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Doctor Who Recensioni

Doctor Who | Recensione Christmas Special – The Time Of The Doctor

Questo è stato un Natale difficile in generale, per molti whovian, perché in attesa, al varco c’era la rigenerazione di Eleven, ma anche la prima comparsata di Twelve. Ci sono un po’ di cose che fanno chiarezza in quest’episodio e ce ne sono altre che depongono bene per il futuro, come ci sono anche alcuni punti deboli, ma andiamo per ordine.

Il Dottore è impegnato a decodificare un messaggio che si sta propagando ovunque nell’universo e per farlo vaga tra un pianeta e l’altro, accompagnato dal suo nuovo fedele amico: Handles, la testa di un Cyberman che conserva comunque parte della sua attività. La cosa che preoccupa il Dottore è il contenuto di questo messaggio che causa la presenza contemporanea nello stesso punto, orbitante intorno ad un pianeta, di Dalek, Sontaran, Cybermen e chissà chi altri. Tra un viaggio e l’altro il nostro Doctah riceve la chiamata di Clara che gli chiede di fingersi il suo fidanzato per il pranzo di Natale. Galeotto fu il tacchino, che non giunto a cottura, causa il ritorno dei due sulla TARDIS dove, il Cyberman riesce ad identificare la fonte del messaggio come Gallifrey, ma il Dottore conosce casa sua e il pianeta di fronte ai suoi occhi non è Gallifrey, anche perchè, seppur salvo, non può trovarsi nel nostro stesso universo. In ogni caso questo pianeta è schermato e c’è un solo modo per potervi accedere: tramite il mainframe papale della Chiesa del Silenzio di cui è sacerdotessa Tasha Lem, vecchia conoscenza del Dottore, e responsabile degli scudi intorno al pianeta Christmas, che dopo scopriremo col nome di Trenzalore. Una volta approdati sul pianeta, i due si trovano davanti la fonte del messaggio, la famosa “crack in the wall” della stagione 5 , ed a comunicarlo sono proprio i Time Lord. Il Dottore, fa un piccolo upgrade al Cyberman, tramite un sigillo dei Time Lord, rubato al Master nella Death Zone, durante l’episodio speciale “The Five Doctors”, in questo modo il messaggio viene tradotto ed è la domanda più antica dell’universo, quella che non deve mai essere posta ad alta voce: “Doctor Who?” ed ora tutti ne sono a conoscenza.
Il fatto che il pianeta sia dotato di un campo di verità è un’altra misura precauzionale, per non permettere al Dottore di mentire, visto che la risposta a quella domanda è una garanzia che i Signori del Tempo hanno per poter ritornare nel nostro universo tramite la crepa, allo stesso tempo, a loro insaputa, è però una missione suicida, visto che tutte le creature nemiche del Dottore, a partire dai Dalek, sono lì ad aspettarli per scatenare una nuova guerra. Inoltre nel momento in cui il nostro Time Lord dovesse abbandonare Christmas, il pianeta verrebbe comunque distrutto da tutta la gang appostata, in quanto fonte del segnale e del possibile ritorno della sua specie. Di conseguenza Eleven decide di restare e di fare da guardiano e da “nonno” del piccolo paese Natalizio, per più di 300 anni, mandando via Clara con l’inganno diverse volte per salvarla, ma lei noncurante fa sempre ritorno da lui. Dopo il trucco dei Signori del Tempo il Dottore cade insieme a Clara nel tranello che i Dalek gli hanno teso: prendono il controllo del mainframe papale, uccidendo anche Tasha e dando così il via alla guerra su Trenzalore che si risolve con l’intervento a distanza dei Signori del Tempo e la rigenerazione del Dottore.
Moffat con quest’episodio tira un po’ le fila delle cose che, in queste ultime stagioni ci hanno fatto storcere e non poco il naso. Tutti i suoi finali e le cose lasciate penzolanti trovano tra loro un collegamento, anche con l’episodio del cinquantesimo, l’unica cosa che continuiamo a non avere è il punto di connessione tra il finale di “The Name Of The Doctor” e tutto ciò che viene dopo. Se ne sarà dimenticato?
Secondo molti questo tipo di epilogo era già stato scritto da Moffarello, io sono scettica per natura e quindi credo più che si sia reso conto dei punti deboli dei suoi episodi e vi abbia posto rimedio a partire da “The Day Of The Doctor”, anche se alcune idee di base erano sicuramente già state sparpagliate in alcuni episodi.

Di cose belle e da ricordare in quest’episodio ce ne sono sicuramente. Doctor Who è una serie che da sempre si autocita ed ha tutto il diritto di farlo, quindi troviamo, oltre a quanto detto in precedenza, il cacciavite sonico che non funziona sul legno (da quanto tempo non si sentiva?), Clara che si aggrappa alla TARDIS e viaggia nel Time Vortex (Jack Harkness anyone?) pur di non lasciare quell’ultimo legame col Dottore, è il secondo episodio di New Who ad avere un narratore esterno, l’altro è “The End Of Time” in cui avevamo Rasillon a raccontare gli eventi. Abbiamo poi un bel po’ di cattivi, caratteristici di queste ultime stagioni e non: Weeping Angels, Sontaran, Cyberman, Dalek, Silenti insomma un’insalata che però alla fine, fa solo finta di fare molto rumore. Addirittura i Silenti alla fine si coalizzano con il Dottore pur di mantenere il pianeta salvo. Come cattivi non mi sono mai piaciuti, questo loro percorso mi lascia ancora più perplessa, voglio dire, abbiamo avuto collaborazioni simili prima, una su tutte quella tra il Dottore e il Master, ma quest’ultimo ha comunque mantenuto il suo carattere alla fine dei giochi. I Silenti invece non sono mai stati inquadrati in modo decente, si è partiti con una buona idea che si è poi sviluppata male. Tra le varie citazioni poi non si poteva poi omettere questa: la giraffa ubriaca.

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Altre scene comiche sono quelle con il Dottore che gira nudo nella TARDIS  con Clara e quando, nelle stesse condizioni si presenta ai suoi familiari, le occhiate della nonna sono da scompisciarsi e la parte riguardante il parrucchino, visto che realmente Smith ne portava uno, dopo essersi rasato per interpretare il film di Goseling. Si fa anche riferimento alle sue sopracciglia, sfottò classico all’attore sui vari social network.
Spostandoci su tematiche di discussione un po’ più serie, è stato bello vedere un Dottore invecchiare (anche se non è la prima volta che succede), specialmente il Dottore di Smith, perchè quello che a me personalmente è piaciuto di più della sua interpretazione è stato il riuscire a rendere così bene l’età del Dottore, il suo essere millenario, nel corpo più giovane che ha avuto. Per il finale quindi lo vediamo “dentro e fuori” allo stesso modo, è trasparente. Christmas è la “pensione” del Dottore, che passerà gran parte delle giornte ad aggiustare giocattoli e raccontare storie, intervenendo anche contro i nemici che riescono ad intrufolarsi. Tutto potrebbe essere una passeggiata ma non lo è. Per quanto possa aver sviluppato, in più di 300 anni, un senso di appartenenza al popolo ed al pianeta, ha rinunciato a tutto quello che la sua vita è sempre stata, ai viaggi, al vedere cose nuove anche alla TARDIS, casa sua e per un personaggio come il Dottore, tutto ciò è un enorme sacrificio. In più, nonostante tutti quelli che ha intorno fondamentalmente torna ad essere solo, l’unico reminder di ciò che era è il buon Handles, ma anche lui finisce per lasciarlo ricordandogli di spostare il telefono della TARDIS nuovamente sulla console, come gli aveva chiesto ad inizio episodio.
Anche Clara è stata splendida, è caduta per due volte nel tranello del Dottore che per il suo bene ha voluto allontanarla, ma ha fatto l’impossibile per essergli vicino, visto che il suo momento stava per giungere e non si è limitata a quello. Lei, donna e bambina allo stesso momento, ancora una volta si trova a condividere le sue emozioni per risolvere la situazione, per far capire quanto profondamente sia legata al Dottore e quanto la sua conoscenza di quel buffo alieno sia in un qualche modo più radicata rispetto alle persone della sua stessa specie.

Le scene dei due insieme sono una più bella dell’altra. La poesia, Clara che aiuta il Dottore ad alzarsi perchè da solo non ce la fa, lui che da solo ha salvato mondi e combattuto guerre è lì, debole e morente e qual è il suo ultimo desiderio? Salvare Clara, lui le chiede espressamente un’ultima vittoria, quella di metterla in salvo, ora non mi venite a dire che questa non è una cosa bellissima.

 

“Change the future” lo sentiamo diverse volte nel corso dell’episodio ed è qualcosa che il Dottore da solo purtroppo non può fare, perchè non ha più rigenerazioni a disposizione. Un’idea di tutto ciò ce l’eravamo già fatta dopo il cinquantesimo, in cui abbiamo visto realmente la famosa incarnazione tra l’ottavo ed il nono, da li rifacendoci un po’ i conti si giunge alla conclusione che l’ultima rigenerazione è un treno già passato, tant’è che anche nella recensione dell’episodio precedente consideravo, così come molti altri di voi, la possibilità, grazie al “ritorno” di Gallifrey, che i Time Lord (gli unici con questo potere) potessero concedere al Dottore un nuovo set rigenerativo, cosa che accade in questo episodio e che spiega anche il Dottore a Clara mentre i due attendono l’alba. Altra breve parentesi sul discorso rigenerazione riguarda il rapido passaggio da Smith a Capaldi negli ultimi minuti dell’episodio. In molti non sono stati soddisfatti della scelta che però tanto scelta non è, mi spiego meglio. L’energia rigenerativa viene quasi tutta dissipata quando Eleven è sulla torre per sconfiggere i dalek, di conseguenza quella residua a consentire effettivamente il cambiamento è ben poca. Inoltre c’è anche da considerare che per la prima volta al Dottore sono concesse “vite extra”, quindi anche ciò in qualche modo influenza non solo il cambiamento ma anche quello che viene dopo (vedi quello che dice Capaldi).

Il discorso di Eleven, così come quello di Ten, oltre a chiudere la sua parabola, è un vero e proprio addio dell’attore alla serie, come è giusto che sia quando si è parte di qualcosa come Doctor Who. Ci sono fish fingers and custards e c’è anche Amy “la prima persona che ha visto questa faccia”. Sarò onesta e mi preparo al linciaggio, Amy non mi è mai piaciuta come compagna, non sono mai riuscita a stabilire una qualsiasi sorta di connessione con lei e non vedevo l’ora che arrivasse la sua dipartita, ma la sua presenza in questo finale ci stava tutta (anche solo della Amy bambina se fosse stata la stessa attrice… Ok basta ora sto diventando cattiva) alla fine  questo è il momento di chiudere il cerchio quindi non poteva mancare.

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Il discorso finale sui cambiamenti riflette non solo la personalità complessa di un Time Lord ma quello che è il percorso di tutti gli umani, ovviamente in un arco temporale molto meno esteso, perchè in realtà ognuno di noi è stato qualcun altro e sarà qualcun altro, tutti cambiamo in qualche modo, ma l’importante è salvare quelle impronte di noi stessi, non cancellarle o dimenticarle.“I Will Always Remember When the Doctor Was Me” è il personale saluto di Matt alla serie, l’equivalente dell’“I Don’t Wanna Go” di Tennant di qualche anno fa; e, se di primo acchitto Smith non mi ha conquistato col suo Geronimo, pian piano mi sono affezionata anche al suo Dottore, l’ho visto crescere, ho pianto e ho gioito insieme a lui.

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Nel complesso, come episodio natalizio funziona abbastanza bene e da la giusta conclusione al percorso di Smith come Undicesimo, se avessero alleggerito la narrazione dal punto di vista degli avvenimenti e dei personaggi, forse sarebbe risultato più lineare.
Nonostante continui a preferire la cravatta al papillon, una piccola parte di me sentirà comunque la mancanza di Eleven, come ha sentito prima quella di Nine e poi, in modo più forte quella di Ten, ma Doctor Who è questo, lo ami e lo odi ma finisci per amarlo di nuovo alla fine della giornata.

Anche questa recensione termina qui, colgo l’occasione per consigliarvi un po’ di pagine facebook affiliate, sempre ricche di news, immagini e curiosità: British Artists Addicted,  David Tennant Italian Page, Doctor Who Italy, My Doctor  e Peter Capladi Italia.
e vi aspetto nei commenti per qualsiasi suggerimento dubbio o curiosità che magari potrei riuscire a risolvere!
Ci si rivede a settembre in compagnia del nuovo Dottore intepretato da Peter fucking Capaldi, che non vedo l’ora di scoprire meglio!
Buona Domenica e Buone Feste!

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