Aspettando “The Handmaid’s Tale”

Solo un anno fa Hulu ci regalava un buonissimo adattamento telefilmico per un celebre romanzo (“11/22/63” di Stephen King), lanciando l’omonima mini-serie con protagonista James Franco e ottenendo notevole apprezzamento dalla critica. Quest’anno il colosso di servizi on demand tenta di nuovo il colpaccio, concentrandosi stavolta sulla trasposizione di un romanzo dai contorni meno “fantascientifici” e più conturbanti, presentandoci il futuro distopico raccontato in “The Handmaid’s Tale” (Il racconto dell’ancella) di Margaret Atwood e sfoderando un casting di tutto rispetto per i suoi protagonisti.

Mi è capitato di leggere questo libro all’università, durante un corso incentrato proprio su racconti di tipo utopico e distopico, e l’avevo trovata una storia accattivante e coinvolgente nonostante l’evidente vena inquietante che pervade l’intera narrazione… anzi forse proprio per questo: è stata una lettura diversa dal solito per me, e scoprire di recente che questo romanzo del 1985, già trasposto nel 1990 in versione cinematografica (anche lì con un cast eccezionale), avrebbe ricevuto un adattamento seriale mi ha incuriosita molto. Hulu ha in programma il lancio dei primi tre episodi per il 26 aprile, con i successivi mandati in onda in seguito, regolarmente uno a settimana, quindi ho abbastanza tempo per provare a incuriosire anche voi e vedremo poi se il risultato finale sarà all’altezza delle aspettative.

Senza rivelare troppo dei risvolti della trama, vi espongo solo la premessa a tutta la vicenda: quelli che conosciamo oggi come Stati Uniti d’America sono stati rovesciati da una forma di governo pseudo-totalitaria dove a comandare è una élite patriarcale di fanatici religiosi. La società in cui vive la protagonista segue regole ferree e di stampo estremamente fondamentalista: apparentemente una crisi a livello ecologico ha causato la sterilità di molte donne e quelle rimaste fertili vengono chiamate a far parte di una nuova casta nota come “handmaids” (ancelle, appunto), a cui non è riconosciuto alcun diritto, non hanno il permesso di leggere e documentarsi, di parlare del passato, neanche di andare in giro da sole (vengono mandate a coppie proprio perché una controlli la buona condotta dell’altra) o di avere un nome proprio (la protagonista ad esempio viene chiamata Offred, letteralmente “di Fred”, ovvero appartenente a Fred, il suo “padrone”). Senza contare l’essere sottoposte a regolari controlli medici preparatori a rituali di accoppiamento con il loro padrone (nonché parto “in compagnia” dell’eventuale moglie di lui) che chiamare inquietanti è dir poco.

In questo angosciante contesto di apparente routine scopriamo gradualmente la storia di Offred e di altre ancelle come lei, ci vengono rivelati dettagli sul passato e su come questo nuovo ordine abbia potuto prendere il potere e soggiogare un’intera nazione, come alcuni ancora cercano segretamente di tornare alla normalità, provano a ribellarsi rischiando severe punizioni se non addirittura la pena capitale o, semplicemente, accettano con sofferenza una condizione che sanno non appartenere loro.

Ho letto un articolo di TVline, che ha avuto ovviamente modo di vedere i primi tre episodi in anteprima, e le critiche positive sull’atmosfera creata, sull’uso di flashback per raccontarci il processo di transizione verso questa nuova società dichiaratamente “fondata su valori più tradizionali” e sull’ottima scelta del cast mi hanno convinta ancora di più, se già non lo fossi, a dare una chance a questo prodotto in arrivo (speriamo anche da noi senza troppe difficoltà) la prossima settimana. A giudicare dal trailer e dalle prime immagini rilasciate anche la regia e la fotografia sembrano eccezionali.
Se ancora siete in dubbio fatemi dire che tra i volti noti riconoscerete sicuramente quello di Elisabeth Moss (Mad Men), Alexis Bledel (Gilmore Girls), Samira Wiley (Orange is the new Black), Yvonne Strahovski (Chuck) e Joseph Fiennes (Flashforward, AHS: Asylum… anche se qui confesso che il Commander che mi ero immaginata io durante la lettura era più sulla falsariga di Eric Roberts, non chiedetemi perché. Sono certa però che anche Fiennes sarà perfetto).

In attesa del pilot, quanti di voi già pensano di seguirlo? Se vi va fatemi sapere qui sotto nei commenti le vostre impressioni, dubbi e incertezze o le vostre aspettative in caso conosciate già la storia.
Alla prossima!




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Ale
Tour leader/traduttrice di giorno e telefila di notte, il suo percorso seriale parte in gioventù dai teen drama "storici" e si evolve nel tempo verso il sci-fi/fantasy/mistery, ora i suoi generi preferiti...ma la verità è che se la serie merita non si butta via niente! Sceglie in terza media la via inizialmente forse poco remunerativa, ma per lei infinitamente appagante, dello studio delle lingue e culture straniere, con una passione per quelle anglosassoni e una curiosità infinita più in generale per tutto quello che non è "casa". Adora viaggiare, se vincesse un milione di euro sarebbe già sulla porta con lo zaino in spalla (ma intanto, anche per aggirare l'ostacolo denaro, aspetta fiduciosa che passi il Dottore a offrirle un giretto sul Tardis). Il sogno nel cassetto è il coast-to-coast degli Stati Uniti [check, in versione ridotta] e mangiare tacchino il giorno del Ringraziamento [working on it...]. Tendente al logorroico, va forte con le opinioni non richieste, per questo si butta nell'allegro mondo delle recensioni. Fa parte dello schieramento dei fan di Lost che non hanno completamente smadonnato dopo il finale, si dispera ancora all'idea che serie come Pushing Daisies e Veronica Mars siano state cancellate ma si consola pensando che nell'universo rosso di Fringe sono arrivate entrambe alla decima stagione.

1 Comment

  1. SDZ

    2 maggio 2017 at 14:48

    Ripongo delle grandi aspettative su questa serie. La storia sembra coinvolgente, il cast di tutto rispetto (finalmente dopo 24 Legagy torna la tanto amata Sarah Walker) e le location canadesi (Cambrige, Oshawa, Toronto) tra le piu’ belle in assoluto.

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