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Castle | Recensione 8×07 – The Last Seduction

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Buongiorno.
Vorrei assumere un’aria ispirata e suggellare la puntata odierna di Castle prendendo in prestito le immortali parole del Bardo, che mi sembrano le uniche in grado di magnificare quanto da noi vissuto durante la visione:
Ormai l’inverno del nostro scontento s’è fatto estate sfolgorante ai raggi di questo sole di York”.

Ma la verità è che sto fangirlando da ore, alternando tutti gli stati d’animo compresi tra i due estremi: “elegante contentezza” e “OMG!! OMG!! Ho visto davvero quello che ho visto??!”, (sì, oggi i punti esclamativi li diamo via gratis), emettendo per lo più suoni inarticolati e facendo giravolte in attesa dell’arrivo di cavalli bianchi alati.

Mi sento esattamente così:

Ricomponiamoci.
Vi saluto, è stato bello, grazie della compagnia, vado a morire felice.

No, nessuno mi toglierà la gioia di commentare questa puntata di Castle. Ce la meritiamo tutti.

Ora, non siamo certo qui a perdere la testa solo perché abbiamo visto i Perduti Caskett di nuovo insieme, discinti nel talamo nuziale a festeggiare il loro anniversario e onorare il loro Amore (Io sì!! Io sì!!), ché sembra che ci lanciano due briciole fan service e noi siamo felici.
No.
Siamo gente artistica, non bastano certo le braccia nude di Rick in primo piano per farci dare un giudizio positivo, si deve invece valutare la puntata nella sua interezza, con molta onestà e spietato senso critico.
Alla luce di tutto, il mio articolato commento è questo:
Ma che meraviglia è stata?! Ma da dove l’hanno tirata fuori??!

Tornando seria, trovo che l’episodio sia stato caratterizzato da vivacità, brillantezza, leggerezza, brio, umorismo, piacevolezza e fun. E per fun non intendo il significato che ne danno gli autori, cioè il: “Moriremo tutti di morte lenta e dolorosa, ma vedrete quanto vi divertirete, una cifra, proprio”, né la comicità greve che, talvolta è stata usata per strappare delle risate cheap a costo zero, abbassando il tono generale del telefilm, che si è sempre mantenuto su ben altri standard. Proprio quelli di oggi.
E’ stato scritto, e diretto, con mano mirabile, da un Robert Hanning e un John Terlesky a cui mi sento di applaudire dalla platea e lanciare loro rovinosamente addosso un trofeo in premio.

E’ una di quelle puntate, che io apprezzo sempre molto, in cui il caso viene lasciato sullo sfondo senza appesantire le vicende dei protagonisti, ma dando invece lo spunto per considerare e valutare questioni più personali, porsi interrogativi e avanzare di qualche casella nella comprensione di se stessi e dei rapporti con gli altri.
I momenti divertenti, gli scambi di battute, le facce buffe di Castle, il famoso bantering per cui i Caskett sono famosi sono stati elementi ben gestiti, presenti nella giusta quantità, intervallandosi a momenti privati di riflessione più profonda, senza che i primi prolungassero sterilmente il loro spazio fino a rischiare di perdere di significato e i secondi ci regalassero la solita dolcezza mista a malinconia, come la leggera nebbia di novembre sul lago.
Tutti gli elementi si sono interconnessi a formare un unicum che è scivolato delicato per quaranta minuti, lasciandoci sia soddisfatti per aver assistito a scene Caskett finalmente degne di questo nome, sia provvisti di qualche questione da ponderare nei giorni che mancano al prossimo appuntamento.
Perché Castle è sempre stato così, almeno per me, ed è uno dei motivi per cui lo amo tanto.
Si ride, si scherza, e ci si diverte, ma alla fine non si chiude la puntata in un cassetto salutandosi fino alla settimana dopo. Al contrario, rimane sempre dentro una sorta di legame, che ci fa pensare a loro, a noi, a come vediamo le cose. Non solo, banalmente, chiedendoci cosa staranno facendo i Nostri Amati in nostra assenza, ma interiorizzando frammenti di frasi, o emozioni, che ci fanno continuare a riflettere.
Questo è sempre stato il grande pregio di Castle, oltre alle generose ricompense arrivate sempre dopo attese estenuanti che ci hanno quasi fatto perdere la ragione.

La situazione tra i Caskett è sempre caotica, come è normale che sia tra due persone complicate, complesse e che hanno talmente a cuore il bene e la sicurezza dell’altro da farsi del male per troppo amore.
E non sono così ingenua da credere che basti un piccolo “evento imprevisto” (leggi: “impossibilità di resistere alle braccia dell’altro”) perché le cose tornino magicamente al loro posto e adesso vivremo per sempre felici e contenti.
Non sarebbe onesto dirlo.
Ma dai terribili minuti finali della 8×02, che non riesco ancora a vedere senza sentirmi congelare fin nelle ossa, io ho man mano intravisto impercettibili passi avanti. Ho pensato di voler vedere cose che non esistevano, ma l’intensità, e la potenza del loro amore ha inesorabilmente scavato come una goccia in una grotta le resistenze di Beckett, e in questa puntata non si è più potuto celare.
Ho sempre pensato che lei non fosse stata razionale nel decidere di lasciarlo, ed è il motivo principale per cui le sono stata accanto nelle sue azioni irrazionali, confuse, incoerenti, senza condannarla. La sentivo così umana. E indovinavo il tormento interiore di dover tenere a bada qualcosa che non si aspettava. Lo sapeva che sarebbe stato difficile, indubbiamente. Sapeva che avrebbe passato momenti di dolore, nostalgia, ma, nella sua visione del mondo così “totalizzante e senza sfumature” si era forse persuasa che l’intima convinzione di farlo per proteggerlo avrebbe tacitato i morsi lancinanti che una parte sofferente di lei le avrebbe inferto.
Quello che non aveva previsto, nel suo mondo logico e ordinato, è che l’amore che c’è tra loro, grazie alla tessitura certosina con cui l’hanno allevato e curato come cosa preziosa, sarebbe stato più forte di qualsiasi principio morale e razionale, e che lei, molto semplicemente, non avrebbe resistito.

Beckett cede di puntata in puntata. Lo si vede dalle scuse fiacche che oppone nella solita tiritera: “Vi ho già detto che Castle non può lavorare ai nostri casi”. Non è più credibile. Infatti il resto del pubblico le dà retta tanto quanto stesse dando le previsioni del tempo.
Beckett è felice di averlo al distretto e accetta qualsiasi motivazione fantasiosa per tenercelo. “Eh, sì, Castle, mi serve proprio il tuo aiuto per contare il numero di piastrelle che ci sono dal mio ufficio al bagno, devi rimanere qui fino alla fine del caso”.
Io rido sotto i baffi di fronte a questa Katherine che la sera deve guardarsi allo specchio e sfuggire al giudice interiore che le dice che non ci crede nessuno, lei per prima.

Mi è piaciuto il fatto che non abbiano usato il solito escamotage di Castle che si infila negli spazi crivellati della loro pazienza, rivendicando il ruolo di PI, per avere la scusa di indagare con loro.
In questa circostanza non ho visto l’uomo disposto a rendersi ridicolo pur di stare con lei (che intenerisce e fa male al cuore allo stesso tempo), ma un uomo sicuro, a proprio agio e sbaglio o anche particolarmente affascinante? Gli hanno finalmente dato giacche della sua misura?
Sono i bros a chiedere il suo intervento come “buffer”, una sorta di personaggio mitologico a metà tra il cuscinetto assorbi urti e il saggio dispensatore di consigli e senza la prevedibile aria da “Uomo dei Sermoni” che gli viene sempre in queste occasioni, per aiutarli a gestire il loro conflitto che non accenna a ricomporsi, al punto che sembra che l’unica soluzione sia chiedere l’assegnazione di un altro partner.
Castle è stato a proprio agio, felice e divertito per tutto il tempo e noi abbiamo assorbito per osmosi la stessa lieta leggerezza.
E’ stato bello vedere Castle tentare di mediare le loro posizioni irriducibili e il cameratismo complice con cui lo hanno ripagato aiutandolo a mettere in scena la prima parte del suo regalo di anniversario.

Parliamo quindi del mitico First Anniversary, e di come una coppia sposata, ma in “time out”, possa festeggiare l’evento. Ce lo siamo chiesti per settimane.
Avevo già le mani nei capelli pensando che sarebbe finita in uno dei soliti disastri di Castle, per via della sua poco spiccata tendenza a “go big” ed ero pronta a condividere le occhiate al cielo di Beckett, ridacchiando sotto la sua scrivania (sì, immagino me stessa nelle loro scene).
La scena dell’Happy Anniversary era pericolosa da gestire, poteva venir fuori esagerata e non credibile.
Invece, con un colpo di bacchetta magica e grande equilibrio di scrittura e regia, si è rivelata perfetta e castellosa secondo gli antichi fasti.
Ryan ed Espo alleati di Castle, che cercano di tener fuori Kate dal suo ufficio, cosa che lei intuisce in 3-2-1, Castle che riesce a combinare i suoi soliti guai, facendosi esplodere in faccia i coriandoli fuori contesto, rischiando di far saltare tutto il festeggiamento, e noi a voler entrare nello schermo per fargli fretta e preparandoci al peggio.
Ecco il risultato.
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Subito dopo, l’atmosfera cambia tono, diventando dolce, ma non stucchevole, come sono le vere scene Caskett: lei ad aprire emozionata il pacchettino a pois e lui a spiare la sua reazione fuori dalla porta, alzi la mano chi non avrebbe voluto andare ad abbracciarlo e portarselo via?

E quando è salito il palloncino? Chi non ha sospirato un “Awwwww” di commozione?

Perché questi maledetti (detto in tono affettuoso), ce la fanno sempre. Una si aspetta chissà che regali costosi del tutto inadatti, ammettiamolo, a quei due, e poi arriva un palloncino. Cosa c’è di più dolce? Aggiungiamolo alla lista di simboli semplici, ma fortemente evocativi della storia Caskett.
Per non parlare del biglietto con cui le chiede di uscire a cena. Così semplice da infilarti una dozzina di frecce nel cuore. Perché non è solo che lui non ce la fa più e vuole uscire con sua moglie, è che lo fa con quel modo così giocoso e autentico al tempo stesso, che cadiamo tutti come birilli.

La reazione genuina di Beckett si intuisce molto chiaramente, dentro di sé sta pensando: “Fammi tua sul mio divano subito” o, in una versione più casta: “Portami a contare tutte le stelle del cielo”.
Quello che gli risponde è uno dei motivi per cui amo questo personaggio, così integro da non cedere alle lusinghe della parte di lei che vorrebbe accettare a occhi chiusi. Gli dice infatti che sarebbe unfair, non onesto.
Perché per quanto la cena possa essere magnifica (e lei lo sa bene quanto), questo non significa che la loro pausa finisca lì.
Per me è stato un gesto di grande correttezza, che è un tratto fondante di Beckett. Nonostante morisse dal desiderio di uscire con lui, per prima cosa pensa alla sofferenza che ne deriverebbe se lui si illudesse che la loro “situazione” è in fase risolutiva.
Castle, dal canto suo, rassicurandola che non è una strategia per riaverla indietro, ma solo un momento da condividere per festeggiare il loro anniversario, e celebrare quindi il loro amore che è rimasto saldo nonostante tutto, si rivela per l’uomo che sa muoversi nelle maglie strette dello spazio che la moglie lascia a disposizione, l’unico che sa andarle incontro, aiutarla a sciogliere i nodi della sua talvolta troppo austera rigidità e andarsela e prendere in qualsiasi buco nero finisca.

Dopo un momento così romanticamente Caskett, non potevano che cambiare di nuovo l’atmosfera per concludere su una nota comica, facendo tornare in scena i coriandoli e lo striscione, dotati del peggior tempismo ever.
Mi fa sempre ridere il modo in cui lui dice: “Surprise” e il modo rassegnato con cui lei guarda il marito. Sono così loro.


Per una volta, ho apprezzato il modo in cui hanno affrontato e gestito la querelle Esposito-Ryan.
Non è un mistero che dall’inizio dell’ottava stagione non mi siano piaciuti, e che io li abbia trovati personaggi bidimensionali, a toccare quasi punte di ridicolo.
Coinvolgere nella questione Castle e Beckett è stata la mossa giusta.
Narrativamente è stato “organico” che le persone affettivamente più vicine a loro intervenissero per cercare di ridurli a miti consigli e ricomporre il divario che si è allargato a passi da gigante per tutta la puntata e che rischiava di non potersi più colmare.
Non ho, quindi, provato frustrazione quando ho visto i Caskett rinunciare alla loro cena per andare in loro soccorso. Non l’ho vissuto come il solito tentativo di interrompere scene potenzialmente romantiche con i pretesti più banali, ma come un modo di dare aiuto alla famiglia che sono. E’ stato anche giusto dividerseli in base all’affinità di carattere: Castle con Ryan e Kate con Espo.
Più sottilmente, le due conversazioni parallele a cuore aperto, ricche di confessioni sincere e consigli premurosi, sono servite anche a far riflettere la coppia separata sulle sorti del loro rapporto e a chiarire a loro stessi, e a noi, su quali convinzioni si muovono: Beckett è convinta che un rapporto solido possa sopportare tutto, Castle, al contrario, che non si possano superare segreti e bugie. Allo stato attuale delle cose, è un bel problema in potenza.

I dissapori di Ryan ed Espo, inscenati quasi come una rappresentazione da cliché della coppia sposata sul punto di rompersi, che non fa che litigare, punzecchiarsi e darsi ai nervi al punto di dover cercare un aiuto esperto (una sorta di terapista di coppia) ha messo vividamente in luce la diversità di gestione dei Caskett dello stesso evento “di scissione”, in cui hanno agito con rispetto, mettendo sempre il bene dell’altro al primo posto, nonostante la sofferenza e gli spazi bianchi da riempire.
No, non sto dicendo che i Caskett hanno condotto la “separazione in modo civile”, perché la loro non è tecnicamente una separazione. Dico che avrebbero potuto incagliarsi nel medesimo pantano di incomprensioni, rabbie inespresse, recriminazioni, orgoglio ferito e non l’hanno fatto.
Il loro amore appare ancora più splendido dopo aver visto la versione “meno amabile” proiettata sul litigio degli altri due partner.

Tutto è bene quello che finisce bene, e, quando sembrava che le cose stessero raggiungendo il punto di non ritorno, Ryan salva Esposito e finalmente si trova il modo di staccare la spina e ripristinare il sistema, partendo dalle base del loro immutato affetto, spazzando via le questioni superficiali e inutili che non permettevano di andare al cuore della questione.
Certo, tutta la vicenda sembra richiamare non troppo sottilmente la questione “Reunion Caskett”, ma chiudiamo un occhio.

E veniamo alla Scena Finale. (*Respira profondamente consapevole di trovarsi di fronte alla Grazia).
Tanto per cominciare subito su una nota che attenta alle nostre coronarie, Rick apre la porta nello stesso, esatto, identico, modo in cui la apre in Always. Io ero già morta e risorta.
Beckett, questa volta con i vestiti asciutti e provvista di generi di conforto presi da Remy’s (che profuma di ricordi Caskett), passa da lui perché non può resistere, via, che villania sarebbe non festeggiare l’anniversario dopo che uno ti ha invitato fuori ma l’appuntamento è saltato per fare i Padri Confessori di Colleghi Afflitti? No, no. Un pensierino di cortesia bisogna farlo, anche il giorno dopo.
(E lui che coglie subito l’occasione per parlare del prossimo anniversario in cui saranno ancora insieme? Da proclamare vincitore subito).

Io me la immagino Beckett in auto a concedersi il permesso di passare a trovarlo, cercando motivazioni sensate oltre ogni ragionevole dubbio, quando con il cuore, era già bella che alla sua porta da ore.
Perché, povera anima innocente, lei era convinta di potercela fare a trascorrere una cordiale serata a passarsi il sale e conversare piacevolmente del più e del meno.
La verità è che ha sottovalutato la portata incontenibile dell’ondata di piena dei suoi sentimenti, l’attrazione che prova per lui e pure un po’ i suoi ormoni sopiti. Con le conseguenze che abbiamo visto.
Non mi aspettavo che Castle balzasse così impetuoso e virile a baciarsela, incapace di trattenersi (per via dell’amore eccetera, certo), cogliendoci tutti di sorpresa.
Grazie, Patrono delle coppie televisive tendenti all’ascetismo, grazie. Sono OTTO stagioni che aspettiamo una mossa del genere.
Non essendo in seconda serata tengo via il plastico di Vespa delle successive interazioni coniugali, ma posso almeno dire che il modo in cui le agguanta il collo fa di me una donna perduta?

Beckett ha ancora il coraggio (!!) di opporre una debole resistenza, ma, a parte il fatto che c’eravamo noi fuori con i forconi a indurla con le buone a proseguire verso la beatitudine, a chi vuoi darla a bere?
Siamo stati tutti testimoni dei bastioni di contenimento che crollavano miserevolmente uno via l’altro come le tessere del domino.


La scena successiva (e già gridiamo al miracolo per non averci mandato a casa a posto così, e per giunta saremmo stati contenti) ha dell’incredibile. Primo perché esiste della pelle nuda, quando di solito li abbiamo visti circolare per casa bardati per un’escursione artica, secondo per l’incredibile magnificenza della scena stessa.
Invece che le effusioni ludiche e goffe della scorsa stagione, durante momenti di una certa pregnanza, in cui la si è sempre buttata un po’ in vacca, abbiamo due adulti che condividono un momento di intimità non solo fisica ma soprattutto dell’anima, vicini più di quanto permettano i loro corpi, a proprio agio con la pelle dell’altro, toccandosi con quella confidenza casuale, che ogni coppia costruisce nel tempo fino a renderla personale e che dà prova della profondità del loro rapporto.
Sono amici, complici, alleati, stanno bene insieme, sono profondamente interconnessi, riesco a vederli toccarsi l’anima, arrivandosi vicini, togliendo di mezzo tutti gli inutili orpelli frapposti tra di loro. E’ un attimo tornare alla loro unità, basta chiudere gli occhi e la distanza voluta da Kate si dimostra per quella che è: inconsistente.



E in più si parlano. Nel senso che comunicano.
Non so cosa mi abbia lasciata più stupefatta.

Beckett trova la strada per esprimere la sua paura più grande, cioè che Castle rinunci a loro e invece di soffrire in silenzio, tenendolo per sé, rivela i suoi timori al marito in cerca di rassicurazioni.
A parte che, figuriamoci se Castle si arrende, vorremmo risponderle, ci pensate, immedesimandovi, a quanto costa fare una domanda del genere che suona come un: “Hai smesso di credere in noi? Hai smesso di amarmi?” e attendere la successiva sentenza?
Per noi può essere scontato che lui risponda: “Non ti lascerò andare finché non te ne vorrai andare tu”, o anche altrimenti detto: “Non smetterò di amarti mai”, ma lei si è esposta con molta vulnerabilità e coraggio.
E gli ricorda, ancora una volta, sempre, di non lasciarla andare MAI.

Castle scopre finalmente che c’è più di quello che lei gli ha dato come spiegazione per la loro “pausa”. (Eviterei di menzionare lui che gattona avanti e indietro dal telefono, per rispetto).
Cosa farà adesso? Chiederà un confronto? Farà silenzio? Non farà nulla? Indagherà per conto suo? Voi cosa dite? Per me inizierà a indagare discretamente (se questa parola può essere usata per Richard Castle).

Di sicuro questo evento profetizzato da Vikram: “Se esci con tuo marito, poi lui scopre i tuoi segreti” (che, voglio dire, chi ti conosce? Hai finito di fare il grillo parlante? Non hai cose tue da fare?), insieme alle parole della scorsa settimana di Slaughter, aprono nuove prospettive di intervento da parte di Castle e cambieranno le dinamiche in corso. Lo si vede dal cambiamento di espressione di Castle. Prima è beato, poi è determinato.


Faccio un rapido cenno alla toccata e fuga alle terme sotto copertura di Hayley e Beckett. Ora, io ho sempre il problema con Hayley che sembra che la debbano mettere in puntata per forza. Poteva andare Alexis alle terme, no? Non sarebbe stato un bel momento? Le competenze ormai le ha. Così come va con il padre, avrebbe potuto farlo anche con Beckett, in più servendo come occasione per passare del tempo insieme e rinsaldare il loro rapporto.
Quest’anno che Alexis mi piace molto di più che in passato mi fa quasi tenerezza vedere come venga messa in disparte e poco considerata.
Ho trovato Hayley più tollerabile del solito quando si lanciano all’inseguimento della donna con il tatuaggio, il modo in cui Beckett dice: “Found it” mi è sembrato identico a quello che avrebbe usato Castle, regalando un motivo in più di divertimento, oltre a vederle correre a piedi nudi e con gli asciugamani sulle piastrelle scivolose, rischiando tutte l’osso del collo. (Che si stia “Castellizzando” oltre il pensabile? Rido al pensiero).
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Bene, ho incredibilmente finito. Avevo così tante cose da dire che temevo avremmo fatto notte, ma volevo prendermi il piacere di onorare una puntata splendida, così ricca di eventi e dispiego di sentimenti, ben strutturata, divertente, tipicamente Castle e che, per una volta, non mi lascia con un gioia mista a struggimento.
Sì, le cose non si sono risolte e so bene che possono essere mosse critiche allo svolgimento dei fatti, a Beckett egoista e Castle che le dà sempre retta e via a riempire pagine di lamentele.

Io l’ho vissuta in questo modo fatato e ho scelto di dare attenzione alle cose meravigliose che mi hanno fatto danzare il cuore, senza che significhi che ho dimenticato la trama più profonda della stagione e tutte le questioni irrisolte. Ci sono altre puntate, ci saranno altri momenti difficili e non mi basta qualche bacio Caskett per farmi contenta. Ma so godermi il bello quando mi viene dato con tanta premura.
La cosa che ho amato più di tutte è vedere quanto è forte e saldo l’amore tra loro, così pulito e potente, e come lo sappiano. Non solo che lo sappiano di se stessi, ma che percepiscano il loro grandissimo amore reciproco.
E, poi, insomma, haters gonna hate, quindi, io vado a prendere le stelle filanti e il cappellino a punta e festeggio.

Ci sarebbero infiniti momenti preziosi, ma voglio chiudere con questo riassunto molto veritiero di come è Castle agli occhi di Beckett.



Non dimentichiamo, inoltre, la recente notizia che Castle ha dimezzato il suo hiatus invernale e che, a sorpresa, tornerà dalla pausa il quattro gennaio. Non so quali significati strategici abbia questa decisione, ma intanto festeggio il fatto di non dover dar fondo alla mia capacità di vivere in astinenza da Castle.
Con tutte queste belle notizie, oggi mi sembra perfino meglio che Natale.

Vi lascio con il promo della prossima settimana, colgo l’occasione di fare gli auguri di compleanno all’amore mio bello che è Kate Beckett e spero che vogliate condividere i vostri sentimenti alla visione della puntata. Sono impazzita d’ammmmore solo io?!
A presto!

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23 comments

Sofi 17 Novembre 2015 at 20:51

Sempre una meraviglia le tue recensioni!
Hai trafugato la mia testa, stessi pensieri, stesse emozioni! Eh chi distoglie più adesso lo sguardo da quei video caskett ???
Ho qualcosa dentro che anche fa i salti mortali ripensando a quei 40 minuti..!!!
‘Abbi fede’ disse la saggia Martha la scorsa settimana…non abbiam mancato!
Alla prossima 😉

Reply
Syl
Syl 17 Novembre 2015 at 21:34

Grazie Sofi <3 <3 Volevo scriverla il più in fretta possibile per condividere i pensieri con voi, ma avevo un sacco di cose da dire 🙂
E pensare che questa non è ancora la "Riunione". Non oso pensare a cosa ci regaleranno a quel punto. Non avrò le parole 😀

Reply
Daniela 17 Novembre 2015 at 21:21

Non avresti potuto usare parole più belle. Una recensione magnifica e…..puntata meravigliosa

Reply
Syl
Syl 18 Novembre 2015 at 15:26

Grazie 🙂 Hai ragione, è stata una puntata meravigliosa!

Reply
panoramix47 17 Novembre 2015 at 23:47

che dire … bellissima puntata ed altrettanto bellissima recensione. <3 <3
Questa volta non ho le mie solite considerazioni da darti 😉 o almeno ora non ne ho :-D.
Per un momento (forse due) ho temuto per Ryan, però Espo non ha seguito lezioni di primo soccorso ( 😉 io si ): non si schiaccia la cassa toracica quando qualcuno è in arresto respiratorio.
Come non mi aspettavo la "doppia" presenza di Rick e Alexis dall'avvocato: si aspettavano che Rick sarebbe stato sgamato 😀

Reply
Syl
Syl 18 Novembre 2015 at 15:29

Grazie! Attendevo il tuo commento 😀 (e anche le tue considerazioni).
Nella vicenda Ryan io mi sono chiesta: ma Castle non era andato avanti per ore ad aver dolore quando gli hanno sparato nella 6×04? Come fa Ryan ad alzarsi e correre tranquillamente, senza aver nemmeno avuto il giubbino antiproiettile? Un quadernetto non assorbe l’urto quando un giubbino.
(Sono cose che mi divertono, non critiche :D).
Vero, anche io non mi aspettavo Alexis dall’avvocato. Devo dire che la loro partnership mi piace molto, contro ogni precedente pensiero!

Reply
appassionato 18 Novembre 2015 at 11:42

Perfetta. Hai detto tutto quello che c’era da dire. Nel giudicare l’episodio, sei (siamo: posso?) qui per questo, temevo che avresti potuto lasciarti influenzare dalla soddisfazione personale dovuta al momentaneo ricongiungimento, ma invece (e me lo aspettavo) sei rimasta lucida.
E’ effettivamente una puntata bellissima, fatta benissimo e con spunti di interesse che finora erano venuti a mancare, dopo la separazione.

Volendo sfrucugliare, ci sarebbe qualcosina da ridire su certe forzature, ma in fondo è sempre stato così nella storia di Castle. Non importa quanto siano credibili certi punti della narrazione, importano soltanto loro due, la LORO STORIA.

Fra le cose che mi sono piaciute, l’inquadratura nel finale delle loro mani, in cui si evidenzia l’anello di Kate, a simboleggiare ulteriormente la continuità del matrimonio. O magari l’ho vista solo io, chissenefrega, io la vedo così.

Ora mi aspetto che Rick indaghi su quanto sta succedendo, finalmente. Di conseguenza episodi ricchi d’azione con loro due “quasi” insieme e non più le solite faccine di Kate rimembrante. Dopo tutti quei complimenti di lei evidenziati nelle immagini del post (a proposito, la prima a me non appare) si era capito come sarebbe andata a finire. Kate ha ceduto di colpo, in modo perfino esagerato. In quel momento forse non erano nemmeno richiesti, è stata la sua voglia di avvicinarsi che l’ha spinta a farli. Non credo sia stato il palloncino (me lo sarei mangiato dalla dolcezza che esprimeva), quanto la consapevolezza che prima o poi sarebbe successo, tanto valeva farlo in un’occasione speciale.

Episodio bellissimo, stracolmo di richiami alla loro situazione attuale, ma stavolta mi sono piaciuti molto. E’ stato un crescendo stupendo che aspettavo.

Piuttosto mi chiedo: se gli autori, registi e chi vi pare sono così bravi, perché perdono tempo con episodi come Slaughter col grembiulino?
Lo dico per interesse personale, perché voglio la 9a.

Reply
Syl
Syl 18 Novembre 2015 at 15:38

Ciao Appassionato!
Quale gif non vedi? A me da pc compaiono tutte.
Grazie sempre dei commenti articolati e anche perché è bello veder apprezzata una puntata, pure se la precedente non è piaciuta.
Anche io di fronte a certe puntate mi chiedo se certe le vivono con meno “enfasi” e allora va bene confezionare un prodotto senza infamia né lode o sono sempre convinti di consegnare il miglior risultato possibile. Ma capisco che vada anche a gusti. A molta gente la scorsa puntata è piaciuta, proprio perché non c’era Beckett. Quindi, non voglio impantanarmi nel discorso dei gusti 😀

Anche io al momento ho pensato che Beckett avesse ceduto in fretta. Anzi, inizialmente trovavo più plausibile che cedesse al bacio, ma non al resto.
Ma poi ho riflettuto che… non ce la fa più. Non avendo il minimo dubbio sul suo amore per lui, le deve mancare da morire. E lo dice anche a Vikram: lo so che non dovrei, ma mi manca.
E non gestendo la mancanza, si è fatta scoprire.
E adesso sarà molto interessante vedere cosa succede. Perché lei ha perso il motivo per cui doveva stare lontana, solo che ancora non lo sa. E mi aspetto molta “azione” la prossima puntata, anche perché è finale invernale, quindi per forza ci sarà il famoso twist, ma in generale mi incuriosisce questo “terremoto”, adesso che lui SA.

Non ci avevo pensato, ma credo che l’inquadrare spesso gli anelli sia molto simbolico, in effetti. E anche darsi la mano, in quel frangente.

(Anche io voglio la nove e pure tutta la pellicola che gli avanza :D)

Reply
appassionato 18 Novembre 2015 at 17:50

Ok, sembrerò drastico, anzi lapidario come mi hai detto tu, ma ritengo che chi ha apprezzato la puntata precedente non “viva” come me la loro storia. Cosa che comunque merita il massimo rispetto, questione di gusti, appunto. Per me, come ho già detto e ripetuto, conta quasi solo quella, l’ho fatta mia e me ne nutro senza vergognarmi di ammetterlo. Se no avrei scelto un altro nick meno impegnativo. Perciò quando si tergiversa m’interessa poco e mi sembra che perdano e facciano perdere tempo.

In ogni caso, credo che chiunque possa intravedere l’enorme differenza che esiste fra questo episodio e il precedente. Non solo per i contenuti che comunque rivestono un’importanza enorme, ma per tutto l’insieme. Insieme, appunto, come loro due, con annessi e connessi.

P. S.: Chissà quanto spendono di sartoria per le giacche di Rick, così sproporzionate sul davanti per nascondere il suo pancione. Visto che fa l’attore con pretese amorose, un po’ di dieta no eh?

P. S. 2: adesso vedo tutte le gif.

P. S. 3: stavolta forse non ti ho fatto abbastanza complimenti: sei una recensitrice fantastica. (quel sostantivo sembra un insulto ma non lo è. Brutto ma corretto. Non me n’è venuto un altro).

Reply
appassionato 18 Novembre 2015 at 20:42

Ultimissima cosa (mi va troppo di condividere questo episodio stupendo).
Rivista la scena finale: Kate che scodinzola le gambe assaporando un momento felice dopo tanto tempo, sentendosi leggera e allegra come una ragazzina. Le muove nell’aria come libera e sgravata da un peso divenuto ormai insopportabile. Si gode appieno quegli istanti perché non sa quando e nemmeno se torneranno e comunque la sicurezza che lui non perderà la speranza.
Eccezionale!

Non ho invece ben capito la simbologia della scena precedente a quella delle mani. Quella luce tonda che sembra un sorgere del sole ma si ferma a metà, come a significare l’inizio di un nuovo giorno/periodo ma non completamente. O forse sono io che vedo quello che non c’è.

Reply
Syl
Syl 19 Novembre 2015 at 09:21

Mi piace moltissimo la descrizione che hai fatto di Kate, finalmente spensierata.
In effetti l’abbiamo vista cupa e tetra per tutta la stagione (giustamente) e riesce a essere finalmente felice solo con lui. Il che ci porta sempre al discorso “Dove vuoi andare? Go home!” (parla la shipper in me).
A dire il vero quando ho visto la scena mi sono sembrati così naturali, era così “normale” vederli felici insieme che solo dopo mi sono ricordata che, beh, in effetti, non era una situazione così ovvia.
Per me si amavano anche quando non si amavano, e sono insieme anche quando non sono insieme. It’s that simple 😀

Sulla scena finale, io non l’ho interpretato come sole che le sorge sulla schiena, ma come l’inquadratura della lampadina (lo so, poco mistico). Però il significato può essere in fondo lo stesso, è sempre una fonte di luce con tutti le valutazioni simboliche che possiamo dargli.
Certamente è anche un modo di farci capire cosa è successo nel frattempo senza “invadere la privacy” 😀

Sul “perché guardiamo Castle”, io prendo in prestito il tuo nick. Il telefilm, per me, ha moltissime qualità, anche adesso. Ha un’impronta che mi piace molto e tanti elementi che concorrono a renderlo particolare.
Però, anche per me, è straordinaria la storia d’amore. E non ne ho viste molte altre costruite con tale cura e attenzione.
E’ vero che il farli separare può essere stato un escamotage per vivacizzare la situazione, perché una coppia del genere, cosa vuoi separarla?
A me però piace anche come l’hanno gestita, non mettendo mai in discussione il loro amore.
Perché, è vero, potevamo fare una stagione di Cuore e Batticuore, e concludere, loro sposati a risolvere casi. Ma, accettando il fatto che li volessero separare, non hanno tirato in mezzo tutte le altre ovvietà, altra gente, non so se ti amo, siamo troppo diversi, non ci capiamo più, tradimenti, eccetera.
Per carità.

panoramix47 18 Novembre 2015 at 23:08

rieccomi … con una piccola considerazione: lo sguardo di Rick a fine episodio. Anche se nell’sms in realtà non c’è scritto un gran chè (ho fatto un fermo immagine per leggerlo meglio) e potrebbe essere interpretato in molti modi, tranne che ha un’altro questo è chiaro. Ma il suo sguardo, fa a coppia con la frase di Slaughter della scorsa puntata. Visti i preannunciati “twist”, spero/immagino che succederà qualcosa nella prossima puntata.

PS per appassionato: secondo me l’inquadratura delle mani è farci vedere una scena di sesso senza farcela vedere :-D. Mentre le inquadrature del sole che sorge … era (credo) per farci capire che NON è andata via dopo aver (forse) cenato 😉

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appassionato 18 Novembre 2015 at 23:58

ok, possono essere giuste anche le tue interpretazioni, anche se, perdonami, preferisco le mie. Mi sembrano più poetiche e… un momento… CENATO? Ma come ti viene in mente…

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Syl
Syl 19 Novembre 2015 at 09:12

Anche io ho fatto il fermo immagine perché la prima volta ho guardato già prevenendo che avrebbe letto qualcosa delle indagini segrete. Poi, ripensando al fatto che Rick non sa niente, sono corsa indietro a riguardare per togliermi almeno il pensiero che la pensasse con un altro (a questo punto ci mancava giusto il terzo incomodo inesistente).
Nella prossima puntata io credo succederà *per forza* (lo spero almeno!) qualcosa perché ormai lui “si impiccia”. E vengono quindi a mancare tutti i presupposti per la separazione.
Ci sarà tutta una parte in cui lui ragiona sul fatto che lei gli abbia tenuto nascosta l’indagine (e qui si aprirebbero capitoli sulla diversità di opinione su come dovrebbe reagire), ma io credo che ficcherà il naso eccome!

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appassionato 19 Novembre 2015 at 10:22

Gli autori hanno evidenziato i due modi diversi di pensare dei nostri eroi quando lei parla con Espo e lui con Kevin: Kate dice che una relazione forte supera tutto, Rick che la menzogna uccide il rapporto e non è la prima volta che esprime il concetto. Adesso, come la mettiamo?

Ritorno a quanto già espresso in precedenza. Messa così, il matrimonio, almeno quello idilliaco, in realtà è finito, perché lui per amore potrà accettare le bugie di lei (l’ha già fatto, pur non essendone contento), ma rimarrà sempre un’ombra di dubbio. Quante volte si chiederà se in un certo momento lei gli starà mentendo guardandolo dritto negli occhi? E’ successo poco dopo essersi promessi niente più segreti.

Poco importa, anzi niente, se lei lo fa per proteggerlo, conta solo l’incertezza di lui, la mancanza di serenità nelrapporto. E poi, non è forse Kate che ha sempre difeso con forza le decisioni che riguardano la “sua vita” (Confessione di Rick 4×23)? Quindi, per coerenza, tocca a lui decidere se rischiare la vita con lei o no.

Ovvio che nei matrimoni non tutto possa essere perfetto ecc., ma qui il lavoro di Kate comporta rischi notevoli ed è legittimo che Rick voglia sapere se la sera lei tornerà a casa o sarà in pericolo di vita da qualche parte senza che lui possa fare niente.

Per farla breve, spetterà a Kate (sempre per amore) andare contro la sua indole e cambiare. Naturalmente con l’aiuto di Rick. E’ lì apposta, l’ha sempre fatto e non chiede di meglio che farlo ancora. Insieme.

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Syl
Syl 19 Novembre 2015 at 15:47

Gli autori hanno sottolineato dall’inizio della stagione che lui non vuole più bugie e segreti e come possano diventare motivo di rottura perché una relazione non potrebbe superarli.
A me piace molto questa cosa, perché a un certo punto, spero presto, la affronteranno.
Ora, Rick può reagire in tanti modi e lei pure. Io non ho ancora un’idea precisa di cosa dovrebbe fare lui, e di cosa dovrebbe fare lei.
Dico solo che per come hanno ripetuto tutto milioni di volte, dubito che non l’affronteranno.
E’ un bell’argomentone, quello sì.

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appassionato 20 Novembre 2015 at 13:06

Non so se posso andare avanti a commentare, ma lo faccio lo stesso. Mi piace il contraddittorio, anche se in realtà vedo scarsa partecipazione, a parte i dovuti complimenti per la recensione. In ogni caso, se risulto noioso e/o insistente, fatemi un fischio: non voglio dar fastidio a nessuno.

La grande Syl ha mirabilmente scritto: “Perché con Castle rimane sempre dentro una sorta di legame che ci fa pensare a loro, a noi, a come vediamo le cose… interiorizzando frammenti di frasi, o emozioni, che ci fanno continuare a riflettere”.

Ecco perché ieri sera mi sono rivisto l’episodio. E mi è piaciuto ancora molto. Ho saltato le parti relative all’indagine che fa da sfondo, soffermandomi solo su quelle caskettiane e inerenti.

Credo di aver notato una cosa che mi era sfuggita. Mi pare che il “cedimento” di Kate sia avvenuto dopo la frase dell’avvocato (avvocatessa? Dubito: siamo in un mondo maschilista come da insegnamenti biblici e affini) assassino/a: più o meno “E’ troppo presa dal lavoro per offrirle ancora qualcosa”. Lì si è spaventata, anche per il non commento di Rick.

Porca miseria, hai detto niente? Eccheccacchio di matrimonio è!?

Lei si sente in colpa, ha paura che lui si stanchi e per questo si decide a dargli un contentino (o contentone). Sì, d’accordo, anche prima era così e comunque ne ha una voglia matta pure lei, però quella frase funge da molla decisiva. Sa che ciò che sta facendo non è giusto dal punto di vista matrimoniale.

Perciò, ritorno al mio primo discorso di commento alla separazione:

– nessuno gliel’ha ordinato,
– non è una separazione momentanea qualunque ma comporta rischi mortali con conseguenze nefaste anche per il partner,
– in un’unione entrambi devono rinunciare a qualcosa per il bene della medesima. Sembra banale, ma è così.
– lei non sa farlo (non dico che sia una colpa, tutt’altro), quindi dovrebbe stare da sola, libera ed indipendente come è sempre stata (anche con Josh che ammirava ma di cui non era innamorata),
– a queste condizioni non potrà, anzi non dovrà avere figli per evitare quanto successo a lei stessa.

Ci sono altri aspetti come il rammarico per il buttare via una cosa dopo tutta la fatica fatta per averla, ma, senza dilungarmi troppo, è evidente che nella realtà un rapporto del genere non funziona. Perché succeda, Rick dovrà subire per sempre. E’ disposto a farlo? E’ davvero ciò che voleva? E’ così che intende avere la famiglia che non ha mai avuto? Se lo merita?

Per questo affermo che sarà lei a dover cambiare, anche se non è facile. Altrimenti quante volte succederà ancora? Non si può basare un’unione sul dubbio/sospetto di uno dei due. Senza contare che andando al sodo, per Kate è un approfittarsi della sua posizione di forza: non reggerà a lungo, è un rapporto squilibrato.

Ok, puzzano un po’ di masturbazioni mentali, ma il telefilm in linea di massima si propone come aderente alla realtà. Non stiamo parlando di supereroi o similari dove tutto è possibile. Quindi, mi ci butto lasciandomi consciamente trasportare.
Spero in una risposta di qualcuno che mi arricchisca.

Reply
Syl
Syl 20 Novembre 2015 at 13:35

Poni dei quesiti di ampia portata, che vanno a toccare più che altro modi personali di vedere coppia e matrimonio.
Ti rispondo per i “miei” punti (ho riletto i tuoi più di una volta per capirli bene).
– io non trovo questa Kate paragonabile a quella della terza/quarta stagione it’s my life – mine. Trovo che lei, per tutta la 8×2 abbia voluto dire tutto a suo marito, ma fonti esterne glielo hanno sconsigliato (suocera e amico fidato [?]). Nel momento in cui le hanno fatto presente: se lo coinvolgi lui muore, lei si è fatta da parte
– questo ha fatto ascendere la questione a un piano più alto: giustizia o marito? Lei ha scelto di fare giustizia per i colleghi. Ora, io posso avere la mia idea su cosa farei io, ma penso che sia fuori personaggio lei? No.
– che lei sia impaurita, che le manchi e che non ce la faccia senza è evidente, perché non si è mai allontanata per disamore, né lo ha mai detto a lui
– non credo che Rick non abbia ben presente chi ha sposato. Credo che conosca bene le parti di lei che a qualcuno possono dare fastidio, ma lui non ha le fette di prosciutto sugli occhi. Lui l’ha scelta. E infatti lo dice durante la proposta: ho dovuto farmi strada tra muri e briciole perché tu non sei una che si apre. Penso inoltre che sia adulto e che abbia fatto delle scelte consapevoli, quindi se lui dice “ti do fiducia” io penso che sappia di cosa sta parlando. Anche per la stima che io ripongo in Rick
– non penso che lei gli abbia “dato il contentino” per tenerselo.
– i matrimoni stanno in piedi secondo una miriade di equilibri personali, quindi non sindacherei su “è un matrimonio che non può funzionare e lei deve rimanere da sola”. Mi spiego meglio: rispetto la tua opinione e capisco il ragionamento sottostante, dico solo che non è una cosa oggettiva.

In sostanza credo che tutta questa vicenda serva a loro per fare un altro passo avanti, che entrambi sono in crescita, che sono due persone molto diverse che si sono sempre impegnate per andarsi incontro, scegliendolo e che questa è solo un’altra fase della loro crescita.
Né è scritto sulla pietra che lei farà sempre quello che ha fatto: data una certa struttura di personalità e accadimenti di vita, le cose per gli esseri umani sono sempre modificabili.

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appassionato 20 Novembre 2015 at 18:20

Allora sei d’accordo con me: quando dici che è una fase di crescita e che non è scritto sulla pietra eccetera, implicitamente ammetti che così non può funzionare, almeno non come potrebbe idealmente. Il che si avvicina molto ad una “regola” di base, oggettiva, appunto.

Possiamo rivestire di romanticherie e illusioni una convivenza finché ci pare, con queste mascherare ciò che non va fra due persone o comunque un deficit che sta alla radice, ma prima o poi salta fuori, è inevitabile. Vale per tutti.

Poi, ci si può accontentare, riuscire a fare scendere l’handicap di qualche gradino nella scala dei valori e delle necessità personali, quindi avere una vita di coppia più che soddisfacente, il che però non toglie nulla al principio di base.
Parlo per esperienza personale e dopo aver consultato professionisti della mente. Io e mia moglie abbiamo mascherato per 40 anni e due figlie una differenza di base fino a quel momento sottovalutata. Però poi è saltata fuori e la famiglia oggi non c’è più, nonostante io sia ancora innamorato di lei. O forse solo nostalgico, non lo so.

I Caskett vivono un’amore superiore, portato all’estremo, romanzato e l’intensità della loro relazione saprà superare ogni ostacolo. Su questo anch’io non ho dubbi. La mia intenzione era di far notare che per un miglior “consumo” del loro meraviglioso rapporto, qualcosa deve cambiare. Cosa che non preclude affatto ciò che li unisce. E in questo caso, deve essere per forza da parte della mia amatissima Kate. Ripeto, non do la colpa a nessuno, rilevo soltanto un dato di fatto, scusami, ma oggettivo.

E’ chiaro che si entra nel personale, ma io non riuscirei a vivere sapendo che la persona che amo mi può mentire da un momento all’altro e credo neanche tu. Nessuno.
Se poi la faccenda si evolve, allora, immedesimandomi, sarò felice. Non chiedo di meglio, ma, ripeto, si deve evolvere perché così non funziona.

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Syl
Syl 20 Novembre 2015 at 18:39

Non farmi dire cose che non ho detto 😀

Partiamo da premesse diverse: per te lei fa così perché è libera, fiera, indipendente, egoista quando dici che non lo mette al primo posto, così come lo era con Josh. E che lo farà sempre, e quindi stesse da sola e non figliasse.

Io dico che lei è “inciampata” in una parte molto imponente della sua storia, che ha “curato” in parte con un lungo percorso di sostegno psicologico e che adesso si è palesato in una nuova ondata a un altro livello e che la spinge a reagire e non agire liberamente (il desiderio di giustizia eccetera).
Io parlo di questa parte che la farà crescere, non nel senso di mettere lui al primo posto, ma nel senso di non esserne schiava.

Per me lei tra l’altro ha reagito in modo totalmente opposto a un tempo: è proprio perché lo ama tanto che ha voluto proteggerlo. Quindi, per me, l’ha messo al primo posto. Sulla base però di qualcosa che lei non controlla.

Quindi per me non sussistono le condizioni di lei che lo ama troppo poco. Per me lei lo ama molto e ha preso una decisione che a LEI sembrava giusta, ma, dal mio punto di vista, non perché non lo ami. E lo si vede da quanto è straziata, proprio perché è straziata.

Se deve cambiare qualcosa, per me è nella direzione di “Non farti mangiar viva dalle parole di tua madre Omnia Vincit Veritas”.

Quindi, rimango sempre sul “dato non oggettivo” 😀

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appassionato 20 Novembre 2015 at 20:19

A proposito di non farmi dire ciò che non ho detto 🙂

non ho detto che DEVE stare da sola e nemmeno che sia egoista o, peggio ancora, che non ami abbastanza Rick, assolutamente no e mi spiace se non sono stato abbastanza chiaro. Dico solo che se vuole un rapporto meraviglioso, unico, fantastico ecc. DEVE riuscire a vincere più che può il “dictat” materno, amplificato dalla sua scomparsa.
Perché (oggettivamente, sorry) quel modo di agire, pur se accettato coscientemente dal signor Castle, sarebbe causa di problemi. E insisto, visto che oltretutto lo ammetti anche tu e quindi sei d’accordo. Stiamo dicendo la stessa cosa ma in modi diversi.

Forse è un problema d’intesa: sto ribadendo un concetto che vale per tutti gli esseri umani che intendono vivere in coppia, in questo senso dico che è OGGETTIVO. Nel caso specifico, il mentire di lei. Senza dare colpe a nessuno.

Non sottovaluto affatto l’intelligenza di Rick, tutt’altro, ma scommetto non so cosa che prima o poi il problema emergerebbe. Tutto qui. E scommetto pure che lui l’aiuterà in tutti i modi di cui è capace (e lo è, molto. L’ha SEMPRE fatto). L’Amore con la A trionferà, ma a patto che il rapporto si evolva in un modo o nell’altro, non importa nemmeno quale.

Siamo d’accordo su tutto, è solo questione di capirci meglio. Mi sembra che tu rimanga sulla posizione del “non oggettivo” perché si sta parlando di Kate, io invece parlo in generale, prendendo lo spunto dalla sua vicenda personale.
Stavolta spero di essermi spiegato bene. Se puoi e vuoi, attenderei conferma del chiarimento.

Comunque, è sempre un piacere farmi dire da te ciò che non ho detto 🙂

Reply
Syl
Syl 20 Novembre 2015 at 20:46

Io rimango aderente alla loro vicenda specifica e attendo la prossima evoluzione per vedere come svilupperanno il discorso dei secrets and lies prima di parlare del pov di rick.
Ho la mia idea ma vedremo cosa hanno in mente gli autori. Intanto stanno uscendo le preview e bramo gli spoiler.
Grazie per metterci tanta passione nel commentare e onorata di essere la tua interlocutrice caskettosa.
È sempre un piacere!

appassionato 21 Novembre 2015 at 11:17

Grazie, Syl.

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