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Rubriche & Esclusive The Tomorrow People

Farewell to… The Tomorrow People

Carissimi! Siamo in attesa dei ritorni di metà stagione (almeno io sono in attesa di quasi tutti quelli delle mie serie!) e quale metodo migliore per spezzare la noia se non ripercorrere il cammino di una delle serie che (personalmente) la scorsa stagione ho seguito con un discreto interesse ma che, ahimè!, è stata cancellata alla fine della sua prima serie?!? Chi lo sa, magari vi viene voglia di guardarla… sforzo minimo, sono solo 22 episodi!Di cosa sto parlando? Di The Tomorrow People (TTP)!

Devo dire che le serie dal risvolto un po’ fantascientifico mi hanno sempre affascinata insomma, chi non vorrebbe avere dei super-poteri? Qua poi si parla di un’evoluzione genetica che ha portato alla nascita di una nuova specie umana grazie a mutazioni che hanno generato poteri e incapacità di uccidere: cioè da biotecnologa non potevo non dargli una possibilità! Quando si parla di DNA io sento il richiamo! La doppia elica è il mio Patronus da quando al liceo mi innamorai della biologia molecolare!
Su, guardatela… non è meravigliosa?!?

Ok, la smetto di fare quella strana e torno a TTP che è ciò di cui dobbiamo parlare oggi!
Ebbene, il primo motivo per cui ho deciso di seguire la serie è stato, appunto, il suo background fantascientifico anche se, nella serie, i riferimenti alla ricerca genetica o alla biologia molecolare sono veramente ridotti ai minimi termini e, in una singola puntata, fanno vedere come si arrivi in poche ore a scoprire il significato delle mutazioni dei Tomorrow People (roba che oggigiorno sono serviti decenni per decifrare il genoma umano… mi sembra molto equo il rapporto temporale).

Il secondo motivo per cui ho iniziato la serie sono stati due dei suoi produttori esecutivi:
1. Greg Berlanti (ha davvero bisogno di parole lui?!?): personalmente l’ho conosciuto, e amato, come produttore e sceneggiatore di Dawson Creek nel lontano 1998 e ne ho seguito i prodotti televisivi da Everwood fino ad arrivare a Arrow. Ma Berlanti è anche stato il regista di alcuni film molto carini tra cui in particolare “Life as we know it”;
2. La mia Pleccona adorata, ovvero, Julie Plec: con i suoi prodotti The Vampire Diaries e The Originals mi ha portata a far parte dell’Olimpo degli Addicted, io adoro queste due serie TV!

Il terzo e ultimo motivo per cui mi sono detta “ma si dai, vediamo un po’ com’è” è stato quel bel figliolo di Luke Mitchell come coprotagonista della serie. (Ok lo so un pò banale però insomma, anche l’occhio vuole la sua parte!)

Ovviamente, diciamocelo subito, la serie non aveva né abbastanza sostanza né abbastanza innovazione da richiamare a sé un numero sufficiente alto di telespettatori, per questo è stata cancellata prima di una seconda serie. E allora direte voi, perché mai è una serie da ricordare o a cui dare una possibilità?

Vediamolo insieme.

Ci sono questi ragazzi, questi Tomorrow People che sono l’alba di un nuovo uomo, hanno dei poteri che consentono loro di viaggiare mediante teletrasporto, possono spostare gli oggetti con la telecinesi e leggere nella mente (le 3 T, telecinesi, teletrasporto e telepatia) e non possono uccidere (come se la natura avesse messo un blocco alla loro invincibilità o come se, ironia della sorte, la natura abbia portato alla selezione di una forma evoluta incapace della più grande pecca dell’uomo moderno, la violenza o meglio, l’atto finale della violenza, la morte per mano di un proprio simile). Sono ragazzi in fuga da una società che, anche se non ne conosce l’esistenza, ha in sé un ente privato (l’Ultra) che ne vuole scoprire tutti i segreti per poterli utilizzare a proprio pannaggio, o almeno è così che sembra all’inizio perché poi la trama si fa più complessa.
Già da qui la trama mi sembra interessante, attira la mia attenzione perchè insomma, vedere la telecinesi come un passo evolutivo non è del tutto irrealistico (da qui a centinaia o forse migliaia di anni, chi lo sa). Mi piace l’idea di una selezione Darwiniana che genera una razza che, con l’andare del tempo, meglio si adatta alle esigenze del mondo contemporaneo. Ci potrebbe stare.

La serie ruota attorno alle vicende di Stephen, un ragazzo che scopre di avere questi poteri speciali, di non essere solo e si ritrova ad essere il capo virtuale dei Tomorrow People perché fu suo padre a dare inizio (per così dire) all’aggregazione di queste persone. Stephen fa amicizia con i leader dei TP, John e Cara, e loro lo aiutano a compiere la sua missione: trovare suo padre, scomparso anni prima e dato per morto, e portare i Tomorrow People in un posto sicuro (vabbeh, in questo fallisce miseramente ma solo perchè non c’è nessun posto più sicuro di casa e casa e dove si ha il cuore, ovvero il luogo dove hanno vissuto finora).

La storia si dipana con il giusto ritmo, ogni puntata ha il giusto mix di trama verticale ed orizzontale, così che piano piano si riescono a mettere insieme i pezzi fino a ricostruire il quadro completo. Ogni episodio segue il piano evolutivo di un personaggio specifico così che, abbiamo conosciuto la storia di Cara, la storia di Stephen e via discorrendo, e io, personalmente, adoro questo stile narrativo perché ti permette (se fatto nel giusto modo) di farti entrare sotto pelle i vari personaggi, persino quelli più stronzi. Certo, The Tomorrow People non lo fa nel modo migliore di sempre ma nemmeno nel peggiore e, per esempio, il personaggio di John è sviluppato molto bene sia nei suoi risvolti caratteriali che emozionali.

Come da un classico plecchiano fin da subito ci mostrano un bel (ma anche no grazie) triangolo d’amore tra Stephen/Cara/John: lo so che questo potrebbe essere tutto tranne che un punto a favore della serie ma ehi! Non lo direste mai, è un triangolo che presto si rompe perché gli eventi portano Cara ad avvicinarsi a Stephen e John a legare con la migliore amica di Stephen, Astrid. Devo dire che mai scelta fu più azzeccata.

La fredda (terribilmente antipatica, cosa vi devo dire, Marina La Rosa del GF1 era meno gatta morta di lei) Cara trova il suo contraltare in quel bamboccione di Stephen: lui non è il massimo di espressività (e no, non sto parlando del suo personaggio) ed è fondamentalmente la versione maschile di Cara, certo magari un po’ meno egoista e prima donna di lei. Ma insieme gli si può anche dare un futuro, in fondo chi si somiglia si piglia.

Ma è il rapporto Jastrid ad avermi catturata maggiormente: quasi per sbaglio questi due personaggi si trovano costretti ad interagire, forse all’inizio nemmeno si piacciono troppo. Eppure… eppure qualcosa scatta perché si scoprono vicini, in qualche modo affini.

Non uguali, ma complementari: si aiutano a vicenda, si capiscono, sono in sintonia. Sono dolci, sensibili, emozionali, e devo dire che sono proprio bellini da vedere perché infondono tenerezza e sembrano fatti proprio l’uno per l’altra.

Un altro personaggio che ho imparato ad amare è stato lo stronzo zio di Stephen-capo dell’Ultra finchè non è stato silurato Jedekiah perchè all’inizio ce lo mostrano come il cattivo di turno, invidioso dei poteri del fratello (padre di Stephen) e senza cuore ma poi ci fanno capire che effettivamente un cuore ce l’ha e lo sa anche usare ma… solo per ciò che interessa a lui e quindi ecco che, caso vuole, sia ancora lo stronzo di sempre! Bella mossa. Però gli ho augurato le peggio cose tante volte quante quelle in cui mi ha fatto quasi pena poveraccio e quindi non potevo non adorarlo. Sarà che ogni volta che vedo quest’attore mi brillano gli occhi (non ha mai avuto chissà che ruolo ricorrente o principale, almeno nelle serie o nei film che ho visto io con lui, eppure mi è rimasto dentro! Jacob in Lost fra tutti!).

Fortunatamente per tutti la serie si conclude con un finale che chiude il cerchio sulla prima stagione ma che, saggiamente, lascia anche un buon margine per una ripresa (nell’anno del mai temo) futura. Tra l’altro non è neanche male come finale perché in fondo è stato anche abbastanza poco scontato, peccato non sapere cosa succederà dopo (non ve la spoilero troppo si sa mai che vi venga voglia di iniziarla!).
Ebbene, tutto sommato questa serie non mi è dispiaciuta e con la sua trama scorrevole e poco impegnativa mi ha accompagnata durante la scorsa stagione, mi ha fatta emozionare con la storia di John e Astrid e mi ha fatto venire voglia di prendere quasi sempre a calci Stephen o Cara… ma anche queste sono pur sempre emozioni.

Quindi cosa dire, questa è una serie leggera che consiglio perché alla fine è autoconclusiva, non parla dei massimi sistemi e alla fine intrattiene anche con un minimo di brio. Ma poi sapete cosa? Alla fine vale la pena vederla anche solo per il buon vecchio Luke!

A noi però tocca di salutarla for good… bye bye The Tomorrow People!

kisses!

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2 comments

Gioia 14 Gennaio 2015 at 20:16

Io mi sono troppo arrabbiata per questa serie…mi piaceva troppo…volevo di più…e mi hanno tagliato la serie prima di darmi più soddisfazioni sugli Jastrid! Luke Mitchell…che dire di lui…io spero che come gli altri abbia la possibilità di recitare in una nuova serie…perché oltre che bello é anche bravissimo! #THETOMORROWPEOPLEROCKS

Reply
gnappies_mari 14 Gennaio 2015 at 23:00

E c’hai ragione gioia!! Mi sembra di aver letto da qualche parte che Luke era stato preso per un’altra serie ma ovviamente nn ricordo quale

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