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American Horror Story Recensioni

American Horror Story | Recensione 2×11 – Split Milk

American Horror Story Recensione 2x11 Split Milk Asylum Jessica Lange Ryan MurphySiamo di fronte ad un capolavoro della serialità moderna, questo ormai è ovvio. Nonostante due importati personaggi siano usciti drasticamente di scena, la tensione non è calata assolutamente anzi Split Milk, sembra quasi aprire un nuovo capitolo per la serie tv, ormai a due episodi dal finale. Ci troviamo di fronte ad un appuntamento che introduce nuovi meccanismi tra i personaggi e che finalmente rivolge uno sguardo al di fuori del terribile manicomio. Un ingannevole ricatto prende vita, mentre la vita di due personaggi importanti, arriva di fronte ad un bivio sconcertante. Senza dimenticare che il Bloody Face 2.0, interpretato nuovamente da un convincente Dylan McDermott, fa la sua apparizione rendendo l’atmosfera davvero disturbante.

Ammetto che forse guardando Split Milk in pieno giorno, non ho provato le stesse sensazioni che una visione notturna avrebbe potuto regalarmi; ciò nonostante il risulto mi ha davvero convinto, e non credevo che dopo l’episodio così perfetto della settimana scorsa, questo potesse stupirmi di più.

Nell’Asylum è tempo di cambiamenti. Se da una parte vediamo uno sconcertato Kit che si assume il ruolo di padre, mentre Grace racconta il suo viaggio in un mondo onirico, dall’altra parte a Lana viene concesso di fuggire dal manicomio, in modo da permettere di far chiudere bottega a questo posto dimenticato da Dio. Punto cruciale è un drammatico confronto tra Suor Judy ed il Monsignore, che cerca nuovamente di sopprimere la vitalità dell’ex suora imprigionandola in una cella d’isolamento del manicomio. Arriva finalmente la resa dei conti tra Lana ed il dottor Oliver, come anche il giovane Kit tornando a casa con Grace, ha una “sgradita” sorpresa. Un altro personaggio esce di scena, ma la tensione non cala minimamente.

Con una colonna sonora semplice ma allo stesso tempo terribilmente assordante, Split Milk, ci accompagna in un viaggio all’interno della psiche umana. Non solo conosciamo un lato di Kit di cui ignoravamo del tutto l’esistenza, ma scopriamo anche come Lana riesce veramente ad essere una donna tutta di un pezzo e a compiere gesti legati da una solida fermezza. Mentre, a pochi episodi dal finale, gli autori hanno trasformato il monsignore in un nuovo villain, di poco impatto tra l’altro, stanno dando nuovamente libero sfogo alla bravura di Jessica Lange che torna protagonista sulla scena. La tematica Sci-fi, bussa prepotentemente alla porta del manicomio, e mentre da una parte rimane forse l’unico tassello per completare il puzzle, dall’altra cozza decisamente con l’interno universo della serie non riuscendo a capire da che parte voglia andare a parare.

Siamo quindi agli sgoccioli, mancano appena due settimane per salutare questa scoppiettante stagione di American Horror Story e, nonostante siano accaduti tanti colpi di scena, la serie riesce a regalare ancora episodi così dannatamente accattivanti. Non c’è più Dominique, manca Sister Mary, ma siamo consapevole che Ryan Murphy non si smentisce mai, riuscendo a concepire dei veri gioielli della perversione fatta a “serie tv” .




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