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Arrow | Recensione 5×14 – The Sin-Eater

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Che dite? È il caso che il Sindaco intervenga per rivedere le modalità di trasferimento dei detenuti un quel di Star? No, perché due sveglioni per un folto gruppo di psicopatiche, non la trovo una scelta molto furba. #eddai

E anche oggi una gioia la vediamo domani: dopo un’iniziale euforia dettata dall’apparizione sullo schermo della mia amata Cupid, la noia e la frustrazione hanno preso il sopravvento. Sempre per la rubrica avere l’oro tra le mani e non saperlo sfruttare.

Quanto possono essere divine?

Perché infondo gli autori lo sanno, del resto ogni volta che la serie inizia la sua parabola discendente pescano a caso nel mazzo dei bei personaggi che sapevano creare in passato, ne estraggono uno (o più di uno) e lo buttano nella mischia, puntando più sull’effetto nostalgia che sulla qualità. Con l’inevitabile conseguenza di inquinare anche quello che c’era di bello in passato. Per carità, la storyline è stata anche ben costruita e narrata, ma io da quelle tre mi aspettavo molto di più. Mi aspettavo che scatenassero l’inferno in terra e se non fosse bastato, me le sarei viste spingersi fino all’inferno e congelarlo. Invece no, tirano due calci a destra e sinistra ed escono di scena su quella che è la stata la sequenza di azione più imbarazzante dell’intera serie. Solo io ho trovato il tutto assolutamente lento? Per non parlare della assoluta mancanza di coordinazione dei protagonisti dell’azione e della regia inaccettabile! Da stendere un velo pietoso, veramente. L’unica più convincente è stata Dinah, che nella sua umiltà di non voler accettare il “costume” di Laurel per paura di non esserne all’altezza, è in realtà la migliore in campo. Fosse una pagella calcistica, direi cuore e sudore, un bell’otto di incoraggiamento, perché poi alla fine non fa altro che eccellere nella mediocrità!!!

Almeno rende felice Quentin, che in questo episodio si merita un quarto di gioia. Dopo essersi mangiato il fegato per più di metà episodio sentendosi colpevole per la sorte toccata a Liza Warner, vede almeno rivivere il ricordo della sua amata Laurel e può sorridere consapevole che il desiderio della figlia è stato avverato e qualcuno sta portando avanti la missione.


Insomma, se non è Oliver a caricarsi il peso dei peccati altrui sulle spalle, c’è sempre qualcun altro pronto a farlo. E se no come lo giustifichiamo il titolo poi? Stanno lentamente uccidendo il libero arbitrio, ormai nessuno agisce perché lo vuole, ma tutto ciò che le persone fanno, lo fanno perché spinte dai cattivi esempi che vengono di solito da Oliver, ora anche da Quentin…Quanto ancora possiamo reggere?

Passiamo alla rubrica il bullismo è una piaga difficile da debellare, soprattutto se sei figlia di Moira Queen.



Certo che con un figlio/fratello sveglio come lui, cos’altro potrebbero fare queste povere donne?

Potete indignarvi quanto volete, urlare allo scandalo e sottolineare l’ovvietà che la mela non cade mai troppo lontano dall’albero, ma Thea ha tutta la mia stima. A parte il fatto che le sue battute mi fanno morire e paragonare Susan ad un’incombenza fastidiosa come la spazzatura della quale è bene liberarsi subito, rende bene l’idea del ruolo della giornalista nella serie. Onestamente non ho capito a che gioco stesse giocando. La domanda diretta a Oliver sulla sua identità mi ha lasciata sorpresa, così come la risposta di lui (qui me l’avete fatta), ha cambiato le carte in tavola, ma ciò non vuol dire necessariamente che lei si fosse pentita e avesse deciso di non usare il materiale a sua disposizione. Secondo me si trattava più di una mossa strategica volta a far abbassare la guardia ad Oliver per raccogliere quante più informazioni possibili per poi uscire col suo scoop. E conoscendo il grado di furbizia di Oliver ci sarebbe caduto con tutte le scarpe, per cui ben venga Thea che ci toglie una spina dal fianco (per essere delicate). Il continuare a relegarla nel ruolo dell’oracolo ambulante che dispensa consigli che vengono anche diffusi come perle di saggezza è davvero l’ennesimo spreco. Datele un ruolo, o meglio, ridatele il suo ruolo.


Ben fatto sorella!!!

Prometheus continua ad essere latitante e ad apparire sulla scena solo per vie traverse. Questa volta per complicare la vita al mostro protagonista decide di fare una soffiata alla polizia, fornendo a Pike le prove mancanti per risolvere il delitto Malone. Anche qui la stronzata è dietro l’angolo, perché non è credibile che Pike rinunci a fare giustizia grazie a due belle parole del Sindaco. Avrebbe avuto molto più senso che Ollie ricorresse ad un abuso di potere per convincere Pike a collaborare, invece no,  sono bastati i suoi pipponi moralizzatori per rimettere tutto a posto. Meno male che c’è qualcuno che ha voglia di giocare e sputtana l’insabbiamento del Sindaco alla stampa… eh si mette male per il nostro Oliver. Non vedo l’ora di sapere quale cazzata inventeranno per tirarlo fuori da questa ennesima situazione scomoda.

Insomma, per essere un episodio diretto da una donna e popolato da donne con quel bagaglio e quel potenziale, è stato per l’ennesima volta piuttosto deludente e onestamente non ho più neppure voglia di incazzarmi o inveire più di tanto contro gli autori, perché ormai è davvero come sparare sulla croce rossa!

E voi cosa ne pensate di questo episodio? Aspetto i vostri commenti e prima di salutarvi, come sempre, vi ricordo di visitare le seguenti pagine per essere sempre aggiornati sulla nostra serie preferita:

Arrow Source Italia

∞ Olicity დ I love spending the night with you ∞

I believe in you • Olicity •

Miss Felicity Smoak : Our lovely Emily Bett

– Fra –

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Natasha

1 comment

alan 26 febbraio 2017 at 20:38

in realtà oliver aveva già commesso l’abuso di potere insabbiando l’omicidio di malone insieme al procuratore; la stro…pidaggine è che lo rivela a pike come se niente fosse! il punto è che sarebbe dovuto andare da pike direttamente come arrow, non come sindaco anche perché l’avrebbe capito pure un lobotomizzato che è quantomeno strano che il sindaco prenda la questione tanto sul personale.

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