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#BodyPositive

L’Estate è ormai terminata.

Le città tornano a riempirsi, le spiagge tornano ad essere posti in cui non si vedranno per un po’ le “corse al posto per l’ombrellone più vicino al mare” già alle 8 di mattina, ed i costumi potranno essere dimenticati nuovamente in fondo all’armadio fino alla prossima estate.

Ecco che, aggirandosi in città, si ritorna a sentire frasi come: “Sì, ma quei leggins se li poteva anche evitare visto che sembra una balena coi rotoli di ciccia!”, “Ma quella quanto è magra? I suoi le danno da mangiare?” oppure “Ma i muscoli quello dove li ha lasciati? Sul comodino di camera sua?”, “Ma quando distribuivano l’altezza tu dormivi?”, “La taglia nano da giardino esiste?” o ancora “Scusa, ma quanto ti annaffiano i piedi i tuoi? Sei troppo alta! Guarda che poi non trovi marito!”.

Queste sono tutte frasi che tutte e tutti abbiamo sentito almeno una volta nella nostra vita: magari le abbiamo dette proprio noi, o erano riferite proprio a noi.

Se l’avessi detta: come ti sei sentit*, meglio?

Non credo.

Se l’avessi ricevuta: come ti sei sentit*? Offeso? Offesa? Ferita? Ferito?

Immagino di sì. E mi dispiace molto.

 

Immanuel Kant, una pietra miliare della filosofia, sosteneva che il “dare un giudizio” fosse insito nella natura umana.

Okay, va bene. Mettiamo anche che sia vero, e che Kant abbia ragione: dare un giudizio fa parte della natura umana.

Allora la domanda che sorge spontanea è: “Bisogna per forza anche dire ad alta voce questo nostro giudizio?”  Pensiamoci insieme: è utile dare un giudizio?

E’ utile ferire un’altra persona per il suo aspetto fisico, anche solo per un grosso neo sulla fronte?

No.

E’ utile far sentire un’altra persona sbagliata per la taglia che indossa?

No, non è utile.

E’ veramente indispensabile vedere un’altra persona piangere, o anche soltanto vederla abbassare lo sguardo e stringersi nelle spalle, perché non si sente a proprio agio per qualcosa che abbiamo detto NOI?

No, non è indispensabile.

NOI sappiamo perché sia in quella situazione quella persona?

No.

E’ giusto fare sentire le persone inadeguate, SBAGLIATE?

No, non è giusto.

 

Ecco perché è nato il Body Positive.

 

Il Body Positive è un movimento che vuole dire alle vittime di body shaming : non provare quel senso di inadeguatezza. L’aspetto fisico non è oggetto di vergogna: non deve e non può esserlo.

Ognun* è fatt* in un modo differente: non esiste un corpo giusto, così come non esiste un corpo sbagliato.

 

Cos’è il body shaming?

body=corpo e shaming=>shame=vergogna. Letteralmente rendere il corpo oggetto di vergogna: si porta una persona al vergognarsi del proprio aspetto per qualsiasi difetto fisico (non solo la taglia o l’altezza).

 

Una Persona è okay, solo se è conforme alle aspettative sociali?

E chi non lo è?

Chi NON è conforme allora non va bene?

Allora chi NON è okay deve cambiare e diventare okay?

No.

Una Persona è una Persona, ed è perfetta così com’è.

E sapete perché?

Perché, come scrisse Hannah Arendt, “la pluralità è la legge della Terra”.

 

E per chi non fosse convinto, vi lascio QUI la risposta di una amica, che ha risposto a chi è Anti-Body Positive.

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