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Downton Abbey Recensioni

Downton Abbey | Recensione Christmas Special – Christmas Day

Ci siamo. E’ arrivato il momento di fronteggiare il peggior incubo dei telefilm addicted. Peggiore dei mid season finale, dei season finale, dei cliffhanger, dei colpi di scena di Moffat e della Rhimes: i series finale.
Il momento in cui schiacci il bottone “Play” per guardare l’ultimo episodio di una serie è uno dei più sofferti delle nostre vite di addicted, ed è arrivato il momento di farlo per Downton Abbey. Vorrei essere quanto più obiettiva possibile, vorrei riuscire a stilare una lista dei pro e dei contro di questo finale, ma è tutto oscurato dalla nostalgia tremenda che ho provato per tutto l’episodio all’idea di dover salutare Downton, i Crawley, la servitù, Tom, Lady Violet… Ad ogni scena, specialmente verso la fine, mi ripetevo: “Ti prego, ancora un’altra, non voglio che finisca”.
Ma devo scrivere una recensione, perciò cercherò di ricompormi: com’è finito, Downton Abbey? Un po’ come speravamo: con un lieto fine per tutti; ma, per alcuni, solo accennato.
E’ il tronfio dell’amore; per la famiglia, per il proprio lavoro, per il proprio compagno; è la vittoria dell’amore su tutti gli ostacoli e le preoccupazioni: Anna e Bates, dopo tanti anni di sofferenza, stringono tra le braccia il loro figlio, finalmente liberi dal loro fardello; Mary e Talbot navigano in acque tranquille, hanno un figlio in arrivo e lui decide di abbandonare le corse, eliminando quindi il terrore di Mary; Edith finalmente trova la felicità, e neanche lo spettro della vera identità di Marigold la assilla.
Edith è proprio quella che ci guadagna di più, in questa finale: era l’unica ad essere stata, per l’ennesima volta, tumblr_nzxvukhYAT1sim685o1_1280beffata dalla fortuna, costretta a perdere tutto quando era a un passo dall’avere qualunque cosa desiderasse dalla vita, e adesso, come dice anche lei, finalmente si sente completamente felice. E non solo perché si sposa, ma perché ha la stima di suo padre e l’appoggio di sua sorella, ha trovato il suo posto nel mondo, sa di valere e sa di riuscire a eccellere anche al di fuori di Downton, e non deve temere niente per il futuro perché non dovrà affrontare le difficoltà da sola. E’ il miglior lieto fine che si potesse sperare, per lei, e confesso che mi sono emozionata di più nel dialogo con suo padre, prima di andare in chiesa, che al matrimonio vero e proprio. Bertie è un brav’uomo, e ha saputo comportarsi da gentiluomo, ma vedere Edith illuminarsi di fronte all’orgoglio di suo padre è la vera vittoria, la vera prova che Edith è lontana anni luce dalla ragazza meschina e insicura, all’ombra di Mary, che era nella prima stagione, e merita il miglior futuro di questo mondo per essere riuscita a evolversi così tanto.
Anche il lieto fine pensato per Thomas è d’effetto: come Edith, anche lui ha vissuto una vera e propria rivoluzione interiore, nel corso degli anni, e dopo aver cambiato se stesso e il modo in cui si rapporta con gli altri, è emozionante vederlo tornare a Downton come maggiordomo. Nella prima stagione, nessuno aveva fiducia in lui e sembrava impossibile che i suoi colleghi, meno che mai Carson, potessero affidargli la gestione della casa, ma adesso sembra la cosa più giusta e lui è di sicuro la persona più indicata per il ruolo. Lo immagino, in futuro, a gestire la tenuta, con un debole, ricambiato, per il piccolo George, così come Carson e Mary lo avevano l’uno per l’altra. Thomas, così come Carson, ama quella casa, è cresciuto tra quelle mure ed è affezionato a George e alla famiglia Crawley, ed è il degno erede del maggiordomo. Il suo è stato un percorso pieno di ombre, ed è riuscito solo di recente a liberarsene e a mostrare di essere molto più dell’infido cameriere del 1912, al punto da commuoversi quand’è il momento di andarsene e sentirsi onorato e felice quando gli viene chiesto di tornare. La maschera di uomo gelido e doppiogiochista è stata infranta ormai da tempo, e l’uomo che è adesso è molto migliore

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E Carson, l’inossidabile maggiordomo, l’inguaribile gentiluomo, infine deve ritirarsi e lasciare il suo amato posto a un altro. Bella la scena tra lui e Robert, in cui il conte gli esprime la sua gratitudine: niente può essere più consolatorio e emozionante, per Carson, che sentirsi dire dalla famiglia che ha stimato e servito per tanti anni che i suoi sforzi sono stati apprezzati. Gli occhi lucidi di Carson e la sua profonda commozione sono di un’umanità sconcertante, come tenerissima è anche la reazione di Mary, che non vuole proprio vederlo andare via e tenta di mediare il suo abbandono perché, chiaramente, non riesce a immaginare la casa senza di lui. Sempre meravigliosi lui e Mrs Hughes.
Un po’ forzato il lieto fine di Isobel, che, in squadra con Lady Violet, potrebbe rivoltare l’intero universo, e l’intera storia del figlio e della nuora incattivisce i due un po’ troppo, ma sentire Lord Merton prendere posizione con tanta fermezza per stare con Isobel è una soddisfazione, e lei merita di avere vicino un degno compagno.
Lady Violet rimane la stessa: geniale, piena di risorse, scaltra e poco propensa a fare quello che ti aspetti da lei: mi mancherà terribilmente, e resterà il mio idolo per sempre. Lei e Isobel sono la coppia d’oro del telefilm: chi poteva immaginare, nella prima stagione, che due donne che si era scontrate in modo così accanito sin dall’inizio sarebbe diventate grandi amiche, al punto da rappresentare l’una la consolazione e il sostegno dell’altra nella vecchiaia, dopo aver subito tanti lutti e aver visto il mondo attorno a loro cambiare, per costringerle a fare un passo indietro? Si sono trovate e, pian piano, senza neanche accorgersene, nonostante i litigi e le vedute diverse, hanno imparato a volersi bene e a stimarsi così come sono, e, addirittura, a confidarsi e a difendersi nel momento del bisogno. Lady Violet non ha potuto passare il resto della sua vita con Kuragin, ma ha ottenuto una grande amica.
Qualche lieto fine è lasciato, in parte, all’intuizione: Molesley si dedica definitivamente all’insegnamento, il suo sogno, e Baxter si libera dei fantasmi del suo passato, ma i due non finiscono insieme; non ancora, almeno. Ma è nell’aria, e io spero che finiscano con lo sposarsi e farsi felici a vicenda, perché sono stati dolcissimi sin dalle loro prime scene insieme e si renderebbero la vita migliore a vicenda.
Tom riesce, finalmente, a trovare la sua occupazione al di fuori della tenuta, e l’idea di vendere auto non è affatto malvagia; anzi, è un richiamo alle sue origini, ma indica anche che è arrivato a un livello superiore. Anche nel suo caso, s’intuisce un possibile interesse amoroso verso l’editrice di Edith, e l’eventualità di loro due mi piace molto. La ragazza è intelligente, sveglia, e pronta a combattere per la propria posizione in un mondo prevalentemente maschile. Ha tutte le qualità per essere un’ottima compagna per Tom. Una parte di me non è completamente soddisfatta, e mi rendo conto che una conclusione diversa sarebbe stata, forse, troppo affrettata, ma resta comunque l’insoddisfazione generale per un personaggio che è stato lasciato in un limbo troppo a lungo, e che ha del potenziale non sfruttato a pieno per troppi episodi.

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Buono anche il ritorno di Rose, che aiuta Robert ad accettare gli impegni di Cora all’ospedale.  Il suo ritorno così una uno scopo, contribuisce a risolvere le faccende in sospeso e mostra quanto Rose sia maturata dalla sua apparizione nella serie, e quanto abbia saputo imparare dagli errori dei suoi genitori.
Tirata fuori dal nulla la storia d’amore tra Daisy e Andy, ma uno spiraglio tra Mrs Patmore e Mason è molto ben accetto.
C’è aria di rinnovamento, a Downton: ormai, è finita definitivamente l’era della grandi magioni, dove la servitù viveva insieme alla famiglia che serviva. Esistono nuove usanze, è una nuova epoca e le convenzioni sociali sono cambiate.
E’ un finale che cerca di dare un finale positivo a tutti, e, quando non ci riesce, cerca di farlo intuire per il futuro. Tutte le difficoltà (la madre di Bertie e il suo essere così rigida, il segreto di Marigold, l’anemia perniciosa di Merton, la paura di Mary per il lavoro di Talbot), vengono risolte, per lasciare tutti soddisfatti e felici. E’ volutamente pensato che lasciare i fan col sorriso, senza amarezze e delusioni, ed è forzato in alcune decisioni, ma sa anche trarre delle conclusioni in linea con quanto già mostrato nelle stagioni precedenti: il cambiamento della società avvenuto dopo la guerra, iniziato con la maggiore indipendenza di Edith e Mary e le svolte nel downstairs, si conclude con un cambio di testimone definitivo: Carson e Lady Violet, emblemi del vecchio mondo, lasciano il posto a Cora e Thomas. L’era d’oro della nobiltà inglese è finita, e quello che vediamo in questo speciale è un nuovo mondo. Dopo aver tanto sofferto, possiamo tirare un sospiro di sollievo, perché i personaggi che amiamo stanno tutti bene, e questo è molto, per un telefilm addicted abituato ai finali strazianti.

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Non so come terminare questo recensione, perché, nel momento in cui scriverò l’ultima parola, allora Downton Abbey sarà veramente finito, e dovrò dirgli addio una seconda volta, e non ce la faccio ancora. Potrei scrivere all’infinito, ma vi annoiereste, e allora voglio ricordare perché ho seguito questa serie fino all’ultimo, perché, anni fa, quando l’ho scoperta, caricavo un episodio appena finivo quello precedente: per Tom e Sybil, per Matthew, per Lady Violet, il mio idolo personale, e le sue perle di saggezza e i battibecchi con Isobel, per l’evoluzione di Tom e Edith, perché le donne di questa serie sono una forza della natura e sono state capaci di sopravvivere alla guerra, allo stravolgimento del loro mondo, alla perdita di mariti e figli, e ne sono uscite sempre vittoriose, migliori, più forti e più tenaci, perché mi ha fatto piangere (non ti perdonerò mai per Sybil, Fellowes), mi ha fatta emozionare e mi ha fatto sperare che tutti i miei amati personaggi fossero sereni, perché, ormai, volevo bene a tutti loro.
E mi viene da dire solo questo: grazie per i bei momenti, Downton Abbey, è stato bello seguirti.

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4 comments

Al
Al 30 Dicembre 2015 at 21:32

Forse oggettivamente delle critiche si potrebbero fare, ma poi mi dico “dove vuoi andare te che alla sigla stavi già piangendo?”
Il lieto fine per tutti ci stava, era quello che tutti si aspettavano ed è stato secondo me la giusta chiusura di un percorso complesso e articolato durato sei stagioni e un degno modo di ringraziare i fan. Thomas mi ha commosso come mai prima e Mary mi ha stupita, per il resto non riuscirei a dire nulla di più di quello che hai scritto tu (benissimo tra l’altro – ho ripianto leggendo la recensione). Grazie Downton, mi mancherai!

Reply
Eilidh
Eilidh 1 Gennaio 2016 at 21:31

Condivido! Non è proprio perfetto come finale, ci sono cose un po’ tirati per i capelli e altre venute fuori dal nulla, ma è bello vederli tutti felici! Mi mancherà questa serie, è stato veramente un piacere seguirla…

Reply
Syl
Syl 1 Gennaio 2016 at 18:41

Non ho ancora visto l’ultima stagione, ma sono triste lo stesso. Finire Downton Abbey, beh… non ci sono parole. 🙁

Reply
Eilidh
Eilidh 1 Gennaio 2016 at 21:33

E’ un trauma! Sono contenta che non l’abbiano tirata troppo per le lunghe, ma comunque è stato triste dove dire addio a questa serie…

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