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Castle Recensioni

Castle | Recensione 8×22 – Crossfire [Series Finale]

Bentornati, Fan di Castle.
Un minuto di silenzio.

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Vorrei scrivere: “Non so nemmeno da dove cominciare”, ma la verità è un’altra, cioè che qui, se inizio, non so quando riuscirò a finire. Devo dare l’addio all’amore della mia vita. Finché scrivo ho l’illusione di averli ancora con me e di non dover lasciarli andare. So.

Castle is over. It has been a great run. Always.

Sto scherzando! Finito cosa? Chi? Ci sono i rewatch, le fanfiction, usciranno i contenuti speciali del cofanetto, il nuovo romanzo di Nikki Heat. Il fandom non va da nessuna parte. E, soprattutto, rimarranno loro. Castle e Beckett sono personaggi universali e, come tali, non smetteranno mai di vivere. Dentro di noi o per le strade di New York, risolvendo misteri e passeggiando per i vialetti di Central Park con i loro tre figli. Visto? Il viaggiatore nel tempo aveva ragione. Il fandom aveva ragione.
Vi ringrazio già da ora se vorrete seguirmi in questo ultimo (lungo) viaggio. Temo sarà leggermente emotional.

Siamo arrivati al finale di serie un po’ a sorpresa.

Riassunto delle puntate precedenti [voiceover].
Il network ci annuncia in data 18 aprile che a Stana Katic è stato detto: “Scusaci, cara, ma non abbiamo più i soldi per pagare l’altra metà del cielo lead del telefilm, però chiamaci, se passi da queste parti”, lasciandoci tutti sgomenti. Seguono 4 (quattro) settimane di puro orrore ed estenuante fatica in cui si inseguono notizie sul fato orribile di Beckett, clean slate (tua sorella), salto temporale per aiutarci a dimenticare meglio (anzi, perché non indurci a credere che non fosse mai esistita?), nuovo procedurale padre-figlia, so much fun! Mirabolanti avventure a piovere, Castle non è mai stato una storia d’amore, invero. Tutti a mostrarsi con la sicurezza del contratto firmato in mano e del rinnovo certo. La subitanea rivolta del popolo: voi siete impazziti, noi abbiamo guardato per i Caskett. Cosa non vi risulta chiaro di questo concetto? Sconcerto dall’altra parte: ah, non per Richard Castle, unico protagonista indiscusso? Si dice che Castle sia lui.
Risposta generale e compatta: “E allora tenetevelo”.

Braccio di ferro andato avanti giorni e notti (per via del fuso orario) a colpi di campagne di hashtag, battendo tutte le strade percorribili che, chissà, forse ha smosso qualcosa, a qualche livello che non sapremo mai. Forse ha fatto capire al network che non ci si guadagnava nulla, economicamente parlando, a distruggere uno show nelle sue fondamenta per 13 misere (inutili) puntate, minando le vendite future di dvd, libri, diritti di syndication, distribuzione estera. Forse davvero il biasimo, in proporzione, è stato più del previsto. O, forse, non era mai successo ever che si chiedesse, all’unanimità, la cancellazione di un telefilm. Perché alla fine è questo il principio per il quale ci si è uniti: non le simpatie per le diverse fazioni, ma il rifiuto categorico che una storia venisse stravolta e svuotata del suo significato originario, dopo otto stagioni. Non due. Otto. Perché sarebbe stata UN’ALTRA STORIA e come tale doveva essere trattata.
E, a sorpresa, la cancellazione è arrivata quasi completamente inaspettata anche per gli addetti ai lavori, che ha lasciato però una scia di sentimenti contrastanti: la grande gioia di aver, in qualche modo, contribuito a salvare i Caskett e la vision del suo creatore, ma anche la tristezza di dover dare per sempre l’addio a Castle e a quanto di meraviglioso abbiamo personalmente connesso a questo telefilm. Ma abbiamo scelto di dare a loro l’happy ending che si meritavano e, a noi, la certezza che, almeno nelle favole, gli eroi vincono.

Fairy tales do not tell children the dragons exist. Children already know that dragons exist. Fairy tales tell children the dragons can be killed.” (Chesterton).

[Scusate, in quale mondo alternativo insensato nelle fiabe vincono i cattivi? Pensate a raccontarla a un bambino. Vi tira dietro il libro].

Fatta questa doverosa premessa, arriviamo a “Crossfire“. 8×22. Round finale.

Ho letto moltissimi commenti, dopo averla guardata; mi sono immersa nelle reazioni del fandom sui vari social e quindi so che è una puntata recepita in modo controverso, che ha generato reazioni contrastanti, anche all’interno del singolo spettarore. Io stessa non ho un’opinione precisa e univoca.
Io credo che questo succeda sia perché una finale di serie genera molte – legittime – aspettative proprio per via del suo status, sia perché si è arrivati da un periodo che definire emotivamente impegnativo è (molto) poco.
Per amore di giustizia, è vero però che gli showrunner hanno dovuto creare e far funzionare un unico racconto che comprendesse e rispondesse a esigenze completamente opposte: dovevano tenere alta la tensione perché era una finale di stagione e quindi lasciarsi aperto il cliffhanger, per indurre la gente a tornare in un ipotetico settembre, e intanto, farla funzionare anche come finale dell’intero viaggio Caskett. Tenendo conto che hanno saputo di che morte dovevano morire quale era la busta scelta solo a tre giorni dalla puntata, era quasi impossibile.
Si poteva fare di meglio? Sì, assolutamente, cominciando, per esempio, a impostare una narrazione solida per tutta la stagione, invece che arrivare a farci dire, come giustificazione: “Beh, cosa volevi fare in quarantadue minuti?”. LokSat non è stato gestito bene. Alla luce dei fatti, per me è anzi stato un fallimento. Una storia che fa acqua da tutte le parti, spiegata male, dalla tessitura molto debole.
Ho invece molto apprezzato un aspetto, di questa puntata, di cui sarò per sempre grata: il focus sui Caskett.
Castle e Beckett sono tornati nelle loro incarnazioni originarie, e non si sono mostrati come l’ombra di loro stessi degli ultimi episodi, con Beckett relegata in un angolo e Castle ridicolizzato al punto da essere irriconoscibile e irritante. Non il nostro Richard Castle.
È stato un atto di omaggio ai Caskett: ogni dialogo, gesto, espressione, sono stati in linea con quello che erano e che sono.

Kate è tornata a essere la donna forte, scaltra, badass, che conosciamo. Castle si è mostrato come l’uomo intelligente, creativo, infinitamente generoso per cui è primario il benessere della donna che ama e delle sua famiglia. L’uomo attivo, propositivo, che fa di tutto per salvare la moglie adorata, che è costretto, sempre, a lasciar libera di agire a modo suo, morendo dentro. Che si preoccupa, che vuole proteggerla, che teme forse ancora un po’ quella vena testarda di lei che le fa prendere iniziative e la manda in trincea. Ruotano l’uno intorno all’altra per tutta la vicenda, anche quando non sono insieme. Sono due anime per sempre unite in modo così inestricabile e cosmico, e questo legame vibra così profondamente dentro di noi, da far risultare insultante la sola idea che Richard Castle potesse sopravvivere alla perdita della moglie. L’ha amata, inseguita, voluta a ogni costo. Potevamo davvero vederlo andare oltre? Fisicamente, forse. Emotivamente, come poteva farcela? E perché, soprattutto, dovevamo farci tutti così tanto del male? Non si soffre già abbastanza nella vita?
Ma, fortunati noi, non lo sapremo mai! Moriranno (molto) anziani, dandosi la mano, insieme.

La puntata, anche nei diversi rewatch fatti rapidamente in seguito, è scorsa molto veloce, senza momenti di noia. Può non essere stata organica nella trama in tutto l’arco della stagione, ma ha decisamente tenuto l’attenzione molto viva fino alla fine. Questa settimana ho guardato l’orologio solo per dire “Oh, come già 38 minuti?!”. O, forse, non volevo che finisse.
Mi sono piaciuti moltissimo tutti i personaggi, oltre ai Caskett, che sono stati centrali. Da un mese a questa parte temevo che avrebbero usato la puntata per traghettarci verso la nona stagione, quindi grande dispiegamento della famiglia Castle più l’amica del cuore di Alexis, con Beckett costretta ai margini, a fare di testa sua, così da colpevolizzarla per essersi cacciata nei guai e poi, forse, morta. Sentivo già le voci: “Eh, Rick, alla fine meglio così, tanto prima o poi sarebbe morta lo stesso, ha sempre amato essere broken, nemmeno tu potevi salvarla”.
Mi sorprende invece molto positivamente che ci abbiano regalato, ancora una volta, un magnifico ritratto della nostra Beckett, quella vera. Al tempo stesso, costruendo una puntata del genere, che non strizzava l’occhio verso nessuna nona stagione, mi chiedo come avrebbero potuto andare avanti senza Beckett, dopo che avevano combattuto un’ultima volta insieme, avevano vinto, erano quasi morti entrambi e, soprattutto, tenendo conto del raccapricciante fato di Castle, costretto ad assistere al lento spegnersi della donna adorata sul pavimento di casa, sentendosi colpevole, primo di averle detto di LokSat (se avesse fatto silenzio sul video, le cose non sarebbero precipitate), e, in ultimo, di non averla salvata. Siamo stati fortunati.

Mi è piaciuto tutto di loro due. Ho apprezzato la scena iniziale al parco, perché ce li ha mostrati come partner effettivi, adrenalinici per via della missione nella quale stavano per imbarcarsi, ma i soliti Caskett che amano stare insieme e scherzare. Una delle cose che fa funzionare la loro relazione è che Kate, nonostante abbia un atteggiamento più rigido e pragmatico, sa apprezzare l’umorismo del marito, anche nelle situazioni più impensate. Lui fa battute per stemperare la tensione, come coping personale, e lo offre a lei. Ma sa subito diventare serio, senza insistere in lati buffoneschi che non gli si addicono e Kate non si irrita. Sta al gioco, spesso. Lo faceva anche quando l’ultima cosa che voleva era mostrargli di trovarlo divertente (per non dire altro. Kate, a noi puoi confessarlo. C’eravamo). Ha passato anni a fare finta di non ridere, anche quando non lo sopportava per davvero.

– Wait, wait… Does she look a bit like your first ex-wife?

– She kind of does. Oh, my God. Could my ex-wife be LokSat? ‘Cause in a lot of ways, that would make perfect sense.

Mi scalda il cuore vederli divertirsi insieme ma, allo stesso tempo, mi fa ridere che gli autori stessi abbiano fatto il verso a noi quando ci siamo chiesti, per tutta la stagione, chi diavolo fosse LokSat, con tutte le varianti possibili tra cui “Mio nonno”, “Mio cugino”, e perché, soprattutto, dovesse importarcene qualcosa.
Di quella scena, come nel resto della puntata, ho apprezzato la loro sintonia, la disinvoltura nell’affrontare un nuovo pericolo, sempre con la guardia alzata, come è giusto che sia, ma molto più rilassati rispetto a una volta, perché sanno di poter contare sull’altro, fidandosi ciecamente.

Penso a Veritas, a come Castle abbia passato tutto il tempo a preoccuparsi che lei commettesse un gesto impulsivo. In quella puntata l’ha rincorsa continuando a chiedersi se esistesse il reale rischio che lei valicasse il limite, conscio di doverla fermare a qualsiasi costo. Non è questo il caso. Qui c’è una Beckett molto più matura che è diventata la metà di un tutto e che ha molto chiaro di far parte di una squadra. È stato un lungo percorso, ma ce l’ha fatta. Basta menzogne, basta lupi solitari. Basta soffrire. Sono insieme e lo sono a tal punto da poter concedersi il lusso di scherzare, nonostante il pericolo incombente. È come se, istintivamente, sentissero che il loro amore è uno scudo magico che li proteggerà per sempre, purché siano insieme. È il loro talismano.
Ho trovato invece noioso che le prime frasi fossero usate per farci il riassunto. È un’abitudine che gli autori non hanno mai perso, in questa stagione, ovvero dirci le cose invece che mostrarcele. Io ricordavo quello che Caleb aveva detto loro consegnando il telefono, non mi serviva lo spiegone, visto che è successo tre puntate fa. E per gli spettatori assenti sarebbe dovuto bastare il previously iniziale, se fatto bene. Trovo ridondante far ribadire ai personaggi ovvietà, solo per parlare con il pubblico e convincerlo di qualcosa.

L’assetto da guerra della scena successiva è stato, francamente, un po’ comico. Loro due nascosti dietro a ripari di fortuna, seduti su due gabbiette di metallo (che saranno state scomodissime, da alzarsi con il sedere a quadri), Hayley nel ruolo di cecchino super esperto (i mille e uno impieghi di Hayley in questa stagione) e il genio informatico agitato e sudato a guardar loro le spalle. Wow. Mancava solo il primo passante a fare da talpa, e poi il gruppo vacanze era al completo. Ovviamente arriva un commando di gente addestrata con i contro cazzi, che li prende di mira da ogni angolazione con un arsenale di armi a disposizione, ma loro resistono. Si fanno fuori le munizioni dell’intera produzione annuale degli Stati Uniti, ma i Nostri si salvano, sempre nascosti dietro non ho nemmeno capito cosa.

L’occasione è consona anche per trovare il tempo di flirtare tra coniugi. Prego, non fate caso a noi preoccupati che il cattivissimo LokSat nomicoseanimali possa farvi fuori, come hanno insistito a dirci fin dall’inizio della stagione. È sempre un piacere assistere alle vostre schermaglie amorose.


 

Adoro la faccia di Kate che dice, chiaramente: “Marito, con tutti i nascondigli che offre questo incantevole magazzino abbandonato a Brooklyn, cosa ne dici se. Punto”. Ah, ops, poi arrivano i mercenari. Bad timing (degli intrusi).

La scena porta alla loro separazione temporanea, con la promessa di ritrovarsi più tardi nella panic room dell’ufficio di Castle (dove noi abbiamo sempre sperato succedessero altre cose). Ovviamente sapevamo tutti che Kate non ci sarebbe andata. Ovviamente lo sapeva anche Castle che “fa la faccia”. Di quello non contento, di quello che deve accettare una decisione ragionevole, ma che porta Kate fuori dal suo braccio protettivo. E non vuole. Non vuole perché, semplicemente, ha bisogno di averla sotto gli occhi. Ha già dovuto preoccuparsi per lei in quegli infiniti giorni in cui sono stati separati, sempre per la stessa storia, immaginandosela coinvolta in chissà quali drammi, esterni o emotivi, figurarsi se adesso vuole lasciarla libera di andarsene in giro con il pericolo in agguato. Ma deve farlo.

Trovo quel bacio sulla guancia molto più emozionante di tanti altri. Il momento è molto difficile, lo sanno entrambi. Kate capisce che è tormentato e che non vuole lasciarla andare (giustamente), ma non ci sono alternative. Lo si sente dal modo in cui le dice “I love you too”. Tradotto in: “Sì, ti amo anche io Caterina, però basta, non ce la faccio più. Voglio solo tenerti al sicuro. È possibile, di grazia, almeno una volta?”.
Kate non può fare quello che lui le chiede. Ma, invece di partire al galoppo troppo presa dall’azione per dargli retta, come avrebbe fatto in passato, si prende il tempo di rassicurarlo, condividendo con noi un momento molto tenero e intimo, in cui cerca di fargli sentire che lei c’è. È tra loro. Sono attimi come questo che mi fanno rendere conto, come se ce ne fosse bisogno, che quando si arriva al cuore del loro legame, non ce n’è per nessuno. Esistono loro due e basta. Nessuno può avvicinarsi, il loro campo magnetico lo respingerebbe. Sono un’entità indissolubile. Con la differenza che adesso sono cresciuti al punto di saperlo anche loro.

Kate ha avuto il controllo della situazione, delle sue emozioni e dei suoi poliziotti dall’inizio alla fine. Ha dato ordini, pianificato strategie, si è sempre mostrata autorevole, senza crollare. Ha avuto un momento di cedimento solo quando tutte le strade le si sono chiuse davanti. Era provata, e arrabbiata. Ma non ha mai “dato di matto”, non ha mai lasciato che i sentimenti prendessero il sopravvento, cosa che è successa spesso nel caso che l’ha riguardata più da vicino, quello della madre collegato a questo. Ricordo lei che grida a ripetizione alla lavagna: “Check it again!”. O tutte le volte che è stata mandata a casa dal distretto perché troppo coinvolta, al punto da essere diventata un’abitudine. “Oh, sì, è quel momento in cui la mandano via”. In questo caso ha sempre gestito tutto con grande dominio di sé, senza lasciar spazio all’impulsività che l’ha contraddistinta un tempo.

Ho infinitamente apprezzato anche il suo rapporto con i bros che, finalmente, hanno avuto qualcosa da fare, hanno preso iniziative, si sono rivelati utili e non costretti ai margini del nulla. La presa di posizione nell’insistere che lei rimanesse al distretto perché “l’aveva promesso a Castle” (my feels!!) e il conseguente: “Licenziaci pure, ma ce ne occupiamo noi” dimostrano come, nel caso di bisogno, loro le fanno cerchio intorno, perché fanno parte della famiglia “allargata” che lei ha saputo costruire. Amano e rispettano il loro capitano perché legati da un grande affetto, non solo perché lei occupa una posizione superiore. È un tipo di rapporto che con gli altri capitani non si era visto, nemmeno con Montgomery, che era quello più legato al trio. Kate ha saputo essere loro amica e superiore, riuscendo a gestire la loro relazione, che poteva subire qualche scossone quando lei è stata promossa. Non ha mai imposto la sua autorità e, quando ha dovuto intervenire, l’ha sempre fatto con umanità, calore e partecipazione. È normale che la sentano come la loro “sorella” e che questo forte sentimento trabocchi quando è in pericolo, rimanendo più silente nella vita quotidiana del distretto.
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È chiaro che quando i Caskett si promettono di rimanere in un posto sicuro e di non muoversi non andrà così, ed è anzi un segnale per il pubblico di andare a nascondersi. In fretta. Stanno per accadere cose brutte.
Castle non rimane all’ufficio ed esce per andare al distretto. Ovvio che viene rapito, ormai non ha senso nemmeno scommetterci su. Ovvio che arriva a prenderlo lo scienziato pazzo con la canzoncina inquietante.
Segue la parte di puntata che io vorrei dimenticare. Il siero della verità, laboratori segreti? Seriously? Sono quelle cose di Castle che uno deve imparare a far finta di non vedere, per il proprio bene. Del resto Castle rapito dalla CIA per salvare il mondo dall’attacco terroristico il giorno del suo matrimonio doveva insegnarci qualcosa. Alla fine non è nemmeno il peggio che hanno tentato di rifilarci.
Mi è ancora oscuro, invece, perché l’uomo senza nome e senza empatia, abbia preso la strada della posta del cuore.
Chiariamo. Capisco bene che, in una puntata di questo tipo, al fandom faccia piacere avere rassicurazioni su quanto si amino e che serva l’estraneo per fare da interlocutore. I personaggi non possono dirselo perché lo sanno già (sarebbe stata un po’ strana la scena: “Allora, Rick, raccontami di nuovo perché mi ami e perché prima eri un latin lover e adesso no” – “Adesso è il tuo turno, Kate. Mi trovi sempre ruggedly handsome?”. Ok. No. Weird), quindi serve una spalla sconosciuta che faccia da destinatario. Solo che questo scambio di opinioni diventa un po’ assurdo nella logica della situazione. Mi tieni legato, mi dici che moriremo tutti, e ti devo dire perché amo mia moglie e perché ho voluto proprio la donna più remarkable, maddening eccetera? [Perché mi fa ridere. Tenetemi].

Magnifica l’interpretazione di Nathan Fillion nei panni di Castle che è costretto a dire la verità, consegnando di fatto l’intera famiglia e gli amici (anche se non comprendo come mai sapesse di Espo e Ryan?) alla morte, senza riuscire a fermarsi per via del siero iniettato. Pur sforzandosi di farlo, e rendendo alla perfezione la battaglia interiore e il dramma che stava vivendo. Non capirò mai perché gli abbiano fatto fare il buffone, prendendo la via comica, a tratti demenziale, quando è così bravo nelle parti drammatiche.
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Kate, dal canto suo, ha un incontro ravvicinato con la vera sorpresa di questa puntata: Mason Wood il nonno a capo dei detective fighi di Los Angeles (G.D.S). Avevo del tutto rimosso la notizia che sarebbe tornato, anche perché non sapevo a fare che cosa? Quando l’ho visto comparire con il furgone dei tacos ho riso ad alta voce, per l’involontaria (?) comicità. Mancava solo la nuvola di fumo di quando è comparsa Rita. Castle a volte segue la strada del surreale e io ho sempre amato questo prendersi molto alla leggera.
Non mi aspettavo che LokSat fosse lui, anche perché non mi interessava più scoprire chi o cosa fosse. Però sono felice che, dovendo per forza trattarsi di qualcuno, l’abbiano fatto fare a lui e non al primo che capitava. Mi è piaciuta la presenza in scena dell’attore, che mi ha venduto molto bene il suo personaggio, che ha saputo interpretare con grande forza, per quel poco che ci è stato mostrato.

Certo è, che se ci pensiamo: il padre di Castle manda prima Hayley, a proteggere Castle, poi Rita, a salvare Beckett, e, infine, Rita invia Mason, in una rete di aiuto globale in cui, oltretutto, l’ultimo anello è il cattivo. Tenetemi. 2. C’è da chiedersi se nella C.I.A. siano tutti così incapaci. Beh, l’FBI non sapeva del primo marito di Beckett, quindi può starci.
Mi è piaciuto perfino di più che Kate avesse capito benissimo che lui non fosse “amichevole”, al contrario del marito. Castle ha sempre dimostrato di avere più fiducia nella buona fede delle persone. Kate, per istinto innato e deformazione professionale, sospetta sempre di chiunque. E fa bene!!
Anche qui si prende la strada, nuovamente, della posta del cuore.

Popolo, sia molto chiaro a tutti che i Caskett si amano. Si vede che sentivano il bisogno di dircelo. Non in ultimo, anche Mason si unisce alla lista di quelli che: “Ma perché non lasci perdere, cara”. Sentite. Basta. Non ce la facciamo più a sentirci dire la risposta. Lo fa perché ha voglia. Va bene?

Castle diventa attivo, prende l’iniziativa, infila aghi nelle vene come se avesse fatto solo quello nella vita, distrugge muri con l’estintore, si cala nei sotterranei – mentre gli altri sparano come se non ci fosse un domani -, per andare a salvare la sua principessa.
La scena che segue è anticlimatica per due motivi:
1. le pistole che vengono attirate sul soffitto per via dei magneti? Really? :Facepalm:
2. voi mi state dicendo che, alla fine di tutto, LokSat viene fatto fuori perché Kate lo atterra fisicamente? Ventidue puntate, mi avete perfino costretto a vederli lasciare e a soffrire mentre si annusavano magliette e camicie, struggendosi di desiderio, e bastavano due cazzotti? Ma io vi vengo a cercare a casa!
   
Farò finta di non ricordare, negli anni a venire.

Meraviglia delle meraviglie però l’abbraccio conclusivo, così sentito, così vero, così innamorato, così Caskett. Il meglio di quello che sono, del loro amore, tutto condensato nella braccia che si cercano, nel sollievo di ritrovarsi, vivi, e nel sapere che la battaglia è finita per davvero (…).
  
Non dimenticherò mai, MAI, come la stringe, come se fosse la cosa più preziosa che ha mai avuto tra le braccia e che, la sorte cerca sempre di portargli via. Nemmeno un network, Rick, trust us. Ci pensiamo noi.

Tutto è bene quello che finisce bene. L’intero corpo dei personaggi è riunito al distretto a festeggiare. Si vogliono comunitariamente bene, vanno a divertirsi, grandi abbracci, generale euforia di chi l’ha scampata. Certo, mi fa strano vedere Kate guardare i vari gruppi, senza partecipare, abbracciando giusto Lanie, che però viene allontanata subito. Non so se è un presagio di morte (lo so, vado sempre a finire lì, ma siamo un fandom provato) o se lei è da sola perché è, di fatto, l’anello che congiunge tutti. È lei che ha unito il distretto alla famiglia Castle, rendendoli una super entità che condivide affetto e affinità. È comunque strano vederla lì, a osservarli orgogliosa tipo fantasma.
  

Dopo che ci hanno rassicurati tutti che nella conta dei morti non manca nessuno e possiamo rilassarci nel classico momento Caskett di fine puntata, anche se mi pare evidente che siamo nel finale di stagione e che quindi ci attende la tragedia – per cui potevano evitarsi baci, abbracci, ci vediamo presto, manda una cartolina – il Fato attende gli eroi, colpendoli nel luogo più sicuro – la loro casa -, proprio nel momento in cui hanno abbassato la guardia.

 

E ci distraggono, volutamente. Già li fanno entrare mano nella mano e, in questa stagione, è troppa grazia. Inoltre virano subito su Castle, l’uomo che ama nutrire la sua donna, andando a colpire uno degli archetipi più vivi di questa storia. Castle che cucina è una delle immagini più sacre del Canon. Parla di amore, di prendersi cura, dell’uomo che pensa al benessere della sua amata, occupandosi di un bisogno primario. L’uomo da sposare subito (sì, certo, ci provo fino alla fine). In ultimo, grande rimando a quando, nella 8×02, lui le stava preparando da mangiare ed è stato prontamente mollato, ancora con la padella sul fuoco, il fumo alle sue spalle e pure un principio di incendio.
“Oh, guarda”, ci siamo detti “proprio come allora e questa volta invece non va via. Come siamo fortunati, come cambiano le cose”.
Non è vero: dopo 173 episodi abbiamo pensato, nell’ordine:
1. sta per saltare in aria l’appartamento
2. è il gas che puzza?
3. ogni quanto puliranno la canna fumaria?

Qui arriva il cliffhanger di cui si è tanto discusso (per chi ne aveva le forze), scena su cui ho ancora qualche dubbio. Se era un finale di serie, perché mi devi mostrare quello che sarebbe successo? Per quale motivo Caleb aspetta questo momento per farli fuori? Non poteva farlo prima? Sentivamo, soprattutto, la forte necessità di sapere che Caleb fosse cattivo, e poi buono, e poi cattivo? Un bel chissenefrega non si poteva metterlo?
Però, però. La scena è grandiosa. Certo, per me è facile, prima mi sono spoilerata la finale. È terribile, magnifica nel suo orrore, l’apoteosi della perfezione dell’abisso. Castle cade, Beckett arriva in soccorso e uccide Caleb, ma viene colpita. Crollano sul pavimento. E già lì è da cardiopalma. In più, per aggiungere altro strazio, i Caskett feriti, più o meno gravemente, si cercano. Strisciano sul pavimento lasciando pozze di sangue perché non possono fare a meno di stare vicini, anche nella morte. “Se c’è ancora un minuto di sole voglio spenderlo con te” (cit.). Non pensano a se stessi, vogliono stare con l’amore della loro vita, anche negli ultimi istanti. Convergono, ancora una volta, attratti magneticamente, ormai quasi solo un riflesso di un istinto animale, verso l’altro. Per darsi conforto, per stare insieme, per farsi forza, per dichiarare, ancora una volta, che il loro non è semplicemente amore. È una forza cosmica che li ha fatti incontrare e che li tiene incollati e che va oltre la volontà e la scelta. E che, se questa è la fine, beh, che fine sia, dandosi la mano. Saltando insieme, ancora una volta. Fondendosi, di nuovo.
Per me non esiste altra soluzione: o si salvano entrambi, o muoiono insieme. Ogni altra alternativa è pura follia.

Era anche giusto che, dopo essere stati alternativamente in pericolo, rischiassero la vita nello stesso momento.

In ultimo, non meno importante… la scena finale!! Quella che avremmo potuto non vedere mai. Quella che speravano di non mandare mai in onda.
Diciamolo, è stata fan service. E ci mancherebbe! Se non sei a favore di fandom negli ultimi, maledetti e per sempre rimpianti, istanti finali di una intera serie, quando lo devi essere? Ormai è fatta, salutiamoci bene. Che già è difficile, visti gli eventi.
Dopo aver tanto immaginato un possibile Caskett baby, ecco che l’abbondanza si fa viva tra noi. Tre bambini in un colpo solo. (Io a un certo punto non capivo se erano due gemelli, uno solo e quanti fossero. Ho temuto perfino quattro). Questo è il loro happy ending, questo è quello che si meritano loro, i MilMar e che si meriterebbero pure i miei vicini di casa, se spiegassi loro la faccenda. E sì, questo è quello che ci meritiamo anche noi.
Non credo di riuscire a descrivere quello che abbiamo visto, non credo di doverlo fare. Penso alla ricchezza delle loro vite, adesso. Penso alle nottate di bambini piangenti e loro a sorridersi esausti. Penso a Kate, che a un certo punto ha smesso di combattere i suoi demoni. Li ha vinti. Ha superato il passato, è diventata una donna forte, in grado di moltiplicare l’amore che provava per Castle, illuminando altre vite preziose. Amore che lui le ha insegnato a non temere. E penso a Rick, che si occupa ancora, sette anni dopo, di preparare la colazione per la sua (numerosa) famiglia. Penso a quanto l’ha rincorsa e che ne è valsa la pena. Indovino che avrà un legame indissolubile con Lily e non oso immaginare a quando l’ha tenuta in braccio la prima volta, identica a Beckett, un’altra figlia, una nuova magia. Così simile e così diverso. E penso a quando avrà scoperto che erano gemelli, e maschi. Penso a quando le ha accarezzato la pancia, finalmente sereno, perché lei era al sicuro.
Ho amato il richiamo al pilot, le loro voci così giovani, entusiaste, all’inizio di una grande avventura. A writer and his muse per come è sempre stato. Il loro sigillo.

Always significa Always. Le fiabe hanno il lieto fine. I Caskett saranno per sempre il rifugio nei nostri momenti difficili. Abbiamo assistito a una grande, epica, storia d’amore, così umana, così imperfetta, così VERA. E una divinità benevola ha permesso che il sogno non si spezzasse.
È doloroso lasciarli andare per la loro strada ma, credetemi, se penso all’alternativa, io ancora quasi non oso fidarmi del fatto di poterli immaginare felici, per il resto della mia e loro vita. Fino al revival.
  
Finisce così, dandosi la mano, come avevo immaginato quando mi sono permessa di sognare il loro lieto fine. Come ce la diamo tutti noi. We wanted the happy ending. We didn’t give up. Ce lo hai insegnato tu, Castle. Avevi ragione.

E adesso la parte personale.

Quando ho saputo che mi sarei occupata delle recensioni di Castle, pensavo che si sarebbe trattato, semplicemente, di scrivere le mie considerazioni sulla puntata, come ho sempre fatto, in altre sedi. Mi sbagliavo. Si è rivelata un’esperienza straordinaria, stimolante, qualche volta ardua, che mi ha messo alla prova in modi che non potevo immaginare, ma sempre estremamente appagante. E tutto per merito di chi mi ha seguito, letto, supportato, incoraggiato, spronato, commentato qui, su twitter, su fb, ovunuque. Scrivere è un’attività solitaria che ti mette davanti ai tuoi limiti, facendoti dubitare di te stesso e che, proprio per questo, ti mantiene sempre onesto. Grazie, non vi merito!
Grazie quindi alle tre pagine che hanno collaborato con me e che sono sempre state puntuali, professionali e molto gentili. Auguro a tutti di avere partner tanto preziosi.
Tutti pazzi per Castle
Castle Italia
Castle and Beckett Italian Fan Page
Grazie ai partecipanti del forum di Castle 2.0, che hanno letto ventidue recensioni ed espresso con grande calore e gentilezza le loro opinioni, anche se scomparivo per intere ore e, dopo la pubblicazione, non avevo nemmeno la forza di di parlare dei capelli di Beckett. Grazie per le interminabili chiacchierate a tema castelloso, analizzando qualsiasi dettaglio, e perché, in fondo, siete state presenti in tutte le mie recensioni, che me ne rendessi conto o meno. Grazie perché continueremo a parlare del nostro Castle ancora e ancora. Grazie perché lo scorso luglio è iniziata un’avventura magnifica che non è ancora finita.
Grazie al gruppo “Castle Spoiler” che ha condiviso le recensioni nel minuto stesso in cui uscivano, anticipando perfino me stessa. Sono un gruppo molto unito e delle grandi combattenti. Non hanno mai rinunciato alla speranza.

Grazie ai Caskett, inesauribile fonte di amore e grandezza. Siete entrati nella mia vita come un tornado che mi ha atterrito per la sua potenza inarrestabile. Siete stati speranza, simbolo, rifugio, e tanta, tanta bellezza. Quello che ci avete regalato non andrà mai perso. Abbiamo avuto l’immenso dono di avervi avuto con noi per otto stagioni. Grazie MilMar per averci dato Kate Beckett, straordinario esempio per tutte le donne imperfette che lottano per diventare consapevoli, per essere se stesse, per non mollare, per essere felici, in un mondo che rema contro. Grazie perché se abbiamo pensato anche solo una volta, in qualsiasi situazione, “Cosa farebbe Kate Beckett al mio posto”, lei ha vinto. Grazie per Richard Castle, l’uomo che ha alzato le nostre aspettative sugli uomini che ci meritiamo. Grazie a tutti gli altri personaggi, per aver contribuito a rendere Castle la miscela perfetta di avventure, amore, umorismo, sorrisi, complicità, leggerezza. Grazie per averci ispirato, fatto ridere, fatto sognare, fatto credere di poter aspirare al meglio per noi. Grazie per l’esempio di amore incondizionato e perfetto.
Grazie Caskett. Per sempre.

  

[Portatemi via voi perché io non riesco ad andarmene].

Grazie a tutti voi, di cuore.

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31 comments

_Chiara 17 Maggio 2016 at 20:26

Non so cos’altro aggiungere se non: recensione perfetta. <3
Cosa volevano farci vedere se non questo? Fortunatamente sono tornati (a forza) sulla retta via!
E ora vado a guardare il pilot…
P.s.: voglio aggiungere un grazie a te perché non hai solo recensito episodio per episodio ma hai condiviso il tuo amore per questo telefilm con tutti noi. Grazie mille!

Reply
Syl
Syl 19 Maggio 2016 at 13:28

Grazie! Mi fa piacere che sia passato l’immenso amore che ho provato (provo) per loro, recensione dopo recensione, con tutti gli alti e bassi del caso. Sono felice di essere riuscita a trasmetterlo. Grazie a voi sono riuscita perfino ad amarli di più!

Reply
paola 17 Maggio 2016 at 20:35

grazie hai reso tutto memorabile

Reply
Syl
Syl 19 Maggio 2016 at 13:29

Grazie a te!

Reply
Franca 17 Maggio 2016 at 21:17

Memorizzo questa recensione!! La stamperò e la metterò come segnalibro nelle avventure di nikki heat!!!
Cosa aggiungere a quello che hai scritto…..niente è perfetta !!!

Reply
Syl
Syl 19 Maggio 2016 at 13:28

Grazie a te!! Non vedo l’ora che esca il prossimo romanzo!

Reply
appassionato 17 Maggio 2016 at 22:56

Anch’io non so se l’episodio mi sia davvero piaciuto. Forse non riesco a farmi deviare dall’inconsistenza degli avvenimenti, veramente poco credibili.
Hai detto benissimo, come al solito. Concordo su tutto tranne sul completamento del percorso di coppia, riferito a quel niente bugie che ancora un po’ resiste, pur se quasi azzerato, perché fa parte del loro carattere e poi l’hai detto anche tu: lui ha lasciato l’ufficio, lei il distretto, ma, aggiungo io, nonostante la promessa reciproca. Capisco i reciproci perché, però avrebbero potuto/dovuto entrambi avvisare il partner. Perciò…
Credo anche sia stato logico farceli vedere a terra feriti: nell’eventuale 9a ci avrebbero “spiegato” che solo Rick sarebbe poi sopravvissuto.
Comunque, dettagli e niente più. Alla fine l’importante è che ci abbiamo mostrato i Caskett. Il resto non conta, non ha mai contato se non come scusa per mostrarci la loro crescita, anche perché LokSat è parsa subito una trovata peregrina, mal pensata e mal realizzata, come quella del rapimento di Rick che ancora per me rimane un pasticcio farraginoso.

A questo punto però m’incazzo ancora di più, perché va anche bene la separazione (colpo ad effetto studiato per risollevare i ratings, anche se poco credibile dopo tutto quello che hanno passato), ma allora perché mai non hanno tenuto lo stesso standard, specie negli ultimi episodi, anziché farci vedere una coppia stanca, poco coppia, con un Rick che pareva non gli fregasse (quasi) più niente di Kate, tutto preso dalle sue ridicole (in senso negativo) fantasie?
Sì, ho capito, per introdurre la 9a senza Kate, roba che già di per sé è allucinante nella sua idiozia.
Poi, dico, togliere qualche episodio francamente inutile e non interessante per sviluppare meglio LokSat e in generale (e soprattutto) loro due caskettosi, no eh? Perché ridursi agli ultimi minuti?
Hanno mostrato che avrebbero potuto farlo perché in questa 8a ci sono episodi e scene bellissime (l’anniversario con la pausa della pausa, ecc.). Era così difficile farne altre mantenendo intatta la poesia?
Mi hanno rovinato l’addio alla storia e me l’hanno addirittura fatto sperare. Ma si può?!

Grazie Syl per avermi accompagnato in questo viaggio, per avermi insegnato a percorrere il sentiero fatto in tua compagnia, per averne delimitato i confini e aver guidato la mia attenzione sui sassi e la terra. Grazie per avermi illuminato e spinto ad una maggiore comprensione offrendo i tuoi punti di vista, deliziosamente descritti. Grazie per aver sottolineato con tanta maestria alcuni passi rendendomi più ricco dentro.

Grazie Syl, grazie davvero. Più di quello che tu possa intuire.

Reply
Syl
Syl 19 Maggio 2016 at 13:25

Sono io a ringraziare te per avermi fatto compagnia in tutte le recensioni, anche quelle più difficili da scrivere e da leggere, quelle dell’ultimo periodo, per le tue lunghe riflessioni e per tutti i punti di vista. Grazie davvero.

Reply
Dani 17 Maggio 2016 at 23:02

Grazie hai reso tutto reale non un sogno GRAZIE❤❤❤

Reply
Syl
Syl 19 Maggio 2016 at 13:23

Grazie a te! <3

Reply
miri 17 Maggio 2016 at 23:40

Puntata + recensione e io sono così ❤❤.
Il finale mi ha stesa. Concordo, è molto fan service, ma l’ho semplicemente adorato. Sentire le loro voci e il dialogo del pilot, il richiamo al “writer and his muse” e poi quel doppio “always”. ❤ Hai ragione, ce lo meritavamo tutti!!
Altro momento che hai sottolineato e che mi ha colpita: Beckett al distretto che osserva i colleghi e Castle&family ma non raggiunge nessun gruppo. Bellissima la tua interpretazione di Kate come ponte tra i due gruppi, l’anello che li ha uniti.

Grazie Syl, per questo bellissimo viaggio, in 22 tappe, in cui con sensibilità e ironia ci hai sempre regalato analisi profonde e approfondite di questo fantastico telefilm e dei nostri amati caskett.
Cito una frase che mi è piaciuta tanto perché in essa ritrovo tutta l’essenza caskett (bellissimo il richiamo al loro darsi la mano, gesto così Loro e che compiono in “entrambe” i “finali”). “E se questa è la fine, beh, che fine sia, dandosi la mano. Saltando insieme, ancora una volta. Fondendosi insieme”.

Reply
Syl
Syl 19 Maggio 2016 at 13:22

Grazie Miri, per tutto il sostegno <3
Per come eravamo partiti (lasciando stare anche la nona stagione Beckett-less), per me è stato perfino troppo vederli richiamare il pilot e gli Always. Con questi showrunner ero pronta al peggio. Per fortuna mi sono spoilerata prima o sarei morta sul pavimento prima di loro!

Reply
sette 18 Maggio 2016 at 00:49

avremo sempre i caskett.
Che in me, leggendoti, vivono molto dell’amore tuo per loro.
ci rileggeremo presto, non vedo perchè no, non vedo chi altri se non chi, come te, ha la capicità di farsi spazio tra le maglie di un racconto, riconoscendo regole di un gioco altrui.

sei una Granda!

Reply
Syl
Syl 19 Maggio 2016 at 12:49

Grazie <3 <3 *va a commuoversi. Again. Non faccio altro da giorni 😀

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FairyGirl 18 Maggio 2016 at 01:27

Lo ammetto, a fine puntata ero abbastanza delusa. Lo so che i Caskett dovevano finire così e soprattutto so che l’alternativa sarebbe stata a dir poco impensabile ma resterò sempre convinta che ci meritavamo di più. Dopo 8 anni la serie si meritava di più, i Caskett meritavano di più e anche noi fans lo meritavamo. Ho lottato ed esultato per la cancellazione ma credo che questo rimpianto mi resterà sempre 🙁 avrei taaaaanto voluto che la scena finale durasse un pochetto di più! Mi hai commosso con il racconto di quello che poteva essere accaduto in quei 7 anni!
Per il resto sono totalmente d’accordo con quello che hai scritto, anzi ti ringrazio perchè in alcune parti mi sono ricreduta e le ho apprezzate di più. E ti ringrazio anche per tutte le tue meravigliose recensioni, non ho mai commentato ma ho sempre letto con grande piacere! Amo Castle e soprattutto i Caskett in maniera viscerale ed è sempre bello leggere le impressioni di qualcuno che li ama nello stesso modo 🙂

Reply
Syl
Syl 19 Maggio 2016 at 12:48

Grazie mille <3 Io credo che, più di tutto, sia stata la gestione di tutto a lasciarci straniti (per non dire di peggio). Castle ha avuto successo, è durato anni, ha avuto (ha) un fandom estremamente devoto che ha fatto di tutto per questo show, fino all'ultimo e non abbiamo potuto salutarli, vederli celebrare la fine, salutarsi tra loro, come hanno fatto lo scorso anno. Per fortuna abbiamo i ricordi del finale di serie dei Milmar, loro tutti insieme, la festa, la torta. Qui hanno infilato tutto sotto al tappeto e sono corsi via. È triste per tutti. Sul finale affrettato, è vero che girare giorni in più può essere costoso, a fine stagione e tutte le spiegazioni ragionevoli che possiamo darci, ma alla fine per me non avevano mai davvero considerato che sarebbe stato un finale di serie.
Grazie per il tuo commento e di aver letto. Li ho amati (amo) visceralmente e ho sempre sperato che riuscisse a passare il mio enorme sentimento. 🙂

Reply
paola 18 Maggio 2016 at 13:42

cosa ne pensi di una recensione americana che dice che il finale sarebbe costruito sulla fantasia dei due morenti che all’unisono sperano..
a mente fredda avrei voluto vederli così sette anni dopo e non una stanza vuota che è un cattivo presagio.

Reply
Syl
Syl 19 Maggio 2016 at 12:20

L’ho letto anche io, subito dopo, e dopo qualche riflessione, io penso che se hanno scritto sette anni dopo, è il segno che ci hanno voluto dare un riferimento temporale, che in un sogno/fantasia/speranza non doveva essere necessariamente presente. La stanza vuota l’ho intesa come segno del passaggio del tempo (credo di aver letto che è qualcosa di già visto, come meccanismo per far capire che la scena è temporalmente separata). Inoltre, Terri ha twittato “Quindi il viaggiatore temporale aveva ragione”, e io lo prendo per buono 🙂 Ricordo che anche una writer (Hicks) ha fatto una battuta sul fatto che fosse un sogno, ma dicendo poi subito dopo che stava scherzando. Io prendo per buono il lieto fine 😀 Credo che abbiano montato il finale in fretta, senza pensarci troppo e senza riflettere bene su cosa sarebbe passato a noi, visto che, da quel che è apparso, erano molto convinti che non sarebbe mai andato in onda.

Reply
panoramix47 18 Maggio 2016 at 16:02

Meravigliosa ed appassionata recensione. Chiaramente noi tutti fan ci meritavamo di più di quei 30 secondi di “Happy Ending” non dico una mezza puntata, ma 5 minuti?
L’unico piccolo tuffo al cuore è stato vedere il soggiorno vuoto (mi sfugge il significato di aver inserito questa carrellata); se non avessero scritto “Seven Years Later” avrei pensato anch’io che fosse tutto sogno della loro immaginazione mentre erano lì a terra feriti (Kate non dava l’idea di essere grave mentre Rick sì).
Almeno li penseremo: felici, attorniati dai loro figli e magari dediti ancora a fare indagini insieme. <3 <3 <3

Chissà se in futuro (se i 2 due "testoni" se la sentiranno di passare molti giorni sul set insieme, magari Nathan sarà più accondiscendente) faranno un film tv "Castle 2.0": Andrew e Terri possono fare il miracolo 😉

Un forte e grosso abbraccio a tutti i CastleFans. xoxo

Reply
Anonimo 18 Maggio 2016 at 16:55

Personalmente il soggiorno vuoto l’ho interpretato come un ritorno alle origini, quello che erano Castle e Beckett prima di conoscersi, il successivo invece come il frutto di una bellissima storia, ovviamente potrei sbagliarmi la preferisco pensarla cosi. Sul resto hai ragione, meritavamo di più di 30 secondi

Reply
Syl
Syl 19 Maggio 2016 at 12:14

Ciao, grazie! Dopo aver temuto per settimane di dover fare questa recensione di una Kate morente (e io temevo anche colpevole di tutti gli sbagli del mondo), il sollievo era tale che sono stata felice di farla, anche se è stata un po’ dolorosa. Certo, l’alternativa era talmente orribile che nei secoli ci diremo sempre “Ok, è finito, ma cosa abbiamo rischiato? Meglio così”. (Devo ancora capire se è una bella cosa :D).
Anche secondo me Rick era più grave e non capisco, in ultimo, come avrebbero giustificato la morte di Kate per uno sparo al petto, lato destro? Dopo essere sopravvissuta a ben altro?
L’idea di un film o qualsiasi cosa possa venire loro in mente non la butterei via. Il tempo fa miracoli. Certo, come dici tu, solo con i MilMar. La creatura è la loro, mi sembra che a questo punto possiamo darlo per scontato, con buona pace di tutti!
Un abbraccio anche a te!

Reply
Anonimo 18 Maggio 2016 at 16:52

Allora, non so nemmeno da dove cominciare. Premettendo che per me Castle si é concluso con l’episodio 7X24 e che questa ottava stagione é stata una delusione su tanti fronti, devo purtroppo ammettere che anche il finale di serie non é riuscito a convincermi. L’andazzo della puntata finalmente ha ripreso i toni del vecchio Castle. Sarebbe stato carino avere un’intera stagione cosi anziché rimpiangere la fine del telefilm perché gli ultimi 42 minuti sono venuti bene… Come dici te, con questo poco tempo a disposizione potevano fare ben poco altro, ma certe cose mi sono sembrate proprio nonsense: la piattaforma alla Leonardo/strumento di tortura di Saw utilizzato su Castle (perché i lettini normali li avevano finiti…. robe che manco le poltrone del dentista!), il serio della verità (seriously? vabbe, in qualche modo ce lo dovevano sbolognare) e il soffitto attira-pistole (epica-ironicamente- la battuta di Locksat “la mia é di plastica”). Mi aggrego poi a quello che hai detto tu: ma davvero bastano due pugni per abbattere Locksat? Come ha fatto Castle a sapere che Ryan ed Esposito sapevano se non era nemmeno presente? Dietro cosa si sono nascosti Castle e Beckett durante la sparatoria per reggere cosi bene? (a me sembravano i resti delle Sentinelle di Matrix).
Per quanto riguarda i personaggi secondari: ancora devo capire l’utilità di Hayley (da guardia del corpo della famiglia Castle, a investigatrice, a cecchino, a posta del cuore della figlia 40enne di Castle, a possibile futuro interesse amoroso di Castle se avessero fatto la nona stagione? non voglio nemmeno prendere in considerazione l’ipotesi) e di Vikram (al di là del suo collegamento con Locksat non ci ho visto niente altro). Perché il personaggio di Lanie deve sempre essere relegata ad un paio di scene??? E’ stata la confidente amorosa di Beckett per anni, la migliore amica, l’unica al distretto a saper mettere in riga tutti e poi scopriamo che solo lei non sapeva di Locksat e che, non solo non si incazza, ma risolve tutto con un abbraccio e una bevuta al bar, mah. Finalmente anche Ryan ed Esposito sono tornati ad avere utilità, ero stufa di vederli come i paggetti di Castle. Martha divina come al solito, Alexis beh é li perché é la figlia. I Caskett hanno finalmente ripreso ad essere quella coppia indissolubile che ce li ha sempre fatti amare, e kudos alle interpretazioni dei due attori. Globalmente, un episodio ben strutturato. Da finale di stagione? NO. E’ palese che l’ultima scena ce l’hanno messa solo per farci contenti, bellissima in sé, ma onestamente dopo un chliffanger del genere ci stava come i cavoli a merenda (mi ha ricordato un po’ i 19 anni dopo di Harry Potter). E’ chiaro che tutta la stagione, dall’entrata di Hayley al continuo mettere da parte Beckett in parecchie situazioni, aveva come obiettivo l’uscita di scena della protagonista femminile (e di Lanie). La puntata in sé non l’ho vista come “momento di chiusura” perché non ho avuto modo di salutare i personaggi, se ne vanno tutti al bar come a dire ok ci si vede domani. Credo che gli autori contassero/sperassero sul rinnovo, perché altrimenti mi auguro che l’avrebbero gestita meglio. Nel complesso, a parte le scene Caskett che mi sono particolarmente piaciute, un finale che promuoverei al 75%; in ogni caso poteva andarci peggio, visto quello che é successo ad altre serie. Infine, un grandissimo ringraziamento va a te e alle tue recensioni. Non credo che noi lettori del sito avremmo potuto chiedere di meglio. Personalmente ho apprezzato tantissimo che tu non ti sia fatta riguardi ad evidenziare i lati negativi (soprattutto delle ultime puntate) e che abbia analizzato le scene chiave dandoci spunti di riflessione che non risultavano cosi scontati a primo acchitto! Grazie, alla prossima 🙂

Reply
Syl
Syl 25 Maggio 2016 at 12:58

Grazie mille per le tue parole e grazie per la lunga analisi, che ho apprezzato moltissimo. Dopo una settimana, e con le ultime notizie uscite sui programmi per la nona stagione sono forse un po’ meno “severa” con questo finale di stagione, di quanto lo fossi all’inizio, ma solo perché penso “oddio che disastro sarebbe stato” (secondo me e solo nella mia ricezione di un certo tipo di trama).
Ho comunque una sensazione di non chiusura, anche perché è finito tutto e non ci sono state interviste, saluti, quasi nulla. Nemmeno il commento alla puntata finale. Penso che il cliff sia stato di grande effetto, per via del loro cercarsi sul pavimento, ma realizzato molto male, in una scena davvero anticlimatica e per nulla avvincente, per come è stata pensata. Inoltre, come dici tu, a questo punto non serviva e non era collegato a quella dopo. Credo che fossero veramente convinti di tornare e che l’abbiano girata senza pensare che sarebbe finita sullo schermo, in nessuno dei loro universi immaginabili.
Concordo su Lanie. Nel bene e nel male è sempre stata la “voce della coscienza” di Beckett, quella che esprimeva i suoi dubbi e che la costringeva ad affrontarli. Non capisco nemmeno io perché sia stata relegata ai margini. Cioè, lo capisco con il senno di poi, ma se anche un network decide chi fa parte del cast, tu autore devi inserire l’abbandono all’interno di una storia, non lasci cadere tutto nel nulla. Lasciando stare poi Hayley a sostituire Beckett, mi vengono i brividi al solo pensiero.
Grazie per la chiacchierata 🙂

Reply
Sofi 18 Maggio 2016 at 19:34

Non ho la forza di ringraziarti come si deve… Le lacrime offuscano la mia vista.
Grazie del viaggio ….

<3 Always

Reply
Syl
Syl 19 Maggio 2016 at 09:30

Grazie a te! E possiamo fare ancora tanti altri viaggi caskett ☺

Reply
Alessandra 19 Maggio 2016 at 17:24

Grande ringraziamento per tutte le tue bellissime recensioni. L’episodio mi ha lasciato un senso agrodolce, quante cose avrebbero potuto sviluppare nell’arco dell’8 S. Tante domande su Loksat resteranno senza risposta, mi è sembrato tutto un gran frullato, ancora mi chiedo il senso di questo Loksat! Non è facile dire addio ad una serie che ho molto amato, mi aspettavo molto di più, forse meritavano tutti molto di più! Castle avrà sempre un posticino speciale nel mio cuore, sempre, un gran bel viaggio! Grazie di nuovo a te e buona fortuna per i tuoi prossimi progetti.

Reply
Syl
Syl 25 Maggio 2016 at 13:01

Grazie mille a te!! 🙂

Reply
Appassioammirato 28 Luglio 2016 at 00:11

In una parola “Bo”…
Questo finale non mi ha fatto ne caldo ne freddo…
Forse perché, per me, la serie ha iniziato a perdere tasselli da quando si son messi insieme… Allo humor caratterizzato dal continuo rincorrersi tra i due non hanno saputo dare una alternativa (lo dimostra il fatto che per la terza volta consecutiva la stagione è iniziata con loro che si “lasciano”)…e a parte qualche battutina e qualche caso simpatico questa ottava stagione non mi è affatto piaciuta.
In compenso l’amore fra i due è diventato a tratti stucchevole e irreale, sempre per me…
Poi il trattamento che questo finale ha dato ai personaggi “secondari” è stato pietoso.
Forse sono troppo critico, forse perché ho amato questa serie… Ma almeno per questa puntata finale uno sforzo in più lo si poteva fare, avrei preferito un ritorno alle “origini” che l’ennesima “missione impossibile” sbrigata in 40 minuti…
Comunque rispetto e ammiro la recensione

Reply
Syl
Syl 28 Luglio 2016 at 14:25

Grazie mille 🙂 È sempre un piacere ricevere commenti alle proprie recensioni. A me l’ottava stagione è piaciuta fino alla diciassettesima puntata, poi ho trovato, e trovo ancora, alcune puntate inguardabili. E non per via di tutti i fatti bts, proprio qualitativamente basse, ma, in generale, l’ho apprezzata, se pur diversa dalle altre, per il cambio di SR. La finale l’ho trovata anche io gestita male per certe cose e, chiaramente, non una finale di serie. Era giusta per come era stata pensata – finale di stagione con cliffhanger. Dopo due mesi penso che la scena di Caleb che spara a Beckett dovesse finire nel dvd. A che cosa ci è servita? Molto intensa quando sono sul pavimento entrambi, e l’avrei certo voluta vedere, solo che lì non c’entra niente, secondo me.
Grazie ancora, è sempre bello poter parlare di Castle!

Reply
Carmen 16 Ottobre 2016 at 23:13

Ciao, solo ieri sera ho avuto il coraggio di guardare l’episodio (anche io, forse, non volevo lasciarli andare).
La tua recensione è davvero meravigliosa, mi ha fatto emozionare e ridere, grazie.

Reply
Syl
Syl 17 Ottobre 2016 at 10:18

Grazie mille per essere passata e aver lasciato un commento. Buona giornata 🙂

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