Dynasty 1×05 – Per fortuna c’è Anders

Iniziamo la recensione con la notizia che yay! Dynasty ha ottenuto una stagione completa, nonostante gli ascolti non proprio brillantissimi. Ma tant’è, a caval donato non si guarda in bocca. Teniamoci strette le 22 puntate.

Prima di entrare nel clou degli accadimenti odierni, vorrei fare una premessa: sono (mediamente) fan del trash, lo trovo rilassante ed è uno dei miei guilty pleasure. Il problema che mi trovo ad affrontare ed era l’ultima cosa che mi sarei mai aspettata, è che non giudico Dynasty abbastanza trash, nonostante un pilot scoppiettante. O meglio, nessun dubbio che le trashate ci siano, ma io sono stata allevata a pane e Gossip Girl e certi intrighi, strategie, colpi di scena, doppio-terzo-multigiochismi (is that even a word?) a Dynasty se li sognano! Dov’è il sangue?! Io rivoglio le perfidie di Blair e trame tanto convolute che mi dovevo segnare chi aveva tradito chi e come stavamo ad alleanze di volta in volta. Naturalmente il tutto era condito da occasionali momenti di avvicinamento, affetto, ravvedimento, buoni sentimenti, che rendevano i cattivi un po’ più umani e l’empatia volava altissima, ma, insomma, qui a me mancano i cattivi come si deve, perché non appena qualcuno osa qualcosa di azzardato, arriva subito lo spiegone “Eh, l’infanzia difficile, il peso delle aspettative, nessuno mi vuole bene, ma no certo io te ne vorrò, perdoniamoci tutti”. Che sono cose piacevolissime. A tratti. E se ben bilanciate.

Detto questo, la quinta puntata comincia a muoversi nella direzione giusta, se pur ancora un po’ tiepida, sul versante intrighi, perché ci sono dei bei twist imprevedibili (o no, dipende dal grado di aspettativa). Abbiamo inoltre una riflessione sulla solidarietà femminile che è sempre importante e… chi è questo nuovo ex di Steven pagato da Blake perché se ne andasse e ora tornato in gloria?! Voglio saperne di più!

Andiamo per punti:

– Fallon non dà il meglio di sé nelle attuali circostanze, se la guardiamo da un punto di vista morale (anche no, è Dynasty). Non tanto nel minacciare velatamente l’editrice della rivista, che era già stata manipolata con successo da Cristal, quanto nello prendere a muri in faccia il povero Jeff Colby che, invece è sempre dalla sua parte, e che sembra avere bisogno di qualcuno che gli dica: “Teso’, meriti di meglio”. Inoltre, il suo discorsetto su “Non mi è stato regalato niente, ho colto le opportunità, non si è trattato di colpi di fortuna” è francamente un po’ da rivedere. Tuo padre non ti avrà passato il testimone, ancora, ma, via, le persone che si fanno da sé hanno un altro background. Michael è invece il suo opposto sulla bilancia dell’integrità, almeno in questa occasione, quando si rifiuta di farsi impietosire (quasi quasi avrei ceduto io stessa su “Diremo a tutti che se il mio boyfriend”. Ma non l’incorruttibile Michael). Ora voi direte, volevi una cattiva e ce l’hai. Io adoro Fallon. Amo il suo essere cinica e spesso involontariamente comica, ma la trovo ancora poco volitiva. Doveva andarsene di casa a testa alta e comprarsi un albergo, piuttosto, non cercare accoglienza da Michael! Insomma, cattiva sì, ma ancora un po’ vulnerabile e acerba. Quasi una cattiva non ancora consapevole delle sue potenzialità, perché spesso non si rende conto di agire (malamente), non è qualcosa di orchestrato. Si vede anche da come si fa scoprire subito per aver mandato in rete il video di Cristal. Devi stare più attenta, Fallon! Sei la nostra speranza.

   

– Cristal mi è piaciuta fin dalla scena iniziale in cui si prova centoventi abiti con colonna sonora anni ’80. Nonostante la sua reputazione sia ai minimi storici, affronta tutto a testa alta (come le viene gentilmente fatto notare) e sa gestire con eleganza e un mantello bianco le avversità, cercando di farsi rispettare in un mondo che crede che abbia fatto carriera solo perché ha sposato il capo. Io non so giudicare ancora benissimo le sue doti imprenditoriali, perché al momento l’abbiamo vista 1. svenire nel comunicato stampa in cui annunciava la morte di Matthew e 2. non rilasciare dichiarazioni dopo lo scandalo che la riguardava. Non ho quindi idea se sia un genio delle pubbliche relazioni. Sì, certo, è riuscita a farsi (quasi) mettere sulla copertina delle migliori donne d’affari, sapendo che tanto per lei non era aria, e quindi mal comune mezzo gaudio, ma il tentativo è naufragato in fretta. Ha dimostrato un bel fegato, però, nel farsi raccontare a viso aperto che cosa la gente pensasse di lei (non era difficile arrivarci, Cristal), rimettere al suo posto la serpe che voleva il suo incarico e promuovere chi non aveva avuto paura di dirle le cose in faccia. E, soprattutto, far sentire suo marito molto piccolo perché, Blake, diciamo le cose come stanno, hai dato subito corda all’altra, non facciamo finta di no con la storia strappalacrime che non sei tu, sono io, non mi sono mai sentito all’altezza, mio papà, le marmotte, eccetera. Enorme NO per te come marito.

– Comincio a puntare su Steven insieme a qualsiasi altro (l’ex va benissimo), perché onestamente Sammy Jo inizia a infastidirmi. Decidiamoci: devo metterlo tra i bravi, tra i cattivi, o tra gli inutili petulanti? Che cosa ci sta a fare in quella casa, se ormai ha una vita propria e nessuno quasi si ricorda di averlo intorno? Quale sarebbe il suo scopo? Guardare Alladin nella sala film? (Per quanto, non è un’occupazione da disdegnare). Me-ra-vi-glio-sa però la scena con un Anders grandissimo che lo manipola abilmente (io ci sarei cascata senza problemi) per indurlo a fare quello di cui Casa Carrington aveva bisogno per prendere due piccioni con una fava, ovvero cacciare i due che stanno intorno a Steven e vorrebbero rimanere/rientrare nella sua vita. Anders è il Vero Cattivo di spessore. È capace di grandi intrighi, ma ha il pregio della fedeltà e lealtà nei confronti di Blake. È questo che intendo quando dico che non ci sono personaggi abbastanza coraggiosi: nel timore di non farceli piacere abbastanza, sembra quasi che gli autori diminuiscano in fretta il loro grado di perfidia, per renderceli più umani. Lo si può fare senza togliere loro vitalità e personalità. Anders ne è una prova.

“From Joseph to Joseph”.

– Onestamente non sopporto più moltissimo la storyline di Claudia e marito morto, se non si dà in fretta una mossa (può tornare in vita, per favore? Possiamo farlo resuscitare perché non morto, ma nascosto dalla CIA da qualche parte nel mondo?). È molto bello che Cristal si renda conto di aver ferito Claudia, ma era proprio così necessario andare di persona a parlarle, di sera, sapendo che è una persona instabile? Che cosa volevi che ti dicesse? “Io ti perdono”? (No, quello lo fa Steven). E come ti sbagli, arriva Blake a tirarla sotto (avevo puntato in realtà più su lui che investe sua moglie, o che finisce in coma lui stesso, perché investire Claudia mi pare sparare sulla Croce Rossa. Ma ho visto il promo e potrebbe essere più interessante del previsto).

Momento Mai Più Senza della settimana, Cristal che abbatte Fallon a colpi di champagne, quando la classe non è acqua, soprattutto perché l’acqua non macchia.

Vi lascio con il promo della prossima puntata, a presto!

– Syl

 




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Syl
Da piccola il suo desiderio era quello di guardare più serie televisive possibili e da grande il suo sogno si è realizzato al punto che per tenere il conto di tutte quelle che guarda, ha bisogno di una app sul telefono (e assolutamente solo in lingua originale). Devota alla lingua inglese, come se non esistesse altro al mondo. Divoratrice di libri da sempre, meglio se inglesi o americani. Vive gli hiatus come una catastrofe. Soffre di Obsessive Castle Disorder e non intende curarsi.

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