British Addicted | #28

Torniamo con la nostra rubrica di news dal mondo british per iniziare al meglio la prima di queste settimane che ci conducono al Natale!

Questa settimana sono tutte targate BBC e Sky, quindi sintonizziamoci tutti sull’emittente britannica per eccellenza e su Sky per questa infornata di succulente novità!

Partiamo da Alexander Skarsgard.
Dopo il successo di “The Night Manager”, la BBC ha deciso di adattare un altro romanzo di John Le Carré, ovvero “The Little Drummer Girl”, la cui trama è ambientata negli anni ’70 in Grecia e vede la giovane aspirante attrice Charlie (che sarà interpretata da Florence Pugh, “The Falling”, “Marcella”, “Lady Macbeth”) conoscere durante una vacanza un uomo misterioso, che si rivela essere un agente dei servizi segreti israeliani, il quale presto dimostrerà di avere intenzioni ben diverse dal romanticismo, coinvolgendo Charlie nei suoi piani. Il suddetto agente si chiama Becker ed è proprio a lui che Alexander Skarsgard presterà il suo volto.

Passiamo ora a uno degli scrittori più conosciuti di sempre, legato a doppio filo con il Natale: Charles Dickens.
La BBC One ha ordinato una serie di adattamenti di alcuni racconti del celebre scrittore britannico, tra i quali ovviamente è ricompreso il famosissimo e pluri-adattato “A Christmas Carol”, che sarà diviso in tre parti e andrà in onda a Natale 2018. I soggetti coinvolti in questo progetto sono di tutto rispetto: a scrivere le sceneggiature sarà Steven Knight, noto per il suo lavoro in “Peaky Blinders”, Tom Hardy (“Black Hawk Down”, “Marie Antoinette”, “Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno”, “Band Of Brothers”, “Peaky Blinders”, “Taboo”) e Ridley Scott saranno i produttori esecutivi.

Come tutti saprete, a Natale andrà in onda (come avviene da dodici anni) lo speciale natalizio di “Doctor Who”, che sarà l’ultimo per il Dodicesimo Dottore, Peter Capaldi, e per il produttore esecutivo che dal 2004 ha lavorato, prima come autore e poi come boss, per riportare lustro alla storia del Dottore, Steven Moffat.
L’episodio è intitolato “Twice Upon A Time” e abbiamo alcune immagini: quella ufficiale rilasciata dalla BBC e alcune foto rubate dal set della prossima e undicesima stagione, che vedrà Jodie Whittaker subentrare a Peter Capaldi come Tredicesimo Dottore.



Lasciamo un attimo casa BBC per andare su Sky con *squillo di trombe, rullo di tamburi* Benedict Cumberbatch.
Sky Atlantic sta realizzando la miniserie in cinque parti “Melrose”, adattamento dei romanzi di Edward St Aubyn.
Benedict Cumberbatch interpreta il protagonista Patrick Melrose, un playboy che fa uso di sostanze stupefacenti per sedare i ricordi degli abusi subiti dal padre, con la madre che faceva finta di non sapere.
E di questa miniserie abbiamo la prima immagine e il primo teaser trailer!

Restiamo su Sky anche per il gran finale.
Come vi avevamo riportato a settembre, nel “British Addicted #22”, Matthew Goode vestirà i panni di un vampiro in “A Discovery Of Witches”, serie che sarà l’adattamento dell’omonimo romanzo.
La storia vede come protagonisti Matthew Clairmont (che sarà interpretato da Goode, per l’appunto), un genetista che nasconde la sua natura di vampiro e gli oscuri segreti della sua famiglia, e Diana Bishop (interpretata da Teresa Palmer), una docente di Storia a Oxford, la quale, invece, è una strega. Le strade dei due si incroceranno grazie a un antico manoscritto del quale cercheranno di scoprire i segreti, muovendosi in un mondo in cui Streghe, Vampiri e Demoni popolano la realtà umana nascondendosi in piena vista e tra i quali esiste una fragile pace che sarà minacciata.
Ebbene, abbiamo la prima immagine! E possiamo dire senza ombra di dubbio che come sempre Matthew Goode fa un figurone. (Personalmente sono esaltata all’idea di vederlo nelle vesti di una delle creature della notte più affascinanti della mitologia umana.)

 

Con le notizie abbiamo finito, la parola alla nostra Al per il “British Addicted Consiglia”!

Questa settimana vorrei parlarvi di “Man In An Orange Shirt” che, più che una miniserie, è un film per la tv in due puntate trasmesso da BBC Two quest’estate.

Man In An Orange Shirt” affronta in modo molto delicato e toccante il tema dell’omosessualità e lo fa attraverso la storia della famiglia Berryman, raccontando prima le vicende di Michael e poi, con un salto temporale di quasi sessant’anni, del nipote Adam, permettendoci così di vedere, sebbene in due epoche storiche diverse, quali possano essere le difficoltà e il tormento emotivo di scegliere di vivere apertamente la propria sessualità e un amore che purtroppo viene a volte ancora etichettato come “diverso” o “sbagliato”.

Michael Berryman (Oliver Jackson-Cohen – “Emerald City”) è un reduce della Seconda Guerra Mondiale, diviso fra l’amore per l’artista Thomas March (James MacArdle) e il comune senso del dovere che lo spinge a sposare l’amica d’infanzia Flora (Joanna Vanderham – “Dancing On The Edge”, “The Paradise”). La profondità dell’amore che lo lega a Thomas è da togliere il fiato, tanto che l’essere separati per i due provoca quasi gli stessi sintomi di una malattia, attanaglia lo stomaco e stringe il cuore, ma Michael è purtroppo schiavo del suo tempo. Quel sentimento che vorrebbe vivere alla luce del sole, nella semplicità della vita quotidiana, sarebbe giudicato innaturale dai suoi contemporanei e Berryman non riesce ad avere lo stesso coraggio e lo stesso spirito libero del suo compagno, piegandosi inevitabilmente a una vita nell’ombra.

Adam Berryman (Julian Morris – “Pretty Little Liars“) invece scivola da un’avventura all’altra con sconosciuti contattati tramite il freddo schermo di uno smartphone. Storie di una notte o anche solo di poche ore che gli lasciano addosso un senso di sporcizia e di vergogna. Vive la sua omosessualità in maniera aperta ma senza nessun trasporto emotivo, fino all’incontro con Steve (David Gyasi) che gli insegna che un rapporto richiede complicità e può diventare un luogo sicuro in cui rifugiarsi da tutte le proprie insicurezze.


Michael e Adam si trovano ad affrontare problemi simili, nel confronto con la società e nell’accettazione di se stessi, ma al contempo vivono due situazioni differenti. Michael è estremamente limitato dal suo contesto storico, ma è estremamente saldo nel suo amore per Thomas; è combattuto per via delle aspettative che la società ha nei suoi confronti, per l’affetto che prova per Flora e per suo figlio, ma vorrebbe con tutte le sue forze vivere apertamente la sua relazione con March. Adam, invece, vive la sua sessualità quasi con vergogna, è disposto a concedersi delle avventure ma non riesce ad accettare di vivere una vera e propria relazione con un uomo; lo dimostra il suo primo approccio con Steve, quel cercare con violenza un rapporto intimo senza in realtà volersi esporre alla vera intimità, al confronto e alla condivisione.

Il punto d’unione fra questi due uomini tormentati è anche la figura di Flora, interpretata nella sua versione anziana da una sempre magnifica Vanessa Redgrave. Flora ovviamente rifiuta con rabbia la condizione del marito, perché si vede tradita e svilita da un sentimento non ricambiato; diventa poi una figura fondamentale nella vita del nipote, un solido appiglio e una confidente. Dopo alcuni scontri durissimi si dimostra cambiata, pronta forse a dare ad Adam quell’appoggio e quella comprensione che aveva (e non si può darle torto) negato al marito, espiando così in un certo senso per quell’amore che in gioventù aveva ostacolato.

Il cottage della famiglia Berryman, caldo e accogliente, sperduto nella campagna inglese, ha cullato l’amore tra Michael e Thomas e ha visto nascere quello tra Adam e Steve, come se quel sentimento si fosse infuso tra quelle pareti e avesse trovato alla fine il modo di uscire e portare un po’ gioia anche se a distanza di generazioni. Con Adam è come se alla fine anche Michael e Thomas avessero trovato il loro riscatto e finalmente quel “Man In An Orange Shirt” può mostrare fieramente al mondo il suo volto.

Vi invito caldamente a recuperare questo piccolo gioiello: vi farà commuovere, questo è garantito, ma saranno lacrime ben spese.

 

Bene, per questo appuntamento ci fermiamo qui.

Un saluto alle pagine affiliate e a rileggerci tra due settimane!

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Sam

Simona, che da bambina voleva diventare una principessa, una ballerina, una cantante, una scrittrice e un Cavaliere Jedi e della quale il padre diceva sempre: “E dove volete che sia? In mezzo ai libri, ovviamente. O al massimo ai cd.” Questo amore incondizionato per la lettura e la musica l’ha portata all’amore per le più diverse culture (forse aiutato dalle origini miste), le lingue (in particolare francese e inglese) e a quello per i viaggi. Vorrebbe tornare a vivere definitivamente a Parigi (per poter anche raggiungere Londra in poco più di due ore di treno). Ora è una giovane legale con, tralasciando la politica, una passione sfrenata per tutto ciò che all’ambito legale non appartiene, in particolare cucina, libri e, ovviamente, telefilm. Quando, di recente, si è chiesta in che momento, di preciso, sia divenuta addicted, si è resa conto, cominciando a elencare i telefilm seguiti durante l’infanzia (i preferiti: Fame e La Famiglia Addams… sì, nel fantasy ci sguazza più che felicemente), di esserci quasi nata. I gusti telefilmici sono i più vari, dal “classico”, allo spionaggio, all’ambito legale, al “glamour”, al comedy, al fantastico in senso lato, al fantascientifico, al “giallo” e via dicendo. Uno dei tanti sogni? Una libreria. Un problema: riuscirebbe a vendere i libri o vorrebbe tenerli per sé?

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