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American Horror Story | Recensione 2×13 – Madness Ends [Season Finale]

Il cerchio si chiude. Dopo il controverso episodio della settimana scorsa, che ha creato un dibattito molto interessante sul nostro sito, arriviamo finalmente a discutere del tanto atteso season finale. Superando ogni aspettativa, Madness Ends, colpisce al cuore e regala al pubblico un episodio emozionante, catartico e celebrativo, riuscendo a dare soprattutto una degna conclusione a tutte le story-line principali. Senza scaturire in falsi moralismi e scialbi colpi di scena, la vicenda è stata raccontata in maniera sublime e toccante; anche se il mistero sull’esistenza degli alieni è rimasto un punto oscuro, Madness Ends entra sicuramente di diritto nella storia della televisione e della serialità moderna, come uno dei season finale più belli di questi ultimi anni. In viaggio tra presente, passato e futuro, Ryan Murphy ha ultimato l’intricato puzzle di eventi con un excursus raccontato sia dalla flebile voce di Lana che dalle calde parole di Kit.

Il tutto ha inizio quando un’anziana Lana, all’apice della sua carriera, rivela ogni più piccolo particolare della sua vita in un’accorata intervista. Lana Banana ci racconta come è riuscita a far chiudere l’Asylum, grazie ad un reportage esclusivo che ha rivelato tutte le malefatte ed i maltrattamenti avvenuti in questi anni. La giornalista, che a tutti costi voleva ritrovare Jude, si ritrova a mettersi sulle tracce di Kit. Il ragazzo, ormai vedovo e con due splendidi bambini, racconta lontano dalle telecamere, come ha salvato la vita di Jude dandole una nuova opportunità di vita. La donna a cui Jessica Lange regala un’interpretazione da Oscar, trascorre i suoi ultimi anni di vita facendo da nonna ai bambini di Kit, finchè l’angelo della morte non la chiama a sé. Il racconto continua e, mentre conosciamo anche la triste sorte a cui il monsignore è andato incontro, Lana racconta anche di Kit e come, colpito da un male incurabile, è stato portato in salvo da questi esseri verdi e tanto misteriosi, salvandolo forse da morte certa. Un racconto, quindi, accorato che finisce con un drammatico confronto tra mamma e figlio. Lana e Johnny si trovano faccia e faccia, e l’epilogo anche se del tutto prevedibile, è davvero sconcertante ed emozionante.

Madness Ends è stato quindi un episodio a tutto tondo che, passo dopo passo, come in un libro, ha raccontato la vita al di fuori dell’Asylum, intrecciando storie, rivelazioni e morte. Se da una parte siamo arrivati alla consapevolezza che il vero mostro era Lana, visto che la giornalista era disposta a tutto pur di far chiudere il manicomio, la vera rivelazione è stata Jude. Da tutti definita la villain per antonomasia, l’ex suora invece si è rivelata il personaggio più sfaccettato della serie. All’apparenza fredda e distaccata, e invece si rivelata una persona amorevole e con dei sentimenti profondi. Kit, che nuovamente si conferma essere un uomo dal grande coraggio oltre che con un fascino mozzafiato, è stato l’ago della bilancia di tutti gli eventi della serie, l’unico infatti che non ha cambiato il suo modo di essere, assurgendo a best male della serie. Contando gli assenti come il dottor Oliver, Arthur e Suor Mary, l’epilogo di American Horror Story è stato allo stesso modo emozionante e triste. Tutto era al suo posto. E lo devo ammettere, Ryan Murphy mi ha stupito. Abituato alle sue trovate geniali che di solito lasciano il tempo che trovano, in questa nuova serie tv, per una volta ha pensato al pubblico, riuscendo a concepire un finale degno per una delle produzioni più discusse della stagione. In ben 4 episodi, il creatore è riuscito quindi a diluire il racconto senza perdersi in mezzi finali. Anche il tanto agognato confronto tra Lana e suo figlio, seppur sia stato molto breve, è stato comunque un colpo al cuore, perchè proprio in quell’attimo è uscito il vero IO di Lana.

Dominique, anche se per una manciata di minuti, fa capolino nel finale di stagione. Le porte dell’Asylum si chiudono per sempre, e noi siamo consapevoli di aver visto una serie tv che ha fatto la storia della televisione. Ora rilassatevi, prendete respiro che la Storia Horror americana, tornerà la prossima stagione con tante succulente novità. Telefilm Addicted ci sarà nuovamente, per continuare a vivere insieme nuove ed incredibili emozioni.

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4 comments

Prince
Luca87 27 Gennaio 2013 at 11:06

Recensione stupenda!
Per quanto mi riguarda, questa è stata la serie più bella di sempre. E’ stato tutto perfetto, sceneggiatura, recitazione, fotografia… l’unica cosa che mi lascia un po’ perplesso è la storia degli alieni, ma vabbè… chiudiamo un occhio 😉

Reply
sarella 27 Gennaio 2013 at 11:45

Concordo…mi sono emozionata tantissimo in questo season finale, mi ero affezionata ai personaggi molto più che nella passata stagione e ho adorato veramente ogni minuto di questa stagione!
Bellissima recensione!!!!

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cristal85 27 Gennaio 2013 at 11:50

Ringraziandovi dei complimenti ( fa sempre comodo per il mio ego un pò malandato), finalmente dopo tutta quella spirale di perversione e cattiveria, ci voleva una sorta di lieto fine per tutti o quasi personaggi.
Il saluto di Dominique è stato epiness 😉

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Riccardo 28 Gennaio 2013 at 12:08

Questo episodio è sembrato un pò un’appendice nel libro dell’orrore di Murphy. La più grande capacità di AHS e dei suoi autori è stata quella di rinnovarsi completamente rispetto alla prima stagione. Non solo nel cast, nei personaggi e nell’ambientazione, ovviamente, ma anche nella costruzione del racconto, di ogni singolo episodio. Niente era prevedibile e anche il finale era costruito in maniera completamente opposta rispetto lo scorso anno. Lì era la conclusione di un viaggio, qui il racconto di un ulteriore aspetto del male, e delle scelte che determinano la vita di un individuo. La scena finale dello scorso anno era spiazzante, questa è più enigmatica. Aspettiamo la terza stagione ( o il terzo volume)

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