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American Horror Story Recensioni

American Horror Story | Recensione 4×04 – Edward Mordrake, parte 2

Un bel po’ in ritardo causa Lucca Comics, ma ancora nello spirito di Halloween, eccomi qui, di nuovo sempre più meravigliata dalla genialità che è questa stagione di American Horror Story. E io che pensavo che la scorsa puntata fosse da restare senza fiato. Ma questa, questa, santo Salazar Serpeverde, sono rimasta senza parole! E quindi, senza blaterare troppo, lanciamoci subito nella 4×04, «Edward Mordrake, part 2».

Nella scorsa puntata avevamo lasciato Edward a cercare un nuovo freak da aggiungere al suo entourage: grazie al dio delle serie tv Ethel non era risultata adatta – e vorrei vedere! – quindi la nebbia verde si spande per tutto l’accampamento, e Mordrake fa visita a tutti gli altri membri dello spettacolo.

Certo, il suo metodo di selezione mi resta un po’ oscuro, ma almeno offre un perfetto espediente narrativo per metterci al corrente delle backstory di tutti i personaggi che ormai abbiamo imparato a conoscere, ma dei quali non sappiamo proprio tutto. I primi sono Legless Suzy e Paul, entrambi con una storia di ordinaria e terribile miseria: la prima ha perso le gambe a causa di un’operazione alla schiena ed é finita sulla strada, il secondo è nato così, e non ha mai avuto una vita normale; Suzy ha pugnalato alle gambe un altro mendicante che continuava a deriderla, probabilmente uccidendolo, e Paul ha deciso di farsi tatuare tutto il corpo, tranne il viso, perché, «I have a handsome face. Can you imagine this mug on a normal body? I could’ve had the world.», e personalmente ho trovato quella frase molto toccante. Ma nessuno di loro due é pane per le due facce di Mordrake, e quindi la nebbia verde passa oltre.

Mi é piaciuto molto anche il fatto che l’unico rifugio di Paul dallo sprezzo della gente fosse il cinema, il buio della sala, e lo schermo – molti dei personaggi di questa stagione sono scolpiti e definiti dalla fama, dal mondo di Hollywood, e nessuno come Elsa, alla quale Mordrake fa visita. La trova ancora nella frenesia post-spettacolo, e lei lo crede il famoso talent scout predetto da Miss Esmeralda. Salvo che, ehm, non è proprio così. Mordrake si rende subito chiaro, «Hai cantato quella straordinaria cover di Lana Del Rey e quindi eccomi qui a cercare un nuovo freak. Tipo te», e Elsa si rifiuta, all’inizio, grida che lei è la custode, la madre di questi mostri, ma non è una di loro. I fantasmi al seguito di Edward la afferrano, le tolgono le protesi, ed eccoci. La storia di Elsa Mars.

 

Comincia tutto nella Repubblica di Weimar, nel 1932. Ancora nella decadenza del dopoguerra, ma non già sotto la guida di Hitler. Elsa è una dominatrix, infligge dolore a uomini che hanno bisogno di sentire qualcosa, qualsiasi cosa dopo la trincea della Prima Guerra Mondiale. Lei dice che era una stella, che era diversa dalle altre donne. E forse proprio per quello finisce dove finisce: una stanza buia, uomini strani, una macchina da presa, e droga. Semi-cosciente, racconta Elsa, abbastanza da non poter reagire ma non a sufficienza per non sentire niente. E quello che doveva essere un film porno diventa un film dell’orrore, che si porta via le gambe di Elsa e ogni suo possibile sogno di far carriera, visto che il filmato gira per la Germania, Berlino, Monaco, e una copia arriva fino a Vienna.


E, cavolo, se non é una backstory tragica questa, magistralmente interpretata dalla Lange in un misto di tristezza, sprezzo e rabbia. Mordrake è convinto che sia proprio lei la freak che cercava, e io avevo già le mani nei capelli per la disperazione perché no che diavolo sta succedendo quando la demon face cambia idea. Edward Mordrake se ne va, lasciando Elsa, che aveva accettato il suo destino e voleva esser presa nel circo degli allegri fantasmi. Oltre al fatto che sarebbe stato vagamente impensabile far fuori la protagonista appena alla quarta puntata, Elsa voleva andare con Mordrake, ed é probabilmente un fatto abbastanza raro. Secondo me anche questo fattore ha un po’ dissuaso la demon face: Mordrake si prende gente che non vuole seguirlo, non fa favori, e accontentare Elsa sarebbe stato portarla fuori dalla sua miseria. Mordrake doesn’t have a gentle heart, credo. O una gentle face, sarebbe il caso di dire.

 

E chi resta? Chi Mordrake non ha ancora visitato? Quale freak manca all’appello? Twisty. Il nostro caro clown (del quale tra l’altro mi sono trovata davanti un cosplayer il giorno di Halloween in un vicoletto di Lucca – ho rischiato di avere un attacco cardiaco, giuro. Lui era fantastico, ma io sono rimasta terrorizzata), che troviamo impegnato con il suo nuovo migliore amico, Dandy, in uno spettacolo di Halloween per i suoi tre prigionieri. O meglio, cinque, visto che anche Jimmy e Maggie sono finiti tra il pubblico dei clown mentre tornavano in moto all’accampamento. Ora, ditemi che non sono la sola ad aver ricevuto tutte quelle romantic vibes da questi due, vi prego. Sembra che anche per questa stagione Evan Peters e Emma Roberts avranno un qualche tipo di romance, anche se, sinceramente, non è che lo shipping mi interessi particolarmente, in American Horror Story. Tranne quando si parla di Cordelia e Misty Day da Coven allora lì le shippavo con la stessa intensità di migliaia di soli. Passiamo all’azione: durante lo spettacolino, Jimmy salta addosso a Dandy e lo mette a terra, per lasciar scappare tutti gli altri ostaggi. Dandy, in pieno capriccio come suo solito, si lancia all’inseguimento. Jimmy viene colpito da Twisty e finisce KO, ma proprio mentre il clown sta per farlo fuori, arriva la nebbia verde che ormai conosciamo bene. Edward Mordrake fa la sua apparizione e noi veniamo a sapere la storia di Twisty.


Pensavate che il clown fosse solo l’ennesima creatura nata da un incubo, senza troppi motivi e messa lì solo per generare terrore, vero? Un po’ come il minotauro nella scorsa stagione? Una fonte di violenza senza apparente controllo? E invece no. Twisty ha psicologia, e intenzione, e moventi. Lavorava come clown da circo negli anni Quaranta, e nessuno amava i bambini come lui, almeno finché altri membri della troupe hanno cominciato a stancarsi di lui, e hanno deciso di disfarsene. Insinuano che faccia «brutte cose» coi bambini, che la polizia stia venendo a prenderlo, e il povero, semplice Twisty scappa, torna a Sud, in Florida, a Jupiter. Lì cerca di continuare a far divertire i bambini, costruisce per loro giocattoli che però non vengono apprezzati – la comunità si rivolta contro di lui, e alla fine si risolve a infilarsi una pistola in bocca. Se non fosse che, «I’m so dumb I can’t even kill myself». Twisty sopravvive, e continua ostinatamente a fare l’unica cosa che l’abbia mai reso felice: divertire i bambini! Uccidendo i loro genitori e rinchiudendoli in una gabbia, certo, ma le sue intenzioni erano legittime – almeno nella sua visione.

«I have met many a craven killer, many a sniveling coward in my time. Every one of them could admit the blackness in their hearts when their hour came», commenta Edward, ma Twisty é diverso. La demon face é convinta, e io mi ritrovo ad avere feels anche per il clown che mi terrorizza. Murphy, sei un genio ma ti odio, sappilo. Il circo di Mordrake si prende Twisty sotto gli occhi sconvolti di Jimmy, e poi se ne va, lasciando questo mondo fino al prossimo Halloween, probabilmente. Al suo posto arrivano i poliziotti, che prendono atto del cadavere di Twisty e si congratulano con Jimmy, chiamandolo eroe per aver salvato i tre ragazzi spariti. Jimmy non apprezza un granché le lodi, ancora in lutto per Meep com’è, e la tensione tra i freaks e i poliziotti non si abbassano di tono proprio per niente.


In compenso, l’opinione della cittadina cambia, e tutti gli abitanti di Jupiter si radunano davanti al tendone di Fraulein Elsa, con torte fatte in casa e grandi sorrisi, per ringraziare Jimmy. Gli vogliono stringere la mano. Per Jimmy è un momento molto toccante, mentre per Elsa è un’occasione di grande profitto: annuncia uno spettacolo straordinario, che fa il sold out in poco tempo. C’è giusto giusto spazio per un ultimo spettatore: un sedicente talent scout da Hollywood, e Elsa va in brodo di giuggiole. Vede le stelle, e tutte le stelle hanno il suo viso. Certo, questo talent scout altri non é che il compagno in crimine di Maggie, ma vedremo come si svilupperà la situazione.

 

L’ultima scena vede Dandy dirigersi a casa, dopo aver trovato il cadavere di Twisty e averne indossato la maschera, in una sorta di macabro passaggio di ruolo – e scusatemi, ma questo dettaglio mi disgusta e non poco, considerando quello che c’era sotto la maschera di Twisty. Il ragazzo entra nel salone e trova Dora. I due hanno l’ennesimo scontro verbale, che però finisce in modo un po’ diverso dal solito: Dandy le taglia la gola, dimostrando che forse lei avrebbe dovuto avere paura di lui e mandando in fumo ogni mia speranza di servirgli due bei ceffoni su un piatto d’argento. La fine della puntata è la risata deliziata e terribilmente inquietante di Dandy, mentre tutto quello che riuscivo a pensare era the clown is dead. Long live the clown!

 
 
 

Se all’inizio ero un po’ dubbiosa della decisione di togliere di scena Twisty così presto, dopo essermi confrontata con amiche e fellow fans in giro per Lucca mi sono ricreduta: ora le luci di villain della stagione puntano su Dandy, a confermare ancora una volta il concetto di «non tutti i mostri sono quelli dal brutto aspetto», anzi. Dandy è proprio l’opposto, ben vestito e ben pettinato e tutto carino, ma immagino che l’aver ucciso Dora abbia abbattuto una sorta di limite, in lui, e non c’è verso di prevedere cosa sarà capace di fare. Teniamoci pronti.

Grazia mille a voi per aver letto, e ci vediamo prestissimo con la 4×05, «Pink Cupcake»! Intanto, ricordatevi di passare dalla nostra compagna Citazioni improbabili da American Horror Story, e ricordate:

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