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American Horror Story Recensioni

American Horror Story | Recensione 4×08 – Blood Bath

American Horror Story è quello show in cui un episodio dal titolo «Blood Bath» ti fa preoccupare e non poco. Perché se in ogni altra serie è un’espressione metaforica e figurata, qui oh hell no. Qui è letterale, soprattutto se il creatore della puntata è Ryan Murphy in persona, e quindi a noi non resta che una domanda da farci: chi sguazzerà nel sangue di chi? (O meglio, il primo «chi» potrebbe tranquillamente essere sostituito da Dandy, perché dai, chi altri se non quello psicopatico potrebbe essere protagonista di una scena così?)

Per quanto riguarda il «sangue di chi», le opzioni sono ben varie, perché nessuno è davvero al sicuro. Ma andiamo con ordine: la puntata si apre con la backstory del nuovo clown, proprio il nostro Dandy, raccontata dalla madre Gloria al suo psichiatra. «I always thought of him as a foreigner», e rivanga episodi dell’infanzia di Dandy che avrebbero dovuto farle capire che il suo tenero pargolo aveva qualche piccolo problema. Gloria si lamenta del gatto che rovina le azalee, pof, niente più gatto è problema risolto! Dandy aveva un amichetto, Emil, e pof, sparito pure lui! Insomma, Gloria, io al posto tuo mi sarei già fatta più di due domande e avrei capito che qualcosa non andava: è tutto molto strano, persino per l’America degli anni Cinquanta. Ecco, Gloria è forse il personaggio che mi piace di meno, e in modo diverso da Dandy: Dandy è psicopatico, questo lo sappiamo, e non ci sono scuse per lui, ma nemmeno per sua madre, che ha preferito girarsi dall’altra parte invece di realizzare che il suo bambino non era il perfetto bambino da boom economico. Again, who is the real monster?

 
 

Intanto, giù all’accampamento, la gang di Elsa sta cercando la povera Ma Petite, ma trovano solo i suoi vestiti squarciati, come se ad aggredirla fosse stato un qualche animale selvatico (hint: non che la definizione di animale sia poi così sbagliata, ad essere sinceri). Ethel ha i suoi sospetti, ma della persona sbagliata, Elsa, e quindi non si fa problemi a confrontarla: la scena è stata bellissima e ovviamente straziante, con anni di amore e fiducia svaniti, il senso di profondo tradimento che Ethel prova pensando che Elsa possa attaccare uno dei suoi stessi freaks.

Le cose non ci impiegano né uno né due a riscaldarsi, e Ethel spara a Elsa in una gamba – e offrendoci l’occasione per completare la storia delle sue gambe di legno, che include Danny Huston nei panni di uno scultore/intagliatore italiano di nome Massimo. Come la sua ultima incarnazione, l’Axeman, anche questa volta Danny Huston ha una leggera ossessione con Jessica Lange. Ma honestly, che può biasimarlo?

A Ethel la storia di Elsa non fa cambiare idea, e le giura di ucciderla, e poi di suicidarsi. «Sorry you won’t be going to Hollywood, Elsa», dice. «Sorry you won’t be there with me», risponde Elsa, proprio prima di prendere un coltello e infilarlo nell’occhio della sua amica. Al che io ho dovuto spegnere il computer un attimo e calmarmi. I mean, che Ethel avesse poco tempo da vivere lo sapevamo tutti, ma Elsa, come hai potuto? Il modo in cui ci sono rimasta malissimo è direttamente proporzionale ai salti di gioia che ho fatto quando l’anno scorso era morta Madame Lalaurie in Coven. Ryan Murphy ti odio.

Mentre io consumavo un pacchetto di fazzoletti dietro l’altro, Elsa fa in modo di disfarsi delle prove del suo crimine, assieme a Stanley, che a quanto pare è un esperto di situazioni orribili/macabre/terrificanti e sa sempre cosa fare. Aiuta Elsa a mascherare l’omicidio con un incidente d’auto: Maggie vede la macchina schiantarsi, e i freaks trovano Ethel morta, dichiarando il tutto un suicidio. Del resto lo sapevano tutti che Ethel era malata, dice Desiree, e probabilmente voleva scegliere lei quando andarsene, invece di aspettare di essere trascinata via dalla malattia.


Jimmy non la prende bene, povero bambino. Fa un discorso toccante sulla tomba della madre, dicendole delle parole che a mio parere valgono molto più di tanti giri e rigiri vuoti, «You weren’t nobody». Non è quello che tutti noi ameremmo sentirci dire, dai nostri cari? Che la nostra vita ha significato qualcosa, anche se per poche persone? A me sono piaciute davvero tanto. Desiree invece, a mo’ di Katniss Everdeen, dalle ceneri dell’amica morta fa risorgere un fuoco di autonomia femminile, «She didn’t need a man to take care of her. We never had it easy, None of us. Especially not us women». Molte sono d’accordo con lei, in particolare Penny, con la faccia ormai irrimediabilmente distrutta dal padre. «I say no more. Not in my house», conclude Desiree, e io non posso che essere d’accordo. Sarà un riferimento alla vita reale, e alla continua lotta per la parità dei sessi? Non so, ma sinceramente, non ci sono mai abbastanza empowering ladies in televisione, e quindi sono molto molto contenta di questo nuovo sviluppo.

 
 
 

Nel frattempo, nell’allegra casa degli omicidi è arrivata la figlia di Dora, ossia Regina, interpretata dalla mia baby Gabourey Sidibe: come tutte le sue precedenti incarnazioni, Regina non ha nessun problema a dire quello che pensa, e ha un basso livello di tolleranza per le vaccate altrui. Non si fida di Gloria, ed è sospettosa: vuole sapere cos’è successo a sua madre, e vuole saperlo subito.

 
 

Gloria ovviamente va nel panico, cercando però di mantenere la situazione il più normale possibile, e per prima cosa manda Dandy dal suo psichiatra, con la scusa di mandarlo a misurare il suo senza dubbio incredibile QI. Finisce tutto con lo psichiatra che mostra le macchie di Rorschach a Dandy, e le risposte di quest’ultimo sono tutto un programma, «I see a man with his arms torn off. His insides are outside for all the world to see. His blood is spilled all over the wall», e poi racconta di un’affascinante storia dei nativi della Papua Nuova Guinea che mangiano carne d’uomo per ottenerne la forza. E di nuovo, io al posto di questo psichiatra avrei un po’ cominciato a preoccuparmi, ad avvisare qualcuno, ma a quanto pare è perfettamente normale. Io non so. Non ho una laurea in psicologia, ma non credo sia comune vedere un’interno film di Tarantino nel test di Rorschach, o sì?


Al campo, Elsa cerca di distrarsi da tutta la faccenda dell’omicidio tornando a gestire il Freak Show, e come cominciare meglio le cose che con una nuova recluta? Ecco Barbara, una ragazza benestante di Miami decisamente non contenta della sua vita. Sua madre ha messo in giro la voce che è incinta, pur di non dover ammettere che è «a big fat pig». Elsa però cambia la prospettiva di Barbara. «You are a hedonist. A lover of the physical world. There is a place where every pound of that glorious jiggle will be cheered, celebrated», le dice, e Barbara se ne scappa via col Freak Show.

Desiree e la sua squadra di signore intanto hanno messo in moto una spedizione punitiva, portano il padre di Penny all’accampamento, e stanno per tagliarlo in diverse piccole parti nella migliore tradizione di Hannibal, quando interviene Maggie, che distoglie tutte quante dai loro propositi omicidi. Sinceramente, ormai non capisco più bene se Maggie è una cattiva che cerca di fare del bene, o una buona che si finge cattiva ma che ritorna buona di colpo. Mi sono un po’ persa. L’unica cosa certa è che alla fine il padre di Penny si tiene la pellaccia, ma solo perché sua figlia glielo consente, «I am the astounding Lizard Girl. You get to live only because I say so».

La scena conclusiva dell’episodio è a casa Mott. Gloria vuole scappare da Jupiter, mentre Dandy insiste che uccida Regina, o che altrimenti si sieda proprio vicino a lui sulla sedia elettrica quando saranno entrambi accusati di omicidio. Non vuole andarsene, il nostro Dandy, e quindi ecco che arriva il confronto finale: le dice come è perfettamente a conoscenza di come lei abbia sposato il suo cugino di secondo grado, partorendo un figlio nato da un incesto (ed ecco, Dandy potrebbe fondare un club molto esclusivo assieme a Joffrey Lannister). Di come lei non sia meglio dei Roosevelt. Gloria cerca di farlo ragionare, «Your father wasn’t the love of my life. You were», and wow, that’s creepy.

 
 
 

Dandy prende una pistola, se la punta alla tempia, «It’s time for this madness to end». Gloria, disperata, lo implora, «I can’t go on if you kill yourself». Dandy cambia idea, e spara a sua madre dritto in fronte. Complimenti, Dandy. Abbiamo appena raggiunto un livello superiore, a quano pare. E alla fine lo vediamo, questo bagno di sangue del titolo: è Dandy, beatamente a mollo nel sangue della madre manco fosse alle terme. Dire che la cosa era inquietante è dire poco.

E così, quest’episodio è finito con due ragazzi rimasti orfani di madre. Jimmy, ancora sconvolto, che manda via Maggie e piange sulle spalle di Barbara, e Dandy, che sembra non avere una preoccupazione al mondo. Io posso solo aspettare il finale di metà stagione con un po’ troppa ansia.

 
(story of my life, tbh)

Grazie per aver letto, people. Ricordate di passare dalla pagina Citazioni improbabili di American Horror Story, e ci vediamo la prossima settimana!

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