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Castle Recensioni

Castle | Recensione 8×08 – Mr & Mrs Castle

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E poi siamo arrivati alla fine [cit.]
(per il momento).

Confesso che, a differenza delle altre recensioni, in cui guardavo la puntata e poi balzavo piena di brio e idee a scrivere tutte le mie considerazioni, per condividerle il prima possibile con gli altri fan di Castle, immaginandoli emotivamente scossi come me, questa volta ho fissato il proverbiale foglio bianco lasciando scorrere liberi i pensieri erranti sull’episodio appena terminato, la storia che ci ha fin qui condotti, sulle aspettative che gli spoiler, e soprattutto le preview, noto strumento demoniaco (per me) irresistibile, avevano creato, riuscendo a prevedere già tutti i discorsi che rimbalzeranno da twitter fino al bar sotto casa, su: è giusto/è sbagliato/ma lui-ma lei-ma loro.

Il primo pensiero in assoluto che è comparso, lasciando vagabondare la mente, che, evidentemente, è quello essenziale per me, è che è finita. I Caskett sono tornati insieme.
Non ho mai nascosto di essere una grande shipper e fan dei Caskett, di tenere al loro amore, vederne la bellezza luminosa, considerarlo quasi sacro e indistruttibile e di star male quando viene messo in pericolo.
I miei “bambini” devono essere al sicuro.
In questo momento mi sembra di provare la stessa sensazione di quando ho finito gli esami all’università e solo in un successivo momento si è fatta in strada in me la consapevolezza reale che ce l’avevo davvero fatta.
Ed è così che mi sento, quando placo la mente da tutte le considerazioni sui dettagli della puntata. Vorrei chiudere gli occhi, appoggiare la testa al muro e ricominciare a respirare. Che belli che sono.

Dopo essermi permessa questo momento di condivisione dei miei sentimenti, veniamo ora all’analisi vera e propria della puntata.
Per prima cosa, me l’aspettavo più intensa, più drammatica, e invece è volata via senza quella centrifuga emotiva di piatti lanciati, viscere strizzate e cuore tachicardico. E, una volta fatta a me stessa questa confessione, sorprendentemente, ho apprezzato il mood della puntata, che mi ha permesso di soffermarmi di più sulle sfumature che non sulle esplosioni di feels che sono sempre un momento emotivamente infuocato, ma che rende difficile rimanere lucidi di fronte agli avvenimenti e cogliere i dettagli meno evidenti, quelli lasciati più tra le righe.
Inoltre, non è una finale di stagione, ma solo invernale, e Castle non ha mai fatto delle “mezze finali” particolarmente intrise di drammi e strazi (lasciando stare che quest’anno la mazzata ci è arrivata tra capo e collo ad apertura di stagione, per gradire).

E’ stata una puntata con molta carne al fuoco, in cui si è dovuto:
– risolvere un caso molto in fretta: oh, ecco la morta, due giri di giostra e tu, colpevole, andiamo, fine;
– fare una breve crociera di sessanta minuti per prendere un po’ d’aria, indagando il caso più veloce dell’intera storia di Castle;
– far avanzare le indagini di LokSat, che io continuo a immaginare come un enorme cattivo nero stilizzato dietro a un mega schermo impegnato a mangiare patatine e a ridere malvagiamente. Una cosa tipo Voldemort misto a Crudelia De Mon;
– dare un senso a Hayley e farci esaurire la pazienza disponibile con Vikram;
– introdurre il nuovo cattivo di stagione, Caleb Brown, con un colpo bassissimo perché è arrivato bello e scanzonato e mi piaceva pure, e poi, infame, si è rivelato doppiogiochista senza darci il tempo di inquadrarlo;
far ciarlare, flirtare, avvicinare, discutere, baciare e rimettere insieme i Caskett;
– dare una mano di pittura alle pareti del loft, e portare pace in terra gli uomini di buona volontà.
Il tutto in quarantadue minuti.

Io non so a che punto della stagione abbiano informato gli showrunner che avrebbero avuto solo otto puntate prima della pausa, perché è sembrato che abbiano dovuto comprimere tutto in questa.

Fin dall’inizio della puntata era chiaro ed evidente anche alle signore anziane che vivono in crociera soprannominate “The Gossip Girls” che quei due lì erano due pere cotte pronte a cadere dall’albero.

Beckett non ha fatto finta, nemmeno per salvarsi la faccia, di non desiderare di godersi la compagnia di suo marito, ben felice di averlo a indagare con lei – e l’ho notato in un gesto semplice come appoggiargli una mano sul braccio mentre scendevano le scalette ed era infervorata a programmare il loro piano d’azione – finalmente liberi di lavorare insieme, da soli, come ai vecchi tempi, senza dover trovare chissà quale scusa o dover cercare di mandarlo via più volte, facendo perdere tempo prezioso a tutti noi fan, perché tanto poi Beckett te lo tieni sempre.
Del resto come fare a resistergli?

Se penso a come erano cupe e tristi le prime puntate, questa, al contrario, è iniziata all’insegna di sguardi divertiti, bantering, punzecchiamenti, programmi per il prossimo anniversario, pensieri peccaminosi sul mettere in scena un certo “momento steamy” di Titanic.

Non so, vogliamo far ricelebrare il matrimonio dal capitano della nave, già che ci siamo? Due bomboniere non le abbiamo?

Ho visto una Beckett spensierata, gioiosa e felice di stare al fianco di un marito da cui la divideva, a quel punto, un’ostinazione che non aveva più senso nemmeno per lei.
Le sue difese erano arrivate al capolinea, segnando la fine di un percorso che, per me, era iniziato il giorno dopo la loro separazione, con lei che, lentamente e inesorabilmente scivolava verso di lui, mostrando di cedere poco alla volta in decisioni e intenzioni.

Ecco quindi che si è reso necessario l’inserimento del grillo parlante aka Vikram, che per tutto il tempo ha ripetuto come un disco rotto che non doveva chiamarlo, parlargli, stare con lui. Capisco bene che la cosa sia pericolosa e che Vikram abbia visto Beckett perdere sempre di più aderenza rispetto a quelli che erano i suoi intenti, mettendo a rischio la loro sicurezza. E non dimentico, ma rendo merito al ragazzo un po’ troppo volenteroso di essere stato il primo a indurla a riconsiderare le sue decisioni, nelle prime puntate, ma puoi fare silenzio, per cortesia? Perché è sembrato che abbia parlato per tutta la puntata, non ce la facevo più a vederlo comparire in scena e volevo chiuderlo in uno stanzino per intimargli di chiudere quella dannata bocca!
Per assurdo, il messaggio che ha smosso la situazione, era un fake. Tra lui che manda un messaggio per interrompere l’appuntamento dei Caskett creando reazioni a catena (e facendoci saltare sulla sedia)
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e lei che è convinta di “essere molto attenta”, lasciando il cellulare a un metro dal marito, c’è da chiedersi come siano ancora in vita questi due.
V: It’s too dangerous.
B: I know. And I am being extremely careful.

(Extremely, dove?)

In questa puntata Castle finalmente, come il mondo ha sempre chiesto a gran voce, comincia a “ficcare il naso”, perché lui è intelligente e figuriamoci se non ci arriva e se non si impiccia, curioso com’è e via a seguire, potrei continuare a lungo.
Però. Non è moralmente così semplice decidere di spiare una moglie che ti ha chiesto fiducia. E mi è piaciuto molto vederlo dubitare un paio di volte, di fronte alle sagge parole della madre. E’ vero che lei ha preso una decisione non pianificata e ragionata, io l’ho sempre pensato e ho apprezzato tutta la confusione “umana” in cui si è dibattuta e il caos che ha creato dal niente, perché è la Beckett che amo: integra, pronta a battersi per un principio, ma anche vulnerabile e incasinata. Ciò non toglie che il timore che lei si fosse infilata in qualcosa di pericoloso senza averne la chiara percezione ha mosso Castle nel profondo, risvegliando in lui il prode cavaliere che conosce le aree oscure della moglie e che corre al galoppo a salvarla da se stessa.
Lui non avrà saputo niente di quello che stava succedendo, ma il dubbio che in lei si fosse “risvegliata l’ossessione” ce l’ha sempre avuto.
Però… è pur sempre una moglie che ha chiesto fiducia, che le è stata accordata e che ha espresso chiaramente che doveva “fare questa cosa da sola”, rassicurandolo di amarlo molto e che l’amore non era in discussione.
E lui sta per tradire la sua fiducia.
Capisco che la situazione lo chiedesse e capisco che lui sia stato lasciato all’oscuro come un povero pirla uomo innamorato, ma ho apprezzato in modo significativo che lui abbia avuto un “second, third, fourth thought“.
Perché il Castle di un tempo non si sarebbe posto neanche il problema, sarebbe entrato a gamba tesa brandendo una mazza in un negozio di ceramiche, sempre mosso da buone intenzioni, nessuno lo discute, ma con zero rispetto.
Nonostante qui la situazione fosse ingarbugliata, tesa, e l’odore di pericolo percepibile a chilometri, ha valutato la sua scelta, decidendo alla fine che… non aveva proprio nessuna scelta.

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Detto questo, la moglie è in pericolo e lui deve intervenire, punto.
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Go Castle!

La scena in cui cercano di hackerarsi a vicenda e si fanno le telefonate hot a me ha divertito moltissimo ed è stata ben realizzata, oltre a contenere un chiaro riferimento a Mr & Mrs Smith a cui rimandava il titolo stesso dell’episodio.
I video dei gattini e lei che risponde, a domanda: “Cosa devi fare stasera?” – “Captain stuff” mi hanno stesa.

Vogliamo parlare del fatto che Castle la stava provocando per interessi personali, ma la poveretta era convinta che si trattasse di un vero appuntamento e ha reagito flirtando? Quando fino alla scorsa settimana era tutto un: “Oddio Castle ma non vorrei che tu pensassi che… e non è giusto… e allora inventiamoci il time out del time out” e in questa occasione avrebbe accettato di corsa, la sera successiva? Non ci sono più le Beckett di una volta (*scuote la testa).

Per la prima volta, inoltre, Hayley ha finalmente senso di esistere come personaggio: ha vivacizzato una scena, si è resa utile, e, più importante shippa i Caskett. Lasciando stare i suoi modi bruschi quando caccia Castle dalla sua scrivania, questa volta ho trovato gradevole e valida la sua presenza.

Tutte queste belle cose divertenti e piacevoli ci hanno portati dritti al primo, atteso, confronto tra Castle e Beckett. L’atmosfera cambia, gelando, con l’ingresso di Castle al distretto, lo sguardo determinato che gli abbiamo visto assumere poche volte, ma in quelle circostanze c’è poco da scherzare.
Beckett se ne accorge alla prima occhiata e sa che non può più nascondersi, negarsi o mandare il marito a farsi un giro con qualche scusa.
E’ un momento intimo, privato, in cui ci sono due adulti sposati che devono gestire il loro rapporto guardandosi in faccia. Devono spogliarsi delle loro sovrastrutture e mostrarsi all’altro in modo autentico.
Temevo che Castle sbraitasse, e non mi sarebbe piaciuto. Arrivare a fare la piazzata non sarebbe stato da Castle, non l’uomo che la conosce e si rapporta a lei da otto anni.
Nondimeno, il tono basso, risoluto, quasi minaccioso, gli occhi spalancati a incatenarla per penetrare nella sua corazza e farle capire quanto lei lo avesse ferito e quanto si fosse disperato per essere stato lasciato in mezzo al niente, a me ha agghiacciato più che se avesse gridato.
Perché quando Castle arriva a quei punti limite e smette di essere l’allegro compagnone che sa prendere la vita con lievità e gentilezza e l’innamorato che la avvolge di amore e poesia, diventa implacabile e colpisce tagliente come un rasoio dritto al punto.

“Because deep down inside, you like being broken, and you need this obsession”.

E’ una sentenza lapidaria e vera. Ed è vera tanto più perché arriva da una persona che la conosce, la ama, l’ha aiutata ad affrontare l’impossibile, si è fatto spezzare il cuore e l’ha sempre ricostruito per donarglielo di nuovo.
Capisce dalla risposta accorata di lei che gli sta dicendo quella che lei crede essere la verità, che è davvero convinta di aver fatto la scelta giusta, per proteggerlo perché teme di perderlo (non dimenticando che lei ha sempre il fantasma della sua precedente scomparsa in cui ha temuto per due mesi che fosse morto. Non è una scusa. E’ solo che ha reso i suoi timori più reali e meno gestibili), ma capisce bene che lei “guarda al problema dal punto di vista del problema”. In quella storia ha preso le decisioni ragionando non con la parte di lei sana e lucida, ma quella che la tiene ancorata alle sue zone d’ombra.

E’ uno “scontro titanico” quello che viene messo in scena nella “loro” stanza degli interrogatori, dove è nato il loro amore. Parlano con sincerità, e di cose pesanti, cose che fanno paura, c’è di mezzo il futuro del loro rapporto.

Mi è piaciuto che non si sia offerto di aiutarla, in parte perché in tutto questo, per rispetto a se stesso non può dimenticare le settimane di sofferenza e in parte perché sa che è una cosa che deve capire da sola. Può farle tutti i discorsi del mondo e portarla via da un edificio in fiamme, ma è lei che deve, in qualche modo, staccarsi dall’incendio che la affascina.

And no matter what I do, I can’t change that. Only you can, Kate“.

E’ una scena perfetta, per me, per quello che si sono detti, gli sguardi, il tono di voce, i denti stretti di Rick, la voce a malapena udibile di Kate.
Era un momento necessario che io ho sentito giusto, per quelli che sono loro, la loro storia e come io li ho sempre vissuti.
Castle, in questa scena, se ne esce con l’idea perfetta, e cioè: perché diamine non abbiamo fatto finta di essere separati per indagare insieme? In effetti… Kate non ci avrà pensato per i suoi tormenti esistenziali, ma non ci avevo pensato nemmeno io! E’ la soluzione più giusta, e anche quella più ovvia, a tal punto da averla davanti al naso e non averci fatto caso.

Da qui si passa all’ultimo tassello della storia svoltosi nei minuti finali della puntata (alzi la mano chi si è fiondato subito a guardarli non riuscendo a resistere. Io).
La scena che è seguita è stata completamente diversa da come mi aspettavo.
Come è nelle sue corde, di donna d’azione e poca ponderazione, soprattutto nelle questioni sentimentali in cui non è proprio ferrata, Kate arriva al loft, entra a passo di marcia, battagliera e indomita, e per riassumere in breve: “La fa facile”.


Ora.
Una delle caratteristiche positive di Kate è quella che, una volta resasi conto di aver sbagliato, e non è semplice visto che nutre grande rispetto per le proprie opinioni, basate su ragionamenti ferrei e non è facile da convincere altrimenti, dicevamo, una volta che ha capito che qualcuno Castle ha ragione, non ha nessun problema ad ammetterlo, scusarsi, tornare sui suoi passi, cambiare prospettiva. E’ una grande dote. Può compiere errori di una certa portata, a causa della sua complessità e testardaggine di non sempre facile gestione, ma non si impunta per orgoglio. Infatti è apprezzabile la sua entrata trionfale con i tamburi e il vento alle spalle, riconoscendo che lui aveva ragione su tutto.
Oddio, la butta un po’ (tanto) sul “Avevi ragione, indaghiamo insieme”, senza concentrarsi sulle settimane di supplizio che abbiamo vissuto tutti e, infatti, la reazione di Castle è la nostra, e cioè, tradotto: “Stai calmina un attimo, che qui non si buttano via ore di dolore solo perché tu hai cambiato idea. Un po’ di rispetto, grazie”.
Se pure l’hai fatto amandomi e per proteggermi e io (io Castle) arrivo a capirlo, hai comunque creato un solco ben definito innaffiandolo di mancanza, strazio e confusione.

Sappiamo che lei non è esattamente un genio quando si tratta di usare le forme verbali per esprimere quello che sente, lo si vede proprio dalla lotta interiore per cercare di farsi capire e gli sguardi intensi che gli lancia con il desiderio pressante di inserirgli un chip nel cervello e fargli sentire quello che prova. Per questo motivo penso che le successive esternazioni: “Ho bisogno di te, non sapevo nemmeno quanto”, sommato alla richiesta implorante: “Non farmelo fare da sola” sia parecchio, venendo da una che tende a voler salvare il mondo per conto proprio (o con un aiutante che non ho ancora deciso se è utile, sospetto o cockblocker e basta).

Che ci fa fare un bel parallelismo con la seconda puntata, quella del “fattaccio”:

Da “devo fare da sola” a “Ho bisogno di te”. Un bel passo avanti.

Io non avevo nessun dubbio che Rick l’avrebbe riaccolta. Rick? Rick se la va a prendere all’inferno facendo patti con il diavolo e non si guarda indietro neanche per sbaglio. E non perché è zerbino, debole, perché la ama di più, perché è ossessionato da lei come lei lo è dalla sete di giustizia o perché è sempre andata così.
Rick è un uomo che sa amare e che non si nasconde dietro all’orgoglio, alle recriminazioni e alle lamentele. Mette da parte tutto con un gesto elegante e va oltre. Perché il nucleo di tutto è che lui la ama, ha promesso di amarla, e di sostenerla e di esserle vicino quando le cose si sarebbero fatte difficili. Sa che lei ha bisogno di lui, glielo ha sempre detto, e finalmente lei se ne è resa conto. Sa che loro due sono un team indistruttibile e che ce la faranno solo insieme.

Pensavo avremmo avuto una scena con carni strappate, pianti, e i grandi momenti alla “Always” ma è giusto lasciare a “Always” quello che è di “Always“. Non hanno messo in campo scene da tragedia in senso greco, ma ho preferito così. Lei che arriva indomita invece che dimessa e lui che, invece di buttarsi sul suo lato di “uomo di saggezza e sermoni”, accetta con un semplice e sintetico: “Ok” e poi è andato a prendersela per baciarsela, senza chiedere permesso e fine del discorso, adesso si va in camera e si fa silenzio.

Avrei evitato magari tutta la parte precedente in cui Rick parla con Lucy ed è il solito discorso a cuore aperto tra noi e gli showrunner che ci becchiamo tutte le puntate, in cui devono spiegarci perché, dopo aver tanto insistito con “Secrets and lies” adesso se la mette via con “I’m in love” e a posto così. Anche un filo meno di retorica non sarebbe guastata.

Bonus: la scena di Nathan Fillion Castle che finge di fare il ballerino professionista con esiti non esattamente positivi. Per una volta non abbiamo avuto un Castle attorniato da donne mezze nude che non può fare a meno di guardare, o che lo vogliono concupire, come era in uso fino allo scorso anno. Abbiamo avuto una scena divertente senza essere eccessiva o non coerente con il personaggio. Devono essersi divertiti tutti tantissimo!

Bonus due: sbaglio o abbiamo sdoganato l’uso di “Rick” da situazioni di morte o dramma incombente a “flirt”?

Mi viene inevitabile, prima di chiudere, pensare a come è stata questa prima parte di stagione. Non ho ancora dimenticato il terribile momento della separazione, arrivato ex abrupto, la cui visione mi è ancora intollerabilmente difficile. Il successivo tentare di farsene una ragione (noi e Castle), il suo dibattersi per trovare un senso che non c’era, andare avanti senza di lei e far smettere quei morsi nella carne che sentiva, con l’ingenuo, semplice, desiderio di riaverla e basta, i cedimenti di Kate puntata dopo puntata e il lento, ma inesorabile riavvicinamento.
E’ stato brutto.
Ma sceglierei di riviverlo, e lo so che è facile dirlo adesso, chiedilo alla te stessa di settembre, però a me è sembrata una storyline che ha avuto senso e che mi ha emozionato. Io voglio belle storie emozionanti, e questa lo è stata.

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E’ vero, potevano fin dall’inizio rendere la loro “separazione” una copertura, avremmo potuto evitarci un Castle lasciato a soffrire, i pianti di lei, la nostra inquietudine, le puntate dolce amare sempre permeate di malinconia, ma per me, sottolineo per me, ha avuto senso vivere questo step, perché era congruo al carattere di Beckett. E’ proprio tipico di lei incasinarsi la vita fino a questo punto, trascinarsi dietro Castle, rimanere impantanata e poi fare un salto di consapevolezza. E lui esserci.

Non vedo l’ora di vederli insieme, ma di nascosto agli occhi del mondo, così come era stato all’inizio del loro rapporto. Mi intrigano i siparietti che faranno per non farsi beccare, rido già coprendomi gli occhi con le mani. Con il bonus di saperli al sicuro, consapevoli entrambi di quello che sta accadendo e finalmente insieme a viversi le loro avventure, come è sempre stato ed è sempre dovuto essere.

Questo significa che è iniziato lo hiatus, momento della vita che io paragono alle sette piaghe d’Egitto (non vorreste subire un’invasione di locuste, pur di avere puntate di Castle tutte le settimane? Io ho già la mano alzata).
Ringraziamo almeno di non essere stati lasciati con un cliffhanger ansiogeno che ci avrebbe disturbato il sonno per i prossimi settanta giorni (dalle ultime notizie, Castle tornerà il primo febbraio. Non ho ancora processato al meglio l’informazione. Sono in negazione).

E’ venuto quindi il momento di salutarci, per quest’anno. Grazie per avermi letta, avermi fatto compagnia, aver condiviso i tormenti castellosi, aver congetturato, ci vediamo a febbraio! Baci a tutti!

Ecco il promo della 8×09.

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22 comments

appassionato 25 Novembre 2015 at 01:31

Ciao.

Non so, l’episodio mi ha lasciato perplesso. Troppo sbrigativo nel finale e poco emozionante nel resto.

Dopo quello che hanno passato, mi sarei aspettato, anzi preteso, più tempo per le spiegazioni, invece hanno liquidato tutto in pochi secondi, mentre hanno perso tempo con il ballo goffamente scontato (per me) di Rick. Non c’è proporzione fra l’importanza delle due cose. E’ come se l’avessero girato in diretta e verso la fine si fossero accorti che il tempo stava per scadere e dovevano accelerare. Non mi è piaciuto, anche da un punto di vista caskettoso. Quei due lì (e pure io) si meritavano più tempo dopo la sofferenza.
Invece, oltre al ballo, ne è stato dedicato di più a quel pippone invadente di Vikram: ma che palle che è! Ma chi si crede d’essere, ma cosa vuole, ma che ne sa di ciò che hanno passato quei due, di che s’impiccia. Dov’era nei sette anni precedenti? Noi c’eravamo, lui no. (Si capisce che mi sta antipatico?). Poi, improvvisamente, da uno che non sapeva tenere in mano una pistola, l’hanno trasformato in un perfetto agente segreto! Mah!

In altre parole, ho come l’impressione che gli autori siano stati costretti ad infilare tutto nella puntata pre-pausa, perdendo il tocco magico di quella precedente. Eh, no, non si fa così!
Tutto troppo veloce, senza dubbi, poco drammatico o romantico nella spiegazione: nessuna sofferenza apparente di Kate mentre gli dice che ha ragione lui. Sarà per superare l’imbarazzo, sarà pure perché ormai è decisa a ricongiungersi, ma mi aspettavo un momento più dolce fra di loro, più riflessivo.
Persino il bacio mi è sembrato forzato e poco sentito da entrambi. Rick è parso persino costretto, svogliato, anche se capisco il momento particolare e che dovesse ancora digerire appieno la faccenda, ma lei avrebbe dovuto essere più appassionata e meno sbrigativa. In fondo, ammette di aver avuto torto, perciò un po’ più di tenerezza l’avrei vista volentieri. L’ho trovata freddina rispetto ad altre occasioni. Poi, dov’era la poesia della scorsa puntata? Forse non era il momento, ma non si può liquidare così la loro riunione, è troppo importante. L’hanno resa importante gli autori, fatela bene.

Insomma alla fine non mi è venuta voglia di riguardare l’episodio, così frettoloso e molto poco interessante nella prima parte. In altre occasioni, anche prima di mettersi insieme avevano avuto un dialogo più completo. E’ mancata l’armonia crescente che sboccia nella conclusione.

E adesso? A quale accorgimento disperato e improbabile, se non perfino meschino, dovrò ricorrere per superare indenne il tempo che manca alla data così lontana della rinascita caskettosa?
Dove mai saprò trovare la forza per sopravvivere, seppur a stento e contrastare così un fato tanto ignobile e maligno che mi priva con sottile e determinata crudeltà dei miei beneamati?
Perché mai al mattino dovrei lasciare il mio cuscino ogni volta e per così tante volte, consapevole che il giorno del ritorno agognato è tanto sfumato nel tempo da apparire pressoché invisibile ai miei occhi di oggi, ma anche a quelli di domani? Forse, almeno per dignità residua, meglio dormire fino al risveglio della luce sicura che illumina le magnifiche gesta di quelle due figure da me tanto amate e a me così necessarie.
E non m’importa del severo giudizio altrui, ma solo delle mie sconfitta e debolezza.
Visto? Lo sapevo: sto già dando i numeri. 🙁

P.S. per Syl:
Syl, l’altra volta mi hai detto di sentirti onorata di essere la mia interlocutrice caskettosa. Perdonami, ma a costo di apparirti sgarbato, non ti permetto assolutamente di appropriarti impunemente del privilegio di essere onorata, perché quello, dopo aver letto le tue recensioni, è soltanto tutto mio.

Reply
Syl
Syl 25 Novembre 2015 at 13:06

Ciao!
Questo secondo me è un episodio che arriva meno emotivamente rispetto al precedente, molto diretto a colpirti i sentimenti, ma che, almeno nel mio caso, va “processato”. Mi capita anche con la 4×01, in cui dopo tanto tempo riesco sempre a farci “su” dei ragionamenti sempre nuovi. Ho letto le interviste, lo sto metabolizzando, credo che continuerò a produrre impressioni a getto continuo 😀
Su Vikram non posso darti torto. E pensare che a me piaceva, ho detto tutto. Sarei la prima a essere fatta fuori da LokSat.
Credo che Kate non gli abbia detto niente perché:
1. si fida ciecamente di lui
2. sa che in teoria lui ha ragione, è stata una debolezza andare da Castle PRIMA di ieri.
Sul motivo per cui lei si fida io alzo le mani, a questo punto. Perfino IO non mi fiderei 😀
Adesso mi aspetto invece che il grillo parlante venga rimesso al suo posto.
Anche se in effetti Kate non ha mai risposto male a nessuno (cambio un attimo discorso) quando prendevano in giro suo marito (pensiamo a Perlmutter e le sue battute acide).
Su come trascorrere lo hiatus, io non sono d’aiuto. Di solito conto i giorni 😀 e vado avanti a parlarne e pensarci.
(Non ho una vita :D)

Reply
appassionato 25 Novembre 2015 at 10:20

Ho postato il mio commento all’una e mezza, subito dopo aver visto l’episodio e sono andato a dormire. Alle sei mi sono alzato e continuavo a pensare a quanto visto (sì, non ho di meglio da fare). Più ci penso e più confermo le mie prime impressioni, anche senza aver ancora riguardato la parte finale: non si può liquidare in tre secondi il fatto che lui si sia incazzato o quantomeno rimasto deluso perché lei non l’ha messo al primo posto (insisto sulla cosa, anche se è un po’ meschino farlo).
Rick, a casa, avrebbe dovuto resistere di più, parlarne insieme. Invece avviene tutto troppo velocemente (perché i 42 stavano terminando, ma che roba è?!).
La separazione è stato un fatto traumatico e inaspettato, non me la puoi cancellare in un attimo e far finta che non sia successo niente: lei entra sparata, sì avevi ragione su tutto, facciamolo sotto copertura e andiamo a letto e va tutto bene. Ma quando mai!
E non mi si venga a dire che l’amore vince su tutto, ecc. Sì, è vero, ma ci vuole più tempo. Spero che il mattino dopo si approfondisca il discorso.

Cambio: Vikram mi sta sulle palle e credo di aver capito perché seguendo questo percorso:

All’inizio è un agnellino insicuro che si consegna nelle mani di Beckett. Nella scena dell’aereo, Rick pensa che non ci si debba fidare di lui. Kate ci pensa tre decimi di secondo e dice al marito di fidarsi (su che basi?). Non gli dà spiegazioni, se lo bacia (Rick non Vikram…) e tutto finisce lì. Occhio che Rick è un genio nelle intuizioni e in Castle niente succede per caso. Ora, ho come l’impressione che piano piano Vikram stia sempre più assumendo il comando delle operazioni. Tra parentesi: quando Kate scopre che il messaggio che gli ha inviato nella notte della dolcezza era falso, ha una reazione minima. La Kate che conosco io, gelosa del suo privato, l’avrebbe almeno aggredito e preso a sberle per avergli rovinato un momento simile. Ma come si permette? Chiusa parentesi.
Comunque, a Rick continua a non piacere e lo dice anche in questo episodio. Laonde per cui:

E se Vikram non fosse il santarellino che dice di essere? Se l’intuizione del geniale Rick fosse giusta e il reprobo si stesse servendo di lei per qualche scopo infingardo e anche per questo facesse di tutto per tenere fuori il signor Castle?

Reply
appassionato 25 Novembre 2015 at 15:45

Rivisto l’episodio:

Confermo tutto ma ammorbidisco i toni e mi avvicino molto alla recensione di Syl che, confesso, non avevo letto bene, essendo tardi. Rendo omaggio al suo talento e mi sono accorto di aver anche commesso l’errore di ripetere inutilmente cose già evidenziate da lei. Chiedo venia.

Al contrario, escono rafforzati i miei sospetti su Vikram perché insiste TROPPO e in TROPPE occasioni sul fatto che Castle debba starne fuori. Che gliene frega in fondo? Mica sono fatti suoi. Lo trovo molto strano e fuori luogo, per cui due sono i casi:
o ha delle pretese amorose su di lei, però mi sembra poco probabile, oppure ha dei secondi fini e Kate gli serve da sola, non so perché ma comunque meno gente c’è, meno è facile farsi scoprire e tenerla a bada. insomma, c’è sotto qualcosa.

Kate è presa da due grandi tormenti: l’indagine nascosta e il sempre crescente bisogno di Rick e quando sa che lui sa, crolla. Forse è per questo che non si accorge (non ancora) che i ruoli fra lei e Vikram si sono invertiti: prima era lei quella risoluta a tenere lontano il marito, adesso invece è lui (ma perché? Non ha senso) e addirittura continua a giustificarsi con lui e a dare spiegazioni. Lei, che in vita sua non ne ha mai date a nessun estraneo se non costretta. Non lo trova strano? Non c’è ragione.
Sistemata la faccenda con Rick, avrà più attenzione da dedicare a questo.
Sempre che il mio sospetto sia fondato come credo sempre più.

Mi è piaciuto moltissimo il comportamento di Rick che ho trovato di una maturità e fermezza spaventose. Altro che bambinone! Credo però che non abbia ancora digerito il mentire di lei ma essendo sempre disposto ad aiutarla e amandola, ci passi sopra. Però qualcosa resta, ci vorrà tempo (“Non è così facile”).
A proposito, in otto anni scarsi Kate non l’ha mai chiamato così tante volte per nome, altro indizio di quanto Rick sia importante per lei.

Quando ricomincia? Sono già stanco di aspettare.

Reply
Syl
Syl 25 Novembre 2015 at 21:59

Hai ragione su Vikram. Kate teneva lontano Castle per la sua incolumità, a lui che importa? E’ in pericolo da quando è arrivato, che Castle indaghi o meno, non può rendere la cosa più pericolosa per loro due, che sono in prima linea. Io vorrei che lei non gli dicesse, fin quando non sarà necessario, che Castle sa e che loro sono tornati insiemenoninsieme. Voglio dire… non dovrà rendere conto a lui di dove passa i pomeriggi e le notti, voglio sperare!

Anche io penso quello che hai scritto di Rick. C’è voluta una bella forza per andare oltre la propria sofferenza, ma ha visto “il disegno più grande” e ha considerato la questione nella sua totalità, dando il giusto peso a tutto. Ma è comunque ferito perché lei gli ha fatto passare le pene dell’inferno, anche se con le migliori intenzioni.
Hai trovato che lei abbia fatto quel cambiamento che ci voleva? Perché in un’intervista agli SR loro pensavano di sì. Secondo te?

Reply
appassionato 25 Novembre 2015 at 23:01

Se intendi l’uscire dal suo lato oscuro, assolutamente no. Non l’ha fatto appesa a quel cornicione, non può riuscirci neanche adesso. Ha solo nascosto il problema, come aveva fatto con l’omicidio di sua madre finché lui non gli ha insegnato ad affrontarlo per farla vivere più libera (grande Rick!).
Ha finalmente compreso quello che gli ha detto lui nella sala interrogatori (ma proprio lì con i microfoni dovevano andare?) e si è trovata d’accordo, ma da qui a cambiare ce ne corre. Solo lui potrà aiutarla a farlo, ma ci vorrà tempo. Sicuramente d’ora in poi ne terrà conto, ma per cancellare quella parte di sé non bastano cinque minuti.

Quando ha visto la determinazione di Rick, dalla sala interrogatori in poi, si è spaventata, questo sì e ha davvero avuto paura di perderlo. Sarà la molla per non ripetere lo stesso errore, il che non significa che sia “guarita”, anche se ce lo faranno credere.

Ripensando ai primi anni, quando lei si è sempre posta, almeno all’apparenza, su di un piano (anche due o tre) superiore a lui, vederla così in difficoltà mi ha fatto una tenerezza immensa. Ovviamente non ha implorato cospargendosi il capo di cenere, non è da lei, ma credo, a occhio, che sia la prima volta che in qualche modo si sente inferiore a lui, così determinato, sicuro di sé, (quasi) senza paura di perderla.
Penso che da quel momento abbia capito la grandezza di quest’uomo e l’ami ancora di più. Infatti ha cercato di trattenerlo quando è arrivato Espo e poi è corsa subito da lui.

Così come mi sono sentito vicino a Rick quando, nella stessa scena, le ha detto di andare pure, poiché al primo posto per lei viene il lavoro o la sete di giustizia che sia. Non perché io ero della stessa idea, ma perché è la verità (ritorno a quel mio chi gliel’ha ordinato?) e ora l’ha capito anche lei. Poi, l’ha tacitata parlando di possibile separazione finta. In effetti, ci voleva tanto? Lì sta il cornicione. Lì si è sentita persa.

A proposito, una telefonatina al padre di Rick o alla matrigna no eh? In fondo, bazzicano l’ambiente. A meno che lui o loro li stiano già tenendo d’occhio in qualche modo.

Sei d’accordo su tutto o dove sbaglio?
In ogni caso grazie di avermi interpellato, non me l’aspettavo e ne sono felice.

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Syl
Syl 26 Novembre 2015 at 14:18

Ciao! Grazie per la tua analisi.
Io ci sto pensando da quando ho visto l’episodio e concordo con te su tutto.
Una cosa del genere non è facilmente superabile. Si è sicuramente accorta che una parte di lei aveva preso il sopravvento, e lei non riusciva a gestirla in modo lucido, tanto da non riuscire nemmeno a vederla, e l’ha capito quando Castle glielo ha detto.
Si noti come un tempo avrebbe fatto fuoco e fiamme e l’avrebbe cacciato di casa, e qui ha incassato il colpo, mettendoci circa due ore a cambiare idea e dargli ragione.
In Always aveva dovuto rischiare di morire.
Lui le ha aperto gli occhi e lei, razionalmente, ha individuato la “zona di intervento”. Poi, come dici tu, loro non ci mostreranno più questo, però penso anche io che non sia una cosa che viene “metabolizzata” in due giorni.
Dovrà (dovrebbe) indagare meglio in se stessa, farsi aiutare, tenere sempre presente che lì c’è qualcosa a cui fare attenzione (“lì” nel senso dentro di lei).

Il suo “e allora facciamolo”, a me piace sempre di più nell’accezione che, avendo capito il problema, ha agito immediatamente. Capisco che chiunque abbia detto: eh, Kate, facile così. A me è sembrata invece la prova della sua buona volontà, un po’ goffa e precipitosa, per fargli capire, nei fatti, che aveva capito ed era cambiata. Ecco perché la scena a me è andata bene così.
Poteva arrivare e dire solo a parole “Ti giuro, sono cambiata, credimi, riprendimi”, invece gliene ha data subito la dimostrazione pratica. E’ proprio il suo cambiamento repentino, secondo me, ad aver dimostrato che voleva proprio impegnarsi in quella direzione.

Anche io ho avuto la stessa sensazione su lei che capisce a un altro livello che uomo magnifico al suo fianco, quanto è forte e quanto sia la colonna portante della sua vita. Lui è sempre stato sullo sfondo e lei, come dici tu, a volte si è posta con un po’ di superiorità (sempre meno passando le stagioni). Adesso no. Adesso ne ha capito la grandezza.
Più ci penso e più quel “I need you” assume importanza. Lei non glielo aveva mai detto in quel tono accorato. Lei non mai pensato di “aver bisogno” di nessuno. L’ha sposato ma ha sempre cercato, come difesa, di pensare a se stessa come una persona emotivamente autonoma (non nel senso “E’ la mia vita”, nel senso di dirsi che ce l’avrebbe fatta anche da sola, come forma di protezione dalle perdite che ha subito o potrebbe subire in futuro). Adesso si è mostrata nuda davanti a lui (no pun intended).

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appassionato 26 Novembre 2015 at 15:47

Siamo in perfetta sintonia su tutto, mi sembra. L’unica piccola differenza, tanto per sottilizzare anche senza necessità, è che lei a casa sia stata troppo sbrigativa. Hai perfettamente ragione per come la descrivi, però, dopo tutta la sofferenza patita, tanto più evitabile, lui si sarebbe meritato più tenerezza che lei ha già dimostrato in passato di sapergli dare (sempre di più col passare del tempo).
Non è una vendetta in favore di Rick, nemmeno una specie di “risarcimento”, solo una forma di complicità insita nel loro rapporto.
Che poi lui sappia andare oltre è un altro discorso che non fa che confermare la sua grandezza di uomo, come abbiamo detto. Capisco anche l’imbarazzo e il carattere di Kate, ma un pochino mi ha dato fastidio che abbia voluto liquidare tutto in tre parole decise: sì, hai ragione su tutto, ho sbagliato, facciamolo, ora sono qui. E’ la sintesi, ma non c’è la comunicazione che vorrei.

Mi viene da pensare che quasi non voglia perdere il controllo (ti ricordi nel primo episodio quando Espo la definisce una maniaca del controllo?), che ammetta la sconfitta (si fa per dire) ma non conceda a Rick il premio di un po’ di coccole (non parlo di sesso) che invece, secondo me, gli sono dovute e di cui lui avrebbe bisogno in quel momento. Più dolcezza, insomma. Per questo non ho condiviso la fretta degli autori in favore del presunto ballo o altre faccende meno importanti (per me, appassionato della loro storia, naturalmente).
Forse pretendo troppo e sono sicuro che la notte o al risveglio, ne parleranno con calma, confidandosi le rispettive angosce vissute nel periodo della separazione. E’ quello che mi manca. Come hanno fatto dopo la scomparsa di Rick (che non ho ancora capito bene perché è avvenuta) o dopo essersi liberati del triplo omicida e signora (mamma che odiosa!).

Adesso non so se dimenticarmi di quei due per un po’, cosa che ritengo impossibile perché mi sono entrati dentro ben oltre ogni ragionevole normalità (ma non m’importa, mi lascio cullare da questa dolce ossessione, perché tale è), oppure rileggere all’infinito la loro storia dall’inizio (l’ho già fatto ma credo che lo farò ancora, lo so, sono malato, pazienza).

Nel frattempo, quando non avrai di meglio da fare e se ne avrai voglia, sono disponibile a qualsiasi caskettosità ti venga in mente. Utilizzando questo spazio o altrove sia consentito.
Potrebbe essere un modo per ingannare il tempo meno dolorosamente.
Altrimenti ci risentiamo alla ripresa. Scegli tu. Io comunque passerò di qua, mi ci trovo bene.

Reply
Syl
Syl 26 Novembre 2015 at 17:25

Il suo fare irruzione in casa dicendo tre cose, la sintesi come dici tu, io l’ho visto giusto per lei nel senso che mi è sembrato come quando ti prepari le cose da dire, ma temi il momento del confronto e allora le spari fuori tutte senza un po’ di sensibilità 😀
Tra l’altro, conoscendo Beckett (pensare che non mi fa nemmeno strano dirlo :D) dal suo punto di vista, hanno sofferto allo stesso modo entrambi, visto che lei è stata obbligata a separarsi, pur non volendo. Certo per lui è ovviamente stato diverso, visto che ha vissuto la separazione come imposta e non scelta. Però capisco anche che lei, nei suoi ragionamenti, l’abbia sentita imposta (mi sto spiegando?).
Comunque, sì, anche io avrei voluto un momento di “tenerezza”, che c’è già stata, proprio nei momenti che hai citato tu, però, televisivamente, si sarebbero detti continuamente “Come mi sei mancato” “Tu pure” “Ho sofferto tanto” “Scusami, Castle”, che sarebbero stati un po’ una ripetizione.
Di solito per i momenti mancanti vengono in soccorso le fanfiction 😀
Io ho già fatto tutta la mappa mentale di cosa si sono detti nel cuore della notte.

Io non smetto mai di stare nel mondo caskettoso e sempre lieta di congetturare/analizzare. Se vuoi, qui in alto c’è il mio account twitter.
Smettere di pensare a Castle o ai Caskett mi è impossibile <3 (ci sarà tempo quando sarà finito tutto, perché soffrire già adesso?).

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appassionato 26 Novembre 2015 at 19:12

Separazione imposta: ti sei spiegata benissimo. 🙂

Non concordo sulla ripetizione dei momenti di dolcezza: con la fantasia di Rick (e anche di Kate) avrebbero trovato un modo per non annoiare/si. Loro odiano la noia.

Ho preso una cantonata micidiale. Mi riferisco a quel bacio che ho definito quasi forzato. Me ne sono accorto riguardando la relativa gif pubblicata.
Non è forzatura, ma il frutto del chiarimento che insisto a definire incompleto e soprattutto frettoloso. Proprio perché è mancata la tenerezza di cui abbiamo detto, o almeno una più approfondita disamina di quanto successo, risulta quasi incerto e in qualche modo sospettoso. In pratica, la situazione non era ancora stata definita se non nella sua essenza, ma è impossibile che si adeguino in un tempo così breve. Devono ancora elaborare meglio il tutto. Escluderei la sfiducia nel partner se non, un po’ sì, da parte di lui.
Credo di non sbagliare.

Grazie per l’invito su Twitter, ma non ho account su alcun ‘social’. L’avevo su FB, ma dopo aver visto l’uso che ne fa la gente, l’ho lasciato.
Peccato, mi sarebbe piaciuto tantissimo continuare a caskettizzarmi con te nella pausa abominevole.

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panoramix47 26 Novembre 2015 at 23:16

Bellissima analisi Syl, come sempre, e altrettanto belle le interiorizzazioni di/con appassionato.
Sono d’accordo con chi ha scritto (anche gli SR) che Rick poteva rimanere imbronciato almeno ancora una puntata, ma c’era lo hiatus invernale e non ci volevano far passare le feste con loro due ancora separati. Quindi riappacificazione veloce ;-), ma comunque si vede che lei era incredula che Rick accetta di “riprenderla” dopo il primo bacio; ma poi il secondo è un’altra storia. 🙂

Volevo farvi notare una cosa: nei due forum che seguo, oltre a qui, tutti parlano delle due scene di confronto, ma un passo avanti verso il chiarimento di Kate a Rick era già avvenuto alla fine della gara di hackeraggio: Kate capendo che Rick ha intuito qualcosa su quello che sta segretamente investigando era decisa ad andare da Rick a dirgli tutto; purtroppo però Vikram la interrompe con il nuovo indizio sul magazzino.
Ecco: se Kate fosse riuscita ad andare da Rick lì, forse lo avremmo visto meno arrabbiato/deluso/offeso e magari più sollevato di “farsi dire le cose” invece che “scoprirle”.
A riprova di ciò, vediamo lo sguardo di Kate all’arrivo di Rick al distretto: ecco, ho perso l’occasione di spiegarmi e forse anche il nostro matrimonio è andato a rotoli.

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appassionato 27 Novembre 2015 at 01:16

Può essere, ma personalmente non credo sia così determinante che Kate lo avesse incontrato poco prima, ormai la frittata era fatta. Penso invece che ciò che conta davvero sia la sostanza, ovvero che lei si sia sentita scoperta ma soprattutto in colpa e comunque in forte difficoltà e che lo sguardo a cui alludi tu sia dovuto al fatto che non sapesse ancora come avrebbe reagito Rick.

Quell’attimo era lo scontro finale, il momento della verità, la paura di averlo ferito troppo e il dubbio atroce che lui non la perdonasse. Lo avrebbe avuto lo stesso anche se lei gli avesse parlato prima, perché lui già pensava ciò che le ha detto al distretto e lei temeva la sua reazione, tanto più che sapeva benissimo quanto lui ci tenesse alla parola “insieme”. Gliel’ha confermato subito, al momento della separazione: “Se tu hai un problema, NOI abbiamo un problema”.

Certo, il vederlo arrivare con quell’espressione decisa, con quel “dobbiamo parlare” che non ammetteva repliche (e con lui non ricordo sia mai successo prima), ha amplificato in lei il timore della fine del matrimonio, o comunque il via ad un momento più o meno lungo di separazione. Stavolta però, per la prima volta, voluto da LUI per motivi riguardanti la loro intesa, per un principio basilare nel rapporto.

Kate non poteva più decidere, come invece più o meno aveva fatto per sette anni. Questa volta no, era diverso, non aveva in mano la situazione. Diverso anche da quando lui aveva scoperto del suo viaggio in D. C. Era un altro tipo di rapporto, lui non aveva ancora capito a fondo quanto l’amasse e le fosse necessaria e nemmeno lei del resto. Tant’è che le aveva chiesto di sposarla (che figata quella scena, non me l’aspettavo) e si era detto disponibile ad affrontare insieme ogni difficoltà. Non è da sottovalutare questo aspetto, perché lui allora (e pure prima) come oggi, già riteneva essenziale la parola INSIEME.

In questo si è sentito tradito e ferito, anche se poi, amandola come l’ama, ci sta passando sopra. Ripeto che non c’è ancora riuscito del tutto, ma ci riuscirà col tempo. Però tutto dipenderà da lei, perché forse, pur se con grande dolore, non è più disposto a farlo in futuro.

Ovviamente, se fosse andata lei da lui, sono d’accordo che sarebbe stato un po’ diverso e lei avrebbe avuto un maggior controllo della situazione, ma fino ad un certo punto, perché l’analisi di Rick (il broken) sarebbe stata la stessa.
Forse ho fatto un po’ di casino, ma credo di essermi spiegato.
Io la vedo così.

Grazie di avermi dato modo di riflettere ancora con un nuovo spunto di conversazione.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi tu.

P. S.: Però, occhio, che sono pericoloso, son capace di andare avanti fino al vostro sfinimento. 🙂
Qualcuno mi deve fermare, perché io non lo faccio di certo se non su precisa richiesta altrui. 🙁

Reply
Syl
Syl 27 Novembre 2015 at 09:27

Ciao! E grazie per il commento 🙂
Venendo alla tua osservazione, io penso che il momento in cui Castle ha capito che la moglie avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di fermarlo è stato quando gli ha distrutto tutti i dati del pc. Perché lui prima pensava che lei fosse finita in qualcosa di pericoloso, ed è il motivo per cui ha voluto informarsi, ma poi ha realizzato che lei lo stava volutamente tenendo fuori non per circostanze esterne, ma per un chiaro intento di mentirgli. Sicuramente avrebbe apprezzato se lei fosse andata da lui a parlargli, ma ormai Castle aveva già assunto la sua “aria da tempesta”. Ovvio però che se dopo una cosa del genere devo pure venire a parlarti e tu te ne stai al distretto a risolvere i casi, non fai che aggiungere sale alla ferita e infatti lui le dice “Fai il tuo lavoro, che lo fai bene”.

Reply
appassionato 27 Novembre 2015 at 01:27

Ecco, dimenticavo:

il momento del confronto, pur se frettoloso, segna un punto importante nella loro storia. Entrambi, ma soprattutto Kate, salgono un ulteriore gradino della scala del loro amore.
Credevo non fosse possibile, ma mi sbagliavo.
Mamma mia che storia e che intensità! Mi viene da piangere.
Tutta la gente che parla a vuoto di amore senza nemmeno averlo mai conosciuto davvero, dovrebbe “leggere” questa storia in profondità. Imparerebbe il vero significato della parola.

Reply
Syl
Syl 27 Novembre 2015 at 09:35

Vero sul passo in più della loro relazione.

Per me il loro amore è stato talmente istintivo e intenso, come potenziale di base, che hanno dovuto imparare a gestirlo. E’ vero che è cresciuto nel tempo, hanno fatto un percorso anche lento, ma i semi già presenti in origine erano travolgenti.
Ed ecco che poi arrivano a questi “momenti di evoluzione” in cui vengono prima travolti e poi riescono a usarli per legarsi sempre di più.

E, riferendomi alla tua risposta a panoramix, credo di aver percepito anche io (e Beckett) che lui ha un punto di rottura. Non credo nemmeno io che sopporterebbe davvero un’altra cosa del genere. Non dico che l’ha ripresa non convinto, sforzandosi, o malvolentieri, assolutamente. Dico che, in prospettiva, nonostante tutto il suo amore che è tanto, quello è il suo punto di non ritorno. E io nei panni di Beckett non vorrei mai, mai, mai, che Richard Castle si girasse dall’altra parte.

Reply
panoramix47 27 Novembre 2015 at 09:45

Esattamente come hai detto: se lei fosse riuscita ad andare da lui avrebbe avuto un minimo di controllo sulla “conversazione” (io so che tu sai, ma te lo dico io e spero che tu comprenda), vedendolo arrivare al distretto non lo aveva più (è arrivato il “tornado” e non so dove mi ritroverò dopo). Concordo anche su come hai descritto la situazione.
Nei panni di Kate non sarei entrata al loft così decisa (ha spiazzato tutti anche Rick), e forse avrei “implorato” un po’ di più, ma il tempo a disposizione era pochissimo (televisivamente parlando) e occorreva ritornare INSIEME.
Sicuramente Rick le farà scontare le settimane di separazione (almeno spero che qualcosa ci facciano vedere o almeno “sentirne parlare” tipo … ho fatto questo e quello per quanto ancora dovrò …. ) e chiaramente non potrà, per un bel po’ (se non mai come dici tu), fare di testa sua senza coinvolgerlo prima.

Mi sembra di capire che Syl ed io se ti “inneschiamo” non ti fermiamo più, ma occorre far passare questi 70 giorni in qualche modo 🙂 🙂

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appassionato 27 Novembre 2015 at 11:01

Le risposte si stanno incasinando, per cui riassumo:

Syl,

1) Non ho ben capito quel “chiaro intento di mentirgli”. Mi suona un po’ cattivo nei confronti di Kate. Sembra sottintendere chissà quale macchinazione, ma lui sa che in ogni caso c’è una ragione che lei, magari sbagliando, ritiene valida. Comunque concordo.

2) Punto di rottura: nient’altro da aggiungere se non sottolineare che all’inizio entrambi erano incerti se cominciare una relazione. Pur se attratti l’uno dall’altro, si sentivano troppo diversi (sbagliavano), capivano che c’era molto da risolvere. E’ stato Rick a sciogliere le riserve per primo e da quel momento non ha più mollato la presa, abbandonando il comportamento da idiota che a lei dava tanto fastidio. Ora, finalmente, anche lei si è resa conto al grado più alto di quanto lui le sia necessario, lo è sempre stato. Lui con una pazienza indescrivibile l’ha tirata fuori dal guscio, pur se, come abbiamo visto, non ancora del tutto. Più di così, però, non può fare ed è proprio da qui che nascono le frasi al distretto. E’ da qui che si sente impotente e deluso, perché ha capito di aver raggiunto il punto di rottura. adesso tocca a lei.

Panoramix47,

1) Entrata decisa di Kate a casa di Rick:
dico di Rick perché non è ancora del tutto sua, manca ancora quell’INSIEME totale preteso da lui.

E’ in chiara difficoltà, teme di averlo perso, ma ha il suo carattere che la spinge ad andare subito al sodo (indagare, quindi stare ancora insieme) tralasciando il “broken”. Lo liquida all’entrata con quel hai ragione su tutto. Ha capito finalmente quanto abbia bisogno di lui. Non di colpo, ma in progressione certificata dal suo sempre crescente riavvicinarsi a Rick, episodio dopo episodio, fino al cedimento finale. Basta rileggere il suo modo di rapportarsi a lui dopo la separazione: all’inizio deciso, poi sempre meno.
Quindi, vuole risolvere subito la sua paura primaria, per il resto, compreso il “broken”, ci sarà tempo.
Da qui la sua apparente freddezza. Per la prima volta si è davvero spaventata e affronta così il pericolo, come ha sempre fatto, prendendolo di petto. E’ un modo un po’ brusco, ma lei è così e lui lo sa. Ha urgenza di sapere se può riconquistarlo, è ciò che le preme di più in quel momento.

Leggendo così la scena, ritiro (solo in parte, però) le riserve sulla medesima.

2) Mio coinvolgimento: ti SEMBRA di capire? Mi prendi in giro?

Volete capirlo o no che sono malato? Se per compassione volete aiutarmi, fate creare uno spazio apposito sul sito in cui io mi possa sfogare. Lo faccio pure da solo 🙂 Pensa te come sono messo 🙁
Non capisco neanche come mai mi diate tanto retta, ma spero che continuiate a farlo.
Altro che Twitter, mi servono 20 pagine per ogni stupidaggine che mi viene in mente…

Reply
Syl
Syl 27 Novembre 2015 at 13:06

Rispondo per la mia parte:

B: Castle, why couldn’t you
just trust me?

C: How can you ask me that?
I saw the text Vikram sent you
last night.
I thought you were in trouble.
Instead, I find out
you’ve been lying to me.

Mia ricostruzione: Castle ha dato per scontato che lei volesse una pausa proprio perché le ha dato fiducia massima. Quando ha visto il messaggio ha pensato che fosse nei guai ed è il motivo per cui ha iniziato a indagare, scoprendo che gli aveva mentito sulla pausa. E che intendeva tenergli nascosto tutto (chiamiamola ulteriore bugia per omissione) al punto da fargli saltare in aria tutto il suo sistema operativo, cosa che avrebbe indotto ME a divorziare da chiunque.Quindi, sì, nei panni di Rick lei ha voluto consapevolmente mentirgli.
Ed è lì che lui ha avvertito il torto massimo.

Io credo, appassionato, che tu non ti sia mai confrontato con il “cuore” del fandom, cioè la gente che in centotrenta giorni di hiatus estivo non ha mai smesso di parlare di Castle. Se pensi di essere “strano”, sappi che tutti noi pensiamo e ripensiamo anche da soli alle vicende Caskettose 😀 Credimi, sei normalissimo 😀 Chiedi anche a Panoramix 🙂

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appassionato 27 Novembre 2015 at 15:10

Capito, però in fondo mi sembra normale e logico che lei, distruggendo il contenuto del pc, in quel momento abbia voluto continuare lo scopo iniziale della separazione. Era ancora abbastanza determinata a farlo, voleva ancora proteggerlo. Però non so, in effetti dal punto di vista di Rick, probabilmente è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Sì, hai ragione.

Giusto, non sono mai stato un fan come lo intendi tu e non ho mai frequentato il loro/vostro ambiente. Sono anche sicuro che, finito Castle, non farò più quello che sto facendo qui. A meno che non trovi un’altra storia così particolare e intensa che mi prenda in questo modo sconvolgente. Però, per la piccola esperienza che ho di telefilm, lo reputo quasi impossibile. Di solito, le relazioni d’amore non sono così particolari, totali, dal cammino lungo e così articolato, costruite in questo modo. Quattro anni per mettersi insieme, dove li avete mai visti? E le differenze iniziali superate nel tempo, l’ammirazione reciproca dei loro cervelli ma non sufficiente a sbocciare nell’intimità e tanto altro ancora.
Sono due personaggi complessi ed avvincenti di per sé e la loro unione non può che risultare ancor più complessa e avvincente, perciò degna di essere contemplata e commentata.

In Castle c’è riunito tutto quello che ho trovato finora che mi può interessare: le indagini, i rapporti umani, attori bravi, divertimento, avventura, ma soprattutto ci sono loro due. Nei telefilm che ho visto, a malapena ci sono uno o due di questi ingredienti ma nessuna storia d’amore così, che è quello che mi interessa in questo momento della mia vita.

C’è una ragione personale ben precisa per cui mi sono lasciato coinvolgere così tanto dallo loro storia e ne sono consapevole ma non posso né voglio evitarlo. Mi serve.
Se vi piace indagare, non ci vuole molto a capire perché con gli indizi che vi ho dato.

Comunque, non si fa così: state rigirando il coltello nella piaga. 70 giorni, 130, in più l’incertezza (forse sicurezza) che il viaggio stia per finire. questa è davvero cattiveria! 🙂

Reply
panoramix47 27 Novembre 2015 at 21:46

appassionato :-), io non sono una grande “scrittrice”, ma qualche volta riesco a “stimolare” con le mie poche righe, discorsi lunghissimi e articolati negli altri: questa stagione in particolar modo. Sly me ne è testimone.
Riguardo la serie: arrivavo dalla visione di un paio di serie simili (Crossing Jordan, e JAG) anche se sono principalmente una “appassionata” di fantascienza (Star Trek e Farscape in particolare), ma anch’io sono stata “folgorata” per strada (fine stagione 2 in ITA ma 3 in USA) e non l’ho più mollata e ho pure iniziato a partecipare al “primo” forum di castle che ho trovato.. figurati non mi era mai capitato prima.
Ritornando a Castle … perché non ci raggiungi la? … ma se preferisci continuiamo a parlarne qui ..

Reply
appassionato 28 Novembre 2015 at 10:23

Non sono pratico di forum, recentemente mi sono anche iscritto, ma non ci ho capito niente. Comunque, se vuoi capire meglio come io “sento” l’atmosfera della relazione d’amore fra i caskett, prova a sentire “l’aria che voglio” di roberta isoardi su youtube, poi se vuoi lasci un commento e mi dici cosa ne pensi. Può essermi d’aiuto. Se ti va.

Reply
appassionato 27 Novembre 2015 at 22:09

Là dove? Per darci un’occhiata.
Comunque, nemmeno io sono un grande scrittore: ci metto sei giorni a dire ciò che potrei in tre minuti.

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