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British Addicted Rubriche & Esclusive

British Addicted #55

Bentornati nel nostro salotto, carissimi addicted del mondo britannico! Accomodatevi pure, perché abbiamo raccolto per voi una serie di notizie che vi daranno di che sussurrare dietro i vostri ventagli per tutta la settimana!

Partiamo da Moffat e Gatiss, che hanno ufficialmente annunciato di aver completato la stesura del copione di “Dracula”. I due hanno confermato che le riprese inizieranno presto, anche se sappiamo bene che il presto per loro è un concetto abbastanza relativo.

In settimana i due autori hanno anche voluto rassicurare i fan di “Sherlock”, confermando di non aver ancora necessariamente detto addio al detective.

Sempre in tema di ritorni, è stato confermato che “A very English scandal” avrà una seconda stagione. Il secondo capitolo esplorerà la vita di Margaret Campbell, la duchessa di Argyll e dello scandalo relativo al suo secondo divorzio.
Il marito aveva trovato foto compromettenti che la ritraevano insieme ai suoi amanti e la notizia era finita su tutti i giornali, dando di fatto vita al primo caso di slut shaming pubblico.

Fan di Agatha Christie, gioite! Dopo “And then there were none”, “The witness for the prosecution” e “Ordeal by innocence”, l’autrice Sara Phelps adatterà per la BBC un’altra opera della celebre scrittrice, “The Pale Horse”.

Nuove notizie anche in merito all’ultima stagione di “The Durrells” che, stando a Keeley Hawes, assumerà toni decisamente più drammatici. L’idilliaca esistenza sull’isola di Corfù verrà infatti sconvolta dallo scoppiare della seconda guerra mondiale.
La stagione ci accompagnerà nel 1939 e coprirà il tempo restante della famiglia Durrell sull’isola.

La BBC ha rilasciato il trailer di “MotherFatherSon”, la serie con protagonista Richard Gere che andrà in onda quest’anno sulla BBC2.

Dal set di “The Crown” arrivano infine nuove foto che ritraggono Olivia Colman, Helena Bonham Carter e Harry Treadhaway impegnati nelle riprese in un campo di aviazione a Londra.

Per la sezione news dunque per questa settimana è tutto, vi lascio al Consiglio di WalkeRita:

Oggi voglio consigliarvi una delle miniserie più particolari e insolite che abbia mai visto, un period-spy drama (e già questa combinazione rappresenta una novità rara nel genere) basato su una storia vera e interpretato da chi questa storia l’ha “vissuta” in prima persona, o meglio, l’ha ereditata. Si tratta di “Mrs Wilson”, di casa BBC, ispirata alle memorie e alla vita di Alison Wilson e di suo marito, Alexander “Alec” Wilson (Iain Glen nella serie), un affascinante e criptico agente dell’MI-6 durante la seconda guerra mondiale e contemporaneamente romanziere di racconti di spionaggio, la cui effettiva lealtà ideologica e professionale resta ancora oggi un mistero ma di cui è stato da tempo rivelato uno sconvolgente segreto radicato in lui per tutta la sua esistenza: una poligamia seriale da cui discende, tra i tanti, anche la talentuosa attrice Ruth Wilson, protagonista della miniserie proprio nei panni di sua nonna Alison. E già questo dovrebbe bastare per stuzzicare tanto l’attenzione da spingervi a recuperare questa miniserie. Ma nel caso foste un pubblico difficile, vi spiego perché questo period drama è uno dei recenti must della televisione britannica.


La storia muove i primi passi nel 1963, anno della scomparsa di Alec in seguito a un attacco cardiaco, ma come capita spesso in questo genere, la narrazione si muove in realtà su due timeline: quella appunto contemporanea alla dipartita di Alec e quella di un ventennio precedente che ripercorre le tappe della relazione tra l’agente segreto e Alison, intervallata dall’intricata rete di segreti professionali e personali intrecciata dall’uomo. Solo in seguito alla sua morte infatti, Alison si ritrova di fronte alle verità ma soprattutto alle bugie raccontate da suo marito e la sua intera realtà comincia a sgretolarsi lentamente davanti a lei, provocandole una profonda crisi d’identità di riflesso proprio all’identità improvvisamente sconosciuta di suo marito.

Per quanto ogni verità rivelata assesti all’equilibrio psicologico di Alison un duro colpo, per la donna diventa una missione impossibile da abbandonare quella di scoprire il reale volto dell’uomo con cui aveva condiviso gli ultimi vent’anni della sua vita, una missione che compromette il suo equilibrio emotivo e in parte anche il rapporto con i suoi figli, ignari delle colpe del padre e soprattutto della reale estensione della loro famiglia. Ad aprire il vaso di Pandora per Alison è infatti Dennis, figlio del primo (e unico) matrimonio legale di Alec, quello con Gladys Wilson, da cui non aveva mai divorziato, che nella serie cerca genuinamente un legame con i fratelli sconosciuti ma da cui Alison prende le distanze nel tentativo di proteggere il ricordo del padre che i suoi figli custodivano gelosamente.

Dal funerale in poi, dunque, risalendo ai suoi contatti nell’Intelligence, alle tappe delle sue misteriose missioni e dei suoi racconti, Alison entra in contatto con le altre mogli di Alec: Dorothy, un’attrice conosciuta durante il suo viaggio in India, presumibilmente al servizio dell’MI-6, che diede inizio alla sua carriera di romanziere, ed Elizabeth, un’infermiera che Alec sposò negli anni ’50 e da cui ebbe l’ultimo dei suoi sette figli complessivi.

I tre episodi della miniserie seguono dunque l’escalation delle scoperte di Alison, rivelazioni che annientano la sua stabilità e i ricordi che possiede su suo marito non solo per le bugie riguardanti i matrimoni paralleli ma soprattutto per l’atroce dubbio che l’assale di aver condiviso gli anni migliori della sua vita accanto a un uomo che non conosceva affatto. Le sue ricerche, infatti, da una parte dipingono un marito evidentemente colpevole non di semplice adulterio ma di manipolazione, dall’altra però rischiano anche di ritrarre un uomo che da eroe quale Alison credeva poteva rivelarsi un traditore e un bugiardo patologico, rimettendo così in discussione ogni singola tappa della loro relazione, ogni singola storia raccontata per giustificare la sua assenza o le sue missioni top secret. Ed è proprio questo dubbio che più ferisce Alison ma che permette a Ruth Wilson di portare in scena interpretazioni magistrali, sentite e vissute forse più di qualsiasi altro ruolo abbia interpretato prima.


Degna di nota è anche la straordinaria interpretazione di Dorothy offerta da Keeley Hawes, il cui confronto con Alison nel secondo episodio rappresenta uno dei momenti migliori della miniserie.

In balia di domande che non avrebbero mai avuto risposte definitive, mentre il ritratto finale di Alec appare ancora sfumato e incerto, Alison trova conforto e pace in una fede religiosa in cui inizialmente neanche credeva e solo allora riesce a confessare per iscritto ai suoi figli la verità parziale sulla vita di Alec e su quella famiglia che meritavano di conoscere.

La miniserie racchiude perfettamente nei suoi tre episodi una storia quasi inverosimile, una storia ancora oggi aperta e pervasa da dubbi impossibili da risolvere ma ciò che lascia in realtà è un’eredità insolita composta da una famiglia in grado di ritrovarsi e di accettarsi in tutte le sue parti, poiché protagoniste inconsapevoli di una vita di cui forse non conosceranno mai la reale identità.

 

Per questo appuntamento è tutto, vi diamo appuntamento come al solito fra due settimane! Nel frattempo non dimenticate di passare dalle nostre pagine affiliate!

Stay tuned, stay British Addicted!

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