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Dominion | Recensione 2×05 – Son Of The Fallen

Anche il quinto episodio di questa seconda stagione di “Dominion” è andato in onda e quindi eccoci qui a riflettere su esso.
Posso dire di avere ancora i brividi e la pelle d’oca, nonché gli occhi lucidi.
“Son Of The Fallen” è stato un episodio strepitoso, che ha segnato un vero punto di svolta in tanti modi diversi.

Vega

La situazione nella capitale della Culla, la definizione che è stata data al territorio degli ex Stati Uniti d’America abitato dalla maggior parte degli ultimi superstiti della razza umana, è passata velocemente dall’essere tesa come non mai al disastro.
Come abbiamo visto, nell’arco di un solo giorno la speranza di porre in qualche modo la parola fine alla minaccia dell’autodistruzione (o quantomeno porre un argine al pericolo immediato) si è infranta e al suo posto si è posizionato il vero e primo atto che determina lo scoppio della guerra civile.
Citando la battuta di un’altra storia, disastro “doesn’t begin to cover it”.
tumblr_nsevqkfTQP1r3oqygo5_1280David Whele è improvvisamente impazzito sul serio e ha gettato la sua possibilità di tornare non dico a essere il Console Whele, ma quantomeno un membro stimato dell’alta gerarchia di Vega, decidendo che la città dopotutto deve essere divisa. Il cambiamento che tale decisione simboleggia è quasi estremo: per tutta la prima stagione e sino a metà di questo quinto episodio della seconda abbiamo visto un uomo che si rifiutava di credere in chiunque non fosse se stesso o, quantomeno, non facesse parte del governo della città, disposto a ostacolare qualunque cambiamento, poiché esso, secondo lui, sarebbe stato pericoloso ai fini della sopravvivenza umana e, dunque, per ciò su cui egli ha sempre ritenuto che dovessero tutti concentrarsi, ovvero la guerra contro Gabriel; a tal fine, pertanto, David ha sempre ritenuto essenziale il mantenimento dello status quo e questo non solo per il suo personale tornaconto (che di certo non ha mai perso di vista), ma proprio per la sopravvivenza della razza umana. Ricordiamo quando, nel pilot, affrontando Michael e Jeep, nonché suo figlio, Edward Riesen e Becca disse: “Noi siamo i prescelti! Destinati a guidare l’umanità per la sopravvivenza… E non venite a parlare a me della guerra! Sta per ricominciare? Non è mai finita! Sono disposto a fare qualunque cosa, a rimboccarmi le maniche e lavorare con tutti voi per questo, ma non chiedetemi di riporre la mia fede in un bambino miracoloso, l’ho già fatto una volta, non accadrà più.”
Dunque, non aveva la minima intenzione nemmeno di provare a mettere alla prova Alex, per valutare se effettivamente potesse essere lo “strumento” per porre fine alla guerra e tutte le sue azioni da allora in poi sono state la testimonianza non solo del suo essere subdolo, ma anche della sua ferrea volontà in tal senso, come lo stesso primo episodio di questa seconda stagione ha dimostrato, mostrandoci la sua rabbia per la decisione rivelatasi quantomai errata di Claire e Arika.
E ora, eccolo qui: in poche ore è passato dal rivelare tutto il piano dei ribelli V-1 ad Arika, per fermarlo, al metterlo personalmente in atto, sebbene in modo diverso da quanto deciso da Zoe. A cosa mira? A prendere il comando di parte della città, per minare il governo di Claire?

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Inoltre: i V-1 crederanno che sia stata la decisione di Claire, quella di far esplodere i tunnel, o sapranno che era un piano deciso da Zoe e dagli altri (intendo quanto a versione ufficiale)? Questione fondamentale, perché se Zoe, David e gli altri lasceranno intendere che è stata Claire, allora l’odio nei confronti della Lady di Vega sarà violento da parte di tutta la popolazione V-1 e quindi porterà alla violenza della guerra.
Oppure, sarà il bisogno di cibo a far scoppiare la violenza in città? Gates, infatti, da uomo “pratico” qual è, grazie alla sua specializzazione, abituato a vedere subito quali siano e dove si trovino i problemi da risolvere, ha notato immediatamente che la torre agricola, a causa della linea dell’esplosione è tagliata fuori dalla portata della parte di città in cui si trovano loro (così come, purtroppo, la Stratosphere Tower); questo è IL Problema. La questione è: vale per tutte le torri agricole? Questione fondamentale, in quanto a Vega non esiste una sola torre agricola, ve ne sono molte, la maggior parte disposta lungo il perimetro della città, e quelle torri sono fondamentali per il sostentamento di essa, poiché producono la frutta, la verdura, i cereali e il grano di cui la popolazione di Vega e gli animali hanno bisogno. Vi mostro una “chicca”: l’immagine seguente mostra una visuale aerea della città. E’ un lavoro di pre-visualizzazione, in cui si creano i disegni per le scenografie, realizzato per la prima stagione.

Disegno setNotate quelle piccole torri chiare sulla sinistra, che poi potete vedere proseguire lungo il perimetro della città (e qualcuna al centro)? Quelle sono le torri agricole. Se i tunnel fatti esplodere da David si trovassero oltre la maggior parte di esse, quelle torri rientrerebbero nella zona di Vega che da ora potrebbe essere sotto il controllo dei ribelli e, dunque, la zona in cui si trova il resto della popolazione, come Claire, Arika, Gates e tutti gli altri resterebbe priva di sostentamento; questo esporrebbe il governo al ricatto dei ribelli, la popolazione all’inedia… e sarebbe chiaramente una miccia per un’escalation di violenze.
La frase di Gates, risalente alla seconda puntata, “E’ la maledizione del bambino. Michael era il nostro Babe Ruth. Da quando lo abbiamo perso tutto sta andando a rotoli”, si rivela sempre più veritiera. Certo, Vega non ha perso solo lui, ma anche Thomas Frost, il Generale Riesen e Becca, i quali, con David, hanno governato saldamente la città per vent’anni, ma il fatto è che proprio il loro saldo governo ha creato la situazione che Claire si trova ad affrontare ora e, forse, la presenza di Michael, “the greatest of all Archangels” che “chosed to fight for men”, per la popolazione non era intimidatoria, bensì un simbolo di protezione e speranza che ora è andato perso; che la città stia decadendo è testimoniato anche dallo stato esterno degli edifici che erano l’ex Ceasar Palace, dimora del Casato Riesen: prima erano conservati perfettamente, candidi quanto era luminosa la città, nonostante tutto, ora appaiono sporchi e trascurati, come la colonna della Stratosphere Tower.claire-in-the-war-room-dominion-s2e5
Claire mi ha fatto molta pena: è attaccata su tre fronti (Gabriel, i ribelli con David e Arika, anche se non lo sa), sulle sue spalle grava l’indescrivibile peso di una situazione al punto di non ritorno (che peggiorerà) della quale non è responsabile e a cui ha sempre cercato di porre rimedio, come testimoniano le parole di David, “Ah, Claire Riesen. Sempre convinta di poter salvare chiunque”, e, come se non bastasse, la sta affrontando col dolore della perdita di Alex (come abbiamo visto, il suo amore è sempre lui). La settimana scorsa mi chiedevo se fosse ancora incinta, visto che per di più sembrava non accusare problemi nonostante tutto il delirio che sta attraversando ed ecco la risposta… è assolutamente ancora in attesa del figlio del Prescelto e la terribile situazione di stress ha infine avuto le sue conseguenze su di lei. Resisti Claire. E resisti, Baby Prescelto.

Arika and DariaIn tutto questo, ecco tornata Arika-Evelyn, Regina di Helena, che, anche questa volta, ha dimostrato tutta la sua scaltrezza. In primo luogo, lei a differenza di David ha ancora ben chiara quale sia la vera emergenza, ovvero il pericolo rappresentato dalle persistenti intenzioni di Gabriel, e si è dimostrata un aiuto prezioso per Claire, in grado di dominare chiunque, dall’esponente dei ribelli a David, almeno sino al cambio di idea di quest’ultimo, che lei non aveva previsto né, come suol dirsi, visto arrivare. Avendo creato e guidato una società matriarcale, Arika deve aver sopravvalutato la presunta prevedibilità degli uomini e creduto che David non avrebbe mai rinunciato alla possibilità di tornare alla vita a cui ha sempre tenuto tanto. E, invece, questa volta c’è stata una sorpresa anche per lei.
In secondo luogo, d’altro canto, lei è stata fonte di varie sorprese per noi: non solo non si è mostrata minimamente toccata dalla morte di Uriel, della quale deve essere venuta a conoscenza, dando l’impressione di averla usata solo per i suoi scopi (e quindi mi fa pensare che la sua frase “Non saremo al sicuro fino a quando tutti gli Angeli non saranno morti” comprendesse anche la sorella maggiore di Michael e Gabriel), ma, infine, ha rivelato le sue vere intenzioni, anche se solo con un accenno. Nonostante la stima che ha nei confronti di Claire, nella quale vede il leader perfetto per la Culla, ciò che vuole è prendere Vega, per renderla la nuova città destinata a ospitare la popolazione di Helena, dove una qualche sorta di tempesta, di cui non conosciamo ancora la natura, sembra star distruggendo la città; naturalmente, vuole ancora il Prescelto, come dimostra uno dei disegni realizzati da Uriel (e quindi consegnati a lei) dei simboli sulla schiena di Alex, aperto sul tavolino della sua camera da letto. Arika li sta studiando e vuole ancora Alex come arma contro Gabriel. La domanda è: vuole ancora anche Claire e il bambino, per usarli, magari, come arma per convincere Alex a fare ciò che vuole lei, esattamente come ha fatto Gabriel?
Questa donna è fenomenale e non mi stupisce che riesca a ingannare Claire, visto che per molti anni ha nascosto la sua vera identità alla città sulla quale regna e ha ingannato Riesen, David e tutto il governo di Vega, ma credo che debba stare attenta: come Gabriel ha scoperto, minacciare Alex non è una buona idea.

New Delphi

Michael and Gabriel at the beginningE’ qui che si apre l’episodio e diciamolo, l’apertura è stata magnifica, adrenalinica. Con un leggero salto temporale, infatti, vediamo i due Arcangeli già nella città governata da Julian-Lyrae. La scena, come dicevo, è magnifica; truce, vero, ma potente: dall’alto, un corpo precipita a terra, Michael appare e spiega le splendide ali e altri corpi cominciano a piovere, è proprio il caso di dirlo, schiantandosi uno dopo l’altro. E’ Gabriel che li lancia, afferrando coloro che, dai livelli superiori, tentano la fuga, e in questo modo protegge anche il fratello, mentre Michael cammina indifferente tra i corpi che precipitano e gli allarmi che suonano al massimo. Il messaggio è forte e chiaro: gli Arcangeli hanno fatto irruzione in città e non hanno alcuna intenzione di agire in segreto. Sono uomini con una missione.
Devo dire che all’occhiolino di Gabriel a Michael non ho potuto trattenere una risatina. Non pensate male, so che la scena è truce, ma tralasciando il fatto che quella è gente che Julian-Lyrae vuole usare per i suoi sporchi intenti, essa è anche venata da un favoloso umorismo nero (come sempre quando si tratta di Gabriel, bisogna dire, basta pensare alla scena del pudding).
Parallelamente, vediamo la sala di comando di Lulian-Lyrae, dove lui è tenuto sotto tiro da Riesen e minacciato dal Alex e Noma; il leader della città cerca di convincere i tre che non hanno nulla da temere da lui e che vogliono la stessa cosa e, come prova, mostra loro il luogo, diciamo segreto, dove poter imprigionare Gabriel.
(Spazio curiosità: avete notato il simbolo che indica quel luogo sotterraneo? Vi ricorda qualcosa? E’ un caduceo, le cui origini risalgono all’antichità; esso era associato al dio greco Hermes ed era simbolo di prosperità ed equilibrio. La medicina moderna lo usa come simbolo in sostituzione del bastone di Asclepio – Esculapio -, che aveva un solo serpente attorcigliato. La cosa interessante è il mito che riguarda quest’ultimo: Asclepio era figlio del dio Apollo, era considerato il dio della medicina e riportava in vita i morti – e, per questo, fece irritare Ade, che chiese a Zeus di punirlo -. Ora, non vi sembra interessante il parallelo con Julian-Lyrae – associato a sua volta alla mitologia greca anche grazie al mito di Orfeo, proprio da lui citato, nonché all’astronomia grazie al fatto che esiste una costellazione che porta il suo nome, la cui stella principale è stata denominata… Vega -, che “ridona vita” agli spiriti angelici, fornendo loro corpi per la possessione, liberandoli in tal modo dall’oscurità – l’Etere, la cerchia più bassa – , come lui stesso l’ha definita? Oscurità che potrebbe essere associata al regno di Ade, dunque… Insomma, anche se abbiamo lasciato Vega e non abbiamo più visto le usanze di Helena i richiami all’antichità inseriti sin dall’inizio di questa storia sono ancora presenti. Un particolare decisamente apprezzabile.)

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Sfortunatamente, il Signore della città ha notato anche il tutt’altro che buon stato di salute in cui versa Riesen e il suo sguardo ha immediatamente preannunciato in modo palese la sua intenzione di agire sfruttando tale condizione… e infatti poi è scappato ed è andato in giro a fare danni potenzialmente incalcolabili, tra i quali, purtroppo, convincere Alex a compiere il sacrificio di intrappolare e consegnare Michael, esattamente come temevo.
Riesen Alex & NomaPrima di procedere con quella che è la parte più struggente e dolorosa dell’episodio, fatemi dire quanto, di nuovo, io abbia apprezzato Edward Riesen e Noma; ho amato la loro interazione, li ho trovati adorabili nei loro ruoli duplici: nei confronti dell’altro, infatti, ciascuno di loro è “superiore” e non. Noma è un Angelo Superiore e quindi essere immortale infinitamente più potente di Riesen, del quale, in onore alla sua natura compassionevole, ha cercato di prendersi cura in quella situazione concitata e, quindi, il Generale era la persona da proteggere; allo stesso modo, però, egli era colui che governava la città delle cui forze armate Noma faceva parte, come lui stesso ha ricordato, e per questo l’ha protetta e lo rifarebbe. Ho trovato grandioso Riesen nel confronto con Julian-Lyrae e, ovviamente, ho adorato Noma anche dopo, sia nel suo intento di proteggere Alex che in quello di proteggere Michael. Povera Noma, costretta a schizzare come una scheggia impazzita in ogni dove, dovendo nascondere l’Anfora e cercando di proteggere tutti o quasi (questi uomini sono una faticaccia).

E ora parliamo di Michael e Gabriel.
Per quest’ultimo ho una nuova formulazione del nuovo motto: “Arcangelo, più di prima, ora più che mai, sempre di più, devi redimerti.”
Non credevo che avrei mai parteggiato per Gabriel… my fault. Entrambe le volte in cui ha spalancato le ali, infuriato dinanzi a ciò che il fratello stava subendo, è stato magnifico.
Non c’è niente da fare, i due fratelli insieme sono a dir poco meravigliosi, il che è merito della caratterizzazione di questi due personaggi tanto quanto della fantastica interpretazione di Tom e Carl.
Tendenzialmente inarrestabili, insieme sono complementari: la “fredda logica”, per così dire, di Michael fa da perfetto contraltare all’avventatezza e spericolatezza di Gabriel (e viceversa), così come l’obiettività, sempre di Michael, e l’essere infantile, sempre di Gabriel (e viceversa anche in questo caso). I due gemelli sono l’opposto l’uno dell’altro e per questo, come testimoniato da Uriel, nella loro milionaria esistenza si sono scontrati più e più volte, raggiungendo l’apice con lo sterminio e la guerra, durante i quali Gabriel ha ucciso Michael, e con quest’ultimo che ora si è dichiarato disposto a fare altrettanto pur di proteggere Alex (nonostante al termine dello sterminio avesse risparmiato il fratello), come aveva fatto palesemente capire anche alla fine della scorsa stagione, quando non aveva avuto intenzione di impedire l’esecuzione di Gabriel. Eppure, essendo ancora entrambi in vita, sono disposti a qualunque cosa per proteggersi l’un l’altro… e, ovviamente, Michael non perde la speranza di redimere Gabriel e riuscire, dunque, a evitare di ucciderlo.
Il momento in cui Michael ha ferito Gabriel per proteggerlo da Julian-Lyrae e Gabriel gli ha urlato disperato che non poteva andare avanti da solo è stato toccante.


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Alla cattura di Michael, infatti, come previsto da Julian-Lyrae Gabriel è arrivato e ha fatto a Michael una vera e propria, nonché bellissima, dichiarazione di amore fraterno: “Tu scegli lui invece che noi ogni volta, ma io sceglierò te. Io salverò te, fratello.”

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Emerge in modo palese, quindi, ciò che la settimana scorsa avevo spiegato: Gabriel rivuole suo fratello con sé e soffre terribilmente per la loro separazione, una sofferenza che non è seconda a quella della mancanza del Padre. Purtroppo, resta sempre il fatto che la loro separazione è stata causata proprio dalle azioni di Gabriel, che, nonostante la bellissima dichiarazione di amore fraterno a Michael, si mostra nuovamente cieco proprio sul vero significato di tale amore e sbaglia ancora una volta, cercando di uccidere Alex. Di nuovo, Gabriel si dimostra incapace di assumersi le sue responsabilità, sull’abbandono del Padre, la separazione della loro famiglia, la morte di Uriel, scaricandole interamente su Alex, che quando Dio scomparve aveva solo pochi giorni o settimane e che non è stato responsabile di nulla sino a questo momento. Tutto quello che è successo ricade sulle spalle di Gabriel. Quanto ci metterà a capirlo? Troppo, temo.


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E veniamo ora ad Alex e Michael… e lasciatemi dire che è davvero difficile sbrogliare la matassa di tutto ciò che provo, dalla commozione, alla tenerezza, alla voglia di prendere a calci Alex per la stupidità che ha dimostrato. E il flashback è stato di una tenerezza così intensa da aggiungere maggiore difficoltà a tutto.
In primo luogo, come sempre ho adorato la determinazione del nostro Prescelto: “Io sono disposto a morire per uccidere Gabriel e porre fine a questa guerra tra umani e Angeli. La domanda è: tu lo sei?” ha chiesto a Julian-Lyrae. Amo questo percorso di crescita di Alex, sempre più sicuro e determinato.
Il momento in cui lui e Michael si sono ritrovati occhi negli occhi dopo tutti quei mesi è stato a dir poco commovente. Lo shock, il dolore misto a “desiderio”, struggimento, incredulità di riavere il suo mentore in carne e ossa dinanzi a sé, nonché sollievo nello sguardo di Alex è stato così intenso da essere tangibile, tanto quanto la tenerezza in quelli di Michael, ed immediatamente è scattato il ricordo della prima volta che lo ha visto… o meglio, della prima volta in cui sa coscientemente di averlo visto, quando era solo un ragazzino che da poco aveva perso suo padre e cercava di sopravvivere tra le violenze e i soprusi, che troppo spesso caratterizzano le classi sociali più basse, e Michael era accorso a salvarlo, fingendosi un umano e dimostrando, come gli aveva detto nel pilot, che ha sempre vegliato su di lui da lontano, pronto a intervenire in caso di pericolo (ancora una volta mi domando cosa debba aver provato Michael quando Alex è stato ferito per proteggere Claire).


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Come ho sempre pensato e avevo detto, Alex non gli ha rinfacciato la furia che ha portato il suo mentore a compiere il tremendo errore di uccidere Becca e le guardie, nonché a scagliarsi proprio contro di lui, perché ha capito perfettamente ciò che Michael aveva provato e che quel dolore aveva scatenato la sua furia, facendolo esplodere; no, come avevo detto ciò che Alex gli ha rinfacciato all’istante è stato l’averlo lasciato: “Dove sei stato?”
L’umiltà di Michael, che gli ha detto di averlo dovuto lasciare per proteggerlo da se stesso, è persino dolorosa. Ancora preda del dolore per “l’abbandono” subìto, Alex ha fatto notare a Michael quante cose è riuscito a fare senza di lui, grazie all’aiuto di Noma. E qui scopriamo che, sorpresa! I due Arcangeli non sapevano della vera natura di Julian (fatevelo dire, su questa cosa vi dimostrate due schiappe, quello ve l’ha fatta sotto il naso per venticinque anni), pur sapendo cosa faceva in quella città e, a quanto pare in base alle parole di Michael, che Julian vuole i simboli per se stesso (e la domanda sorge più che spontanea: perché?). Ed è proprio qui che Michael, ansioso di proteggere Alex, dal punto di vista di quest’ultimo ha detto le parole sbagliate che hanno scatenato la spirale distruttiva, “Please, come with us”“Who is us?”“Gabriel.”

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Ovviamente, a nulla sono valsi i tentativi di rassicurazione di Michael (e, visto quello che Alex e Noma hanno subìto in quei mesi, non è che ci si potesse aspettare che Alex reagisse con calma), quindi Alex ha sfoderato di nuovo la risposta che più di altre ha rifilato a Michael e a chi l’ha ferito (come Jeep): “Stai alla larga da me.”
L’amore di Alex nei confronti di Michael è sempre palese ed è stato ribadito una volta di più quando ha sfoderato impetuosamente la spada di acciaio empireo per minacciare Julian-Lyrae, che ha cercato di convincerlo a sacrificare l’Arcangelo, eppure, alla fine, Alex ha ceduto, perché, come ha detto a Noma sopraggiunta sul luogo in cui è scattata la trappola per Michael e Gabriel, pur non fidandosi affatto del Signore di New Delphi lui ha una lista di nemici da sconfiggere in base alla quale deve per forza procedere dal più grande al più piccolo e il più grande è Gabriel.Flashback
In questo episodio Alex mi ha fatto tenerezza (quando era un ragazzino spaventato e solo), pena e mi ha fatto infuriare allo stesso tempo e nello stesso modo. E’ incredibile quanto sia simile a Michael, a volte: come l’Arcangelo, anche lui si chiude a riccio ed è cieco dinanzi all’amore degli altri nei suoi confronti; solo alla fine, quando ha trovato il coltello recuperato da Michael sulla jeep, che Michael stesso gli aveva dato in quella prima notte, quando lo aveva salvato e con tenerezza (sì, è la parola chiave in merito alle interazioni tra loro due, in questo episodio) e naturalezza aveva iniziato ad addestrarlo e istruirlo (“Devi sempre cercare i posti più alti, ti tengono al sicuro, ti permettono di vedere ciò che sta arrivando” – non per niente lui risiedeva alla Stratosphere Tower, il punto più alto di Vega – “Solo se tu lo permetti loro. … La lama che ti ho dato, devi usarla. Non possiamo aspettare che i nostri padri ritornino, Alex. Dobbiamo combattere le nostre battaglie noi stessi. … Mio Padre l’ha fatto. Te lo insegnerò.”“Devi avere fiducia nel tuo istinto, Alex, ti farà fare le scelte giuste. Io ho fede in te.”), Alex si è reso conto che Michael non vuole proteggerlo perché è il Prescelto, bensì perché lo ama come un padre e che lo ama perché è Alex, non perché è il Prescelto. Il fatto che sia il Prescelto pone solo un “a maggior ragione”, ma niente di ciò che Michael prova per lui verrebbe meno o sarebbe intaccato se Alex non fosse colui che è destinato a porre fine alla guerra; anzi, in verità, il fatto che Alex sia il Prescelto crea solo maggiore preoccupazione, ansia e sofferenza in chi lo ama e per questo vorrebbe proteggerlo, tenerlo al sicuro, perché la sua natura obbliga a lasciare che metta a rischio la sua vita e, forse, che debba sacrificarsi. Un’eventualità che sta distruggendo Claire e che distruggerebbe Michael, come lui stesso ha affermato.


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Ed è proprio tale cecità che porta Alex a compiere atti stupidi (esattamente come la cecità di Michael lo ha portato a compiere errori), come quello, dettato indubbiamente anche dalla disperazione, di accettare di attirare Michael in una trappola anche se non vorrebbe, consegnando sia lui che Gabriel a Julian-Lyrae.
Michael feritoVedere Michael ferito, sanguinante, tremare e soffrire, sempre più indebolito dalle reti di acciaio empireo è stato terribile… e nonostante tutto, il pensiero di Michael è stato sempre e solo Alex, la sua salvezza, la sua sicurezza, tanto da pregare Gabriel di portarlo via da New Delphi, facendosi abbandonare alla mercé della Diade dal proprio gemello, dal giovane uomo che ama come se fosse suo figlio e dal suo luogotenente e dimostrando, così, di aver già perdonato Alex… Un sacrificio che rimanda a quello visto nella prima stagione, quando Michael venne ferito a morte da Furiad perché distratto dal pericolo in cui si trovava Alex (anche se, ecco, magari una strigliatina poi gliela darà… spero).
“I nostri destini sono legati.” Spiegaci meglio, Michael, è per la faccenda della tua redenzione o c’è dell’altro? La domanda resta sempre: qual è la verità su Alex? Tu la sai, quando la condividerai?

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Per la sua cecità e la suprema stupidità di tale scelta, che ha portato anche Gabriel a infuriarsi, vorrei prendere Alex a calci per almeno un mese. “Che cosa ho fatto, Nomes?”


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E solo adesso te lo chiedi, idiota?! Come, come, come hai potuto pensare che quello potesse essere un buon piano, come hai potuto pensare che Julian-Lyrae non avesse delle motivazioni segrete e non ti tradisse, in qualche modo, alla fine?! COME, MI CHIEDO IO, COME?! Ti sei forse dimenticato o non ti sei accorto che Julian-Lyrae ha fatto capire di voler usare l’Anfora anche a Vega?! Già questo doveva indurti a non accettare alcun suo piano!!! E poi… una volta, dico una, che Gabriel è disposto a non fare danni, tu cosa fai?! Lo fai infuriare più che mai. E Michael, Alex, Michael!!! Come diavolo ti è venuto in mente di accettare?! COME, MI CHIEDO IO, COME?!
Lo sguardo di pietà negli occhi di Noma, che contiene anche un “Io l’avevo detto” inespresso, è stato toccante.
Tuttavia, visto che Michael lo ha perdonato / lo perdonerà e che Alex solitamente è adorabile, è coraggioso, altruista ed è disperato e sta cercando di salvare il mondo, sto cercando di non reagire come Gabriel e di farmi passare la furia che ha suscitato in me. E’ dura, però, visto che Julian-Lyrae ha rivelato la sua vera identità (l’espressione degli occhi di Gabriel la diceva lunga in merito) e certamente il suo intento nei confronti di Michael è quello di dargli un destino peggiore della morte, Michael è ferito e debole e Gabriel ora è prigioniero (no, non sono impazzita, ma per quanto lo voglia vedere soffrire non voglio vederlo torturato e comunque lui serve contro Julian-Lyrae).
Prescelto, dovrai sudarti il perdono, questa volta, e ti conviene andare alla ricerca di Michael per aiutarlo.
E il problema ora più che mai è: come reagirà Gabriel? Ho paura anche solo di chiedermelo, anche se, forse, a giudicare dal promo, potrei non doverne avere. La faccenda si mette seriamente male per tutti, diciamo che forse non potrebbe andare peggio.

Come sempre, quindi, vi lascio con il promo della prossima puntata, “Reap The Whirlwind”.

 

That’s all folks! Alla prossima settimana!

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4 comments

Marianna 9 Agosto 2015 at 15:47

Questo telefilm è fatto davvero bene, questa seconda stagione in particolare, ci sono molte cose che mi piacciono come la caratterizzazione dei personaggi, i riferimenti biblici e alla mitologia ma niente raggiunge le scene in cui gli angeli superiori/arcangeli aprono le ali in tutta la loro maestosità .Micheal è il mio personaggio preferito quindi tutte tutte le scene in cui lui è presente le apprezzo particolarmente, ha un aspetto e un modo di fare che definirei “regale”: Gabriel che fa volare dal terzo piano gli eight balls 🙂 e lui che cammina con quell’aria di superiorità (non vista in senso negativo ma per indicare la differenza tra lui e gli altri ) per New Delphi.
Noi sappiamo che Gabriel non ha tutte le rotelle a posto ma non si può negare che ci sia un affetto profondo che lo lega al suo gemello (ha decisamente uno strano modo di dimostralo) e credo che lui soffra che questo tipo di affetto Micheal lo provi per Alex. Gabriel l’empatia non sa neanche dove sta di casa e per lui è inconcepibile che un immortale sia disposto a morire per salvare un essere umano e vedere il Prescelto tradire suo fratello non fa che rafforzare il suo modo di pensare.

Reply
Sam
Sam 9 Agosto 2015 at 21:19

Sì, il telefilm è fatto davvero bene, ben recitato, una bella storia… e sono belli e ben realizzati anche gli effetti speciali.
Io adoro i riferimenti mitologici, danno spessore a una storia e dimostrano la cura dei particolari nella sua realizzazione.
Eh sì, quando gli angeli spiegano le ali sono splendidi, lo era anche Furiad.

Michael E’ regale. Non c’è altro modo di definirlo. Maestoso e regale.

Gabriel, nel suo modo distorto, ama Michael, sì. E sì, soffre per l’amore che Michael ha per Alex, ma la responsabilità è e resta di Gabriel.

Alex un essere umano? Siamo sicuri? Io non tanto.
Alex è nato il 25 di Dicembre e, come detto, è il seme piantato da Dio… E’ il Prescelto, ha dei poteri. Io non credo sia totalmente umano.

Reply
gnappies_mari 12 Agosto 2015 at 23:44

Eccomi! Come una fenice ritorno dalle ceneri della mia gastroenterite!
Scherzi a parte.. Allora, puntata bellissima. Mi piace molto come caratterizzano non solo i vari personaggi ma anche il percorso delle relazioni e dei rapporti interpersonali. Michael e gabriel così diversi eppur così simili in certi aspetti (impulsività x esempio, certo Michael solo quando perde le staffe o si sente tradito), il bene che si vogliono, in certi momenti (ok quasi sempre) sembra Michael il fratello maggiore, quello che deve tenere d’occhio il piccolo, quello che deve insegnare.. Sono molto belli insieme, si complementano.
Alex e Michael che dire, i flashback davvero emozionanti.. Ci riportano tutto l’amore che c’è tra di loro, un amore paterno o forse da fratelli. Con Michael che ha davvero il compito del maggiore, e lo è. Ma poi dove va Michael che lo lascia così?
Non hai citato il bacio che Alex stampa a noma.. Per par condicio con il bacio claire gates dell’altra volta? Ecco, questi rapporti mi sembrano un po’ da mah.. Cioè Alex, tu sai che claire è viva, sai che è incinta e fai così? Insomma.. Che poi noma tutta la vita, la preferisco a claire in tutto personalmente, e claire mi piace, ma credo che le stia sbagliando tutte, non ha esperienza e, purtroppo, si vede. Ma sono fiduciosa, arriverà il suo momento positivo, dopo aver toccato il fondo. Molto fondo. Ecco perché Arika deve ancora giocare la sua mano, e quando lo farà davvero sarà una mannaia.
David.. si è immaginato il futuro, un futuro con lui a capo ovviamente ma credo che patirà le pene dell’inferno.. Prima contro i bassi livelli e ora con loro.. vero è che basta essere un leader forte che usa le leve giuste e la gente ti segue anche se prima gli spari addosso.. Comunque fuori di testa così (ma del tutto ragionato) è eccezionale. Voglio vedere cosa farà (e il suo rapporto con Arika non sarà finito) e aspetto la resa dei conti con claire!
Alla prossima!

Reply
Sam
Sam 15 Agosto 2015 at 17:07

Ed eccomi anch’io, che come una fenice riemergo da altre ceneri.
Scherzi a parte, dicevamo.
Sì, la caratterizzazione dei personaggi e dei rapporti è davvero ben costruita; Michael e Gabriel… sono anche all’opposto, però. Sono stati creati nello stesso istante, ma sì, di certo Michael è quello saggio e Gabriel quello sregolato, quindi sì, come dicevo, si complementano.

Quelli simili sono Michael e Alex. E’ come se Alex avesse ereditato alcune caratteristiche di Michael. E d’altronde, quest’ultimo ama Alex come un figlio, il loro rapporto è un po’ padre-figlio, mentore-pupillo, quindi è plausibile.
Michael è tornato alla Stratosphere Tower, dopo aver lasciato Alex. E’ tornato a essere Michael, l’Arcangelo. Quella era un’infliltrazione sotto mentite spoglie per vegliare su Alex.. chissà quante ne ha fatte negli anni. Peraltro il produttore esecutivo ha rivelato che Alex prima di vedere Michael a New Delphi (vestito in modo in qualche modo simile a quella notte, quando lui era poco più che bambino) non aveva mai realizzato che quell’uomo che lo aveva aiutato era Michael.

Non ho citato il bacio perché trovo siano reazioni dovute agli eventi, normali e comprensibili. Mi spiego meglio: Alex vuole bene a Noma, su questo non si discute, ma nella situazione in cui si trovano ognuno dei due ha praticamente solo l’altro; Alex ha scritto una lettera di addio a Claire e al loro bambino, come suo padre un tempo, non pensa che tornerà vivo o quantomeno è certo che ci siano più probabilità per il no rispetto a quante ve ne siano per il sì.
Io credo che Alex e Claire si amino ancora e molto (d’altronde Alex diventa irascibile al solo nominare lei, quest’ultima ha palesemente detto a Gates “Io voglio sperare che sia ancora vivo, ma ne dubito, perché se lo fosse…” la sua voce si è spezzata, ma la fine è chiara, “tornerebbe da me”), ma Claire pensa che Alex sia morto, lui pensa che forse non tornerà vivo, non vedrà nascere suo figlio… le loro reazioni mi sembrano normali. Alex sta vivendo l’inferno con Noma, Claire lo sta vivendo con Gates. Si aggrappano e chi è con loro e a cui vogliono bene, perché hanno sofferto e stanno soffrendo.
E Alex voleva anche far tacere Noma, che voleva impedirgli di mettere in atto il piano.

Io non credo che Claire le stia sbagliando tutte, ha sbagliato a bombardare il quartier generale di Gabriel, sbaglia ad appoggiarsi ad Arika, ma quest’ultima ha ingannato la sua stessa popolazione, tutto il governo di Vega, Uriel… che riesca a ingannare Claire non è che mi stupisca.
Claire non sta sbagliando, si trova a pagare gli errori di suo padre, di David, della madre di Becca, di Becca e di tutto il Senato. Errori protrattisi per un ventennio. Ed è sola. Questa è la verità. Suo padre, nel bene e nel male, aveva la madre di Becca e poi Becca con cui condividere i problemi del governo, e in alcuni casi aveva anche David. Claire non ha nessuno: Alex lo crede morto, Becca è morta, Michael è sparito, suo padre anche… non ha scelte. La sua non è una situazione facile, anzi, è la più difficile che si possa immaginare. Anche io sono fiduciosa, Claire ce la farà. E d’altronde, se Arika la ritiene il leader giusto per tutta la Culla vuol dire che vede quanto Claire sia capace.

David è continua fonte di colpi di scena. E Arika anche.
Alla prossima!

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