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Rubriche & Esclusive

Be My Valentine Edizione Serie TV

Carissimi amici addicted, mi ricordo un motivetto di quando ero gggiovane (volutamente con almeno 3 g) che faceva “San Valentino è la festa di ogni cretino che crede di essere amato e che poi rimane fregato“.

Ebbene sì, l’amore è una fregatura, ma anche in senso positivo. E noi che viviamo di serie TV, lo sappiamo bene, noi che non facciamo che gongolarci nelle storie dei nostri personaggi preferiti, soffriamo con loro e amiamo con loro. E alcune volte vorremmo essere nei loro panni (ma questa è un’altra storia)…

E allora quale occasione migliore di questa per parlare delle nostre scene d’amore preferite in assoluto? Quelle scene che ci riempiono l’anima (e anche gli occhi di lacrime direi…), che guardiamo continuamente su youtube, e che ci aiutano a credere che, forse forse, anche noi saremo così fortunati da vivere un momento così? Insomma, siamo qui oggi per ripercorrere insieme quelle scene che ci ricordano il significato della parola AMORE.

Damon & Elena, The Vampire Diaries

Da sempre la mia coppia preferita. Sofferta, voluta e poi addirittura odiata (ma questa è un’altra storia per cui non devo che ringraziare quella maledetta Pleccona). Damon ha sempre dato un’immagine di sé che non era esattamente quella reale: chiunque abbia visto TVD si è reso conto di quanto grande fosse il cuore di Damon; certo, era un cuore anche abbastanza incasinato e impulsivo, ma di sicuro per coloro a cui teneva avrebbe fatto DI TUTTO. E così quando la sua storia con Elena è iniziata sapevo che sarebbe stata una GRANDE STORIA D’AMORE. E c’è una scena che rappresenta l’amore, inteso come rinuncia per il bene dell’altro, inteso come voglia di essere migliori, ed è la scena in cui, nella 2×08, Damon confessa a Elena di amarla e poi, con le lacrime agli occhi, le fa dimenticare tutto.

Klaus & Camille, The Originals

Rimanendo in tema CW/Plecchiano, e un po’ per dar fastidio a Elsa, non posso non parlare di una coppia che in effetti tutti odiano, eppure per me, fan sfegata di The Originals, rappresenta davvero la consapevolezza dell’amore, un amore coltivato, vissuto: Klaus e Camille.

Partiamo dal presupposto che adoravo letteralmente Klaus e Caroline in TVD. Eppure queste sono le parole magiche: in TVD. Qua siamo in The Originals e no, non c’è spazio (almeno per ora) per Caroline. E il percorso di Klaus e Camille è costellato di momenti che li hanno fatti conoscere, che hanno creato un legame, che hanno creato fiducia. Non mi stancherò mai di dire che Cami è stata l’unica a riuscire a tirar fuori Klaus dalla sua corazza, a prenderlo per mano e dargli quella consapevolezza che l’amore è FORZA, a fargli capire che cosa voglia dire AMARE qualcuno. E allora la loro scena è meravigliosa, forse non c’è passione, ma c’è desiderio, c’è comunione, c’è AMORE. E loro sono bellissimi. E l’amore è quel sentimento che ti porta a fare cose che non faresti mai solo perché sono importanti per l’altro, che ti fa soffrire quando l’altro soffre o che semplicemente ti fa desiderare che l’altro sia sempre al sicuro, che sia sempre felice. E Klaus lo rappresenta benissimo.

Peccato poi che il #maiunagioia sia una garanzia quando si tratta di zia Plec.

Castle & Beckett, Castle

Ormai è cosa nota che quando si profilano articoli di un certo tipo, io mi presento puntuale e inesorabile, accompagnata dai miei faldoni con la targhetta “Caskett” attaccata sopra a dare bella mostra di sé. Questo non tanto perché io colga ogni occasione per parlare di loro, perché, sì, è così, non nascondiamolo, fanno talmente parte di me da rotolarmi fuori accidentalmente ovunque e perfino il fornaio non si stupirebbe di sentirmi ordinare “Un chilo di pane e un chilo di Caskett”. La verità è che sono convinta fino nell’ultima cellula senziente che insieme ai Caskett abbiamo vissuto una delle Migliori Storie D’Amore Mai Rappresentate, con i suoi pregi e difetti, certo, perché le storie d’amore reali sono così. Umane. Ma non voglio aprire un dibattito che ci terrebbe qui fino a notte fonda e meriterebbe invece interi volumi di profondissime analisi.

Assumendomi il graditissimo compito di individuare UNA scena d’amore Caskett, la verità è che, a ben pensarci, la situazione è piuttosto ilare. Scene d’amore, dove?

Riassumiamo le tappe storiche del loro Amore.
– Fine seconda stagione, Beckett comincia a fare pensierini su Castle e lui estirpa impietosamente questi giovani germogli, presentandosi al distretto con la ex moglie, ci si vede in autunno, boh sì ti chiamo io, riguardati. (Non mi ci fate pensare, ho ancora lo strazio conficcato lì nelle carni).
– Proprio ora che mi muori tra le braccia, l’occasione mi è grata per dirti ti amo, nel noto chiasmo:

“Kate, I love you, I love you, Kate”.

– Trovandomi faccia a faccia con la morte (e due), tutto quello a cui riuscivo a pensare è stato: “Ma perché sto aggrappata al cornicione, invece di stare nel letto di Castle?” (parafrasi realistica di “I almost died and all I could think about was you“)
– “Vuoi sposarmi?” “Pensavo volessi lasciarmi” (:Facepalm:)
– Ma certo che hai fatto bene a farti rapire il giorno del nostro matrimonio (facendo credere a tutti che tu m’avessi mollata all’altare, cosa di cui perfino l’FBI insisteva nel convincermi), per sventare una minaccia terroristica su scala mondiale. Ci mancherebbe.
– Volevo proteggerti, no sono io che – dopo aver sventato la minaccia terroristica – mi sono fatto cancellare la memoria per proteggere te dall’eventuale necessità di proteggere me (confesso che questo pezzo non mi è ancora molto chiaro).
Ma, dopotutto, non è forse questa la stoffa di cui sono fatte le grandi storie d’amore? Beating the odds?

Dopo questa premessa e, naturalmente, dopo aver pensato e ripensato alle varie scene d’amore Caskett, la mia scelta è ricaduta sul loro matrimonio. Beh, certo, direte voi, qualcosa di meno scontato non ce l’avevi? Sì, avevo anche qualcosa di meno scontato, nei faldoni, ma per me quella scena è stata Tutto.

La frase“It’s perfect” di Beckett è stata anche la mia, mentre sposavo Richard Castle. Quella scena è in grado di riassumere l’intero corpus del loro amore – quasi che fosse un nuovo organismo autonomo, una monade ottenuta dalla fusione delle loro essenze individuali -, e ci ha trasportato in un’atmosfera intrecciata di sogno e magia. E questo l’ho vissuto non solo grazie agli occhi lucenti di Castle, che trasudavano amore, o la vulnerabilità di Beckett che ammette che Castle ha rappresentato per lei la forza a cui aggrapparsi, in certe circostanze, ma l’ho percepito ineluttabilmente soprattutto nel momento finale del ballo improvvisato sulle note di “In My Veins” (loro canzone che, in quanto a ottimismo, leviamoci tutti), quando Castle la tira verso di sé per regalarle l’ultimo scampolo di perfezione, rilassandosi solo quando si convince di essere riuscito a farle vivere il loro Giorno Speciale, quello di cui (secondo lui) l’aveva privata brutalmente sei mesi prima.

È proprio lì che ho visto due anime che si univano a formare un’entità completa, che non aveva bisogno di altro che non di se stessa per esistere.

– Syl

Vanessa & Ethan, Penny Dreadful

Sarà che la fine di Penny Dreadful ancora mi brucia o sarà semplicemente che le storie tormentate sono quelle destinate a lasciare un segno più profondo nel cuore, ma se si parla di grandi amori non posso non parlare di Vanessa Ives e Ethan Chandler. Un amore che ha portato più sofferenze che gioie, c’è da ammetterlo, ma che mi ha catturato ad ogni scena, in ogni minimo gesto e in tutte le sue sfumature. Due anime tormentate, due spiriti affini che hanno trovato l’uno nelle braccia dell’altra quel minimo di conforto ad una vita fatta di drammi e sofferenze. Il supporto, l’amicizia, la comprensione reciproca sono cresciuti nel corso delle prime due stagioni fino ad esplodere in QUELLA SCENA: un solo bacio; un istante di passione nato nel mezzo di una tempesta; la ferocia del lupo mannaro e la bramosia della strega, e al tempo stesso la tenerezza di due anime fragili. Un breve attimo ma di un’intensità immensa, prima di lasciar prevalere la razionalità e frenare quella passione bruciante che avrebbe potuto trascinarli in un baratro di miseria ancora più oscuro.

In altre circostanze avrebbero potuto avere un futuro insieme, sconfiggere i loro demoni e realizzare quella bellissima fantasia dai toni bianchi come la purezza. Ma le gioie non sono di questo mondo e la fine per Ethan e Vanessa non poteva essere un happy ending. Una coppia che forse non aveva speranze fin dall’inizio, ma che ci ha permesso di intraprendere un viaggio meraviglioso; una chiusura straziante e ancora una volta meravigliosa nella sua immensa tristezza. With a kiss, with love.

Al

Francis & Mary, Reign

La meraviglia dei Frary è che si sono ritrovati fidanzati per convenienza politica, e poi hanno finito con l’innamorarsi sul serio l’uno dell’altra. Francis è sceso in guerra per lei, per lei ha fatto scelte che hanno indebolito di molto le forze francesi, è andato contro ai propri nobili per lei e per lei ha aspettato, ha pazientato, c’è stato… si è sacrificato. Questa è la storia d’amore dei #mainagioia, ma è comunque una grandissima storia d’amore, di quelle scritte nelle stelle, di quelle alle quali non rinunceresti mai, nemmeno sapendo come andrà a finire. E ho scelto questa scena, dalla 1×07, quando decidono che nell’intero universo non c’è nulla di più importante di loro due e dei sentimenti che provano l’uno per l’altra.

Klaus & Caroline, The Vampire Diaries

Questa è in assoluto la mia scena preferita di otto stagioni di serie. Loro due insieme erano perfetti, pezzi di due puzzle completamente diversi che si erano trovati a risagomarsi a vicenda per riuscire a incastrarsi fra di loro come se appartenessero allo stesso quadro. Uno di quei quadri che Klaus dipinge con passione, con fervore, con amore. Caroline sarebbe dovuta partire con lui, seguirlo a New Orleans, perché nella sua eterna vita vampiresca, dubito riuscirà mai a ritrovare un simile grado di passione, qualcosa che ti brucia dentro, da cui sai di dover stare alla larga perché ti scotterai, ma starne alla larga significa – paradossalmente – ustionarsi. Ho scelto una scena dalla 3×14, di quei tempi in cui Caroline era praticamente l’unica persona con cui Klaus accettava di rapportarsi in maniera civile.

Chuck & Blair, Gossip Girl

Loro due credo siano la mia coppia telefilmica preferita in assoluto. Sono una forza della natura, una macchina da guerra perfettamente oliata, due tornadi di portata epica che quando si scontrano fanno tremare l’intero globo, e quando invece si incontrano… be’ non ce n’è più per nessuno. Chuck e Blair non possono essere spiegati a parole, perché nemmeno PERFEZIONE, può renderne l’idea. Dalla 2×25, il momento che ci hanno fatto agognare per un’eternità e mezza.

ChelseaH

Chloe & Oliver, Smallville

La mia concezione dell’amore romantico [specifico “romantico” perché con lo stesso nome definisco anche il legame tra due amici o tra un genitore e un figlio] nelle serie tv è piuttosto particolare. Solitamente infatti non mi appassiono a quello che non c’è ma spesso non riesco neanche a farmi coinvolgere da ciò che è troppo evidente o sfacciatamente mainstream. Con questo non sto dicendo di possedere la conoscenza ultima del vero amore nelle serie tv, tutto il contrario forse, sto ammettendo quanto complesso sia il mio rapporto con le storie romantiche del mondo seriale, in quanto a farmi perdere la testa [e la fiducia nel mondo reale] sono quelle relazioni impossibili in cui il silenzio fa da padrone e le parole non dette sono alla pari di quelle sussurrate ma forse mai comprese del tutto; le relazioni maturate nel tempo, con la conoscenza, con la quotidianità, con l’accettazione di tutti gli aspetti dell’altra persona, quelli di cui va fiera e quelli che preferirebbe nascondere; e infine sono innamorata di quelle storie in cui i protagonisti si completano anche solo con uno sguardo o una carezza, in cui diventano la reciproca costante, la persona giusta al momento giusto, quella che ha aspettato per “milioni” di anni [o miliardi di anni… 4 Miliardi e mezzo… così, per dire] e che aspetterebbe per tanti altri ancora [semi cit.]. E la coppia [“canon” ossia ufficialmente riconosciuta] che per me risponde a tante di queste caratteristiche è anche una di quelle che mi hanno rapito il cuore senza mai restituirmelo: Chloe Sullivan & Oliver Queen.

“Do you trust me?”

“With my life”

Tutto ciò che ho sempre desiderato per Chloe nel corso della sua storia era qualcuno che riuscisse finalmente a vederla, che illuminasse con un fascio di luce l’ombra costante in cui viveva e che la riconoscesse come sua pari, che le concedesse la stessa attenzione e cura che lei concedeva al resto del mondo senza chiedere nulla in cambio. Clark era fuori questione nel suddetto contesto, essendo il primo tra tutti a dare Chloe per scontata senza mai vederla per davvero, se non nei momenti in cui rischiava di perderla; Jimmy poteva essere la persona giusta ma ho sempre avvertito un ostacolo tra di loro, come se una parte di Chloe fosse ancora nascosta per lui, quella parte destinata a una missione che andava oltre il giornalismo o l’ordinaria quotidianità; e poi arriva Oliver, così sicuro di sé, così diverso, così distante all’inizio. Ma in qualche modo lui riesce a vederla fin dal principio, ne riconosce il potenziale e il valore, la tratta come un alleato, come un membro della sua squadra, le dà un obiettivo, la pone sul suo stesso livello ma più di ogni altra cosa, impara a fidarsi di lei, incondizionatamente, imparano a fidarsi l’uno dell’altra.


Prima ancora che le loro strade si avvicinassero di più, Chloe & Oliver avevano già visto e vissuto il loro reciproco lato più oscuro, avevano riconosciuto e abbracciato un’imperfetta umanità che Clark spesso non accettava, e infine si erano rialzati dopo le più cocenti sconfitte e gli errori più catartici per fare meglio, per proseguire la loro missione di salvaguardia dell’umanità con una sola vita a disposizione, riconoscendosi eroi “anche con la faccia nel fango”.


Per queste ragioni, la scena più iconica di questa coppia, per me, è più che altro un’intera storyline, che parte in “Lazarus” [10×01], nel momento in cui Chloe si consegna nelle mani della Suicide Squad per salvare la vita di Oliver senza che lui ne sia consapevole, perché per una volta né il mondo né Clark erano la sua priorità ma per lei contava soltanto trovarlo e riportarlo a casa, e trova una prima risoluzione in “Collateral” [10×12] nel momento in cui Chloe ritorna, questa volta a capo della Squad, in tempo per salvarli tutti quanti dagli esperimenti del governo.


Nonostante i dubbi e le infinite domande che desiderava farle, oltre la follia nelle sue parole che gli chiedevano di non credere a nulla di tutto ciò che vedeva e ascoltava intorno a sé, Oliver si fida e si affida a Chloe senza riserve, senza condizioni, lasciando il tempo delle spiegazioni per dopo, se avesse voluto. Lui, l’uomo che non aveva mai permesso a un’altra persona di vederlo e di conoscerlo pienamente, lui che aveva concesso la sua fiducia rare volte in tutta la sua vita, non discute, non oppone resistenza, non crede neanche per un istante di non potersi fidare di Chloe e la segue, dovunque lei voglia condurlo. Quando si parla di fiducia, spesso si usa la metafora del “salto nel vuoto”, in “Smallville” questa figura retorica si concretizza letteralmente ed è esattamente ciò che Oliver e Chloe compiono insieme per abbandonare il mondo virtuale in cui Oliver era stato intrappolato. Diversamente da Clark, Oliver resta accanto a Chloe e compie il salto nel vuoto affidandosi completamente a lei, per poi risvegliarsi proprio al suo fianco e tornare a vivere come se il tempo passato senza di lei non fosse mai trascorso.


“It’s not really trust if you ask someone to explain themselves”

Per la prima volta, è Chloe a chiedere fiducia prima ancora di poter spiegare le sue ragioni; per la prima volta la persona di fronte a sé è disposta a concedergliela senza domandare nulla in cambio. Chloe & Oliver sono stati insieme la coppia che non hai visto arrivare ma sono diventati, a mio parere, protagonisti della storia più umana, paritaria e semplicemente giusta che “Smallville” potesse mostrarmi, essendo l’uno per l’altra esattamente ciò che avevano sempre meritato.  


WalkeRita

Leo Fitz e Jemma Simmons, Marvel’s Agents of S.H.I.E.L.D.

Forse non è vero che nel mondo dei telefilm non c’è mai stata una relazione sofferta come quella dei Fitzsimmons, una coppia talmente destinata a trovarsi che i fan non hanno nemmeno dovuto sbattersi per cercare il nome della ship, ci han pensato per loro gli altri personaggi della serie.

Se è vero che l’attesa rende il successo più dolce, quando finalmente Simmons s’è rassegnata all’inevitabile Fitz deve essere finito per direttissima in terapia d’urgenza per coma diabetico.

Andiamo a ripercorrere brevemente la cronistoria del loro ammmmmore:
1) I due si conoscono all’accademia dei Geni Brillanti e diventano immediatamente inseparabili. Ma si sa, da che mondo e mondo la scienza è più importante del sesso (non è vero), e i due decidono che scoprire le gioie dell’astrofisica può essere più appagante che darci dentro come marinai il giorno di paga… affascinante.
2) Fitz finalmente scopre il canto ammaliante degli ormoni, con circa quindici anni di ritardo rispetto ai suoi coetanei e comincia a pensare che forse forse alla fine con Jemma ce n’è. Nope.
3) Jemma, che per quanto riguarda la biochimica è una lince, ma in campo amoroso ha meno intuito di un muflone sardo, continua a non raccogliere i VELATISSIMI tentativi di Fitz di confessarle il suo amore (ma gli prepara succulenti panini con la mozzarella di bufala, per cui massima stima e rispetto).
4) Fitz decide di prendere in mano la situazione, ma visto che ha il peggior tempismo di sempre si dichiara mentre lui e la sua dolce donzella sono intrappolati in fondo al mare in attesa di morire per ipossia.
5) Fitz cerca di rimanerci secco, in teoria con la motivazione nobile di salvare la vita alla ragazza che ama, in pratica perché non ce la fa più a sopportare una vita di friendzone e di stenti. Grazie a un direttore Fury in versione speciale deus ex machina, lui e Simmons riescono a scamparla, ma anche allora lei nicchia, fa finta di niente e parte in missione per infiltrarsi nell’Hydra, lasciando il compagno di laboratorio ridotto una pezza a seguito del suo gesto eroico.
6) Simmons torna e per la legge del contrappasso, quando scopre che Fitz ha giustamente deciso di non filarsela più, se ne esordisce nella maniera più temuta da tutti gli uomini del cosmo: “Senti, ciccio, dobbiamo parlare”.
7) Finalmente i due sembrano pronti a compiere il passo successivo e a limonare prepotentemente. A quel punto Jenna si chiede: “Ehi, come posso fare a distruggere le aspettative dei trepidanti telespettatori? Ma sì, posso farmi risucchiare da un portale per una galassia lontana lontana!”… Bene, ma non benissimo.
8) Fitz si sbatte come un matto per riportare Jenna indietro, nonostante tutti gli facciano giustamente notare che ha da farsene una ragione, questo salvataggio non s’ha da fare ed è tempo di abbordarsi una magari un po’ più easy.
9) Contro tutto e tutti riesce a salvare Simmons che però, sorpresa sorpresa, su uno stramaledettissimo pianeta deserto è stata capace di trovarsi un aitante astronauta che non vedeva una donna da tipo secoli: il risultato è scontato come un frullatore al Black Friday. Ah, però ha lasciato a Fitz un sacco di messaggini carini sul cellulare.
10) Fitz, che è un signore (ma che è anche una cosa che con signore ci fa solo rima, come gli fa ben notare Hunter) si offre volontario per riportare indietro il suo rivale, che per fortuna ha avuto la decenza di schiattare nel frattempo, con la benedizione di tutti i fan della coppia, che ormai stavano diventando praticamente idrofobi.
11) Dopo un periodo di notti in bianco (in tutti i sensi) e di menate platoniche sull’alba, finalmente Jemma decide che Fitz si merita un premio alla costanza e, nonostante lui si opponga strenuamente adducendo come pretesto, udite udite, che STANNO CORRENDO TROPPO, se lo limona prepotentemente, stabilendo una volta di più chi comanda fra i due.

Ora, la delicata scena di cui andrò a parlarvi, si inserisce più o meno al punto 10 della nostra cronistoria.

Jemma, non paga di quanta sbatta si sta prendendo Fitz per lei, gli pianta giù un casino assurdo perché il ragazzo, che insensibile, non le spacca le balle ogni cinque minuti esternando tutto il suo livore.

Il risultato è, a mio parere, uno dei discorsi più belli della storia telefilmica, uno di quelli che riesce a risaltare anche nell’oceano affollatissimo delle ship. Lo riporto di seguito per chi avesse saltato a pie’ pari il filmato all’inizio di questo pezzo (SHAME! SHAME! SHAME!).

(Sì, lo so che è lungo, ma chi se ne frega)

Fitz: Where do you get off!? Are you seriously mad at me?
Simmons: I’m mad at myself for roping you into this! It’s not fair. And I’m mad that you’re so willing to help.
Fitz: As opposed to what!? What do you expect!?
Simmons: I don’t know! Get angry! I cannot fathom any way out of this without hurting someone I care about!
Fitz: You think I’m not angry!? I’m sick to my stomach. I’m furious. But not at you! ‘cause we’re cursed! The bloody cosmos wants us to be apart!
Simmons: The cosmos doesn’t want anything.
Fitz: Yeah. Well, I beg to differ. ‘Cause we had years side-by-side and it never occurred to us…. And then, when it does, we don’t have the courage to talk about it!
Simmons: Well, you only mentioned it at the bottom of the sea facing certain death-
Fitz: You waited until I’m bound for war on an aircraft carrier! And then you get swept off to some far-flung planet! With him. Top marks, pilot, astronaut, hero man.
Simmons: I would do anything to-
Fitz: Do you love him?
Simmons: I don’t know. I think… yes.
Fitz: Yeah, of course you do. He’s strong and smart. And you gave each other hope on the edge of nowhere.
Simmons: Don’t do this Fitz.
Fitz: You think I didn’t look for dirt on him? I did, and there’s nothing. I can’t hate him, he’s great. Why else would you fall for him? He did everything right.
Simmons: And you dove through a hole in the universe for me.
(si baciano)
Fitz: We’re cursed.

Al che è scattato un limone talmente selvaggio che tutto il pubblico in sala è zompato in piedi in delirio come nemmeno i Grifondoro a una partita di Quidditch.

Peccato che Fitz, nonostante l’indice di gradimento della compagna fosse per una volta sintonizzato sul canale “Stacce” decida di piantarla lì e di allontanarsi borbottando con tono cupo e tristemente premonitore che loro sono maledetti.

Quando si dice la gioia e l’istinto alla riproduzione.

Ora, voi vi chiederete, perché consideri tanto iconica una una scena che alla fin fine non ha nemmeno portato al realizzarsi definitivo della coppia.

I motivi sono molteplici (sale in cattedra e si schiarisce la voce).

Innanzitutto, Fitz finalmente ha limonato (scherzo, ma neppure troppo).

Il secondo motivo è che quei due minuti sono strazianti dal primo all’ultimo secondo. La disperazione nella voce di Fitz, il suo accorato tentativo di mettere tutto se stesso nelle sue parole, in modo che Simmons finalmente CAPISCA, che riesca a vedere oltre la facciata coraggiosa e altruista, che riesca a vedere quanto gli fa male fare ciò che è giusto, quanto gli fa male saldare un invisibile debito di gratitudine con l’uomo che gli ha restituito illesa la SUA Jemma.

La adoro anche per il modo in cui Fitz si sminuisce, incapace di vedere che uomo meraviglioso sia, forte, coraggioso, saldo nella sua integrità e per il tono sgomento con cui Jemma cerca di fargli capire che no, non è vero, che lui è tutto fuorché ordinario e che se non le bastano le sue parole deve solo ricordare che ha aperto un buco nell’universo per riportarla indietro, rifiutandosi di rassegnarsi e di lasciarla andare.

L’ho trovata romantica e commovente, straziante senza essere eccessiva e assurdamente commovente per un numero di ragioni troppo difficile da elencare.

Proprio per questo ho deciso di sceglierla come scena simbolo dei miei ideali di romanticismo e di relationship goal, il migliore amico che riesce a rompere la barriera della friendzone e ad imporsi all’attenzione della donna amata, mostrandole quando fragile, immenso e meraviglioso egli possa essere.

– MooNRiSinG

Quali sono le scene d’Amore che vi sono rimaste nel cuore? Quelle che non perderanno la loro magia nemmeno tra un miliardo di anni e migliaia di ship? Fatecelo sapere e Buon San Valentino a tutti!

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