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Beauty and the Beast Recensioni

Beauty and the Beast | Recensione 2×18 – Cat and Mouse

In un episodio che torna volontariamente alle origini e allo stile della prima stagione mantenendo comunque tutti quei fattori di crescita sviluppati in questo secondo ciclo, BATB ci presenta questa volta uno dei momenti più importanti e più belli dell’intera serie, il momento in cui si mettono alla prova le storie, le amicizie e gli amori e alla fine chi sopravvive è chi sceglie di restare e combattere, a vincere è chi decide di saltare nel vuoto in un atto di estrema fiducia e lealtà.

 

Pick a side – Scegli da che parte stare

Scelte. È questo un po’ il filo rosso che collega tutto ciò che successo in questo episodio: scegliere da che parte stare, scegliere di chi fidarsi, scegliere se fuggire o restare, scegliere se combattere insieme o da soli, scegliere di credere in un futuro migliore.

Con Vincent in fuga, non stento a credere che molti beasties (me compresa) abbiano pensato, anche solo per un secondo, “SERIOUSLY?? DI NUOVO?” perché in fondo, nonostante il suo “destino” fosse stato preannunciato diverse volte, speravamo tutti che si riuscisse a rompere questa condanna che lo vede perennemente costretto a vagare come un’anima in pena e ad allontanarsi da Cath proprio quando si erano ritrovati. Ma questa volta è diverso, questa volta Vincent non ci sta e sceglie di decidere lui del suo destino e smettere di permettere agli altri di decidere al posto suo. Vincent aveva scelto di restare con Cath prima ancora che Tess costringesse JT a trovarlo e a rivelargli che Cath era scomparsa la notte precedente.

Cath nel frattempo è nel panico più totale, spaventata e … andiamo dai non ci crede nessuno così! No, Cath è come sempre abbastanza tranquilla, razionale ma anche piuttosto incazzata e quando i suoi rapitori si identificano in realtà come agenti dell’FBI in cerca d’aiuto non è propensa a fidarsi, dati i meravigliosi trascorsi. Non convinta anche dalle maniere gentili con le quali avevano chiesto il suo aiuto, Cath è costretta ad ascoltarli e a cominciare a pensare alla possibilità che fossero sinceri soprattutto quando le rivelano che a fare il suo nome e quello di Vincent era stata la Landon. Cath allora ascolta quella che non sembra esattamente una proposta aperta: aiutarli a liberare una loro agente rapita durante una missione particolare in cambio di un “Esci gratis di prigione” per Vincent, senza passare dal Via. L’idea sembra allettante, forse troppo e Cath sente puzza di trappola così chiede gentilmente di poter andare via. Ma quando le precludono nuovamente la via di fuga, decide di chiederlo ancora più gentilmente, trovando l’uscita da sola.

E una volta fuori, ad aspettarla, c’è il suo cavaliere dalla scintillante armatura o meglio dagli occhi scintillanti, pronto a salvarla. Siamo nel 2014 e le principesse si salvano da sole, grazie del pensiero comunque. Ma è proprio fuori dall’edificio che Vincent e Cath iniziano quella discussione che sarà alla base dell’episodio: fuggire o restare.

Gabe nel frattempo dall’altra parte della città si è trasformato nuovamente in bestia, questa volta del tutto umana però, spinto da quel pensiero fisso secondo cui spetterebbe a lui proteggere e salvare Cath dalla vita terribile che avrebbe con Vincent, passando così da angelo custode a stalker saltando tutte le fasi intermedie. Trattando Vincent come il peggiore dei criminali (New York Finest eh?), Gabe non ha problemi ad ammettere di essere stato lui a incastrare Keller per l’omicidio di Windsor e il passo successivo è quello di mettere sotto torchio il suo più fedele amico per arrivare a lui. Ma il primo tentativo fallisce con l’entrata in scena di Tess che riporta ordine nella situazione. Gabe però non si arrende e se con JT non ha avuto fortuna ci riprova proprio con Tess, puntando le sue due maggiori debolezze: la lealtà verso il suo lavoro e l’amore per Catherine.

Sono sinceramente al settimo cielo perché è da tempo che speravo di vedere determinate scene, è da tempo che volevo l’opportunità di parlare di un personaggio e di una tematica che mi stanno particolarmente a cuore e senza indugi mi soffermo su quella storyline di cui sono da sempre innamorata: Tess Vargas e la sua immensa lealtà nei confronti di Cath. Perdonatemi ma quando guardo BATB con Kristin Kreuk sempre di fronte non posso evitare di fare paragoni con la sua vita precedente, quella in Smallville e devo ammettere che mai come in questo episodio non ho potuto fare a meno di notare una particolare somiglianza ossia una situazione in cui se Catherine prende il posto di Clark Kent (però più sveglia, intelligente e adorabile), Tess e Gabe diventano rispettivamente Chloe Sullivan e Lex Luthor, vale a dire i due lati, quello positivo e quello negativo, di un’amicizia. Mi spiego meglio: come avevo previsto nella precedente recensione, Gabe è ormai del tutto accecato da una sorta di missione di salvataggio che secondo lui, dovrebbe compiere nei confronti di Cath per liberarla dalle angustie provocate dalla vita con Vincent e nel nome di questa missione, è disposto a tutto, noncurante delle conseguenze e di ottenere soltanto l’effetto contrario. Dall’altra parte invece c’è ancora Tess, la cui posizione Gabe rimette nuovamente in dubbio proprio come aveva fatto nella precedente stagione, più o meno nello stesso periodo. Tess si ritrova a dover assistere ancora una volta all’ennesima disavventura nella vita di Cath, l’ultima di una lunga serie di problemi inevitabilmente derivati dalla sua scelta di legarsi incondizionatamente a Vincent, e questo la porta a rivalutare tutta la situazione alla luce di quello che è da sempre, in questa storia, il suo unico interesse: proteggere la sua migliore amica.

Ora, se all’apparenza Tess e Gabe sembrano percorrere la stessa via, è esattamente questo il momento in cui le strade si separano in stile Chloe Sullivan e Lex Luthor. Se da una parte infatti ci troviamo di fronte ad una dichiarata amicizia i cui interessi però restano alla fine esclusivamente individualistici ed egoistici, dall’altra parte veniamo accecati dalla luce abbagliante della pura lealtà, della protezione a tutti i costi certo ma anche dall’infinita fiducia nell’accettare le scelte dell’altro e nel provare a difendere la felicità altrui contro ogni avversità. Durante l’intera durata dell’episodio ho persino amato tutti i dubbi di Tess, tutte le volte in cui le si leggeva in viso l’incertezza e il timore di aver sbagliato tutto quanto, di aver scelto la strada sbagliata per proteggere Cath, perché sapevo senza ombra di dubbio che la sua unica volontà è sempre stata quella di vedere Cath al sicuro, felice. Tess non ha mai davvero voluto una vita così complicata, non ha mai voluto che qualcosa interferisse con il suo lavoro e con quel senso di giustizia dai confini molto netti che la caratterizza, ma ha fatto la sua scelta molto tempo fa, ha scelto di restare al fianco di Cath e quando in questo episodio le hanno chiesto di scegliere da che parte stare, nonostante le parole così convincenti di Gabe, lei ha fatto nuovamente la stessa scelta perché la “sua parte” è sempre stata la stessa di Catherine e per quanto voglia vederla al sicuro, si fida delle sue decisioni e più di tutto sa cos’è meglio per lei e se Vincent è ciò di cui ha bisogno per stare bene, allora anche lei lo proteggerà senza indugio.

E ora forse capisco ancora di più il perché del suo legame con JT, l’unico che come lei prova questo sentimento di infinita lealtà nei confronti del suo migliore amico. Insieme a Vincent infatti, riesce ad entrare in casa di Gabe per hackerare il suo computer e sorvegliare il sorvegliante in modo da essere sempre un passo avanti a lui ma quando Vincent gli chiede di smettere di rischiare tutta la sua vita per aiutarlo, JT  non ha dubbi nel rispondergli che non permetterà più a nessuno di continuare a impedire a Vincent e Cath di essere finalmente felici insieme.

Con JT da una parte e Tess dall’altra, Cath e Vincent sono certi di avere le spalle protette ma ancora non è abbastanza. Cath continua a chiedergli di fuggire, di salvarsi, di aspettare tempi migliori ma Vincent non ci sta più, non vuole aspettare e non vuole continuare a fuggire lasciando Cath indietro. Così adesso è lui che le chiede di crederci, di avere fiducia in loro e di combattere insieme, come fanno tutte le coppie normali, ciò che disperatamente volevano essere da sempre.

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L’unica speranza sembra allora la proposta degli agenti dell’FBI a cui Cath deve un paio di scuse anche se il “sorry I hit you in the face with a chair” non ha rivali!

Vincent & Cath allora entrano in azione con il loro modo unico di essere anche partner, riescono ad arrivare alle Nazioni Uniti, trovare e salvare l’agente rapito dell’FBI (e se nel frattempo Cath sfoga ancora un po’ della sua rabbia che ben venga) ma restare chiusi dentro senza nessuna possibilità di fuga. Cath allora ci riprova, cerca ancora una volta di dissuadere Vincent dalla sua speranza di lieto fine che sembra trasformarsi sempre di più in un sogno ma lui non è mai stato così convinto di qualcosa e chiede ancora a Cath di fidarsi e di saltare, saltare per davvero questa volta, dalla finestra di un milionesimo piano per atterrare sul “suolo un po’ più bagnato” americano.

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E allora, prima di tornare nuovamente sul suo magico tetto al fianco del suo eroe romantico, Cath passa prima dal distretto a fare un saluto veloce a Gabe, accompagnato da tanto di schiaffo che non penso dimenticherà presto.

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Ostacolati ancora una volta da Lowen infatti, Cath e Vincent non possono neanche usufruire della promessa fatta loro dagli agenti dell’FBI. Ma quello che Gabe non sembra aver capito è che non sarà né il primo né l’ultimo a cercare di separarli, perdendo così soltanto del tempo prezioso inutilmente.

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1 comment

Marianna 12 Giugno 2014 at 23:41

Quando Vincent faceva il pirla all’inizio della 2 stagione ho cominciato a tifare per Cat e Gabe, ma con il senno di poi mi rendo conto che lui è sempre stato un po’ viscido. Aveva capito che per conquistarla doveva farsela amica e smetterla di dare continuamente addosso a Vincent, ma farle capire che lui era tutto quello che Vincent non poteva darle, cioè la serenità di una vita tranquilla. E’ così riuscito a conquistare il suo amore ma la gelosia ha preso il sopravvento e lo ha fatto sembrare un cane bastonato in cerca di affetto. Non mi stupisce che sia disposto anche a mandare Vincent in prigione a vita pur di allontanarlo da Cat, secondo me lo vorrebbe pure morto ma è cosciente che non ha alcuna possibilità di eliminare fisicamente quell’armadio di Vincent, bestia o no 🙂

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