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Castle Recensioni

Castle | Recensione 8×05 – The Nose

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Cari fan castellosi, questa settimana (e per sempre) siamo tornati a chiacchierare nel nostro solito slot, ovvero il “Sacro Martedì”, post Castle Monday.

Chi mi conosce e parla con me di Castle (le due categorie si sovrappongono) sa che da quando ho visto lo sneak peek, la scorsa settimana, ho dato il via a un interminabile sproloquio su lui, lei, la posta del cuore, la storia della civiltà attraverso le fasi Caskett, “Bella mia cosa ti aspettavi”, “Rick vengo a consolarti io”, non siamo nati per soffrire, pensavo fosse amore e invece era un calesse (cit.), lo zen e l’arte di fare lo showrunner (non cit.), la fine del mondo, il senso della vita e “Signora mia dove finiremo con questi prezzi del pane al chilo”.

Riuscivo a essere tediata da me stessa come la Niemann davanti a Kate imbavagliata sul lettino da chirurgo.

E poi è arrivata la puntata e mi trovo così:

Ma non per il cuore spezzato, che mi aspettavo (e un po’ c’è stato), ma nel senso di un certo calore che te lo scalda, il cuore.
E’ stata una puntata dolce, lieve, allegra, divertente, struggente, commovente. Tutto riunito in quaranta minuti che passano sempre troppo in fretta.
Per me, Castle rimane sempre quel telefilm che mi fa alzare di notte a controllare twitter, che mi ossessiona per la maggior parte della giornata e che mi fa volare sulle montagne russe con le braccia alzate.

[Le persone sagge sanno che gli sneak peek sono tagliati e montati apposta per risultare fuorvianti].

Miscellanea di pensieri a ruota libera sulla puntata.
L’episodio si apre con la classica scena in famiglia al loft, con Castle, Alexis e Martha (e Lucy. I love Lucy!!), tipica delle prime stagioni e soppiantata negli ultimi anni dalle scene Caskett apertura-chiusura-timbrata di cartellino. E’ stato un bel viaggio nel tempo rivedere loro tre, più la nuova amica piramidale di Castle, di nuovo insieme al loft, mi erano mancati. Ha avuto il sapore “di casa”.

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Mia, o anche “La donna che annusava le persone”, mi è piaciuta moltissimo, per come è stata pensata, interpretata (da una bravissima Stephnie Weir) e per come si è rapportata con Castle.
Loro due insieme sono stati formidabili, ho apprezzato tutto il tempo trascorso insieme sullo schermo e vorrei indire un raccolta firme per averla sempre con noi. Abbiamo aggiunto gente a caso, quest’anno, non possiamo avere anche lei? Per favore?
Al di là del fondo moralizzante della faccenda, con lei che si è relegata volontariamente ai margini di un mondo olfattivamente minaccioso, con il problema “odoroso” che cela chiaramente ben altre paure e insicurezze e Rick nella sua veste di salvatore degli oppressi che la convince a tornare a vivere, prima risultando molesto e poi facendosi apprezzare, che è un po’ il leitmotiv di Castle (Rick) e Castle (show), ho trovato il rapporto tra i due genuino, autentico, assolutamente brillante. Brillante è la parola giusta. Loro due insieme hanno rubato la scena a chiunque altro e sono stati i protagonisti della puntata.
Rick ha mostrato la parte di lui che ci piace, non solo la mente creativa, o “l’uomo che sa amare le donne come nessuno mai”, ma la persona empatica che “sente” (non con il naso) gli altri e si avvicina a loro in modo accogliente, riuscendo a colmare le distanze, facendoli aprire, ritrovando quella grande sensibilità che ha dentro, che Beckett ha visto (e noi pure, ben prima di lei) e che spesso copre per non apparire vulnerabile.
Ho trovato il miglior Rick di sempre.

Mi è piaciuta anche l’interazione Mia-Beckett:
B: Are you always this unpleasant?
M: Yep
[winner]

e il momento Mia-Martha, quando Mia le svela che la sua interpretazione in Pippin, molti anni prima, l’aveva toccata nel profondo.

I completely forgot how orrible my life was. It was the best day ever.

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A questo punto, con una guest star che è riuscita a conquistare il pubblico in due minuti, mi chiedo il senso di Hayley. Me lo chiedo davvero. A parte essere indisponente e sassy-but-not-fun, cosa fa esattamente? Dove è tutta l’energia di cui sentivamo questa enorme necessità tale da parlarne per tutta l’estate una settimana sì e una no, come fare senza?
Se il duo Mia-Rick ha avuto un enorme successo, lo stesso non si può dire del team femminile Kate-Hayley. Non hanno chimica, le scene tra di loro sono forzate (le scene con Hayley sono spesso lente), con Kate che la guarda scettica mentre fa il suo solito teatrino da Wonder Woman dei poveri, esattamente come io vorrei dirle: “La porta è più avanti, grazie”. Ho trovato inutile la sua presenza, come sempre. Confesso che pensavo che lei sarebbe intervenuta per far avanzare la trama orizzontale, non che sarebbe stata cacciata dentro a forza in una puntata che poteva benissimo fare a meno di lei.

Ma veniamo al cuore del telefilm, gioia e disperazione delle nostre esistenze: i Caskett separati.
So che questo tema divide il pubblico americano tra chi non concepisce il senso della nuova storyline e lo ripete a ogni tweet, al punto da doverli silenziare per molestia, e chi lo accetta no matter what (il pubblico americano mi interessa solo perché loro fanno rating).
C’è chi vuole Rick arrabbiato e sta facendo la campagna #BringBackAngryRick e chi pensa che le motivazioni per l’allontanamento di Beckett siano troppo fragili, pretestuose. E chi soffre.
Ogni puntata c’è la paura di sprofondare nella sofferenza e la speranza di vedere qualche progresso in quel “win her back” che è il mantra di Castle e di questa prima parte di stagione (e sono ottimista, nel parlare solo di “prima parte”).
Questa puntata si bilancia con funambolico equilibrio, iniziando con una bella coltellata che fa cadere il cuore molti piani di sotto, quando lei gli dice che: “Andrà a prendere tutte le sue altre cose al loft”. Rick parte positivo e noi vorremmo entrare nello schermo per proteggerlo dall’ennesimo colpo che vediamo arrivare [coff coff, toccargli i bicipiti], illudendosi che lei stia cambiando idea, e ricevendo la bordata inaspettata. Se lei va a prendere le sue cose, significa che la separazione non è così temporanea come sembrava (o come lui voleva credere?). Onore a lui per aver incassato il colpo ed essere andato via raccogliendo tutti i brandelli del suo cuore (anche il nostro).

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La puntata si chiude però su una nota di speranza (struggente). Con la solita mano leggera, gli autori hanno creato una scena che, spinta un po’ di più, sarebbe diventata da fotoromanzo, e che è invece è risultata delicata, rispettosa, straziante, certo, ma che fa intravedere, forse, una luce in fondo al tunnel (?).
Lei entra al loft, che è diventata la sua casa (ricordo che, per quanto ci riguarda, questa donna sta vivendo sotto a un ponte), con una micro borsa in cui mette due cose. Beckett, se vai avanti così, ci impieghi una stagione a portarti via tutti i tuoi trench (oh… wait a minute… ho appena scritto “intera stagione”?), trova una camicia di Castle e, con un rimando per niente sottile al tema della puntata, l’annusa e piange nel collo del marito assente. Non serve certo avere il naso fino (*pun intended) per sapere che un profumo ti può far schiantare contro ricordi ed emozioni più velocemente di qualsiasi altra percezione sensoriale.

Rick, più tardi, ripete il medesimo gesto, sottolineando la continua connessione, e il legame, che esiste tra di loro, che non aveva bisogno di essere suggellato dal loro matrimonio (per quanto desiderato e sospirato), e che non verrà mai meno, anche se li fanno separare. Il punto di forza dell’amore Caskett è che sarà eterno, non importa quali ostacoli devono affrontare e se non possono stare insieme. Si amavano prima di amarsi, e si ameranno sempre, anche quando (se) penseranno di no. O almeno, questo è quello che penso io.
Beckett ha lasciato sul letto per lui la sua maglietta dell’NYPD, perché fosse per lui di conforto, come era stata la camicia per lei, per ricordargli che non è uscita dalla sua vita, ma solo dalla sua casa, e che tornerà.


Glielo dice sempre, che tornerà. A me strazia vedere quanto lo ama e quanto la distrugge la sua stessa decisione. Durante la settimana è facile pensare a quanto soffre Rick e quanto è ingiusto quello che è costretto a subire. E’ vero, soffre ed è ingiusto, ma Beckett non sta affatto meglio. Sta quasi peggio. Non solo perché, banalmente, ha il senso di colpa di essere quella che ha provocato la separazione, ma perché, io credo, i suoi sentimenti sono più forti di qualsiasi senso di giustizia, bene più grande e desiderio di andare a fondo del caso Loksat. Non credo lo sapesse, quando ha iniziato la sua ordalia, ma ne viene sopraffatta ad ogni puntata e a me fa piacere vederlo. No, non mi fa piacere vederli soffrire, e soffrire io stessa, ma è un percorso di maturazione di Beckett che non si aspettava di affrontare e che la mette di fronte a quello che prova e che non può negare. Adesso non è ancora in grado di dire ciaone a tutti i cattivi del mondo, io scelgo di vivere mio marito. Ma ci arriverà.

Il tutto accompagnato dalle note di una canzone triste e le parole di Mia, che confessa a Rick che non c’è bisogno di annusare nessun feromone. Beckett lo ama di pura passione e quello che hanno è autentico.
E’ un finale dolceamaro, come tutte le puntate ormai, che se anche ci hanno fatto ridere, ci lasciano sempre il pensiero nostalgico di come sarebbe perfetto se. Se stessero insieme. Se potessimo pensarli insieme. Se tutto questo immenso amore che non si è ritratto di una virgola potesse manifestarsi nel nostro stesso universo.

Beckett still loves you…
With a passion,
and you don’t have to measure
pheromones to sense that.
What you and Beckett have…
now that’s the genuine article.

Questa la canzone.

E’ arrivato, per me, il momento di affrontare il “Discorso Rick“.
La posizione di Rick e le sue reazioni, in tutta questa faccenda, sono l’argomento che più mi fa pensare e riflettere e su cui oscillo senza arrivare a una soluzione definitiva.
Ho trovato giusto il suo lasciarla andare, all’inizio. E anche il volerla indietro a ogni costo. Penso che la ami tanto, e penso che lei meriti il suo amore. Non metto in discussione lei. Però bisogna che succeda qualcosa. Non si può rimanere nello struggimento per sempre. Io, a questo punto, mi aspetto il “viaggio di ritorno verso l’unità”, mi aspetto un percorso, fatto di passi, di riavvicinamento, o di allontanamento, se dobbiamo berci dell’altra cicuta forza, datecela, non questo camminare in circolo con l’acqua alle ginocchia quasi indulgendo nella sofferenza.
Io amo lo struggimento. E’ una delle mie emozioni preferite. Sospirare con il cuore pesante sull’amore che vorrebbe, ma non può, e gli amati che si cercano sfiorandosi, ma la sorte, il fato, il cattivo di turno, non lo permettono.
Ma siccome non è Shakespeare, a un certo punto, anche basta.

Vorrei vedere andare avanti il caso orizzontale, è possibile? E’ il motivo per cui mi spazzolo il cuore tutte le settimane, cortesemente potete tirarlo fuori dalla soffitta? E Rick. Rick a un certo punto deve avere una reazione. Non tanto di rabbia, perché lui ha accettato la spiegazione di sua moglie e ha questo suo imperativo morale interiore per cui la ama e basta e non gli importa di altro, quindi, perché dovrebbe arrabbiarsi? E’ adulto, è una sua scelta, io la rispetto.
Ma questo poveretto non sa, diversamente da noi, cosa è successo, non ha idea del motivo. Brancola nel buio di una moglie che gli ha detto: “Ho da pensare a cose mie, non sei tu, sono io” e mancava tanto così al: “Ti meriti di meglio, non sono degna di te”, e che lo tiene a distanza, ma gli ripete di amarlo moltissimo e chiede di aspettarla. E lui aspetta. Si fa torturare settimanalmente, abbruttendosi di pizza fredda e shopping online e ha una moglie finta (Lucy), giusto per sentire la voce di qualcuno quando torna a casa. Io troverei umano che chiunque, anche Richard Castle marito di moglie amatissima, sbottasse in un: “Non ce la faccio più. Ti amo, ma basta, mi stai distruggendo, dimmi di che morte devo morire, ma facciamola finita. Togliamo questo dente e, insieme, il dolore”. Non è Madre Teresa! Quante volte ancora può tornare a casa mesto e distrutto?

Confesso, alla quinta puntata, che a me comincia a mancare il quadro più ampio. Pensavo che dalla separazione sarebbe partita una linea, magari non retta, diretta verso il congiungimento, fatta di azioni mirate a quello scopo.
Capisco che dopo la rottura il pubblico non avrebbe retto a un allontanamento anche fisico, e che è stato bello vederli insieme e sapere che avrebbero almeno risolto i casi insieme (anche perché, diversamente, non sarebbe rimasto più niente del telefilm che conoscevamo e saremmo andati a casa tutti), ma a questo punto la botta è passata. Deve. Succedere. Qualcosa. Avanti o indietro, basta stallo.

Finisco dicendo che mi è piaciuto molto Castle quando ha aperto la porta e si è trovato davanti il tizio con la pistola, il suo reagire con spirito: “Mother, what exactly did you order?”, ho riso su Ryan che ha colpito Esposito sul sedere (lasciando perdere le battute su Ass-posito che mi hanno causato solo un doublefacepalm), mi ha fatto tenerezza Ryan pensandolo gravato dai problemi, e in più senza aver passato l’esame da sergente, e il desiderio di farsi perdonare dal suo partner.
Mi sono anche chiesta, all’irrompere di Captain Beckett di nuovo sulla scena del crimine, come l’avrebbe presa Badass Beckett se la Gates le avesse tolto il caso di mano tutte le settimane. Avrebbe avuto un diavolo per parrucca capello.

La scena Caskett che ho amato di più è stata al loft. Beckett arriva e teme per suo marito (lo chiama “Rick”, il fandom sa che lo fa solo quando ha un presagio di sventura),

si abbracciano e poi risolvono, come sempre, il caso insieme. La gioia e l’entusiasmo con cui si lanciano nell’indagine, dandosi finalmente il permesso di farlo e tornando a quello che li appaga di più, sono stati contagiosi. Ero felice per loro. Brillavano. Erano shiny. Mi aspettavo quasi che si prendessero per mano e andassero incontro al tramonto (ah, no, per quello è troppo presto).



E come è felice lei di aver trovato un capello grazie all’acume delle loro menti riunite?

Per i momenti divertenti, ne ho due in particolare:
C: Lucy, you should have told me we had company
L: That costs extra

M: Off-off Broadway
C: Mother, that was New Jersey

Adesso dobbiamo cercare di essere forti, perché Castle tornerà solo tra tre settimane, con una puntata dedicata ad Adam Baldwin aka Detective Slaughter. Sono curiosa di vederlo tornare, perché la sua prima apparizione nella quarta stagione mi è piaciuta molto, nonostante la mancanza di Beckett.
Vi lascio il promo. Come sempre, a disposizione h24 per chiacchierate e congetture castellose. Ci rivediamo a novembre!

https://www.youtube.com/watch?v=zoayj7D8lsg&feature=youtu.be

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24 comments

appassionato 21 Ottobre 2015 at 10:46

Mah!
Questa estate leggevo che Stana Katic era incerta se proseguire (“abbiamo già dato il meglio”), poi alla fine ha firmato convinta dalle nuove idee dei nuovi autori (a meno che fosse solo una mera questione di soldi).
Tutta qui la genialata?
Mi pare stiano solo perdendo tempo, che la tirino in lungo non sapendo cos’altro fare. Va beh che ci sono voluti quattro anni perché si mettessero insieme, quindi non c’è da stupirsi più di tanto. Mi sto rassegnando all’idea che la faccenda andrà avanti così per un bel pezzo, forse l’intera stagione.
D’altra parte, se prima ho aspettato tanto, posso farlo ancora. Anzi, forse è pure meglio, così magari ci sarà anche la 9a. Me lo dice il fatto che in questo episodio non ci sia nemmeno un accenno alle indagini nascoste di Kate.

Ripeto solo che mi aspettavo di più, anche se non so cosa (ma è compito degli autori, non mio) e che amo i momenti di “confidenza” fra i due disgraziati. Però, non si può andare avanti così in eterno. Abbiamo capito, ora datevi una mossa.

Personalmente, sono anche stanco della nuova contrapposizione Javi/Kevin, la trovo molto forzata, non giustificata e non mi diverte proprio. Fargli sparare nel sedere è una trovata che infantile è dire poco. Così come non sopporto i continui “tradimenti” di Kevin nei confronti del partner e di Beckett: l’hanno fatto diventare un mezzo deficiente senza spina dorsale. Non era lui il coraggioso eroe che si era infiltrato nella banda degli irlandesi? Che fine ha fatto? Mezzucci per dare sale alla minestra.

I due protagonisti sono disegnati benissimo, come è sempre stato fin dall’inizio. Per questo la serie si distingue dalle altre. Loro due sono “la storia”. E’ stata un’idea pazzesca che ora però bisognerebbe portare avanti meglio.

Per il resto, completamente d’accordo su ciò che scrivi: non so chi tu sia, ma so che sei inarrivabile.

Reply
Syl
Syl 21 Ottobre 2015 at 10:56

Grazie 🙂
Attendevo il tuo commento.
Sono d’accordo con te, la trama va avanti troppo lentamente, a questo punto, e temo che sarà così per sempre. Però mi ricordo del twist della 8×8 e quindi qualcosa dovrà cambiare. Visto l’andazzo, non so se aspettarmi un cambiamento minimo (non avranno davvero pensato di fare una stagione con lui che attende a casa, VERO??) o temere un super cliffhanger inaspettato come successo nella 8×2. Non so se devo prepararmi al peggio.
Espo e Ryan non mi sono mai interessanti moltissimo, preferivo le puntate Ryancentriche a quelle di Espo, soprattutto la puntata di lui infiltrato nella mafia irlandese. Quest’anno non so cosa sia successo, sembra il capro espiatorio della sala autori!

Reply
appassionato 21 Ottobre 2015 at 13:04

Estremamente lusingato per la tua attesa, sempre che non abbia sbagliato nell’intenderla in senso positivo…

Volevo solo aggiungere che mi sembra che le ultime puntate vedano Kate sempre meno protagonista a favore del marito (parlo di presenza in scena), mentre in passato erano equivalenti. Sì, lo so anch’io che era logico: per forza, lavoravano insieme.

Siccome bene o male in Castle nulla è lasciato al caso, mi chiedo se abbia un significato e di conseguenza quale possa essere.
E’ indiscutibile che Rick, data la sua posizione, sia diventato un po’ il fulcro attorno al quale gira la storia e magari più avanti Kate (non mi va di chiamarla Beckett, fanno tutti così, come a scuola) avrà più spazio durante le sue indagini e, immagino, relative situazioni pericolose. Però credo che si sia voluta accentrare l’attenzione su di lui. In fondo, la serie si intitola Castle, mica pinco e nemmeno pallino.
Insomma, voglio dire che lei s’intravede appena se non per qualche espressione che la “lega” a lui.
Va beh, lo confesso, non è un argomento interessante a meno che ci sia sotto qualcos’altro o che io sopravvaluti gli autori.
Il fatto è che mi mancano le loro congetture investigative (insieme) e le situazioni un pochino equivoche delle prime stagioni.
Ad esempio quando, (3×05) leggendo una lettera dell’infermiere che aveva fatto scappare la sua amata di prigione lui le dice “Ti amo” e lei rimane confusa perdendo la sua abituale sicurezza e superiorità nei confronti di Rick.
Sono eterosessuale, ma in quel momento mi sono sciolto anch’io, lo ammetto.
Con quello sguardo e tono di voce (nel doppiaggio italiano), come si fa a non perdersi?

Reply
Syl
Syl 21 Ottobre 2015 at 14:36

In senso positivo, certo! 🙂
Anche io ho notato la poca presenza di Beckett in scena, non posso scrivere tutto nella recensione o diventa lunghissima, però vedo che è stato dato molto spazio a Castle. Devo dire che la cosa mi piace, e mi spiego.
Io sono super fan di Beckett, attenta proprio alla mia, di eterosessualità :D, ma trovo Castle più carismatico e più “padrone della scena”.
Per esempio, in questa puntata, lui e Mia hanno sbancato il casinò 😀
Sarà che Beckett, quando ha puntate dedicate solo a lei, la mettono sempre a fare cose cupe (tutto il caso della madre).
Anche a me mancano un po’ insieme. La sesta e la settima stagione stavano diventando un po’ ripetitive (anche se ho apprezzato di più la settima, c’era stato un passo avanti, rispetto ai preparativi inutili per le nozze), desideravo “lo shake”, adesso che me l’hanno dato, se mi gratificassero con una puntata normale, lo gradirei, sinceramente. E non perché non sia mai contenta, ma perché amo la variabilità e, pur apprezzando il nuovo, ogni tanto mi vorrei rifugiare nel vecchio.

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Luigi 21 Ottobre 2015 at 12:02

Sto con i fans americani che protestano. Per me, lo show è finito quando Stana (non Kate) abbandona il loft. A quel punto ho resettato e mi piace ricordare come ultima scena la chiusura dell’episodio ‘C’era una volta il west’, con Kate che prende Rick con il laccio per godersi qualche meritato giorno di luna di miele. Tutto il resto è noia, direbbe qualcuno più bravo di me. Mi sembra il risultato della voglia di Stana (non Kate) di essere sempre più protagonista, forse pensando alla carriera futura e del suo essere anche produttore da questa stagione, se non sbaglio. Erano perfetti, la donna forte, coraggiosa, idealista, con una tragedia da affrontare e superare, anche con l’aiuto di un compagno dolce, forse un pò peter pan, ma comunque innamorato e sempre disponibile per lei. Ora non sento il bisogno di brodini riscaldati, scene palesemente incredibili (Rambo si cuciva il braccio, mica l’addone, molto più delicato e pericoloso)e una dinamica del voler per forza creare problemi alla coppia, tipo telenovella, come se essere felici insieme ed affrontare tutto e tutti uniti fosse una colpa da non far passare. Basta. Con tutto il rispetto per chi continua a vedere ed apprezzare, ovviamente. 🙂

Reply
Syl
Syl 21 Ottobre 2015 at 14:20

Ciao e benvenuto! 🙂
Grazie per esserti preso il tempo di lasciare un commento, lo apprezzo molto, immagino che quando un telefilm ha deluso o non piace più, non si abbia nemmeno voglia.
Al tuo discorso, assolutamente legittimo, aggiungo solo che sono entrambi diventati produttori, lo si vede dai credits di inizio puntata. 🙂

Reply
appassionato 21 Ottobre 2015 at 15:54

Se posso intervenire, Luigi, io ho deciso di lasciarmi coinvolgere trascurando la parte show business, anche se confesso che faccio molta fatica. Poi, se andiamo a vedere, di cose illogiche ce ne sono state a bizzeffe.
Esempio: i cellulari che si possono spegnere, accendere e rintracciare da remoto da parte di forze governative e qualche episodio prima e dopo dopo no. Il massimo credo che sia quando qualcuno al telefono “capisce” che l’interlocutore è in pericolo dal suo modo di parlare diverso dal solito. In quasi otto anni a nessuno è venuto in mente di stabilire una parola/codice ad indicare un’emergenza?
Per dire.
Di situazioni incredibili Castle è pieno, soprattutto nella 6a stagione, in cui dovevano inventarsi qualcosa per non annoiare.
Deluso anche dalla spiegazione del rapimento “thailandese” di Rick.
Credo tuttavia che questa serie vada guardata con un occhio alle indagini, ma due spalancati sul rapporto fra lui e lei, vivendolo romanticamente e partecipandovi intimamente.
Comunque anch’io capisco perfettamente le tue obiezioni e le approvo pure, ma come ripeto, preferisco farmi coinvolgere probabilmente anche a causa del momento particolare della mia vita.
Permettimi un consiglio non richiesto (come quelli di Martha…): se vuoi logica e credibilità, punta sui telefilm inglesi. Magari un po’ più lenti, ma sicuramente molto più credibili.
CASTLE è così, non ha pretese di coerenza, se non nella loro storia d’amore, che per me rimane la migliore che abbia conosciuto. Nonostante ciò che la circonda.

Reply
Luigi 21 Ottobre 2015 at 17:50

Intanto grazie di avermi permesso di esprimere la mia opinione d per avermi risposto. Penso di dover precisare che per scene incredibili non volevo intendere in senso assoluto, ma rispetto al personaggio; per esempio, se Kate fosse stata nelle forze speciali americane (come Espo) avrei ritenuto la scena dei punti un pò forzata ma accettabile. Sono dell’idea che le prime 5 stagioni (ho seguito Castle dal 1° episodio) fossero inarrivabili, con l’apice raggiunto dalla 3^, 4^ e 5^, amio parere. Certo, episodi di transizione, come quello, per altro divertente, dei Nick o la Farfalla Blu ci stanno, ma stravolgere il vissuto per cercare di allungare la vita alla storia mi pare sintomo di poche idee. Dopo quello che ha affrontato, e vinto, Kate, chi può pensare (sempre rispetto alla coerenza con il personaggio, intendo) sarebbe sua scelta quella di affrontare il futuro e le prove che probabilmente l’attendono, senza Rick? Chi riconosce ed ha sempre apprezzato la sua onesta intellettuale, come me, può pensare che la Kate che conoscevamo potrebbe sopportare di essere lei stessa causa di sofferenza per il suo compagno? Dopo le riflessioni sull’altalena sotto la pioggia di ‘Sempre’? Ripeto, mi sembra stiano scivolando nella telenovella, nel ‘vorrei, non vorrei, ma se vuoi …’,solo per tenere impegnati gli spettatori senza doversi sforzare troppo a tirar fuori delle vere idee, delle situazionio che avrebbero potuto affrontare insieme, magari coinvolgendo Alexis nell’inedito ruolo di aiuto investigatore privato, senza dover per forza separare la coppia, soluzione sempre facile per tenere in tensione i fan con poco sforzo. Concludo, e mi scuso se sono stato prolisso e/o ripetitivo, dicendo che veramente sono stato deluso, proprio perché avevo tante aspettative su come avrebbero fatto proseguire la trama, magari riuscendo a spiegare in modo più credibile quanto ancora non si sapeva sulla scomparsa di Rick, ma mantenendo unita r granitica la coppia, cosa logica da pensare visti gli ostacoli che avevano affrontato per formarla. Aggiungo, a puro titolo di cronaca, di aver letto tutti i libri tradotti in italiano di ‘Castle autore’, sia quelli su Nikki Heat che quelli su Derrick Storm, compreso quello a fumetti. Vi sono sempre grato di avermi permesso di parlare un pò dei miei beniamini Rick&Kate. 🙂

Reply
Syl
Syl 21 Ottobre 2015 at 18:25

A me piace parlare di Castle a prescindere che si parli bene o male.
Quando qualcuno fa delle critiche, ma si sente dietro l’affetto che c’è, o c’è stato, e non sono solo frecciate demolitive e sprezzanti, è sempre costruttivo.
Anche io ho letto (quasi) tutti i libri, mi manca Driven Heat, ma solo perché non ho molto tempo, ma gli altri li ho divorati!
Io, Luigi, capisco le tue obiezioni, e mi servono per mettermi in discussione, perché non voglio “amare ciecamente” Castle, solo perché esiste.
Pur venendo sempre intrattenuta dalle puntate, e soffrendo durante le attese, credo di essere scesa un po’ a patti con la parte “dietro le quinte”, di cui parlavate.
Se arrivi all’ottava stagione, di una storia del genere, in cui li hai uniti dal pilot in una storia “organica” (odio parlare come Marlowe, ma è la parola esatta :D), arrivi a un certo punto che si amano talmente tanto che non c’è più niente di umanamente fattibile. Hanno costruito un legame così solido che non può essere scalfito da niente. Infatti, la conclusione della 7×23 era perfetta.
Poi sono state fatte scelte di attori e di network di andare avanti e io mi metto nei loro panni: che cosa si può fare, adesso?
Loro hanno preso questa strada, che io trovo abbastanza logica. Potevano fare come “Cuore e batticuore”, che i fan americani desiderano (un po’ quello che dici nel tuo commento), ma hanno scelto la strada di separarli.
Qualcuno può pensare che sia una trovata ovvia, a me al momento “la stanno vendendo”, nel senso che non la trovo deludente (ma capisco e accetto che per altri lo sia), ed è il motivo per cui sono ancora entusiasta (sinceramente, più che nella scorsa stagione), per quello che mi danno e perché ho mediato con considerazioni “di mercato” che non mi tolgono il piacere, ma che tengo in considerazione nella mia valutazione.
Che le storie in un telefilm non siano paragonabili a un libro, in cui l’autore decide l’inizio e la fine, penso che sia una realtà indiscutibile. Uno showrunner non è solo uno scrittore e il “capo” è sempre il network, che ha l’ultima parola (c’è un libro che ne parla, è solo in inglese, credo).
Quindi,considerando tutto, io mi chiedo: per me la media è ancora positiva? Per me sì, per me come spettatrice. Non è perfetto, non lo è mai stato, e forse alla fine diremo che era meglio chiuderla prima, ma, come dire, a me il viaggio sta ancora piacendo.
Anche io sono prolissa, come si nota 😀

Reply
appassionato 21 Ottobre 2015 at 19:37

Prolissi? Mai quanto me. Non scherziamo.

Luigi, ti ringrazio delle precisazioni, ora ho capito meglio (non era colpa tua, sono io che faccio una sempre una fatica bestiale).

Da un punto di vista, diciamo così, letterario, hai perfettamente ragione. Hai detto benissimo, potevano finire con lei che prende al lazo Rick. Forse anche prima, togliendo parecchi episodi inutili.
Il fatto è (parlo per me) che mi sono talmente e stupidamente innamorato dei due personaggi e della loro storia, esagerazioni comprese, che vorrei non finisse mai.
Se devo però pormi sul piano strettamente analitico, è ovvio che avrei da ridire parecchio, come giustamente fai tu.

C’è solo un piccolo appiglio a cui si possono aggrappare gli autori: riguarda la scena, però tagliata e mai trasmessa, dopo l’arresto di Bracken. A casa, Kate si toglie dal collo la catenina con l’anello di sua madre e lo mette via in un piccolo scrigno, con tutti i significati del caso. Rick (che ha intuito, mica fesso) le chiede: “Sei sicura?” E lei risponde “Sì”.
Invece no, si sbagliava, perché il bisogno di fare giustizia (identificazione materna) le impedisce di dedicarsi in pieno agli affetti, che sono linfa vitale per ogni essere umano non deviato. Ecco, forse potevano mettere più in risalto questo aspetto per far digerire meglio la faccenda, che comunque si capisce lo stesso.
Questo da lei stessa imprevisto ritorno della sua smodata sete di giustizia è tutto sommato accettabile, visto il personaggio. Dai, c’ha messo quattro anni e un cornicione a capire quanto lui fosse necessario per lei, ce ne può mettere altri quattro per capire se stessa. Semmai non trovo accettabile che lei metta in discussione una relazione così inizialmente sofferta ma poi diventata essenziale per il suo equilibrio (Rick: “Perché hai bisogno di me”), per “vendicare” un paio di persone con cui ha lavorato per poco tempo: se fa così non finisce più! Potevano inventarsi qualcos’altro di più credibile.

Torno al nocciolo: riuscirà mai a mettere al primo posto Rick?
Se pensi a questo aspetto, può risultare piacevole seguire il percorso che la condurrà a risolvere il dilemma. Ammesso che lo risolverà mai, cosa di cui dubito, qualsiasi finale mi vogliano proporre.
I casi sono due: o si riuniranno e indagheranno di nuovo insieme, magari con l’aiuto di Alexis (bravissimo) e a me starebbe benissimo perché così mi godo la 9a stagione, oppure la tireranno per le lunghe fino al bacio finale, sperando che Rick non le sciupi troppo le extension.
Prolissi voi due? Ma fatemi il piacere, dilettanti!

Reply
Luigi 21 Ottobre 2015 at 20:37

Precisazione telegrafica o vi tengo qui fino al prossimo episodio Il mio basta! si riferiva alla visione e non alla lettura delle recensioni di Syl che sono coinvolgenti e mi fanno quasi ‘vivere’ e ‘sentire’ i personaggi e che continuerò a leggere in attesa di ‘buone notizie’, se mai ci saranno. Vedere proprio non ci riesco perché mi ‘incavolerei’ e, per Giove, dopo ore di lavoro ed impegni vari, la tv mi serve per distrarmi e rilassarmi oltre che appassionarmi Attendo la prossima recensione. Buona visione a tutti

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Syl
Syl 21 Ottobre 2015 at 21:16

Uh, fino al prossimo episodio ne abbiamo di tempo 😀
Non ho pensato che ce l’avessi con le mie recensioni, ma nel caso era un tuo diritto 🙂
Grazie per leggere, allora! Alla prossima 🙂

WalkeRita 24 Ottobre 2015 at 12:51

Tesoro scusa il ritardo ma ho visto tardi anche l’episodio!! Io ho sentimenti contrastanti questa volta, non sui Caskett di cui come al solito condivido anche le tue virgole, ma sulle dinamiche dei personaggi secondari. Mia è stata MERAVIGLIOSA, geniale e troppo divertente e la sua partnership con Castle è stata divina, perfetta! Ma mi turbano molto Ryan & Espo perchè mi chiedo come mai non possano scrivere anche per loro una caratterizzazione così straordinaria come quella di una singola guest star! Insomma alla fine sono ridotti a fare scenette da sit-com senza alcuno spessore ed è brutto vederli così! Al contrario invece Hayley mi piace tanto, vorrei solo vederla di più perchè così certamente non ha molto senso ma potrebbe averne molto perchè il rapporto simpatico con Castle già c’è ma mi affascinerebbe vederla al fianco di Beckett perchè sono più simili di quanto possano pensare e soprattutto sarebbe grandioso vedere una partnership tutta al femminile in cui non c’è competizione ma solo collaborazione, sono una fan del girl power! Te lo immagini un episodio in cui per un caso scendono in campo Kate, Hayley, Lanie, Alexis e Martha? Tipo Sfilata undercover o cose del genere? Sarebbe troppo badass! Ok, mi riprendo ora! Comunque per quanto riguarda la storyline orizzontale vorrei anch’io che si smuovesse qualcosa su quel fronte ma il problema è che in Castle queste storie sono sempre state snocciolate con molta parsimonia e Alexi & Terence se non sbaglio affermarono che la serie in questa stagione non avrebbe perso il suo stile procedural quindi temo che dovremo aspettare! Infine, come sempre cara, nessuno capisce Castle come te, sono troppo felice che sia tu a recensirlo! Complimenti!

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Syl
Syl 24 Ottobre 2015 at 18:52

Ciao cara!
Grazie sempre per le tue parole 🙂
Allora, per quanto riguarda Espo e Ryan, anche io ho un punto di domanda, volevo aspettare ancora un po’ dando il beneficio del dubbio. Più che altro Espo mi sembra tornato in sé, ma stanno davvero ridicolizzando Ryan. Già, secondo me, non è normale che l’esame l’abbia passato Espo, ho sempre avuto l’idea che Ryan fosse più dedito agli studi, mi sembra più precisino.
In più i figli, i soldi che non ci sono, il fare battute su Beckett (non si è mai permesso nessuno di loro! E ci mancherebbe, è un loro superiore!), mi sembra un personaggio allo sbaraglio!

Su Hayley io sono dubbiosa. Cioè se devono metterla in una puntata a fare cose a caso, allora no, non mi piace. Se deve aiutare Beckett nella trama orizzontale, allora vedrei di più il senso della sua presenza, che così sembra aver bisogno sempre di un pretesto. Avevo voglia anche io di vederla con Beckett, che però mi è sembrata un po’ dubbiosa, di fronte a questa persona. Diversamente da Castle che aveva instaurato un rapporto diverso, da subito.
Bella l’idea della puntata Girl Power, del resto nella prossima saranno protagonisti due uomini! Ce la meritiamo.
Sulla trama orizzontale, hai ragione sulle tempistiche. Ma, visto che è il motivo della separazione, forse sono troppo bramosa di vederli di nuovo insieme (pur sapendo che la storia deve andare secondo i propri tempi).
Grazie ancora <3

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appassionato 26 Ottobre 2015 at 13:37

E se l’individualista estrema Kate considerasse Hayley una rivale? Non in amore, ma come punto di riferimento di Rick nelle indagini? (Jordan Shaw insegna).
Al momento non l’hanno presentata come possibile antagonista, però non si sa mai.
Commenti più brevi di così non son capace a farne. Me lo segno, è il mio record personale.

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Syl
Syl 26 Ottobre 2015 at 14:05

😀 😀 Non so perché vi teniate 😀
Io la Hayley proprio non so dove posizionarla. Da un lato l’hanno spinta così tanto che sembrava dovesse essere presente ogni puntata a menar calci, fare la mentore di Alexis, e la nuova partner di Castle.
Tutto questo si è risolto nella puntata doppia e poi… mi rimane un punto di domanda enorme. Cosa ci fa lì? A questo punto magari indagasse di nuovo a braccetto con Castle!
Anche Beckett credo condivida la stessa confusione 😀 (mia interpretazione).
Poi, sempre mia opinione, per me Sophia ex di Castle della CIA e Jordan Show, come impatto scenico, erano molto superiori a Hayley. Non cosa ci sia che non vada nelle sue scene, ma sono tutte un po’ lente.

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appassionato 26 Ottobre 2015 at 14:53

E’ il personaggio che è insipido.
(nuovo record, pressoché imbattibile)

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Syl
Syl 26 Ottobre 2015 at 18:59

La risposta più pregnante e allo stesso tempo sintetica sarebbe:
#MEH

però io preferisco sempre sviscerare 😀

Mi aspettavo molto dal personaggio, per come ne erano entusiasti. A ora, preferisco il nuovo robottino di Castle 😀

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appassionato 26 Ottobre 2015 at 19:20

Precisato che sei splendida nel cogliere le sfumature caskettiane (davvero!), ti do un piccolo spunto che FORSE hai tralasciato relativo all’abbraccio di Kate a Rick, come da immagini pubblicate.
Nell’espressione di lei, coglierei ANCHE un riferimento all’idea di proteggerlo che ha messo in atto. Un ansia che lega “quel” momento a quello più importante che ha scombussolato l’intera faccenda.
Spero di essermi spiegato. Sbaglio?

Comunque tranquilla, come te non ce n’è (forse perché è la prima volta che leggo e commento recensioni tv…). Sto scherzando, o giocando, non saprei.

Syl
Syl 26 Ottobre 2015 at 19:32

@appassionato
Rispondo qui perché mi è finito lo spazio.

Apprezzo sempre molto se mi date spunti e approfondimenti alla recensione. Ne tengo ovviamente conto per quella dopo. Io stessa non smetto di pensarci dopo averla scritta (ai Caskett, non alla mia recensione), ma vado avanti, nel resto della settimana (o settimane, come in questo caso).
Però perdonami ma non ho capito bene come si lega l’abbraccio con il Caso Più Grande.

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appassionato 26 Ottobre 2015 at 20:52

E’ dura, mi servirebbe un trattato. Comunque:

1) lei se n’è andata per proteggerlo,
2) ora ha visto che lui è stato in pericolo,
3) arrivando a casa (la “loro” casa), prima si vede l’imbarazzo, i ricordi, tutto quello che vuoi, perché sta per ritrovarsi fra quelle mura (è la prima volta dall’addio/arrivederci). Poi entrando, l’ansia e la preoccupazione per la sorte di Rick, di cui, però, immagino era già stata informata.
4) Quindi l’abbraccio è sproporzionato alla gravità della situazione (ormai inesistente) e non sarebbe nemmeno giustificato poiché lei vuole mantenere le distanze.
5) Da questo deduco che lei associ a quel momento la “protezione” per il caso più grave.
In più, ci metterei tranquillamente la voglia, in teoria nascosta, di tenerselo vicino anche se per un attimo. Insomma, tutte le scuse sono buone, sai com’è.

Per farla breve: quell’abbraccio non era strettamente necessario e sottintende altro. (Ecco, sono arrivato alla sintesi del concetto. Sto migliorando…).

Potrebbe persino pensare: visto che ho fatto bene a lasciarti fuori dal caso grave, che poi tu ti metti nei casini? Non sono sicuro ma potrebbe.

In ogni caso, a me sembra lecito e possibile che quell’abbraccio rimandi alla preoccupazione principale e mi sembra di intravederlo nella sua espressione.
Poi magari esagero, ma direi che è così con una sostenuta percentuale di probabilità.

Spero di essere stato chiaro, altrimenti protesta e ci riprovo, magari facendo prima una brutta copia per eventuali correzioni.

P. S.: La mia è solo una piccola riflessione che ho fatto dopo aver rivisto l’episodio. Accetto rimbrotti e contestazioni, soprattutto da te.

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appassionato 26 Ottobre 2015 at 21:18

Ti prego di ignorare le ultime tre parole della mia risposta. Dopo averla inviata mi sono accorto che potrebbe essere mal interpretata. Così fosse, mi scuso in anticipo, non volevo sembrare molesto. E’ che ammiro molto ciò che scrivi, la tua enorme capacità di cogliere l’essenza caskettosa e non riesco a trattenermi dal manifestarlo.
Tutto qui.

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Syl
Syl 27 Ottobre 2015 at 19:44

Ho riflettuto sull’abbraccio.
A me è sembrato, come dici tu, un abbraccio sproporzionato per l’evento in sé, perché, rilevi giustamente, è stata chiamata DOPO che il fattaccio ha avuto luogo. Quindi sapeva che stava bene.
Credo si sia trattato di un abbraccio “da spavento” (e mi fa venire in mente un’altra scena in cui lui arriva al distretto dopo qualche pericolo e lei è distrutta dalla preoccupazione, che davvero non c’era bisogno, e se lo abbraccia) insieme a “Oddio quanto mi manchi, noncelapossofare”.
In questo rientra senz’altro il discorso generale della preoccupazione per sua incolumità, cioè a vari livelli, è sempre in pensiero che quest’uomo finisca male.
In effetti è “coerente” con la trama di stagione, concordo.

Più che altro a me pare strano che il tizio con la pistola sia entrato in casa brandendola e sbraitando: “Tuuuuu, Richard Castle, tuuuu marito di capitana di distretto” che davvero mi aspettavo che elencasse anche il numero di tessera sanitaria, codice fiscale e del bancomat. Non capisco esattamente questa sottolineatura: cioè che Riccardone è comunque in pericolo a prescindere, come marito di poliziotta? Che prima o poi succederà qualcosa che farà dire a lei: “Vedi, mi preoccupavo tanto di questa cosa e poi *mi* è caduto dalle scale rompendosi il femore, la vita è breve, amiamoci?”.
Non so. Mi aspetto che succeda qualcosa in quel senso.

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appassionato 27 Ottobre 2015 at 20:15

Credo che il tizio con la pistola sia solo una sottolineatura, secondo me inutile e comunque forzata, che ribadisce e magari anche giustifica quanto sta facendo Kate.

Quindi se ho capito bene concordi abbastanza con la mia interpretazione abbracciosa anche se dai la priorità alla di lei naturale preoccupazione per l’amato (insisto: amato quando non ha di meglio da fare, perché nessuno la obbligava a fare giustizia per gli assassinati se non la sua ossessione sostitutiva della madre). Ok, ci sto, anche se mal si sposa con la sua intenzione di distacco: insomma, se fa così non ci crede nessuno perché, come detto, i cattivi sono sempre ben informati per cui diventa un mezzo pressoché inutile.

…Quanto manca?
Anche se rimarrò deluso perché ormai ho capito che la tireranno in lungo per chissà quanto. Mi dovrò accontentare di qualche sguardo o sorrisino. Ma non si possono inventare qualcos’altro per destare l’interesse?

Comunque, occhio, perché se lei non cambiasse, nella realtà il loro matrimonio sarebbe finito. Però facciamo finta di niente, è meglio.

Scoop pazzesco: la stagione finirà con lei che gli dice di aspettare un caskettino.
Quindi finale abbastanza aperto, a meno che non decidano prima riguardo alla 9a. Uff!

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