Bates Motel | Kerry Ehrin parla della morte di [SPOILER]

Siamo ufficialmente entrati nella stagione finale di Bates Motel, dove la relazione tra Norman e Norma Bates è più complicata che mai. (Ebbene si, anche ora che lei è morta). Quindi, per aiutarvi a capire la contorta mente di Norman, Kerry Ehrin, showrunner della serie, ci spiega i momenti fondamentali di questi ultimi episodi.

‘BAD BLOOD’: LA VITA E’ TUTTA UNA PERCEZIONE

Questo è uno dei miei episodi preferiti di sempre, scritto dal talentuoso Tom Szentgyorgyi, ma è stato al tempo stesso uno dei più difficoltosi per diverse ragioni. Tutto quello che sapevamo, quando ne abbiamo parlato della storia della writers’ room, era che volevamo realizzare un episodio in cui Caleb veniva tenuto prigioniero nella casa, e abbiamo avuto l’impressione che questo avrebbe portato alla sua morte. Non è mai facile uccidere un personaggio, ma si riesce a capire quando arriva il momento di lasciarlo andare. Ci sembrava giusto che Caleb non durasse a lungo in questo mondo, una volta saputo che Norma era morta – questo, ed in qualche modo che lei fosse proprio quello che lo teneva legato a questo mondo.

Quindi questo era l’unico indizio che avevamo quando abbiamo iniziato a parlare di questa parte di storia. Abbiamo pensato ad alcune possibilità, tra cui una in cui Norman (nei panni di Madre) torturava Caleb come vendetta. Abbiamo provato molte versioni, tuttavia ci è sembrato troppo articolato e sciocco, quindi abbiamo optato per raccontare la storia più umana che potessimo immaginare: Cosa succede quando tre persone pazze sono intrappolate insieme in una casa? Sembrava il modo migliore per raccontare l’esasperata versione di una tipica famiglia disfunzionale: Tutti si tengono nascosti i propri problemi, nessuno comunica per davvero se non su un livello superficiale, tutti cercano segretamente di controllare le cose per raggiungere i loro scopi personali. Ne segue quindi il caos. Semplicemente un normale giorno nella vita delle persone di tutto il mondo!

L’idea che Madre non fosse in grado di uccidere Caleb era la chiave. È stato interessante pensare che la versione di “Norma” di Norman (Madre) fosse ancora vulnerabile quando si trattava di suo fratello, anche se lui l’aveva violata orribilmente e senza scusanti. Quindi quello che si è sviluppato è stato un incontro tra tre persone (Norman, Chick, Caleb – e aggiungiamoci pure Madre come entità, quindi arriviamo a quattro “persone”) che si giravano intorno con informazioni limitate. Tutto questo in una nebbia di inganni, emozioni e tristezza. Tutti i loro sentimenti volteggiavano nell’oscurità, mentre si cercava di capire cosa fare all’uomo incatenato in cantina. Loro non potevano lasciarlo andare, eppure nessuno sembrava essere in grado di prendere posizione ed ucciderlo.

Ci è sembrata una bella storia.

È sempre eccitante quando una storia che vogliamo raccontare inizia a prendere vita, perché vuol dire che abbiamo preso la direzione giusta. Tre persone intrappolate in una casa dove nessuno era in grado di uccidere Caleb. Mi ha ricordato la situazione di Amleto sotto un certo punto di vista divertente. Ogni suo passaggio nasceva dalla percezione di qualcuno in opposizione ad una “azione” esterna. Come autori, è stato un bel mondo sfocato in cui entrare e da scartare pezzo per pezzo.

Questo è un episodio che vedo personalmente come pura black comedy. È assurdo pensare che la disfunzione possa essere così divertente se riesci a fare un passo indietro e a guardare il tutto dall’esterno senza esserne investito emotivamente. La scena in cui Chick porta la colazione a letto a Norman, proprio quando Norman sta parlando con Madre, e Norman si chiede per tutta la scena se Chick l’avesse vista, e diventa preoccupato che il segreto di Madre sia stato rivelato, è davvero black comedy. Anche la scena della cena, dove Norman credo che Chick veda Madre, e Chick sta al gioco in modo da poter osservare la demenza di Norman per un libro che lui sta scrivendo, è una delle mie preferite in assoluto – semplicemente una farsa fuori di testa e divertente. Quindi qua la parte difficile diventa il rendere tutto questo reale. (Queste sono le mie scene PREFERITE di questo show – dove vieni sbattuto a destra e a sinistra nell’assurdità ma al tempo stesso il tuo cuore si sta spezzando).

Questo episodio è stato anche fonte di difficoltà nella produzione, che sono state risolte in maniera ammirevole dalla talentuosa Sarah Boyd, che ha diretto questo episodio ed il 502. Come ha detto Sarah: “È stato un episodio difficoltoso, non solo perché abbiamo avuto poco tempo per la preparazione dopo il 502, ma anche perché lo script girava intorno ai tre personaggi principali che hanno diversi stati di pazzia. Abbiamo parlato molto del modo con cui mostrare lo stato di ogni personaggio – soprattutto quando entrano in contatto (e conflitto) tra di loro. Un piccolo esempio potrebbe sembrare all’inizio una gaffe di continuità – nella camera di Norman, Madre esce dalla stanza e lascia la porta spalancata. Poi Chick entra nella stessa camera aprendo la porta chiusa. Questo momento confonde Norman – e gli spettatori possono apprezzare il fatto che Madre in realtà non sia mai stata là e che la porta era rimasta chiusa per tutto il tempo!”

Anche la scena nello scantinato, dove Madre va giù a fare visita a Caleb, è stata molto difficile da realizzare perché è esclusivamente basata sulle percezioni pazze di Norman e Chick di quello che sta succedendo in quei momenti. Lo scopo era di arrivare ad un punto che fosse significativo nel mezzo di questa realtà sfocata. Questo era significativo per loro perché loro avevano la PERCEZIONE che fosse significativo. E noi, come spettatori, l’abbiamo sentito allo stesso modo perché eravamo dentro la loro percezione di quel momento. Questo era lo scopo e Sarah ci è riuscita benissimo. Da Sarah: “La scena dello scantinato, quando Caleb vede Norma/Madre, è stata sia difficoltosa che gratificante: Dovevamo essere nella sua testa e permettere al pubblico di capire la sua confusione e ‘vedere’ Norma come anche Norman – ma al tempo stesso pensare che ci fosse qualcosa di sbagliato. Ho sempre amato l’effetto dell’obiettivo decentrabile per creare un movimento, uno stato alterato, quindi abbiamo giocato con diversi tipi di obiettivi e ovviamente abbiamo usato sia Freddie che Vera e poi durante l’editing abbiamo avuto molte opzioni tra cui scegliere e con cui mostrare questo continuato movimento tra la realtà e la disillusione.”

Questo episodio sembra un sogno che permette a Caleb di scappare dalla realtà. Alla fine, sembrava giusto che nessuno dovesse uccidere Caleb per le sue azioni. Lui era un’anima persa con un marchio oscuro sul cuore che non riusciva a cancellare. Ha iniziato a perdere le staffe appena ha saputo della morte di Norma. È iniziata la sua spirale. Inizia così a non essere più in grado di distinguere realtà da illusione – proprio come ha passato gran parte della sua vita a cercare di vivere nell’illusione di non aver davvero attaccato sua sorella, che amava, nel modo più spregevole e violento possibile. Aveva senso che la sua morte avesse della casualità, che lui fosse fuori di testa, senza sapere dove poter andare per salvarsi, fino a quando la morte non ha rimosso il suo dolore e il senso di colpa dovuto dal dolore che lui ha inflitto agli altri.

Non potevo scrivere questo articolo senza dire addio a Caleb e ringraziare il talentuoso e meraviglioso Kenny Johnson per aver accettato questo ruolo complicato e di averlo reso un essere umano multi-dimensionale e straziante. Hai dato a Caleb un cuore, Kenny. Hai interpretato una persona spacciata e a volte malvagia con integrità e amore. Tu hai spezzato i nostri cuori, come lui aveva fatto con quello di Norma, con un caleidoscopio di qualità che hanno sfuocato le linee di confine e che semplicemente ci hanno fatto provare delle emozioni. Nell’oceano di Bates, dove la verità è irrilevante e la percezione è l’unica forza guida, tu ti sei sempre mosso con grazia in queste acque profonde. È stata pura gioia poter lavorare con te e con il tuo bellissimo cervello. Grazie davvero, Kenny.

Alla prossima volta amico mio, quando ci incontreremo in un altro sogno pazzesco.

Fonte




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FeFraise

Fraise, o meglio Federica, ragazza milanese di 25 anni, ha sempre amato sin da piccola tutto ciò che riguarda libri, telefilm, film, musica e viaggi. Grazie ai suoi genitori che l’hanno fatta viaggiare dall’età di 6 anni, ha sviluppato un amore incondizionato per Inghilterra e Scozia, tanto che da 7 mesi si è trasferita ad Edimburgo (che ama alla follia), insieme a quel santo del suo ragazzo. Si santo, perchè non fa altro che cercare di coinvolgerlo in tutto quello che fa e vorrebbe fare (per non parlare delle serie tv che vuole che lui veda insieme a lei!)! Il suo amore per i telefilm è nato vedendo ER e Beverly Hills, per passare poi a Friends, Dawson’s Creek, Buffy, Angel e chi più ne ha, più ne metta!! Attualmente è fissata (si FISSATA) con Game of Throns,The Walking Dead, Vikings, Supernatural, Sherlock, Arrow, Revenge e tante altre! Non riesce a smettere di guardare telefilm, sono una vera ossessione! E non riesce neanche a smettere di cercare qualsiasi news telefilmica qua e là per cercare di sognare cosa potrebbe succedere! E ad ogni nuova stagione telefilmica, riesce anche a fare una lunga lista di nuovi pilot da non perdere! Passerebbe giornate intere a leggere ed ascoltare musica. Altra sua grandissima passione sono i Beatles (soprattutto Sir Paul McCartney) e i Mumford and Sons. Amante degli animali, è una convintissima vegetariana da ben 6 anni e no, se ve lo state chiedendo, non tornerebbe mai indietro e non le manca nulla! Ha viaggiato tantissimo, e continuerà a farlo, ma sente che nonostante la nostalgia della sua famiglia e dei suoi amici, abbia finalmente trovato la sua casa qui, a Edimburgo.

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