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Castle Recensioni

Castle | Recensione 8×16 – Heartbreaker


È finalmente trascorso anche l’ultimo (fastidioso) mini hiatus della stagione. Adesso ci aspettano sette puntate, questa compresa, senza interruzioni. E poi, dopo il 16 maggio, que sera sera (*cerca di essere forte e coraggiosa).
Lo sappiamo, servono tempi tecnici per produrre tot episodi per stagione, e le pause necessarie non sono state inventate per essere quel flagello divino che rovina la vita dei fan, però è una verità universalmente nota che il mondo è un posto migliore quando il lunedì sera va in onda Castle. E non sono assolutamente di parte nell’affermarlo.

La puntata di oggi, Heartbreaker, ruota principalmente intorno al personaggio di Esposito, ottenendo per questo motivo la definizione di “Espo-centrica”. La questione degli episodi di Castle che portano un secondario sotto le luci della ribalta è annosa e ha sempre causato due reazioni opposte tra gli spettatori: c’è chi gradisce assistere all’approfondimento di qualcuno che di solito ha un profilo più defilato, limitandosi a fare da contorno alla coppia principale, permettendoci in questo modo di andare oltre la sua caratterizzazione classica e prevedibile (e anche di affezionarci di più) e chi pensa che si tratti di braccia rubate all’agricoltura tempo sottratto ai Caskett. Le due posizioni sono personali e, per definizione, entrambe valide. Il mio punto di vista sulla questione è cambiato nel corso dell’ottava stagione: fino alla scorsa potevo pensare che sì, in effetti vedere Espo sventare un sequestro in metropolitana insieme alla controllora smart potesse essere una perdita di tempo, che sarebbe potuto essere saggiamente impiegato per dedicarsi ai Caskett in love.
Con gli up and down della stagione in corso, dopo l’inserimento di personaggi di cui io, nello specifico, fatico ancora adesso a trovare il senso, chiedendomi soprattutto perché, se bisognava decentrare i Caskett, non si sia dato più spazio di qualità a chi conoscevamo da tempo invece che a estranei, ho al contrario apprezzato la possibilità di seguire le vicende di Espo un po’ più da vicino. Mi è sembrato qualcosa di familiare e conosciuto. Qualcosa a cui tenessi davvero.

Per onestà devo aggiungere che, tra tutte le puntate dedicate a Esposito, questa è stata quella che mi è piaciuta di più, sia per come è stata costruita (non mi sono annoiata per niente, anzi), sia perché è andata a scavare negli strati più vulnerabili della sua personalità, rendendolo molto più umano e complesso e presentandoci, finalmente, anche la sua affettuosa famiglia, che ho adorato. Anzi, per quanto mi riguarda l’hanno fatta vedere troppo poco, io voglio andare a cena da sua mamma tutte le settimane a mangiare il mofongo. Non so cosa sia, ma mi fido. E desidero chiamarla mami anche io.
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Credo che Esposito abbia sofferto, nel corso degli anni, di una caratterizzazione confusa che l’ha un po’ danneggiato: non si è mai capito di fatto perché ce l’avesse tanto con Castle a targhe alterne. Non che non potesse avere i suoi motivi, solo che mi sarebbe piaciuto se li avessero spiegati in modo soddisfacente, invece di mostrarci una persona che frequenta Castle da anni, con cui ha condiviso molto, al punto da litigare per diventare il suo testimone di nozze e poi improvvisamente lo disprezza senza motivo. Sforzandomi, posso pure intravedere alcuni spunti per giustificare il suo comportamento, ma non è un lavoro che dovrei fare io, bensì chi tiene saldamente le redini dello show, o dovrebbe farlo. Mi è piaciuto vederli chiacchierare in modo spontaneo, in questa puntata.

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Più in generale, la puntata si apre all’insegna di un clima di leggerezza e gaiezza che ha riempito il mio cielo di delizia (e molte zeta). Chiarisco: io ho amato molto l’ottava stagione (e la amo ancora), nonostante abbia asfaltato il mio cuore in più occasioni. Trovo sempre utile e apprezzabile della sana angst che ci deposita stravolti a terra dopo qualche giro della morte sulle montagne russe. Proprio per questo motivo, dopo tante emozioni contrastanti, in questa occasione ho infinitamente gradito il ritorno al Castle delle origini che questo episodio si è impegnato a consegnarci.
Beckett è tornata sotto il tetto coniugale in via ufficiale. Anche se noi sapevamo che si frequentavano di nascosto ed è stato bello condividere per qualche tempo il loro piccolo segreto, fonte di notevoli e numerose soddisfazioni, vederli finalmente a casa, in pace, a condurre una normale vita da coppia sposata, con Kate libera di amare suo marito alla luce del sole è stata un’esperienza per cui valeva la pena di soffrire aspettare così a lungo.

Non so di preciso come faccia Castle a tirar fuori sempre la frase da uomo, amante e marito perfetto, ma su “My love, my heart, my bride” io stavo già sventolando bandiera bianca, e si era solo ai primi minuti.
L’atmosfera di allegria e felicità assoluta che si è respirata in questa scena di apertura, e che ha pervaso il resto della puntata, con una Kate molto gioiosa e sollevata, si è contrapposta in modo impeccabile a quella angosciosa e piena di sofferenza con cui, nella 8×02, se ne era andata di casa. Avrei voluto entrare ad abbracciarla in entrambi i casi, ma nella seconda immagine di più. Quel sorriso non poteva essere più luminoso.


Vorrei consigliare alla me stessa di qualche mese fa di non perdere le speranze perché, come si sa:


ma sarebbe fiato sprecato perché in quel momento era giusto disperarsi. Come adesso lo è darci tutti dei grandi High Five.

Nonostante la scena mostri già in sé a questo punto l’intera gamma dei Caskett feels, il top per me si è raggiunto quando Kate ha ricevuto la telefonata che la avvisava di un omicidio, come è sempre successo in passato, ma con la differenza che questa volta ha potuto annunciare al suo partner, prima che marito, e trattenendo a stento l’emozione: “We have a homicide
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Come sottolineato da Castle, è stato come tornare ai bei vecchi e gloriosi tempi, quando era normale che le puntate iniziassero con la chiamata a raccolta del dynamic duo, pronto a buttarsi a capofitto in una nuova indagine. È stato un meraviglioso ritorno alle origini che ci meritavamo tutti. Mi è venuta all’improvviso voglia di abbracciare tutto il fandom, quando li ho visti finalmente riuniti sia a casa che al lavoro, dopo tanti patimenti.

Peccato che poi non siano arrivati sulla scena del crimine insieme, ma almeno ci è rimasto ancora qualcosa da desiderare. Nella mia lista è segnato anche vederli seduti nella stanza degli interrogatori, subito dopo.

Parliamo di Esposito, che si è trovato a dover gestire tra capo e collo il ritorno dell’ex fidanzata che gli aveva spezzato il cuore, al punto da non farlo mai più riprendere, quando aveva scoperto, dopo il loro fidanzamento, che lei era una ladra. Lui stesso l’aveva arrestata, mettendole le manette ai polsi, con tutta la forza che ci era voluta per farlo. In effetti non è facile rifarsi una vita dopo un’esperienza, ma soprattutto un tradimento del genere. Tanto più se sei un poliziotto.
A me lei è piaciuta molto per impatto in scena. Castle quest’anno ha delle guest star che dispiace sempre debbano scomparire a fine puntata, lasciandoci invece, per esempio, il sudaticcio Vikram. Convengo che è arrivata portandosi dietro lo stereotipo dell’ispano americana cresciuta in un quartiere difficile e quindi così indisponente e imbronciata da farci venire voglia di riportarla subito in carcere e arrivederci cara, ma è stata una presenza che ha saputo reggere la scena tutte le volte che è servito, mettendo in ombra perfino Esposito, che, a parte ripetere a intervalli regolari che lui aveva superato la questione, dimostrando che era vero il contrario, è stato letteralmente sopraffatto dalla sua ex grintosa che non aveva idea di come fare a gestire.
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[Espo, non ti crediamo]

A dirla tutta, la trama mi è sembrata un tantino prevedibile, in certi punti, a partire dall’arrivo di Sonia vestita come se stesse andando a fare una sfilata di moda, con l’abito con cui è stata arrestata nove anni prima, che vorrei capire chi le ha stirato, l’ovvia reazione di Esposito ancora sensibile al suo fascino, fino alla naturale decisione di mandare sul campo proprio loro due perché non vorrai certo spedire un irlandese a spanish Harlem, giusto? Per non parlare della telefonatissima scena in cui lei va a farsi la doccia e scappa dalla finestra. Espo, Beckett doveva sospenderti perché sei tordo, non per altri motivi.

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Si è trattata di una giornata piuttosto dura per Esposito. Si è trovato a fronteggiare dei sentimenti molto forti che aveva tentato di reprimere per nove anni senza successo e che ci hanno fatto capire il motivo per cui con Lanie è andata a finire male (per inciso, spero che questo non significhi un ritorno dell’Esplanie perché, in quel caso, io avrei esaurito le forze) e che hanno messo alla prova la sua etica lavorativa.
Espo si è trovato di fronte alla stessa scelta che aveva dovuto compiere nove anni prima: andarsene con lei o farla arrestare di nuovo. Quando aveva scoperto che era una ladra era stato infatti tentato dall’idea abbandonare tutto, perché non poteva pensare di vivere senza di lei:

I was ready to abandon everything I believed in…
because I couldn’t picture a life without you.

Allora aveva prevalso il suo forte senso della giustizia e i valori fondanti che lo definiscono come persona e poliziotto. Di fatto, aveva trovato la forza di mandare in prigione quella che era la donna della sua vita.

I’m a cop, Sonia. I… It’s all I ever wanted to be.
If I threw that away, then I wouldn’t even deserve you.

Sonia lo mette di fronte all’identica possibilità: fuggire con lei. Esposito non può che rifiutare anche questa volta, con lo stesso coraggio e per via degli stessi principi.

 – We’ve got a second chance, Javi. We can run now. It can be like it was.
 – No. It can never be like it was.

La loro concitata reunion, durata solo qualche ora, ci ha permesso di conoscere la famiglia di Esposito, un aspetto di lui che in otto anni ci era sempre rimasto sconosciuto. Io ricordo un Natale solitario perché non aveva nessuno con cui trascorrerlo. Dove erano finiti in quel caso tutti i suoi numerosi parenti?
EspoMamma
Dico la verità, non mi aspettavo che Espo la portasse a casa dalla sua famiglia, che un tempo aveva frequentato e a cui si era affezionata, invece che rimandarla in carcere. Quello di permetterle di consumare un pasto caldo in un’atmosfera piena di calore è stato un gesto molto dolce e affettuoso, uno di quelli che di solito fa Castle. Eh, anche i burberi hanno un cuore d’oro, sotto sotto…

Sonia avrà pure colto l’occasione di scappare, ma si vedeva che si era notevolmente ammorbidita, inducendomi a provare empatia per lei, nonostante l’atteggiamento molesto con cui si è mascherata fin dall’inizio. Anzi, ho sperato che ci fosse un modo per non riportarla in carcere, perché non mi sarebbe dispiaciuto vederla in altre occasioni. A parte le mie simpatie, ho trovato però corretto che alla fine sia stata rimandata dietro le sbarre a scontare una pena aggiuntiva per quello che aveva fatto e che non si sia rivelata la buona di turno, perché Castle ha la tendenza a finire a tarallucci e vino quando si tratta di tirar fuori i buoni sentimenti conditi da un po’ di retorica.

Quello che mi è piaciuto più di tutto dello svolgimento della vicenda è stato vedere come si sono stretti intorno a Esposito gli altri personaggi che tengono a lui, rimasti sullo sfondo di una questione altrimenti del tutto personale.

Ryan si è dimostrato il collega giustamente in apprensione per l’amico che ha dovuto affrontare il ritorno di un passato indesiderato e irrisolto. Ho amato molto la scena finale, in cui si allontanano insieme nel distretto, per andare a ubriacarsi. Per me ha rappresentato il simbolo di un’amicizia molto stretta, costruita negli anni, che li ha visti proteggersi a vicenda in numerose occasioni. Possono aver avuto qualche problema di incomprensione a inizio stagione (non sono stati gli unici!), ma quello che conta è che ci sono sempre l’uno per l’altro. Bello anche che Ryan sia passato a casa di Espo, dimostrando di avere un rapporto stretto anche con la sua famiglia. Mi ha fatto sorridere, invece, quando si è schierato dalla parte di Espo, evitando di avvisare Beckett. Avendo lui dei precedenti in tal senso, e sentendo molto l’autorità del ruolo di Capitano, è stata una sorpresa vederlo così fermo e deciso a fare di testa propria, anche se questo ha significato trattare Beckett come un tempo lei e Castle trattavano la Gates. Corsi e ricorsi storici.Cattura5

Mi è piaciuto molto anche l’atteggiamento di Beckett, divisa tra quello che sente corretto umanamente e quello che è giusto da un punto di vista della legge di cui è rappresentante. Fin dall’inizio ci aveva visto giusto, e aveva capito che affidare il caso a Espo e Sonia sarebbe stato come consegnare una bomba in mano a qualcuno che l’avrebbe fatta esplodere.


Nella mia personale classifica, credo che una della scene più significative di questo episodio, in questo frangente, sia stata quella in cui Beckett è costretta a sospenderlo senza stipendio per una settimana. Si vede benissimo che è l’ultima cosa che vorrebbe fare ma che, come capitano, si impone di portare a termine. È uno di quei casi in cui la nostra Rebel Beckett, che un tempo gettava distintivi sulla scrivania, è costretta sua malgrado a rispettare le regole per via dalla posizione che occupa, nonostante sia abbastanza onesta (come è nella sua natura) da ammettere di essersi comportata anche lei nello stesso modo.
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Mi ha colpito profondamente la postura con le spalle basse con cui lo informa del provvedimento e anche il resto del dialogo.
Non sono stata affatto sorpresa, invece, che lo fermi sulla porta e gli dica, fuori dai denti, che ha fatto la cosa giusta e che, in sostanza, lei è dalla sua parte. Sono quegli attimi di umanità che mi aspetto da Beckett, che è rimasta se stessa, nonostante il ruolo che ricopre, trovando il giusto equilibrio che la rende autorevole ed empatica allo stesso tempo.

Castle invece… ha fatto Castle, quello che conosciamo e quello che trovo sempre spassoso. Già era su di giri per via del fatto di avere sua moglie a casa con sé e di essere nel suo distretto a indagare senza doversi inventare scuse. In più la questione di Espo gli ha fornito l’occasione giusta per divertirsi per tutto il tempo, e noi con lui.


Lui e Ryan mi hanno fatto morire in più occasioni, tipo qui:

Nella puntata c’è stato un altro momento che ho amato molto vedere, ritenendolo un atto dovuto al pubblico: il brindisi tra Kate, Martha e Alexis, riunite insieme senza bisogno della presenza di Castle a fare da collante. Sono una famiglia, ed è normale che trascorrano del tempo insieme senza di lui, soprattutto adesso che la tempesta è passata e Kate è tornata a casa, permettendo a una madre e una figlia di ricominciare a respirare e a smettere di preoccuparsi di un figlio e padre sofferente. Mi sarebbe piaciuto vedere il momento in cui i Caskett hanno dato la notizia che la separazione si era conclusa, ma è stato bello anche così, con tutti a congratularsi felici con loro, in separata sede.

 

Rimane però ancora un argomento spinoso da affrontare: l’inglorioso prepensionamento di Lucy, la seconda moglie relegata a ruolo marginale.
Io ho sempre avuto un debole per Lucy e ho atteso con trepidazione il momento dell’inevitabile scontro Beckett-Lucy. Mi aspettavo forse di più che sarebbe stata Beckett a scoprirsi gelosa di Lucy, ma mi ha fatto rotolare l’evidente ostilità di Lucy nei confronti della moglie legittima: nonostante l’ovvietà del fatto che i robot non provano sentimenti, come si è sentita in dovere di sottolinearci la saputella Alexis (perché le fanno fare sempre queste parti urticanti?), mi è sembrato del tutto normale che Lucy non potesse vedere Kate. Del resto chi, se non lei, ha ascoltato i lamenti di un marito abbandonato, e i suoi infiniti sermoni sul senso della vita e dell’amore, per settimane? Non so perché se ne sia stata cheta mentre Kate entrava di soppiatto in camera da letto quasi tutte le notti (la risposta è ovvia: è perché passava dalla porta segreta della stanza, quella di cui nessuno conosceva l’esistenza). Kate ha fatto troppo la splendida quando le ha chiesto di prepararle un caffè, la reazione era scontata. Anzi, io al posto di Lucy avrei risposto: “Non le hai le manine per fartelo tu, bella signora?”. Ma anche la sua risposta è stata da applausi.


Già la canzone scelta per il momento romantico (interrotto! Ah, i bei vecchi tempi… ) doveva segnalare che c’erano dei conflitti all’opera.

Mi aspettavo che Beckett avrebbe preso Lucy per scaraventarla dalla finestra, ma sarebbe stato banale. Metterla nel frigorifero invece è stato spettacolare. In ultimo, l’averla trasformata in Linus (come il leone!!) è stato un colpo di genio. Del resto le cose tra Castle e Lucy avevano preso una piega eccessiva, per il bene di entrambi è stato giusto terminare una relazione che si stava rivelando un tantino esclusiva e soffocante, sia nel mattutino scambio: sei più bella tu – no tu, sia nell’inopportuna uscita serale di Castle.

Castle, prevedibilmente, non prende molto bene l’arrivo di Linus. Quando ha chiesto a Beckett se avesse ucciso Lucy ho dovuto tenermi dall’andare a ridere dietro al divano. Un motivo in più che ha reso necessario separare le due colombe innamorate.


Linus che si difende con una scossa elettrica è il gesto supremo della vendetta perfetta. Go, Beckett!

In conclusione, ho trovato la puntata molto gradevole, molto Castle dei vecchi tempi, in cui, per una volta, i Caskett sono stati l’elemento che ha portato leggerezza e divertimento, facendo da contorno alle vicende molto più serie e perfino toccanti di Esposito. Un ritorno molto gradito e molto in linea con il classico Castle che tanto ci era mancato in questa stagione in cui, anche nei momenti meno dolorosi, avvertivo sempre la presenza di qualcosa che doveva “tornare a posto”: come si dice, mi è piaciuto il viaggio, ma mi godo anche la meta. Per me Castle è questo, la squadra che indaga insieme (Lanie compresa) e Martha e Alexis a rappresentare la “famiglia”. Non sento necessarie le presenze di Hayley e Vikram (che ormai compare solo perché lo nominano a caso).

A voi è piaciuta? Fatemelo sapere!

Come sempre vi lascio il promo della prossima puntata e vi do appuntamento tra sette giorni.
Se volete ingannare il tempo nell’attesa, vi consiglio di passare da queste meravigliose pagine che sono sempre aggiornatissime sulle novità di Castle.

Tutti pazzi per Castle

Castle Italia

Castle and Beckett Italian Fan Page

A presto!
– Syl

 

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13 comments

Alice 5 Aprile 2016 at 18:24

Adoro il modo in cui scrivi, adoro il modo in cui parli di Castle, da amante del telefilm vedo tutto il tuo amore e la cura che ci metti nel parlarne.
Comunque, condivido tutto quello che hai detto, ogni riga annuivo XD In questa puntata si è visto proprio l’essenza di Castle, anche se era un’espocentrica che in genere non mi fanno impazzire, questa volta mi è piaciuta molto!

Condivido tuttissimo, Bravissima <3

Reply
Syl
Syl 6 Aprile 2016 at 12:11

Grazie Alice!!!

Reply
palita 5 Aprile 2016 at 18:36

Recensione che mi trova come al solito d’accordo su tutto. Puntata divertente anche se non incentrata sui Caskett. Sono felice che siamo tornati al “nostro” Castle e i rating mi dicono che non sono l’unica ad averlo pensato. La vendetta di Kate è stata sofisticata io onestamente Lucy l’avrei smontata pezzo per pezzo da subito.
Finalmente questi hiatus maledetti sono finiti e possiamo goderci i nostri eroi senza più interruzioni. Spero sempre in un Castle 9!
P.S il “Mofongo” è un piatto tipico caraibico in cui l’ingrediente principale è il platano verde
P.S del P.S sto diventando “Syl-dipendent”per la lettura!

Reply
Syl
Syl 6 Aprile 2016 at 12:10

Grazie Palita <3! E grazie per la spiegazione del piatto, sono andata a vedere XD

Reply
miri80 5 Aprile 2016 at 22:51

Come sempre recensione stra-approfondita e bellissima!!
Anche io sono affranta per il prepensionamento di Lucy 🙁 . Sin dalla sua prima apparizione mi sono innamorata di lei, a mio avviso, il miglior “personaggio” introdotto in questa stagione (voglio Castle 9 e uno spin-off con Lucy/Linus 😀 ). I momennti Lucy VS Beckett, sono stati veramente fantastici.
Molto belli anche tutti i momenti caskett e tenerissima la felicità di Kate nel momento della telefonata con quel “abbiamo un omicidio”(attendo anche io con ansia sia il momento dell’arrivo dei due insieme sulla scena del crimine, sia l’interrogatorio “a due”. In quel momento sarà totalmente “casa”).
Solitamente appartengo al partito: puntate Espo/Ryan/Alexis-centriche = braccia rubate all’agricoltura 😀 e parto un po’ prevenuta, ma in questa ho trovato quei momenti e quel senso di famiglia che amo del telefilm. 🙂

Reply
Syl
Syl 6 Aprile 2016 at 08:41

Grazie miri ☺ Sì anche io mi sono stupita di quanto mi sia piaciuta! Proprio un episodio di quelli classici Castle finalmente!

Reply
appassionato 6 Aprile 2016 at 00:33

Mah! Non lo so mica.
Il fatto è che se non vedo quei due indagare insieme, parlare insieme, capirsi insieme e tutto quello che facevano insieme, lei che lo prende in giro, lui che escogita piani assurdi per incastrarla (i tre colpi di pistola perfetti al poligono per avere le foto dei gioielli), l’incontro al ristorante con entrambi che pensano solo al caso ignorando i loro partner inutili, ma anche i momenti in cui lei scopre lati di lui inaspettati (rapimento del bambino poi nascosto sotto la metro, oppure il suo sgomento per essersi fatto scappare il triplo omicida la prima volta e le loro mani strette a bordo piscina e come lei lo guarda con ammirazione ed interesse), beh, se non c’è tutta quella roba lì mi sembra sempre che manchi qualcosa. Che MI manchi qualcosa.

Poi, speravo in un ritorno a casa di Kate con più enfasi, con Martha e Alexis che prima indagassero sospettose in cerca di indizi, insomma tutto quello che secondo me è più tipicamente Castle. O forse dovrei dire quello che era tipicamente Castle.
Probabilmente è la mia malattia castellosa ad influenzarmi.

Liquidare così la soluzione del dramma inaspettato della separazione, senza accenni magari un po’ retorici ma comunque dolci, non mi piace troppo.
Se mi fai il palloncino che mi viene da piangere dopo tutto quello che hanno passato insieme e lui con quella faccia che quasi si sente in colpa ed è imbarazzato e timoroso di un rifiuto, mi dovresti fare anche la riunione ufficiale più descritta. Magari un colloquio con Martha che stava soffrendo, un’entrata abbracciati al distretto con i bros sorpresi ma gongolanti, qualcosa così, insomma. Più caskettoso.
Inguaribile romantico. Lo so. Nemmeno mi aspetto di essere capito.
Vuoi mettere quando ha detto al “Naso” che il mondo sarebbe un posto migliore con lei in giro? In quell’episodio è stato divertente (intelligentemente divertente) ma anche deciso nel risolvere il caso. Quello è il Rick che voglio.
Non ho letto abbastanza felicità in lui per il ritorno a casa di lei. Forse è ancora turbato, non so, ma so che se fosse capitato nei primi anni sarebbe stato diverso. Avrebbe escogitato qualcosa. Che sia invecchiato? Oppure lo sono io.
Comunque, l’episodio in sé mi è piaciuto ma pure questo non lo riguarderò. Perché non ci sono loro due. Quello che amo di loro due.
Sono esagerato e ammalato, lo so.

E poi, basta con ‘sto buio. Tutte le scene sono buie e cupe. Mi viene tristezza.

Reply
Syl
Syl 6 Aprile 2016 at 08:34

Io guardo sempre più volte le puntate per forza, per fare una recensione puntuale. In un paio di casi sforzandomi (si sa quali ) ma questa l’ho guardata con piacere. Ma ovvio la ricezione è personale e così deve essere. Magari la 8×17 andrà meglio. Alla prossima!

Reply
panoramix47 6 Aprile 2016 at 13:16

Concordo su tutto Syl.
Rispondendo ad Appassionato: in effetti il comportarsi “naturalmente” di tutti ai Caskett nuovamente insieme è come se non avessero trasmesso una puntata a mio avviso. Immagino che le poche cose che Kate si era portata via non erano tante e il “trasloco” sia durato meno di una mattinata; un pochino di più ci sarà voluto per informare Martha e Alexis e poi i Bro+Lanie.
Per il resto puntata “godevole” e che riguarderò senzaltro 😉

Reply
appassionato 6 Aprile 2016 at 17:32

Meno male. Grazie, pensavo di essere l’unico al mondo a pensarla così. Mi sembra che spesso perdano tempo in scene di poco spessore a danno di quello dedicato alla caskettosità. O caskettitudine. Insomma, ci siamo capiti.
Poi, il loro percorso non è ancora finito. Il bello di Castle è stato il loro lungo annusarsi e conoscersi fino a scoprire di essere assolutamente necessari uno all’altra. Quindi, perché interromperlo?

Reply
Anonimo 6 Aprile 2016 at 19:32

Anch’io penso che di “strada” ce ne sia ancora molta da percorrere, potevano far durare una puntata di meno la separazione e darci la puntata della “riunione” ufficiale, peccato, mi sarebbe piaciuta vederla: vedere le facce di tutti alla notizia e soprattutto sapere cosa avrebbero detto per “avvalorare/giustificare” (non mi viene in mente altro al momento) la separazione e poi la riunione.
Toccherà a qualcuno bravo ( Syl ci pensi tu? ) a scrivere una FF a riguardo 😉 in modo da riempire questo “vuoto”.
Oppure, oppure, ci daranno qualche contentino nelle prossime puntate. Staremo a vedere

Reply
appassionato 6 Aprile 2016 at 22:18

E siamo già in tre. Facciamo una petizione all’ABC?
Credo però che sia troppo tardi, nel qual caso, tuttavia, potrebbero aggiungere una 23 oppure fare una 9a che si apre con qualche flashback su quanto ci siamo persi… (consiglio assolutamente disinteressato).

PS: Mi ha dato fastidio Lanie incolpare Rick della separazione. Lei ed Espo (a parte il finale della 7a) hanno sempre atteggiamenti troppo astiosi nei suoi confronti. Magari scherzano, magari no. Non l’ho mai capito e mi è sempre dispiaciuto. Ma lo conoscono o no?

Reply
appassionato 8 Aprile 2016 at 11:00

Ho rivisto l’episodio. Confermo la prima impressione avuta, anche se devo ammettere che mi è piaciuto di più.
Sforzandomi di essere lucido e di estraniarmi dalla mia passione caskett, mi viene comunque da rilevare una sensazione: i nuovi autori avevano il compito di dare una sterzata rinnovando l’interesse per il telefilm. Credo ci siano riusciti, ma hanno perso un po’ di caskettosità. Concordo con Panoramix e Anonimo: manca una puntata. Quella delle indagini di Martha e gli altri, quella delle spiegazioni con Rick in palese difficoltà se messo alle strette. Tutto troppo sbrigativo. Ritmo più serrato, ma a danno di un po’ delle caratteristiche della serie.
Amen.

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