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Elite Netflix Recensioni

Elite – Quando “La Casa di Carta” incontra “Gossip Girl”

Scuole private, alta società, giovani ricchi e viziati, un gruppo di outsider catapultato in questo mondo patinato e un mistero da risolvere – questi gli elementi principali del pilot di Elite” la nuova serie Netflix tutta made in Spagna.

Con queste premesse non è difficile capire a cosa si sia ispirato: “Gossip Girl”, “The O.C.”, “Riverdale”, “Cruel Intention”… tutti evidenti richiami ai teen drama cult degli ultimi anni, in un mix ben riuscito che invoglia senza dubbio a vedere gli episodi successivi.

Anche lo stile con cui ci viene presentato questo primo episodio riprende uno dei grandi classici del piccolo schermo, che abbiamo visto ad esempio in “Big Little Lies”: c’è un omicidio, di cui si conoscerà la vittima solo a fine puntata, e la narrazione viene gestita in flashback, mostrando scene dal presente (frammenti dall’interrogatorio della polizia) che interrompono la storia principale fino al momento in cui presumibilmente le due linee temporali torneranno a sovrapporsi, dandoci un quadro completo della situazione e portandoci alla risoluzione del mistero. Una struttura collaudata che, anche in questo caso, promette molto bene.

L’ambiente è quello dell’alta società spagnola e, come al solito, dietro al luccichio e al profumo dei soldi si nascondono segreti scomodi e verità che è meglio tenere ben nascoste dentro le mura di casa. Come per il ragazzo solitario di “Gossip Girl”, ci è concesso di spiare attraverso il buco della serratura di questo mondo patinato con gli occhi di tre outsider – Samuel, Nadia e Christian (Miguel Herran, aka Rio de “La Casa di Carta”) – ammessi in una prestigiosa scuola privata dopo che il loro istituto è crollato, come mezzo per l’impresa costruttrice di ripulirsi la coscienza e mettere a tacere gli animi. Inutile dire che l’integrazione per loro non sarà facile, ma già dal pilot si sono instaurate delle dinamiche interessanti che fanno ben sperare in un intrigo crescente.

L’aspetto che sicuramente ha attirato di più la mia attenzione è proprio questo scavare nel marcio, il gettare del fango (o meglio, del sangue) sulle perle e gli abiti firmati; la possibilità di esporre un mondo finto, fatto di corruzione, e al tempo stesso di vedere degli “innocenti” trascinati in questi perversi giochi di potere.

Elite” non è certo la novità assoluta, ma non ne ha nemmeno la pretesa (come già detto, i suoi riferimenti sono chiari ed espliciti); è intrattenimento e, come tale, si lascia piacevolmente guardare. Se un pilot ti lascia con la curiosità di vedere come proseguirà la storia, per me è automaticamente promosso; bisognerà poi capire se la storia sarà all’altezza delle aspettative appena sollevate, ma di quello ne riparleremo quando avrò finito di vedere la prima stagione.

Se oggi non sapete che fare, il mio consiglio è di fiondarsi su Netflix ed iniziare “Elite”!

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