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Arrow | Recensione 5×03 – A Matter Of Trust

Non mi voglio sbilanciare troppo perché ormai mi aspetto veramente di tutto dagli autori, ma questo episodio ha veramente spaccato. E se per farlo devono copiare le storyline delle stagioni passate, ripetendone anche gli stessi errori, ben venga. Qualsiasi cosa è meglio del pianto a cui abbiamo assistito per un tempo che è sembrato eterno.
Pare che gli autori abbiano ritrovato anche la loro vena infame: far ritornare Lawton, solo per illuderci e poi lasciarci con un pugno di mosche, è stato perversamente geniale.

In un primo momento ho pensato che fosse una delle conseguenze di flashpoint, come l’esistenza di John Jr. che viene finalmente nominato anche nella serie madre. Quando ero pronta a stappare una bottiglia per festeggiare, si è scoperto che era solo un’allucinazione di Dig. Ma non una buttata lì a caso, bensì una mirata a fargli venire gli scrupoli di coscienza per aver ucciso Andy, portandolo ad auto convincersi di meritare la detenzione forzata. Anche se, poi, a perdere completamente il senno sarà Lyla e non lui, come sarebbe anche comprensibile. La donna si presenta da Oliver con una pretesa tanto assurda quanto incoerente con il suo personaggio. Un personaggio che non si è mai scomposto, né abbassato a vili sotterfugi, neppure in momenti ben peggiori di questi. Ad ogni modo, ottimi i dialoghi tra Deadshot e Dig, meno buona questa volontà autopunitiva di John che puzza tanto di oliverite acuta. Non possiamo perdere il nostro buono e saggio Capitano.

Quindi, come vedete, di cazzate sparse ne fanno ancora. Come quella di introdurre un altro villain psicolabile, una sorta di alterego del mio compianto Conte, con il quale avrebbero potuto fare un lavoro magistrale, ed ucciderlo nel giro di 5 minuti. Insomma il filo conduttore dell’episodio mi sembra essere il #mainagioia.
Stardust si è calato abbastanza bene nella parte, non ho capito se il suo essere piuttosto rigido derivasse da un’esigenza di copione, del resto era una sorta di zombie, oppure da una sua poca confidenza con la recitazione. Anche se è più probabile che la spiegazione sia la prima. Ad ogni modo, per chi ha visto ed apprezzato il SummerSlam, vedere lui e Amell lottare è stato un po’ come rivivere quell’esperienza. Le scintille tra i due sono inevitabili! Peccato per la sua uscita di scena.

Veniamo alla “faccenda” nuovo Team Arrow. Diciamo che due delle nuove leve iniziano col piede sbagliato. Wild Dog in particolare, dopo aver fatto tante storie e capricci come un bambino il primo giorno di scuola, perché Oliver non si fidava di loro, decide di inaugurare la sua carriera proprio tradendo la fiducia del suo “capo”. Non solo, nel farlo si porta dietro l’elemento più inutile del Team (aka Evelyn) e sputa anche merda sui due compagni esclusi dall’impresa.

Insomma potrebbe scrivere il manuale “Come costruire lo spirito di squadra, corso avanzato”. Per non parlare di Evelyn che si presenta nel “covo dei cattivi” a viso scoperto. La conseguente collera di Oliver è totalmente comprensibile e giustificabile. Anche perché lui, a modo suo, ce la sta mettendo tutta e, a piccoli passi, sta cercando di costruire un Team che sia sorretto da qualcosa di più che da due pezzetti di nastro adesivo. Certo, la fiducia non è proprio il suo forte, ma per fortuna ha accanto la sua consigliera di fiducia, Fely.



Ancora una volta è lei ad essere decisiva e permette all’eroe di vedere le cose dalla giusta prospettiva, aprendo la strada alla vera collaborazione tra i nuovi membri di questa strampalata famiglia. Ed il loro primo intervento come una vera squadra si rivela decisamente vincente. L’uscita trionfale di Oliver, con la fabbrica che prende fuoco alle sue spalle, è semplicemente epica. La maschera di Curtis, però, è improponibile. Lui, d’altro canto, è veramente adorabile, molto Felicity vecchi tempi.

E visto che il tema centrale dell’episodio è proprio la fiducia, anche la bella bionda capisce che è ora di essere sincera e raccontare la verità su Heavenrock a Rory, che non la prende bene per il momento, come è normale.



Ho apprezzato però il gesto di Felicity, che se avesse continuato a mentire non sarebbe stata poi credibile nei panni del grillo parlante di Oliver.
Ottima anche Thea che si assume le responsabilità delle sue azioni e che se ne esce da vera bad ass nel confronto finale con la fastidiosa giornalista.


Buono anche il percorso di Oliver che nei panni dell’eroe rilassato è sicuramente più godibile. Non è un segreto che non mi piaccia vederlo musone e costantemente intento a rimuginare. Ciò non vuol dire privarlo di una coscienza, si può essere anche leggeri senza essere superficiali. Ed il trattamento riservato a Carl Roberto, ad inizio episodio, è esattamente quello che mi aspetto da lui. Leggerezza ed ironia, su!

È ammirevole anche il fatto che abbia finalmente deciso di prendere in mano la situazione come sindaco, la sua strafottenza verso questo ruolo non era più tollerabile. Insomma, sembrano essere arrivati tempi migliori per lui. Speriamo bene.

Il fidanzato di Felicity che cerca Arrow non può che essere il preludio di tante risate. Ed io mi avventuro in un altro pronostico: ci sarà una nuova storia anche per Oliver? Secondo me sì e con la simpaticissima giornalista! Chissà che è la volta buona che ci azzecco!
Futuro roseo in vista anche per Quentin, il gesto di Oliver nei suoi confronti è da apprezzare, almeno il nostro caro vecchio Capitano avrà un motivo per ricominciare.
Insomma, un episodio in linea di massima vincente, con una storyline che convince ed avvince ed un tema, quello della fiducia che viene ripreso anche nei flashback, dandogli un po’ di senso.

Come sempre, prima di salutarvi, vi ricordo di visitare le seguenti pagine per essere sempre aggiornati sulla nostra serie preferita:

Arrow Source Italia

∞ Olicity დ I love spending the night with you ∞

I believe in you • Olicity •

Miss Felicity Smoak : Our lovely Emily Bett

– Fra –

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