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Flash Recap #14 | New Girl, Castle, SoA, Nashville, Stalker

New Girl 4×10 – Girl Fight by Ale
“I can’t believe I’ve known you for 20 years and you’re still my favorite person to talk to”
Episodio forse meno esplosivo dei precedenti, che parte un po’ in sordina ma si riprende da circa metà in poi. Personalmente mi è piaciuto non solo per l’esplorazione come sempre ironica e volutamente esagerata di un tema in cui vediamo contrapposti maschi contro femmine (in questo caso vediamo il modo di affrontare una litigata), ma in particolare per il focus su Jess e CeCe. La loro amicizia è da sempre un caposaldo dello show, CeCe è stata la prima a presentarsi al loft dopo il trasferimento di Jess intimando subito ai nuovi coinquilini che se l’avessero fatta soffrire se la sarebbero vista con lei. Ho sempre adorato i flashback sul loro legame fin dai tempi della scuola (ho trovato tenerissimo quello in cui CeCe ricorda a Jess di essere stata la sua prima allieva in assoluto) e in generale trovo il loro rapporto un bellissimo esempio di amicizia tra ragazze, per questo un episodio che esplori le dinamiche che le tengono insieme e il loro modo di relazionarsi (seppur dietro le lenti deformanti di una comedy, che punta quindi a accentuare qualche stereotipo per creare l’effetto comico) è stato per me ben accetto. Soprattutto, come dicevo all’inizio, se alle eccessive moine delle due su una borsa che entrambe vogliono contrapponiamo gli sbrigativi pugni tra Coach e Schmidt, anche questi esempi caricaturizzanti dei confronti in genere più “terra terra” tra gli uomini. L’episodio prende decisamente vita al baby shower party per Nadia (la modella russa collega di CeCe che era stata con Schmidt nella prima stagione e gli aveva procurato l’imbarazzante incidente del pene rotto, come ci viene ricordato anche qui. A questo proposito sottoscrivo il commento iniziale di Nick: Chi è che l’ha vista e ha pensato: “Questa è la donna che vorrei fosse la madre dei miei figli”?). Il momento in cui gli incoraggiamenti di Coach non solo fanno passare CeCe e Jess dalle lacrime alle mani ma scatenano il finimondo anche tra le altre invitate [RUSSIAN BABY SHOWER!!] è stato il top. Mi è piaciuto molto il confronto tra le due all’ospedale e, soprattutto, il modo in cui danno successivamente voce ai pensieri di Girl!Coach e Girl!Schmidt, facendo sì che i due si ritrovino in quell’esilarante scena finale di convenevoli molto femminili sull’ascensore (in cui è Winston a trovarsi a fare l’uomo della situazione).

Il filone secondario è occupato dall’inizio della storia tra Nick e la nipote di Tran, su cui Winston (in piena crisi di procrastinamento dello studio) comincia a investigare, per arrivare alla conclusione che si tratta di una senzatetto. Non molto sorprendentemente, intuibile già nel momento in cui Nick imbastisce una scusa per vedere casa sua, la ragazza si rivela essere tutto il contrario (anche se il momento in cui Nick entra in camera e la vede dormire coperta da giornali mi ha fatto davvero ridere). Sottotrama, quelle di Nick e di Winston, piuttosto deboli ma nel complesso comunque abbastanza gradevoli, come l’episodio in generale.

Vi ricordo, per rimanere sempre aggiornati sullo show, di passare dai nostri amici di New Girl (Italia)!

 

Nashville 3×09 – Two sides to every story by The Lady and The Band
Una settimana di pausa che ho odiato con tutta me stessa e poi arriva questo episodio che ho trovato stuzzicante e appagante sotto molti punti di vista.
Diciamo che fino ai 3/4 ero pronta a dargli un 7 ma poi due o tre cose che desideravo da tempo si sono verificate e non c’ho capito più nulla, ahahah.
Come previsto l’intervista a Rolling Stones si è ritorta contro Reyna che ora, in pieno tran tran da Christmas Special, deve anche aggiustare i cocci rotti.
Ancora una volta Reyna si rivela la gran donna di sempre: madre disposta a qualunque cosa per difendere le sue figlie, artista completa, donna consapevole dei propri valori che è riottosa all’idea di metterli da parte in favore di nuovi che non condivide (esemplificativa la scena finale nel salotto a luci spente). Deacon, per quanto mi dispiaccia per il suo cuore spezzato, sembra finalmente aver deciso di andare avanti ed è cosa buona, soprattutto perché iniziava a diventare un personaggio monodimensionale. NB. Ho scritto questa frase prima di vedere il trailer della 3×10: no comment! Interessante l’idea di fare inguaiare ancora di più Layla che, da brava tonna qual è, cade nella rete del viscido serpente a sonagli, il quale, d’altro canto, si è finalmente reso conto che la ragazza vale qualcosa. Non prevedo nulla di buono da questa avventura ma spero che almeno non danneggi la carriera di Layla. Anche se in fondo di Layla nun ce frega una cippa! Tutta la storyline di Will, invece, mi sta facendo capire veramente il significato del verbo «stufarsi» e del legame fra il metodo di cottura e lo scocciarsi. Juliette Barnes gelosa mi ha fatto morire dal ridere (cosa che accade di rado, dato il personaggio, e che comunque mi è sembrata strana) e la conclusione javery
dell’episodio, ancora una volta, mi ha sciolto in brodo di giuggiole. La collaborazione di Avery con Sadie Stone è una grande occasione per il ragazzo e spero gli porti, finalmente, un po’ di successo lavorativo. Finalmente ci siamo liberati di Zoe: bel personaggio, per carità, ma era diventato superfluo ed era giusto che seguisse la sua strada e scegliesse, finalmente, la vita che vuole. Gunnar per l’ennesima volta, si ritrova nei pasticci lavorativamente parlando per questioni legate alla sfera sentimentale ma ho trovato bellissimo (e segno di un inizio di progressione del personaggio) che abbia scelto suo figlio al posto della carriera. Ma d’altronde la sua scelta non fa male a nessuno se consideriamo che Avery ha una possibilità come produttore e che la ritrovata cantante del trio (si chiameranno SAG ora?) deve ancora riprendersi del tutto. E a proposito della ritrovata cantante, che dire: la adoro da sempre, ha un cuore generoso e una voce meravigliosa e lo devo dire, quando Scarlett è arrivata da Gunnar e Avery per annunciare che avrebbe preso il posto di Zoe, ho fatto i salti di gioia. Quei tre sul palco mi hanno entusiasmato da morire e spero che tornino a lavorare insieme presto: come già ravvisato nella premiere, le scene fra quei tre sono stupende!

 

Castle 7×09 – Last Action Hero by Walkerita
Nell’ultimo episodio di Castle andato in onda torniamo in ambito meta-televisivo, per la terza volta a dir la verità, dopo i due episodi con storyline simile rispettivamente della terza e della sesta stagione. E mentre nelle occasioni precedenti abbiamo avuto modo di notare l’animo nerd di Kate Beckett e il fanboy che vive in Kevin Ryan, adesso è il turno di Castle, il cui spirito da movie addicted si era già manifestato in passato ma forse mai come questa volta ha fatto scintille, riconfermandosi genuinamente irresistibile. La vittima in questione è uno dei tanti idoli di Castle, un attore più o meno conosciuto nell’ambito dei film d’azione degli anni ’80, prodotti ben lontani dalle luci accecanti di Hollywood ma che certamente avevano colpito i più appassionati amanti del genere. Di fronte alla scomparsa del suo beniamino, Castle non si ritira su un monte solitario per meditare e dare libero sfogo al suo dolore come avrei fatto io, ma come al solito utilizza tutte le sue conoscenze sull’argomento per sguinzagliare le sue teorie, sognando uno scenario in cui il passato da agente segreto della vittima fosse tornato per chiudere vecchi conti. La fase della depressione sopraggiunge in seguito quando scopre quella verità che annienterebbe chiunque: il suo idolo non era il Presidente del Mondo che aveva immaginato ma soltanto un buon attore e un uomo alla fine sfortunato. A risollevargli il morale ci pensano però i vecchi colleghi della vittima ancora inseriti in quelli che Beckett definisce film di serie B ma che per Castle rappresentano un sogno che diventa realtà. La parte preoccupante è che di fronte a questi attori Castle dimentica il suo animo fanboy, mostrando invece un lato di sé molto più pericoloso, quello da fangirl, mentre Kate è una moglie perfetta nel non ostacolare mai il suo onnipresente ma esilarante infantilismo. In una finzione che sfocia nella realtà con tutti i suoi stereotipi e i suoi costumi, Castle si unisce al cast dei suoi film d’azione preferiti per indagare a modo proprio sulla morte della vittima. E mentre i cattivi si riconfermano tali anche nella realtà e i buoni cercano di diventare eroi anche fuori dal set, è sempre nell’ambito della vita privata che ricadono il movente e il colpevole dell’omicidio di un uomo che fino in fondo aveva cercato soltanto di fare la cosa giusta. Divertenti in modo naturale e spontaneo sono i momenti di estremo fangirling di Castle e i tentativi imbarazzanti di Ryan di creare frasi ad effetto come quelle dei film. Mi ha emozionato invece il focus sull’appartamento di Beckett e su quanto importante fosse stato quel posto per lei (concetto meravigliosamente espresso da Lanie, sempre più presente nella vita di Kate, Alleluia) in quanto simbolo della sua indipendenza, della sua rinascita ma soprattutto della fine di un capitolo della sua vita che l’aveva sempre condizionata e che adesso può finalmente riporre in un cassetto per andare avanti al fianco della sua nuova famiglia. E chiunque entrerà in quell’appartamento, saprà sempre che KB ha vissuto lì, con il ricordo del suo passato e le speranze per il futuro.

 

Sons of Anarchy 7×12 – Red Rose by Francesca_Giorgino
Siamo già a un passo dal gran finale, e per salutare i fan Sutter ha deciso di regalarci una puntata che in realtà è un mini-film della durata di ben 80 minuti. Come ci si può preparare psicologicamente a una cosa del genere? Ma soprattutto, come posso esaurire tutto ciò che c’è da dire in 20 righe? Una fine (forse) inevitabile, la morte non di uno ma bensì di tre personaggi principali e lo spettro di un’altra morte nell’episodio finale, quasi annunciata ma allo stesso tempo incredibile da immaginare. La prima morte in ordine temporale, quella di Juice, diciamo che non è stata esattamente un colpo di scena, era abbastanza chiaro che sarebbe successo sin dall’inizio della stagione. C’è da dire che se n’è andato da gran signore, c’era bisogno di liberarsi dal peso delle menzogne di Gemma perché tornasse quello di prima? Non mi ha stupito il fatto che abbia cercato lui stesso la morte per mano di Tully: Juice desidera morire dall’omicidio di quella ragazza nella sesta stagione, non è mai stato capace di convivere col senso di colpa. Senza contare che la vita in prigione non è stata particolarmente clemente con lui. La morte di Unser, ecco una cosa che non mi sarei aspettata. Insomma, è un malato terminale di cancro da sette stagioni ma alla fine ha seppellito quasi tutti, ero sicura che il vecchio Wayne ce l’avrebbe fatta anche stavolta. Mi ha stupito la freddezza con cui Jax ha fatto fuori una persona che in fondo l’ha visto crescere, un brav’uomo, anche se disposto a qualunque cosa pur di salvare Gemma persino dopo aver saputo quello che ha fatto. Un’altra delle vittime della signora Teller, insomma. La terza morte, quella di Gemma, è qualcosa che da una parte mi aspettavo e dall’altra non avrei mai pensato accadesse. Gemma non è scappata per salvarsi, è scappata per dare un ultimo saluto al padre malato. Mi ha stupito da parte di un personaggio che ha sempre lottato, mentito e ucciso per sopravvivere, accettare l’idea di morire senza nemmeno tentare di far cambiare idea a Jax. Sarà perché sapeva di meritarlo? La scena tra madre e figlio è stata surreale e inquietante ma recitata splendidamente, Jax che si siede di fianco a lei guardando vecchie foto e certificati di nascita, parlando di cose irrilevanti, con Unser morto ai suoi piedi. La scena più attesa e ovviamente perfetta, apparentemente un quadretto familiare normale, mentre tutte le bugie, le cose non dette e la morte imminente di Gemma aleggiano nell’aria creando una tensione e un disagio che i due attori hanno saputo rendere splendidamente. C’è qualcosa che mi fa credere che la morte dell’episodio finale sarà proprio quella di Jax, e non è solo per il patto segreto in cui sembra accettarla lui stesso, ma perchè sa bene che non potrebbe mai convivere con il peso dell’omicidio di sua madre, che da questo punto in poi non potrà più risalire, che facendo questo ha dato ragione a Gemma quando dice “E’ ciò che siamo, tesoro”, ed ecco spiegato perché ha affidato i figli a Nero. Jax sa già che morirà, e forse, come sua madre, pensa di meritarlo.

 

Stalker 1×10 – The Cry For Help by Lestblue
Dopo aver lasciato completamente in stand by e fine a se stessa la trama orizzontale che coinvolgeva Jack, si è deciso di approfondire il passato oscuro di Beth e l’ossessione che il suo stalker le riserva.
Devo dire che la parte procedurale dello show mi stanno piacendo molto, è appassionante, imprevedibile e ben costruita, però sto odiando con tutto me stesso questo tentativo di inserire ad ogni costo una storyline più profonda senza riuscire in alcun modo a dare il giusto spessore alla vicenda.
Non per rimarcare sempre lo stesso tallone d’Achille, ma vi rendete conto anche voi che l’ultimatum di Jack, la sua ossessione per la moglie, la presenza del figlio e via dicendo sono passati completamente in cavalleria?! E se non riusciamo a portare avanti una storia di base, che senso ha inserirne proprio ora una seconda?! Vabbè, spero che almeno a questa riescano a dare la giusta rilevanza e spessore che merita. Interessante se non altro è vedere Beth in difficoltà, lei sempre così stoica e rigida che però a fine episodio crolla e chiede aiuto, speriamo solo se ne ricordino la prossima settimana!
Per quanto riguarda il caso di Cori visto in questo decimo episodio, non ho nulla da dire di negativo, l’intrigo e il susseguirsi di eventi, indagini e scoperte è stato veramente ben strutturato. La parte procedurale continua a funzionare benissimo quindi, please, concentratevi su questa!!

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