British Addicted | #27

Ben ritrovati cari amici addicted con la rubrica che trasuda tweed da ogni punto e virgola.

E se ve lo state chiedendo, no, non è un caso che abbia deciso di iniziare proprio parlando di moda e di tessuti. Finalmente il look del Tredicesimo Dottore, al secolo Jodie Whittaker, è stato rivelato ed è ben lontano dal cappuccio scuro che avevamo visto per la sua prima presentazione. I fan si sono sbizzarriti per trovare in questo nuovo outfit ogni possibile riferimento alle passate stagioni della serie, riconoscendo bretelle e scarponcini dell’era di Matt Smith, la stampa a righe colorate della famosa sciarpa del Quarto Dottore (ripresa anche da Osgood nella serie moderna) e l’iconico cappotto di Ten, solo per citarne alcuni. Sebbene non tutti siano d’accordo con queste scelte di stile (ed alcuni dello staff di Telefilm Addicted in primis, se avete seguito l’ultima live di #TalkAddicted), il sondaggio rivolto ai lettori di RadioTimes rivela che nella sua maggioranza il pubblico sia entusiasta di questi nuovi abiti, per cui non vi resta che darci anche la vostra spassionata opinione in merito.

Ma il coloratissimo abbigliamento di Jodie Whittaker non è stato l’unico cambiamento evidente di questa prima immagine promozionale. Anche il TARDIS, infatti, sembra aver subito un piccolo makeover, almeno al suo esterno: l’insegna della celeberrima cabina telefonica della polizia è passata dal bianco al nero, il logo della St John’s Ambulance è apparentemente scomparso e la struttura in generale sembra aver subito dei piccoli cambiamenti che meritano sicuramente un esame più approfondito ed una visuale più ravvicinata per poter avere le idee più chiare.

Potrebbe esserci un altro motivo di grande entusiasmo per questo Christmas Special che non dipende dall’arrivo di un nuovo Dottore ma dal ritorno di alcune vecchie conoscenze. Prendete tutto con le pinze e rimettete a posto il fez delle feste perché per adesso si tratta solo di voci di corridoio, ma pare che Matt Smith sia stato visto sul set di “Doctor Who e questo potrebbe suggerire un’apparizione dell’Undicesimo Dottore proprio nell’episodio in cui daremo invece l’addio definitivo al suo successore. Non sarebbe comunque la prima volta che questo rumour prende piede: voci insistenti infatti invocano a gran voce il ritorno di Eleven e Clara Oswald (Jenna Coleman) anche per chiudere l’era Moffat riportando un’ultima volta sullo schermo due dei “suoi” personaggi.

A proposito di Steven Moffat, pare che il suo addio alla serie non sarà poi così definitivo. C’è in cantiere un progetto per la pubblicazione di nuovi racconti, adattamento di celebri episodi della serie (come era già stato fatto per la serie classica), che vede coinvolti gli scrittori Jenny Colgan e Paul Cornell insieme per l’appunto a Moffat e al suo predecessore Russell T Davies. Colgan e Cornell si occuperanno dell’adattamento cartaceo rispettivamente del primo episodio con protagonista il Decimo Dottore e dell’ultimo episodio dell’era Capaldi; Moffat si occuperà invece dello speciale The Day of The Doctor  e Davies del primo episodio della serie moderna con protagonisti Nine e Rose. La pubblicazione è prevista per aprile 2018.

E chiudiamo con il mondo di “Doctor Who” con un’ultima notizia. Sebbene la situazione non abbia ancora ricevuto una conferma ufficiale da BBC, sono molte le fonti che ormai danno per certo l’abbandono della serie da parte di Murray Gold, che si è occupato della colonna sonora di “Doctor Who” dal suo ritorno con il Nono Dottore nel 2005. A quanto pare Chris Chibnall ha intenzione di apportare molte novità e di prendere la gestione completa del progetto, portando ovviamente con sé il suo team, e questo avrebbe causato la chiusura dei rapporti con il compositore. Fino alla conferma ufficiale non possiamo essere sicuri di questo cambio di rotta, ma, non temete, vi terremo informati.

La scorsa settimana la BBC ha rilasciato il trailer della nuova serie che vede come protagonista James Norton (“War nad Peace”, “Happy Valley”) dal titolo “McMafia”. Si tratta di un crime thriller in otto puntate basato sui libri omonimi di Misha Glenny che andrà in onda quest’inverno su BBC1. Norton interpreterà Alex Godman, proveniente da una famiglia russa legata alla mafia e per questo rifugiatasi in Inghilterra, che scoprirà che lasciarsi il passato alle spalle non sempre è facile.

Come preannunciato nello scorso appuntamento con la nostra rubrica, questa settimana è andata in onda la prima delle quattro puntata di “Howards End”, la miniserie che vede protagonisti Hayley Atwell e Matthew Mac Fayden. BBC lo definisce in poche semplici parole “Due sorelle indipendenti e non convenzionali. Un’intricata storia di tè e sofferenze”. Se non l’avete ancora visto non sappiamo davvero più come convincervi a farlo!

Non ci è ancora dato sapere la data della première della quarta stagione di “Poldark”, ma, oltre alle news che abbiamo racimolato fino ad ora sui nuovi casting e location, possiamo dire per certo che per Ross e Demelza non sarà così facile superare i loro problemi di coppia, soprattutto se un certo giovane romantico sarà ancora nei paraggi. Joshua Whitehouse ha postato un video su Twitter in cui si dimostra più che pronto a riprendere i panni del Tenente Hugh Armitage che nella scorsa stagione aveva corteggiato ed ottenuto i favori di Mrs Poldark. L’autrice della serie, Debbie Horsfield, ha affermato che la quarta stagione si concentrerà molto sull’esplorare le ragioni che hanno portato Demelza a tradire Ross; sarà da vedere quanto l’avere intorno l’oggetto del tradimento influirà sui tentativi di risanare il loro rapporto.

E ora parliamo di una nuova produzione, “Wanderlust”, serie in sei puntate commissionata da BBC1 in collaborazione con Netflix. Il drama seguirà le vicende di Joy Richards, una terapista che cerca di mantenere vivo il rapporto col marito dopo una crisi dovuta ad un incidente; ovviamente questo sarà il punto di partenza per esplorare la vita di Joy, della sua famiglia, dei suoi amici e dei suoi clienti, riportando in luce storie d’amore e di passioni proibite. Il cast può già contare su alcuni nomi noti: Toni Collette (“Little Miss Sunshine”, “Il Sesto Senso”, “About A Boy”) sarà appunto la protagonista, Joy Richards; al suo fianco ci saranno Steven Mackintosh (“The Halcyon”), Zawe Ashton (“Fresh Meat’s Vod”) e Royce Pierreson (“Line of Duty’s Jamie”).

E infine, per chi aspettava con ansia la messa in onda di “Ordeal By Innocence”, abbiamo purtroppo una cattiva notizia. La programmazione della miniserie in tre puntate, adattamento del romanzo di Agatha Christie, è infatti stata sospesa a seguito delle accuse di stupro rivolte contro Ed Westwick (membro del cast) e la produzione ha dichiarato che non verrà fissata una nuova data di messa in onda fino a quando tutta la vicenda non si sarà legalmente risolta. Allo stesso modo, anche le riprese di “White Gold”, che vede sempre Westwick come protagonista, sono state temporaneamente interrotte. “Ordeal By Innocence” fa parte di un progetto a lungo termine che, sulla base del successo di “And Then There Were None” e “The Witness For The Prosecution”, prevede altri sette adattamenti delle opere di Agatha Christie nei prossimi quattro anni, per cui potremo sempre consolarci in futuro.

La sezione news si chiude qui ed ora vi lascio ai consigli di Walkerita.

Per il “British Addicted Consiglia …” di questa settimana scelgo di parlarvi di una sit-com che ho appena terminato di recuperare [è andata in onda tra il 2013 e il 2015], evento di per sé dunque già straordinario, considerata la mia ormai ben consolidata avversione nei confronti del genere. “Vicious” però, nonostante o forse proprio a causa della sua breve durata, ha contribuito a spezzare una maledizione che oltreoceano è stata infranta solo da “Brooklyn Nine Nine”, riuscendo ad agguantare un obiettivo “estremo” che raramente una serie tv comedy ha raggiunto con me: farmi ridere spassionatamente.

Uno degli aspetti che forse più hanno facilitato il mio rapporto con la sit-com in questione sta nella sua semplicità strutturale, e non soltanto per quanto riguarda uno schema fisso che si riconosce in ogni episodio [ogni puntata della prima stagione si apre infatti con Stuart che parla al telefono con sua madre e con Freddie che lo raggiunge in salotto scendendo per le scale e lamentandosi ogni volta per una ragione differente mentre un ospite suona poco dopo il campanello di casa] e che certamente rende la serie di facile fruizione, ma si tratta in realtà di una semplicità “studiata” e riscontrata nel modo di raccontare la storia, senza appellarsi a particolari orpelli narrativi e lasciando dunque che ad arrivare senza mezzi termini allo spettatore e soprattutto a divertire siano esclusivamente la genialità sarcastica delle sceneggiature e le interpretazioni irresistibili del cast.

La storia ruota intorno a brevi spezzoni di vita di coppia di Stuart & Freddie, insieme da ormai 48 anni e alle prese con ciò che significa portare avanti una relazione praticamente epocale. Stuart (Sir Derek Jacobi) è un uomo mansueto, ipersensibile ma solo verso se stesso, spesso insicuro a causa della personalità dominante di Freddie, caratteristica che però compensa con eguale prontezza dialettica nelle risposte che alimentano il loro perenne duello sarcastico e cinico. Freddie (Sir Ian McKellen) invece è un attore ormai dimenticato che vede nella sua carriera e in se stesso più di quanto ci sia mai effettivamente stato. Elegantemente misantropo, cambia radicalmente il suo modo di rapportarsi agli altri di fronte alla prima adulazione, sempre alla ricerca di consensi e di una illusoria via di fuga dalla sua età. Insieme, i due sono a tutti gli effetti i più fulgidi esempi di drama queen che combattono l’ordinarietà di un’intera vita trascorsa insieme con quotidiani scontri verbali fino all’ultima stoccata, capaci di insultarsi con la vivacità di due acerrimi nemici e di amarsi e sostenersi con la genuinità di due adolescenti. I dialoghi tra Stuart e Freddie sono degni, per la rapidità degli scambi e la sicurezza con cui ogni battuta va a segno, della migliore finale di Wimbledon e riempiono completamente il tempo a disposizione nell’episodio senza mai scendere d’intensità.

Il loro salotto, scena principale in cui si svolge quasi tutta l’azione, è però anche ravvivato da comprimari che a mio parere impreziosiscono la serie di ulteriori fonti diversificate e naturali di comicità. Violet Crosby (Frances De La Tour, Madame Olympe Maxime nella saga cinematografica di “Harry Potter”) è una presenza costante nella vita di Stuart e Freddie, una donna alla continua e disperata ricerca di una relazione sentimentale e per questo spesso inopportuna negli atteggiamenti nei confronti dell’altro sesso e in particolar modo nei confronti del giovane Ash Weston (Iwan Rheon, “Game of Thrones”), trasferitosi da poco nell’appartamento soprastante quello della coppia e quasi fagocitato nelle dinamiche quotidiane vissute dai due uomini e dagli amici che li circondano. Nella fattispecie, ricorrenti sono infatti i personaggi di Penelope (Marcia Warren), vecchia amica dalla memoria ormai compromessa (nonché mio personaggio preferito poiché vive costantemente in un mondo tutto suo) e Mason (Philip Voss), spesso presente nella vita di Stuart e Freddie nonostante sembri in realtà infastidito da tutti coloro che lo circondano (sentimento spesso ricambiato).

La serie rispetta tutte le caratteristiche classiche di una sit-com e per questo motivo può apparire inizialmente quasi stereotipata ma nonostante solitamente non venga rapita da questo tipo di humor un po’ amaro ma deliziosamente british, c’è qualcosa di particolare nel geniale sarcasmo che pervade la serie che l’ha resa assolutamente irresistibile ai miei occhi. Non servono certamente le mie lodi per evidenziare quanto Jacobi e McKellen siano responsabili di una buona metà della riuscita straordinaria della sit-com ma ci tengo invece a sottolineare ancora una volta quanto la scrittura squisita di Gary Janetti porti la comicità delle scene a un livello superiore.

Bonus conclusivo: le continue menzioni ai celebri prodotti seriali della televisione britannica, da “Doctor Who” [in cui il personaggio di Freddie ha fatto da comparsa nel momento migliore della sua carriera, dettaglio delizioso considerato il fatto che è stato Jacobi in realtà a firmare una comparsa fondamentale nello show con il ruolo del Professor Yana, prima incarnazione del Master della serie moderna] a “Downton Abbey”, da “Coronation Street” a “Call the Midwife”.

In definitiva, due serate sono più che sufficienti per recuperare le due brevi stagioni che compongono “Vicious” e aggiungere così alla vostra collezione un’esilarante e sublime esempio di comicità britannica!

Vi ricordiamo di passare da queste bellissime pagine Facebook dedicate al mondo della televisione britannica! Prossimo appuntamento tra due settimane!

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Ingegnere e bionda, borderline per definizione. Galleggia sul mare del disagio quotidiano grazie alla passione per libri e serie TV. Il suo motto nella vita resterà sempre “Save the cheerleader. Save the world”.

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