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Doctor Who Recensioni

Doctor Who – Barlumi di speranza

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Secondo episodio per questa undicesima stagione della Nuova Era di “Doctor Who”. Una stagione che si presentava già sulla carta come rivoluzionaria (più del solito), ma che ha avuto una partenza non proprio indimenticabile.

L’episodio di debutto, infatti, come si diceva la scorsa settimana non è stato niente di eccezionale a livello di trama. E nemmeno per quanto riguarda l’aspetto di presentazione dei Companion. Questo show ci ha abituato a costruzioni di questi personaggi, fondamentali tanto quanto Il Dottore, a trecentosessanta gradi già nella loro prima puntata, con a volte vere e proprie storie costruite su di loro e mostrate in essa, per poi andare ad approfondire ulteriormente le loro figure nel prosieguo del viaggio.
Per fortuna, c’è stata la bellissima costruzione della nuova Incarnazione del Dottore che ha salvato un episodio un po’ piatto a livello di storia (e con qualquadra che non cosa, come si dice scherzosamente).

Questa seconda puntata, però, è stata tutt’altra storia.
Non solo gli effetti speciali sono stati molto belli (pensiamo all’immagine di apertura con Ryan che si sveglia nello spazio – tralasciando il fatto che dovrebbero essere morti tutti e tre non solo per la temperatura, ma non avendo nemmeno la protezione della “bolla di ossigeno” espandibile attorno al TARDIS – e nel suo occhio si riflettono milioni di stelle, così come l’arrivo improvviso della nave spaziale), ma l’avventura è stata avvincente, in tipico stile “Doctor Who”.

L’episodio è stato costellato dalle classiche battute del Dottore, “Benvenuti su quello che presumo sia il vostro primo pianeta alieno… Non toccate niente”, “Non ricordo se gli occhiali appartenessero ad Audrey Hepburn o a Pitagora”“Pitagora non indossava occhiali da sole!” “Chiaramente non l’hai mai visto con il dopo sbronza”, che hanno creato un bellissimo senso di continuità con ciò che abbiamo vissuto in questi ultimi tredici anni (pensiamo per esempio al classico “Don’t wonder off!”, nonché alla frase di Eleven su Virginia Wolf nella 5×05 “The Time of Angels”, per non parlare del “Don’t even drink the water”, che ha immediatamente rimandato a “The Water of Mars”… e deliziosa la citazione/ribaltamento di “The Day of The Doctor”, “Oh, you’ve redecorated… I really like it!”), una delle caratteristiche essenziali di questa serie, che necessita di un senso di unicum visto che parla della stessa persona.


Dei Companion non sappiamo ancora molto, in particolare di Yaz, ma in questo secondo episodio hanno avuto momenti più coinvolgenti, intimi e personali. Su tutti, ha brillato Graham, che ci ha mostrato una reazione a trecentosessanta gradi, passando dal pessimismo causato dalla comprensibile preoccupazione (non è proprio cosa da tutti i giorni trovarsi su un pianeta alieno pericolosissimo, senza apparente modo per lasciarlo), alla volontà di essere utile per sfruttare al massimo la possibilità di salvarsi, all’eccitazione dinanzi alla nuova realtà, a questi orizzonti che si ampliano e per l’appunto la realtà che, magari precedentemente monotona e grigia (Grace a parte), diviene improvvisamente multicolore.

La storia è stata spumeggiante e avvincente, con un ritmo serrato che rimanda ad avventure che abbiamo vissuto in precedenza negli anni scorsi, dove il tutto era talmente incalzante da toglierci il fiato. Una cosa decisamente apprezzabile.
Infine, bellissima la fotografia, con i colori caldi che hanno ricordato quelli splendidi di “Broadchurch”; in più, alcune inquadrature sono state davvero ben ideate, andando a sottolineare l’atmosfera di tensione e di travaglio interiore dei personaggi.

FLOP:

  • Lo stile dell’interno del TARDIS è quasi una copia di quello di Nine e Ten. Un po’ di fantasia no?
  • Questo non riguarda la puntata in sé ma un suo accessorio… Assolutamente no a “La Dottoressa”. Lei è e resta IL DOTTORE.


(Carinissimo però questo mini TARDIS… Ghost Monument – Chamaleon Circuit ?)

TOP 3:

  • Il Dottore, che presenta aspetti nuovi ma anche il classico stile a cui siamo abituati: parlantina veloce, ironia e sarcasmo misti a serietà, e che richiama varie delle sue diverse e precedenti Incarnazioni (oltre gli esempi già menzionati, Venusian Aikido: Third Doctor).
  • Il ritmo.
  • Potremmo avere una trama orizzontale! Gaudio! Siamo in una storia dove il protagonista appartiene ed è esponente dei Signori del Tempo, che hanno creato le regole del Tempo, non ci si può limitare ad avere il “monster of the week”, ci vuole di più, uno schema da “viaggio-rischio della vita-salvataggio in extremis-ripartenza verso nuova avventura”, una volta nel passato, una nel futuro e/o su un altro pianeta non basta, lo “schema da Signora in Giallo” va bene nella “Signora in Giallo”, per l’appunto. In “Doctor Who” ci vuole una trama orizzontale, devono farci vedere cosa vuol dire viaggiare nel Tempo.

Cosa manca? Un tema. Un tema che definisca questo Tredicesimo Dottore e la identifichi immediatamente, com’era per Ten e come è stato persino di più per Eleven. Speriamo che questo arrivi presto.
E speriamo, altresì, che la stagione continui su questa linea e non ripiombi in quella monotona e piatta (Dottore a parte) della puntata di debutto.

E ora la domanda inevitabile: cos’è o chi è secondo voi il “Timeless Child”? E’ Il Dottore? O qualcun/qualcos’altro?

Bene, ci fermiamo qui e vi lasciamo col promo del prossimo episodio, “Rosa”.

Ricordatevi di passare in queste meravigliose pagine per news, aggiornamenti e spoiler settimanali sugli episodi, news sui nostri personaggi preferiti e tanto altro!

An Anglophile Girl’s Diary
Doctor Who Pagina Italiana
Gli Attori Britannici Hanno Rovinato La Mia Vita
The White Queen Italia
Fraciconia- The Anglophiles’ Lair

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