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American Horror Story Recensioni

American Horror Story | Recensione 4×01 – Monsters Among Us

Tre cose per me sono infinite: l’universo, la lista di serie tv che devo recuperare e l’amore per il periodo dei Fabulous Fifties e Swinging Sixties. Ora, togliendo le prime due voci, capirete perché ero già in hype per la nuova stagione di American Horror Story quando si é saputo che sarebbe stata ambientata negli anni Cinquanta. Senza contare che si tratta di American Horror Story, aka una delle serie più geniali degli ultimi anni. E che parla di un freak show, I mean, how cool is that? Quando mi é stata assegnata per questa stagione autunnale per poco non mi prendeva un colpo.

Quindi, eccomi, sono Benedetta, o Bee, e vi terrò compagnia con i recaps della quarta stagione di AHS, che tutti aspettavamo con ansia. E, devo dirlo, anche con un po’ di fifa perché i promo mi hanno davvero, davvero, terrorizzata, questa volta. Quelli di Coven mica erano così terribili! Ma le paure bisogna affrontarle, il che vuol dire farsi coraggio, assicurarsi che siano le due del pomeriggio in una bella stanza illuminata, e schiacciare play sulla 4×01, «Monsters Among Us».

Devo dire che sono sempre stata affascinata dalle ambientazioni nella piccola provincia americana, e questa non fa eccezione: lo show ci trasporta nella piccola Jupiter, in Florida, nel 1952. C’é qualcosa, sulla provincia americana, che ci fa immediatamente tornare alla mente persone scialbe, perse a pensare a cose di poca importanza in mezzo a quel nulla che é la campagna degli USA. O magari sono solo io. Ma é questa l’idea generale che ho tratto dallo scenario in cui si muovono i nostri freaks, e per me ha subito reso bene l’idea che penso fosse il fulcro della puntata: chi sono i veri mostri? Quelli di Fraulein Elsa, o le persone «normali», così pulite e perfettine, ma con così tanti scheletri nell’armadio da far impallidire chiunque? Una domanda interessante, e che di sicuro ci farà riflettere molto, nel corso della stagione.

E dopo aver studiato bene l’ambientazione, siamo pronti ad incontrare il primo personaggio, o meglio— i primi personaggi? Perché Bette e Dot sono due, due persone distinte costrette in un solo corpo. Due gemelle siamesi. Un bel ruolo, decisamente impegnativo per Sarah Paulson, che però credo si dimostrerà perfettamente all’altezza. Le due gemelle sono diametralmente opposte, come ci aiutano a capire le parole che affidano ai loro diari: Bette, affascinata dal mondo del cinema e desiderosa di libertà; Dot, che preferisce vivere nell’ombra ed é spaventata dal cambiamento che Elsa porta nella loro vita. Anche se entrambe sembrano essere d’accordo su una cosa: il nostro Lobster Boy, ma é ancora presto per lanciarci in speculazioni, anche se quel commento sul fatto che le gemelle fossero vergini e la «side activity» di Jimmy… Ma vabbé. Tornando alle gemelle. Dire che mi affascinano é dire poco: quest’idea di due persone così diverse costrette in un solo corpo farà di sicuro scintille per tutto il resto della stagione, e concordo con Elsa nel pensare che Bette e Dot potrebbero essere la salvezza per il freak show, sempre se non vengono arrestate prima. Già, perché l’episodio si apre con l’omicidio della madre delle gemelle, da parte di Bette, esasperata dalla continua reclusione – ma di certo sarebbe stato molto meno sicuro per loro andarsene in giro in una cittadina come Jupiter. Sotto questo punto di vista, la comparsa di Fraulein Elsa ha significato una bella alternativa alla prigione.

Ed ecco, la comparsa di Fraulein Elsa Mars, con quella pelliccia à la Crudelia DeMon e quella borsa che, ormai abbiamo capito, si porta dietro dappertutto. Un personaggio di quelli che qualsiasi sceneggiatore vorrebbe creare almeno una volta nella vita, e probabilmente il mio preferito – sì, lo dico già alla 4×01, ma ehi, ci sono troppe cose su Fraulein Elsa che non posso non adorare. Il suo accento tedesco, prima di tutto, e le battute pungenti, come quella che scambia con il proprietario del terreno, «You Americans are so sensitive! You won the war!». L’affetto e il senso di protezione che prova nei confronti dei suoi freaks, dei quali probabilmente si vede un po’ la figura materna, e soprattutto, soprattutto, quest’idea di stella che non é mai riuscita a brillare. Quando Elsa ha tirato fuori i ritagli di giornale con le recensioni degli ultimi film, al diner, parlando di Marlene Dietrich, ero già estasiata. E al dialogo di fine episodio con Ethel ero letteralmente al settimo cielo, perché quello che davvero vuole Elsa é essere una stella, essere amata per il suo talento, riuscire a entrare in quel mondo dorato che negli anni Cinquanta stava prendendo piede e affascinando chiunque, nel mondo. E per farlo, credo che sarebbe disposta a fare qualunque cosa, anche ad assemblare un gruppo di freaks e portarlo in giro per l’America sperando che gli spettatori invece notino lei. Lei che, in fondo, é una freak tanto quanto gli altri, vista la rivelazione sulle sue gambe in chiusura di puntata. E quindi, Fraulein Elsa Mars, chi é? Una benefattrice, o un mostro che non si fa scrupoli a sfruttare altre persone per il suo sogno? Ethel propende per la prima opzione, ma staremo a vedere.

Tra l’altro, spero che Sua Maestà Jessica Lange canti in ogni puntata, perché quella performance di «Life On Mars» di David Bowie, che potrebbe essere tranquillamente rinominata «Life On Jupiter», considerata l’ambientazione, é stata fantastica. Jessica Lange, David Bowie, accento tedesco, insomma, I mean. Life’s just amazing. Voglio risentirmela da qui fino alla fine dei tempi, e non sto scherzando. Tra l’altro si rumoreggia che dovrebbe anche cantare Lana Del Rey, in una puntata non troppo lontana – ecco, quel giorno dovrete raccattarmi con un cucchiaino dal pavimento dove mi sarà sicuramente liquefatta, perché Jessica Lange + Lana Del Rey + Fifties? Too much awesomeness to handle.

http://youtu.be/VG_BVE2VjJw

Ma questa puntata non ci ha presentato solo le gemelle e Elsa, ci ha portato a conoscere tutto lo stravagante caleidoscopio di persone che girano nel Fraulein Elsa’s Cabinet of Wonders. Primo fra tutti Jimmy Darling, interpretato dal nostro ormai amato Evan Peters, un Lobster Boy con i capelli alla Danny Zuko che nel tempo libero tira su soldi extra aiutando le tipiche casalinghe americane a trovare le soddisfazioni che sono impossibili, con i loro mariti. Il tutto a suon di occhiolini, perché ti abbiamo già inquadrato, Jimmy. You’re smug as fuck. Ma non solo, perché a Jimmy Darling la vita del freak show sta stretta, ed é stufo di essere messo su un palcoscenico così le altre persone, le persone «normali» possono ridere di lui. Vuole cambiare, e vorrebbe portare con sé alche tutti gli altri, perché sono la sua famiglia – famiglia che non esita a proteggere, quando taglia la gola al poliziotto venuto ad arrestare Bette e Dot. E il suo discorso poco prima di far sparire il cadavere lascia presagire che Jimmy non ha nessuna intenzione di starsene buono e tranquillo. Non che ci dispiaccia. You go, Jimmy.

Assieme a Jimmy facciamo conoscenza di sua madre, Ethel, la donna barbuta, ossia una fantastica Kathy Bates. Salvata da Elsa e a lei incredibilmente devota, é un po’ il primo ufficiale del freak show: si prende cura degli altri performers, gestisce la vita della compagnia e soprattutto supporta Elsa, in tutto e per tutto. La consola e la rassicura, a fine puntata, dicendole che con le gemelle lo show prenderà il volo di nuovo, e Elsa potrà finalmente essere una vera stella dello spettacolo. Ho sempre avuto un debole per le figure materne, quelle che sono un po’ le mamme orse, e Ethel sembra rientrare in questo modello perfettamente. Poi io adoro alla follia Kathy Bates, quindi é promossa al 200 percento, per quanto mi riguarda.

E attorno a loro tutti gli altri freaks, come Jyoti Amge, la donna più piccola del mondo, sia sullo schermo che nella vita vera, che impareremo sicuramente a conoscere, anche se, magari, non come ha fatto la giovane infermiera, a suon di oppio e orge. Ecco, quella scena mi ha leggermente disturbata, ma del resto é American Horror Story. Cos’altro volete che faccia, se non disturbare il suo pubblico?

La risposta é una sola: terrorizzarlo a morte coi clown assassini perché UGH, no, i clown assassini no. Già ho i miei problemi coi clown, come Sam Winchester. Il cattivo di questa stagione mi procurerà incubi a non finire, me lo sento. Non potrò addormentarmi mai più. Dovrò dormire con un cerchio di sale attorno al letto (bé, almeno Supernatural mi ha insegnato ad essere pronta per certe situazioni. Thanks, Winchesters). Va bene. Sono calma. Ma resta il fatto che Twisty the Clown sembra uscito dritto dritto da un incubo, con quella sua faccia coperta a metà da una maschera che sembra (o probabilmente é) carne umana e il sorriso grigio e— tutta la sua persona, generalmente. Per ora, la sua follia omicida é contenuta, ma Jupiter sta cominciando a rendersene conto, e non dubito che presto il suo percorso incrocerà quello dei nostri freaks. Del resto era già lì che li osservava in modo assolutamente non inquietante durante il discorso di Jimmy. L’unica cosa che non ho capito di questa puntata é stata la ragazza, la prima vittima di Twisty. Sei da sola, e vedi un clown sporco e inquietante che ti si avvicina, e tu non scappi? Ma ti sembra? Ricordatevi, ladies and gents: se vi trovate in una situazione in cui vi sembra di essere il tipico ragazzo bianco nei primi cinque minuti di un film horror o di un’episodio di Supernatural, non restatevene lì impalati, ma prendete e scappate. Per il vostro bene.


(altrimenti farete questa fine.)

Che dire? Mi é piaciuta molto. Mi é piaciuto come Murphy abbia deciso di puntare su un tema a lui sempre molto caro, la diversità, come già si vede dall’inquietantissima sequenza in stop-motion degli opening credits, e come sembra essere ritornato su una trama abbastanza lineare, un po’ in stile Murder House – anche se, certo, é difficile da dire basandosi solo sulla prima puntata. E penso che l’horror di questa nuova American Horror Story non sarà più tanto la magia o il paranormale, o il gore alla Tarantino (che c’é sempre e quindi non lo consideriamo neanche più una novità). Penso che ci si concentrerà di più sull’inquietudine, sul senso di disagio, di creepy. E sull’orrore che é contenuto nell’animo umano. Un po’ più psicologico, quindi. E non posso che esserne entusiasta.

Perché il tema de «la vera mostruosità é quella esteriore o quella interiore?» mi ha sempre colpita molto, fin da quando Clopin cantava, «Ma ecco un quesito, scoprite chi é il vero mostro a Notre Dame: chi é brutto dentro o chi é brutto a vedersi?», e, beh, AHS: Freak Show é la versione per un pubblico cresciuto e dallo stomaco leggermente più forte. Quello che Fraulein Elsa porta in giro é un gruppo di freaks, é vero, ma come dice Ethel quel posto é la loro casa. Dove altro potrebbero andare, se il resto del mondo non esiterebbe un istante a sbatterli in un manicomio, o a comprarli come se fossero oggetti, come vogliono fare Gloria e Dandy Mott con le gemelle? E quindi, la domanda che credo ci lasci questa puntata é, chi sono i veri «mostri  tra di noi»? Del resto, ricordiamocelo:


(wir sind alle freaks, and that’s the fact.)

Spero di non essere stata troppo noiosa, o filosofica, o scialba. Recensire Game Of Thrones la scorsa stagione era decisamente diverso, ma ci tengo davvero molto a fare in modo che queste recensioni siano piacevoli, quindi se avete suggerimenti o simili fatemi sapere, così come vi invito a lasciare qui sotto tutte le vostre teorie e speculazioni, perché diciamocelo, sono una delle parti più belle dell’essere un telefilm addicted!

Io vi ringrazio per aver letto, e vi lascio col promo della 4×02, «Massacres and Matinees»: mentre aspettate il prossimo episodio, e se sentire l’assoluta necessità di non dormire più fino alla prossima settimana, potete trovare Twisty il Clown e gli altri freaks nella nostra pagina affiliata, Citazioni improbabili di American Horror Story. Personalmente, io andrò a risentirmi in loop «Life On Mars» e a fare scorta di sale. Perché non si sa mai.

http://www.youtube.com/watch?v=vFIQgezCvY0&w=560&h=315

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8 comments

Lestblue
Lestblue 10 Ottobre 2014 at 15:45

Recensione fantastica! Well Done!!
Questo primo episodio l’ho adorato… anche se… mi mancano un po’ quelle atmosfere realmente horror che ho vissuto con le prime due stagioni. L’ambientazione e la tematica di questo nuovo AHS hanno un potenziale enorme e quindi ci spero molto!

Can’t wait for the new episode!

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barricadeuse
barricadeuse 10 Ottobre 2014 at 17:14

Wow, grazie mille, it’s an honor *^*
Credo che a contribuire all’atmosfera di paura di Murder House e Asylum fosse anche la novità del concept, e adesso abbiamo un nuovo inizio, con Freak Show, visto che la piega presa da Coven é stata decisamente unica e molto diversa. Sono fiduciosa. Del resto già con Twisty the Clown mi sono fatta dei salti sulla sedia che metà bastavano…
Ci si vede al prossimo episodio, allora!

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Mary'sWorld
Mary'sWorld 10 Ottobre 2014 at 17:01

La grandezza della Lange che canta LIFE ON MARS?
Non mi riprenderò mai.

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barricadeuse
barricadeuse 10 Ottobre 2014 at 17:16

I’m so glad I was alive for that. É un momento che mi porterò dietro per sempre, considerato che Life On Mars é una delle mie canzoni preferite probabilmente di tutti i tempi (così come tutte le canzoni sulle stelle o altri corpi celesti, ma questa é una passione mia). Spero avremo sempre un momento musicale in ogni episodio. Sarebbe incredibile *^*

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Aniel
Aniel 10 Ottobre 2014 at 18:25

Recensione impeccabile (e se non piazzi random almeno una gif di supernatural non sei contenta… well done! XD). Io penso di poter parlare per ore esclusivamente dell’accento meraviglioso della Lange, ma la verità è che se dovessi mettermi a discutere di tutte le cose meravigliose che ho visto in questa premiere, parlerei ininterrottamente per i prossimi sei mesi!
Penso che AHS fosse la serie che più aspettavo, paradossalmente perché l’ambiente circense mi spaventa a morte da sempre e con i clown ho un pessimo rapporto (Sam Winchester, anyone?)… non so, amo essere spaventata forse? Chiamate uno strizzacervelli, presto!!!
Non vedo l’ora di vedere il prossimo episodio e – naturalmente – di rileggerti!

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barricadeuse
barricadeuse 10 Ottobre 2014 at 19:07

(non capisci, io se non inserisco almeno un paio di riferimenti a spn nella mia vita di tutti i giorni non sono contenta. it’s a problem. a huge one XD)
Grazie mille, davvero *^*
Io ho un debole per gli attori che parlano con un accento molto marcato (motivo per cui amo Christoph Waltz), e sentire la Lange parlare così é stato come prendere una scala dritta dritta per il paradiso. Vivo per sentirla dire “Meine Liebe”, giuro.
E, cara, i feel you. Il circo mi affascina e terrorizza allo stesso tempo, e niente come i clown. É la sindrome di Sam Winchester. E penso che un po’ a tutti piaccia aver paura, altrimenti non andremmo a vedere così tanti horror. O non saremmo appassionati di una serie come AHS!
Ancora grazie mille, e a presto!

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marycry 11 Ottobre 2014 at 10:08

Jessica Lange che canta Life on Mars è stato il top!
Recensione ottima e per niente noiosa, fa piacere vedere che non sono l’unica ad avere paura dei clown ( sam winchester docet)! Per quanto riguarda la ragazza all’inizio, fossi stata io sarei corsa come neache forrest gump ha mai fatto, ma d’altronde i film horror sono così ( tipo quando c’è un’assassino in casa e la protagonista invece che scappare dalla porta sale per le scale). AHS è una delle serie che aspettavo di piu’ quest’anno e devo dire che ha davvero iniziato col botto.

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barricadeuse
barricadeuse 11 Ottobre 2014 at 15:09

Grazie mille *^*
E concordo con te, ormai ho visto troppi horror e troppe puntate di Supernatural per restarmene ferma e tranquilla in situazione del genere: mi si avvicina un clown inquietante? Io prendo e scappo manco avessi Lucifer alle calcagna (anche perché a me Lucifer stava pure abbastanza simpatico). Ormai sono pronta a tutto. É per questo che viaggio col sale, i fratelli Winchester mi hanno insegnato bene.

Ma a parte loro, sì, quest’inizio di stagione é stato fenomenale, e di certo non ha deluso le mie aspettative – che erano alte, perché AHS la aspettavo tanto. Troppo. E non mi ha delusa per niente, per fortuna!
Grazie mille ancora e alla prossima!

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