Arrow | Recensione 5×16 – Checkmate

Anche questa settimana l’esaltazione iniziale, dovuta ad alcuni flash che ci riportano alla mente quella che era una volta la grandezza della serie e le capacità di scrittura degli autori, lascia ben presto il posto ad una serie di riflessioni che vanno a minare l’intero impianto dell’episodio e rendono difficile trovare qualcosa da salvare.

Intanto, il fatto che Talia sia in cerca di vendetta per la morte di un padre che non ha mai cagato e che ha apertamente ammesso di odiare, mi pare la prima cazzata. Insieme a quella di mettersi ad allenare la gente per aiutarla nei suoi scopi malefici. Mi sembra tutto una forzatura, un voler per forza trovare ragioni e moventi lì dove non ce ne sono. Neppure Ra’s stesso sarebbe mai soddisfatto dal comportamento della figlia. Anzi, meno male che Oliver l’ha fatto fuori, almeno gli ha risparmiato la sofferenza di veder crescere due figlie sceme.

Allo stesso modo non convince neppure la storia di background di Chase/Prometheus. Anche lui è rivestito da una parvenza di perversione malefica, ma ad un’attenta analisi, anche la sua storia si regge su delle fondamenta per nulla solide. Il big villain sorprende e fa sorridere di gusto, ti fa pensare che finalmente si sta entrando nel vivo dell’azione, finalmente si capirà qualcosa di più. È sempre un passo avanti ad Oliver, i suoi dialoghi sono frizzanti ed intelligenti, minaccia e mantiene ma, soprattutto, non si ferma davanti a nulla. Arriva persino ad uccidere la moglie pur di portare avanti il suo piano malato, dando vita ad un plot twist di quelli che non ti aspetti, ma che sai essere nella penna degli autori.

E tutto questo per cosa? Per vendicare il padre e per dare sfogo alle sue velleità da psicologo? Ora, capisco che la scelta di una facoltà sbagliata e poco vicina alle nostre inclinazioni possa dare origine a disagi vari, ma questo mi sembra davvero troppo.

Sembra di assistere alla costruzione ad arte di un palazzo, solo per poi vedere quegli stessi operai tirarlo giù, mattone dopo mattone, finché non si resta davanti ad uno sconfinato spazio vuoto. La sensazione è pressappoco questa.

Anche la mia posizione su Felicity inizia a vacillare dopo questo episodio. Non ho mai fatto mistero del fatto che questa sorta di svolta dark non mi dispiaccia, ma da qui a “vendersi” completamente ad un’associazione che si professa paladina della giustizia, ma il cui modus operandi in realtà non si discosta molto da quello dell’autorità che cercano di combattere, ne passa di acqua sotto i ponti. Un conto è farsi corteggiare da questo gruppetto di hacker ed usarli per i suoi scopi, che nella maggior parte dei casi sono nobili, un altro è “prostituirsi” per loro e accettare di fare tutto quello che le viene chiesto, cercando di auto convincersi, con scarsi risultati, di agire nell’interesse delle masse. E direi che di danni in nome di non si sa quale ideale di giustizia superiore ne ha già fatti un paio. Ciò non toglie che i tentativi di ramanzina da parte di chiunque, Curtis incluso, hanno stancato. Anche se il vincitore è Oliver che si permette anche di parlare dei danni che causano i segreti. Dai, vai a nasconderti in un angolo e a vergognarti delle stronzate che dici. Ma la coerenza l’hai lasciata in Russia? Anche qui si sente la puzza di forzatura, il dover per forza trovare un modo di avvicinarli e il dover per forza far esprimere il leader del gruppo sugli affari di Fel. Un po’ come a dire, l’hanno rimproverata tutti, deve farlo anche lui, poi che risulti ridicolo e incoerente non fa niente. Tanto ormai noi telespettatori siamo abituati ad accettare di tutto!

#credici

Per il resto è sempre la stessa storia, aria fritta, discorsi triti e ritriti. Il solito, stanco e noioso Oliver che si lascia toccare da questi discorsetti sulla sua influenza negativa sulle persone che lo circondano. Come al solito, gli bastano due parole di Adrian, il quale gli elenca tutti i lutti che lo hanno colpito, per farlo ricadere nel baratro e portarlo ad un passo dalla sconfitta in questa infinita lotta contro la sua oscurità. Poi interviene Diggle a ricucire le sue ferite e magicamente l’incappucciato se ne esce con idee geniali come quella di sputtanare Chase alla moglie. Peccato l’epilogo lo porterà solo ad aggiungere un’altra morte sulla sua coscienza. Vattene 7 anni in Tibet e salva le poche persone rimaste in vita. E liberaci da questo tuo male esistenziale, #amen.

Oramai non mi commuovo neanche più e per me è davvero grave!!!

Questo è quello che vorrei fare agli autori!!!

E comunque anche Anatoli aveva già capito che grande stronzata fosse questa del dare un nome alla propria oscurità, in un periodo ben lontano dalle vicende recenti. E Oliver avrebbe dovuto ascoltare lui, non Talia.

Perdonalo Anatoly.

Con l’ennesima delusione, io vi saluto e come sempre vi ricordo di visitare le seguenti pagine per essere sempre aggiornati sulla nostra serie preferita:

Arrow Source Italia

∞ Olicity დ I love spending the night with you ∞

I believe in you • Olicity •

Miss Felicity Smoak : Our lovely Emily Bett

– Fra –




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Bravissima6
Divoratrice di telefilm a tempo pieno, avvocato a tempo perso. Cresciuta a pane e telefilm, nei soleggiati pomeriggi della sua infanzia già seguiva grandi classici come Happy Days, MacGyver, Genitori in Blue Jeans, ma ha iniziato il suo vero cammino verso la perdizione con Beverly Hills 90210, che le è costato non poche tirate d'orecchie perché "non è un telefilm adatto alla tua età, se continui a vederlo ti metteremo in punizione"! Ma per Dylan McKay si rischia questo ed altro!Ama leggere e scrivere, non esce mai senza un buon libro ed una moleskine nella borsa, non sia mai che venga colpita dall'idea della sua vita e non abbia dove annotarla! Ama la buona musica, l'arte e il vino! Ma ha anche passioni più frivole che la avvicinano ai comuni mortali, come lo shopping, il calcio e la nail art, a volte pensa seriamente di chiudere lo studio legale ed aprire un centro estetico!Ha da poco scoperto un nuovo lato geek, il suo I-phone è ormai il prolungamento della sua mano. Ama il suo ragazzo, i gatti, la lingua inglese, la sua splendida terra, odia la matematica. La sua citazione preferita, che racchiude un po’ la sua filosofia di vita, è “meglio rimorsi che rimpianti”!

1 Comment

  1. Angel

    21 marzo 2017 at 01:35

    Ma solo io sto trovando sia arrow che flash confusionari? Sto facendo fatica a seguire le trame ed il senso di alcune cose mi sfugge (e non in senso positivo). Gli unici che quest’anno si salvano un pochino sono le leggende (non guardo supergirl per cui non so come sia) ma anche li mi riservo di rivedere la valutazione perché con il ritorno di Rip non so come andrà

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