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Pretty Little Liars Rubriche & Esclusive

Avvocato per la difesa: Pretty Little Liars

 

Q&A with Marlene

(N.B. : Questo non è un articolo esplicativo per la serie, ciò che ancora non vi è chiaro di Pretty Little Liars molto probabilmente è oscuro anche per me)

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I miei genitori me l’hanno sempre detto: dovevo scegliere giurisprudenza all’università! Perché a quanto pare, quando parlano male di qualcosa che amo, mi trasformo in Cicerone mixato con David Tennant in The Escape Artist più un pizzico di Sydney Bristow che non guasta mai. Sono qui oggi, signori della Giuria, per un’arringa di difesa (COMPLETAMENTE SOGGETTIVA) nei confronti di una delle serie tv più “maltrattate” degli ultimi tempi: Pretty Little Liars

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Su PLL voglio partire da un dato di fatto: tutti la criticano ma tutti la vedono, della serie “coerenza portami via”! Questo perché, se vogliamo parlare di PLL, dobbiamo ammettere il suo valore più importante: è dannatamente irresistibile! Poi dopo si può aggiungere quello che volete: irrealistico, incasinato, intrecciato su se stesso e infine, il termine che vi piace di più, TRASH. Ma io mi domando: perché è Trash? Perché vi sembra così banale? Per le giovani protagoniste? Per le relazioni? Per il contesto? La verità è che secondo me, se provassimo a guardare la serie dall’esterno, ci troveremmo di fronte a un thriller vecchio stile, con mille sospettati, duecento persone coinvolte, nessuno di cui fidarsi davvero e un solo colpevole. Con questo non voglio dire certamente che Pretty Little Liars sia la serie del secolo ma nel suo “piccolo” (tanto piccolo poi non è se le protagoniste hanno milioni di followers su Twitter) si è ritagliata il suo spazio con dignità, avendo alla fine ciò che a tante serie tv manca: un obiettivo. Ma partiamo dalla base:

L’IDEA – Come di certo saprete, la storia della serie è tratta da una collana di libri per ragazzi di cui non vi starò a parlare più che altro perché non li ho letti quindi passiamo oltre. La ABC Family allora propose il progetto alla cara Marlene King che accettò immediatamente in quanto nella sua mente machiavellica aveva già creato circa otto mila connessioni possibili. Ora, l’idea alla base della serie ha convinto tutti fin dall’inizio quindi non capisco esattamente perché adesso sembri non andare più bene: al centro dello show vi sono quattro ragazze adolescenti, con i loro piccoli segreti (e con “piccoli” intendo più grandi all’interno) e con la leader del loro gruppo scomparsa un anno prima dall’avvio della serie. Di nuovo insieme dopo la misteriosa serata, le ragazze cominciano a ricevere anonimi messaggi da parte di una (beh non proprio una soltanto) persona che si firma come –A e che mette bene in chiaro di conoscere tutti quei segreti che le quattro ragazze cercano disperatamente di nascondere e che soltanto la cara estinta Alison poteva conoscere. Il resto lo conoscete tutti ma ciò che vorrei sottolineare è che fin dall’inizio l’idea era la stessa che in fondo fa ancora da filo conduttore alle ultime stagioni: trovare –A e interrompere questa guerra che dura ormai da troppo tempo.

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LA STORIA – Dalle prime stagioni la storia si è evoluta immensamente, ogni personaggio ha dato vita a nuovi collegamenti, nuove storyline e nuovi elementi che vanno a formare un puzzle di cui però non si scorge neanche lontanamente la risoluzione ma che a volte ti permette di cominciare a vedere l’immagine che potrebbe emergere alla fine. In molti dicono che Pretty Little Liars abbia perso, proprio per questo motivo, proprio a causa delle infinite trame che si intrecciano, l’obiettivo principale che a quanto pare sembrava così chiaro nelle prime stagioni. Io vorrei rispondere ponendo l’attenzione innanzitutto su un fattore chiave: se la storia si semplificasse, si arriverebbe facilmente a rivelare l’identità di A e quindi bye bye PLL! E poi bisogna riconoscere che PLL è stato fondato sul principio dell’intreccio nel verso senso della parola, non sarebbe più quella serie che tanto ha affascinato se ci trovassimo di fronte ad un gioco chiuso con un determinato numero di sospettati. Il bello di questo show è che sembra davvero infinito e non appena crediamo di essere arrivati a una conclusione, ci ritroviamo in realtà di fronte a un altro punto di partenza e si ricomincia tutto da capo.

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Inoltre bisogna ammettere che è vero, tra la seconda e la terza stagione vi è una sorta di cambiamento di rotta ma, almeno secondo me, non è un fattore negativo, anzi ho notato che dalla terza stagione in poi la serie sembra aver assunto un carattere più adulto, le ragazze diventano sempre più combattive, smettono di subire passivamente e lottano, indagano, affrontano le minacce sempre più forti e pericolose con determinazione, decise a non permettere a chiunque si nasconda dietro il team A di vincere questo eterno confronto (certo, si armano ancora con quello che trovano però stiamo lavorando sul fattore pistola).

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Infine arrivano però quei momenti in cui la pazienza viene ripagata e alcune risposte vengono concesse, permettendo ad un quadro generale di cominciare ad assumere contorni più nitidi. Ci troviamo di fronte ormai ad un conflitto tra le ragazze, cosiddette liars, e la mente principale che si nasconde dietro la lettera A ed entrambe le parti possono contare su appoggi, alleati di fiducia di cui però non conosciamo ancora tutte le identità.

IL CREATORE

1291791385pre-1013356371623719614 A Marlene King hanno detto di tutto e di più. Io invece non riesco a non stimarla: una donna che è riuscita ad organizzare un tale “casino” (passatemi il termine tecnico-letterario) e a snocciolarlo stagione dopo stagione tenendo a mente tutte le domande a cui non ha dato risposta, è un mito! Il finale della quarta stagione è stato per me illuminante perché ho avuto la conferma di qualcosa in cui ho sempre creduto, a differenza di tutti gli altri: lei non va avanti a casaccio, lei non si è persa nelle sue stesse trame, ma ha tutto (o quasi) sotto controllo, come quegli schemi che si costruiscono col filo rosso che “rimbalza” da parte a parte. Aver finalmente messo ordine a tutte le diverse fasi della notte in cui Ali scomparve, aver potuto eliminare diversi sospettati dalla lista (Spencer in primis, THANK GOD!), aver capito il coinvolgimento di alcune pedine importanti è stato a dir poco fondamentale per andare avanti e proprio alcuni dettagli mostrati nel finale (come quello in cui rivelano che è stata Alison a salvare Spencer alla fine della prima stagione) hanno reso evidente come gran parte della storia fosse già stata delineata tanto tempo prima e che soltanto adesso è stata scoperta.

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Inoltre l’ultimo panel del PaleyFest mi ha anche mostrato un lato di Marlene che oggi in pochi hanno: quella donna AMA da morire il suo show, ama la sua storia, ama le persone che collaborano con lei e adora alla follia il suo cast, le ragazze in primis, tanto da ricordare perfettamente i dettagli del loro primo provino. E una donna che ha una luce del genere negli occhi quando parla del suo lavoro è una donna di cui ci si può fidare.

 

IL CAST

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Un altro punto a favore, sempre secondo me. Partiamo dalle protagoniste, le ragazze, e se qualcuno ha letto le mie recensioni, sa bene che comincerò da Troian Bellisario, la “raccomandata”, come mi è capitato di leggere. Nella tv e nel cinema italiani ci sono ondate di raccomandate che come sappiamo, non sono in grado di fare assolutamente niente quindi, nonostante io non creda affatto che la Bellisario vada avanti per il suo nome, anche se così fosse non potrei affatto lamentarmi perché la ragazza sa il fatto suo. Originale e talentuosa, Troian Bellisario regge svariate volte gli episodi della serie con una naturalezza nella recitazione che spesso mi sorprende. Stessa storia in fondo anche per Shay Mitchell e Ashley Benson che, considerata anche l’età e la carriera di certo non chilometrica, si presentano come alcune delle migliori promesse della tv statunitense. E infine si arriva anche a Lucy Hale, che prima di ottenere questo ruolo da co-protagonista, è stata sempre “la sorella di qualcuno” o “la figlia di qualcuno”, saltando qui e lì tra film e serie tv ma dando sempre il meglio di sé. In tutto questo poi c’è anche Sasha Pieterse che nella prima stagione interpretava una quindicenne che si comportava come una trentenne avendo soltanto 13 anni, io a 13 anni guardavo Charmed, tanto per intenderci.

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Ma alle più giovani si affiancano anche i componenti del cast più adulto e con “componenti del cast” intendo più che altro HOLLY MARIE COMBS! In realtà sono i personaggi interpretati da Laura Leighton, Leslie Fera e dalla mitica Nia Peeples ad essere più inseriti nella storyline principale e a dar vita a scene interessanti, tenere e piacevoli.

Infine ragazzi, il primo vero motivo che mi ha fatto avvicinare a questa serie è lo stesso che ancora oggi in realtà mi appassiona e mi lega alla storia e parlo dell’amicizia assoluta, leale e incondizionata che rende Spencer, Aria, Emily e Hanna una famiglia, quella stessa famiglia di cui troppe volte sentivano la mancanza e quello stesso sentimento che oggi nelle serie tv sembra essere passato in secondo piano, quasi dimenticato. Perché su PLL in fondo si può dire ciò che si vuole ma alla fine è ancora in grado di mostrare qualcosa di vero, qualcosa di puro.

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Quindi, illustri giurati, io concludo qui la mia arringa nella speranza di avervi mostrato Pretty Little Liars sotto una luce diversa e se le mie parole non vi hanno convinto … vi mando a casa A e poi vediamo se ancora lo definite Trash!!

Con le piccole graziose disperate ci vediamo invece il 10 giugno per l’inizio della quinta stagione!

Sempre vostra, Walkerit-A

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WalkeRita

4 comments

Gianluca Gaggi 2 Giugno 2014 at 18:43

Seguo PLL dall’inizio. A volte l’allungano un po’ troppo…pero’ le interpreti sono cosi carine che è impossibile non guardarlo. Opinione maschile….

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WalkeRita 3 Giugno 2014 at 11:50

Si, è innegabile che a volte ci siano degli episodi che in fondo fungono da collegamento e che non hanno una gran validità individualmente ma credo sia qualcosa che succede in ogni serie tv! L’importante per me è avere un obiettivo, un traguardo da raggiungere e loro questo lo hanno!! Il cast mi è molto simpatico, sono affezionata ai personaggi ormai e le ragazze sono carinissime, hanno un bellissimo rapporto anche nella realtà e questo è bello!!

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xsunsetbeauty
xsunsetbeauty 5 Giugno 2014 at 16:49

Non posso che quotare ogni parola detta. E’ vero, a volte sono state fatte scelte sbagliate (a mio avviso) ma è sempre una delle serie che aspetto con più ansia e che mi godo settimana per settimana. Adoro la storia ed i personaggi, come hai detto tu stessa il legame tra le ragazze è qualcosa di meraviglioso che credo tutti vorrebbero vivere. L’unica pecca secondo me è che con il passare delle stagioni si è perso il grado di ‘inquietudine’, se nelle prime stagioni guardarlo a luce spenta mi provocava qualche brivido, ora non tanto, ma questo non lo sminuisce più di tanto ai miei occhi. La verità è che la gente si crede superiore a criticare serie del genere, vantandosi solamente di seguire i ‘colossi’ come Game Of Thrones, Breaking Bad etc, quello che si perdono però secondo me è il vero piacere di guardare una serie perchè ti piace, ti appassiona, ti provoca qualcosa e non per farti grosso con gli amici! Ottimo lavoro, hai aumentato a mille il mio desiderio di vedere la quinta stagione!

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WalkeRita 5 Giugno 2014 at 17:22

Il mio lavoro qui è finito allora!!!!!!! 😀 Sono felicissima di vedere che c’è qualcuno che la pensa come me!! Il problema è che a volte persino i giudizi diventano una moda cioè se in 10 dicono che PLL è trash, tutti gli altri diranno che PLL è trash!! E troppo spesso questo accade senza riuscire a “staccarsi” dal luogo comune e pensare “Calma, ho la minima idea di come si costruisce una storia del genre?”. Ti ringrazio davvero sia per il commento, che per il complimento ma soprattutto per il coraggio di prendere posizione!! E con le 4 piccole disperate ci vediamo il 10!! Non vedo l’ora!!!

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