British Addicted | #14

Ben ritrovati, addicted, al nostro consueto appuntamento settimanale con le novità made in UK.
Passaggio di testimone per questa settimana poiché Fran non era disponibile, quindi sono subentrata io al timone della rubrica.
Bando ai convenevoli e iniziamo.

Questa settimana non abbiamo moltissime notizie, sono state giornate un po’ avare, forse anche per via dell’imminente stagione estiva, nella quale la programmazione è meno ricca.

Il nostro inarrestabile Mark Gatiss, co-autore con Steven Moffat di “Sherlock” e “Doctor Who”, nonché interprete in queste due serie come in molte altre (citiamo a titolo esemplificativo “Game Of Thrones”), ha colpito ancora.
A breve andrà in onda sulla BBC4 una miniserie intitolata “Queers”, dalla struttura un po’ particolare: essa sarà, infatti, composta da monologhi inerenti alla situazione di chi è omosessuale in Gran Bretagna.
Il progetto nasce per ricordare la legge del 1967, il “Sexual Offences Act”, che segnò uno dei tanti momenti di discriminazione nei confronti degli omosessuali.
Il cast di questo progetto è molto ricco: Ben Wishaw sarà il protagonista “narratore” di “The Man On The Platform” e vestirà i panni di un soldato di ritorno dai campi di battaglia della Prima Guerra Mondiale.

Oltre a lui vedremo Russel Tovey (“Being Human”, “Doctor Who”) in “More Anger”, Rebecca Front (“War And Peace”, “Humans”) in “Missing Alice”.  Appariranno, anche, Gemma Whelan (“Game Of Thrones”, “Decline And Fall”), Kardiff Kirwan (“Black Mirror”, “Chewing Gum”), Ian Gelder (“Snatch”, “Game Of Thrones”) e Fion Whitehead (“Dunkirk”, “HIM”), nonché Alan Cumming (“Eyes Wide Shut”, “X Men 2”, “Il Ritorno di Mr. Ripley”, “The L World”, “The Good Wife”).

In settimana la BBC One ci ha gentilmente informati che sono iniziate le riprese della terza stagione di “Our Girl”, con Michelle Keegan (“Coronation Street”, “Ordinary Lies”) nei panni di Georgie Lane. La serie sarà composta da dodici episodi articolati in tre diverse missioni.

Infine, vi riportiamo la notizia di un rinnovo: si tratta di “Jamestown”, di cui stanno per iniziare le riprese della seconda stagione. Grazie a Stuart Martin per la notizia (il bellissimo Lorenzo de’ Medici nella prima stagione di “I Medici”, la cui morte non mi è piaciuta affatto, a differenza, invece, della favolosa frase detta in occasione della prigionia del fratello minore Cosimo: “If they kill him, I will burn that city to the ground”. Love you, Lorenzo… scusate, dovevo).

Infine, come sempre vi lasciamo con un “British Addicted Consiglia”. E questa volta passiamo la parola ad Al.

Questa settimana tocca a me cercare di portarvi al lato oscuro del mondo british e non vedevo l’ora di poterlo fare perché ho tenuto nel cassetto questo articolo veramente per tanto tempo senza trovare l’occasione giusta per pubblicarlo. Niente di più azzeccato di questa rubrica allora per parlare di una spy story (nella patria di James Bond) ambientata proprio a Londra.

“London Spy”. Il titolo è abbastanza ovvio, ma, come in tutti i racconti del genere, niente è mai ovvio quanto può sembrare al primo sguardo. Una sola stagione, cinque episodi; un incontro casuale in grado di sconvolgere le vite dei protagonisti e riportare a galla segreti tenuti nascosti per lungo tempo e intrighi macchinosi. Il protagonista, il nostro occhio innocente su questo universo contorto, è Danny Holt, un ragazzo romantico e naif, che si innamora al primo sguardo del misterioso e distaccato Alex. Due persone che apparentemente non hanno niente in comune: Danny ha lo sguardo malinconico di Ben Whishaw (“Profumo”, “Cloud Atlas”, “The Danish Girl” e nome ricorrente tra i candidati al ruolo di prossimo “Doctor Who”), l’abitudine agli eccessi e l’atteggiamento di chi vive la vita giorno per giorno, pronto a lasciarsi sorprendere e a mettere in discussione la sua esistenza da bohemien, come un poeta romantico d’altri tempi; Alex ha invece l’aspetto statuario di Edward Holcroft (“Vampire Academy”, “Kingsman”), sportivo e rigoroso, con un percorso ben segnato da seguire e la tendenza a non lasciarsi trascinare fuori strada da niente e da nessuno. Eppure qualcosa in quel primo incontro riesce ad attrarli l’uno verso l’altro, complice l’insistenza di Danny nel ritrovare quel principe azzurro dallo sguardo tenebroso o forse il bisogno nascosto di Alex di lasciarsi amare da qualcuno senza riserve. Ovviamente l’idillio non è destinato a durare per molto e con la misteriosa scomparsa di Alex la storia può effettivamente prendere il via. Da questo semplice incontro tutto è destinato a cambiare: segreti scomodi e pericolosi torneranno a galla, per tormentare i protagonisti e per gettare nuova luce sulle loro esistenze apparentemente normali, andando ad alimentare ovviamente l’intrigo di questa spy story.

Non vi posso svelare oltre (non vi voglio dire ad esempio in che modo i servizi segreti si troveranno coinvolti, ma vi anticipo solo che è un’interazione a più livelli ed è estremamente intricata) perché vi voglio lasciare il piacere di addentrarvi nella trama di questa serie minuto dopo minuto – credetemi, il viaggio vale veramente la pena! Ammetto che il ritmo può sembrare lento, per cui vi avverto fin da subito di non aspettarvi una spy story tutta azione ed esplosioni: siamo in Inghilterra, dobbiamo mantenere una certa etichetta. Il punto focale è la psicologia dei personaggi, il percorso tipico di un thriller che ti fa mettere in discussione tutto e tutti, che ti spinge alla ricerca del dettaglio anche più insignificante per cercare di trovare finalmente il bandolo della matassa e srotolare quella serie infinita di inganni e raggiri che avvolge il cuore della trama. Fino all’ultimo si rimane con il dubbio assillante di non sapere chi siano i buoni e chi i cattivi, chi abbia giocato la carta decisiva nella scomparsa di Alex e quale sia la vera natura di quei personaggi portati così abilmente sullo schermo. Addentrarsi nel mondo dello spionaggio e dei servizi segreti rende veramente così sterili? E i sentimenti che ci vengono mostrati invece sono reali o sono una semplice facciata di convenienza, una maschera per proteggere i propri segreti? Ogni personaggio ci viene presentato sotto una luce fioca, che permette piano piano di scoprire anche gli aspetti più bui e spigolosi della sua personalità, una luce che filtrando attraverso le gocce di pioggia delinea un’immagine quasi caleidoscopica, ricca di sfaccettature, e fino all’ultimo momento risulta difficile interpretare quale di queste visioni sia quella corrispondente alla realtà.

Fotografia, regia e sceneggiatura sono, come sempre, a mio parere, quando si parla di miniserie targate BBC, impeccabili: una Londra che non è mai sembrata tanto grigia ed uggiosa, una serie indefinita di ombre che fa da perfetto sfondo alle vicende narrate. E il cast certamente non è da meno. Accanto ai due protagonisti compaiono altri volti noti di ineguagliabile bravura, quali Jim Broadbent (“Harry Potter”, “Cloud Atlas”), Charlotte Rampling (“Dexter”, “Broadchurch”) e Mark Gatiss (“Sherlock”, “Game of Thrones”), giusto per citare qualche nome che sicuramente non vi è nuovo; la loro interpretazione dona senza dubbio un valore aggiunto a una serie che già di per sé ha davvero grandi meriti. Per pura curiosità vi cito anche la breve apparizione di un inaspettato Riccardo Scamarcio, al di sopra delle aspettative rispetto ai miei ricordi adolescenziali, ma può anche essere che fossero le parole di Moccia a non rendergli giustizia come attore.

Se siete appassionati di serie british, “London Spy” non può mancare nella vostra lista, per cui spero vivamente di avervi invogliato a recuperarlo al più presto!

 

Bene, anche per questa settimana è tutto, vi diamo appuntamento alla prossima, come sempre non prima di salutare le pagine affiliate:

Gli Attori Britannici Hanno Rovinato La Mia Vita – British Artists Addicted – Sherlock Italy – Sherlock BBC Italia – Sherlock Italia – take care of Jenna Louise Coleman Italia – » Same old, same old just Jenna Coleman & Peter Capaldi – Don’t Be a Warrior, Be a D o c t o r ϟ – Emma Watson Fans – Downton Abbey ItaliaThe Crown ItaliaAn Anglophile Girl’s DiaryThe White Queen Italia

 




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Sam
Simona, che da bambina voleva diventare una principessa, una ballerina, una cantante, una scrittrice e un Cavaliere Jedi e della quale il padre diceva sempre: “E dove volete che sia? In mezzo ai libri, ovviamente. O al massimo ai cd.” Questo amore incondizionato per la lettura e la musica l'ha portata all'amore per le più diverse culture (forse aiutato dalle origini miste), le lingue (in particolare francese e inglese) e a quello per i viaggi. Vorrebbe tornare a vivere definitivamente a Parigi (per poter anche raggiungere Londra in poco più di due ore di treno). Ora è una giovane legale con, tralasciando la politica, una passione sfrenata per tutto ciò che all'ambito legale non appartiene, in particolare cucina, libri e, ovviamente, telefilm. Quando, di recente, si è chiesta in che momento, di preciso, sia divenuta addicted, si è resa conto, cominciando a elencare i telefilm seguiti durante l'infanzia (i preferiti: Fame e La Famiglia Addams... sì, nel fantasy ci sguazza più che felicemente), di esserci quasi nata. I gusti telefilmici sono i più vari, dal “classico”, allo spionaggio, all'ambito legale, al “glamour”, al comedy, al fantastico in senso lato, al fantascientifico, al “giallo” e via dicendo. Uno dei tanti sogni? Una libreria. Un problema: riuscirebbe a vendere i libri o vorrebbe tenerli per sé?

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