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Blindspot Recensioni

Blindspot | Recensione 2×01 – In Night So Ransomed Rogue

Carissimi!

Inizia oggi, per me, una nuova avventura: commenterò con voi la seconda stagione di Blindspot! E devo essere onesta, non vedevo l’ora che iniziasse! Ebbene, adesso ci siamo davvero e io mi auguro che mi farete compagnia in questo viaggio, sperando che questa stagione sia assolutamente pazzesca (e le premesse, vista questa prima puntata, non fanno certamente pensare al contrario)!

La prima stagione è stata un roller coaster che ci ha portati, solo nel finale, a scoprire che Jane non è Taylor e a vederla arrestata proprio da Kurt. Tutto ciò ha distrutto i nostri cuori e, diciamo, ha quasi affondato la nostra (quanto meno la mia, metto subito le carte in tavola!) ship. Ma, siccome io sono la classica donna delle missioni impossibili, confido nel fatto che l’amore supera ogni ostacolo e quindi sono sicura (qui lo dico e qui lo nego) che il futuro non può essere che roseo perché, diciamocelo, già adesso stiamo in una valle di lacrime, peggio di così cosa ci può essere?!? (Mai dire mai…)

Detto questo, che première fenomenale!!! La prima scena è adrenalinica: Jane, nelle mani della CIA, ha passato tre mesi come prigioniera e vittima di loro torture. Tre mesi. 90 giorni. Qualsiasi persona normale avrebbe confessato qualsiasi cosa (anche inventata, probabilmente), lei NO. Lei ricorda altri frammenti di sé e si rivede proprio costretta a vivere le stesse torture che affronta ora, allo scopo di essere pronta, di preparare il suo fisico e, soprattutto, la sua mente. E lei è pronta, aspetta il momento giusto e poi eccolo lì il contrattacco: Jane si libera e scappa. CHAPEAU. 

Devo dire che ammiro la forza di Jane, sola al mondo (in un certo senso), con pochi ricordi che le riaffiorano alla mente così, quando le situazioni la coinvolgono, in modo da essere momenti rivissuti. Tutto ciò non è facile. Chi siamo noi senza il nostro passato? Il nostro passato è ciò che ci ha permesso di essere ciò che siamo ora e, quindi, non avere ricordi significa semplicemente dover ripartire da zero. Ricostruirsi. Per Jane, però, non è proprio così: per lei, infatti, in qualche modo è come se si trovasse semplicemente su una strada progettata da lei stessa; i ricordi appaiono per supportarla e aiutarla e, in qualche modo, per darle delle risposte. E’ chiaro che Jane non è una persona normale, ha una preparazione fisica militare (se non di più), una forma mentis che le permette di razionalizzare il tutto e analizzare i dati in modo strutturato, non ricorda il suo passato ma esso è dentro di lei, la guida in ciò che fa.

Ora, quanti di noi hanno pensato che la motociclista in fuga fosse proprio Jane? Quando si è tolta il casco… beh… mi è partito un bel “Ma li mortacci vostra“, maledetti, come mi avete presa per il di dietro… però è bello vedere che la squadra ormai è stanca dei soliti casi, visto che i tattoo di Jane sono molto più “intriganti”.

Ed ecco che arriva questa Naz della NSA dicendo loro che Jane è fuggita e mettendo sul tavolo il fatto che una certa Divisione Zero nella sua operazione Sandstorm (tempesta di sabbia… guarda caso nella scena finale vediamo Jane, in divisa da soldato, a terra nel deserto… la butto già lì…) aveva un infiltrato in una certa organizzazione terroristica responsabile di parecchi incidenti/attentati e che, guarda caso, li stavano tenendo d’occhio fin da quando hanno trovato Jane in Times Square.

La cosa più interessante, tuttavia, è che persino l’organizzazione aveva un infiltrato nella Divisione, casualmente proprio l’amico-amico di questa Naz… e niente, l’organizzazione ha vinto (per il momento e apparentemente), perché parecchia gente nella Divisione ci ha rimesso le penne. Ora, ma solo a me questa storia puzza parecchio?!? No perché, va bene vivere di infiltrati, però insomma, non ci si può proprio fidare di nessuno! E a me è venuto in mente quanto segue: se non fosse l’amico-amico di Naz l’infiltrato, se lui fosse solo una vittima sacrificale uccisa per coprire qualcun altro? Magari proprio Naz? Caso vuole che il capo dell’organizzazione (il carissimo Sheperd) a fine episodio dica proprio che verrà il tempo di attivare la loro talpa nell’FBI (certo Naz non è dell’FBI, ma il regista quando Sheperd pronuncia la frase inquadra tutti i membri del nuovo team… coincidenze?).

E poi ecco che la squadra si mette in pista per riportare Jane alla base. Ho perso la mia dignità nel combattimento tra Jane e Kurt.

A parte chiedermi se Jane sia in realtà la donna bionica (è indistruttibile!!!), sono stati davvero bellissimi. Jane arrabbiata per quello che le è successo, per le torture subite, proprio perché lui l’aveva arrestata. Ovviamente Kurt non ne è responsabile, ma quando lui le dice che non vuole che nessuno si faccia male, la risposta di Jane pesa come un macigno: “Non vuoi che nessuno si faccia male? Hai una vaga idea di dove sono stata?
E’ il suo buttargli in faccia quello che ha passato, un fargli capire che forse, se lui l’avesse ascoltata, se le avesse dato una possibilità, lei non sarebbe ridotta così. In fuga. Senza un’identità. E a Kurt fa malissimo, si vede. 

Eppure, quanti hanno il coraggio di puntare il dito contro Weller? Pochi credo, perché chiunque, nei suoi panni, avrebbe fatto così. Quando si perde fiducia nell’altro non ci sono seconde possibilità. E loro sono stati usati e raggirati. Soprattutto Jane e, devo dire, è Reade a definirla nel migliore dei modi, come una pedina, prima dell’Organizzazione e adesso loro. Ma è davvero così? Piano piano i ricordi di Jane stanno riafforando e cosa succederà quando lei ricorderà tutto il suo passato? Cosa ne sarà della sua vita attuale, di quello che lei ha costruito in quei mesi? Difficile prevederlo, perché la verità è che noi ancora non sappiamo nulla di lei e credo che questa stagione ci mostrerà qualcosa in più sul suo passato. In fondo hanno già iniziato.

Comunque, Jane non può nulla contro Kurt, Tasha e Reade, fondamentalmente perché lei non farebbe mai loro del male. E così eccola di nuovo in custodia, eccola sottoposta a un interrogatorio durante il quale le carte vengono scoperte: la verità ormai è davanti a tutti. E fa male. Fa dannatamente male, ma cosa si dovrebbe fare quando tutto quello che si ha sono frammenti di sé, sono persone appena conosciute (e a cui ci si sente legati), contro persone che dicono di conoscerti e con cui c’è una connessione che non sai spiegare…? Alla fine scegli di fidarti di chi fa parte dei tuoi ricordi. E sbagli, sì. Sbagli anche di brutto, perché proprio le persone che sono ADESSO nella tua vita ti stanno aiutando a ricostruirti, in un modo totalmente diverso, e questo crea una faglia tra il mondo che avevi e quello che hai ora… ma quando te ne accorgi è troppo tardi. La fiducia è venuta meno. Tu alla fine hai scelto loro, vuoi capire come sia possibile che qualcuno voglia distruggere il tuo mondo, che tu stessa possa essere stata l’organizzatrice di questa distruzione, ma loro non si fidano più di te. PER ORA. Perché la fiducia può essere riconquistata, ci vuole tempo ma si può. La scena dell’interrogatorio mi ha distrutta perché Jane si è messa a nudo, e va bene, lei ha mentito, eppure con quanta foga, quanta rabbia dice che ha ucciso Oscar? Tantissima. Lui era il suo amore (per intenderci: loro due zero proprio, nella prima stagione Oscar volevo solo prenderlo a calci nei denti), eppure lei ha deciso di difendere ciò che ritiene giusto, le persone con cui ha trascorso i suoi ultimi mesi, perché sono persone corrette. E ha ragione Naz quando dice a Weller che lei può essere la loro risorsa per fermare Sandstorm, perché lei ha scelto loro. Anche lei è una vittima. More or less.

Se vado avanti così scriverò un poema… scusatemi, ma questa puntata (scrivere di questa puntata) mi ha dato davvero un sacco di spunti di riflessione!

Andiamo avanti ed ecco che arriva l’idea del secolo: Jane tornerà dall’organizzazione per capire chi sia Sheperd, per avere delle risposte, per infiltrarsi! GENIALE. Ma ovviamente non potrebbe tornare così, deve far finta di essere scappata (e Cade le offre la soluzione giusta) e perché non farsi sparare addosso? Alzino la mano quanti credevano che Kurt le avrebbe davvero sparato. Ecco, esatto, NESSUNO. Tesoro, ma a chi vuoi darla a bere?!? Io lo so che tu, sì proprio tu, soffri perché lei era entrata nella tua vita, non solo perché Taylor, ma perché piano piano è riuscita ad entrarti sotto pelle e poi ti ha tradito, non è stata dalla tua parte, non si è fidata di te, non ha contato su di te. E tu ci hai rimesso tutto. Il tuo team (il tuo capo in effetti), hai messo in pericolo la tua famiglia rivalutando tuo padre (peraltro, che persona demmerda non era?!?). Fa male sì, ma sono sicura che una parte di te la capisce, capisce il suo dolore, le sue paure… ecco perché sapevo che non le avresti sparato.
Ovviamente, c’è chi non ha provato tutto questo e porta solo rancore: Tasha le spara senza pensarci due volte. Non che lei sia stata più santa, però alla fine ha trovato il coraggio di confessare, non bisogna dimenticarselo. Anche se questo non la rende migliore.

D’altronde si vede che Kurt ci tiene a lei, quando è a un passo dall’essere scoperta lui si scalda e perde le staffe perché non vuole che lei si faccia del male, che rischi la sua vita (beh diciamo che il concetto di rischiare la propria vita è alquanto interpretabile, dato che già il fatto di essere a casa del nemico potrebbe essere visto come leggermente rischioso… poi certo, se sei Jane hai visto di peggio nella tua vita.). Kurt ti adoriamo per questo. La mia ship è ripartita ed è già in alto mareeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee, mi vedete che ballo la conga?!?

E così conosciamo Roman (Luke Mitchell e la sua figaggine, santo subito!) anche lui superdotato (giuro non è voluta come parola) e pieno di risorse: salva Jane da morte per dissanguamento (evidentemente togliere un proiettile e suturare una ferita è più facile di quanto io abbia mai pensato nonostante gli anni infantili passati a guardare “Siamo fatti così”) e la porta proprio da Sheperd che… RULLO DI TAMBURI…. non solo è una donna ma è anche la madre (adottiva) di Jane! E Jane?!? Non si chiama Jane, ovviamente, ma Alice Kruger, detta Remi. Perché sì, dopo 23 puntate passate a chiederci chi lei sia adesso lo sappiamo: aveva ragione Patterson (stranamente…), lei è nata in Sudafrica e, dopo l’assassinio dei suoi genitori, è stata portata in un centro “rieducativo” per bambini, rieducativo perché ti insegnano a essere letali. E, calmiamo i nostri bollenti spiriti, Roman altri non è che suo fratello!!! Non sono bellissimi?!? Lui biondo e chiaro, lei con i capelli neri come la pece… non fa una piega. Sheperd è il loro “salvatore”, colei che li ha presi con sé e cresciuti come figli perché loro erano bambini con caratteristiche speciali e sopra la media. In più Sheperd è anche un ex soldato dell’esercito. Interessante.

Tanta carne al fuoco, insomma. Se poi ci aggiungiamo che il team mostra a Kurt tutti i file lasciati da Mayfair (ma in tre mesi non l’avevano mai fatto?!?) e condividono quei file proprio con Naz, così da riuscire a decifrarne in contenuti (fra cui una cartella con un file con un buco nero a spirale… sempre più interessante), e trovano tutta una serie di foto fra cui proprio una di Jane/Remi distesa svenuta in un campo di battaglia, con una tuta militare…. il mistero si infittisce, chi è Remi?

Patterson, quanto mi eri mancata!

Sheperd rimanda Jane/Remi indietro per portare avanti il suo lavoro, deve essere di nuovo un’infiltrata, eppure, come dicevo all’inizio, scopriamo che un’altra talpa è ancora tra noi (per noi intendo nel team Patterson/Reade/Tasha/Weller/Dottore/Direttore e Naz)… chi sarà? Del nuovo direttore sappiamo ancora poco, Patterson semplicemente non ci devono provare, Tasha ha già avuto la sua parte da stronza e certo, potrebbe non essere finita ancora, però, mah… Naz secondo me è la sospettata numero uno (la sua storia mi puzza troppo), tuttavia vi dico che anche Reade, sempre così integerrimo… E il dottore? Sappiamo così poco su di lui e lui sa così tanto su tutti loro, interessante. E Kurt? Questa sarebbe davvero la svolta del secolo e forse sarebbe un collegamento in più al tattoo sulla schiena di Remi. Dunque, potrebbe essere lui il contatto lì dentro; tuttavia, lo avrebbe dovuto riconoscere (Roman lo conosce, quindi, teoricamente, anche lei, anche se avrebbero potuto tenerglielo nascosto proprio per…). Alla fine ogni strana situazione le ha fatto tornare dei ricordi quindi perché lui no? Ecco.

E voi che ne pensate? Vedremo cosa ci hanno riservato gli autori… la storia è re-iniziata da capo in pratica, ripartiamo da zero, con tutto il puzzle ancora da montare. E credo che la storia diverrà interessante, anche perché, come dice Sheperd, ormai manca poco! (Era un super razzo?!? Tipo arma di distruzione di massa? Inquientante.)

QUESTO E QUELLO

Roman e Remi sono fratelli, eppure non potrebbero essere più diversi: avete notato la cicatrice lungo il viso di Roman? Come se la sarà fatta? Pensiamoci… non è che lui sembri del tutto a posto…

 

Qual è il significato di questa moneta? E’ tutto preparato ed è solo un modo per connettere Remi all’organizzazione, per farle mettere il suo ruolo in discussione, oppure è davvero un qualcosa che fa parte del suo passato?

Quanto fanno male ai sentimenti? Lui voleva fosse Taylor, per mettere fine a un capitolo della sua vita, lei voleva essere Taylor perché sapeva che per lui era importante, per avere una connessione, ma questa connessione non è nata nel passato, è una connessione reale, è presente. Ed è ancora tutta da vivere. Hopefully.

Adesso ho davvero finito! Vi aspetto al prossimo commento!

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Gnappies

7 comments

Federicuccia 18 Settembre 2016 at 08:46

ciao e grazie per aver inserito questa intrigante serie tra le recensioni

tasha non l’ho proprio retta! è proprio l’ultima che dovrebbe parlare di tradimento e doppio gioco, e addirittura arrabbiarsi a mio parere.
“dovremo continuare come se niente fosse accaduto?” dice a kurt, beh mi pare che con lei sia successa la stessa cosa, no? a parte il fatto che solo la mayfair e reade sapessero di tasha e carter, credo

e poi non è stata jane ad uccidere la mayfair, ma oscar!
e per vendicarla jane ha ucciso lui, anzi ora mi allargo e faccio l’avvocato di jane/alice/remi 😀 : ha iniziato tutto questo perché se non l’avesse fatto sandstorm avrebbe ucciso kurt e l’intero team!!
cosa avrebbero fatto loro al posto suo?
se avessero minacciato sua sorella e suo nipote, kurt non si sarebbe spinto oltre? e reade (escludendo per ora che sia la talpa)?

non ho nient’altro da aggiungere vostro onore XD

Reply
Gnappies_mari 18 Settembre 2016 at 21:32

Ahahhahahahahahhhh! Guarda.. La scena dell’interrogatorio mi ha davvero toccata. Jane/Alice/Remi mi ha fatto tenerezza.. Aveva così paura della loro reazione e tutta la foga con cui dice di aver ucciso Oscar “I Killed him” due volte. Si capiva che l’aveva fatto per tutti loro, per vendicare la Mayfair..e loro non le danno mezza attenuante.. Insomma, sì lei ha mentito.. Ma quanti di loro avevano segreti? Tutti tranne Kurt e Patterson…per ora perché secondo me ne vedremo delle belle.. Comunque a me Tasha piace, certo non dovrebbe permettersi di scagliare la prima pietra..
Grazie per il tuo commento! Ci vediamo alla prossima puntata!

Reply
WalkeRita 20 Settembre 2016 at 19:57

Ciao cara! Finalmente ho visto l’episodio e quindi recuperare la tua recensione era d’obbligo! Se leggerai il mio post su FB (che ho scritto PRIMA di leggere il pezzo) noterai QUANTO SIAMO SULLA STESSA LUNGHEZZA D’ONDA!! Ho praticamente ipotizzato la stessa cosa su Naz, fantastico! Alla fine è lei che vuole Jane di nuovo nella squadra a tutti costi! E se non fosse lei, punto sul dottore, il gruppo che ho definito Zareaderson l’anno scorso (marchio registrato xD) NON DEVONO TOCCARMELO, già hanno fatto fuori la mia Mayfair che mi manca tantissimo! Io onestamente tendo a capire di più Tasha, è vero che non è immacolata ma era innanzitutto disposta a pagare le conseguenze con Carter quando si rifiutò di spiare Jane ed era anche pronta a lasciare il lavoro, e poi nella SUA questione Mayfair secondo me aveva solo paura che la Mayfair potesse in qualche modo creare problemi alla squadra ma in fondo era così legata anche a lei che confessò presto (e quella scena resta una delle mie preferite!). Per questo capisco il suo risentimento, alla fine lei, Reade, Patterson e Weller erano come una famiglia per la Mayfair e viceversa quindi ci sta che lei sia ferita anche perchè loro avevano accolto Jane in quella famiglia! Roman mi piace ma temo che per la seconda volta, presto o tardi, Jane si ritroverà di nuovo a dover scegliere a quale famiglia appartenere, l’FBI o questo gruppo terroristico convinto di essere dalla parte giusta! Io personalmente vorrei davvero rivederla con tutti loro, erano una grande squadra! Grande pezzo, non vedo l’ora di leggere il prossimo!

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Gnappies
Gnappies_mari 1 Novembre 2016 at 09:14

Walkerita! Mi ero persa questo tuo commento, scusami!! Sai che Tasha mi sta conquistando in queste puntate? È sicuramente un personaggio discutibile ma il suo amare così senza limiti mi lascia senza parole… la mayfair manca anche a me sai? Era un personaggio positivo, pieno di carisma e con non pochi segreti comunque!
Weller deve perdonare Jane, deve. E lo sappiamo tutti che in cuor suo l’ha già perdonata, ora deve dirglielo!!!!!
Alla prossima!

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Sel 21 Settembre 2016 at 23:08

Ciao! Complimenti per la recensione! Si vede proprio quanto questo show ti appassioni.
Io ho recuperato Blindspot a stagione già terminata. Devo essere sincera, mi ha lasciato parecchio amaro in bocca per i molti quesiti rimasti irrisolti. In più la storia dell’agente dell’FBI tutto d’un pezzo, ma dal cuore d’oro, mi aveva fatto un po’ storcere il naso. Infatti, al contrario di te, io preferivo Oscar.
Comunque questa prima puntata mi è piaciuta. Ci voleva il conflitto nel team, specialmente per ravvivare il rapporto tra Kurt e Jane: certo, si soffre, ma così è molto più intrigante. Mi piace anche questo clima da “non ci si può fidare di nessuno”: speriamo che lo sviluppino al meglio. E comunque anche secondo me la Naz non la racconta giusta. Staremo a vedere.
Tra i personaggi nuovi, Roman è sicuramente quello che mi è piaciuto di più, anche se credo riponga un po’ troppa fiducia nella sorella e questo potrebbe costargli caro.
Inoltre spero che quest’anno Patterson abbia ancora più spazio perché è semplicemente meravigliosa (anche se quella storia delle fotografie dei tatuaggi portate a casa come se nulla fosse… vabbé).
Spero che questa stagione ci regali delle belle soddisfazioni e tante sorprese.
Alla prossima! 🙂

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Gnappies
Gnappies_mari 1 Novembre 2016 at 09:10

Ciao!! Grazie a te per il commento! Questa serie mi piace davvero tantissimo e devo dire che in questa stagione sto amando il sospetto che aleggia su tutti, la distanza tra Kurt e Jane (più una storia è sofferta più mi prende!) e anche i temi trattati. Gli autori stanno facendo un bel lavoro!
Alla prossima!

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massimiliano 8 Marzo 2017 at 21:37

scusate ma devo commentare: a me l’inizio di questa stagione pare quantomeno ridicolo, tanto che non so se proseguirò con le altre puntate…
ora sorvoliamo sulle forzature narrative necessarie per far ripartire la serie (cia supercattiva criminali a dir poco organizzati peggio del mossad) ma vi pare plausibile che tutti tornino allegramente a fidarsi di lei? non sta in piedi in nessun modo, tanto che hanno dovuto inventarsi una mega macchina della verità, è vero che tutti avevano i loro segreti ma nessuno di loro ha fatto quello che ha fatto Jane, tra persone normali sarebbe stata presa a calci come minimo siamo seri…
Gli autori sono bravissimi nel costruire la tensione ed i personaggi ma quando vogliono darti ad intendere l’impossibile mi sento preso in giro

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