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Bodyguard | Il creatore parla del successo della serie con Richard Madden

Bodyguard è arrivato su Netflix e finalmente chi ne ha sentito tanto parlare, sin dalla sua uscita ad agosto, ma non ha avuto la possibilità di vederlo su BBC, potrà capire perché tutti l’hanno acclamato così tanto.

La serie limitata Bodyguard, con Richard Madden (Robb Stark di Game of Thrones) interpreta un disturbato veterano che ha servito in Afghanistan, a cui è stato assegnato il compito di proteggere il Segretario Nazionale inglese, Julia Montague (Keeley Hawes).

Abbiamo chiesto al creatore della serie, Jed Mercurio, – ex medico diventato autore televisivo – di parlarci dell’origine della storia dello show e perché non ci sarà una seconda stagione (almeno per ora).

Come ti è venuta in mente questa idea?

Beh, amo scrivere dei thriller. Qui nel Regno Unito non avevamo un thriller ambientato nel mondo politico da tantissimo tempo ed è per questo che BBC era così entusiasta quando ho proposto loro questo progetto. Bisogna solamente capire quale sarebbe stato il modo migliore per raccontare questa storia. E questo ha portato all’idea dell’unità speciale di protezione, un’unità di élite che protegge politici, reali e diplomatici di una certa rilevanza da minacce esterne.

Sapevi sin dall’inizio di volere un protagonista che soffrisse di PTSD?

Questa decisione è stata parte del processo di sviluppo del personaggio. Cercavo dei modi per poter sviluppare questo personaggio senza che fosse questo protettore monodimensionale, che fosse semplicemente un eroe sotto ogni aspetto. Volevamo creare un personaggio che potesse essere plausibilmente parte della minaccia rivolta al politico. E uno dei modi che abbiamo trovato è stato il trauma psicologico, instabilità psicologica, e un passato specifico nelle operazioni militari inglesi in Medio Oriente.

Quando hai pensato allo show, volevi solamente sei episodi?

Si. Credo che fosse il modo migliore per poterci concentrare sulla storia e di mantenerla dinamica e veloce per poterci muovere tra colpi di scena e svolte. C’è tanta storia da raccontare, ma mi piace quando le cose si muovono in fretta, e questo è esattamente quello che volevamo trasmettere al pubblico. Credo che il risultato sia una narrativa estremamente dinamica.

È stata una tua idea avere Richard Madden come protagonista?

Ho lavorato in passato con Richard [nel 2015 in Lady Chatterley’s Lover], quindi il suo è stato uno dei primi nomi che ho proposto. Tutti erano molto entusiasti all’idea di incontrarlo. E lui voleva davvero farlo, e visto che avevo già lavorato con lui prima, sapevo quali qualità avrebbe apportato allo show e che sarebbe stato un protagonista grandioso. Lui si sarebbe preparato meticolosamente per la parte e avrebbe lavorato duramente per lo show. E così è stato.

Tu hai mostrato così tante donne in posizioni di potere.

Io arrivo da posti di lavoro dove c’è uguaglianza. Ho iniziato a lavorare in medicina, e quando studiavo all’università, era un 50/50 tra uomini e donne. E quando ho iniziato a lavorare come medico, era un 50/50 tra uomini e donne. Quindi sono sempre stato abituato al fatto che le donne occupino dei ruoli fondamentali e prominenti nell’ambiente professionale. Quello che sto facendo è cercare di mostrare cosa succede nel mondo reale. In termini di ruoli importanti di potere nel Regno Unito, il capo della Polizia Metropolitana è una donna. Il capo dell’Agenzia Nazionale per il crimine è una donna. Sappiamo tutti che il nostro Primo Ministro è una donna. Per gran parte del tempo mentre scrivevo la sceneggiatura, il Segretario di Stato era una donna. Ci sono grandissimi modelli di ruolo femminili, e io sono incredibilmente orgoglioso di poterle rappresentare nel mio lavoro.

Come hanno reagito i britannici quando lo show ha debuttato su BBC?

Noi siamo rimasti sconvolti positivamente dalla reazione del pubblico. Insomma, come creatore di contenuti tutto quello che puoi fare è fare del tuo meglio, e poi speri che questo venga capito dal pubblico. Il primo episodio è stato il lancio più importante di un nuovo dramma nel Regno Unito degli ultimi 10 anni. E poi la serie è andata avanti e ha iniziato a battere record su record, e poi con l’ultimo episodio, lo show è diventato l’episodio di un dramma più visto nell’era della televisione inglese moderna.

Quando hai incontrato la rete, volevano che tu lo producessi in altri episodi?

No. Uno dei benefici di lavorare per la BBC è che sono molto aperti a diversi format. Quindi con una stagione drammatica si può avere dai quattro agli otto episodi, come prima stagione standard. E sei è la giusta via di mezzo.

Come ti ha cambiato la vita questo show?

Sto guidando sempre la stessa macchina. Ad essere sinceri, sono in una posizione molto fortunata, visto che ho un altro show che sta per tornare in tv e che sto girando al momento. Che stavo girando. È grandioso il fatto che ci sia stata una tale reazione per Bodyguard, ma il mio primo pensiero ora è far uscire questo altro show. È Line of Duty su Hulu negli Stati Uniti e nel resto del mondo sarà su Netflix.

 

 

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