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American Horror Story Recensioni

American Horror Story: Coven | Recensione 3×01 – Bitchcraft

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Facciamo una premessa che ritengo abbastanza importante: American Horror Story è uno show che amo, sono un fan del genere horror, sono cresciuto a pane e slasher, vedere splatter mi rilassa quanto venti gocce di Xanax sotto la lingua, mi mancano le streghe in tv da quando nel 2006 “Charmed” ha chiuso i battenti, ho una profonda adorazione verso Kathy Bates e la sua Misery, e probabilmente sono l’unico essere umano in grado di amare Emma Roberts, è il mio potere speciale. Quindi, tutto questo, aggiunto al mix perfetto di un cast ben consolidato dagli anni precedenti: Jessica Lange, Evan Peters, Sarah Paulson e Lily Rabe porta questo “Coven” ad essere, in parole povere, un’orgia di ciò che amo.

È come se tutto ciò che mi piace in televisione avesse fatto una Gang Bang e avesse partorito American Horror Story: Coven.

Procediamo step by step:

IL SETTING E IL REALISMO

New Orleans è la mecca del sovrannaturale; numerose le leggende che riguardano questa cittadina della Louisiana, è un perfetto setting per “Coven” perché rende la sospensione dell’incredulità veramente facile per il telespettatore, che tra superstizioni, woodoo, e leggende metropolitane, riesce ad inserire la magia in un contesto del genere. Inoltre gli autori sono stati geniali nell’inserire elementi storici facendoli combaciare alla perfezione con scelte fictional che funzionano alla grande.

Prendiamo la scelta di inserire tra i personaggi “Delphine LaLaurie,” una nobildonna vissuta nell’800, famosa per aver seviziato e torturato gli schiavi di colore, si dice che provasse piacere nel farlo, ha ucciso e fatto sparire molte delle sue vittime; una personcina a modo, insomma.

Un personaggio storico che entra nel mondo fittizio di Coven, e che lo fa in modo originale. Fiona (Jessica Lange) dissotterra il suo corpo, in cerca, probabilmente, del segreto per la vita eterna. Hello?! Mai sentito parlare del dividere la propria anima in sette parti? O… mai provato ad andare alla ricerca della Pietra Filosofale? Non bisogna neanche sporcarsi le mani di terriccio!

Kathy Bates è maestosa nel ruolo, il teaser, del quale è protagonista, risulta infatti la parte più riuscita e macabra dell’episodio. Non vedo l’ora di vederla in scene più impegnate con Jessica Lange, lo scontro tra le due sarà epico. Non ero così eccitato da quando Mew ha affrontato Mewtwo nel primo film dei Pokémon.

Un altro personaggio storico che Murphy e co hanno deciso di inserire in Coven è quello di Marie Laveau, una praticante di woodoo, vissuta ai tempi di Delphine LaLaurie; ci sarà un chiaro confronto tra magia e woodoo, che in Coven assumono un ruolo distinto e antagonistico, questo dualismo sembra uno dei temi principali di questa stagione.

BITCHES

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La scuola della serie è una sorta di “Hogwarts Went Wrong,” dove giovani studentesse, ognuno con un diverso potere, cercano di imparare ad inibire i loro poteri.

Se le streghe di Charmed fossero state in Coven, Prue e Phoebe si sarebbero prese a randellate, un po’ nello stile di Shannen Doherty e Alyssa Milano, Piper avrebbe tagliato il piffero a Leo quando ci ha gonfiato i testicoli con la storia delle reincarnazioni, e Paige non sarebbe mai arrivata, perché Phoebe e Piper avrebbero trovato il modo di riportare in vita Prue in versione zombie.

Comunque, sono arrivato alla conclusione che a New Orleans è meglio tenere il pisello nelle mutande.

Zoe ha una vagina che uccide. Letteralmente, basta una sveltina; non so neanche se il preservativo avrebbe qualche sorta di effetto, e non so neanche perché io me lo stia chiedendo.

Lei è il personaggio attraverso il quale conosciamo il mondo di Coven, è un personaggio che si allontana e no da Violet; forse è proprio questo uno dei pochi difetti di American Horror Story, difetto o pregio, dipende dai punti di vista. La Lange ha interpretato tre personaggi diversi sulla carta nel corso dei tre cicli, tre personaggi che tuttavia sembrano avere molti punti in comune; vi spiego meglio: per me ha perfettamente senso che Sister Jude sia diventata Constance e in seguito Fiona, non sono personaggi così diversi, questo può portare ad una sorta di ripetitività, possiamo fare un esempio con Time Bokan, la serie di cartoni animati giapponesi che ha diversi cicli, ma che usa gli stessi stereotipi di personaggi (Yattaman, i Predatori del Tempo, Calendar Men).

È un po’ la stessa storia di Zoe, non è poi così assurdo pensare a Violet che diventa una strega. No, non mi sono fatto come il tizio che si occupa delle riprese dello show.

Vorrei spezzare una lancia (non in testa, come molti di voi), ma a favore di Emma Roberts. Credo che sia una delle persone più odiate nella storia del mondo, ma che dico, dell’universo come lo conosciamo, non solo per il fatto che ha quell’aria da snob, che fa carriera grazie al nepotismo e perché è “la fidanzata di,” ma anche perché ha preso Evan Peters a mazzate, ed è, per dirlo in breve, una cagna.

La ragazza ha talento. I ruoli da cattiva le donano, sembra nata per interpretare questo tipo di personaggi, in Scream 4 l’ho trovata maestosa, è credibile in modo spaventoso nel ruolo di psicopatica con disagi mentali, le viene naturale. È come se in Coven stesse un po’ interpretando se stessa, o meglio, la versione di se stessa che la gente conosce, con dei poteri magici.

Spicca nel ruolo, è suo, ed è probabilmente uno dei personaggi più carismatici nello show. Meraviglioso quando dopo il- molto disturbing- stupro di gruppo, ribalta un bus con un semplice gesto del braccio, della serie “Prue me spiccia casa.”

Ci troviamo di fronte, inoltre, ad una tematica interessante da affrontare a livello di storyline: la linea tra il bene e il male, cosa è giusto fare e quando ci sono conseguenze se la magia viene usata a scopi personali?

Essendo in uno show del genere, probabilmente non ci sono conseguenze (come in Charmed), ma mi interessano di più i risvolti emotivi del caso; Zoe si è spinta forse troppo lontano uccidendo il fastidioso e onnipresente Grey Damon, che ormai è come il parmigiano sulla pasta? O meglio, è come quando vuoi del pecorino, e ti mettono del parmigiano, questa metafora mi sembrava più adatta, visto l’odio che nutro nei confronti di ogni personaggio che interpreta.

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Non so ancora quanto sarò coinvolto da Kyle e Zoe, insomma, a loro è bastato uno sguardo attraverso una lastra di ghiaccio per innamorarsi (stile Romeo + Juliet, quando Murphy ha detto che la loro storia avrebbe ricordato Romeo e Giulietta, non avevo inteso che sarebbe stato così letterale), a me serve più di qualche scena. Ciò che è sicuro è che Taissa ed Evan hanno una chimica straordinaria, già esplorata in “Murder House,” attendo risvolti, anche perché per ora il ragazzo è morto.

– NOTE

– Fantastica la BAMBOLONA bambolina woodoo vivente, ho amato molto la ragazza in Precious e in The Big C.

– Ditemi, quando avete rivisto “Adelaide” non avete subito sentito “Morirete lì dentro?”

– La premiere è la più vista nella storia della serie. 5 milioni e mezzo di telespettatori, e un risultato monstre nella fascia 18-49. Sicuramente l’argomento trattato è commerciale, ma le persone erano evidentemente più che interessante.

Una premiere che funziona, che introduce personaggi e storyline che possono essere sviluppati in maniera interessante. Un primo episodio che è riuscito ad intrattenere, che ha giocato sul “Girl Power” sul tono più “light” di questa stagione, sulle battute (quella sulla vagina della Roberts è stata il top), sul rapporto madre e figlia (Cordelia e Fiona, LaLaurie e la figlia ossessionata dall’uomo di colore, chiamala scema!) e su due diverse correnti di pensiero: il nascondersi vs il combattere.

“When witches don’t fight, we burn!”

Una premiere promossa, per una stagione che promette di mettere le donne al centro della scena.

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Voto: 8,5

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