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Dominion Recensioni

Dominion | Recensione 2×03 – The Narrow Gate

Eccoci arrivati a questa terza settimana estiva in compagnia della seconda stagione di “Dominion”.
Ho appena finito l’episodio, “The Narrow Gate”, la cui traduzione è “Il Cancello Stretto”, riferibile a vari significati: la porta (o le porte) del bunker a New Delphi, lo stretto lasso di tempo a Mallory (e quindi, in questo caso il significato sarebbe metaforico)… e sono… vediamo… Scossa. Estasiata. Preoccupata. Sollevata. Molto preoccupata. Molto scossa l’ho già detto?

(Tanto perché lo sappiate, nel caso ve lo stiate chiedendo, è venerdì. So che probabilmente ora, per voi che state leggendo, è domenica o lunedì, ma in questo momento, nel quale io sto scrivendo, è venerdì.)

Iniziamo subito, concentrandoci sempre sulle tre città, alle quali si aggiunge il flashback.

Vega

Questa settimana, nella città comandata dalla nostra giovane Lady Riesen non abbiamo assistito a eventi particolarmente eclatanti; infatti, più che altro vi è uno svilupparsi di quelli già in corso.
Claire scende nelle prigioni, chiamata dai sottufficiali delle sue forze di sicurezza, e scopre che altri membri della ribellione, complici di Zoe, l’hanno aiutata a fuggire, uccidendo anche due guardie; ovviamente, questo scatena la caccia alla giovane donna, perché la nostra Lady non è spietata quanto David Whele e quanto, a tratti, poteva esserlo suo padre, ma non è nemmeno stupida e sa bene che l’ultima cosa di cui ha bisogno (e come lei tutta la popolazione) è una guerra civile in città, soprattutto perché, ricordiamolo, come ha detto Alex a Julian, “Gabriel is coming. He’ll kill me and then he’ll kill all of you. That’s what he does.” E Claire lo sa meglio di tanti altri.
Questa situazione permette l’introduzione di un nuovo personaggio, vecchia conoscenza della famiglia Ep1x3-101Reisen e amico di Claire, un ingegnere intelligente e sarcastico che si occupa della quasi totalità dei sistemi a Vega, Gates, il quale sottolinea come la perdita di Michael abbia portato a quella situazione precaria.
Com’era ovvio, Zoe viene trovata e Claire mostra un’altra volta la differenza da chi l’ha preceduta (anche da Becca): vuole la ragazza viva, magari ferita, se necessario, ma viva. Tuttavia, Zoe riesce a scappare e Claire capisce immediatamente che ciò non è dovuto alla scaltrezza dell’ex sottufficiale degli Angel Corps, bensì al fatto che il soldato che poteva fermarla l’ha lasciata andare… e, pertanto, la nostra Lady comprende, altresì, che la ribellione, o quantomeno la schiera dei simpatizzanti, è più estesa di quanto credesse, essendo arrivata sino alle sue stesse forze di sicurezza.
Claire è in una situazione estremamente complicata, la città è sull’orlo del baratro, “attaccata” su due fronti che presentano situazioni analoghe: Gabriel sta arrivando e le sue spie sono ovunque, come abbiamo visto nel finale della prima stagione erano infiltrate addirittura negli Angel Corps, disposte a qualunque cosa, anche al sacrificio spontaneo della propria vita… e, ora che l’Armata dell’Arcangelo presumibilmente non esiste più, devono essersi riversate negli altri reparti delle misure di sicurezza della città, quindi sono ancora un pericolo; allo stesso modo, nelle forze di sicurezza vi sono anche ribelli o simpatizzanti tali.
ClaireProprio per questo motivo, apprezzo il suo lato duro: sparare alla gamba del soldato è stato terribile, ma lei non può permettersi debolezze e indecisioni, altrimenti segnerà la sua fine… e con essa la fine di Vega e, quindi, delle persone che vi abitano, tutti, senza distinzioni. Claire porta sulle spalle un peso tremendo e ora più che mai deve essere determinata e inflessibile, senza, ovviamente, finire nella spietatezza tipica di chi l’ha preceduta. Devo dire che mi ha colpito moltissimo la sua frase, alla fine della giornata, quando Gates le ha chiesto se stava pregando: “No. Non vi trovo più conforto. La fede non può aiutarmi a proteggere la mia città”, poiché sembra simboleggiare una disperazione interiore, la perdita di ciò in cui credeva; certo, questo è dovuto anche al fatto che lei crede che Alex potrebbe essere morto. Tieni duro, Claire, tornerà e con lui Michael. Riavrai l’aiuto di cui necessiti, ma intanto: che arma c’è nella cassa presa dai ribelli?

New Delphi

Nel “Paradiso sotterraneo” di Julian la narrazione riprende proprio là dove si era interrotta: dinanzi alla porta del bunker – manicomio nel quale il Signore della città vuole far entrare il nostro Alex per una missione che potrebbe essere suicida.
Il giovane e spassoso Pete dimostra subito la sua lealtà e dice ad Alex di non andare, Noma, l’Angelo CKpPveeWEAE34waSuperiore, meravigliosa come sempre, vuole accompagnare Alex, ma il Prescelto, ormai divenuto leader in tutto e per tutto, affronta senza mezzi termini Julian, impone a Noma di restarne fuori e proteggere Pete e si getta nell’arena delle belve feroci, disposto a tutto pur di ottenere ciò di cui ha bisogno per proteggere Vega, consapevole della propria forza e dei propri mezzi, anche se di questi ultimi non ha ancora piena conoscenza.
I momenti nei quali accompagniamo Alex in questa sorta di “girone dei dannati” sono estremamente angoscianti: là dentro è tutto buio e Alex ha solo una torcia, i versi dei Posseduti giungono da ogni dove, ovunque si trovano cadaveri senza più occhi di malcapitati rinchiusi lì per i motivi più vari… ma Alex non si lascia intimorire e prosegue ad avanzare, sino a quando, però, si rende conto di avere bisogno di un piccolo aiuto, che per fortuna arriva subito e sorpresa! In quel bunker è rinchiuso niente di meno che il Generale Edward Reisen, ex Lord di Vega, il quale ha celato la propria vera identità e si trova lì per lo stesso “crimine” di cui all’inizio anche Alex è stato accusato da Julian, ovvero aver ucciso un eight ball. Un incontro quantomai propizio per il Prescelto, non solo perché gli salva la vita, ma anche perché il Generale sa dove si trova l’importante chiave che Julian vuole.
tumblr_ns1mvaJQ1z1u2cv4io2_1280Permettetemi di dire che sono molto contenta che il Generale Reisen sia riapparso, poiché, nonostante la sua figura sia controversa, trovo sia un personaggio affascinante e che può dare molto, forse anche perché vedo un’ispirazione a Cesare per lui: il Dittatore che non voleva inutili, insensate e ingiustificate violenze, che cercava sempre di preferire la diplomazia, in cui era altrettanto scaltro ed esperto, ma che era costantemente in bilico tra questa e le misure forti (tipiche del suo status di militare, peraltro), che ha intrapreso, a volte, sbagliando (come con il Senatore Frost). Soprattutto, il Dittatore consapevole della propria Dittatura, che riteneva necessaria per tutti, così come la sua guida, ma che voleva una democrazia per il popolo.
E devo dire, altresì, che ho adorato lo sfogo di Alex nei suoi confronti, “Io non sono scappato da Vega, come avete fatto lei e Michael!”
Come dicevo la scorsa settimana, Alex è infuriato con Michael e ha le sue ragioni. Come mi aspettavo, esse non risiedono nell’esplosione di furia di Michael che ha causato la morte di Becca, bensì nel fatto che Michael se ne sia andato, lasciandolo solo ad affrontare una situazione che è più grande di lui e di cui l’Arcangelo ha una conoscenza più profonda; esse risiedono, altresì, nel fatto che, una volta di più, Michael non si sia aperto con lui, ma abbia tenuto tutto chiuso dentro di sé, invece di condividere… e con questo non intendo solo informazioni, ma anche ciò che lo tormenta, perché Alex lo avrebbe perdonato, ascoltato e aiutato. E d’altronde, lui aveva messo in chiaro con Michael come stavano le cose: “So che stai facendo di tutto per proteggermi, ma non è ciò di cui ho bisogno!”, e alla replica di Michael (che come al solito stava perdendo la pazienza), “E di cosa hai bisogno?”, aveva risposto con semplicità “Del tuo aiuto”. Alex non ha mai voluto un protettore, lui ha sempre voluto il suo mentore e che egli divenisse suo amico (e dunque suo fidato compagno di qualsiasi battaglia, anche metaforica). Nient’altro.

Michael and Alex
(Io ho bisogno che questi due tornino a essere fianco a fianco, altrimenti il mio cuore imploderà.)
Insieme, Reisen e Alex trovano la chiave e quest’ultimo rivela ancora una volta tutte le sue capacità, abbattendo nemici, salvando un’altra anima umana (peccato per come vada a finire) e recuperando la sospirata chiave, che gli permette di salvare Reisen e di ottenere l’accordo con Julian, anche se quest’ultima circostanza è tutt’altro che positiva… Non un “Hurrà”, bensì una “ola” per il Prescelto, questa settimana! Alex, è straordinario. E non è colpa sua se l’accordo con Julian non è positivo, perché lui non sa la verità… e guarda caso è di nuovo “colpa” di Michael, che invece di spiegargli tutto si è limitato a dirgli “Là non ci devi andare”, probabilmente perché credeva di avere il tempo di farlo con calma. Sono certa che il nostro Prescelto glielo rinfaccerà e che comunque il magnifico Arcangelo si farà perdonare.

Mallory e il Flashback

In tutto questo, Gabriel continua a controllare i confini di New Delphi, ansioso di tirarne fuori Alex, anche se purtroppo non per il benessere del nostro Prescelto, ma ovviamente non ha dimenticato Vega, anzi… vuole letteralmente la testa di Claire, di sicuro anche per punire Alex.
“Never fear, I have a perfect plan of attack in mind”, dice, rassicurando uno dei suoi Angeli.
(Veramente, Gabriel, ciò che spaventa me è proprio che tu abbia un piano. Non che dubitassi, ma sai… a volte è bello illudersi che magari tu ti possa distrarre… e invece no.)
Proprio la frase dell’Angelo, prima ha aperto le porte all’annunciato flashback: “Vuoi attaccare due città contemporaneamente. L’ultima volta che l’abbiamo fatto, avevamo Michael con noi.”
E non ho problemi ad ammettere che sul “due città contemporaneamente” mi sono corsi i brividi lungo la schiena, perché ho capito immediatamente a cosa si riferisse l’Angelo e, dunque, cosa avrebbe mostrato il flashback: Sodoma e Gomorra. Non poteva essere che la distruzione delle due città simbolo di perdizione e di tutti i peccati dell’umanità. E infatti così è stato.
E questo flashback si collega direttamente a ciò che sta accadendo a Mallory, creando, altresì, un ponte con Gabriel, fuori dalle mura di New Delphi e, dunque, anche con il Signore di questa città.
A Mallory, Michael è ancora sconvolto dalla morte di Harper e dalla noncuranza di Wes nei confronti Michael e Laurel_Tomba-1dell’atto compiuto. Si reca dunque da Laurel, impetuoso e oltraggiato dal fatto che nessuno abbia preso provvedimenti; la donna appare quasi freddamente rassegnata, ma non bisogna farsi ingannare da tale atteggiamento, poiché, come Michael stesso capisce, non è indifferenza nei confronti di Harper, per la quale Laurel sta soffrendo, bensì rassegnazione a qualcosa di altrettanto tragico alla quale lei stessa va incontro. Scopriamo, così, che quando Laurel gli disse, in chiesa, quando lui era appena giunto, “Venne fondata una nuova fede, fatta di canti, servizio e sacrificio” lo intendeva (come sinistramente avevo pensato) in senso letterale. Laurel, custode di tutte le confessioni degli abitanti della comunità, infatti, si sacrificherà per purificare la città dai segreti e peccati e per questo sta scavando la sua stessa tomba.

Michael, allibito, agghiacciato, disperato e per questo infuriato (“So che avete paura che il Padre non ritorni, come me, ma avete lasciato che un falso Profeta facesse leva sulle vostre paure.”“Ma io sento la voce di Dio, tutti noi la sentiamo!”“MA IO NON LA SENTO! E SE FOSSE IL PADRE TI ASSICURO CHE AVREBBE QUALCOSA DA DIRMI! SONO ANCHE IO UNO DEI SUOI FIGLI!”), CKpUYjCWUAAYCBl.png largetenta di dissuaderla, ma dinanzi alla fermezza della donna decide di andarsene per due motivi: salvare e aiutare chi effettivamente può aiutare, ovvero Alex, perché “lui ha bisogno di me” (*lacrime qui*), e non assistere a qualcosa che rifiuta e condanna con tutto se stesso. All’improvviso, però, si rende conto che prima di andarsene può essere davvero utile anche a Mallory, che può ancora proteggere anche lì; il modo in cui si rende conto di tutto ciò è proprio pensando al suo passato, ovvero a Sodoma e Gomorra, “… city so scorched no life may ever grown again”.

E così torna indietro e si offre al posto di Laurel, per salvare la persona che con la bellezza della sua anima gli ha permesso di ritrovare se stesso, come le aveva spiegato nelMichael & Laurel_Stalla_1a pomeriggio, quando le aveva detto addio: “Io ho trovato qualcosa in cui credere. Ora so che il Padre è ancora là fuori. Io ho fede, poiché era Sua intenzione che io arrivassi qui, per trovare ciò che avevo perso. Per trovare te. Il mondo ha avuto fine (e si riferisce a quello che era stato il suo mondo per 25 anni, al tradimento subìto), ma tutto ciò che era buono e bello non è morto con esso.” Michael è tornato. (E sì, io ho pianto spudoratamente.)
Michael, quindi, si sacrifica (e nonostante io me l’aspettassi, visto il promo, e sapessi che non può morire, ho avuto un attacco isterico, perché almeno poteva controllare che il pugnale non fosse di acciaio empireo! E comunque vederlo accasciarsi e spirare, anche se solo temporaneamente, è stato uno shock) e grazie a questo noi abbiamo la possibilità di assistere a un particolare che ci dimostra che quella fede è qualcosa di davvero reale: da Laurel, infatti, i segreti e peccati passano a Michael, in un alone dorato (come dorato, abbiamo visto, è lo spirito di un Angelo), attraverso le loro mani a contatto. E quando Wes tenta di opporsi (seriamente, di questo tizio non se ne può più… allora offriti e ammazzati tu), il divampare del fuoco, che si sta spegnendo, dimostra che l’azione di Michael è la cosa giusta da fare.

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Parallelo Michael-GabrielL’Arcangelo dunque, dopo essersi confessato, si sacrifica con un dolcissimo addio a Laurel: “La tua grazia è una luce che risplende nell’oscurità… ed è ciò che condurrà a casa il Padre”, con un sorriso unico. Il suo corpo viene seppellito nel luogo originariamente destinato a Laurel. Tutta la scena è drammatica e straziante, anche per la dimostrazione del legame che unisce i due gemelli, con Gabriel che percepisce che qualcosa sta per accadere al suo gemello e poi sente il dolore al cuore (devi redimerti, Arcangelo, devi), e sottolineata, di nuovo, dall’incredibile musica, il Michael’s Theme.
Tutto questo, comunque, per poco, ovviamente. La terra comincia a muoversi e un’ala irrompe prepotentemente dal terreno. Michael riemerge e spalanca le ali e le braccia, tornato a nuova vita, assaporando il gusto di essa. Un’immagine bellissima.

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Dopodiché, egli va, giustamente, a minacciare Wes (terrorizzandolo), al quale permette di scoprire la sua vera natura. Il perché, ci giunge notizia ufficiale, lo scopriremo abbastanza presto. Possiamo notare, intanto, che così fa in modo che Wes abbia dei segreti (sei geniale, mio adorato Arcangelo). E così Michael vola via, verso Alex, che ha bisogno di lui.
Ora, tutto questo sembra dimostrare che non condannare senza appello Mallory e Laurel, ammettendo che poteva essere effettivamente qualcosa di reale, fosse la cosa giusta da fare. E’ chiaro che, per quanto certi dogmi siano estremi e non condivisibili, lì c’è una presenza tendenzialmente benevola. La domanda è: Raphael? Le nuove informazioni rilasciate, con i “diari” dei precedenti leader di Mallory, hanno dichiarazioni contrastanti, e parlano di un profeta uomo, ma potrebbe proprio essere lei, alla luce delle informazioni che vi ho riportato la settimana scorsa, ovvero che la gemella di Uriel è dotata del potere di enunciare Profezie (e quindi sarebbe il Profeta per eccellenza, anche perché esso si presentò affermando di parlare per Dio stesso), che in passato ha avuto la tendenza ad agire come Dio e, questo non ve l’avevo detto (appositamente), la quale ha già agito in vesti di Profeta, a Babilonia, prima della caduta della città, sfidando la volontà del Padre e annunciando proprio tale caduta. E fu proprio questo atto a portare Michael, Gabriel e Uriel a chiedersi cosa avrebbe fatto Raphael se avesse avuto il potere di agire come il Padre. E, con la scomparsa di questo, tecnicamente lei può avere quel potere. Inoltre, ATTENZIONE SPOILER… Dio, prima della guerra, fece dei doni ai propri figli: a Uriel diede il Vangelo Apocrifo, a Gabriel un dono che è ancora un mistero, anche se si ritiene che sia stato il più generoso, a Michael diede i simboli sul corpo (poi passati a Jeep e da lui ad Alex) e a Raphael lasciò il dono della Profezia. Lei, in più, fu la prima ad apprendere dell’avvento del Prescelto. Raphael non è emotiva come la sua gemella Uriel, dà importanza sopra ogni cosa all’intelligenza e all’analisi e ha… come dire, una predisposizione allo studio degli atteggiamenti umani. E se Mallory fosse una sorta di studio, per lei, ai fini di comprendere il passato e del suo potere di profetizzare gli eventi futuri? O di valutare il comportamento umano? Oppure, vista la verità su Julian, a Mallory vi è un Lucifero diverso da come ce lo aspetteremmo?

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Dicevamo, all’inizio di questo paragrafo… il flashback. Una parte non solo bellissima (e come tutto il resto straordinariamente recitata… applausi, applausi, applausi a Tom e Carl), ma anche colma di significati.
Innanzi tutto, ancora una volta viene mostrata la differenza tra Michael e Gabriel (come già Flashbacksuccesso con il flashback della scorsa stagione, che ha rivelato la menzogna di Gabriel, cioè Michael non era Il Diluvio, è stato colui che per ordine del Padre – esagerando – ha punito coloro che, dopo il Diluvio, avevano smesso di venerare Dio), anche quando il primo era l’affilata spada del Padre, sempre pronta a colpire: Michael, per l’appunto, per quanto feroce non colpiva indiscriminatamente come fa Gabriel, ma lo faceva (a volte esagerando, lo ha detto lui stesso, a volte fallendo prove a cui veniva sottoposto) su ordine di Dio, ogni volta che questo riteneva di dover punire l’umanità. A differenza del fratello gemello, Michael non ha mai mirato allo sterminio degli esseri umani, non li ha mai odiati, eseguiva dei compiti che gli venivano affidati, metteva in atto le punizioni circoscritte decise dal Padre e lo faceva perché lui è il Comandante delle Legioni Celesti (e perché tale ruolo gli piaceva). E, in realtà, Gabriel faceva lo stesso.
A Sodoma e Gomorra Michael è infuriato quanto il Padre nei confronti delle due città e come Dio non ha alcuna intenzione di mostrare pietà… ma non ha nemmeno intenzione di sottoporre a torture indicibili gli abitanti, con i mezzi utilizzati invece costantemente da Gabriel, quando lui stesso ha eseguito le punizioni del Padre. Michael vuole agire con onore, ovvero affrontando in modo diretto la situazione, mostrando il suo volto, e rapidamente, eseguire la punizione e tornare nei Cieli, dove continuerà ad avere speranza per gli esseri umani.
A noi potrà sembrare terribile, ma la verità è che… è la Bibbia. Giorni fa sottolineavo come gli autori la interpretino, ai fini della creazione della loro storia, in modo abbastanza letterale; ovviamente non mi riferisco ai singoli personaggi, altrimenti non potremmo avere Angeli donna, ad esempio, bensì al quadro generale: Dio che impartisce punizioni e persino uno sterminio globale è preso dalla Bibbia, dunque sempre da lì derivano la sua rabbia e il fatto che questa si rifletta, inevitabilmente, sugli Angeli. Come Dio può provare una tale furia, a maggior ragione possono farlo i Suoi Angeli; pertanto, come Egli decide di punire severamente (persino troppo), allo stesso modo lo fanno i figli, che eseguono i suoi ordini. I contenuti delle anfore elencati da Gabriel sono presi dagli Scritti (su Sodoma e Gomorra cadde una pioggia di fuoco e zolfo). Per questo motivo non mi stupisce aver visto Michael dopo il Diluvio punire coloro che non veneravano più il Padre, né mi stupisce vederlo inflessibile dinanzi a Sodoma e Gomorra (dove Dio, peraltro, secondo la Genesi manda effettivamente tre Angeli per un’ultima valutazione… e tre angeli sono presenti nella tenda: Michael, Gabriel e Lyrae…). Qual è, però, la differenza da CKpTbVVWIAAFSHz.png largeGabriel? Oltre al fatto che, come ho detto, Michael agiva in modo circoscritto e non ha mai odiato l’umanità, egli ha, altresì, capito i suoi errori già allora e ha deciso di mettersi in discussione e mettere in discussione anche il Padre, pur restando nei Suoi confronti un figlio devoto e amorevole. Michael, in un certo senso, è l’espressione del libero arbitrio nel senso più elevato: laddove Lucifero potrebbe averlo invocato per potere (non lo sappiamo ancora), Michael lo usa e si ribella agli ordini del Padre per fare la cosa giusta. Gabriel, invece, non conosce mezzi termini: come sembra intuirsi dalla sua espressione quasi estasiata al sangue sulle sue mani e dal “Gabriel, che cosa hai fatto?!” di Michael, si direbbe che dalla misericordia (relativa, visto che uccideva comunque, ma senza mai esporsi in primo piano) sia passato alla furia senza freni e all’odio.

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E veniamo, infine, all’altro aspetto fondamentale del flashback: Julian. Abbiamo scoperto la sua vera identità e, come avevo immaginato, è un Angelo. Non è Lucifero, eppure il mio dubbio non era sbagliato, poiché egli è molto simile a Lucifero (è interessante che anche l’iniziale del nome sia uguale): è un Angelo Superiore affamato di violenza e ansioso di scatenarla nel modo più terribile sull’umanità, tanto da aver disgustato e aver fatto infuriare Michael proprio per le sue azioni orrende contro gli abitanti di Sodoma e Gomorra e, per questo, condannato da Michael alla perdita del suo status, del corpo e all’esilio. Julian-Lyrae è, in effetti, un Angelo Caduto, come Lucifero, e quindi la “Bocca dei Dannati” è davvero New Delphi e lui odia Gabriel e Michael (quest’ultimo direi anche di più) proprio per la sua caduta. Eppure, egli deve avere ancora un grande potere, poiché, pur avendo perso la forma corporea dopo la distruzione delle due città, non è un eight ball, come la prima inquadratura nel flashback ci mostra: il suo aspetto, infatti, è lo stesso e quando i suoi occhi cambiano, alla fine dell’episodio, non diventano come quelli degli eight balls, bensì divengono interamente neri pur lasciando intravedere ancora la forma dell’iride e della pupilla. Le domande restano, quindi: come è possibile tutto questo? Julian-Lyrae è legato a Lucifero o ricopre il ruolo che nella tradizione religiosa appartiene a quest’ultimo? E quindi, in questo caso, la storia di Lucifero quale sarebbe? E cosa c’è nell’anfora? Quale dei mezzi divini è? E dove vuole scatenarla, Julian-Lyrae?

Anche per questa settimana, ho finito e vi lascio con il promo del prossimo episodio, “A Bitter Thruth”.

Alla prossima!

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4 comments

Marianna 26 Luglio 2015 at 13:43

Recensione fantastica e ricca di dettagli come sempre. Io ho una domanda su Lyrae: lui è stato cacciato da Micheal perché durante la distruzione di Sodoma e Gomorra si era dimostrato particolarmente violento e malvagio, ma se fosse proprio questa sua caratteristica molto negativa a permettergli di controllare gli eight balls?

Reply
Sam
Sam 26 Luglio 2015 at 19:02

Grazie mille! 😀

La tua domanda è ottima.
La risposta è: come te, non lo so!
Potrebbe decisamente essere. Come ho detto la scorsa settimana, il punto, o meglio, uno dei vari, è: la convivenza pacifica a New Delphi è forzata, indotta in qualche modo, o “naturale”, spontanea?
Ho trovato molto interessante la spiegazione che Julian-Lyrae all’inizio ha dato ad Alex, prima che questo entrasse nel manicomio, ovvero che il corpo umano non è stato ideato per la possessione e per questo a volte gli eight balls impazziscono.
Insomma, io avrei detto che di base sono già così e sono quelli tranquilli (tipo Clementine) a essere “strani”. LOL
Forse, però, non è così, forse è tutto molto più complesso… a ben pensarci, in effetti, l’eight ball che Michael ha usato per il suo “piccolo esperimento scientifico” fuori Mallory era in sé. Evidentemente c’è differenza: quelli che uccidono gli esseri umani lo fanno per loro diletto o perché potrebbero essere spiriti angelici particolarmente selvaggi e poi ci sono quelli che impazziscono come quelli rinchiusi nel bunker a New Delphi. Sempre che ciò che Lyrae-Julian ha raccontato in merito sia vero… e poniamo che lo sia, almeno questo.

Resta il fatto che lui sembra in qualche modo ricoprire il ruolo di Lucifero, non è un eight ball, ha una delle anfore… e tutto ciò è molto negativo.
Dal promo della prossima puntata, che come hai visto ho inserito, sembra che scopriremo di più su New Delphi e sui suoi abitanti. La frase di Alex, “Questa è una città di mostri”, è piuttosto inquietante.

Reply
Federicuccia 1 Agosto 2015 at 18:16

sì interessante il flashback e bello l’abbraccio tra Michael e Gabriel, dove quest’ultimo si rifiuta categoricamente di giustiziare il suo gemello, quello che mi chiedo è; ci sarà mai tregua tra i due oggi?
rivedremo Mallory e soprattutto Laurel? by the way lei e Michael chimica alle stelle! 😉 mi son piaciuti davvero tanto
e dov’è finito David ora che Claire l’ha detronizzato? non penso l’abbiano giustiziato

bella recensione, alla prossima 🙂

Reply
Sam
Sam 1 Agosto 2015 at 23:04

Ciao!
Grazie mille! 🙂

Oggi nell’immediato o a breve? No. Gabriel è ancora fissato con il voler sterminare tutta l’umanità, cosa che Michael non permetterà mai.

A me Michael e Laurel non hanno fatto impazzire quanto “possibile coppia”, ma lei mi è piaciuta e mi è piaciuta la sua immediata fiducia in lui e la sua comprensione.

David è tornato in questo quarto episodio, di cui la mia recensione dovrebbe uscire domani. 🙂

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