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British Addicted Rubriche & Esclusive

British Addicted #57

Buona domenica, cari British Addicted, e bentornati a un nuovo appuntamento con la nostra rubrica dedicata esclusivamente alla serialità made in UK!

Cominciamo subito con un annuncio “regale”: questa sera torna finalmente sulla ITV la nostra bellissima regina “Victoria”, con la terza stagione del period drama firmato da Daisy Goodwin. In eccessivo ritardo rispetto alla tradizionale trasmissione, tanto da essere stati anticipati dalla messa in onda statunitense, la ITV inaugura stasera la nuova fase della serie, che si apre nel 1848 in un contesto problematico per le monarchie, attanagliate dalle rivoluzioni popolari in tutta Europa.
La regina Victoria dovrà far fronte alle richieste relativamente pacifiche dei cartisti, pressata da soluzioni estreme proposte dal suo governo, soprattutto dall’irriverente e carismatico Lord Palmerston, e contrastata anche dal suo stesso marito, il principe Albert, alimentando così pericolose tensioni all’interno del matrimonio.
Nuovi volti e nuove storie stanno per invadere Buckingham Palace, pronti a conoscerli tutti? E se già l’avete fatto, invece, qui su Telefilm Addicted troverete le recensioni per la terza stagione!

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Da un atteso ritorno passiamo ora a una nuova promessa della televisione britannica. Si tratta di “The Singapore Grip”, period drama ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale. Basata su uno dei romanzi della trilogia di J.G. Farrell, “The Empire Trilogy”, la serie racconterà al tempo stesso una storia d’amore e di guerra, in una città sotto assedio e pervasa da uno stile di vita ormai in declino.
Al centro della narrazione troveremo una benestante famiglia britannica che vive nella colonia di Singapore, in una condizione di lussuoso benessere che sembra non essere contagiata dalle problematiche diffuse in Europa.
Portata sullo schermo dagli stessi produttori di “Victoria” e “Poldark” (la compagnia di produzione Mammoth Screen), la serie presenta un cast composto da nomi e volti ben noti a noi British Addicted, da Luke Treadaway, nei panni del giovane e innocente Matthew Webb, riluttante ad accettare un matrimonio d’interessi per seguire il suo cuore, a David Morrissey, nel ruolo dello spietato mercante Walter Blackett, capo della più potente azienda di Singapore e partner del signor Webb, interpretato dall’impeccabile Charles Dance.
La miniserie verrà adattata per la televisione dallo sceneggiatore pluri-premiato Christopher Hampton ma non si conosce ancora una data di trasmissione.

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News anche in casa BBC, la cui nuova serie “The Luminaries” ci offre un primo sguardo alla sua protagonista Eva Green nei panni Lydia Wells. Adattamento del romanzo di Eleanor Catton, la miniserie in sei episodi è ambientata durante la corsa all’oro del 1866 in Nuova Zelanda e verrà trasmessa dalla rete BBC Two. Le riprese sono attualmente in corso.

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Attraverso un ricordo e un post pubblicato su Facebook, Deborah Harkness ci fa sapere che sono cominciate le ricerche per le location della seconda stagione di “A Discovery of Witches” (di cui potete trovare gli articoli di Sam qui e qui), promettendoci una storia “Fantastica”!

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Contiamo i giorni che ci separano, invece, dalla tanto bramata “Good Omens”, serie targata Amazon Prime e tratta dal romanzo di Neil Gaiman, autore anche dello show. Se anche voi, come noi, siete alla ricerca di un TARDIS (scelta di parole voluta!) per accorciare i tempi che ci separano dalla serie, vi lasciamo il trailer ufficiale che vi permetta di pregustare l’evento televisivo che ci aspetta!

Chiudiamo infine la sezione news con il primo sguardo ad Aidan Gillen nei panni di Aberama Gold nella nuova stagione di “Peaky Blinders”. Entusiasti?

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Per questa settimana è tutto, vi lascio nelle abili mani di Al per il suo “British Addicted Consiglia”! A rileggerci tra due settimane!

Questa settimana vi parlo di Vanity Fair. Il nome dovrebbe suonarvi famigliare, dato che abbiamo seguito proprio nella nostra rubrica tutti gli aggiornamenti e  le news su questa serie, andata in onda su ITV lo scorso autunno. Il nome dovrebbe evocarvi anche l’omonimo romanzo di William Makepeace Thackeray da cui  lo show è tratto, ma sono io la prima ad ammettere di essermi approcciata alla visione con dei ricordi molto vaghi di questa lettura scolastica – nulla però che mi abbia impedito di apprezzarla.

vanity fair poster

Ogni  puntata inizia con l’ammonizione dello stesso Thackeray che mette subito in chiaro quale sia la morale alla base di questa storia: “A world where everyone is striving for what is not worth having”.Vanity Fair”  è proprio questo: un carosello, una giostra inarrestabile su cui tutti tentano di salire per assaporare il dolce ed euforico sapore della felicità, e su cui tentano di rimanere il più a lungo possibile, nonostante la vita faccia di tutto per disarcionarli da quei cavalli.

La protagonista è Becky Sharp,  interpretata  da una azzeccatissima Olivia Cooke (“Bates Motel”,  “The Secret  of  Crickley  Hall” – che  vi  abbiamo  già  consigliato  QUI): un’arrampicatrice sociale disposta a tutto  pur di raggiungere i suoi scopi e di scalare la vetta di quella nobiltà bigotta e arrogante che non ha fatto altro che disprezzarla per tutta la vita. Praticamente priva di qualsiasi sentimento, egoista ed egocentrica, interessata solo e unicamente alla ricchezza e al prestigio personale – sulla carta non puoi fare altro che odiarla… ma, sarà la perfetta resa sullo schermo di Olivia Cooke, sarà la totale e tagliente verità che questo personaggio scomodo e scorretto trasuda, alla fine non puoi non amarla. Non si arriva mai a fare il tifo per lei, ma non si può fare a meno di gioire un po’ ogni volta che i suoi piani scapestrati vanno a buon fine. Non fa nulla per negare  le  sue  “cattive intenzioni” e si rivolge allo spettatore con quello sguardo ammiccante che non può lasciare indifferenti.

Becky Sharp è un personaggio davvero difficile da mettere in ombra, ma i suoi compagni di viaggio non sono da meno: Rawdon (Tom Bateman) il marito di Becky, Amelia (Claudia Jessie) la migliore amica della protagonista, George (Charlie Rowe) il fidanzato di Amelia e Dobbin (Johnny Flynn) il migliore amico di quest’ultimo. L’aspetto più interessante è che, sebbene la protagonista sia l’anti-eroina per eccellenza, nessuno è esente da difetti e tutti, in un modo o nell’altro, si lasciano travolgere dal turbinio scintillante della Fiera delle Vanità.
Vanity Fair” mi ha sorpreso per la sua modernità ed è  proprio per questo che lo consiglio. Dietro l’eleganza della rappresentazione storica, il  messaggio di Thackeray è ancora  incredibilmente attuale: un mondo in cui tutti si affannano a rincorrere ciò che non vale la pena avere. E quel mondo non è poi così cambiato.

Stay tuned, stay British Addicted!

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