dire quanto questa relazione sia tossica per lei, ma sono comunque curiosa di capire di più sulla sua persona e la sua storia. Anche Jordi ha delle novità.. dopo tutte le buone parole della madre, l’essersi sentito male al cinema, invece di farla avvicinare la allontana per quello che credo non sarà un per sempre ma almeno qualche tempo. Mi dispiace per Jordi, ora che aveva finalmente trovato una sorta di equilibrio tutto viene scosso di nuovo. Leo, invece, fa un percorso tutto suo. Si rende conto che giocare a calcio è una delle sue più grandi passioni e non riuscire a tornare ai livelli di prima lo sta distruggendo. Quando l’infermiera Jackson gli offre la possibilità di essere allenato da un giocatore di basket con lo stesso suo problema, Leo rifiuta, perché si accorge che quello che vuole non è essere un miracolo vivente.. l’immagine di ‘colui che ce l’ha fatta nonostante tutto’, lui vuole solo essere un ragazzino come tanti e anche se questo vuol dire rimboccarsi le maniche e soffrire un po’ di più, lui è disposto a farlo. Non ho ancora ben capito se questo personaggio mi piaccia o no.. a tratti lo trovo maturo e intelligente, altre volte però mi fa mettere le mani nei capelli. Suppongo sia questo che fanno i teenagers. La prossima settimana finalmente sarà dedicata a Charlie, la simpatica voce narrante. Era ora che ci dicessero qualcosa su di lui! Alla prossima settimana!

 

NCIS:Los Angeles | 6×02 – Inelegant Heart By Claw

10717958_767057056684997_765725150_nQuesta settimana il team di Los Angeles deve fare i conti con transazioni di dati confidenziali quando, indagando sull’omicidio di un programmatore freelance con un QI parecchio elevato coinvolto in una questione informatica che riguarda la sicurezza nazionale, vengono a conoscenza di una terribile notizia. Il caso vede impegnati Callen e Sam, che dopo esser stati richiamati da un operazione sotto copertura che gli aveva “costretti” a giocare a guardie e ladri si ritrovano nuovamente a rinfacciarsi chi dei due sia più indispensabile dell’altro finendo nella simpaticissima scena in cui G definisce il partner come il suo cane (You my dog). Eric, Nell e Granger si occupano dall’alto di supervisionare le operazioni e di trovare quante più informazioni possibili da mettere in mano ai loro agenti sul campo. Ancora una volta il burbero Owen si dimostra molto più attaccato al team di quanto non voglia dimostra. Kensi e Deeks, che aprono l’episodio con una divertentissima scena di combattimento, riescono sempre ad incantare con la loro unicità e i siparietti (Do you know what that is? It’s a a touché, I give you that) che la fanno da padrone in ogni loro scena stemperando quella tensione che continua a crescere man mano che l’episodio va avanti. Infatti, se risolvere il caso di Brian Bell e Chauvenet si rivela non troppo complicato, altra faccenda è quella che vede impegnata Hetty a Washington tenuta sotto torchio da un incredibile numero di uomini potenti quanto insopportabili. Distruggere la donna però non si rivela essere compito semplice in quanto la donna ha un controllo di se e della situazione invidiabile e sfruttando il suo avvocato, quasi più un burattino di cui lei tende i fili, riesce per ora ad evitare buona parte delle complicazioni che potrebbero scaturire dalle sue azioni e scelte passate. Per metterla ancora più in crisi viene mandata a LA una squadra giudiziaria interrogativa per verificare la struttura e il personale e quindi tentare di mettere in ginocchio l’intero team ed indebolire così Hetty. Negli ultimi minuti finali veniamo poi a conoscenza anche della presenza di un sicario incaricato da qualcuno di mettere per sempre a tacere la colonna portante della squadra ma cosa faranno ora i suoi agenti sapendola in pericolo di morte? E così che si chiude l’episodio lasciandoci una settimana di tempo per prepararci alla seconda parte che immagino molto più all’insegna dell’adrenalina e ricca di tensione. Mi piace la direzione che ha preso quest’inizio di stagione e non vedo l’ora di assistere a quali conseguenze porterà questa situazione. Nell’attesa vi consiglio di far un salto in questa splendida pagine dedicata allo show NCIS:Los Angeles Italia Fan! Per ora è tutto, alla prossima!

 

Stalker | 1×02 – Whatever happened to baby James By Lestblue

HTFx8Un nuovo case of the week è pronto per la nostra squadra anti stalkeraggio, il paragone con Criminal Minds è sempre più chiaro, già solo l’opening, che serviva ad introdurre la vicenda del piccolo Thomas, ricordava molto da vicino il tipico stile della serie. Forse è proprio questo il punto di forza dello show allo stato attuale, il tutto abilmente unito al continuo ribaltamento delle indagini che ripercorre lo schema che avevamo visto già nel pilot. Ma se da un lato la storyline verticale funziona benissimo ed è in grado di coinvolgere lo spettatore, la trama orizzontale fa ancora fatica a ingranare. La storia tra Jack e Amanda è ancora sospesa nel vuoto, non ci è stato detto nulla di veramente rilevante e ci è stata solo mostrata, ancora una volta, l’ossessione di Jack nei confronti della donna, ma cosa nasconderà questa fissa? C’è dell’altro sotto? Che la stia solo proteggendo da qualcuno? Certo è vero che ora come ora l’ultimatum delle due settimane imposto da Amanda si sta facendo veramente pesante. Riuscirà Jack a rimandare l’inevitabile? Nel frattempo anche il mistero su Beth si infittisce, perché è così attenta a nascondersi? Da chi sarà seguita? Ultima domanda in sospeso: rivedremo Perry? Sì e questa volta Beth sentirà il peso della responsabilità sulle proprie spalle.

 

Akward | 4×14 – Welcome to hell By Julia

10719440_10205278732661418_521402337_n«Life is.. A real bitch sometimes!» E chi lo sa meglio di Jenna?! Jenna è la regina delle umiliazioni e delle situazioni imbarazzanti, le carte non sono spesso a suo favore e sicuramente non lo era quella che avrebbe dovuto predire il suo futuro alla SCU. L’università-falena non ha voluto la nostra Hamiltonna che si è rifugiata per l’ennesima volta nella negazione.. Almeno fino a quando i suoi genitori hanno manifestato apertamente l’orgoglio che provano per la figlia davanti a una scrittrice professionista. Non c’è niente di peggio che pensare di essere una delusione per i propri genitori, specialmente quando si crede di aver fatto del proprio meglio per ottenere qualcosa. Jenna, però, nel profondo sa di non aver dato tutta se stessa per entrare in quell’università e grazie al consiglio della scrittrice professionista lo capisce. «All the pain you’re feeling will fill your writing…» . Il primo passo per crescere è accettare i propri errori e trasferire il proprio dolore in parole. Essere un artista – la maggior parte delle volte- vuol dire sentire non appartenere alla massa, sentire di essere diverso ed avere, quindi, un modo unico di relazionarsi con il resto del mondo: l’arte e in questo caso la scrittura. Jenna sa bene di non far parte della massa, ma un’altra cosa che dovrebbe capire è come accettare i propri sbagli e spero di vederla fare questo passo per il finale di SERIE. Sicuramente la scena finale e il discorso maturo fatto ai suoi sono un passo avanti e vorrei che Jenna continuasse in questa direzione. E’ ovvio che non mi aspetto un cambio repentino – anche perché è proprio la confusione di Jenna che tiene in piedi lo show- ma da questa metà di stagione al finale di serie mi aspetto un cambiamento lento sì, ma anche durevole e a lungo termine per la protagonista
«It’s time to dust off the wand» Come dice il saggio Jake, per Matty «E’ ora di spolverare la bacchetta» IF YOU KNOW WHAT I MEAN, aggiungerei. Matty si è liberato di Eva da un solo episodio e già pensa ad impollinare un altro fiore: Intimidation nation Gabby. Da una parte ammetto che è stato divertente vedere Matty rifiutato – insomma non accade spesso di vedere il re del ballo rifiutato da una ragazza e ciò è sicuramente godevole – ma dall’altra l’ho trovato un siparietto inutile e un po’ noioso. Eva è stata un capitolo irritante della storia di Akward e pensavo che qualche puntata di pausa fosse necessaria, ma evidentemente gli autori hanno pensato che non lo fosse. Perché non mostrarci i piani di Matty, Jake, Sadie e Lissa per il college?!!! In fondo il futuro è un po’ il tema di questi episodi e di loro sappiamo ancora poco.
«Never ever wear those horrifc outfits in my presence again» Sadie/Jesus e Lissa/Tyler sono stati nuovamente la parte migliore della puntata. Se c’è un personaggio che non mi stanca mai in Awkward è proprio quello di Sadie: malefica, ironica e sempre con la battuta pronta.
Il tendone dell’inferno è stata una trovata assurda, ma allo stesso tempo geniale. Voglio dire, quale pazzoide potrebbe mettere in scena una cosa del genere?!! La madre di Lissa, sembra addirittura più sclerata della figlia che ,al contrario, grazie a Tyler sembra aver visto la luce della sanità mentale. Lissa, finalmente, le ha cantate ai suoi genitori perbenisti e sempre pronti a giudicare spingendo il suo perfetto paparino a fare coming out. Penso che il personaggio di Lissa stia gradualmente cambiando da ragazza totalmente superficiale a ragazza con un neurone funzionante e devo dire che questo neurone le dona!!
COMMENTI RANDOM:

  • Il tizio dai capelli neri di cui mi scorso sempre il nome è super inquietante .
    Jake e la Milfona sono fantastici, Jake sempre una panda innamorato lo adoro!
  • Tamara è da puntata che non mi dice più nulla… Questo personaggio sta diventando parte della tappezzeria!
  • Finalmente abbiamo rivisto il padre di Jenna, che non ha mancato di metterla in imbarazzo!
  • Tyler e Lissa sono la mia nuova OTP!
  • Jenna e il lattante: no,no, NO!
  • Infine congratulazioni a Awkward che è stato rinnovato per una quinta ed ultima stagione! Preparatevi a dire addio ai ragazzi della Palos Hills High School!

In conclusione una puntata molto soft; senza infamia e senza gloria. Voto: 6 e mezzo (Il mezzo è solo merito di Jesus/Sadie).

 

Parenthood | 6×02 – Happy Birthday, Zeek By etty90

10726577_10204932827070892_1734342757_nIl secondo appuntamento di Parenthood ci ha presentato un episodio, a mio avviso, un po’ sottotono rispetto al precedente. Vengono riprese le fila del discorso esattamente dalla reazione di Sarah alla bomba lanciata dalla figlia. A essere sincero, mi aspettavo dalla donna una reazione un pochino più forte, rispetto al lapidario “good” che stampa alla figlia. La notizia ha reso Sarah estremamente glaciale, nonostante si trovasse davanti un Amber visibilmente spaventata e tremante come una foglia. Fortunatamente la ragazza riceve il conforto e il supporto di cui ha bisogno dal nonno Zeek, che la trova in lacrime fuori casa di Adam durante la festa di compleanno: gli confessa subito il suo stato, quasi a volersi liberare di un peso che non può più portare da sola. E proprio Zeek, al contrario della figlia, accetta la notizia con entusiasmo. Sarah non è da biasimare: davanti allo shock della notizia, le son venute in mente tutte le difficoltà del suo passato, il dover crescere i suoi figli da sola e con problemi economici, e avrebbe desiderato per Amber un futuro “migliore”. Riflettendo sulla sua vita, le tornano anche in mente tutti gli aspetti positivi, le gioie vissute, l’amore dato e ricevuto ai figli, e le due riescono a riconciliarsi.
La festa di compleanno di Zeek doveva essere un modo per cercare di allentare le tensioni familiari, un momento per distrarsi e rifiatare. Il più grande dei Braverman, ostinato e soprattutto spaventato, continua a non voler accettare il peggioramento della sua condizione cardiaca, soprattutto perché non avverte qualcosa che non vada in lui. E’ talmente convinto che riesce a essere convincente con Crosby (Adam lo aveva detto che non era adatto al compito), e anche con me. Ciò che riesce a fargli cambiare idea è tutto quello che potrebbe perdersi: riveder la sua famiglia riunita e felice, vedere i suoi nipoti crescere, l’idea di diventare bisnonno e, specialmente, l’idea di non poter più essere per loro un punto di riferimento. Se da un lato la festa rischiava di trasformarsi in un fallimento colossale, visto l’evidente “elephant in the room” sulla bocca di tutti, dall’altro ha aiutato il patriarca a compiere la scelta giusta.
Ultima nota dell’episodio va a Julia e Joel: “You destroyed us, all of us” è l’espressione con cui Julia attacca Joel, accusandolo di essere lui l’unico responsabile per la separazione e per quello che accade a Sydney. Il modo in cui affrontano il colloquio con l’insegnante, la donna negando la verità, lui dichiarandola, fa capire come i due abbiano ancora tanta strada da fare. Venendo a Sydney, l’avrei tranquillamente strangolata durante la solita sceneggiata da prima donna, la cosa preoccupante è come si sia rivoltata nei confronti del padre, cosa che non mi aspettavo. Joel è sempre stato presente per lei, avendola cresciuta, e ha sempre saputo prenderla per il verso giusto. Concludo quindi con una cosa che non credevo possibile, cioè giustificare Sydney, che incapace di gestire tutta la sofferenza che sta provando.

Anche per questa settimana l’appuntamento con i flash recaps è terminato! I nostri recensori vi aspettano la prossima settimana per un nuovo appuntamento!

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