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American Horror Story Recensioni

American Horror Story: Roanoke | Recensione 6×08 – Chapter 8

Ottavo episodio, ci avviciniamo alla fine… e intanto la lenta agonia continua.
Non so voi, ma io sono arrivata al punto di non ritorno: questa stagione non mi piace. Pensavo che la peggiore fosse Coven – a MIO personalissimo avviso – ma devo ricredermi: Roanoke è di gran lunga peggio.
Ora, non siamo in pochi a criticare questa stagione e magari – e dico magari – possiamo sembrare un po’… come dire… supponenti, criticoni e bastian contrari. Quindi lasciate che vi spieghi in cosa pecca Roanoke nei miei confronti di telespettatrice.
Non fa paura. Per niente.
Secondo me, American Horror Story dovrebbe suscitare emozioni differenti da quelli del “oddio, che schifo, i cannibali”. Per me, quella parolina che sta in mezzo ad American e Story è quella su cui far leva: io voglio provare quel genuino senso di inquietudine, quello che la notte ti fa ritirare i piedi sul letto perché temi che, tendendoli oltre il bordo, qualcosa possa afferrarti all’improvviso, quello che ti fa salire le scale di corsa, quattro scalini per volta, quello che ogni rumore è un promemoria di tutte le cose terribili che potrebbero succederti.
Ecco, per me l’horror è questo. O almeno, è quello che l’horror dovrebbe farmi provare.
E quando una serie come American Horror Story pecca sotto questo aspetto, non si può non essere severi.
Poi, per carità, se a voi ha fatto paura la famiglia Polk e le sue torture, buon per voi! Qui non si giudica la sensibilità generale, ma solo quella personale. La mia, in particolare.






Sapete invece quale show sta facendo un ottimo lavoro a livello di inquietudine? Channel Zero. Channel Zero, sebbene non sia tutta questa grande serie e con un paio di attori che dovrebbero cambiare mestiere, si sviluppa attorno ad una delle più belle creepypasta che io abbia mai letto, Candle Cove. Anche American Horror Story aveva una leggenda di partenza, quella di Roanoke, ma anziché concentrarsi su di loro, ha deciso di spostare fin troppo l’attenzione su altri personaggi.
Forse, se si fossero concentrati sin da subito sulla colonia, le cose sarebbero andate diversamente.
Purtroppo con i se e con i ma non si fa la storia, quindi vediamo un po’ cosa ci ha riservato questo episodio.

SCHIFO.
SCHIFO.
ILARITA’.
SCHIFO.
SCHIFO.
UH, UNA COSA INTERESSANTE IN MEZZO ALLO SCHIFO!
VENDETTA.
SUICIDI.
OMICIDI.
DEMENZA.
Sinceramente, potrei riassumerlo così questo episodio. Tutta la parte relativa ai Polk mi ha annoiata a morte, l’unico aspetto interessante è stato il riferimento al Piggy Man di Murder House, perché a quanto pare è sempre stata la stessa leggenda, quella di Cain Polk. Certo, è stato un po’ un riferimento fine a se stesso, una chicca per i fan della prima stagione. La apprezzi perché non c’è molto altro di cui restare stupiti.
Kudos immensi a Monet, che non appena ha l’occasione di scappare lo fa senza pensarci due volte. L’unica cosa che umanamente ha avuto senso negli ultimi due episodi a questa parte.

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Ho trovato anche particolarmente strano l’atteggiamento di Audrey: quell’uscirsene random con battutone fuori luogo mi ha divertita e lasciata perplessa nello stesso momento. Cioè… perché?
Lee si è rivelato il miglior personaggio fino ad ora e spero vivamente che sopravviva. Non ho visto un minimo di evoluzione negli altri personaggi, ma la sua confessione e ammissione di colpa – è stata lei, consapevolmente, ad uccidere suo marito – l’ha fatta immediatamente arrivare in cima. Well done!
Interessante è stato anche il confronto con Dominic: si è visto accusato di una cosa che non ha fatto perché è sempre stato un po’ un pezzo di merda. Infatti Lee è tipo cioè, figurati tu se Shelby, quella che mi ha fatto finire in prigione senza motivo e senza prove, era pazza abbastanza da ammazzare mio fratello e poi suicidarsi. È ovvio che sei stato tu, attore che ha sempre mirato al successo e alla notorietà! Tutti gli attori ammazzano gente random, è ottima pubblicità!
Insomma, addio Dominic, insegna agli angeli che avere haters su twitter è sicuramente meglio che averli nella vita vera!
Nel momento in cui ti dici che finalmente i personaggi hanno capito come comportarsi, Lee ha quest’idea geniale: tornare dai Polk per prendere i nastri, perché poi ci arrestano!!!

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Ma siamo seri??? Io sarei scappata così in fretta che avrei lasciato dietro di me una scia, tipo cartone animato. Hanno paura di essere arrestate per omicidio quando i corpi dei Polk giacciono in una casa piena di marijuana e orecchie umane in salamoia? Ma viviamo in un universo alternativo?
Per fortuna l’arrivo del fake Piggy Man è provvidenziale: signori e signore, ecco Wes Sopracciglioni Bentley! Io lo prendo in giro, ma sappiate che vanto da sempre una big crush nei suoi confronti… che posso farci, ho un tipo!
Dylan è un po’ il coglione della situazione, il che potrebbe condurlo ad una morte atroce. Io spero di no. Magari sarà la chiave per portare gli altri in salvo!

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Detto questo, un altro aspetto totalmente random e nosense di questo episodio è rappresentato dalle riprese a casa Polk: a volte provenivano dalla videocamera e dai telefoni, altre volte provenivano dall’alto. Chi è che stava riprendendo? Dubito che Sidney abbia piazzato telecamere anche lì, quindi di cosa si tratta, di un palese errore o di qualcosa che – come tutto il resto della stagione – ci sfugge?
Forse non lo sapremo mai!
E voi cosa ne pensate di questo episodio? Fatemelo sapere nei commenti! Intanto vi invito a passare dalla pagina American Horror Story ITALIA per rimanere sempre aggiornati e vi lascio con il promo del prossimo episodio!

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2 comments

Alessia 8 Novembre 2016 at 15:46

Coven nn faceva paura….a dire il vero a me nessuna stagione di AHS ha mai fatto paura…ma erano ben strutturate e interessanti, anche Coven. questa è UNA NOIA MORTALE……..

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Irene 9 Novembre 2016 at 17:51

Lee deve tornare indietro perche´ha confessato di aver ucciso il marito mentre era ripresa… Quindi non gliene frega niente dell´aver ucciso i Polks, lo sa che non sarebbero incriminate per quello, pero´se ne uscisse viva finirebbe la sua vita in prigione o forse anche sottoposta alla pena di morte!

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