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British Addicted Rubriche & Esclusive

British Addicted | #33

Bentornati, amanti del piccolo schermo britannico, a un nuovo appuntamento con l’unica rubrica che raccoglie per voi tutte le ultime notizie sui prodotti seriali made in UK!

Questa settimana cominciamo con una news che mi ha lasciato totalmente indifferente… salvo gli infarti in sequenza che mi hanno colpito quando la notizia è stata rilasciata. Abbiamo infatti la prima foto che ritrae Jenna Coleman nei nuovi panni di Joanna, protagonista della miniserie thriller in quattro puntate The Cry, prodotta per la BBC da Synchronicity Films e tratta dall’omonimo romanzo di Helen FitzGerald.

La still sembra anticipare la spirale discendente di angoscia e disperazione che colpirà la giovane madre quando il figlio appena nato scomparirà all’improvviso, dopo l’arrivo della protagonista in Australia, dove suo marito Alistair [Ewen Leslie] avrebbe dovuto presenziare all’udienza per la custodia della figlia avuta dal precedente matrimonio.

La produzione è al momento ancora in corso in Australia, a Melbourne, e il cast prevede anche Stella Gonet (nei panni della madre di Alistair), Markella Kavenagh (la figlia dell’uomo) e Asher Keddie (l’ex-moglie).

Scritta da Jacquelin Perske e per la regia di Glendyn Ivin, la miniserie verrà girata anche a Glasgow, segnando per la compagnia di produzione scozzese un momento importante, in quanto la serie sarà per loro il primo drama internazionale “con radici scozzesi”.

E non sarebbe “British Addicted” senza aggiornamenti sul fronte whovian. Quelli di questa settimana sono assolutamente imperdibili. È stato infatti finalmente rilasciato il nuovo logo che accompagnerà l’iconica serie sci-fi nella sua nuova era.

Mentre lo sfondo dell’immagine promozionale sembra suggerire proprio l’idea di una nuova “alba”, il logo ha lasciato alle spalle i colori freddi e le forme spesse dell’epoca Moffat per abbracciare tonalità più luminose e calde e linee più sottili, mentre l’inizio e la fine del titolo vengono segnati da una linea che sembra suggerire la traiettoria del TARDIS stesso o di una stella cadente.

La presentazione del logo, creato dall’agenzia Little Hawk in stretta collaborazione con lo showrunner Chris Chibnall e il produttore esecutivo Matt Strevens, è stata accompagnata anche da un video in cui il logo prende vita, incorniciato dalla musica del compositore britannico Matthew Herbert (non si sa ancora se sarà lui a occupare il posto lasciato vacante da Murray Gold). Cosa ne pensate di questo nuovo “volto” della serie? Personalmente, lo trovo intrigante e avvolgente, anche se una parte di me è ancora nostalgica dei colori freddi che hanno accompagnato l’epoca Moffat.

E restando in ambito Whovian, lo showrunner Chris Chibnall ha descritto il nuovo mood che caratterizzerà la serie con la parola-chiave “Famiglia”. Sebbene infatti non si sappia ancora quali saranno le dinamiche delle relazioni tra il Dottore di Jodie Whittaker e i suoi tre “companion”, sembra proprio che l’atmosfera che si respirerà nel TARDIS sarà prettamente familiare, riprendendo a grandi linee l’assetto del primo team TARDIS, formato dal primo Dottore, sua nipote Susan e gli insegnanti Ian e Barbara.

Come vi avevamo già anticipato, il primo episodio della nuova stagione durerà 65 minuti mentre i successivi nove episodi avranno la durata di 50 minuti circa. La domanda che ci affligge adesso è QUANDO la nuova stagione approderà sui nostri piccoli schermi e l’unica risposta che ci è stata data al momento è: Autunno 2018. Recentemente è stato annunciato che la serie verrà “rilasciata” a Ottobre ma, come ci spiegano gli impeccabili scrittori di Radio Times, questa informazione fa in realtà riferimento al momento in cui la serie verrà distribuita anche all’estero e non necessariamente al momento in cui la BBC la manderà in onda. La trasmissione della nuova stagione potrebbe dunque anticipare la distribuzione e quindi arrivare a Settembre circa, o addirittura slittare oltre Ottobre (poco probabile in realtà), lasciandoci dunque ad attendere per altri 12 anni ad Azkaban.

Non ci sono notizie su un possibile Speciale Natalizio anche se voci di corridoio dicono che Chibnall non sia grande fan degli episodi speciali per la festività, aprendo dunque la (triste) possibilità di dover dire addio alla tradizione.

“Leggermente” impegnata dunque in “Doctor Who”, Jodie Whittaker dovrà inevitabilmente rinunciare allo stetoscopio indossato nel medical / thriller drama Trust Me, che dunque tornerà ufficialmente per una seconda stagione sempre in quattro puntate ma con un cast e una storia totalmente nuovi. Al centro della serie ci sarà questa volta il reparto neurologico del South Lothian Hospital di Edinburgo e la trama si concentrerà sulla figura di un soldato, il capitano James “Jamie” McKay (ancora “senza volto”) che dovrà affrontare la tragica realtà di essere l’unico sopravvissuto di un attacco nemico in Siria. Quando lo incontreremo, McKay sarà in fase di riabilitazione dopo aver riportato una ferita alla spina dorsale e sarà anche alle prese con la sindrome da stress post traumatico, ma proprio in quel periodo comincerà a rendersi conto che le persone che lo circondano in quel reparto muoiono inspiegabilmente. Il dubbio che nascerà riguarderà quindi l’effettiva realtà di questo mistero o la possibilità che avvenga tutto solo nella testa di Jamie.

La seconda stagione della serie verrà scritta ancora una volta dall’ex medico Dan Safton mentre le riprese cominceranno probabilmente negli ultimi mesi dell’anno. Non ci sono ancora notizie sul nuovo cast.

Rimanendo ancora in orbita BBC, torniamo a parlare di un grande “fan favourite”, ossia il period drama Poldark. Soddisfatti dal percorso compiuto con la terza stagione, i produttori della serie e la BBC sembrano intenzionati a ripetere lo stesso schema anche per la quarta stagione, programmando dunque la messa in onda dello show a inizio estate 2018. Sebbene la serie fosse abituata a occupare lo spazio autunnale della programmazione BBC, l’esperimento estivo dell’anno scorso ha convinto particolarmente tutte le parti coinvolte nella produzione, tanto da volerci riprovare anche quest’anno, evitando in questo modo lo scontro con un altro period drama, vale a dire “Victoria” sulla ITV (mossa che personalmente reputo ideale così da non “mettere contro” i due show ma lasciarli convivere armoniosamente).

A quanto sembra, la quarta stagione del drama coprirà la storia narrata dall’ultima parte del sesto libro di Winston Graham, “The Four Swans”, e dall’intero settimo libro, “The Angry Tide”. Gli eventi nella nuova stagione arriveranno fino al periodo natalizio del 1799 mentre la possibile quinta stagione (e presumibilmente l’ultima secondo Radio Times) prenderà avvio nel 1810, dopo un salto temporale di circa dieci anni.

La quarta stagione vedrà Ross Poldark a Westminster, in seguito alla sua vittoria contro George Warleggan, di cui prenderà il posto, e sebbene l’idea inizialmente non lo entusiasmi un evento catastrofico nel primo episodio lo spingerà a capire che se vuole davvero avere il potere di cambiare le cose dovrà abbandonare la sua comfort zone. Il cambio di scenario sarà una delle maggiori novità della stagione e darà alla serie un nuovo aspetto, permettendoci anche di incontrare personaggi realmente esistiti, come il Primo Ministro William Pitt.

Sul fronte romantico, invece, Ross e Demelza dovranno affrontare le conseguenze e le ragioni del tradimento di lei alla fine della terza stagione mentre un nuovo terribile villain si affaccerà sulla scena.

Spostandoci ora su Sky1, torniamo in ambito di esclusive con la prima still della nuova comedyThe Long Run, che vedrà Idris Elba al suo timone. Protagonista e creatore della serie, Elba è in realtà anche la maggiore fonte d’ispirazione della storia, vagamente ispirata proprio all’infanzia dell’interprete, cresciuto nella parte Est di Londra negli anni ’80.

Nella serie, Elba interpreterà il padre di famiglia Walter Easmon, affezionato alla vita tranquilla che conduce con sua moglie Agnes (Madeline Appiah) e suo figlio Kobna (Sammy Kamara), dopo essersi trasferiti a Londra dalla Sierra Leone, 13 anni prima. Il loro mondo, però, viene capovolto quando l’esuberante fratello di Walter, Valentine, irrompe nella loro casa, nella speranza di crearsi una vita nel Regno Unito.

“The Long Run” farà il suo debutto sulle scene di Sky1 il 29 Marzo.

E infine, prima di lasciarvi al consiglio della settimana di Sam, un ultimo riepilogo degli adattamenti televisivi che avremo modo di vedere quest’anno:

Ordeal by Innocence (BBC1)

In stand-by a causa delle accuse rivolte all’ex componente del cast Ed Westwick, la serie è finalmente pronta per la trasmissione dopo aver girato nuovamente le scene di Westwick con il nuovo interprete del personaggio. Il drama, tratto da un romanzo di Agatha Christie, vede Bill Nighy e Anna Chancellor tra le sue fila e la messa in onda è prevista per la primavera.

The City and the City (BBC2)

Adattamento in quattro puntate del romanzo di China Miéville, la miniserie ruota intorno un misterioso omicidio con echi kafkiani e orwelliani. David Morrissey guida il cast.

King Lear(BBC2)

Con Anthony Hopkins e Emma Thompson alla guida di un cast stellare, per la regia di Richard Eyre, questo adattamento del grande classico shakespeariano è ambientato in epoca moderna, con Lear a capo di una dittatura militare in Inghilterra.

Patrick Melrose (Sky Atlantic)

Basata sui romanzi semi autobiografici di Edward St. Aubyn, la miniserie segue gli eventi più importanti della vita del narcisista e alcolizzato con istinti suicidi Patrick Melrose, interpretato da Benedict Cumberbatch. Le cinque puntate rappresenteranno cinque capitoli della vita di Melrose.

Woman in White (BBC1)

Ben Hardy, Jessie Buckley e Dougray Scott guidano il rifacimento televisivo di quello che viene considerato da molti il miglior romanzo di Wilkie Collins, un complesso racconto che unisce amore, perdita e inganno, sviluppato in cinque puntate.

The Little Drummer Girl (BBC1)

Nella speranza di seguire il successo di “The Night Manager”, questo nuovo adattamento del romanzo di spionaggio di John Le Carré vede come protagonista Florence Pugh ed è ambientato verso la fine degli anni’70 in un contesto di crescenti tensioni nel Medio Oriente.

Vanity Fair (ITV)

Un sontuoso adattamento del classico di William Makepeace Thackeray, con un cast che presenta nomi celebri come Olivia Cooke, Tom Bateman, Suranne Jones, Martin Clunes, Frances de la Tour e Michael Palin.

Con la nostra lista di nuovi acquisti seriali pericolosamente rinforzata, si chiude la sezione news per questa settimana!

Passiamo, dunque, al “British Addicted Consiglia” della settimana, con Sam.

E’ nuovamente il mio turno per il nostro “British Addicted Consiglia” e questa volta voglio parlare di una miniserie che ha come protagonista uno dei più amati attori britannici, ovvero David Tennant: questa settimana parliamo di The Escape Artist.

La miniserie data 2013 ed è in tre parti, quindi è piuttosto veloce da vedere.
Come dicevo, il protagonista è David Tennant, senza dubbio uno dei migliori interpreti che il Regno Unito possa vantare, impegnato tanto in televisione quanto a teatro e al cinema. Ricordiamo la sua partecipazione alla saga di “Harry Potter”, nel quarto film, adattamento de “Il Calice di Fuoco”, così come le sue apparizioni sui palchi dei migliori teatri di Londra nelle opere di Shakespeare e il fatto che ora fa parte dell’universo Marvel, essendo il volto del villain di “Jessica Jones”, Killgrave “The Purple Man” (possiamo dire che la Marvel ha fatto incetta di interpreti british… avrei ancora qualche nome da suggerire…). Ovviamente, ma non dovrei nemmeno dirlo, David Tennant ha dato anche il volto a uno dei Dottori più amati della cinquantennale storia di “Doctor Who”.
Al suo fianco altri interpreti conosciuti e di tutto rispetto: Sophie Okonedo (Liz Ten di “Doctor Who”), Toby Kebbel (visto in numerosi film al cinema, come “War Horse”, e in televisione, “Black Mirror”), Ashley Jensen (Christina McKinney di “Ugly Betty”), Kate Dickie (Lysa Arryn di “Game Of Thrones”, che ha partecipato anche a “Star Wars Episode VIII – The Last Jedi”), Anton Lesser (Qyburn di “Game Of Thrones”, “The Crown”).

La storia è la seguente: David Tennant è Will Burton, un “Barrister”, cioè un Avvocato abilitato all’esercizio nelle Alte Corti britanniche, noto per non perdere mai una causa.
Alla vigilia della sua accettazione al Queen’s Counsel, evento che rappresenterebbe il coronomento della carriera, Will Burton accetta di difendere Liam Foyle, accusato di omicidio, e lo fa assolvere grazie a un cavillo, pur non essendo convinto della sua innocenza. Proprio per questo, Burton rifiuta di accettare i ringraziamenti di Foyle, il quale, per vendicarsi, inizia a perseguitare la moglie e il figlio di Burton.
Questi eventi daranno il via a una spirale tragica che vedrà Burton e Foyle diventare nemici e Will Burton passare dall’altra parte rispetto a quella in cui ha sempre vissuto, con la differenza, però, che la sua esperienza come Avvocato penalista gli permetterà di stare un passo avanti rispetto agli altri.
La parte finale della storia è in qualche modo sorprendente.


La miniserie ha ottimi interpreti ed è costruita in modo particolare, cosa che è il suo punto di forza: non ci si può fermare al solo primo episodio, proprio perché essa è un trittico che deve essere visto e valutato nel complesso; all’inizio è difficile provare empatia nei confronti di Will Burton, poiché è un uomo non solo vincente e di successo, un uomo che ha tutto (carriera, famiglia), ma soprattutto è fin troppo sicuro di sé e arrogante… e per di più in quanto Avvocato difensore fa assolvere criminali. E tuttavia, ecco che le cose si ribaltano e, andando avanti con la storia, dall’antipatia nei confronti di Burton si passa all’empatia, al tifare per lui che si ritrova a essere il simbolo di una giustizia troppe volte negata e che invece deve trionfare, anche se in modo non canonico.
Nonostante qualche difetto, inoltre, la miniserie è in grado di incollare lo spettatore poiché in sé ha tutto: dal legal al drama, dal thriller alla vendetta, con un’atmosfera che si fa via via più oscura, inquietante e incalzante, in cui Londra è in grado di risultare in qualche modo sinistra.
Il tutto portato avanti magistralmente da David Tennant.

Se non lo avete fatto prima, date una chance a questa miniserie, osservatela con attenzione e non ve ne pentirete. Vi lascio con il trailer!

Anche per questo appuntamento abbiamo finito, alla prossima!

Un saluto alle pagine affiliate e a rileggerci tra due settimane!

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