Image default
Castle Cotte Telefilmiche Rubriche & Esclusive

Cotte telefilmiche | Richard Castle

In questa rubrica torneremo a occuparci del viale dell’amore, nella forma dei nostri grandi amori telefilmici, ricordandoci sempre che:
fictional-character

Per noi che abbiamo fatto della visione serrata di telefilm uno scopo di vita una forma d’arte, i personaggi che prendono vita da un copione non sono affatto fittizi: ci fanno entrare nel loro mondo, li sosteniamo nei loro accidentati e irti percorsi di mainagioia, siamo felici delle loro vittorie e siamo le destinatarie del loro immutabile amore.
Si potrà sognare, no? Sogniamo in grande.

In questa puntata, parleremo di Richard Castle, dell’omonimo telefilm.

La mia stima e il mio “amore” per il personaggio in questione sono arrivati nel tempo. È stato un lento avvicinamento, una lenta scoperta di nuovi lati della sua personalità, soprattutto quelli che preferisce non svelare.
Un certosino lavoro di accumulo di tante sfumature che l’hanno reso, ai miei occhi, non solo l’uomo che sa come si ama una donna e solo quella, nei secoli dei secoli, amen, ma anche una persona sensibile, profonda, con un ricco universo interiore, che sa osservare il mondo con gli occhi fiduciosi e incantati di un bambino, ma che si trasforma in solido punto di riferimento, quando è necessario.
Non è privo di difetti, ma questo lo rende umano, sfaccettato, complesso e ancora più interessante.
Non è stato un colpo di fulmine. Non sono stata accecata dal fascino dell’“uomo che non deve chiedere mai”, ma ha saputo conquistarmi passo dopo passo.

Quello che penso di lui adesso è riassunto in questo sintetico ma esaustivo pensiero:
BC5x3Th

(and I’m not even sorry).

Castle si presenta a noi spettatori, nel pilot, come un uomo ricco, bello, famoso, pieno di fascino che spende a piene mani, corteggiatore seriale e irriverente, grande intrattenitore, uno tra i single più desiderati di Manhattan, uomo a cui la vita ha sempre sorriso ed elargito doni con generosità.
Uno che può vincere senza sforzo il primo premio per “stamattina uscendo dal letto non mi sono fatto la barba” e che, se vogliamo, ha solo un cattivo rapporto con gli occhiali da sole (che sono 1. brutti, 2. inutili, è sera). rc1

Era difficile non cadere ai suoi piedi, come tutte le donne presenti al lancio del suo libro, ma la mia prima sorprendente reazione è stata: “Per me è no”.
Sottotitolo “Chitticredidiessere”.
Ponendomi d’istinto nella stessa posizione della sua (futura) partner in crime and life Beckett e cioè: “Ciaoproprio”.

Uomini così fanno vivere le montagne russe emotive, ma, all’atto pratico, sono da tenere lontani il più possibile.
Lo so. Voi direte: “The heart wants what the heart wants”, ma la vita insegna presto che uomini di tale caratura sono divertenti, ma, nella sostanza, per quanto gli alti possano essere grandiosi, i bassi sono altrettanto intensi, e quindi spaventosi, per reazione contraria.
Fine momento posta del cuore.

Se invece ci interessa il mantenimento della specie, andate e riproducetevi, il maschio più prestante del gruppo, non sono io che lo voglio è la Natura che me lo impone, eccetera, la risposta naturalmente cambia diventando: “Firmami tutti gli autografi che vuoi, dove vuoi, ti aspetto qui dietro, grazie”.

Castle ha subito un’evoluzione nel corso delle puntate, ha compiuto un percorso di crescita, si è fatto vedere per quello che è realmente, e non per quello che voleva indurci a credere. Si è spogliato dei cliché, ci ha mostrato il suo vero volto, che è quello di un uomo che avercene.
Un Uomo con la lettera maiuscola.

Castle sa vivere in modo lieve. Che non è sinonimo di superficiale, o leggero. Sa sorridere alla vita e la vita gli sorride di rimando, in automatico. Sa farsela alleata, invece che sbatterci contro a muso duro.
Ha conservato l’entusiasmo delle anime pure di fronte al magico e sa ricreare mondi fantastici in cui far vivere le persone che ama, togliendo loro il peso dell’esistenza, quando è possibile. O sostenendolo insieme a loro.
È l’uomo che sa sdrammatizzare i momenti difficili con una battuta e che riesce a cogliere il lato folle, ironico e divertente di ogni situazione, pur sapendo tornare profondamente serio quando le circostanze lo richiedono.

È buffo, intelligente, arguto, ama giocare, anche in senso letterale, con qualsiasi giocattolino elettronico che gli passa tra le mani, è ironico, auto-ironico, non teme il ridicolo, sa scendere al livello dei più piccoli trattandoli alla pari, non si sente superiore a nessuno, non deve difendere nessuna immagine di sé, sa rendersi debole perché gli altri possano mostrarsi forti.
images

È un uomo estremamente paziente. Ha una resistenza sentimentale mai registrata a memoria d’uomo. Ha deciso dal primo momento di volere Beckett e non ci sono state prove, ordalie, rotture, delusioni, litigi, muri da abbattere, fortezze da espugnare che l’abbiano fatto vacillare nella sua incrollabile ed eterna convinzione di volerla. È (stato) disposto a tutto.
Ora, con tutte le buone intenzioni, come fa una donna (io) a resistere all’esposizione costante di una tale forza appassionata che non conosce cedimenti? Come si fa a resistergli?
Chi ci fa una colpa se vogliamo entrare nello schermo, prendere possesso del loft e proporci come mogli, amanti, consolatrici, guardarobiere per accorciargli le maniche delle giacche?


Teniamo conto che scegliere Kate Beckett come “love of my life” (o esserle destinato da sempre, come nelle migliori favole), significa avere a che fare giornalmente con un porcospino per lo più incazzato, scontroso, irascibile, sfuggente e chiuso dietro a muri e muri di resistenze di cemento armato. [Voglio precisare che io ho amato Beckett prima di Castle e che ho sempre avuto un debole per lei. Ma non è esattamente una persona facile].
E lui si è fatto amico, compagno, consolatore, motivatore, mano tesa, spalla su cui farla riposare dalle fatiche della vita, e questo prima ancora di diventare amante e marito. L’ha capita, amata, aiutata, sostenuta, si è preso sfuriate, è stato allontanato, si è sorbito inutili fidanzati, ha dovuto proteggerla da se stessa per un’intera stagione e tutto questo senza mollare. Mai.
Io prendo Richard Castle, grazie. Ops, ho saltato la fila.

È assiduo, premuroso, affettuoso, capace di conquistarti con le piccole cose: un caffè, far riparare l’orologio di tuo padre che ha per te un grande valore sentimentale, rottosi durante l’esplosione del tuo appartamento, un palloncino, la foto autografata della tua serie preferita, tre file di diamanti dentro a una torta, un appartamento a Washington, risolvere il caso di tua madre assassinata. Si inventa un modo per dirti che ti ama quando non può dirtelo e ti aiuta a trovare il tuo primo marito latitante tre giorni prima delle vostre nozze (marito di cui tu eri ignara in “Non sapevo di essere sposata”).

E gli sguardi che le ha lanciato per anni? Chi non si è mai sciolto di fronte ai suoi occhi adoranti pieni d’amore? Io mi arrendo. Fa’ di me ciò che vuoi.

È un uomo che sa rispettare i tempi e gli spazi. D’accordo, stiamo parlando di Castle, che all’inizio si comportava come un elefante in un negozio di cristalli e non rispettava proprio nulla. Faceva di testa propria, oltrepassava limiti, non si fermava davanti a niente, invadeva zone private, e sacre. In un adeguato dispiegamento temporale (traduzione: c’è voluto del tempo) ha saputo imparare a farsi da parte, a darle tempo, a lasciarla fare da sola, capendo sempre quando era necessario andare a prendersela negli oscuri meandri in cui si infilava e quando doveva rimanere a osservare, per il suo bene. Quando spronarla e quando lasciarla scorrere come un fiume in piena. L’ha lasciata andare via, l’ha lasciata libera di tornare da lui. Ha saputo perdonare, andare oltre, cogliere l’essenza, dare importanza alle cose che ne avevano, spogliandole di orgoglio e ferite dell’ego. È un uomo da applaudire, così profondamente in grado di amare da mettere da parte perfino se stesso e il proprio amore per il bene dell’altro.

12552751_1196440133717880_4639981164924955012_n

È un uomo gentile. Io ho un debole per la gentilezza. È affabile, altruista, sollecito, generoso, con la dote naturale di saper mettere a proprio agio le persone che ha davanti. Gli piace la gente e sa essere un perfetto animale sociale, mai volgare, mai sopra le righe. Ma ama solo poche persone, e per quelle è disposto a tutto. Ad andare contro la legge, a minacciare, torturare, a diventare letale. Non si fermerebbe davanti a nulla pur di salvarle dal pericolo e riportarle indietro sane e salve.
Vive in un universo femminile popolato da donne forti e indipendenti che lo amano, lo punzecchiano, si alleano, lo prendono in giro e lui accetta bonariamente di lasciarle fare ed essere l’orsone strapazzato da tutte. Ma che nessuno provi a far del male alle sue donne.
È la roccia sotterranea e invisibile che le tiene in piedi tutte, è il silenzioso punto di riferimento quando la situazione si fa dura e sa che senza di lui sarebbero perse. Come è successo durante la sua scomparsa.

Sa chiedere scusa. In modo genuino. Sa ammettere i propri errori. “Ho sbagliato. Ti chiedo perdono”. E non il solito modo irritante che ha la maggior parte delle persone di scusarsi infarcendo il tutto di spiegazioni e giustificazioni e buone intenzioni di cui è lastricata la via per l’inferno. Hai sbagliato. Chiedi scusa. Non c’è altro da aggiungere. It’s that simple.


Ha avuto i suoi momenti difficili. Non fa il “cuor contento il ciel l’aiuta”, solo perché la vita non l’ha mai messo alla prova. Al contrario. È cresciuto senza un padre, allevato da una madre che, se pur affascinante, anticonformista e istrionica (la Martha che noi tutti adoriamo), l’ha lasciato spesso solo. Ha dovuto farcela per conto proprio. Porta ancora in sé la ferita dei non amati. Ferita che si fa viva spesso nei momenti più inaspettati, quando mostra di non poter credere di meritare l’amore di Beckett, quando si persuade in fretta che lei non sia più innamorata di lui, quando confessa a se stesso che, forse, non è mai stato realmente convinto che lei volesse lui, davvero, per sempre. O tutte le volte in cui evita un discorso serio, una domanda scomoda, per non sentirsi rispondere il peggio.

Sono questi i momenti in cui ci mostra la sua vulnerabilità, momenti preziosi perché lui sembra darci sempre tanto di sé, chiacchierando, raccontando, facendoci ridere, ma tiene nascoste profondità che non fa vedere quasi a nessuno.
Ha saputo trasformare la mancanza di amore in un ricco e infinito sentimento con cui inonda e avvolge le persone che ama. E le ama per sempre.

Amo il suo insospettabile (almeno agli inizi) lato paterno. Ha cresciuto Alexis completamente da solo affrontando, io immagino, le paure e i timori di tutti i genitori single, cercando di ricoprire entrambi i ruoli, senza farle pesare la mancanza di una madre vanesia che non si è mai occupata di lei. Ha unito gioco, spensieratezza e grande senso di responsabilità. Possiamo non apprezzare Alexis, soprattutto nel suo lato saputello “per fortuna almeno una persona tra noi è matura, e quella sono io” (…), ma quando lei ha bisogno di lui, ha paura, è delusa, sofferente, timorosa, lui è sempre pronto a scacciare i mostri da sotto il suo letto.

Ma la qualità che fa la differenza, quello che ai miei occhi è il vero motivo di fascino è che è uno scrittore. Ama le parole e sa usarle. Ama le storie. È convinto che da esse siamo costruiti. Quelle che ci raccontiamo, quelle che ci raccontano. Si tratta solo di trovarle e capirne il senso. Guardarci indietro e vedere l’immagine completa che la nostra storia ha dispiegato nel tempo. È per questo che la sua partnership con Beckett funziona, perché lei trova i fatti e lui svela il filo conduttore.
Nella loro relazione lui intesse intorno a loro un racconto in cui le differenze si annullano e il loro rapporto ha un significato e un futuro. È un novello Sherazade che amerei ascoltare narrare per mille e una notte.

Lascio un’ultima gif a chi come me ama Richard Castle. Sogniamo insieme.

Ci sono altre Richard Castle addicted nel mondo? Fatemi sapere!

Related posts

Telefilm Addicted consiglia… Warehouse 13

Sarella

Pilot Addicted | Crossbones

Lu

I Mondiali di TA | Match #7 : Inghilterra Vs. Australia

Lu

18 comments

Sofi 21 Gennaio 2016 at 09:55

Piango!!!! Tanto…
Mi sciolgo …. Ovarie tanto piacere e saluti !!!
❤️

Reply
Syl
Syl 21 Gennaio 2016 at 17:45

Più ne scrivevo e più mi ri-piaceva! Sui mostri sotto il letto poi… addio!!

Reply
Vale 21 Gennaio 2016 at 10:07

Hai descritto perfettamente il personaggio e il perché è così amato da tante persone!
Ed ora per par condicio vogliamo Beckett!!! 😀

Reply
Syl
Syl 21 Gennaio 2016 at 17:44

Grazie mille sono due personaggi che amo molto e sono contenta quando vedo che sono altrettanto amati.
Mi piacerebbe molto parlare anche di Beckett, magari!!

Reply
appassionato 21 Gennaio 2016 at 14:15

Scrivi: “La mia stima e il mio “amore” per il personaggio in questione sono arrivati nel tempo… ha saputo conquistarmi passo dopo passo”.

Sono esattamente i pensieri che accompagnano il viaggio di Kate Beckett.
Gli stessi di tutti noi che amiamo profondamente il signor Richard Castle. Non il simpatico Rick, ma l’uomo Rick.
E’ ciò che rende meravigliosa la loro storia.

Kate è una donna forte, anche se con problemi, ma Rick lo è di più pur quasi nascondendolo e lo manifesta attraverso i piccoli/grandi gesti che hai accuratamente descritto. Una forza che non ha bisogno di atteggiamenti duri (se non raramente e SOLO verso gli estranei) per imporsi, ma si palesa nel tempo con le dolcezza e costanza inarrivabili nella loro intensità e profondità.
Anche oggi, dopo otto anni, Kate ha bisogno di farsi avvolgere dalla grande ala protettrice di Rick, per non perdersi. Hai detto niente.

Reply
Syl
Syl 21 Gennaio 2016 at 17:42

Ciao appassionato! Grazie per il commento. Hai fatto una distinzione che condivido: non il simpatico rick ma l’uomo rick

Reply
miri 21 Gennaio 2016 at 16:27

Brividi… hai uno stile ed una capacità di capirli, di analizzare ogni loro sfumatura, di descrivere la loro essenza che è da brividi.
“Ha conservato l’entusiasmo delle anime pure di fronte al magico e sa ricreare mondi fantastici in cui far vivere le persone che ama, togliendo loro il peso dell’esistenza, quando è possibile. O sostenendolo insieme a loro”.
“E’ la roccia sotterranea e invisibile che le tiene in piedi tutte, è il silensioso punto di riferimento quando la situazione si fa dura”.
Tutto Richard Castle. <3
E poi, come non citare la parte relativa al suo essere scrittore: "Ama le parole e sa come usarle. Ama le storie. E' convinto che da esse siamo costruiti. Quelle che ci raccontano e ci raccontiamo. Si tratta solo di trovarle e capirne il senso. Guardarci indietro e vedere l'immagine completa che la nostra storia ha dispiegato nel tempo". *.* Fantastico!
(Anche io amo tantissimo il suo lato paterno e la scena del "no monsters" che hai citato, a mio avviso, è uno dei momenti padre-figlia più belli di sempre in una serie tv).
Naturalmente adesso aspetto l'approfondimento dedicato a Caterina. 🙂

Reply
Syl
Syl 21 Gennaio 2016 at 17:41

Ciao Miri, grazie di essere passata e per le tue parole
Anche io credo che la scena dei mostri sia magnifica, ho i brividi ogni volta!
Mi piacerebbe descrivere caterina, magari!!

Reply
sibi 21 Gennaio 2016 at 17:33

ciao
certo che si amo castle e mai smetterò

Reply
Syl
Syl 21 Gennaio 2016 at 17:37

Ciao sibi! Idem anche per me

Reply
panoramix47 21 Gennaio 2016 at 22:14

Presente!! Non posso che concordare con tutto quanto hai scritto. Inizialmente ci faceva ridere “Rick piaceatutti” con le sue uscite, ma poi è diventato il “Rick innamorato perso di Kate” ed anche noi ci siamo “innamorate” di entrambi.

Reply
Syl
Syl 22 Gennaio 2016 at 10:58

Grazie per il commento! 🙂

Reply
SquirrelKiller 21 Gennaio 2016 at 22:47

Ciao!
complimenti davvero per l’articolo.
strutturato, partecipato,curato e che ha cura del soggetto, di carattere, accompagna in tutto chi si presta al racconto di una visione.
Grazie

Reply
Syl
Syl 22 Gennaio 2016 at 10:53

Grazie a te per i complimenti e per aver lasciato un commento! 🙂

Reply
Castledipendente 22 Gennaio 2016 at 01:47

Mi è piaciuto molto l’articolo e non solo perché io amo Richard Castle ma perche sei stata bravissima a descrivere la vera essenza del personaggio.Anche io ho incominciato ad apprezzare Rich puntata dopo puntata e a capire che lui era più del “bambinone egocentrico e viziato”; quello che più apprezzo in lui è la tenerezza e la capacità di comprendere le persone e poi diciamolo quando guarda Kate in quel modo fa sciogliere!Complimenti per la tua scrittura.

Reply
Syl
Syl 22 Gennaio 2016 at 10:53

Grazie mille! 🙂
Sì, anche io amo molto il suo lato empatico, sa proprio far stare bene la gente <3

Reply
appassionato 22 Gennaio 2016 at 09:51

Mi unisco al coro dell’adesso vogliamo Beckett. Anche perché la sfida sarà per te molto più difficile e sono curioso di vedere COME te la caverai, perché sul risultato non ho dubbi.

Ne ho invece uno piccolo che spero mi aiuterai a sciogliere: amo (amiamo) Beckett perché è lei o siamo anche in minima parte influenzati dal fatto che l’ama Rick (che amiamo)?

Reply
Syl
Syl 22 Gennaio 2016 at 10:54

Grazie. Vedremo!

Reply

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.