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American Horror Story Recensioni

American Horror Story | Recensione 2×04 – I’m Anna Frank (Part One)

Si riaprono le porte del nostro Asylum preferito. Questa settimana la serie creata da Ryan Murphy, ci introduce la prima parte di un doppio episodio che fa presagire grandi risvolti. Ormai sia il sottoscritto, che tutto lo staff di Telefilm Addicted, siamo letteralmente innamorati di questa serie tv, eppure questa settimana devo fare un po’ il cattivello. Dopo tre episodi sul filo del rasoio, infatti, la vicenda ha avuto un leggero calo nella narrazione; I’m Anna Frank mette quasi in stand-by la vicenda principale della serie, focalizzandosi sull’evoluzione dei personaggi ed introducendo un nuovo e, forse, importante protagonista. Niente Adam Levine purtroppo, ma in compenso più Evan Peters che nuovamente conferma le sue doti di grande attore, ma soprattutto si rivela essere un gran figaccione. Questo credo che lo sapevate già. Vero?

Il manicomio diretto, per non dire governato, da Suor Jude, sta riprendendo la sua solita routine dopo quanto è successo durante il temporale. Tutto sembra andare per il verso giusto, fino a quando fa il suo ingresso un nuovo paziente che afferma di essere Anna Frank. Mentre il caro Zachary alias dottor Oliver si trova nella scomoda situazione di esaminare la sanità mentale di Lana e Kit, Suor Jude viene travolta dal racconto di fake-Anna; la donna afferma di riconoscere nel dottor Arthur, un militare tedesco che seviziava e torturava gli ebrei nei campi di concentramento. La madre superiora comincia a nutrire dei seri dubbi sul passato dello strambo dottore e ne approfitta quando la polizia arriva al manicomio per indagare sulla scomparsa di un paziente. Kit e Grace ormai totalmente presi dal fuoco della passione, vengono separati dalla diabolica Suor Mary mentre Lana, aiutata da Oliver, cerca di reprimere le sue pulsioni sessuali, per far credere a tutti di essere guarita e finalmente denunciare le atrocità che avvengono all’interno del manicomio.

Un episodio che nella sua bellezza è stato quasi inconcludente. L’appuntamento settimanale con la dose di paura e le perversioni mentali, ha messo da parte i tanti colpi di scena a cui eravamo abituati, per dare più spazio all’evoluzione in sè del personaggio, e permettere di scoprire qualcosa in più sul suo passato. Con svariati flashback, infatti, abbiamo dato uno sguardo al torbido passato di Grace, mentre ancora poco chiaro è quello di Kit. Sarà davvero un crudele assassino? La svolta interessante, l’unica in questo episodio, è stata la toccante storia racconta dalla flebile voce di Anna Frank. Non so se quanto ha raccontato la donna sia tutto vero, ma il modo in cui è stato introdotto questo particolare, mi ha toccato nel profondo. Un racconto questo che ha sconvolto non solo il sottoscritto, ma che ha turbato visibilmente anche la sempreverde Jessica Lange. Anche se un po’ invecchiata, l’attrice insieme ad Evan Peter, si conferma uno dei volti più carismatici della serie. Di poco impatto, ma molto disturbante, è stata la prova a cui Lana è stata sottoposta; chiudere in una parte del cervello le proprie pulsioni sessuali, è davvero una prova di indicibile crudeltà, resa ancora più cruda e violenta se relazionata alla realtà degli anni ’60. Una prova quella di Lana, davvero importante, ma che risulta essere fin troppo fuori dal contesto.

E’ anche logico che la serie abbia avuto un piccolo calo narrativo dopo quanto accaduto fino ad ora; possiamo attribuire questo capitombolo, solo al fatto che l’episodio in questione, è la prima parte di un doppio appuntamento che ci terrà con il fiato sospeso per ben due settimane; visto lo sconcertante colpo di scena finale, sicuramente mercoledì prossimo American Horror Story, ci regalerà nuovo emozioni, e per i più deboli di cuore, priverà di preziose ore di sonno.

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3 comments

Sarella 12 Novembre 2012 at 12:04

Bellissima recensione e bellissimo episodio!!!!!!
Si, ormai lo staff è tutto completamente AHS ADDICTED!!! <3

Reply
JaneRizzoli 12 Novembre 2012 at 12:05

Non sono d’accordo con te riguardo al “poco impatto” dell’episodio di Lana. Io l’ho trovato invece molto significativo, uno perché ci fa vedere le atrocità che si commettevano in passato nei confronti degli omosessuali, e due perché ci fa entrare più nel profondo nel rapporto tra Lana ed Oliver, che, per quanto poco ortodosso, è l’unico, oltre lei, sano di mente in quell’istituto.
Una cosa su cui non ti sei soffermato è il rapporto tra il Monsignore e Arthur. Che passato avranno questi due? Perché il Monsignore sta coprendo le spalle al dottore?

Reply
Sarella 13 Novembre 2012 at 10:42

Ho come il sospetto che il Monsignore non sia assolutamente quello che sembra…

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