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Doctor Who Recensioni

Doctor Who | Recensione 8×02 – Into the Dalek

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Cari Addicted,

giuro che è solo per questa volta e per cause di forza maggiore.

Giuro di non aver rapito e imbavagliato Lucia.

E, soprattutto, giuro che tornerà la prossima settimana a scrivere della nostra serie preferita come solo lei sa fare.

Mi è stato concesso l’incredibile onore di sostituirla, solo per questo episodio, quindi se la recensione non vi piacerà, don’t worry. Sarà l’ultima volta che mi leggerete 🙂

Ammetto di aver sentito l’ansia da prestazione.

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Non ho dormito la notte al pensiero di dover scrivere di una serie che amo con tutta me stessa. Un amore talmente grande da essere incomprensibile ai più. Ho la casa piena di gadget, un cacciavite che mi capita più volte di impugnare con convinzione e un fidanzato che ormai ha accettato di convivere col Doctor, oltre che con me.

Questa premessa era d’obbligo per farvi capire che criticare una serie non vuol dire non amarla. In alcuni casi, vuol dire amarla ancora di più.

Ecco perchè mi sento di scrivere questa recensione con il cuore ma anche con l’obiettività che Doctor Who merita.

“Am I a good man”?

Il Dottore non è l’unico a porsi questa domanda. E’ un dubbio che condividiamo tutti.

Dov’è finito il Dottore che conoscevamo?

Per quanto io adori Capaldi e sia convinta che la scelta di questo attore sia assolutamente vincente, i punti interrogativi cominciano ad essere troppi.

Il nuovo Dottore sembra aver costruito delle barriere molto nette tra lui e gli altri, lo si nota anche dal fatto che non chiami mai nessuno per nome ( a parte Clara ), quasi a voler rimanere distaccato e rendere un eventuale sacrificio meno doloroso. Sarà un caso che Gretchen sottolinei invece l’importanza di un nome e quanto, ognuno di noi, vorrebbe essere ricordato, un giorno, per qualcosa di positivo?

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Ma perchè stavolta il cambiamento post-rigenerazione è così radicale? La possibilità che il nostro protagonista affronti una svolta “dark” è affascinante ma cosa lo ha spinto ad essere così diverso?

La parola “diverso” in Doctor Who assume spesso significati positivi; anche l’alieno più crudele, strano e orrendo ha ragione di esistere in questo mondo, e merita la possibilità di vivere. In Genesis of the Daleks, il Dottore non riesce a sterminare i suoi nemici, neanche conoscendo il male che faranno in futuro. Questo la dice lunga sulle pesanti decisioni che un TimeLord è tenuto ad affrontare e come si sia spesso interrogato sulla fragilità del confine tra il bene e il male.

Se vi siete incuriositi questo è il momento di cui parlo:

In questo caso il suo essere diverso non ha quasi nulla di positivo. Sacrificare Ross con quella facilità, per quanto fosse spacciato, non è di certo quello che mi aspetto dal mio personaggio preferito. Che sguazzi nei suoi resti facendo battutine, ancor meno.

Alla luce delle tante rigenerazioni affrontate e del passaggio tra 9-10-11, questo dodicesimo Dottore sembra quasi tornato alle origini ma in un modo sbagliato. A vederlo così freddo e distaccato si ha l’impressione che abbia conservato memoria solo delle nozioni, cancellando la parte emozionale dei suoi più recenti predecessori.

La domanda è: tutto questo ha un senso? Azzerare il percorso di umanizzazione affrontato nelle ultime stagioni, ricominciando da zero, è un progetto ambizioso ma anche rischioso, semplicemente perchè l’abbiamo già visto. Parlando solo del New Who, abbiamo guardato Nine torturare un Dalek incatenato per poi ammorbidirsi, in seguito, grazie a Rose; siamo passati a Ten che ha sperimentato le gioie e soprattutto i  dolori dell’amore e dell’amicizia per poi arrivare a Eleven che si procura una moglie, con tanto di coppia Pondiana al seguito e partite a calcio con Craig. Ora, questa presunta oscurità, cosa ci vuole raccontare? E soprattutto come ce lo racconterà?

Guardando Into the Dalek è impossibile non fare un confronto con la 1×06, “Dalek”.

Di Nine conoscevamo la rabbia, il dolore di essere solo al mondo, l’odio verso i nemici che avevano causato la distruzione del suo mondo. Un episodio drammatico, a tratti commovente, su come sia facile passare da vittima a carnefice e viceversa.

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Dietro il comportamenteo di Nine vi era però un contesto ben preciso. Alla luce dell’episodio del 50esimo e del successivo set di rigenerazioni nuove di zecca ricevuto, faccio fatica a capire le motivazioni del presunto periodo oscuro del Doctor.

Cosa è successo, quindi, a questo nuovo Dottore? Vedendolo con Clara, a volte, sembra che i ruoli di companion e Doctor siano invertiti. Le intuizioni della sua compagna di avventura sembrano superare quelle del protagonista, relegando il Dottore al ruolo di alunno, con Clara che gli bacchetta le manine quando esagera. Vero è, che il ruolo della companion è un po’ quello di arginare alcuni aspetti sregolati del Dottore ma davvero è necessario, dopo tutti questi anni, spiegargli il valore della vita, umana o aliena, che sia?

Il modo in cui Clara riattiva la memoria del Dalek un po’ a caso, poi, non è sicuramente tra le migliori scene mai viste. Per non parlare del fatto che da bagnati fradici, passano ad asciutti nel giro di pochi minuti. Dettagli non importantissimi ma che fanno comunque storcere un po’ il naso, così come gli anticorpi che il Dalek non può controllare che si bloccano magicamente, una volta riattivati i ricordi .

Ma passiamo alla trama dell’episodio.

Il Dottore è in giro per l’universo e salva la prima persona a caso che combatte contro i Dalek. Che ci faceva lì? Non lo sappiamo.

Entra nella nave Aristotele e lo vogliono subito far fuori, nonostante abbia salvato una di loro. Basta nominare la parola Dottore e magicamente non solo non lo vogliono più uccidere ma lo mandano anche a prendere Clara. (???)

Questo Dottore, in cerca di se stesso, incontra un Dalek che affronta il suo stesso “dramma”. “Am I a good Dalek”? 🙂

“L’etica, come conseguenza di un malfunzionamento”, dice il Dottore. Ma l’etica di un Dalek quale potrà mai essere, se non quella di sterminare? Com’è possibile che il Dottore, che conosce i Dalek da millenni, non abbia pensato alle conseguenze di questa avventura e di una eventuale riparazione del guasto? Dal suo comportamento, intuiamo che l’intento era quello di provare che un Dalek buono non possa esistere. Clara, in maniera decisamente violenta, gli fa capire che c’è un altro motivo, molto più nobile, per cui devono lottare. La possibilità di rendere tutti i Dalek, “buoni”.

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Ma se lo scopo di un Dalek buono è sterminare la sua specie, cosa c’è di nobile nel volerli rendere tutti così? Cosa c’è di nobile nel lasciarlo andare sapendo che distruggerà i suoi compagni? Ancora una volta il confine tra bene e male è davvero sottile e non sono sicura che il messaggio di questo episodio sia davvero positivo. Il Dottore ha fatto degli errori ma nella sua mente c’è molto di più dell’odio per i Dalek. Tutte le esperienze passate, l’affetto per i suoi compagni l’amore per l’avventura, eppure il sentimento prevalente che l’alieno ha trovato, è l’odio.

Alla fine dell’episodio, mi sono resa conto che forse il Dalek è il personaggio che mi è piaciuto di più.

L’idea della coscienza innescata dalla nascita di una stella e la consapevolezza che la vita trionfa sempre, mi è piaciuta molto. Per quante stelle potrai distruggere ce ne saranno altrettante che nasceranno, non importa quanto ti impegnerai. “Life returns; life prevails“.

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Devo dire che il nuovo senso dell’umorismo del Dottore non mi dispiace, ma non basta una lasagna a salvare questo episodio.

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Cosa dire di Missy? Un altro personaggio morto a causa del Dottore finisce nel suo “Paradiso personale”. Perchè Gretchen sì e Ross no? Con che criterio sceglie le persone? Le teorie Master, Tardis o nuovo personaggio affollano la rete, come previsto.

Mi incuriosiscono molto i segni tracciati dal Dottore, nella 8×01 sul pavimento e nella 8×02 su una lavagna, all’interno del Tardis. Che siano tentativi per rintracciare le coordinate di Gallifrey?

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Ho lasciato Danny Pink per ultimo perchè non ho molto da dire su di lui. La scena della lacrima è stata davvero forzata, ci vogliono far capire che ha qualche trauma e, due minuti dopo, lo trasformano in un adolescente alla prima cotta. Bastano 30 secondi di dialogo e tutti capiscono che Clara è innamorata, persino Journey che la conosce da 5 minuti. Facile intuire come il suo passato da soldato sia destinato a scontrarsi con l’opinione del Dottore, visto il suo netto rifiuto di accogliere Journey. Ci sarà inoltre qualche legame tra i cognomi Pink e Blue?

Insomma, se avessi visto questo episodio senza vedere il resto della serie avrei detto: carino.

Ma siate sinceri: nel contesto delle altre 7 stagioni che abbiamo visto nel New Who e, per chi l’ha seguita, nella serie classica, vi sentite davvero di affermate che quello che abbiamo visto sia un episodio straordinario? Con tutto l’amore che ho per questa serie, io dico di no. I dialoghi sono “gradevoli” sulla carta, forse, ma non hanno l’impatto emotivo che ho sempre amato in Doctor Who. La drammaticità che preferisco è quella che risiede nella potenza delle parole e nella convinzione con cui le si pronuncia. Riuscite a dire che il discorso di Capaldi al Dalek, con tanto di cinema fintissimo dietro, vi ha dato i brividi quanto quello di Eleven in Rings of Akhaten o di Ten sospeso sulla Satan Pit?

ringssatanpitE’ vero, è solo il secondo episodio, ma è anche l’ottava stagione di una serie che ci ha abituati al meglio ed è quello che voglio vedere.

Voglio prendere questa Into the Dalek come un inizio, non proprio felice, di un percorso di rinascita del Dottore che tutti conosciamo.

Voglio rivedere il suo entusiasmo verso l’avventura, voglio vederlo combattere il cinismo e i pregiudizi,  affrontare i nemici a viso aperto, con coraggio e magnanimità. Voglio rivederlo ammirare ogni essere vivente con la consapevolezza che ogni vita è preziosa.

giants giants2Voi cosa ne pensate di Into the Dalek? Sono stata troppo cattiva? 🙂

Fatecelo sapere, intanto ecco il promo del prossimo episodio:

http://youtu.be/eFBN4kMmZnI

Se ancora non l’avete fatto, mettete un bel mi piace alle splendide pagine Peter Capaldi Italia, My Doctor, Doctor Who Italy, David Tennant Italian page, Clara Oswald » Jenna Louise Coleman. ϟ, Blends of Scotland, Ireland, UK: Ladies’ perfect Tea

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15 comments

Andrea 2 Settembre 2014 at 10:37

Per quel che conta, a mio parere hai scritto una bella recensione 🙂 non tutti saranno d’accordo con ciò che hai scritto (le critiche sono ben accette, A PAROLE, con i fatti invece..). Dal canto suo, il tuo pensiero è molto simile al mio, ma questo non influisce minimamente sul parere della recensione

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Alice_in_seriesland
Alice_in_seriesland 2 Settembre 2014 at 10:45

Grazie mille, Andrea, mi fa molto piacere il tuo commento!! 🙂

Reply
Lu
Lu 2 Settembre 2014 at 12:14

D’accordissimo con quello che hai scritto, ero sicura che la serie sarebbe stata in buone mani con te <3
Doctor Who nel corso degli anni ci ha abituato bene anche quando non ci ha soddisfatti al 100% c'è sempre stato qualcosa da ricordare, quest'episodio invece mi ha lasciato un po' di vuoto. Ci sono diversi elementi buttati li a caso, senza premesse, ero felice di vedere un dottore più dark e tormentato, ma non in questo modo, non così cinico e distaccato dalle situazioni e dalle persone che in generale ha sempre amato e salvaguardato. L'idea di entrare nella mente di un Dalek a mio avviso poteva essere impiegata molto meglio e avrebbe potuto regalarci grandi soddisfazioni, per me purtroppo non è stato così, questo entra con ogni probabilità nella mia personale classifica degli episodi più brutti del new Who.
Complimenti ancora per la recensione e ti appoggio al 1000x1000 😉

Reply
Alice_in_seriesland
Alice_in_seriesland 2 Settembre 2014 at 12:28

Grazie, sono felicissima che ti sia piaciuta!! Prima di vedere l’episodio ero gasatissima, la trama e, in generale, il ritorno dei Dalek, mi avevano fatto ben sperare. Purtroppo non è andata così, ma ho grande fiducia in Capaldi e in questa serie. Incrociamo le dita! 😀

Reply
alberto 2 Settembre 2014 at 23:39

al contrario, penso che questa sia la miglior recensione sull’episodio e sul nuovo dottore che abbia letto finora, concordo al 100percento!

Reply
Alice_in_seriesland
Alice_in_seriesland 3 Settembre 2014 at 09:15

Grazie mille, Alberto!! Sono felice che ti sia piaciuta, ho provato ad essere più obiettiva possibile 🙂

Reply
Lorenzo 3 Settembre 2014 at 00:24

Concordo pienamente con quello che hai scritto,finalmente una bella recensione in confronto a quello che si trova in giro,questa puntata è stata confusa e non arriva assolutamente al livello degli altri dottori,ho sperato fino all’ultimo nel discorso del dottore ma niente, è fuffa in confronto al discorso in Rings of Akhaten.
Complimenti per la recensione e speriamo in un cambiamento 🙂

Reply
Alice_in_seriesland
Alice_in_seriesland 3 Settembre 2014 at 09:18

Ciao Lorenzo, grazie per i complimenti, sono felice che la recensione ti sia piaciuta!! Anch’io spero in una ripresa della serie, ho grandi aspettative verso Capaldi!! Incrociamo le dita! Ancora grazie! 🙂

Reply
fabio 3 Settembre 2014 at 09:36

come si fa a voler paragonare un discorso in una puntata qualsiasi con un doc appena arrivato con uno dei discorsi più epici della nuova serie dai, è un paragone fuori luogo e forzato secondo me. capisco che non ti piaccia questo doc ma ci sono argomenti più validi di cui parlare (cosa che hai fatto nel resto della recensione 🙂 ). non mi rovo d’accordo quasi su nulla dato che finalmente sto vedendo un dottore coi controccazzi ed un vero time lord che,per quanto ami fare del bene con tutto se stesso, è conscio della sua superiorità e al contempo ne è spaventato tanto da arrivare a chiedersi se sia un uomo buono nonostante tutto il bene che ha fatto. adoro questo dottore tormentato e cinico che sempre e comunque salva la situazione ma non fa di tutto per essere accettato e benvoluto. e il suo umorismo è fantastico, sempre a mio parere.

Reply
Alice_in_seriesland
Alice_in_seriesland 3 Settembre 2014 at 10:06

Ciao Fabio, rispetto la tua opinione ma converrai con me che entrare nella mente di un Dalek era una possibilità talmente affascinante che forse valeva la pena idearlo, un discorso epico come quello di Rings of Akhaten. Sei all’interno di un nemico storico del Dottore e il massimo che ti viene in mente sono quelle parole? 🙂 Non ho scritto che non mi piace questo Dottore, anzi ho scritto che la scelta di Capaldi è vincente. Il problema è che non vedo questo personaggio “coi controcazzi” che dici tu. 🙂 Lo vedo solo confuso. Non ha preso una decisione decente in questo episodio. Magari fosse tormentato e cinico, lo gradirei molto di più, è proprio questo l’aspetto che non mi piace. Rispetto la tua opinione ma questa è la mia. 🙂 Ti ringrazio comunque per il commento, ogni riflessione sul Doctor è sempre gradita! 🙂

Reply
fabio 3 Settembre 2014 at 12:15

convengo sul fatto che sia molto confuso e che non abbia ancora un identità definita 🙂 quello che intendo è che mi piace la piega che sta prendendo. Beh sono sicuro che se fosse stato nel pieno delle sue facoltà e con una rigenerazione ben rodata il fatto di stare “nella mente” del dalek sarebbe stato il motivo perfetto per fargli fare un discorso epico, ma nello stato in cui versa non mi sarebbe sembrato coerente tutto qui. ah si ho apprezzato molto il tuo stile di scrittura indipendentemente dalle opinioni 🙂

Reply
Alice_in_seriesland
Alice_in_seriesland 3 Settembre 2014 at 14:40

La piega che intendi tu piacerebbe molto anche a me ma deve essere scritta meglio di così, a mio avviso. Considera che Hartnell mi piaceva moltissimo e non era certo uno zuccherino 🙂 Grazie mille, sono felice che il mio stile ti sia piaciuto, al di là delle opinioni diverse! 🙂

Reply
Ale
Ale 5 Settembre 2014 at 12:44

Concordo anch’io: l’idea di un nuovo Dottore più dark e meno amicone non mi dispiace affatto ma al momento non mi piace ancora come la cosa sta venendo gestita. Da un punto di vista di mera trama è un po’ un controsenso tornare alle origini (caratterialmente parlando) proprio ora che tecnicamente il Dottore starebbe vivendo il suo momento più felice dal 2005 a oggi: i suoi predecessori in New Who erano tutti appesantiti dalla consapevolezza di essere l’ultimo dei Time Lord, e ora che quel peso è stato sollevato è strano vedere un Doc più cupo di prima. Però ripeto, al di là di questo l’idea di vedere Capaldi (che adoro) interpretare una versione più burbera del Dottore non mi dispiaceva affatto, solo che al momento non è quello che sto vedendo: il Dottore, come già detto da voi, sembra solo confuso e a tratti un po’ stronzetto, se il suo carattere dark venisse delineato meglio allora tanto di cappello, ma per ora è la casualità di metà delle cose che fa che mi lascia perplessa. E Clara in questo episodio mi è sembrata alquanto insopportabile, senza contare anche qui le intuizioni e le azioni random con cui risolve la situazione mentre il Dottore sembra a volte cadere dalle nuvole. Velo pietoso su Pink, introdotto a mio parere malissimo e che al momento, nonostante la lacrima che non mi ha trasmesso niente di niente (anche per via della scena costruita proprio male), non mi incuriosisce affatto.
Anche per me l’episodio non è annoverabile tra i migliori, e pensare che come detto da te il materiale era ottimo per fare il botto. Spero non cadano nel banale anche con Robin Hood!
Complimentissimi per la recensione comunque (e lo sai che non lo dico solo perché sono d’accordo con TUTTO quello che hai scritto ;)), il vero fan non è chi elogia una serie in toto sempre e comunque, chi la ama moltissimo lo si vede anche e soprattutto da come sa criticarne i punti deboli in maniera oggettiva: per quanto possa dispiacere parlarne male fa ancora più dispiacere constatare che in certe occasioni un prodotto dalle ottime potenzialità non arriva dove potrebbe facilmente arrivare, e quando questo accade va detto punto e basta.

Alice_in_seriesland
Alice_in_seriesland 8 Settembre 2014 at 10:44

Grazie mille Ale, sempre graditissimo il tuo punto di vista!! :-*
Stendiamo un velo pietoso su Pink 🙂

eleonora 10 Settembre 2014 at 12:24

Anche per me la tua recensione bella e azzeccata.
All’inizio dell’episodio quando hanno parlato di miniaturizzare il Doc per farlo entrare nella mente del Dalek, il mio cuore si è riempito di gioia : l’ho interpretato come un omaggio al mio scrittore sci-fi preferito I. Asimov .
Ma poi la gioia si è spenta e come dite voi, l’unico momento bello che ricordo è la frase del Dalek che malfunzionante, è riuscito a vedere la bellezzza.
Un Dalek, perfetta macchina per annientare, subisce un danno e ne trae un vantaggio. Almeno per una volta riesce a capire la bellezza che lo circonda.
Una situazione , per lui di handicap, si trasforma in qualcosa di buono.
Mi viene in mente Il motto di un altro Dottore che ho molto amato, House : “normal is overatte” .
Ma tornando al Doc , questo episodio ce lo presenta confuso , come se fosse un neonato che deve imparare tutto.
Capaldi mi piace tantissimo, spero che riescano a “cucirgli” addosso un “bel personaggio” .

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