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Downton Abbey Recensioni

Downton Abbey | Recensione 6×06 – Episode Six

Un tema portante delle ultime stagioni di Downton Abbey è stato il declino della vita nobiliare dopo la guerra e l’abilità dei Crawley, o, almeno, di alcuni di loro, di approfittare del cambiamento per reinventarsi.
Abbiamo visto Mary e Edith emanciparsi, la servitù diminuire man mano, la magnificenza dell’aristocrazia diminuire e abbiamo avuto la percezione che i tempi della prima stagione siano ormai sepolti, e mai più vera è sembrata questa frase di adesso: in questo episodio a essere deposta è Lady Violet, l’emblema della vecchia aristocrazia, sostituita da Cora come presidentessa dell’ospedale. Ci sono stati tanti momenti che hanno rimarcato le differenze abissali tra il mondo prima della guerra e quello dopo, ma questo, che riguarda il personaggio più brillante della serie, la donna che tutti noi vorremmo essere, piena di buonsenso e poco abituata a stare in un angolo, ha un effetto pazzesco. Lady violetViolet è sempre rimasta legata alla tradizione, ha nostalgia dei tempi passati, ma non è certo mai stata una di quelle donne messe in ombra dal marito, ha avuto le sue opinioni e le ha difese a spada tratta, ha saputo sempre trovare il suo posto nel mondo, a prescindere dai cambiamenti, e vederla ora costretta a ritirarsi, perché nel nuovo mondo non c’è posto posto per lei, è straziante. Non avrei mai pensato di scrivere una cosa del genere su di lei, ma è stata sconfitta.
Essendo però sempre rimasta Lady Violet, non si lascia certo mettere da parte di buon grado, e le sue reazioni sono intense: non l’ho mai vista così arrabbiata in tutta la serie, e non lascerà correre tanto facilmente. Noi tutti speriamo sempre in un lieto fine, per i personaggi che amiamo, ma forse lei non ne avrà uno tanto roseo, e questa non è una prospettiva felice.
Non vale lo stesso discorso che le nipoti, Mary e Edith, sempre più legate ai loro spasimanti, ma mentre con Edith, per quanto i tempi siano piuttosto veloci, il tutto sembra più naturale, la dichiarazione di Talbot non mi ha emozionato granché. E’ difficile battere quella di Matthew: lui e Mary avevano avuto un percorso insieme, il loro sentimento si era costruito nell’arco di anni, aveva superato mille ostacoli ed era stato sul punto di fallire più volte, ma era sempre risorto, più forte di prima. Talbot, invece, è una persona che noi conosciamo da poco, come anche Mary, ed è difficile affezionarsi a lui, al punto da volerlo vedere con lei, dopo così poco tempo. Il fatto che sia un pilota, considerando che Matthew è morto in un incidente d’auto, mi rende ancora più diffidente, ma l’intento degli autori potrebbe essere quello di spingere Mary a superare il trauma passato, o a rinforzare il suo interesse per Talbot, nonostante il suo ricordo traumatico. Resta comunque una coppia che, per ora, non mi emoziona. E’ sicuramente affascinante, l’attore ha classe ed è bravo, mala sua dichiarazione d’amore a Mary è arrivata fin troppo presto, e non è riuscito a conquistarmi.

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E non sono ancora soddisfatta totalmente di Tom: se la sua carriera riguarderà le auto, sono impaziente di vederlo all’opera in quel senso, ma finora, è ancora troppo legato a Downton. Bellissimo il suo rapporto con Mary; ancora una volta, si dimostra pieno di tatto verso entrambe le sorelle e con un occhio al futuro che lo aiuterà molto, ma ancora ha esplorato pienamente le se possibilità al di fuori della casa dei suoceri.
Avevo ragione, però, su Mary e il segreto di Marigold: lei è molto severa con sua sorella, e non si rende neanche conto che il suo modo di reagire a un aspetto della vita di Edith che la ha dato tante preoccupazioni in passato, e che solo recentemente si è risolto in bene, è proprio il motivo per cui tutti hanno tenuto il segreto. Mary sa essere molto egoista, quando riguarda Edith, e, a volte, anche quando vuole compiere un’azione a fin di bene, come nel caso dei Bates e del denaro per il medico. E’ in linea con il suo personaggio essere fredda e piena di risentimento verso la
sorella minore, ma questo non rende il suo modo di comportarsi meno odioso. Noi spettatori abbiamo visto Edith soffrire, sentirsi in trappola, essere schiacciata dal terrore di essere disprezzata dai suoi genitori e dalle persone; l’abbiamo vista piena dal dolore, quando aveva abbandonato la sua bambina, e abbiamo seguito ogni tappa del lungo percorso con cui ha cercato di tenere la Marigold quanto più possibile vicina a sé, garantendole il meglio e sorvegliando sempre più di lei. Abbiamo gioito con lei quando i suoi genitori, e persino sua nonna, non solo non le hanno fatto pesare l’aver avuto una figlia illegittima, ma l’hanno accolta con calore, rassicurata del loro affetto, e edithhanno amato Marigold alla pari di George e Sybbie. Anche questo Mary non può saperlo, è difficile non condannare la sua mancanza di compassione verso Edith e la sua incapacità di capire il bisogno della sorella di sentirsi accolta, insieme a Marigold, dalla sua famiglia. Tom, pur non avendo legami con Edith, ha saputo sostenerla e capirla meglio di lei.
Rimanendo in tema di comportamenti odiosi, Daisy sta davvero superando se stessa. Il suo egoismo verso Mason sta davvero arrivando ad essere insopportabile, specialmente considerando che tutti stanno cercando di fare del loro meglio per farlo sentire accolto, ed è chiaro che a lui faccia piacere avere un po’ di compagnia per alleviare la sua solitudine. Daisy stava guadagnando punti, con il suo suo desiderio di studiare e imparare, ma sta anche dimostrando di non essere cresciuta abbastanza da mettere da parte il suo desiderio di essere l’unico riferimento di Mason per pensare, invece, a quello che lo rende felice. Mrs Patmore lo ha di certo capito, e mancherà poco perché lo faccia notare a Daisy.
Al contrario, Molesley brilla sempre di più. Il suo impegno viene premiato, come merita pienamente, visti non solo i suoi sforzi, ma anche l’enorme umanità che sta dimostrando verso Baxter. Sia lui che Thomas si ritrovano a vivere in un periodo in cui il loro lavoro non ha più l’importanza che aveva prima, ma Molesley ha la fortuna di avere un’alternativa, un’occupazione a cui guardava con interesse e passione al di fuori di Downton, mentre Thomas non riesce a trovare il suo posto al di fuori della tenuta. E’ tenero coi bambini, e, vedendolo giocare con George, mi sono saltati in mente Mary e Carson: è strano pensare al maggiordomo con una piccola Mary sulle spalle, ma è altrettanto strano pensare che George ricorderà quei momento passati con Thomas e che, da adulto, possa avere un bel rapporto con lui, in nome dei momenti, nella sua infanzia, in cui Thomas ha giocato con lui o gli ha strappato un sorriso. Sua madre di certo gli vuole bene, ma non è particolarmente affettuosa e non l’abbiamo mai vista condividere con lui i momenti che ha condiviso con Thomas. Sembra essersene accorta anche Mary, e se terrà a mente quello che ha visto, è possibile che spenda qualche buona parola per Thomas.

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E’ straziante vederlo piangere su una sedia, da solo, incompreso: mai come adesso di può dire con certezza che non stava facendo nulla di male; anzi, stava aiutando Andy in maniera del tutto disinteressata, stava sostenendo Baxter in un momento delicato, dandole la forza e l’autostima necessari ad affrontare un aspetto del suo passato che la turba, stava dimostrando affetto ai bambini, al punto che George, accorgendosi della sua tristezza, cerca di tirarlo su di morale, segno che il bambino si è davvero affezionato all’aiuto maggiordomo. Eppure, viene frainteso e cacciato. Non mi stancherò mai di dire che Thomas ha compiuto molti errori in passato, rendendo difficile alla servitù fidarsi di lui e notare quanto sia cambiato, e nessuno più di Carson è meno propenso a dargli una seconda opportunità, anche se, allo stato attuale delle cose, se la meriterebbe.
Spero per Fellowes che abbia in serbo qualcosa di positivo per lui, nei prossimi due episodi, perché soffrire troppo nel vederlo così sconfitto, senza possibilità di riscattarsi.
E si riscatta anche Lord Merton, che ancora non ha rinunciato a Isobel e ha la fortuna di avere una futura nuora pienamente dalla sua parte. E’ una soluzione dell’ultimo minuto, e non so quanto Isobel possa fare affidamento su una ragazza che conosce a malapena, ma bisogna dar credito a Lord Merton di essere tenace, e di aver ampiamente dimostrato a Isobel di volerla nella sua vita.
Una piccola nota di demerito va va Carson, che è a un passo dal provocare una lite con Mrs Hughes. E’ comprensibile che un uomo abituato al meglio e che per tutta la vita ha curato la casa di un Lord, attento che tutto fosse impeccabile, voglia il meglio anche per sé e per la sua casa, e loro incomprensioni di coppia sono umane e neanche tanto assurde in un matrimonio, ma il suo atteggiamento sta mettendo a dura prova la pazienza di Mrs Hughes e un possibile litigio è dietro l’angolo. Sono comunque bellissimi e ho piena fiducia nel fatto che Carson, da perfetto gentiluomo qual è, saprà farsi perdonare.
Robert, invece, costretto a letto dall’ulcera, sta dimostrando sempre di più di essere riuscito a liberarsi dall’eccessivo attaccamento al passato e sta seriamente riflettendo sul tipo di vita che conduce e su quanto effettivamente abbia senso, visti i tempi, ma fa uno scivolone nel discorso a Cora sull’ospedale: lei è più che capace di prendersi quella responsabilità, e la ferisce che il marito possa sospettare che non abbia la voglia o le capacità di farcela. Lui deve cedere il posto alla figlia, ma sbaglia nel credere che la moglie abbia intenzione di fare lo stesso.
Carina l’idea della visita guidata a Downton Abbey; ha dei momenti veramente divertenti ed è il pretesto che permettere a Violet di dare il meglio di sé: è impressionante quanto poco sappia la famiglia della casa in cui vive, e quanta fatica faccia a nascondere la sua ignoranza davanti ai visitatori. Non so voi, ma io avrei pagato il doppio per avere una visita guidata con Lady Violet, viste anche le sue uscite grandiose.

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Aprire Downton al pubblico è servito ai Crawley per meditare su uno stile di vita che loro, come dice saggiamente Robert, hanno sempre dato per scontato, perché è l’unico che hanno conosciuto e che sono abituati ad avere, ma è anche un modo per guardare al futuro, per considerare una vita diversa da quella che hanno. Non c’è da stupirsi che la meno propensa a pensare alla sua vita al di fuori di Downton sia Mary: è stata cresciuta per essere la padrona, e lo è, adesso, a tutti gli effetti, non si immaginerebbe in nessun altro posto, né vorrebbe un destino diverso per suo figlio; è per lui che sta facendo prosperare la tenuta. E’ comprensibile anche che Robert, che si è impegnato tutta la vita per proteggere Downton, non voglia sentir parlare di un tempo, come dice Tom, in cui case come quella saranno talmente costose da mantenere che bisognerà pensare a valide alternative per ottenere il denaro. Cora, invece, da sempre più elastica e meno legata alla tradizione aristocratica inglese, vede il futuro come lo vedono Tom e Isobel, anche loro degli outsider, persone che si sono ritrovate a conoscere quel mondo, ma che hanno esperienza anche di quello esterno. Negli anni precedenti, la vita dell’aristocrazie era segreto, nascosta dietro quelle grandi magioni, aveva un’aria di mistero… svelare quel mistero fa perdere un po’ di fascino a quella realtà che anche noi spettatori, anni fa, abbiamo conosciuto per la prima volta, e che ci ha tanto incantato, ma permette anche alle persone comuni di rendersi conto di quanto i nobili abbiano in più rispetto a loro, li mette di fronte a una stile di vita nuovo, rompe degli schemi, delle divisioni sociali che esistono da secoli. Prima, i contadini e le persone prive di un titolo potevano solo immaginare quali lussi si concedesse la nobiltà, adesso che possono sbirciare nella loro vita, ne hanno la certezza e, come qualcuno fa notare, questo può generare invidia. I Crawley non si sono mai posti queste domande, prima, ma le barriere tra loro e la gente comune, anche se esistono ancora, non sono più così nette. Loro stessi lo hanno vissuto sulla loro pelle, nella loro storia famigliare; questo è soltanto un altro tassello da aggiungere alla consapevolezza che la vita che hanno sempre conosciuto non è così scontato che duri in eterno.
Noi sappiamo che quello che dice Tom sulle tenute come Dowton e quello che dice Edith (il vederle come musei, come qualcosa di strano, anomalo), è molto vicino alla realtà e, di nuovo, viene una gran nostalgia a pensare che, presto, dovremo dire addio a questa grande famiglia e al luogo in cui vivono, consapevoli che niente è più come era sei anni fa sui nostri schermi.

 

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Ebe

3 comments

Al
Al 28 Ottobre 2015 at 19:24

Bellissima recensione! Tutti i sentimenti che accompagnano la fine di una serie che hai amato in questo caso vanno di pari passo con il racconto di una fine di un’epoca, e questo lo trovo magistrale.
Sono molto soddisfatta per quanto riguarda il percorso di Molesley, Mary, Edith e tutta la questione dell’ospedale. Aspetto un confronto fra le due sorelle d sempre e non vedo l’ora di sapere come reagirà Mary alla scoperta della vera identità di Marigold.
Un po’ di delusione per Tom: voglio vederlo creare la sua storia e, per quanto il suo ruolo da cupido con Mary mi faccia sorridere, non mi basta.

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Al
Al 28 Ottobre 2015 at 19:27

Bellissima recensione! Tutti i sentimenti che accompagnano la fine di una serie che hai amato in questo caso vanno di pari passo con il racconto di una fine di un’epoca, e questo lo trovo magistrale.
Sono molto soddisfatta per quanto riguarda il percorso di Molesley, Mary, Edith e tutta la questione dell’ospedale. Aspetto un confronto fra le due sorelle d sempre e non vedo l’ora di sapere come reagirà Mary alla scoperta della vera identità di Marigold.
Un po’ di delusione per Tom: voglio vederlo creare la sua storia e, per quanto il suo ruolo da cupido con Mary mi faccia sorridere, non mi basta.
Daisy, che non mi ha mai fatto impazzire, a quanto pare vuole chiudere nell’odio più totale.
Pugnalate al cuore per Barrows: manca veramente poco alla fine e sembra che per lui il lieto fine sia molto lontano; se Fellowes non mi soluziona la situazione finirò Downton sommersa dalle mie lacrime!

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Eilidh
Eilidh 29 Ottobre 2015 at 10:25

Grazie! Sono d’accordo su Tom: ha detto di voler trovare la sua strada al di fuori di Downton, ma ha fatto pochissimi passi avanti; anzi, ora che Mary ha preso la piena responsabilità sulla gestione degli affari, mi sembra sempre più coinvolto. Voglio di più per loro, è fermo dalla scorsa stagione (se non, addirittura, dalla quarta), ora voglio un’evoluzione fatta come si deve.
Molesley è stato una rivelazione da dopo la morte di Matthew. Io amo sia lui che Baxter, se Fellowes non li fa mettere insieme lo inseguo con un bastone. Povero Thomas, si sta riscattando parecchio, ma ormai la fiducia di alcune persone l’ha completamente persa.

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