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British Addicted Rubriche & Esclusive

British Addicted #50

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Come ogni due settimane, eccoci sempre qui con la tazza di tè fumante tra le mani a parlare di tutte le nuove uscite e gli aggiornamenti sulle serie made in UK. Prendete il vostro quadernetto per gli appunti e prendete nota.

Partiamo dal successo travolgente di A Discovery of Witches. Abbiamo seguito la sua genesi, vi abbiamo accompagnato con le recensioni di Sam per questa prima stagione (che potete rileggere qui) e siamo stati più che entusiasti di darvi l’annuncio del rinnovo, non solo per una, ma per ben due stagioni; eccoci qui allora a darvi già qualche piccola anticipazione sulla seconda stagione.

La season 2 riprenderà esattamente dove si è interrotta la precedente, seguirà il secondo libro della saga di Deborah Harkness (“Shadow of Night”) e si focalizzerà sui viaggi nel Tempo. Mentre si troverà nella Londra Elisabettiana, Diana dovrà trovare un modo di controllare i suoi poteri ma anche far fronte al passato di Matthew e affrontare i problemi della relazione tra vampiro e strega. Non resteremo però incastrati unicamente nel passato: ci aspettano anche delle incursioni nel presente, dove Sarah ed Emily avranno il loro bel da fare con la loro futura consuocera Ysabeau de Clermont. Per ora non c’è ancora una data di uscita perla seconda stagione, ma direi che con tutte le news positive che abbiamo ricevuto possiamo essere soddisfatti.

Passiamo ora ad un’altra serie di cui si è molto discusso nel corso di questa rubrica – del resto quando Benedict Cumberbatch chiama, noi rispondiamo sempre più che volentieri. È stato infatti rilasciato il primo trailer per “Brexit: The Uncivil War, in cui Cumberbatch interpreterà Dominic Cummings, il consulente politico per la campagna Brexit. La serie verrà trasmessa il prossimo anno.

Il film del 2014 What We Do In Shadows (conosciuto in Italia come “Vita da vampiro”) sta per diventare una serie tv. Per l’occasione lo show sarà ambientato a New York e non più in Nuova Zelanda.

Good Omens è una delle serie più attese per la prossima stagione, ma, a quanto pare, non è l’unico work in progress per portare sul piccolo schermo le opere di Sir Terry Pratchett. Dopo infiniti rumors infatti, BBC America ha confermato la produzione di una serie da otto episodi dal titolo The Watch. Il progetto si avvale del supporto della casa di produzione fondata dallo stesso Pratchett (e gestita dalla figlia dal momento della sua morte nel 2014), per cui crediamo che gli appassionati del Mondo Disco non dovranno temere strafalcioni nell’adattamento.

Chiudiamo con una piacevole conferma. La scorsa volta vi avevamo anticipato un possibile spin-off per “Penny Dreadful ed ora siamo qui a darvi la conferma: si chiamerà City of Angels e sarà ambientato nella Los Angeles del 1938, profondamente immersa nel folklore della cultura messicana, come suggerisce la locandina ispirata alla celebre tradizione del Dia de Muertos.

Per la sezione news è tutto, vi lascio nella mani di Walkerita!

“We were all hungry but it was Elizabeth who realized our true starvation,
for connection, for fellowship”

Il consiglio di questa settimana non riguarda una serie tv ma un film di produzione britannica e distribuito all’estero dalla piattaforma streaming Netflix. Tratto dall’omonimo romanzo di Mary Ann Shaffer e Annie Barrows, il film “The Guernsey Literary and Potato Peel Pie Society” (in italiano “Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey”) non è poi così lontano dallo stile seriale targato UK, non soltanto per un cast che riunisce ben quattro membri del variegato e straordinario cast di “Downton Abbey”, ma anche per alcuni degli aspetti più affascinanti, coinvolgenti ed emozionanti della storia e della pellicola che richiamano perfettamente lo stile delle migliori miniserie britanniche, soprattutto quelle che rientrano nel genere dei period drama, tra una fotografia che toglie il respiro e uno scenario emozionante.


Il film è ambientato infatti nel 1946, oltre l’inferno segnato dalla Seconda Guerra Mondiale, e la narrazione si svolge in realtà su un doppio livello temporale, il primo che prende avvio proprio negli anni del conflitto e dell’occupazione dell’isola di Guernsey da parte del comando nazista, e il secondo appunto nel ’46, una realtà che porta e porterà sempre le cicatrici del passato appena vissuto ma che ora ritorna a vivere, a respirare, ad abbracciare il sapore luminoso della libertà.

È importante evidenziare la doppia timeline seguita dalla narrazione perché è proprio nel suo periodo più oscuro e difficile che la storia si apre a una tematica così emozionante e intensa da trasmettermi ancora i brividi, poiché a volte ancora mi sorprende notare quanta umanità e quanta luce possa essere ritrovata anche nei momenti più cinici e tenebrosi.

Alla disperata ricerca di una ragione per sopravvivere e per non dimenticare la vita prima della guerra, le speranze, i sogni e il suono di una risata, cinque anime sole di Guernsey trovano la loro via di fuga nella reciproca compagnia, nella volontà di scegliersi e di accettarsi in tutte le loro magnifiche differenze e di lottare contro un mondo che cade a pezzi attraverso una determinata e fulgida bontà, intraprendendo insieme un viaggio oltre le barriera della realtà concreta e immergendosi in altri mondi e altri tempi grazie alle pagine di un libro, che apre le loro menti e li fa sentire liberi.


Elizabeth McKenna
(Jessica Brown Findlay) diventa non solo il cardine intorno a cui nasce il club del libro ma soprattutto il faro di speranza e di luce che riporta Amelia (Penelope Wilton), Dawsey (Michiel Huisman), Isola (Katherine Parkinson) ed Eben (Tom Courtenay) alla vita, riunendoli nella stessa casa ma soprattutto nella stessa famiglia, che non possiede alcun legame di sangue ma che continua a scegliersi, giorno dopo giorno, storia dopo storia, libro dopo libro.

Quando Juliet Ashton (Lily James) entra in contatto per la prima volta con il club del libro di Guernsey lo fa proprio attraverso le parole di uno dei suoi membri, Dawsey, che la contatta in maniera epistolare poiché alla ricerca di un libro perduto. Juliet, accompagnata dalla presenza costante e leale del suo editore Sidney (Matthew Goode), è una giovane donna dalla vita, dalle possibilità e dalla cultura differenti rispetto agli abitanti di Guernsey, è una scrittrice piuttosto affermata dalla carriera in ascesa e una delle caratteristiche più evidenti è la sua sete di storie autentiche e di racconti veri, il suo bisogno disperato non di un’idea per un nuovo libro ma di una ragione per ricominciare a credere nel potere delle parole, quelle in grado di cambiare una vita. Infatti, sembra che la guerra abbia influito più su di lei e sulla sua creatività di quanto abbia fatto sugli animi distrutti e modesti dei membri del club del libro.

 

“You already know what a book can do, that’s something we share, as different as our lives can be”

Juliet arriva a Guernsey con la brama di trovare di nuovo il suo spazio e proprio come è accaduto in “Downton Abbey” tra Sybil e Rose, in un certo senso è Elizabeth, con la sua umanità incondizionata e la sua storia eroica, a portare Juliet a Guernsey.
Quando Juliet arriva sull’isola la sua vita improvvisamente diventa più semplice e il fuoco della sua arte, della sua cultura e della curiosità divampa con purezza e travolge tutti coloro con cui entra in contatto; tuttavia, questo è niente rispetto a quanto i membri del club del libro riescano a cambiare la sua intera esistenza.

I rapporti che Juliet stringe con il luogo e con le anime semplici che lo vivono sono essenziali, veri, sembrano quasi disegnati per lei da un fato sconosciuto che non può contrastare.
Il rapporto con Sidney è l’unica forma di pura luce e di puro amore che ancora resiste della vecchia realtà di Juliet ed è l’unico che lei non accetta di perdere e porta con sé ovunque la sua vita voglia condurla.

 

“Contented with little yet wishing for more”

The Guernsey Literary and Potato Peel Pie Society” è un film che va oltre la trama di un libro, oltre una storia d’amore, oltre la possibilità di vedere e trovare qualcosa di buono anche nel giorno più oscuro, questo film parla di appartenenza, parla di scelte e di famiglie a cui essere destinati. Ogni persona che si è sentita sola almeno una volta nella vita, o si è sentita a disagio, straniera e diversa in una realtà che non sentiva propria, ha pensato, sperato e pregato anche solo per un istante che ci fosse qualcuno a cui appartenere, qualcuno che in quel momento si sentisse esattamente nello stesso modo, una comunità di rare anime affini con cui sentirsi a casa. Questo è ciò che il club del libro rappresenta per tutti loro, questo è ciò che chiunque condivida una passione sente proprio in quei momenti di condivisione: la gioia di aver trovato la propria appartenenza.


Alla prossima!
Stay tuned, stay british addicted!

Come al solito, vi diamo appuntamento tra due settimane. Nel frattempo non dimenticate di passare dalle nostre pagine affiliate!

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